martedì 28 dicembre 2021

Napoleone. Nel nome dell'arte. Stasera su Rai5 il documentario con Jeremy Irons

Rai5 trasmette stasera il documentario Napoleone. Nel nome dell'arte con la guida eccezionale del Premio Oscar  Jeremy Irons. Un racconto che mette in risalto come la passione del Bonaparte - talvolta l'ossessione del Bonaparte - per l'arte e il sapere, abbia cambiato il volto della cultura moderna. Diretto da Giovanni Piscaglia con la colonna sonora originale del compositore e pianista Remo Anzovino il film è stato prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in partnership con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia. 




Napoleone. Nel nome dell'arte, un documentario eccezionale che ci farà entrare nella mente del grande generale fondatore del primo impero francese; nelle sue predilezioni letterarie, nella sua psicologia, nella sua passione smodata per l'affermazione di sé, che tanto ha ispirato uomini di potere, intellettuali, dittatori nel corso dei secoli successivi. Dalla nascita di scuole, biblioteche e musei pubblici (tra cui Brera e il Louvre) alla fondazione dell'egittologia grazie alla campagna d'Egitto, dalle straordinarie scoperte archeologiche alle spoliazioni di opere d'arte, sino ad arrivare ai dipinti e alle sculture a lui dedicate si dipana un viaggio il cui punto di partenza sarà Milano, città che Napoleone scelse come capitale del Regno d'Italia da lui creato, che avrà sempre con l'imperatore un rapporto di speciale affinità, tanto da ospitarne anche l'incoronazione del 1805. Così, per la prima volta da allora, ascolteremo le musiche originali composte appositamente per la cerimonia e solo di recente riscoperte nell'archivio del Conservatorio di Milano.

Durante “l’angosciosa deriva di Sant’Elena”, prima della morte, Napoleone pensava – leggiamo nelle memorie – che i posteri lo avrebbero ammirato non solo per le battaglie, ma per avere portato al popolo cultura e bellezza, creando la scuola pubblica e l’idea moderna di museo universale. È a partire da questo aspetto della sua esistenza che nasce Napoleone. Nel nome dell'arte, con la guida eccezionale del Premio Oscar Jeremy Irons, in programma questa sera su Rai5.

Scrittore mancato, lettore compulsivo, ammiratore dell’arte e della sua forza di comunicazione, Napoleone fu spinto alle sue imprese dalla brama di potere e di gloria, ma anche dal bisogno di conoscenza e dall’ambizione di associare la sua immagine alle grandi civiltà del passato. Durante le campagne militari, promosse ricerche, colossali furti di opere e scavi archeologici, soprattutto in Italia e in Egitto, da cui nacquero scoperte come quella della Stele di Rosetta e la fondazione dei primi musei pubblici del mondo: il Louvre di Parigi e, sul suo esempio, la Pinacoteca di Brera di Milano. Mente infaticabile, memoria prodigiosa, appassionato di ogni disciplina, Napoleone (1769-1821) trasformò il suo naturale senso di superiorità in istinto paterno: i cittadini dell’Impero erano per lui figli da educare, con i dipinti, le sculture, la musica, il teatro. Nei territori conquistati portò riforme scolastiche, rivoluzioni architettoniche e urbanistiche e un nuovo modo di intendere il classicismo: lo Stile Impero, di cui parte integrante è la figura del sovrano, effigiato in busti di marmo, monete e tabacchiere, oppure solo citato attraverso la celebre N. 

Punto di partenza del film è l’incoronazione di Napoleone a re d’Italia nel Duomo di Milano il 26 maggio 1805: un momento che sottolinea lo stringente legame col mondo greco-romano, con quello rinascimentale e persino con l’eredità longobarda, rappresentata dalla Corona Ferrea che Napoleone volle indossare al culmine della cerimonia. Inoltre, per la prima volta da allora, è stato fatto trascrivere, orchestrare ed eseguire in Duomo il Te Deum di Francesco Pollini, che fu composto e suonato per l’incoronazione e che è stato solo recentemente ritrovato dalla docente del Conservatorio di Milano Licia Sirch tra le carte dell’Archivio di Stato: nel film lo vediamo eseguito in prova generale presso la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale e poi nella cattedrale di Milano dall’Orchestra Fondazione “I Pomeriggi Musicali”, diretta da Marco Pace, con il mezzosoprano Giuseppina Bridelli. Per l’occasione seguiremo anche il restauro del manto indossato quel giorno da Napoleone e degli oggetti cerimoniali che lo accompagnavano, preziosa opera di recupero legata al progetto Restituzioni di Intesa Sanpaolo.

Milano, scelta come prima capitale del regno d’Italia, città di forti simpatie napoleoniche, è luogo fondamentale del film. Dalla Biblioteca Nazionale Braidense – con il manoscritto autografo de Il cinque maggio di Manzoni e i volumi della Description de l’Egypte – alla Pinacoteca di Brera, uno dei fulcri della narrazione. Se infatti, a partire dalla campagna d’Italia, la penisola fu oggetto di meticolose spoliazioni di opere d’arte, è vero che con Brera venne fondato il primo “museo universale” italiano, un “piccolo Louvre” dove converge il meglio della produzione italiana. Se Milano fu centro di ricezione e smistamento di opere, Roma fu certamente luogo privilegiato di “estrazione”, nonché portale attraverso cui riconnettersi ai miti di Alessandro Magno, Augusto e Adriano. Dal Museo Pio Clementino e dai Musei Capitolini, il film racconta l’odissea delle opere partite per Parigi e tornate a casa, in silenzio, di notte, nel 1816, grazie all’impegno di Canova. Si tratta di alcune delle opere più importanti della tradizione occidentale: l’Apollo del Belvedere, il Laocoonte, il Galata morente e anche il Bruto capitolino, divenuto a Parigi icona di libertà repubblicana e lotta tirannicida e portato in trionfo nei cortei che celebravano la morte di Robespierre. Nelle sale del Louvre possiamo approfondire i criteri scientifici ed enciclopedici con cui era organizzata l’esposizione delle opere e ammirare l’incoronazione di Napoleone e Giuseppina di Beauharnais il 2 dicembre 1804, in Notre-Dame, opera monumentale di Jacques-Louis David. Una parentesi toscana conduce poi lo spettatore a San Miniato, luogo d’origine dei Bonaparte, e all’Isola d’Elba, dove i libri che l’Imperatore portò con sé nell’esilio permettono di parlare del suo amore ossessivo per la lettura, della sua memoria eccezionale. 

Per comprendere appieno la figura del Bonaparte, il film raccoglie gli interventi di: Luigi Mascilli Migliorini, Storico, Università di Napoli e Direttore della rivista italiana di studi napoleonici; Salvatore Settis, Archeologo, storico dell’arte e Presidente del Consiglio Scientifico del Louvre; James Bradburne, Direttore Pinacoteca di Brera; Ilaria Sgarbozza, Storica dell’arte; Ernesto Ferrero, Scrittore, autore del romanzo “N”, premio Strega 2000; Cynthia Saltzman, Storica dell’arte e scrittrice; Jean-Luc Martinez, Presidente-Direttore Museo del Louvre; Assem El-Dessouki, Storico dell’Egitto Moderno; Aude Semat, Dipartimento di Arte Egizia, Metropolitan Museum, New York; Alberto Antonio Banti, Storico, Università di Pisa; Charles Bonaparte, ultimo discendente della famiglia Bonaparte; Peter Hicks, Storico, Fondation Napoléon; Chantal Prévot, Storica, Fondation Napoleon; Christophe Beyeler, Conservatore capo Musée Napoléon Ier, Fontainebleau; Marco Pupillo, Curatore Museo Napoleonico di Roma; Marco Belpoliti, Scrittore; Lucia Miazzo, Restauratrice; Vittorio Lingiardi, Psicoanalista; Benedetto Luigi Compagnoni, Direttore Archivio di Stato Milano; Adriàn Almoguera, Storico dell’architettura; Giuseppe Massimo Battaglini, Storico.

lunedì 27 dicembre 2021

Jephte, Plorate filii Israel: il sublime Lamento del capolavoro di Giacomo Carissimi

Jephte è l'oratorio a sei voci, strumenti e basso continuo dell'illustre compositore Giacomo Carissimi. Di eccezionale impatto visivo è l'episodio del Lamento, il Plorate filii Israel, senza dubbio la parte più sublime ed ammirata dell'intero brano. 

Giovanni Antonio Pellegrini, Ritorno di  Jephte raffigurato con la figlia che lo accoglie con il suo tamburello, 1700-1725 circa


Giacomo Carissimi, musicista fra i maggiori esponenti della scuola romana, riveste fondamentale importanza nel panorama musicale europeo. Le sue linee melodiche hanno tracciato nuovi orizzonti, conferito al canto movimento, varietà e grazia, creando un “unicum” tra musica e azione drammatica; l’oratorio “Jephte” è uno dei grandi capolavori di questo genere e il Plorate filii Israel del coro conclusivo è senza dubbio il brano più ammirato, tanto che Haendel ne rimase così impressionato da prenderne a prestito parecchi elementi per il coro del proprio Samson. 

La bellezza del Lamento, anch'esso suddiviso in sezioni, risiede molto nell'aspetto fonetico. La linea melodica é relativamente secondaria. Sono le insistite dissonanze di cui è irto l’accenno di fugato sulle parole “in carmine doloris”, il clima emotivo, lo sfasamento delle voci, le ripetizioni, i passaggi di una parola da una voce all'altra, i passaggi dinamici del piano al forte e viceversa, la tensione continua sulle singole note a caratterizzare di fatto il Plorate filii Israel, fino alla calma e lenta cadenza finale. Tanto le dissonanze quanto il lavorìo polifonico che anima le sezioni successive appaiono tuttavia l’emblema di un’angoscia per la quale, in termini solamente umani, non è possibile né razionale spiegazione né durevole conforto. 

Carissimi, che fu maestro della cappella alla Basilica di Sant’Apollinare a Roma dal 1630 alla sua morte, è determinante nella definizione e nell’evoluzione della forma musicale dell’oratorio in lingua latina, ovvero la partitura musicata di un testo sacro (non liturgico). Della sua vastissima produzione musicale fanno parte, oltre agli oratori, mottetti sacri, messe, cantate profane e da chiesa, e molte composizioni per organo. Carissimi è uno dei maestri che più ha contribuito a perfezionare le forme della cantata; è tra i primi a rendere più leggero il basso continuo, dandogli movimento e varietà di forme. La sua musica, ricca di madrigalismi, talvolta ricorda lo stile concitato di Monteverdi. La strumentazione di solito è essenziale: organo, o cembalo e tiorba, strumento musicale a corde pizzicate, della famiglia dei liuti (detto anche chitarrone), con eventuale rinforzo di violone o viola da gamba, per l’esecuzione del basso continuo; per la parte concertante intervengono fiati e archi.

Jephte sembra sia stato composto intorno al 1649, o poco prima. Secondo la prassi a quel tempo usuale, l’autore ricavò il testo dell’“Historia di Jephte”, che si suppone essere stato composto intorno al 1649, tagliando e interpolando liberamente la Vulgata e, come in tutti i suoi oratori latini, la struttura appare progettata a campata unica delineata in tre tableaux (la battaglia – le celebrazioni per la vittoria – i lamenti). A ciascuna di queste corrisponde un diverso carattere musicale, secondo una retorica largamente condivisa all’epoca: i cambi di tonalità da maggiore a minore e viceversa, l’uso di pause in funzione espressiva, il prolungarsi al canto di note dissonanti con il basso continuo, l’uso di intervalli aspri, per lo più diminuiti, e tritoni.

È un’opera profondamente unitaria in cui la recitazione gioca un ruolo decisivo; ed è proprio questa profonda compenetrazione tra musica e azione drammatica a renderlo un capolavoro.

In rete non sono molte le esecuzioni del Plorate filii Israel dell'Historia de Jephte, tra queste le più ammirevoli sono quelle del The University Baroque Ensemble and The Collegiate Choir, degli English Baroque Soloists, dei Cantus Cölln e del Coro Città di Roma, sotto la direzione del maestro Mauro Marchetti nell'ambito della Sagra Musicale Umbra del 2005.

Il Sogno del Podio, professione direttore d'orchestra: al via su Rai5 la competizione per entrare nella leggendaria London Symphony Orchestra

Andrà in onda su Rai5 la nuova edizione del docu/talent il Sogno del Podio. Venti giovani direttori di orchestra inseguiranno il sogno di vincere la competizione per poter lavorare per un anno come “Assistente Direttore” nella leggendaria London Symphony Orchestra. 




Condotta da Milly Carlucci, di scena su Rai5 mercoledì 29 e giovedì 30 dicembre la nuova edizione del docu/talent il Sogno del Podio, la competizione per entrare nella leggendaria London Symphony Orchestra. Venti giovani direttori di orchestra si sfideranno per un ruolo che darebbe loro la possibilità di cambiare per sempre la loro vita.

La Competizione, patrocinata dal Principe Carlo, si svolge ogni due anni dal 1990 nelle prestigiose locations della “Guildhall School of Music and Drama” di Londra (1° e 2° round) e il “Barbican Centre” (finale) ed ha lanciato direttori d’orchestra di fama internazionale.

Quest’anno, a causa delle restrizioni COVID, i primi due round e la finale avranno luogo tutti nella Hall di St Luke, sede operativa di LSO. Altra grande novità, i concorrenti dovranno dirigere la London Symphony Orchestra sin dal 1°round.

A giudicarli ci sarà una Giuria internazionale composta da grandi direttori d’Orchestra. I 20 selezionati dovranno preparare un ampio repertorio di brani scelti dalla Giuria tra i quali saranno sorteggiati quelli che ognuno di loro dovrà eseguire.

Durante lo svolgimento delle puntate scopriremo le loro storie personali anche attraverso filmati girati nelle loro città di provenienza. Tante storie diverse, tutte con al centro la determinazione, il talento e la passione.

Nelle prime due puntate la metà dei concorrenti sarà eliminata, nella terza, i 10 rimasti si esibiranno con nuovi pezzi di repertorio e alla fine ne rimarranno solo tre che si contenderanno la vittoria finale.

Nella quarta ed ultima puntata la sfida fra i tre finalisti decreterà il vincitore che conquisterà i 15.000 pounds del premio, oltre al contratto di un anno come Assistant Conductor di LSO.

PUNTATA 1 – Primo round, parte I

Dirigere un’orchestra è un mestiere complesso, affascinante, anche misterioso. Serve molta esperienza, che per un giovane direttore può essere difficile acquisire. Per questo a Londra la Donatella Flick Conducting Competition riunisce periodicamente 20 giovani candidati di passaporto europeo, accumunati dal sogno di vincere l’ambito premio: diventare, per un anno, assistente del direttore della London Symphony Orchestra.

In questa puntata la conduttrice Milly Carlucci racconta l’avventura londinese dei primi 10 concorrenti, ciascuno con una sua storia, un suo stile, un suo modo di stare sul podio del direttore d’orchestra. Di questi, solo 5 passeranno in semifinale ma tutti hanno la possibilità straordinaria di dirigere la London Symphony fin da questo primo round, che si gioca su un repertorio davvero eccezionale: l’Idillio di Sigfrido di Wagner, la Sinfonia n.86 di Haydn e la Sinfonia n.8 di Beethoven.

Con i consigli del Maestro Antonio Pappano e del Maestro Carlo Rizzi, e con la testimonianza della fondatrice della Competition Donatella Flick, si esplora il mondo della musica classica sinfonica, il suo backstage, le sue regole e i suoi meccanismi.

PUNTATA 2 – Primo round, parte II

L’Idillio di Sigfrido di Wagner, la Sinfonia n.86 di Haydn e la Sinfonia n.8 di Beethoven: questo il repertorio che, dal podio di fronte alla straordinaria London Symphony Orchestra, i giovani direttori d’orchestra dovranno dirigere nella seconda parte del primo round Donatella Flick Conducting Competition.

Di 10 dei 20 ragazzi partecipanti abbiamo già conosciuto la storia personale e visto le performance nella prima puntata. Ora tocca agli altri 10 concorrenti, come sempre presentati da Milly Carlucci, con 10 vite, 10 stili, 10 modi di dirigere anche molto diversi, ma tutti accumunati da un unico sogno: vincere la Competition e diventare assistente del direttore della London Symphony Orchestra per un anno.

Tra gli ospiti di puntata: il Maestro Antonio Pappano, il Maestro Carlo Rizzi e il Presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Michele Dall’Ongaro.

PUNTATA 3 – Secondo round, semifinale

Milly Carlucci conduce la semifinale della Donatella Flick Conducting Competition, in cui 10 concorrenti salgono sul podio della leggendaria London Symphony Orchestra per sfidarsi su un repertorio che comprende il Concerto per violoncello e orchestra, Op. 129 di Schumann, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 24 di Mozart e il Tryst di MacMillan.

Dei concorrenti di puntata, solo in tre avranno il privilegio di andare in finale, e provare ad aggiudicarsi il premio finale: un anno da assistente del direttore della London Symphony. Tra gli ospiti di puntata: il Maestro Antonio Pappano, il maestro Carlo Rizzi, la fondatrice della Competition Donatella Flick e il direttore e compositore James MacMillan, autore di uno dei brani del repertorio della semifinale e membro della prestigiosa giuria.

PUNTATA 4 - Finale

La finale della Donatella Flick Conducting Competition 2021. I tre finalisti dirigono la London Symphony Orchestra in un ultimo, maestoso concerto. In repertorio: il Nabucco di Verdi, le Variazioni Sant’Antonio di Brahms e le Danze Slave di Dvořák.

Milly Carlucci ripercorre le storie, le esperienze, i progetti e le speranze personali e professionali dei tre finalisti, e la loro avventura nella Competition. Un lungo percorso di vita e di mestiere che li ha portati fin qui, alla finale, a contendersi il premio finale: il posto da assistente del direttore della London Symphony Orchestra, per un anno intero. Chi vincerà? Chi coronerà… il sogno del podio?

Tra gli ospiti di puntata, a spiegare i meccanismi della direzione d’orchestra, il Maestro Antonio Pappano, il Maestro Carlo Rizzi e Donatella Flick, fondatrice della Competition.

mercoledì 22 dicembre 2021

Ricerca e innovazione, creati dispositivi elettronici con materiali stampati 2D

Uno studio guidato da ricercatori del Politecnico di Torino e dell’Imperial College London, rivela i meccanismi fisici responsabili del trasporto di elettricità in materiali bidimensionali (2D) stampati.




“Charge transport mechanisms in inkjet-printed thin-film transistors based on two-dimensional materials”: questo il titolo dello studio pubblicato su Nature Electronics e guidato da ricercatori del Politecnico di Torino e dell’Imperial College London, che ha identificato le proprietà dei film stampati di materiali 2D, al fine di realizzare dispositivi elettronici su misura, permettendo una progettazione razionale di una nuova classe di dispositivi elettronici flessibili ad alte prestazioni.

I chip di silicio sono i componenti di base che supportano la maggior parte dell’elettronica moderna, dai contapassi sportivi agli smartphone. Tuttavia, la loro natura rigida ne limita l’utilizzo nel campo dell’elettronica flessibile. I materiali 2D, costituiti da strati di spessore monoatomico, possono essere dispersi in soluzione e utilizzati per realizzare inchiostri stampabili, con i quali produrre film ultra-sottili che risultano estremamente flessibili, semi-trasparenti e con proprietà elettroniche innovative.

Si apre dunque la possibilità di progettare nuovi tipi di dispositivi, che possono essere integrati in materiali flessibili e deformabili, come i vestiti, la carta, o persino i tessuti del corpo umano.

In precedenza sono stati realizzati diversi dispositivi elettronici flessibili a partire da inchiostri di materiali 2D stampati, ma si è sempre trattato di singoli componenti “proof-of-concept”, creati per mostrare come una particolare proprietà – come per esempio un’alta mobilità elettronica, la sensibilità alla luce, o l’immagazzinamento di carica – potesse essere ottenuta.

Tuttavia, in assenza di una precisa conoscenza di quali parametri sia necessario controllare per progettare dispositivi stampati a base di materiali 2D, il loro uso esteso è rimasto finora limitato. Adesso, il team internazionale ha studiato il meccanismo di trasporto della carica elettronica in diversi film stampati di materiali 2D, mostrando come esso sia controllato da variazioni di temperatura, campo magnetico, e campo elettrico.

Il team ha investigato tre esempi tipici di materiali 2D: il grafene (un “semimetallo” costituito da un singolo strato di atomi di carbonio), il disolfuro di molibdeno (o MoS2, un “semiconduttore”), e il carburo di titanio (o MXene Ti3C2 , un metallo), riuscendo a mappare come il comportamento del trasporto di carica elettrica possa cambiare quando sottoposto a queste diverse condizioni.

“I nostri risultati hanno un enorme impatto sul modo in cui comprendiamo il trasporto attraverso network di materiali bidimensionali – sottolinea Felice Torrisi del Dipartimento di Chimica all’Imperial College London, ricercatore a capo del progetto - rendendo possibile non solo il design controllato e la progettazione della futura elettronica stampata basata su materiali 2D, ma anche nuovi tipi di dispositivi elettronici flessibili. Ad esempio, il nostro lavoro apre la strada allo sviluppo di dispositivi indossabili, affidabili e adatti per applicazioni biomediche, come il monitoraggio remoto dei pazienti, o per dispositivi bio-impiantabili per monitoraggio di malattie degenerative o di processi di guarigione”.

Questi futuri dispositivi potrebbero un giorno sostituire procedure invasive, quali l’impianto di elettrodi cerebrali per monitorare condizioni degenerative che affliggono il sistema nervoso. Tali elettrodi possono solo essere impiantati su base temporanea e sono scomodi per il paziente, mentre un dispositivo flessibile realizzato in materiali 2D biocompatibili potrebbe essere integrato con il cervello e fornire un monitoraggio costante. Ulteriori potenziali applicazioni mediche includono dispositivi indossabili per il monitoraggio della salute – dispositivi come orologi sportivi, ma maggiormente integrati con il corpo, in grado di fornire dati sufficientemente accurati per permettere ai medici di monitorare i propri pazienti senza costringerli a presentarsi in ospedale per effettuare esami.

Le relazioni che il team ha scoperto tra le tipologie di materiali 2D e i parametri di controllo del trasporto di carica elettrica aiuteranno altri ricercatori a progettare dispositivi stampati e flessibili basati su materiali 2D con le proprietà desiderate, in base a come sia necessario che la carica elettrica si comporti. Queste relazioni potrebbero anche rivelare come progettare tipologie interamente nuove di componenti elettronici impossibili da realizzare con chip di silicio, quali componenti trasparenti o componenti che possano modificare e trasmettere la luce in modi innovativi.

“La comprensione a livello fondamentale di come gli elettroni siano trasportati attraverso network di materiali bidimensionali è essenziale per capire come possiamo realizzare componenti elettronici stampati – spiega il professor Renato Gonnelli, docente presso il Dipartimento di Scienza Applicata-DISAT del Politecnico, dove coordina il gruppo di ricerca, e coautore dello studio - Identificando i meccanismi responsabili per questo trasporto elettronico, saremo in grado di ottenere il design ottimale di elettronica stampata ad alte prestazioni.”

“Inoltre, il nostro studio potrebbe dare il via allo sviluppo di nuovi dispositivi elettronici ed optoelettronici che sfruttino le proprietà innovative di grafene e altri materiali 2D - aggiunge Erik Piatti, ricercatore post doc presso il gruppo del professor Gonnelli al Politecnico e primo autore dello studio - come l’altissima mobilità elettronica, la trasparenza ottica e la resistenza meccanica.”

Capodanno: il 1° gennaio Roma rinasce con Capodarte 2022

Roma rinasce a capodanno con Capodarte 2022. Tanti protagonisti del mondo della cultura incontreranno il pubblico nei musei, nei teatri, nei cinema, nelle biblioteche e in altri spazi straordinariamente aperti. Ecco il programma completo.




Roma rinasce dalla cultura. Dopo un periodo di pandemia che ha duramente colpito il settore culturale e da cui si sta cominciando faticosamente ad uscire, la Capitale si appresta a salutare il nuovo anno con Roma Capodarte 2022.

Importanti personalità del mondo dell’arte, del cinema, della musica, della letteratura e del teatro hanno risposto all’appello del sindaco di Roma e hanno deciso di mettere generosamente a disposizione della città il proprio tempo e la propria competenza, per condividere con il pubblico il Capodanno. Tra questi Giovanni Allevi, Luca Barbareschi, Marco Bellocchio, Francesco Bruni, Andrea Carandini, Ascanio Celestini, Teresa Ciabatti, Stefano Di Battista, Paolo Di Paolo, Ilaria Gaspari, Raffaella Lebboroni, Loredana Lipperini, Giuliano Montaldo, Silvio Orlando, Daria Paoletta, Sandra Petrignani, Nicola Piovani, Christian Raimo, Lidia Ravera, Sergio Rubini, Vittorio Sgarbi, Paola Soriga, Claudio Strinati, Carola Susani, Mario Tozzi.

Sabato 1° gennaio, a partire dalle ore 15, incontreranno spettatori e visitatori in una cinquantina di spazi distribuiti su tutto il territorio cittadino, tra cui biblioteche comunali, musei civici, teatri, cinema e altri luoghi della cultura straordinariamente aperti per l’occasione come l’area archeologica dei Fori imperiali, il Palazzo delle Esposizioni, il Macro e l’Auditorium Parco della Musica.

Un Capodanno per ripartire tutti insieme, pubblico, artisti e operatori del mondo della cultura, in presenza e in sicurezza, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, la Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali e le istituzioni del Tavolo tecnico per la produzione culturale contemporanea: Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Casa del Cinema, Fondazione Cinema per Roma, Fondazione Musica per Roma, Azienda Speciale Palaexpo, Teatro dell'Opera di Roma,Associazione Teatro di Roma, e poi ancora Nuovo Cinema Aquila, Cinema Troisi e Teatro Eliseo. Supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

L’ingresso sarà consentito nel rispetto della vigente normativa sulle misure di contrasto e contenimento del Covid-19.

MUSEI

Eccezionalmente aperti e gratuiti dalle 14 alle 20 (ultimo ingresso ore 19), ad esclusione della Serra Moresca che chiuderà alle ore 17 (ultimo ingresso ore 16), i principali spazi del Sistema Musei di Roma Capitale accoglieranno per Capodarte incontri gratuiti in compagnia di personalità del mondo dell’arte e della cultura, a cura della Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali. È consigliata la prenotazione online su www.culture.roma.it/romacapodarte.

Si comincia alle ore 15 con Cesare Pietroiusti che sarà protagonista di un incontro sulla mostra Materia Nova alla Galleria d’Arte Moderna. A seguire, appuntamento ai Musei Capitolini con l’eccezionale visita di Vittorio Sgarbi alla sala dei Pittori ferraresi (ore 16), con l’accademico dei Lincei Alessandro Zuccari che si concentrerà sul Caravaggio (ore 17) e con il professor Michele Ainis, protagonista dell’incontro Roma e l’Europa (ore 18).

Nel cuore della Roma antica saranno invece l’archeologo Andrea Carandini, all’interno dei Mercati di Traiano, e l’archeologa Rita Paris, nella vicina area archeologica dei Fori Imperiali, pronti ad incontrare i visitatori nei rispettivi appuntamenti delle ore 16 e delle ore 16.30. Per i visitatori che sceglieranno il Museo di Roma a Palazzo Braschi, duplice appuntamento a disposizione: alle 17.30 incontro con lo storico dell’arte Claudio Strinati mentre alle 18.30 la storica Marina Formica parlerà di Roma città di libertà. La Serra Moresca di Villa Torlonia, con le sue piante esotiche e le vetrate dipinte, ospiterà alle ore 16 l’intervento dello storico dell’arte e saggista Costantino D’Orazio. Alle ore 17, alla Centrale Montemartini appuntamento con la visita guidata dell’archeologo e accademico Giuliano Volpe, e sempre alle ore 17 inizierà l’incontro con Patrizia Gioia al Museo di Casal de’ Pazzi. Infine, alle 18.30, incontro al Museo dell'Ara Pacis con l’archeologo e accademico Eugenio La Rocca.

Tra gli spazi aperti anche la Casa Museo Alberto Moravia che alle ore 16, attraverso la voce di Carola Susani, proporrà ai visitatori letture tratte dai testi di Moravia L’uomo come fine e Diario Europeo.

A completare il programma del 1° gennaio le visite guidate al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina (ore 16), al Museo di Roma in Trastevere (ore 17), al Museo Civico di Zoologia (ore 17), al Museo di scultura antica Giovanni Barracco (ore 17.30) e al Museo Napoleonico (ore 18).

L’ingresso al Sistema Musei di Roma Capitale sarà completamente gratuito ad eccezione delle mostre Klimt. La secessione e l’Italia al Museo di Roma e I Marmi Torlonia.

Collezionare capolavori nello spazio espositivo di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini.

BIBLIOTECHE

Eventi gratuiti in contemporanea alle 17.30 in 13 spazi aperti in ogni angolo della città, a cura dell’Istituzione Biblioteche di Roma, con prenotazione obbligatoria presso ciascuna Biblioteca.

Ascanio Celestini sarà protagonista dell’incontro Pasolini fuori dal centro, su Pasolini e le periferie romane, in programma alla Biblioteca Pier Paolo Pasolini e Paolo Di Paolo della conversazione tra letteratura e cinema dal titolo I sentimenti alla Biblioteca Arcipelago Auditorium, seguita dalla proiezione del film À l’abordage di Guillaume Brac introdotta da Ginella Vocca. Alla Biblioteca Goffredo Mameli sarà l’autrice Loredana Lipperini a parlare del proprio libro Nome non ha. Una chiacchierata sulla letteratura fantastica mentre Antonio Pascale presenterà il proprio testo La foglia di fico. Storie di alberi, donne, uomini alla Biblioteca Villa Leopardi. In programma anche Sandro Portelli, autore di Fosse Ardeatine. L’ordine è già stato eseguito, che incontrerà il pubblico alla Biblioteca Flaminia.

Con Christian Raimo si svolgerà invece l’appuntamento Rimuovere gli ostacoli. Una lezione sull'articolo più bello della Costituzione italiana alla Biblioteca Ennio Flaiano. A due voci invece gli appuntamenti alla Biblioteca Renato Nicolini con Marino Sinibaldi che incontrerà Paola Soriga, autrice di Maicolgècson; alla Biblioteca Guglielmo Marconi con Teresa Ciabatti e Ilaria Gaspari su Immaginario femminile. I tabù che restano da abbattere; alla Biblioteca Villino Corsini con Sandra Petrignani e Francesca Gatto che si confronteranno su Leggere gli uomini.

Quattro saranno infine i laboratori attivi sempre alle 17:30: Leggiamo la musica, per famiglie e bambini (6-10 anni), realizzato in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e tenuto dai musicisti Ilona Balint (viola) e Francesco Di Donna (violoncello) presso la Biblioteca Franco Basaglia; il laboratorio di scrittura rap Potere alle parole.

Open mic rap jam tenuto da Amir Issaa presso la Biblioteca Laurentina; il laboratorio di graphic novel Siamo delle fantastiche storie a fumetti con l’illustratore e fumettista LRNZ, al Centro Culturale Aldo Fabrizi e il laboratorio di scrittura creativa Saper scrivere con Lidia Ravera, presso la Casa delle Letterature.

CINEMA

Tre sale, importanti punti di riferimento del cinema a Roma, apriranno le proprie porte perospitare gli artisti legati alla settima arte. A partire dal Cinema Troisi di via Induno, spazio gestito dall’Associazione Piccolo America, che porterà in sala, al termine della proiezione del film Tutto quello che vuoi in programma alle 15.30, il regista Francesco Bruni e i protagonisti Giuliano Montaldo e Raffaella Lebboroni. Alle ore 16 nella Sala Deluxe della Casa del Cinema a Villa Borghese inizierà la proiezione, gratuita in questo caso, del film Marx può aspettare di Marco Bellocchio, in collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma. Seguirà un dibattito sul film con il maestro piacentino. Appuntamento alle 18 nel quartiere Pigneto al Nuovo Cinema Aquila, gestito da Cinema Mundi Società Cooperativa Onlus, con le proiezioni di Deathmate, corto vincitore del premio speciale Free Aquila, seguito da Matrix Resurrections di Lana Wachowski. Presenti in sala il giovane regista del corto vincitore Luca Di Paolo e l’attrice Blu Yoshimi.

TEATRI

Diversi gli appuntamenti all’interno dei teatri capitolini, a cura dell’Associazione Teatro di Roma, con un calendario di interventi di artisti che si andrà ad affiancare alla già ricca programmazione in corso nelle sale. Il Teatro Argentina proporrà due momenti al proprio pubblico: alle ore 17, in Sala Squarzina, per la rassegna di teatro di narrazione Voce Parole, sarà presentato direttamente dalla sua autrice/attrice Daria Paoletta lo spettacolo Il fiore azzurro; mentre alle ore 19, terminata la replica de La vita davanti a sé, il regista e protagonista Silvio Orlando intratterrà la platea con una sua riflessione sul tema “Arte elibertà. Roma riparte in sicurezza”. Alle ore 17, invece, nel vicino Teatro Valle Franca Valeri, il maestro Nicola Piovani incontrerà il pubblico all’interno del foyer, attualmente sede della mostra ad ingresso gratuito Bernard-Marie Koltès, un viaggio nell’universo teatrale tra parole e visioni. L’ingresso è gratuito. La musica sarà protagonista al Teatro Tor Bella Monaca dove, alle ore 18, al termine del Concierto de Año Nuevo a cura dell’Associazione Culturale Seven Cults Filippo D’Alessio, è previsto un intervento con il pubblico in sala del cantante Joel Torres e dei musicisti Josè Ramon Caraballo Armas, Sebastian Marino e Alessandra Procacci. Al Teatro Eliseo, infine, alle ore 17, appuntamento a ingresso gratuito con Marco Zurzolo e la sua band in compagnia di tanti altri artisti. Saranno presenti Luca Barbareschi e Sergio Rubini.

ALTRI SPAZI

Al Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale, aperto gratuitamente dalle 16 alle 22.30 (ultimo ingresso ore 21.30) con il trittico di mostre Tre stazioni per Arte-Scienza, in programma, appositamente per Capodarte, gli interventi di due ospiti d’eccezione: alle ore 16 Fabrizio Rufo, docente di bioetica e curatore della mostra La scienza di Roma e alle ore 18.30 Mario Tozzi, geologo e conduttore televisivo. A completare l’offerta i laboratori gratuiti per i più piccoli Toccare la bellezza. Maria Montessori, Bruno Munari alle 16.30 e alle 18, oltre ad una doppia proiezione gratuita dedicata al regista Andrej Tarkovskij in Sala Cinema. Alle 16.30, il film L’Infanzia di Ivan e alle 19, Stalker.

Sempre a cura dell'Azienda Speciale Palaexpo, in occasione di Capodarte, a partire dalle 16 ingresso gratuito al Mattatoio fino alle 20 per la mostra Dora Garcia. Conosco un labirinto che è una linea retta e ingresso gratuito a tutte le mostre e progetti in corso al MACRO via Nizza fino alle ore 22 (ultimo ingresso fino alle 21.30): Retrofuturo, You can have my brain, Cut a Door in the Wolf, The Extra Geography, Autoritratto come Salvo, Win a new car di Vier5, Chi ha paura di Patrizia Vicinelli, Fore-edge Painting.

Dalle 16 si svolgerà inoltre Meet the artist, la proiezione di una serie di interviste agli artisti Franco Mazzucchelli, Nathalie Du Pasquier, Luca Vitone, Rä di Martino. Alle 17 avrà luogo una speciale visita guidata gratuita della serie MACRO in famiglia e alle 18 attività didattiche con la presenza di Carlo Antonelli.

Tra gli spazi aperti il 1° gennaio anche l’Auditorium Parco della Musica dove, a cura della Fondazione Musica per Roma, è previsto un intervento speciale per Capodarte di Giovanni Allevi al termine del proprio concerto delle 18 in Sala Santa Cecilia, e del sassofonista Stefano Di Battista, dopo la sua esibizione in Sala Petrassi alle ore 18.30.

Per la rassegna Retape, invece, a cura di Ernesto Assante, il concerto gratuito di Mutonia, Esseho e Mèsa, alle ore 21 in Sala Teatro Studio G. Borgna. Il pubblico dell’Auditorium potrà visitare, ad ingresso gratuito, la mostra dedicata ad Adrian Tranquilli An Unguarded Moment di (spazio Garage) e la mostra Paolo Ketoff - Il Liutaio Elettronico (spazio Auditorium Arte) in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Legata ai temi quest’ultima esposizione anche la conversazione delle ore 17.30 tra Michele Dall’Ongaro compositore e Presidente - Sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Michelangelo Lupone, compositore e cofondatore CRM Centro Ricerche Musicali.

Altro appuntamento della giornata, nella chiesa di Sant’Ignazio di Loyola nel rione Campo Marzio, dove alle ore 17 si terrà la presentazione a cura del Centro Astalli della mostra Volti al futuro - Con i rifugiati per un nuovo noi. Ad illustrare il proprio lavoro il fotografo Francesco Malavolta insieme ad un gruppo di rifugiati.

Evento speciale domenica 2 gennaio al Teatro dell'Opera di Roma dove alle ore 16 Eleonora Abbagnato, direttrice del Corpo di Ballo, farà un saluto speciale al pubblico e al nuovo anno prima dell'inizio del balletto in due atti Lo schiaccianoci. Nello stesso giorno il Teatro Costanzi sarà aperto dalle 10 alle 14 con Scopri il Teatro! - Visite guidate al Teatro dell’Opera di Roma, un percorso nei principali ambienti dello storico teatro accompagnato da aneddoti curiosi sulla storia e l’architettura dell’edificio.

Sempre il 2 gennaio, prima domenica ecologica del 2022 e prima domenica del mese gratuita del nuovo anno, tutti i visitatori potranno usufruire dell’ingresso gratuito al Sistema Musei di Roma Capitale.

Tutte le informazioni per il pubblico sono disponibili su www.culture.roma.it/romacapodarte allo 060608 (tutti i giorni dalle ore 9 alle 19) oppure sui profili social con #romacapodarte2022

APPELLO DEL SINDACO ROBERTO GUALTIERI AL MONDO DELLA CULTURA

Il mondo della cultura è stato colpito in modo drammatico dalla pandemia. La chiusura obbligata di musei, cinema, teatri, sale da concerto, scuole di danza, di musica e dei diversi centri di formazione e di produzione artistica ha causato difficoltà organizzative e finanziarie dalle quali soltanto ora, a fatica, si sta cominciando a uscire. E bisogna onestamente ammettere che la politica e le istituzioni, nel loro insieme e nella nostra città, non sempre hanno dimostrato l’attenzione necessaria verso gli artisti e gli operatori culturali che si sono trovati a vivere un momento di così grave sofferenza. 

Questa sofferenza ha coinvolto anche il pubblico, le cittadine e i cittadini che sono stati costretti a sospendere le loro abitudini rinunciando a lungo alla frequentazione degli spazi della musica, del teatro, del cinema, dei musei, ossia di alcuni dei luoghi in cui prendono forma e si sviluppano fondamentali idee di cittadinanza e di comunità. E neanche a questo, finora, la politica e le istituzioni hanno saputo porre rimedio attraverso una seria presa di coscienza della situazione, tanto che non si è dato vita a forme di dialogo che accompagnassero con attenzione e con cura la progressiva ripresa dell’attività culturale diffusa.

Da questa consapevolezza nasce RomaCapodarte2022, che esprime la decisa intenzione di questa amministrazione di investire nella cultura e di disegnare il futuro della città confrontandosi con artisti, intellettuali e operatori culturali, insieme con i quali immaginare il processo di rinascita di Roma. Lo faremo a partire dal primo giorno del nuovo anno, che è sempre un nuovo inizio, quando ci potremo abbracciare, almeno simbolicamente, illuminando attraverso la bellezza e aprendo alla partecipazione del pubblico, molti dei meravigliosi spazi della nostra città.

Per questo il primo gennaio una cinquantina di luoghi di Roma verranno animati in modo eccezionale grazie al coinvolgimento di donne e uomini della cultura che hanno voluto donare un’ora del proprio tempo a questo progetto di rinascita. In assoluta sicurezza e rispetto delle disposizioni anticovid-19, secondo la normativa vigente, i musei e le biblioteche comunali, ma anche l’Auditorium Parco della Musica, il Palazzo delle Esposizioni e la Casa del Cinema saranno aperti gratuitamente il 1° gennaio per ospitare alcuni dei più significativi personaggi del mondo della cultura che saranno presenti pure in qualche cinema e teatro.

Per Roma questo sarà anche un modo per tessere nuove reti e più intense relazioni con il mondo della cultura, al quale ci si vuole rivolgere per ripensare insieme i prossimi passi nella vita della città. Perché la cultura non è la pagina di un libro ma è l’intero libro di questa città. Questo è il momento di passare dalla fase di resilienza a quella della ricostruzione con l’attenzione, la serietà e anche l’affetto che le donne e gli uomini della cultura devono ricevere da chi si trova a governare una città come la nostra.

Il 1° gennaio RomaCapodarte2022 promuove una serie di iniziative che coinvolgeranno spazi distribuiti su tutto il territorio e si rivolgerà a tutta la cittadinanza e alla curiosità dei turisti, che speriamo possano tornare presto a visitare numerosi la nostra città. Perché la convivenza con la pandemia non ci deve spaventare; al contrario, dobbiamo prendere atto della situazione - di questo tempo nuovo e incerto - e con l’aiuto di artisti, studiosi e intellettuali dobbiamo provare a immaginare la capitale d’Italia del futuro con l’impegno che la cultura nei prossimi anni sarà una priorità di riscatto per Roma.

martedì 21 dicembre 2021

Ricerca, un labirinto che imprigiona il rumore

Intrappolare il rumore grazie a pannelli basati su metamateriali “labirintici”: si tratta di una nuova tecnologia dalle proprietà acustiche innovative progettata da sei stduenti dell’Alta Scuola Politecnica. Capaci di assorbire le onde sonore trasmesse nell’ambiente, queste strutture innovative, potranno essere applicate in diversi settori.




Pannelli antirumore basati su metamateriali “labirintici” in grado di assorbire le onde sonore trasmesse nell’ambiente. Questa nuova tecnologia, progettata da sei studenti dell’Alta Scuola Politecnica (ASP), il programma internazionale riservato ai migliori studenti del Politecnico di Milano e del Politecnico di Torino, promette un’importante attenuazione del rumore, ottenuta grazie alla struttura interna dei pannelli. Tali strutture, definite “metamateriali” perché superano le potenzialità dei materiali convenzionali, hanno dalle proprietà acustiche innovative. Le loro prestazioni non sono dovute ai componenti con cui sono prodotti, ma alla loro forma geometrica labirintica, riproducibile facilmente. I settori di applicazione sono vari, dall’edilizia all’automotive, fino agli impieghi domestici.

Leonardo Bettini, Venus Hasanuzzaman Kamrul, Emanuele Musso, Fabio Nistri, Davide Piciucco e Matteo Zemello sono i sei studenti dell’ASP che hanno ideato il pannello. Le strutture labirintiche presenti all’interno fanno riflettere più volte l’onda acustica, che lentamente si riduce fino ad auto cancellarsi. È come se il rumore acustico si “perdesse” all’interno del labirinto. Queste strutture sono in grado di smorzare più tipologie di rumore: dai suoni a media frequenza, tipici del parlato e di alcuni strumenti musicali, fino a quelli a bassa frequenza, causati dai motori.

Il lavoro ha dimostrato che i metamateriali labirintici hanno un elevato potenziale, in quanto la loro struttura leggera, poco ingombrante e fabbricata al 100% tramite la stampa 3D, rende possibile la costruzione di prodotti acustici con plastiche di scarto, senza compromettere le performance del pannello, ma riuscendo ad abbattere i costi finali. Un possibile settore d’impiego potrebbe essere quello dell’aeronautica. L’applicazione del pannello nella fusoliera di un aereo consentirebbe sia di isolare i passeggeri all’interno dal rumore esterno, sia di ridurre l’inquinamento acustico ambientale provocato dal velivolo.

Il progetto è stato testato e validato al Dipartimento Energia-DENERG “Galileo Ferraris” del Politecnico di Torino, con il supporto dei professori Federico Bosia, Louena Shtrepi e Antonio Gliozzi. Inoltre è stato coinvolto come partner industriale Phononic Vibes, impresa nata nel 2018 come spin-off del Politecnico di Milano. Il progetto proseguirà nell’ambito del percorso di ricerca europeo FET – Boheme, coordinato dall’Università di Trento e in cui sono coinvolti tra gli altri, il Politecnico di Torino, l’Imperial College di Londra e il Politecnico Federale di Zurigo.

mercoledì 15 dicembre 2021

Arte e tecnologia. Ai Musei Capitolini di scena Visea, l'applicazione multimediale che racconta l’arte del dipingere ad affresco

Storia di un affresco: i Musei Capitolini ospiteranno il progetto “Visea”, un’applicazione multimediale all’avanguardia che racconta l’arte del dipingere ad affresco. Gli affreschi raffigurano gli episodi della storia di Roma antica tratti dall’opera di Tito Livio “Ab Urbe Condita”.


 

A partire dal 15 dicembre il ciclo pittorico murale eseguito dal pittore Tommaso Laureti nella Sala dei Capitani del Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini prende vita attraverso un’applicazione multimediale innovativa che permette di ripercorrerne l’intero processo esecutivo. Il progetto, nato nell’ambito del Bando POR/FESR 2014-2020 Regione Lazio “L’impresa fa cultura” 2019 e promosso da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è stato ideato dal team CBC Conservazione Beni Culturali Soc. Coop. - Nergal Consulting Srl - Xtrust Srl, in collaborazione con i Musei Capitolini selezionati quale “Luogo della Cultura”. Servizi museali Zètema Progetto Cultura.

Gli affreschi, commissionati dalla Magistratura Capitolina e realizzati tra il 1587 e il 1594, raffigurano alcuni dei più celebri episodi della storia di Roma antica tratti dall’opera di Tito Livio “Ab Urbe Condita” e intesi come exempla virtutis del Popolo Romano.

I visitatori potranno navigare all’interno delle scene sulle quattro pareti (la Giustizia di Bruto, Orazio Coclite al ponte Sublicio, Muzio Scevola davanti a Porsenna e la Battaglia presso il lago Regillo) e scoprire la sequenza temporale di esecuzione degli affreschi, ripercorrere le giornate di lavoro successive, i gruppi pittorici realizzati nelle giornate di lavoro, cogliere i metodi tecnici usati dall’artista per passare da un disegno su carta all’intonaco, ma anche i suoi procedimenti nel dipingere e i suoi ripensamenti.

Attraverso un’applicazione avanzata su natural user interface, con lo storytelling di tipo multimediale (immagini e testo) che accompagna l’animazione dinamica, si riceveranno approfondimenti testuali sulla tecnica pittorica, sui personaggi principali raffigurati e su come nel tempo la Sala, già nota come Salotto degli Imperatori, si sia arricchita di monumenti, statue e iscrizioni.

Alla proposta innovativa dei contenuti, il progetto associa una tecnologia all’avanguardia che tiene conto dell’emergenza epidemiologica da Covid 19. A differenza dei totem touch-screen, il progetto Visea è infatti installato su un totem che funziona in modalità touch-less, ovvero senza contatto. Si tratta di un software ideato dagli autori del progetto in accordo con la Direzione dei Musei Capitolini che permette di richiamare le informazioni con il solo movimento del dito indice (Air Push).

I Musei Capitolini sono quindi lieti di poter offrire ai propri visitatori questo nuovo prototipo, nella doppia lingua, italiano e inglese, destinato in futuro a cambiare i classici totem multimediali, uno strumento che permetterà agli utenti di usufruire serenamente di questa nuova importante offerta culturale in piena sicurezza.

lunedì 13 dicembre 2021

Mostre. Maurits Cornelis Escher: l'artista dei mondi impossibili. Al Palazzo Ducale di Genova, le geometrie visionarie del maestro olandese amato dai matematici e dagli hippies

Un'antologica al Palazzo Ducale di Genova ripercorre l'avventura creativa di M.C.Escher che ha coniugato l'arte con l'universo infinito dei numeri, la scienza con la natura, generando invenzioni fantasiose e paradossi "magici".


Siete davvero sicuri che un pavimento non possa essere anche un soffitto?
M.C. Escher 


L'universo singolarissimo di M.C. Escher (Leeuwarden, 1898 – Laren, 1972) costruito di paradossi geometrici e compositivi, è esplorato in un'ampia restrospettiva al Palazzo Ducale di Genova. Con oltre duecento opere e i suoi lavori più rappresentativi come Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata, la mostra presenta in otto sezioni un excursus della sua intera produzione artistica, messa a confronto con opere di grandi artisti visionari come Giovanni Battista Piranesi (1720 - 1778) e Victor Vasarely (1906 –1997) e con  quelle delle nuove generazioni di artisti che il maestro olandese continua ad ispirare.  

L'opera di Escher è costituita in gran parte da xilografie, soprattutto litografie e mezzetinte, frutto di un’indagine di differenti campi di studio, dalla geometria alla cristallografia, fino alle leggi della percezione visiva, interessi a cui l'artista si dedica sin dalla giovinezza. Maurits, deludendo le aspettative paterne, agli studi di ingegneria preferisce l’illustrazione dimostrando una spiccata capacità disegnativa, per poi focalizzare le sue ricerche sulla struttura dello spazio, sulla tassellazione del piano, sulle illusioni ottiche e geometriche.

La formazione di Escher non sarebbe stata completa se non ci fosse stato il soggiorno in Italia che gli offre le prime opportunità di lavoro, come la prima personale a Siena nel 1923. Sono proprio il paesaggio italiano, la natura e la storia del Belpaese, ad esercitare un importante stimolo visivo sul maestro olandese, autore di numerose vedute: degli Abruzzi, della Campania, della Calabria e della Sicilia e della città che aveva scelto come sua residenza, Roma, dove studia le architetture irreali di Piranesi, e dove risiede fino al 1935.

Un ulteriore momento di maturazione della dimensione immaginativa di Escher è rappresentato dall' incontro con l'Alhambra, il monumento di Granada da cui trae ispirazione per le sue tassellazioni, il metodo della divisione regolare del piano con intenti decorativi, che coincide con il riemergere della cultura Art Nouveau della sua formazione artistica. Le illustrazioni di Escher realizzate con la tecnica dei "disegni periodici", scoperta in Spagna, saranno molto apprezzate, simbolo di un'arte contaminata dal pensiero scientifico. 

Un punto di svolta per la formazione dell'artista olandese si determina con il trasferimento in Svizzera, nel 1936. Lontano dalle forti impressioni paesaggistiche dell'Italia, l'artista abbandona le immagini naturali per dedicarsi alla rappresentazione di fantasie interiori.
 In questo mondo interiore, svincolato dalle costrizioni concettuali imposte dai sensi, Escher si rivolgeva a quello che andava oltre la doxa, l’apparenza, cercando il para-doxa, il paradossale, quello che va oltre l’esperienza sensoriale.

Il percorso creativo di Escher si approfondisce sempre più attraverso la riflessione sul fenomeno della mutazione delle forme che trova la sua massima espressione nel capolavoro intitolato Metamorfosi II (1939), una xilografia lunga quattro metri. La struttura, densa di richiami alla geometria, rinvia a un percorso circolare  in cui tutti i soggetti rappresentati si trasformano rapidamente in un qualcosa d'altro, in un continuo processo di mutazione. Composizioni costanti nella produzione di Escher che, trent'anni dopo, nel '69 realizza Metamorfosi III, una pittura murale di quaranta metri per decorare l'Ufficio postale dell'Aia. 

Combinando fantasia e rigore, Escher diviene popolare per le cosiddette "strutture impossibili", paradossi geometrici che, pur senza mai eludere le leggi della prospettiva tradizionale, intrappolano l'osservatore in un campo visivo dall'ambiguità apparentemente irrisolvibile. Tra le opere più significative Su e giù (1947), Altro mondo (1947) Relatività (1953), Convesso e concavo (1955), Belvedere (1958), Cascata (1961).

Le deformazioni spaziali capaci di creare mondi alternativi prodotte da Escher, furono apprezzate non soltanto dai matematici ma anche dagli hippies che iniziarono a usare liberamente queste immagini nella loro iconografia. Con un approccio diretto, nel 1969 Mick Jagger scrisse all'artista per chiedergli la creazione di un'opera da utilizzare come copertina per un abum dei Rolling Stones. Tuttavia, il maestro olandese non espresse il proprio consenso, sottolineando sempre, con assoluto rigore, la distanza e l'autonomia delle proprie creazioni dalle ideologie e dalla cultura ribelle degli anni Sessanta del Novecento. 

Osservando con attenzione le opere di Escher si possono intuire, naturalmente solo in maniera superficiale, sia lo stupore che prova il matematico di fronte alla comprensione di verità non banali, sia le sensazioni indotte da un’esperienza psichedelica. E questo fa, non solo per matematici e hippies, di M.C. Escher un artista di assoluta grandezza. Federico Giudiceandrea, curatore della mostra.

Promossa e organizzata da Palazzo Ducale - Fondazione per la cultura, Comune di Genova, Regione Liguria e Arthemisia in collaborazione con la M.C. Escher Foundation, la mostra è stata curata da Mark Veldhuysen, ceo della M.C.Escher Company, e dal più importante esperto di Escher, Federico Giudiceandrea. 

Particolarità del percorso di mostra è la presenza, all’interno delle sezioni, di giochi ed esperienze che permettono di entrare nel mondo di Escher da protagonisti, ossia misurandosi attivamente con i paradossi prospettici, geometrici e compositivi che il grande artista pone in essere nelle sue opere.


Escher, Genova, Palazzo Ducale
fino al 20 febbraio 2022

venerdì 10 dicembre 2021

Arte, pubblicato l'inedito carteggio Longhi - Zeri. La raccolta ripercorre le relazioni tra i due maggiori storici dell’arte italiani del XX secolo

Pubblicata in un volume curato da Mario Natale, l'inedita corrispondenza scambiata tra Federico Zeri e Roberto Longhi. Il carteggio copre circa vent'anni della vita dei due studiosi (1946-1965) quasi senza discontinuità (con un'interruzione tra il settembre del 1956 e il luglio del 1957) e include 346 lettere, interamente riprodotte.




La raccolta consente di scoprire la storia avvincente delle relazioni tra i due maggiori storici dell’arte italiani del XX secolo, ripercorrendola dagli inizi: dalle testimonianze entusiaste e incontenibili del giovane Zeri nei confronti del maturo maestro, alla scoperta da parte di Longhi del prodigioso ingegno dell’esordiente storico dell’arte, a cui dedica una insospettata e affettuosa disponibilità. Il tono delle lettere, superata l’iniziale diffidenza, diventa nel tempo sempre più confidenziale tanto che il carteggio costituisce, negli anni in cui lo scambio è più intenso (1946-1955), una sorta di diario in cui sono registrate difficoltà e delusioni personali, scoperte ed esperienze esaltanti, battaglie perdute e i primi successi.

La lettura delle lettere obbliga inoltre a una doverosa revisione della cronologia degli studi e dei progressi critici: con la sua inarrestabile irruenza Zeri, per il quale Longhi diventa l'unico vero interlocutore, comunica le sue quotidiane scoperte fatte nei fondi fotografici e sul territorio laziale, umbro e marchigiano, gli abbozzi delle sue prime comunicazioni scientifiche e lo sdegno, già allora dirompente, per l'inefficienza e l'inerzia degli uffici dell'Amministrazione delle Belle Arti, in cui il giovane ha cominciato a lavorare.

Longhi trova nel giovane funzionario un competente e infaticabile interlocutore per gli studi e i progetti editoriali che sta elaborando ("Proporzioni", 1948, 1950; "Paragone" dal 1950), e un leale collaboratore nelle aspre battaglie contro l'Istituto Centrale del Restauro e contro i suoi personali avversari (Lionello Venturi, Giulio Carlo Argan, Cesare Brandi).

Le lettere restituiscono gli scontri feroci che hanno contraddistinto negli anni del dopoguerra le storie dei protagonisti della storia dell'arte, transitati tutti, senza intoppi, dagli impegni sotto regime fascista a quelli del tempo della repubblica.

Con una scrittura secca e funzionale Zeri sa trasmettere al destinatario l'entusiasmo per la scoperta di un capolavoro quattrocentesco nascosto sotto una tela barocca (San Bernardino, Roma, San Bernardino ai Monti, 1947), o il riemergere da vari strati di ridipinture di una rarissima immagine duecentesca, bella come "una Dea, una Musa" (Madonna, Roma, Santa Maria Nova, 1950). Ispezioni nei centri devastati dalla guerra (Viterbo, Subiaco, Terni), promozione di restauri, riordino del materiale documentario, indagini e nuove attribuzioni, emergenza di quelli che saranno i temi delle sue pubblicazioni future, letture e sferzanti ritratti di colleghi e avversari: la corrispondenza con Longhi è lo specchio di un'attività forsennata, affrontata anche per superare la precaria situazione finanziaria in cui la guerra ha ridotto la famiglia di cui Zeri è l'unico sostegno. Trapela inoltre l'impazienza di vedere stampati i lavori compiuti, come il catalogo della Collezione Spada (1954) e quello della collezione Pallavicini (1959), il cui ritardo nella pubblicazione, cui non fu forse estranea la passività di Longhi, fu tra le cause della mancata carriera universitaria; o la preoccupazione di dare un adeguato abito editoriale a quello che all'inizio degli anni '50 si configura come un saggio sulla "maniera soave di Scipione Pulzone" e che diverrà uno degli studi più impegnati e innovativi della storiografia artistica (Pittura e Controriforma. L'arte senza tempo di Scipione da Gaeta, 1957).

Dal 1955, anno in cui Zeri si dimette dalla pubblica amministrazione per impegnarsi come libero professionista, la corrispondenza si dirada e nei messaggi del più anziano maestro si insinua la diffidenza nei confronti di un "allievo" sempre meno disposto a accettare l'autorità e pronto a occupare gli spazi professionali sui quali, fino ad allora, Longhi aveva esercitato un controllo quasi assoluto. La storia della progressiva separazione di queste due poderose personalità è altrettanto decisiva e avvincente quanto quella del loro incontro: si consuma in alcune lettere inviate da Zeri, ormai professionista affermato in Europa e negli Stati Uniti d'America, a Longhi che in quegli anni (1962-1963) sta riorganizzando (troppo tardi per quanto concerne la relazione con Zeri) la redazione di "Paragone".

giovedì 9 dicembre 2021

Il valore dell’Industry dell’arte in Italia: il reale impatto economico sul Paese dei player di settore




Lo studio a cura di Nomisma si è posto come obiettivo quello di stimare il reale impatto economico sul Paese dei player dell’arte ha considerato non solo i settori direttamente coinvolti – gallerie d’arte, antiquari e case d’asta – ma anche gli altri operatori che collaborano in maniera organica e continuativa (logistica, assicurazioni, fiere, restauratori, artigiani, istruzione, pubblicazioni). Da questa analisi è emerso come nel 2019 in Italia, a fronte di un complessivo giro di affari di 1,46 miliardi, grazie ad un effetto moltiplicatore pari a 2,60, l’impatto economico sull’attivazione dei fornitori diretti e indiretti e i consumi delle famiglie sia di 4 miliardi di euro.

Questo l’insight più importante che emerge dalla ricerca di Nomisma “ARTE, il valore dell’industry in Italia”, realizzata per il Gruppo Apollo e con la collaborazione di Intesa San Paolo. Vediamo ora i numeri del settore, le prospettive future e le nuove sfide che i player si aspettano alla luce della profonda evoluzione che sta vivendo il mercato dell’arte nel nostro Paese.

La composizione dei player: gallerie, antiquari e case d’asta aumentano il fatturato, ma diminuiscono come numero

Nel periodo 2011-2019 il fatturato dei player dell’arte – rientranti tra le società di capitali – è cresciuto del 118%, nonostante un sensibile calo del numero dei player coinvolti in questo mercato. Un dato che – con un impatto complessivo nel 2019 sull’economia italiana di quasi 4 miliardi di euro – evidenzia il virtuosismo delle imprese e degli operatori che, nel corso dell’ultimo decennio, sono state capaci di organizzarsi per assecondare l’evoluzione della domanda. Va segnalato, tuttavia, che la pandemia e i lockdown del 2020 hanno impattato negativamente sul fatturato, generando una richiesta di credito che ha coinvolto il 33% delle imprese. Una situazione di emergenza economico-finanziaria che nel 2021 non sembra ancora rientrata.

Nel 2019 le gallerie d’arte in Italia erano 1667, 610 in meno rispetto al 2011. Scenario simile per gli antiquari, che scendono da 1890 (nel 2011) a 1593 (nel 2019), con un calo di 297 unità. Più stabili, invece, le case d’asta: 79 nel 2019 contro le 85 del 2011. Si tratta, in generale, di attività che hanno saputo cogliere le nuove opportunità di mercato generate dalla centralizzazione e concentrazione dell’offerta nei segmenti dell’arte moderna e contemporanea. 

Nonostante il calo complessivo del numero di operatori, nel 2019 si è registrato, per i player dell’arte – organizzati in società di capitali – un fatturato di 367,8 milioni di euro, contro i 168,9 milioni di euro del 2011 (+118%). Peraltro, in controtendenza con i dati riportati sopra, gallerie, antiquari e mercato d’arte hanno più che raddoppiato il loro giro di affari (+132%) dal 2011 al 2019, superando i 279 milioni di euro, mentre la crescita è stata minore per le case d’asta (+82%) che hanno raggiunto quota 88,7 milioni.

La survey di Nomisma sui player dall’industry, Gallerie, Case d’asta ed Antiquari – organizzati sia in società di persone che società di capitali – ha permesso di definire il profilo e il volume d’affari degli operatori di questa industry: il 28% ha un fatturato riconducibile al range compreso tra i 65 e i 200 mila euro, mentre poco meno di un quinto dei soggetti ha dichiarato un fatturato superiore al milione di euro.

Positivo il dato relativo alle vendite agli stranieri sul territorio italiano, che nel 2020 ammontano al 25% del totale. La contrazione è stata contenuta rispetto al 2019 (28% del totale), segnale che le restrizioni imposte all’organizzazione di mostre ed eventi fisici hanno solo in parte compromesso la proiezione del settore sui mercati internazionali.

Stabili, infine, le transazioni, probabilmente agevolate dall’accelerazione digitale che ha riguardato il settore: ogni operatore, nel 2020, ha mediamente realizzato 221 transazioni, contro le 224 del 2019.

L’industry dell’arte: una macchina complessa che coinvolge anche altri servizi

Il mercato dell’arte è una macchina complessa che dà lustro e visibilità ai suoi player, nonché all’Italia, sia in ambito nazionale che internazionale. Per funzionare, però, deve attivare numerosi servizi quali la logistica, le assicurazioni, le fiere di settore.

La logistica dell’arte: una nicchia preziosa, penalizzata dalla pandemia

La logistica è un servizio nevralgico per qualsiasi attività e, nel settore dell’arte, occupa una nicchia misurabile in 70 milioni di euro (nel 2019) – rispetto agli 80 miliardi di euro generati dalla logistica in generale. Andando maggiormente nello specifico, la logistica italiana dell’arte nel 2019 ha registrato 1,2 miliardi di movimenti (Italia ed estero), coinvolgendo 500 dipendenti diretti e 4000 clienti domestici fra musei e fondazioni. In particolare, il fatturato è così distribuito: 20 milioni generati in seguito ai servizi erogati per gallerie di arte moderna e contemporanea, case d’asta, antiquari, mercanti d’arte e privati; 50 milioni generati dall’attività̀ svolta per musei e fondazioni.

La pandemia però ha comportato un crollo di fatturato per le imprese della logistica, penalizzate dalle chiusure di mostre e musei, misurabile fra il 70% e il 90%.

Le assicurazioni dell’arte: obiettivi posticipati di 12 mesi e una generale tenuta nonostante il Covid

La pandemia ha rallentato gli obiettivi di crescita delle imprese attive nell’ambito delle polizze assicurative in ambito artistico, posticipandoli di 12 mesi.

I numeri, tuttavia, sono più confortanti rispetto a quelli registrati dalla logistica, penalizzata più di altri ambiti dall’impatto del Covid-19. Se da un lato la cancellazione degli eventi ha ridotto la necessità dei trasferimenti, dall’altro l’art insurance market, contando su uno stock di opere stabili da assicurare, ha risentito in misura minore della pandemia. Si è registrato un calo solo nel circuito delle mostre, che rappresentano il 20-25% del mercato assicurativo. 

Allargando lo sguardo al mercato europeo, l’uscita della Gran Bretagna dall’UE potrebbe ridisegnare a breve gli equilibri continentali – che oggi vedono l’Italia al quarto posto della classifica europea del mercato delle assicurazioni dell’arte – e far emergere come piazza principale Parigi, sia per l’art market che per l’art insurance market.

Le fiere dell’arte in Italia: un settore che, dopo lo stop del 2020, vuole ripartire

Le principali fiere dell’arte in Italia hanno generato nel 2019 un indotto diretto di 68,1 milioni di euro, grazie alle due edizioni di Mercanteinfiera – Parma (primavera e autunno), Miart – Milano, Arte Fiera – Bologna, Artissima – Torino, Modenantiquaria – Modena e Biaf – Firenze, la mostra italiana di arte antica più importante al mondo. Il settore è stato uno dei più colpiti dalla pandemia a causa della cancellazione di tutti gli eventi nel 2020, ma l’edizione autunnale 2021 di Mercanteinfiera – con un indotto complessivo di 14,8 milioni di euro, superiore di 1,5 milioni rispetto all’edizione del 2019 – ha evidenziato la voglia di ripresa.

Il ruolo del mercato dell’arte in Italia: giro d’affari, lavoratori ed effetto moltiplicatore sull’economia nazionale

Qual è il ruolo del mercato dell’arte in Italia? Qual è il suo reale impatto economico sul Paese, considerando non solo i settori direttamente coinvolti – gallerie d’arte, antiquari e case d’asta – ma anche gli altri operatori che collaborano in maniera organica e continuativa (logistica, assicurazioni, fiere, restauratori, artigiani, istruzione, pubblicazioni)?

Risponde a queste domande il modello implementato da Nomisma a supporto dell’indagine che, partendo dalla stima del giro d’affari dell’Industry dell’arte nel Paese nel 2019 – stimato in 1,46 miliardi di euro [v. nota 1], grazie all’utilizzo del modello delle tavole input output, ha potuto identificare un impatto economico complessivo (diretto, indiretto e indotto) di 3,78 miliardi di euro.

Questi i numeri chiave ottenuti:

l’effetto moltiplicatore complessivo è pari a 2,60: per ogni euro speso si generano 2,60 euro.

25 mila lavoratori sono coinvolti nei settori chiave

Sono, invece, 36 mila i lavoratori complessivamente coinvolti

Ammontano a 597 milioni di euro i redditi da lavoro (effetto complessivo).

Professioni di oggi e di domani: il manager culturale e la leva della digitalizzazione come impulso per la nascita di nuove figure

In Italia esistono 32 accademie e istituti d’eccellenza, 2.200 studenti diplomati ogni anno e si registrano 7,3 milioni di euro di investimenti in scuole e università per l’ampliamento delle competenze in ambito artistico.

Le tipiche professioni coinvolte – operatori di case d’asta, galleristi, antiquari, mercanti d’arte, restauratori – vedono nella connoisseurship, ovvero nella capacità di riconoscere, attribuire e valutare un’opera e di introdurla sul mercato, un requisito indispensabile. Appaiono dunque imprescindibili una formazione storico-artistica, l’aggiornamento sull’evoluzione del panorama dell’arte e la capacità di interpretare target di domanda e gusti degli acquirenti in un mondo in rapida evoluzione.

Al pari di questi requisiti, il decentramento amministrativo e il coinvolgimento dei privati nelle attività di gestione del patrimonio artistico hanno fatto emergere una nuova professione, quella del manager culturale, la cui formazione deve riguardare sia gli aspetti tecnico-culturali che quelli amministrativo-gestionali. Un ruolo delicato che assume la responsabilità di gestire gli eventi, cooperando con altri professionisti qualificati (architetti, ingegneri, conservatori, archeologi e così via), con una logica non più esclusivamente “culturale”, ma anche economico-aziendale.

Al pari del manager culturale, l’evoluzione della società e dei modelli di entertainment ha visto comparire nuove figure con competenze specifiche in ambito tecnologico e digitale, funzionali al raggiungimento di un target di pubblico smart, più vasto e iperconnesso: sviluppatore di App, Web developer, E-commerce manager, SEO e SEM specialist, Data Scientist ed esperto di Blockchain, Esperto di AI, Realtà Virtuale e Aumentata, il Fotografo e videomaker, Grafico e Illustratore digital.

La dinamicità del mercato richiede dunque competenze ben bilanciate e nuove figure specializzate per evitare il rischio di cadere in un limbo di alto artigianato non aggiornato rispetto ai progressi della tecnologia e alle competenze manageriali. In particolare, è il ricorso al digitale a risultare oggi più impattante: basti pensare che nel 2015 solo per 1 impresa su 10 i ricavi delle vendite online incidevano sul fatturato per oltre il 10%, mentre nel 2021 sono quasi 7 su 10.

La complessità dell’Industry dell’Arte fra problematiche che limitano lo sviluppo, soluzioni e nuove sfide

Le nuove sfide che si presentano oggi per il mercato dell’arte riguardano la vendita ad acquirenti stranieri (per il 72% degli operatori), la necessità di stringere nuove relazioni commerciali (per il 69%) e la possibilità di competere con il sistema fiscale dell’arte di altri Paesi europei (Francia) ed extra-europei (UK). 

Il sistema fiscale e, più in generale, la libera circolazione delle opere d’arte fra Italia, UE ed extra UE sono i principali elementi che limitano lo sviluppo del mercato per l’82% delle imprese, seguito dall’incertezza del quadro normativo sulla tutela e l’eccessiva burocrazia (79%), l’assenza di una strategia di lungo periodo pianificata a livello nazionale (73%) e l’imposizione fiscale per il “sistema arte” (68%). 

Le azioni prioritarie che, di contro, potrebbero agevolare la crescita e supportare la sostenibilità economica del settore, anche alla luce dell’attuale scenario pandemico, sono: 

la semplificazione della normativa sull’export (82%); 

la riduzione dell’IVA sulla compravendita (79%); 

la Semplificazione della normativa sull’acquisto di opere vincolato (78%); 

l’introduzione di un Contributo a fondo perduto (67%); 

l’abolizione del diritto di seguito (58%).

In questa ottica, perché l’Italia torni a essere competitiva rispetto agli altri paesi europei, reipossessandosi del ruolo di “fabbrica della bellezza”, sarà necessario agire in due direzioni:

una normativa più liberale, con nuove leve per generare la domanda culturale, rivolta anche ai più giovani; 

la creazione di nuova occupazione, in particolare per i più giovani, riducendo la precarietà nelle posizioni lavorative e rafforzando la didattica per formare alle professioni del futuro.

Un lungo percorso – conclude l’indagine Nomisma – che non potrà prescindere da una strategia nazionale per il rilancio dell’arte e della cultura, indicata come prioritaria dal 79% delle imprese.

Gli Osservatori di Mercato di Nomisma

Lo stato di salute dell’industry dell’arte a cavallo della pandemia, oggetto della ricerca qui presentata, è solo uno dei tanti ambiti in cui Nomisma, attraverso i suoi Osservatori, presidia e analizza il mercato, grazie a un team multidisciplinare in grado di individuare numeri, soluzioni e strategie.Per saperne di più: osservatori@nomisma.it

Il sommo poeta e il sacro suono. Il canto gregoriano nella Divina Commedia

Un progetto di canti gregoriani su testi della Divina Commedia per celebrare i 700 anni dalla morte del sommo poeta italiano. I Cantori Gregoriani propongono una serie di letture prese dalle tre cantiche racchiuse in un dvd edito da AERCO dal titolo "Il Sommo Poeta e il Sacro Suono".





La relazione tra il canto gregoriano e la Divina Commedia si manifesta innanzitutto in modo evidente, e facilmente riconoscibile, nelle citazioni dirette o nelle velate allusioni di Dante a brani noti dell’antico repertorio monodico liturgico. L’intero poema – in particolare il Purgatorio e in buona parte il Paradiso – è punteggiato da richiami liturgico-musicali che accompagnano lo svolgersi del viaggio e gli incontri più significativi del Poeta.

Questo nuovo progetto dei Cantori Gregoriani, dunque, si compone di una serie di 26 letture tolte dalle tre Cantiche, ogni volta seguite dall’esecuzione del brano gregoriano esplicitamente citato o evocato nel testo stesso. Dai gironi dei dannati che, pur senza alcuna musica o canto, richiamano antifone e inni gregoriani con testo di argomento “infernale”, si passa alle dirette citazioni contenute nel Purgatorio per giungere infine alle celebri antifone mariane evocate in diversi canti del Paradiso a far corona alla figura della Vergine Maria.

Il tutto – ed è questa, forse, la relazione più profonda e che più conta tra il gregoriano e la Divina Commedia – nella comune intenzione di costruire una sorta di grande “cattedrale di parole”, dove il mirabile e ordinato progetto, che faticosamente scopriamo almeno nelle sue linee essenziali, ci appare perfetto e all’altezza di trattare anche i nostri desideri più intimi e profondi.

Canto gregoriano e Divina Commedia, in fondo, sono accomunate dal “desiderio”. Un’antifona gregoriana del tempo di Avvento riassume a ben vedere il senso ultimo del canto gregoriano, ovvero la più perfetta narrazione sonora della centralità di Cristo, e ci ricorda che attendiamo in un definitivo Avvento il “desiderato da tutte le genti” (Ecce veniet desideratus cunctis gentibus), ossia Colui che viene dall’alto (de-sidera). Non è certamente un caso se la parola più ricorrente in tutta la Divina Commedia sia “sguardo”: un nuovo sguardo, che il sommo Poeta ritiene necessario per visitare e superare la selva oscura posta al centro, nel mezzo, della nostra vita, per poter uscire a riveder le stelle (de-sidera) e per saper contemplare finalmente “l’amor che move il sole e l’altre stelle”.

Il canto gregoriano è la preghiera cantata ufficiale della liturgia romana in lingua latina. Tra tutte le esperienze di canto sacro che la Chiesa ha vissuto al suo interno in duemila anni di storia, il canto gregoriano è la più santa, la più casta, la più universale: nessun altro canto è capace di toccare i cuori elevandoli alle realtà soprannaturali ed indirizzandoli totalmente a Dio, ed allo stesso tempo stimolandoli a raccogliersi in se stessi in silenzio di adorazione, come sono capaci di farlo le melodie gregoriane. Come la Sacra Scrittura, alla quale i testi dei brani attingono direttamente o alla quale comunque costantemente si ispirano, il canto gregoriano è opera di Dio (opus Dei) ed opera dell’uomo; in questi canti, la voce dello Spirito Santo si serve di mezzi umani (la lingua latina e le melodie che la rivestono) per rendere accessibile al cuore umano realtà altrimenti inesprimibili. 

L’accoglienza sempre più calorosa ed interessata che raccolgono gli studi e le pubblicazioni gregoriane è la testimonianza più eloquente dell’intramontabile ed ineguagliabile fecondità spirituale e della bellezza artistica di questi capolavori.

Il Somma Poeta e il Sacro Suono. Il canto gregoriano nella Divina Commedia

martedì 7 dicembre 2021

Roma da esplorare, per la prima volta apre al pubblico il complesso della Serra Moresca a Villa Torlonia. Fu ispirata all’Alhambra di Granada

Una perla riaffiora tra le meraviglie romane: per la prima volta apre al pubblico il complesso della Serra Moresca a Villa Torlonia. Dopo articolati e complessi interventi di restauro, dall’8 dicembre gli spazi saranno visitabili in un percorso che dalla Serra conduce fino alla Grotta artificiale. L’architettura ispirata all’Alhambra di Granada.




L’architettura ispirata all’Alhambra di Granada. La Serra concepita per ospitare piante esotiche e rare ma anche come scenario per eventi. Una grotta artificiale ad avvolgere rivoli d’acqua e laghetti, per destare la meraviglia nel pubblico. Storia, natura e suggestioni lontane, dialogano nel complesso della Serra Moresca che apre per la prima volta al pubblico dall’8 dicembre dopo un lungo lavoro di restauro condotto dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Progettato intorno al 1839 dall’architetto veneto Giuseppe Jappelli, il complesso della Serra Moresca di Villa Torlonia torna alla sua originaria bellezza dopo due fasi di restauro. La prima, tra il 2007 e il 2013, ha riguardato il recupero dell’edificio da una condizione di fortissimo degrado, con un ripristino fedele dell’assetto originario, sia nella parte strutturale che in quella decorativa. Nella seconda fase, da poco conclusa, oltre a ulteriori interventi conservativi sulla Serra, si è invece provveduto all’allestimento e messa in esercizio dell’intero complesso come spazio museale.

Progettati dall’architetto Maria Cristina Tullio, questi ultimi lavori sono stati effettuati sotto la direzione tecnico-scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed eseguiti da Zètema Progetto Cultura.

Basato su uno studio accurato della documentazione grafica e fotografica e sulle descrizioni dei luoghi di Giuseppe Checchetelli, l’allestimento odierno della Serra Moresca ne mette in risalto le caratteristiche architettoniche originarie, di grande suggestione e rilevanza storica. La visita inizia dalla Serra, stupefacente padiglione da giardino con una struttura in peperino, ghisa e vetrate policrome che fanno da cornice alla fontana interna, oggi di nuovo attiva, e a una raccolta di Palme, Agavi, Ananas e Aloe, piante e specie arboree compatibili con la vocazione originaria dell’ambiente.

Si prosegue attraverso la Grotta artificiale pensata come il luogo della Ninfa (“Nymphae Loci”), con i suoi resti splendidamente illuminati, le cascatelle e i laghetti dove oggi tornano a vivere ninfee e fiori di loto.

È uno scenario storico naturalistico da ammirare lungo il percorso di visita insieme alla vista, dal basso, della Torre, imponente costruzione caratterizzata da ampie finestre con intelaiature in ghisa e vetri colorati che nascondono, all’interno, pareti riccamente decorate da stucchi policromi.

Inserito nel circuito dei Musei di Villa Torlonia, il complesso della Serra Moresca sarà aperto al pubblico da mercoledì 8 dicembre con un orario, in vigore fino al 31 marzo, che andrà dalle ore 10:00 alle ore 16:00, dal martedì alla domenica (chiusura il lunedì). A partire dal 1° aprile e fino al 30 settembre, l’orario di apertura sarà invece dalle 10:00 alle 19:00 con l’eccezione di luglio e agosto in cui il complesso rimarrà chiuso per ragioni climatiche.

I biglietti del costo di 4 € (intero) o 3 € (ridotto) potranno essere acquistati direttamente alla biglietteria della Serra Moresca o a quella del Casino Nobile. Sarà possibile anche pre-acquistarli online su www.museivillatorlonia.it e www.museiincomuneroma.it (con supplemento di 1 €) o chiamando il call center 060608, attivo tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00. Ingresso gratuito con la MIC card.

Un’ampia programmazione didattica sarà a disposizione dei cittadini con visite guidate per gruppi e attività rivolte alle scuole di ogni ordine e grado, sia di Roma e Città Metropolitana che di tutto il territorio nazionale. Lo spazio interno della Serra e quello esterno adiacente potranno inoltre ospitare mostre, fiere tematiche e altri tipi di eventi culturali, così come sarà possibile organizzare attività laboratoriali o piccoli spettacoli d’intrattenimento nell’area adiacente, all’aperto, nella Grotta.

domenica 5 dicembre 2021

Tosca: Buona la prima! Al Teatro dell'Opera di Roma grande successo per il capolavoro di Puccini

Buona la prima! Un successo annunciato ieri sera per il capolavoro di Giacomo Puccini. Una emozionante Tosca tornata di scena al teatro dell'Opera di Roma nell'allestimento originale della prima edizione assoluta che il compositore vide rappresentata al Costanzi il 14 gennaio 1900. Le repliche martedì 7 (ore 20.00), giovedì 9 (ore 20.00) e domenica 12 dicembre (ore 16.30).




Emozionante, un trionfo, la più bella Tosca tra tutte quelle viste finora. Questi sono solo alcuni dei commenti espressi dal pubblico presente ieri sera alla prima del capolavoro di Giacomo Puccini. Dopo due prime assolute, Julius Caesar di Giorgio Battistelli e Acquaprofonda di Giovanni Sollima, il sipario del Teatro dell’Opera di Roma si è alzato sul grande melodramma della tradizione con un titolo ormai immancabile: Tosca di Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica tratto dal dramma omonimo di Victorien Sardou.

L’opera romana per eccellenza torna in scena, per la settima stagione consecutiva, nell’edizione storica della prima assoluta, avvenuta proprio sul palcoscenico del Costanzi il 14 gennaio 1900 alla presenza di Puccini stesso. La regia che fin dal 2015 è stata affidata ad Alessandro Talevi verrà ripresa da Arianna Salzano. Sul podio salirà il maestro Paolo Arrivabeni. L’allestimento del Teatro dell’Opera di Roma vede le scene e i costumi ricostruiti, rispettivamente da Carlo Savi e Anna Biagiotti, sui bozzetti e i figurini originali di Adolf Hohenstein. Vinicio Cheli firma le luci.

A cantare nel ruolo di Floria Tosca Saioa Hernández al suo debutto all’Opera di Roma. Grandi ritorni invece per Roberto Frontali, che interpreta nuovamente il Barone Scarpia, e Vittorio Grigolo nei panni del pittore e rivoluzionario Mario Cavaradossi sul palcoscenico che lo ha visto debuttare nel mondo dell’opera, a soli tredici anni, nel ruolo del pastorello proprio in questo titolo, nella memorabile edizione del 1990 con Luciano Pavarotti. Nel cast anche Roberto Abbondanza (Sagrestano), Luciano Leoni (Cesare Angelotti), Saverio Fiore (Spoletta). Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è diretto dal maestro Roberto Gabbiani. Partecipano alla produzione gli allievi della Scuola di Canto Corale.

Dopo la “prima” di sabato 4 dicembre, trasmessa in diretta sulle frequenze di Rai Radio3, Tosca di Puccini verrà replicata martedì 7 (ore 20.00), giovedì 9 (ore 20.00) e domenica 12 dicembre (ore 16.30).

mercoledì 1 dicembre 2021

Musica classica, Valentina Lisitsa: il mio debutto a Roma. La "star di youtube" di scena alla Sapienza

Debutto assoluto a Roma per la pianista Valentina Lisitsa, da trent’anni ai vertici della scena mondiale e popolarissima sul web con più di 50 milioni di visualizzazioni sulla piattaforma Youtube. Il concerto presso l'Aula Magna della Sapienza. In repertorio Rachmaninov e Chopin.




Proseguono i concerti all'Aula Magna della Sapienza. Sempre nel solco della particolare attenzione dedicata dall’Istituzione Universitaria dei Concerti alle star del pianoforte, il 4 dicembre vede il debutto a Roma della pianista ucraina Valentina Lisitsa. Ex bambina prodigio - ha iniziato a studiare il pianoforte a soli tre anni e ha dato il suo primo recital pubblico un anno dopo - adesso divide il suo tempo tra Mosca e Roma, dove però, fino ad oggi, non si era ancora mai esibita.

Valentina Lisitsa non è solo la prima "star di YouTube" della musica classica, ma è la prima artista classica ad aver convertito il successo riscosso su internet in una carriera concertistica globale nelle principali sale di Europa, Stati Uniti, Sud America e Asia.

Il Washington Post Online ha scritto su di lei: "Colpisce il fatto che il suo modo di suonare sia relativamente semplice. Anche se 'Semplice' è un termine inadeguato per il suo virtuosismo. Lei non complica la musica. Non cerca di creare un personaggio, tanto meno di imporne uno su ciò che sta suonando. Offre letture che sono fondamentalmente oneste e dirette. Si avverte che si sta ascoltando una particolare interpretazione, ma allo stesso tempo viene fuori l’essenza del pezzo, piuttosto che il come Lisitsa lo suona. Sono rimasto impressionato, a volte abbagliato e a volte persino preso alla sprovvista dalla ferocia dei suoi fortissimo. Ma ha anche un modo di suonare delicato, sensibile, fluido, che può increspare dolcemente i tasti con la morbidezza untuosa dell'olio".

Valentina ha pubblicato il suo primo video sulla piattaforma YouTube nel 2007, una registrazione dell'Etude op. 39/6 di Sergei Rachmaninoff. Le visualizzazioni aumentarono vertiginosamente; seguirono altri video. Ponendo così la prima pietra di una carriera sui social network che non ha eguali nella storia della musica classica.

Grazie a una dedizione incrollabile verso il suo pubblico e a un approccio molto personale ai video, il suo canale YouTube registra oggi oltre 650.000 abbonati e 147 milioni di visualizzazioni con una media di 75.000 visualizzazioni al giorno, mentre il suo account Spotify conta oltre 1 milione di ascoltatori mensili.

Questo singolare successo ha portato Valentina a esibirsi su alcuni dei palcoscenici più prestigiosi del mondo, tra cui uno spettacolare recital alla Royal Albert Hall di Londra davanti a un pubblico di 8000 persone nel giugno 2012 che ha sancito definitivamente il suo successo internazionale.  Gli ascoltatori hanno avuto la possibilità di votare online in anticipo il loro programma preferito - una forma di partecipazione del pubblico che è diventata uno dei marchi di Valentina. La registrazione dal vivo di questo concerto è stata pubblicata su CD e DVD da DECCA solo una settimana dopo la performance. L'uscita è stata presto seguita da altri 9 album per la stessa etichetta, tra cui tutti i concerti per pianoforte di Sergei Rachmaninoff, opere di Chopin, Philipp Glass, Liszt e Scriabin, nonché il CD "Love Story - Piano Themes from the Cinema's Golden Age" con importanti musiche da film degli anni '20. Nel febbraio 2019, per il 125° anniversario della morte di Tchaikovsky, Decca ha pubblicato uno speciale CD-Box Set: la più completa collezione di opere per pianoforte solo di Tchaikovsky con alcune delle opere mai registrate prima.

A causa della pandemia nel 2020 molti dei concerti di Valentina Lisitsa sono stati cancellati o rimandati, ma lei è rimasta estremamente attiva in studio di registrazione ed ha fondato la sua etichetta discografica QOR per raggiungere più direttamente il suo pubblico. Sotto l'etichetta QOR, ha già pubblicato una raccolta di Notturni e Studi di Chopin, un album dedicato a Johan Sebastian Bach, i Quadri di un'esposizione di Mussorgsky, così come ha intrapreso un ampio progetto di registrazione con le 32 Sonate di Beethoven.

Il mio debutto a Roma

Sabato 4 dicembre ore 17.30

Valentina Lisitsa pianoforte

Rachmaninov      Variazioni su un tema di Corelli op. 42

                            Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 36 (Prima versione, 1913)

Chopin                 Scherzo n. 1 in si minore op. 20

                            Scherzo n. 2 in si bemolle minore

                            Scherzo n. 3 in do diesis minore op. 39

                            Scherzo n. 4 in mi maggiore op. 54

                            Polonaise-Fantasie in la bemolle maggiore op. 61


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lunedì 29 novembre 2021

Più libri più liberi compie 20 anni e torna in presenza con l'edizione 2021 sotto il segno della Libertà

La Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria compie 20 anni e torna in presenza dopo un anno di stop a causa della pandemia. 484 espositori e oltre 400 appuntamenti per l’edizione 2021 che ha come tema la Libertà. Per la prima volta libreria tematica dedicata alla graphic novel e illustrati con l'immancabile presenza di Zerocalcare.




Dopo essersi fermata per un’edizione a causa della pandemia, Più libri più liberi – la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria – torna in presenza alla Nuvola dell’Eur, dal 4 all’8 dicembre. Il tema scelto per questa edizione è La Libertà: il modo più appropriato per celebrare questo momento di rinascita ma anche di nuova condivisione. Tantissime le novità ad iniziare dalla location: la Nuvola, avveniristica e suggestiva struttura progettata da Fuksas. Presenti ospiti illustri italiani ed internazionali. Per la prima volta la libreria tematica sarà dedicata ai fumetti con l'immancabile presenza di Zerocalcare.

L’evento editoriale più importante della Capitale, promosso e organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e dedicato esclusivamente agli editori italiani piccoli e medi compie 20 anni, un traguardo importante che arriva in un momento particolarmente significativo per la storia del nostro Paese: l’Italia esce finalmente dal lungo periodo buio dell’emergenza sanitaria e scommette sul futuro, un domani pieno di incognite ma anche e soprattutto di grandi speranze e aspirazioni.

484 espositori, provenienti da tutto il Paese, presenteranno al pubblico le novità e il proprio catalogo. Cinque giorni e oltre 400 appuntamenti in cui ascoltare autori, assistere a dialoghi, letture, dibattiti e incontrare gli operatori professionali. L’inaugurazione ufficiale della Fiera si svolgerà il 4 dicembre, alle 10.30, allo Spazio Rai.

Mario Vargas Llosa, Sandra Cisneros, Alessandro Baricco, Melania Mazzucco, Roberto Saviano, Fernando Savater, Tibor Fischer,  Michela Murgia, Zerocalcare, Maurizio De Giovanni, Silvia Ronchey, Giulia Caminito, Chiara Valerio, Nadia Terranova, Vauro, Vera Gheno, Maura Gancitano, Riccardo Falcinelli, Reni Eddo-Lodge, Guadalupe Nettel, Michela Marzano, Francesco Piccolo, Donatella Di Pietrantonio, Stefano Bartezzaghi, Paolo Di Paolo, sono solo alcuni dei moltissimi autori e personaggi che si confronteranno sul tema di quest’edizione: La libertà. 

Qual è il libro che ti ha liberato? È questa la domanda che faremo ai nostri grandi ospiti italiani e internazionali. In occasione dei 20 anni della manifestazione, a ogni autore verrà chiesto di portare un volume che si è rivelato significativo nella sua vita, che lo ha aiutato a superare barriere e tabù.

UN MERCATO IN CRESCITA

Meno editori, ma salgono le quote di mercato. Nel 2020 il numero di medi e piccoli editori si attesta a 4.748, in calo del 2,2% rispetto all’anno precedente. Importante (-14,7%) il calo degli editori che pubblicano tra 61 e 100 titoli l’anno: sono 116. Tuttavia continua a crescere la quota di mercato: il venduto a prezzo di copertina della piccola e media editoria nei canali trade è pari al 42%, in lento ma costante aumento rispetto al 39,8% del 2017.

La piccola e media editoria in Italia dà lavoro a 8.590 persone (esclusi collaboratori e consulenti) e il valore del venduto a prezzi di copertina nei canali trade ha superato per la prima volta nel 2020 quota 600 milioni (600,6, in crescita dello 0,9% rispetto all’anno precedente).

LA LIBERTÀ

Il tema scelto per questa edizione di Più libri più liberi è La Libertà. Il modo più appropriato per celebrare questo momento di rinascita ma anche di nuova condivisione. Un concetto cruciale per le vite di tutte e tutti, che la Fiera dei piccoli e medi editori – non a caso – contiene nel suo stesso nome, nel suo stesso DNA. Un ideale a lungo anelato e, dopo i duri mesi di lockdown, finalmente ritrovato. Ma anche un tema portante di ogni passata edizione, coniugato nelle sue molte possibili declinazioni: le libertà collettive e quelle personali, l’impegno per i diritti civili e politici, la libertà di stampa e di espressione, un dato concreto e irrinunciabile per milioni di persone nel mondo.

Ma c’è anche un altro significato: sono proprio i libri che ci liberano e ci elevano. In questo spirito è nata un’iniziativa speciale: chiederemo a tutti i nostri grandi ospiti italiani e internazionali di portare un libro che in qualche modo li ha liberati e di donarcelo. In ogni volume l’autore che lo ha regalato scriverà una frase, una dedica. I libri saranno destinati proprio a quei luoghi dove la libertà è sospesa: le carceri. Grazie alla collaborazione con il Ministero della Giustizia, i volumi andranno ai 17 Istituti per la Giustizia Minorile e di Comunità del territorio. Ogni ragazzo riceverà un libro. La cerimonia di consegna dei vari testi, moderata da Alessandra Sardoni con l’intervento di Gianrico Carofiglio, si svolgerà nel corso della Fiera e a ritirare simbolicamente i doni dei nostri ospiti sarà Gemma Tuccillo, Capo Dipartimento del Ministero. In Fiera saranno invitati anche i 17 direttori degli istituti, in rappresentanza dei ragazzi, che potranno seguire l’evento trasmesso in streaming sui nostri canali social. Inoltre, per l’occasione sarà presentato anche il progetto sulla scuola in carcere di Rai per il sociale, che ha l’obiettivo di mettere a disposizione il proprio bagaglio di prodotti, conoscenze, esperienze, esperti.

Per celebrare il proprio ventennale, Più libri più liberi ha realizzato anche, con la generosa collaborazione di Paolo Di Paolo, un podcast offerto da Emons audiolibri che sarà possibile scaricare gratuitamente durante i giorni della manifestazione, e che ripercorre, in una rapida carrellata, alcuni dei momenti salienti delle trascorse edizioni, raccontati dalla voce dell’autore ma anche da quella dei suoi protagonisti.

UN NUOVO SPAZIO NELLA NUVOLA

Per la prima volta, aprirà al pubblico di Più libri più liberi l’Auditorium della Nuvola. Uno spazio avveniristico e suggestivo, nel cuore della struttura progettata da Massimiliano Fuksas, che ospiterà una serie di eventi speciali in una cornice spettacolare e immersiva, più adatta a una programmazione legata al mondo del teatro, della musica e del cinema. In collaborazione con Più libri più liberi, EUR Spa presenta, all’interno della propria stagione culturale e artistica EUR Culture per Roma, “Mamma Carissima – Lettere inedite dall’archivio Camilleri”, ultimo capolavoro inedito del Maestro, in una lettura di Luca Zingaretti, suo interprete prediletto, che firmerà anche la regia. Il carteggio del giovane Camilleri con i genitori Giuseppe e Carmela Fragapane, che costituisce una fonte unica e inedita sulla vita dello scrittore, chiuderà la Fiera. Aprirà l’incontro Maurizio De Giovanni con un ricordo di Camilleri. Come sempre, uno degli appuntamenti più attesi della Fiera sarà quello con Zerocalcare che quest’anno dialogherà con Chiara Valerio: un excursus che toccherà tutti i lavori e i temi cari all’artista romano, fino ad arrivare alla recente serie animata prodotta da Netflix, Strappare lungo i bordi. Nel corso dell’incontro saranno proiettate alcune pillole (in collaborazione con Netflix). Chiara Valerio parteciperà anche a un incontro con Serena Dandini, intitolato “dalla televisione al romanzo”, il ritratto politico di un’intelligenza multiforme e di una signora della cultura italiana, con spezzoni di repertorio dei suoi programmi. Sarà incentrata sul potere liberatorio dei libri la lectio di Alessandro Baricco. Fabrizio Gifuni, con la partecipazione di Luigi Manconi, leggerà Todo Modo di Leonardo Sciascia. Ascanio Celestini sarà il protagonista di un omaggio a Pier Paolo Pasolini, di cui tra qualche mese ricorrerà il centenario della nascita. Celestini reciterà dei brani dal suo spettacolo “Museo Pasolini”. A seguire, un dialogo sul grande intellettuale tra Celestini e l’assessore alla cultura di Roma Miguel Gotor. Della libertà e del pericolo di perderla dialogheranno in un incontro Roberto Saviano e Michela Murgia. “Quanto sei bella Roma, tra Storia e Canzoni d’autore” è il titolo dell’appuntamento dedicato al fascino “musicale” dei quartieri romani, con i racconti di Luca Barbarossa, Carl Brave e Francesca Reggiani. L’Auditorium ospiterà anche uno degli appuntamenti musicali dedicati ai più giovani, in cui Ernesto Assante incontrerà il cantautore Franco126, tra le penne più brillanti della sua generazione, capace di mescolare la logica dell’hip hop e quella della canzone d’autore. Molto attesa anche la presentazione della serie prodotta da Fandango Sarah Scazzi. La ragazza di Avetrana. Parteciperanno i due autori del libro e della serie, Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni, il regista della serie Christian Letruria, il produttore Matteo Rovere (Groenlandia) e Roberto Pisoni, Director Sky Entertainment Channels. Durante l’incontro saranno proposte delle clip dalla prima puntata della serie. Prodotto da Chora Media, sarà presentato in anteprima in Fiera il nuovo podcast di Pablo Trincia sul naufragio della Costa Concordia, uno straordinario lavoro di inchiesta e ricostruzione attraverso le voci dei testimoni di una delle tragedie che ha più colpito il nostro Paese negli ultimi anni. La liberazione dalla schiavitù è il perno del racconto di Alessandro Barbero. Uno dei più originali e amati storici italiani discuterà del suo nuovo libro Alabama. La guerra di secessione, il suprematismo bianco, il razzismo profondo che pervade persino le istituzioni: uno sguardo su i lati oscuri della storia degli Stati Uniti, all’origine di quegli spettri che sono tornati ad agitarsi.

AUTORI STRANIERI

A Più libri più liberi interverranno, a parlare di libertà e letteratura, importanti esponenti del panorama culturale mondiale, a cominciare da Mario Vargas Llosa. Il Premio Nobel sarà a Più libri più liberi per un dialogo sul suo lavoro e la sua produzione letteraria con Tony Raful Tejada, Ambasciatore della Repubblica Dominicana in Italia e per consegnare il premio IILA letteratura assegnato a Samanta Schweblin, autrice argentina, e il Premio alla miglior traduzione assegnato a Laura Scarabelli per la versione in italiano di Mano de obra della cilena Diamela Eltit. Jill Abramson presenterà il suo saggio Mercanti di verità. il business delle notizie nella grande guerra dell’informazione: la prima donna a diventare direttrice esecutiva del New York Times, descrive la crisi e la trasformazione che sta avvenendo nel mondo dei media, mettendo a confronto due storici quotidiani americani come New York Times e Washington Post con due realtà digitali come Vice e Buzzfeed. Tra gli eventi più attesi di questa edizione, il dialogo “Imparare la libertà” con il filosofo e scrittore Fernando Savater e Giuseppe Laterza. La libertà di pensiero e l’importanza della democrazia saranno al centro dell’incontro con la giornalista, scrittrice e attivista turca Ece Temelkuran, che nei suoi libri affronta argomenti molto controversi in Turchia, come la questione curda e quella armena. A intervistarla, Francesca Mannocchi. Alla Nuvola arriverà Sandra Cisneros, scrittrice e poetessa americana di origine messicana, esponente di spicco della letteratura chicana, con un intervento dedicato al tema della fiera e alla lotta contro il razzismo, argomento ricorrente in tutta la sua produzione letteraria. Di razzismo e discriminazioni parlerà anche la giovane scrittrice e giornalista britannica Reni Eddo-Lodge che presenterà, in un dialogo con Nadeesha Uyangoda, il suo libro Perché non parlo più di razzismo con le persone bianche, una guida essenziale per chiunque voglia capire perché le questioni razziali segnano il destino delle nazioni e delle comunità che le abitano. Poi, Georgi Gospodinov, uno dei più raffinati scrittori contemporanei, vincitore del premio Strega europeo, parlerà del suo libro Cronorifugio. Miguel Bonnefoy discuterà del suo libro Eredità, che racconta la saga di una famiglia di possidenti terrieri francesi emigrati in Cile. Come governare il mondo è il titolo del libro dello scrittore britannico di origine ungherese Tibor Fischer, che sarà in Fiera a raccontarci la sua produzione letteraria. Guadalupe Nettel, una delle voci più interessanti e promettenti del panorama contemporaneo, grande indagatrice dei sentimenti e dell’animo umano, dialogherà con Chiara Valerio. La pluripremiata autrice spagnola Sara Mesa presenterà con Sabina Minardi il suo nuovo romanzo Un amore. Tom Kuka, vincitore del Premio Europeo per la Letteratura 2021, presenterà, con Anna Lattanzi e David Frati, il suo romanzo L’ora del male. L’islandese Jón Kalman Stefansson parlerà del volume La prima volta che il dolore mi salvò la vita, che contiene tre raccolte poetiche con testo originale a fronte. L’attrice e scrittrice francese Sophie Daull porterà il suo libro Il lavatoio, una storia toccante che mescola elementi autobiografici e finzione. Benjamin Taylor parlerà in generale della sua produzione, a partire da Siamo ancora qui. La mia amicizia con Philip Roth, un ritratto del grande scrittore americano attraverso le opere, i rapporti umani, le passioni e le idiosincrasie. Andrés Neuman porterà il suo libro Anatomia sensibile, mappa letteraria che celebra il corpo in tutte le sue declinazioni, scritta nella forma di un viaggio poetico, politico ed erotico. Juan Gomez-Jurado, giallista campione d’incassi in Spagna con la serie che ha come protagonista l’investigatrice Antonia Scott, presenterà Regina rossa, da poco pubblicato in Italia, insieme a Mariolina Venezia e Laura Pezzino. C Pam Zhang sarà in Fiera a raccontarci del suo ultimo romanzo Quanto oro c’è in queste colline, finalista al Man Booker Prize. Due i volumi presentati dal cinese Feng Tang: Una ragazza per i miei 18 anni e Palle imperiali e altri racconti. Il filosofo, romanziere e drammaturgo francese Jean-Christophe Bailly presenterà Il versante animale. Tra gli autori cechi più conosciuti in patria e nel mondo, Jáchym Topol presenterà il romanzo Una persona sensibile. Vincent Message discuterà del suo Cora nella spirale, romanzo che parla la lingua del presente per comporre il ritratto di una donna dei nostri giorni. Il “poeta cittadino” di Amsterdam Gershwin Bonevacia presenterà la sua raccolta Ho comprato una bicicletta, per la prima volta pubblicata in Italia in collaborazione con l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi.

AUTORI ITALIANI

Riccardo Falcinelli ci porterà alla scoperta del saggio Libro d’ombra di Junichiro Tanizaki, un elogio delle qualità della luce e della sua assenza. Nadia Terranova interverrà in Fiera per la presentazione della collana tutta al femminile Mosche d’oro, con Giulia Caminito, Melissa Panarello, Viola Lo Moro, Liza Ginzburg e Florinda Fiamma.  Caminito parteciperà anche a una Lezione di scrittura con la Scuola del libro. Antonella Napoli presenterà il suo libro dedicato a Luca Attanasio, l’ambasciatore italiano ucciso in Congo, con Miguel Gotor (nello spazio delle Biblioteche di Roma). Gotor sarà anche relatore della presentazione del libro di Massimiliano Smeriglio Se bruciasse la città. La scrittrice femminista e attivista culturale italo-ghanese Djarah Kan curerà tre incontri dal titolo “bussole d’oro”: il primo, con Ubah Cristina Ali Farah e Fumettibrutti, è “Libere solo sulla carta: la liturgia della libertà nella letteratura nera italiana”; nel secondo, con l’attivista per i diritti delle donne Carlotta Vagnoli e con la filosofa Maura Gancitano, si affronterà il tema delle “rivoluzioni femministe ai tempi di Mark Zuckerberg: chi controlla il controllore?”; infine, l’appuntamento con Concita De Gregorio, intitolato “Squid Game e l’estetica della libertà”. Fabrizio Barca presenterà il suo nuovo saggio Disuguaglianze Conflitto Sviluppo con Elly Schlein. Gancitano presenterà anche il suo libro Le regine della filosofia. Vera Gheno e Federico Faloppa presenteranno il libro Trovare le parole. Del valore della lettura si discuterà nell’incontro con Paolo Di Paolo, con le letture di Valerio Aprea (a cura del Centro per il libro e la lettura). Alla Nuvola interverrà anche Carlo Verdone per presentare il libro di Ciriaco Scoppetta La ladra di cervelli. Pierpaolo Lala e Rocco Luigi Nichil saranno a Più libri più liberi per parlarci del loro volume Invasione di campo. Il gioco del calcio nel linguaggio e nel racconto della politica, con Marco Damilano e Valeria Della Valle. Remo Rapino presenterà insieme a Fabio Stassi il suo romanzo Cronache delle terre di Scarciafatta. Antonio Talia parlerà con Massimo Carlotto del suo libro Milano sotto Milano. Leonardo Bianchi ci parlerà di Complotti! Da Qanon alla pandemia Cronache dal mondo capovolto con Christian Raimo. La signorina Crovato è il titolo del romanzo di Luciana Boccardi, un racconto di formazione che l’autrice presenterà in Fiera. Desy Icardi presenterà il suo L’annunciatrice di libri, con Giulia Ciarapica, mentre Franco Faggiani parlerà del suo libro Tutto il cielo che serve. Gaetano Savatteri sarà in Fiera a presentare Le Siciliane, dedicato alle indomite donne isolane. Di personaggi femminili parla anche il libro Donne medievali. Sole, indomite, avventurose di Chiara Frugoni. Guido Guidorizzi racconterà il suo volume Roma antica e i suoi sette re. Alessio Arena presenterà il suo Ninna nanna delle mosche, con Vinz Gallico. Flavio Nuccitelli sarà in Fiera per parlare del suo libro Frenesia, insieme a Pietro Turano e Ivan Cotroneo. Johnny Palomba parteciperà alla presentazione-reading del suo volume Recinzioni serie tv, con Luca Ravenna, Edoardo Ferrario ed Emanuela Fanelli. Fabio Stassi interverrà in Fiera per presentare il suo nuovo libro Mastro Geppetto, che racconta le peripezie del papà di Pinocchio. Melania Mazzucco racconterà a Dario Pappalardo il quadro più importante della sua vita. Stefania Auci farà un intervento sulle eroine in letteratura. Francesco Filippi e Michela Marzano affronteranno il tema del fascismo. Sandra Petrignani racconterà il suo Leggere gli uomini, con Paolo Di Paolo. Anna Pavignano presenterà il suo ultimo romanzo La prima figlia, con Paola Saluzzi. Gianluca De Sanctis presenterà il suo volume Roma prima di Roma. Miti e fondazioni della Città eterna, con Alfonsina Russo e Paolo Conti. Il giornalista del Corriere della Sera sarà anche relatore della presentazione del libro di Annella Prisco Specchio a tre ante. Con Luigi Mascilli Migliorini si discuterà della figura storica di Bonaparte, a partire dalla sua “classica” biografia Napoleone, tornata in libreria quest’anno in occasione del bicentenario della morte dell’imperatore, in un’edizione aggiornata e accresciuta da un nuovo ampio capitolo introduttivo. Interverrà anche Paolo Di Paolo. Stefano Bartezzaghi e Gregorio Botta saranno i protagonisti di un dialogo che spazierà da Calvino ai cruciverba. A Più libri più liberi ci saranno anche: Teresa Ciabatti, Michela Marzano, Francesco Filippi, Melania Mazzucco, Francesco Piccolo, Viola Ardone, Stefano Bartezzaghi, Silvia Ronchey e moltissimi altri.

AMBIENTE

La Fiera non poteva non dedicare ampio spazio a uno dei nodi cruciali dei nostri tempi, quello della salvaguardia dell’ambiente. Moltissimi gli incontri e le presentazioni di volumi che affrontano il tema della lotta al cambiamento climatico e della protezione del pianeta. Stefano Mancuso e Antonio Pascale, partendo dai loro libri, parleranno della riforestazione. Roberto della Seta presenterà il suo saggio Ecologista a chi?, una riflessione sul pensiero ambientalista, con Ermete Realacci e Nicola Zingaretti. I giornalisti e attivisti Matteo Nardi e Letizia Palmisano ci spiegheranno come contribuire, nella vita quotidiana, alla lotta per l’ambiente, con il loro libro 10 idee per salvare il Pianeta. Matteo Oreggioni presenterà il suo volume Filosofia tra i ghiacci, in cui racconta quale lezione sul rapporto uomo-ambiente e sul futuro della Terra possiamo trarre dalla fusione dei ghiacciai. Dedicato ai più piccoli è il libro di Simonetta Lambertini L’orto di città, la luna e la gallina. Pierluigi Adami, giornalista e ingegnere esperto di monitoraggio ambientale, presenterà il suo saggio Ritorno al pianeta, un viaggio nei mali dell’ecosistema Terra ma soprattutto una dichiarazione di fiducia nel futuro e nelle buone pratiche. Antonello Pasini, fisico del clima del Cnr, ci parlerà del suo ultimo libro L’equazione dei disastri, in cui affronta, in una nuova luce, i temi del riscaldamento globale e del dissesto del territorio italiano.

ATTUALITÀ E GIORNALISMO

Al mondo dell’informazione spetta la missione cruciale di raccontare il delicato momento storico che stiamo vivendo e i mutamenti che ci attendono. A poche ore dal nuovo processo che lo vedrà coinvolto, alla Nuvola sarà presente Mohamed Hazem Abbas, amico di Patrick Zaki, in un incontro in collaborazione con Amnesty International, con Francesca Caferri e Riccardo Noury. Sul tema della libertà e dei totalitarismi Ezio Mauro dialogherà con Adam Michnik, giornalista ed editore polacco, fondatore e direttore della Gazeta Wyborcza, mentre Francesca Mannocchi e Tonia Mastrobuoni converseranno insieme a Iwona Wyszogtodzka (membro di Obywatele RP e The Polish Women’s Strike). Il direttore del Messaggero Massimo Martinelli sarà in Fiera per presentare il nuovo libro di Riccardo De Palo, il thriller Sequestro virtuale. Valerio Renzi di Fanpage presenterà il suo libro Fascismo mainstream. Simone Pieranni del Manifesto ci porterà alla scoperta della Cina nuova. Roberto Cicala ci parlerà del funzionamento del mondo dei libri, dall’autore al lettore, nel corso della presentazione del suo saggio I meccanismi dell’editoria, con Giampiero Mughini e Paolo Mauri.

Repubblica parteciperà alla Fiera con un proprio spazio, l’Arena Robinson. Tutte le mattine, gli studenti potranno partecipare a delle speciali lezioni di giornalismo. Tra i diversi incontri con i molti giornalisti del quotidiano, quello con il direttore Maurizio Molinari, che analizzerà il nuovo ruolo dell’Italia nel mondo insieme a Bianca Berlinguer. Corrado Augias sarà ospite dell’Arena per un dialogo con Dario Olivero. Ezio Mauro e Wlodek Goldkorn ci porteranno alla scoperta di Bulgakov. Poi, un bel ricordo di Miriam Mafai con Annalisa Cuzzocrea, Lucia Annunziata e la figlia Sara Scalia. L’Arena ospiterà anche Silvia Ronchey, Valerio Magrelli, Viola Ardone, Giuseppe Scaraffia e molti altri.

Diversi gli eventi a cura di Paperfirst, la collana di libri del Fatto Quotidiano. Marco Travaglio parlerà del suo ultimo volume: I segreti del Conticidio. Il “golpe buono” e il “governo dei migliori”. Antonio Padellaro presenterà il suo libro 7 cose di cui vergognarsi. Ora e allora, con le illustrazioni di Mario Natangelo. Sfascistoni. Manuale di resistenza a tutte le destre è il titolo del volume di Andrea Scanzi, che sarà presentato in Fiera dall’autore. Si intitola I soldi della P2. Sequestri, casinò, mafie e neofascismo: la lunga scia che porta a Licio Gelli il volume di Fabio Repici, Antonella Beccaria e Mario Vaudano, che sarà presentato dagli autori insieme a Marco Lillo.

La Rai, Main Media Partner di Più libri più liberi, sarà la voce narrante della Fiera. Uno spazio dedicato per ospitare eventi e garantire approfondimenti con i protagonisti della manifestazione. A partire dai libri editi dalla Rai: i lettori potranno incontrare Flavio Insinna con la sua favola Il gatto del Papa; Ilaria Grillini che racconta Elisabetta, la Regina italiana; Massimiliano Ossini che in Kalipè a passo d’uomo parla del valore del cammino; Ricki Tognazzi nell’omaggio a suo padre Ugo.

La Rai sarà protagonista anche di incontri speciali: Più libri più liberi sarà l’occasione per presentare il progetto del consorzio IDMO (Italian Digital Media Observatory) un osservatorio della Rai con partner come Tim e Luiss sulle fake news e contro la disinformazione. Si parlerà del rapporto tra letteratura e fiction con la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati. Con Rai per il Sociale si affronteranno temi sensibili come le carceri e il ruolo fondamentale della cultura per la rieducazione di chi ha sbagliato.

Un confronto sulla creatività senza dimenticare i temi di attualità verrà garantito da servizi e approfondimenti nelle principali edizioni dei Tg nazionali, Gr, Tgr Lazio e nelle rubriche del Tg2. Rainews24 sarà in diretta tutti i giorni dalla Nuvola con la trasmissione Eureka Street. Rai1 darà il buongiorno agli amanti dei libri con Il Caffè di Raiuno (in onda il sabato alle 6); Dalle 7 Uno Mattina e Uno mattina in Famiglia (dal lunedì al venerdì) e nella notte Milleeunlibro di Marzullo. La piccola e media editoria sarà protagonista di Quante Storie, alle 12.45 su Rai3 il 6, 7 e 8 dicembre. Nel pomeriggio di Rai3 i libri a tema ‘green’ troveranno spazio anche in Geo. Numero speciale per il magazine MovieMag su Rai Movie e Rai4.

Radio3 sarà protagonista di un grande evento dedicato ai ragazzi delle scuole: sabato 5 alle 12, alunni grandi e piccoli potranno ascoltare in diretta ‘Le Ripetizioni’ degli attori Daniele Parisi, Gioia Salvatori e Ivan. Ma non mancheranno l’ironia e la curiosità in musica de L’Idealista, dal lunedì al venerdì dalle 14.30; e poi tutti i giorni dalle 15 Fahrenheit sarà in Fiera per un confronto sulle proposte editoriali internazionali. Le parole di Più libri andranno in onda anche per i viaggiatori di Isoradio. Per Radio1 gli speciali di Prima fila (sabato 4 dicembre alle 12.20), Plot Machine, lunedì 6 dicembre alle 23.05 e Che giorno è (dal lunedì al venerdì alle 10.30). Anche Isoradio accompagnerà i viaggiatori tra le idee e le parole libere della Fiera. Pillole e curiosità dalla manifestazione anche sul portale di Rai Cultura e su RaiPlay con Play Books e PlayMagazine. Rai Pubblica Utilità sarà di supporto agli eventi in linguaggio Lis. Uno spot della Rai promuoverà l’iniziativa per tutto il periodo della manifestazione.

GRAPHIC NOVEL E ILLUSTRATI

Tra i molti autori presenti in Fiera, oltre a Zerocalcare, ci sarà Zuzu (Giulia Spagnulo), che presenterà il suo nuovo e attesissimo graphic novel Giorni felici. Pera Toons (Alessandro Perugini) porterà il suo Sfida all’ultima battuta. Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, presenterà il primo volume della sua spettacolare nuova trilogia Geist Machine. Poi GUD (Daniele Bonomo) che, in un incontro con le scuole, a partire dal suo libro Timothy Top. La rivoluzione sottosopra, spiegherà ai più piccoli l’importanza di mobilitarsi per l’ambiente. Davide Reviati racconterà la sfida di cimentarsi con l’opera del grande giornalista e scrittore svedese Stig Dagerman in Ho remato per un lord. La scrittrice Kate Reed Petty e l’illustratrice Andrea Bell presenteranno Fuga di notizie, una storia sulla corruzione, l’inquinamento e la libertà di stampa, ispirata a eventi realmente accaduti. Vauro presenterà il suo libro Coronadelirius, la pandemia ripercorsa in una serie di vignette che ricostruiscono l’impatto del Covid-19 in Italia.

A Più libri più liberi torna la libreria tematica che per la prima volta sarà dedicata ai fumetti. L’iniziativa rientra tra quelle organizzate da AIE in collaborazione con Lucca Comics & Games a seguito di un protocollo di intesa firmato nei mesi scorsi. Su un’area di 56 mq al piano Forum, Games Academy/Funside offrirà ai visitatori della fiera una panoramica di fumetti, graphic novels e manga.

In collaborazione con Lucca Comics sarà anche l’incontro “Chi è il lettore di fumetti in Italia?”, a cura della Commissione comics and graphic novels di AIE e in collaborazione con Aldus UP e Eudicom: saranno presentati alcuni dati che emergono dalla prima indagine condotta nel nostro Paese all’interno dell’Osservatorio Aie sulla lettura per una riflessione più generale sul fenomeno. A cura della stessa commissione AIE anche l’incontro “I mestieri del fumetto”, un appuntamento per tutti coloro che sognano di lavorare in una casa editrice di fumetti raccontato da chi ci lavora quotidianamente.

RAGAZZI

La filosofa, accademica e traduttrice Laura Boella terrà una lectio sul tema della libertà, organizzata dalla Fondazione Treccani Cultura. Lo zoologo Bruno Cignini presenterà il suo libro Bugie bestiali, con le illustrazioni di Andrea Antinori. L’accademica e studiosa di Dante Arianna Punzi, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma, presenterà il suo adattamento per ragazzi della Divina commedia, con le illustrazioni di Desideria Guicciardini. Nicola Brunialti parlerà dei nuovi libri della serie Super pollo. Bruno Tognolini sarà in fiera per presentare il suo libro Rime quartine, mentre Daniela Palumbo e Francesca Carabelli parleranno della graphic novel Fuga in punta di piedi.

Nello Spazio Bambini e ragazzi, una serie di appuntamenti a cura di Biblioteche di Roma: La torta è troppo in alto, a cura di Terre di mezzo, è il titolo della mostra allestita nell’area Nati per Leggere – NPL (fascia d’età 0-6) insieme al consueto appuntamento quotidiano Ti leggo una storia che accompagnerà i più piccoli alla scoperta del mondo dei libri con letture a cura dei bibliotecari, dei volontari del Servizio Civile e del progetto Nati per Leggere. Beaver, come castoro, realizzata in collaborazione con Settenove Edizioni, per bambini dagli 8 anni, e Bao presenta Geist Maschine volume 1, per i ragazzi dai 13 ai 99 anni, sono le mostre dell’area ragazzi. Inoltre sono previsti molti Laboratori didattici interattivi rivolti ai giovani lettori.

SPETTACOLI

Numerosi gli ospiti legati al mondo della musica, del cinema e della televisione. Mogol, Presidente SIAE, parteciperà alla presentazione del libro La musica perduta di Antonio Mistretta. Lillo & Greg ci parleranno della loro Biografia non autorizzata. Al pubblico più giovane sono dedicati due incontri curati da Ernesto Assante: quello con i Pop X, il gruppo musicale che vuole cambiare il volto del pop italiano attraverso testi provocatori, divertimento intelligente e un pizzico di poesia, e quello con il duo romano degli Psicologi, una delle più belle realtà della musica italiana di oggi. Sergio Rubini dialogherà su Eduardo De Filippo con Leonetta Bentivoglio. Gabriele Mainetti sarà a Più libri più liberi con Luca Valtorta per parlarci dei suoi film. Arianna Finos intervisterà, in diversi appuntamenti, due dei più importanti registi italiani contemporanei: Cristina Comencini e Paolo Virzì. In Fiera arriveranno anche Carlo Verdone, Valerio Lundini, Riccardo Cotumacco, Michela Giraud, Jerry Calà, Enrico Vanzina, Saverio Raimondo. E poi, una parte della banda di Boris parteciperà alla presentazione del volume Siamo tutti Boris di Gianluca Cherubini e Marco Ercole: ci saranno Corrado Guzzanti, Carlo De Rugeri, Alessandro Tiberi, Andrea Santoretti, Luca Amorosini e Antonio Catania. 

PREMI

Ogni anno Più Libri Più Liberi ospita in fiera Premi nazionali di grande rilievo:

Il Premio Strega Ragazze e Ragazzi viene assegnato a libri di narrativa per bambini e ragazzi pubblicati in Italia, anche in traduzione, ed è promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Strega Alberti Benevento, organizzatori del Premio Strega, con il Centro per il libro e la lettura e Bologna Fiere-Bologna Children’s Book Fair, in collaborazione con BPER Banca e IBS.it La Feltrinelli. Nato con lo scopo di andare alle radici della passione per la lettura promuovendone l’alto valore formativo, il Premio è assegnato da una giuria composta da duemila studenti, fra i 6 e i 13 anni di età, di 160 scuole primarie e secondarie di primo grado in Italia e all’estero. A Più libri più liberi verranno proclamati i vincitori dell’edizione 2021 nelle tre categorie di concorso e sarà consegnato il premio per il miglior libro d’esordio a Annet Schaap, autrice di Lucilla (Mercoledì 7 dicembre, Sala La Nuvola, ore 14).

Si stringe la partnership della Fiera con il Premio Mastercard Letteratura. Il 4 dicembre (ore 18,30) Più libri più liberi ospiterà la Premiazione dei vincitori dei premi Mastercard Letteratura e Mastercard Letteratura Esordienti. La cerimonia si svolgerà finalmente in presenza e vedrà la partecipazione di alcuni dei membri della giuria, tra cui Donatella Di Pietrantonio, Valeria Parrella, Sandro Veronesi ed Emanuele Trevi (presidente). A presentare l’evento, Giorgio Zanchini. Il Premio Mastercard Letteratura nasce nel 2020 con l’intento non solo di dare un riconoscimento ai migliori autori italiani, ma anche di offrire al vincitore l’occasione per finanziare progetti nel campo della solidarietà. Le organizzazioni umanitarie selezionate, tra le quali il vincitore del Premio sceglierà come distribuire 100 mila euro, sono: Busajo ONLUS, Caritas Italiana, Progetto Rwanda e Save the Children.

Il Premio Malerba, fondato nel 2009 per onorare la memoria dello scrittore cui è dedicato si rivolge alternativamente a opere indite di narrativa, premiando un romanzo o una raccolta di racconti o di cinema premiando una sceneggiatura o un trattamento, per ricordare le attività alle quali Malerba si è dedicato con passione e successo.

Si terrà alla Nuvola anche la premiazione organizzata da Premio Demetra. Il primo concorso dedicato alla letteratura “verde” indipendente, pensato da Comieco ed Elba Book Festival, giunto quest’anno alla VII edizione, con il sostegno di ESA Ambiente, Unicoop Tirreno e il patrocinio del Parco Nazionale Arcipelago Toscano. La giuria del premio è composta da Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, Sabrina Giannini, giornalista e scrittrice, Duccio Bianchi, responsabile scientifico, dall’editrice Ilaria Catastini e da Giorgio Rizzoni della direzione del festival.

FOTOGRAFIA

Come ogni anno, grande risalto alla fotografia. Lo spazio fotografia a cura di Marco Delogu sarà un luogo vivo con mostre, talks, un workshop su Pier Paolo Pasolini e la fotografia (a pochi mesi dal centenario della nascita e a pochi metri dalla casa dove Pasolini viveva) tenuto da Pino Musi, e molti booksigning. Sempre di più il libro diventa l’elemento fondante dell’identità di un fotografo, e sempre di più la fotografia contemporanea si confronta con gli altri linguaggi, primo fra tutti quello della letteratura. Più libri più liberi è quindi l’evento dove molti editori di libri di fotografia presentano i loro ultimi lavori e il rinnovato linguaggio fotografico. Emanuele Trevi, che molto ha scritto di fotografia e recente vincitore dello Strega, i direttori delle accademie di cultura straniere a Roma, il direttore del MAXXI Bartolomeo Pietromarchi, e molti fotografi e curatori della scena contemporanea italiana animeranno lo spazio fotografia. Il tutto alla Nuvola dove il progetto EUR Culture darà alla fotografia un ruolo fondamentale.

LE ISTITUZIONI E LA FIERA

Continua la collaborazione tra Più libri più liberi e le istituzioni nazionali e locali. Il Centro per il libro e la lettura, istituto autonomo del Ministero della Cultura, sarà presente in Fiera con un suo stand e con una serie di appuntamenti e laboratori. Anche per questa edizione, torna il “Buono Libro” della Regione Lazio. Nei giorni della Fiera, saranno messi a disposizione dei più giovani 10 mila voucher del valore di 10 euro da spendere in libri tra gli editori presenti. 8 mila saranno dedicati agli studenti delle scuole primarie e secondarie di I e II grado del Lazio che visiteranno la Fiera e 2 mila saranno a disposizione dei possessori della Lazio Youth Card, ragazze e ragazzi tra i 14 e i 29 anni. Roma Capitale e l’Istituzione Biblioteche di Roma rinnovano la fondamentale collaborazione con la manifestazione attraverso le molte iniziative dedicate ai ragazzi. La Camera di commercio di Roma ha realizzato uno spazio per gli editori del Lazio.

IL POLO PROFESSIONALE

Dopo l’anno forzato di stop torna nei consueti spazi e con una fitta agenda di appuntamenti il polo Business, l’area professionale ideata e gestita direttamente dall’Associazione Italiana Editori (AIE) in collaborazione con ALDUS, la rete europea delle fiere del libro coordinata da AIE e co-finanziata dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Creative Europe.

L’obiettivo è accrescere l’importanza e la visibilità che queste attività (convegni, servizi alle aziende, incontri b2b) hanno per gli operatori italiani e stranieri, seguendo una delle vocazioni costitutive della Fiera: essere punto di riferimento, di aggiornamento, di formazione, di dibattito per gli addetti ai lavori e confermarsi punto di riferimento internazionale per le piccole e medie case editrici europee (ma non solo).

Gestito in collaborazione con ALDUS UP, il Rights Centre è stato ulteriormente potenziato rispetto all’ultima edizione del 2019 grazie al sostegno di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Gli operatori troveranno nel suggestivo ambiente de La Nuvola un allestimento raddoppiato ai piani N4 e N5 per accogliere circa 60 operatori provenienti da Paesi europei ed extraeuropei e che incontreranno il 6 e 7 dicembre gli espositori italiani in incontri one-to-one per lo scambio diritti. Dodici di questi operatori specializzati in libri per bambini e ragazzi parteciperanno inoltre al fellowship program in collaborazione con Bologna Children’s Book Fair: un calendario di attività volto alla scoperta e al dialogo con il mondo del libro italiano per giovani lettori con visite a case editrici, librerie e biblioteche distribuite in diverse città.

Il Business centre al Piano Forum de La Nuvola sarà in funzione dal 6 all’8 dicembre in 500 mq a uso esclusivo degli operatori professionali come punto di incontro per gli attori del mondo editoriale italiano e internazionale. Sarà suddiviso in tre zone: la Sala ALDUS, una sala semiaperta da 40 posti in cui si potranno seguire incontri, presentazioni aziendali, workshop; la Lounge, 300 mq ad accesso controllato riservato agli espositori, alla stampa e ai relatori, uno spazio in cui svolgere gli appuntamenti in un ambiente più informale o anche solo bere un caffè; il Club B2B, il cuore del business centre a cui quest’anno aderiscono 13 aziende tra promotori editoriali e distributori, stampatori, società di servizi digitali e marketing editoriale, aziende attive nel campo degli audiolibri e dei podcast.

Sarà infine dedicata al “dopo”, a come sta evolvendo l’editoria, l’agenda dei 26 incontri professionali: dopo l’emergenza, dopo le chiusure, dopo il 2020 che ha ridisegnato le regole del gioco degli attori della filiera. Si parte con un’anteprima in diretta streaming sul sito di AIE il 2 dicembre alle ore 11.30 con l’incontro “Venti giorni a Natale” in cui saranno presentati i dati dell’andamento del mercato di varia adulti e ragazzi nei canali trade, in collaborazione con NielsenIQ. Ad apertura degli incontri professionali in Fiera, il 4 dicembre ci sarà invece la presentazione dell’indagine “La piccola e media editoria tra 2019 e 2020. Basta dire indie?” (ore 12.00, Sala ALDUS) per delineare e iniziare a discutere come questi profili si sono trasformati. E poi molti altri incontri nella sala ALDUS dedicati ai fumetti (“Chi è il lettore di fumetti in Italia?”, 5 dicembre, ore 11.00), all’editoria per i più giovani (“La lettura nella prima infanzia”, 4 dicembre ore 15.30), all’aumento dei prezzi della carta (“Carta vince, carta perde”, 4 dicembre, ore 17.00), all’interazione tra serie tv ed editoria libraria (“Libri, film e serie tv: un amore in crescita?”, 5 dicembre ore 14.00), all’uso dei social network (“Dai bookblogger ai booktoker. Come cambia il racconto del libro sui social”, 5 dicembre, ore 18.30) e altro ancora. Il programma professionale è frutto anche delle collaborazioni in essere tra AIE e importanti realtà pubbliche e private: dagli incontri con il CEPELL a quelli con Lucca Comics & Games, alla collaborazione con Bologna Children’s Book Fair, solo per citarne alcuni.

IL MANIFESTO DI LORENZO MATTOTTI

A firmare il manifesto dell’edizione 2021 è Lorenzo Mattotti. Il fumettista, illustratore, regista e sceneggiatore bresciano (ma parigino d’adozione) ha voluto mettere la nuvola al centro del manifesto, trasformandola in una mongolfiera con a bordo due lettori. Un’immagine eterea che – come nel finale del Barone Rampante di Calvino – richiama il potere della letteratura di portarci in volo verso gli infiniti territori della fantasia.

Sul web la Fiera è presente con il sito www.plpl.it e con l’attività sui principali social network. L’hashtag ufficiale della manifestazione è #piulibri21. Disponibile dal 19 novembre anche l’app ufficiale della manifestazione per dispositivi iOS e Android.

Discovering Bach: Paolo Fresu apre alla classica la sua etichetta Tǔk Music

Paolo Fresu inaugura la Tǔk Classic, sezione della Tǔk Music dedicata ai suoni della classica. A inaugurare la sezione è ''Discoveri...