mercoledì 18 agosto 2021

Philippe de Monte, fallimenti, ostacoli e miserie di uno dei più grandi polifonisti rinascimentali

Prolifico madrigalista, autorevole compositore di messe e brani religiosi, Philippe de Monte è stato senza dubbio, e resta, uno dei grandi del suo tempo. Celebrato in vita alla stregua di Lasso e Palestrina, dopo la sua morte è lentamente caduto nell'oblio tanto che oggi ben pochi ricordano la sua grandezza. La sua gigantesca opera non è stata completamente dimenticata. Sarà di scena infatti a breve un film concerto a cura del coro Graindelavoix diretto da Björn Schmelzer con composizioni in cui fallimenti, ostacoli e miserie sono gli elementi centrali che ci regalano un ritratto unico di De Monte e del suo successo negato.




Il "Don Chisciotte del madrigale italiano". Così Philippe de Monte viene chiamato tra la ristretta élite di appassionati cultori della polifonia rinascimentale. Il riferimento al personaggio creato da Miguel de Cervantes, è facilmente intuibile in quanto il compositore fiammingo si evidenzia come combattente tragico. La sua lotta era incentrata sulla realtà, scortese e ostile, che intendeva cambiare per un ideale che sapeva essere irrealizzabile. Ma la sua lotta contro i mulini a vento non è stata vana, lasciandoci di fatto opere meravigliose sia sacre sia profane. Un dono raro quello di De Monte che è stato quello di far apparire semplici e naturali i più complessi intrecci vocali, di dipanare le più fitte trame polifoniche in microcosmi sonori distinti, chiari e intelligibili. 

Il suo talento ha fatto risultare lineari e facilmente accessibili opere in realtà estremamente complesse, nate in seno dell'illustre scuola contrappuntistica fiamminga che affondava le proprie radici agli albori del XV secolo. Celebrato in vita alla stregua di Lasso e Palestrina, non ebbe però lo stesso successo imperituro nei secoli. E' difficile tra gli amanti della musica, sentire il nome De Monte. Con il motto "Rien sans Peine", ovvero nulla si ottiene senza fatica e sudore, il compositore fu un vero e proprio stacanovista senza sosta, producendo di fatto un'opera gigantesca che in cuor suo già temeva sarebbe stata dimenticata. Ma è forse proprio questa sua consapevolezza che costituisce la modernità di De Monte e della sua opera aldilà di certe regole e preconcetti.

De Monte nacque nel 1521 a Malines, uno dei gangli vitali della ricca Borgogna. I primi anni della sua attività professionale ricalcarono le orme già percorse da intere generazioni di famosi maestri "oltremontani", adulati e contesi dai più influenti sovrani d'Europa; dopo aver a lungo soggiornato in Italia, prima a Napoli e poi a Roma, dal 1568 ricoprì la prestigiosa carica di maestro di cappella presso la corte imperiale di Massimiliano II e Rodolfo II, tra Vienna e Praga (dove morì nel 1603). 

Come evidenziato da Andrea Milanesi in un raro articolo apparso sul quotidiano Avvenire, c'è attualmente un ampia selezione di mottetti di De Monte raccolta in un cd dal titolo Laudate Dominum (pubblicato da Eufoda e distribuito da New Communication) eseguita dell'Ensemble vocale e strumentale Currende diretta da Erik van Nevel dove viene ben messa in evidenza la sua originale impronta stilistica che si traduce in "un linguaggio che prende le distanze dagli aspetti più cerebrali e utopici della cultura tardo-rinascimentale, per dare voce a un austero e profondo sentimento religioso. Dispensando momenti di grande intensità, soprattutto nei passaggi in cui meglio si evidenzia la scrittura adamantina ed eterea dell'autore fiammingo; come nel fugace respiro del mottetto Gaudent in caelis o nel solenne afflato del monumentale O bone Jesu, che in quasi dieci minuti di musica sublime passa in rassegna i fondamenti della più raffinata tradizione polifonica".

Ora è proprio grazie al coro Graindelavoix diretto da Björn Schmelzer che avremo invece modo di conoscere e approfondire, con un film concerto, l'opera di De Monte dalla quale emerge il lato più oscuro della sua personalità in una serie di composizioni dove sono proprio gli ostacoli, la miseria e il fallimento, il tema centrale della drammaturgia musicale del grande compositore rinascimentale. Un ritratto unico di colui che ingiustamente potrebbe oggi essere considerato un moderno artista fallito.

graindelavoix.be/

Info al seguente link: oudemuziek.nl/agenda/alle-concerten-20212022/fom21053-graindelavoix/1-sep-utrecht-1700/

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