lunedì 3 maggio 2021

Identità, Ambiente, Connessione: al via la seconda edizione di QuinteScienza

Prende il via al Teatro del Lido QuinteScienza 2021. L'Associazione Affabulazione presenta un percorso artistico multidisciplinare per declinare le infinite possibilità della narrazione a tema scientifico. Una serie di spettacoli, lezioni interattive, incontri, affrontano le grandi tematiche ambientali contemporanee e i grandi interrogativi, attraverso un linguaggio artistico, universale, accessibile e aperto a ogni forma di conoscenza. L'evento dall'8 al 30 maggio 2021 in presenza o in streaming. Ingresso gratuito.




Dopo aver indagato il genio maschile e femminile della scienza, con le biografie dei grandi personaggi e con le loro grandi scoperte, la seconda edizione di QuinteScienza, grazie al linguaggio artistico, universale e accessibile, propone un percorso a tappe attraverso un tema portante: l’immensità della natura, esplorata in lungo e in largo. Dai cambiamenti climatici all’ecosistema marino, dal rapporto con l’habitat a quello con la produttività e l’impatto che ha sull’ambiente, dalla vastità dell’Universo alle meraviglie dei meccanismi naturali complessi.

QuinteScienza, lo ricordo, è il progetto vincitore dell’Avviso Pubblico EUREKA! ROMA2020-2021-2022 che fa parte di ROMARAMA, palinsesto culturale promosso da Roma Capitale. L'evento si dipana seguendo tre concetti ben definiti: identità, ambiente e connessione. Un percorso artistico multidisciplinare, per declinare in 3 annualità le infinite possibilità della narrazione a tema scientifico.

Dall'individualità (il genio maschile o femminile che ha dedicato la propria vita alla scienza) al mondo esterno, ovvero l’immensità della natura (in particolare il rapporto con l’orizzonte marino e astronomico), alla spinta oltre l’ostacolo, (indagando le possibilità di connessione virtuosa tra esseri umani e macchine), nell’ottica di un progresso ecosostenibile e realmente rispettoso del mondo che viviamo.

Le attività sono completamente gratuite e dedicate alle giovani generazioni, ma godibili anche da parte di un pubblico adulto. Per le annualità 2021 e 2022 verranno realizzate attività anche all’interno degli Istituti Scolastici, avviando contestualmente virtuosi processi di formazione peer to peer.

Si inizia con Va tutto bene – Everything is fine, spettacolo satirico sui cambiamenti climatici di Associazione Culturale Causa, scritto dallo scienziato David Marçal, in scena l’8 maggio. Sabato 15 in programma la conferenza La protezione delle coste e metodologie per la ricerca dei placer sabbiosi per il ripascimento morbido, relatrice Daniela Maria Rosa Taliana (geologa). Sabato 16 maggio si proseguirà con Habitat Naturale, di Elisabetta Granara con La Piccionaia Centro di produzione teatrale e B. Motion Operaestate, in collaborazione con Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse. Il 22 maggio sarà la volta di Monologo per una matita, un pianoforte ed un astronomo conferenza spettacolo per una stella che nasce di e con Donatella Giovannangeli, Paolo Sentinelli e Fabrizio Vitali. Innumerevoli soli, infinite terre è il nome della confernza a carattere divulgativo sull’astronomia in programma il 23 maggio con Fabrizio Vitali e Luigi Pulone. Il 29 maggio di scena ancora il teatro con Sloi Machine – Il rischio era quello di perdere l’intelletto, la salute, la vita di e con Andrea Brunello con la regia di Michela Marelli. Infine domenica 30 maggio l'Augumented Lecture Arditodesìo La bellezza computazionale di e con Alberto Montresor (Università di Trento – Dip. di Ingegneria e Scienza dell’Informazione) con il supporto di Tommaso Rosi – video artist (Università di Trento – Dip. di Fisica). Musiche composte ed eseguite dal vivo da Carlo La Manna.

Tutte le attività si svolgeranno presso la sala interna del Teatro del Lido di Ostia in presenza o in modalità online secondo le disposizioni di sicurezza vigenti al momento dello svolgimento del progetto.

Info

quintescienza@gmail.comFacebook: QuinteScienza • Instagram: @quintescienza
www.affabulazione.net

In ottemperanza alle disposizioni dei protocolli di sicurezza anticovid, l’accesso sarà possibile solo a un numero limitato di spettatori che potranno prenotare i propri biglietti online sul circuito Eventbrite. I protocolli di sicurezza anticontagio – covid 19, sono visitabili sul sito www.teatrodellido.it e www.teatrodiroma.net.

giovedì 29 aprile 2021

Alimentazione e salute, nutrizione sana e alimenti sostenibili: accordo quadro tra CREA e Università Campus Bio-Medico

Nutrizione e ricerca avanzata sugli alimenti in un’ottica di sviluppo sostenibile, transizione ecologica e di salute globale. Al via la collaborazione scientifica e didattica tra il CREA e l’Università Campus Bio-Medico di Roma.




Nutrizione e ricerca avanzata sugli alimenti in un’ottica di sviluppo sostenibile, transizione ecologica e di salute globale. Questi gli aspetti su cui si focalizza la collaborazione scientifica e didattica tra il CREA  con il suo Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione e l’Università Campus Bio-Medico di Roma in ambito universitario e nei progetti di ricerca, formalizzata dall’accordo quadro di collaborazione firmato da Carlo Gaudio, Presidente CREA e da Raffaele Calabrò, Rettore Ucbm presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma.

L’accordo, della durata di tre anni, permetterà alle due istituzioni di rafforzare la collaborazione già esistente e di dare vita a progetti comuni, in particolare nei corsi di Laurea in Scienze della Nutrizione Umana e in Scienze e Tecnologie alimentari e gestione di filiera.

“È il primo accordo quadro stipulato tra il CREA e un’Università dall’insediamento del nuovo CDA, che ricalca nei suoi obiettivi il modello virtuoso di scambio tra ricerca, sperimentazione e formazione. Servirà ad approfondire sinergie scientifiche  già in essere, consolidando così un sistema della conoscenza basato sulla ricerca di qualità, coerente con le sfide globali e caratterizzato da un approccio multidisciplinare al tema  della sostenibilità. Una sfida per tutto l’agroalimentare, nella quale la comunità scientifica del CREA intende impegnarsi attivamente”, ha affermato Carlo Gaudio, Presidente del CREA.

“Oggi è una giornata importante - ha sottolineato il Rettore del Campus Raffaele Calabrò - perché la collaborazione tra CREA e Ucbm potrà significare negli anni crescita della qualità della ricerca, occasioni di studio per i nostri studenti, progetti nell’agrifood e nell’economia circolare in una simbiosi che porterà sicuramente una crescita reciproca”.

“La nostra collaborazione – ha ricordato Laura De Gara, Preside della facoltà dipartimentale di Scienze e Tecnologie per l’Uomo e l’Ambiente e membro del Consiglio Scientifico del CREA - ha una storia fatta di ricercatori del CREA di fama nazionale e internazionale che già da anni portano ai nostri studenti la propria esperienza e che da oggi potrà svilupparsi ancora più fruttuosamente, in particolare, negli ambiti della nutrizione e in quello delle tecnologie alimentari, nonché nel settore della bioeconomia, molto importante per gli studi in economia circolare e per la sostenibilità nella produzione degli alimenti. Sono convinta che questo accordo darà frutti importanti anche nell’ambito della terza missione”.

martedì 27 aprile 2021

Salute mentale, languishing: non depressi ma privi di gioia. Il lockdown e quell'insostenibile assenza di benessere che fa male alla società

Languishing, ovvero quello stato di disordine che genera una sensazione di vuoto o di svuotamento. Il languishing si manifesta con alti livelli di sofferenza e sottrazione di energie mentali che limitano le attività quotidiane, una condizione di assenza di benessere inasprita dal lockdown. Ma un aiuto esiste: la comprensione del flow per far rifior se stessi, attraverso i dettami della psicologia positiva.





Non depressi ma privi di gioia, è il languishing, letteralmente “languente, languido”, un termine coniato dal sociologo e psicologo americano Corey Keyes, nell'ascoltare persone descrivere le proprie vite come stagnanti, vuote pur in assenza di un disturbo mentale clinicamente significativo. Questa condizione era quindi già conosciuta ben prima delle misure di emergenza imposte a causa della pandemia. Certo è, che il lockdown ne ha favorito l'insorgenza, che non giunge, intendiamo, alla gravità della psicopatologia, ma che di fatto limita le nostre affettività e funzioni positive.

Un articolo apparso in questi giorni sul New York Times a cura di Adam Grant, psicologo dell'Università della Pensilvania e autore del libro “Think Again: The Power of Knowing What You Don’t Know”, ha portato alla ribalta questa condizione umana che, come riferito, si manifesta con un assenza di benessere non riferita a sintomi di disagi psichici. Riferendosi alla ricerca di Keyes, Grant fa emergere che, con molta probabilità, le persone attualmente affette da languishing, tra dieci anni potrebbero andare incontro a depressione e disturbi d’ansia. Il pericolo insito in questo status emozionale, secondo lo psicologo, è l’inconsapevolezza, ovvero non essere in grado di percepire se stessi, scivolando lentamente nella solitudine. Indifferenti alla nostra indifferenza, non riusciamo a capire che stiamo soffrendo e quindi non avere la capacità di cercare aiuto, né fare altro per aiutare se stessi.

Un antidoto al “languishing” però esiste, ricorrendo ai dettami della psicologia positiva. Di fatto la definizione di salute mentale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) sembra recepire al meglio quanto da questa disciplina viene proposto, ovvero uno stato di benessere raggiunto quando l’individuo realizza le proprie abilità, affronta gli stress normali della vita, lavora in modo produttivo e fruttuoso, fornendo così un contributo alla sua comunità, in quanto è proprio accanto a un benessere soggettivo e psicologico, che può sussistere anche un benessere sociale.

La psicologia positiva ha lo scopo di catalizzare un cambiamento nella psicologia in modo che a fianco dello studio di “come riparare al peggio nella vita” ci sia spazio anche per la costruzione delle qualità positive: una scienza e una professione per comprendere e costruire quei fattori che permettono agli individui ed alla società di “fiorire” e raggiungere un funzionamento ottimale. Stiamo parlando del "flourishing” appunto, una condizione connotata da fattori positivi come adattamento, chiare mete nella vita, crescita e resilienza, in netto contrasto con il “languishing”.  

I risultati più interessanti della psicologia positiva in grado di "far rifiorir noi stessi", sono stati raggiunti attraverso lo studio della teoria del flusso di coscienza (flow) o dell'esperienza ottimale, considerata come uno dei principali elementi per una vita appagante e pregna di significato. Nel flow l’azione del soggetto procede liberamente e in modo armonico con il contesto circostante, favorendo un livello di totale assorbimento e percezione di controllo nei confronti di cosa si sta facendo. Gli studi sul flow nascono  con l’obiettivo di analizzare i fattori capaci di trasformare un’esperienza momentanea, in uno stato psicologico ottimale. A titolo di esempio è interessante analizzare il contenuto di alcune interviste fatte rispettivamente a un nuotatore, un musicista, un chirurgo e un poeta alla presenza di questa condizione.

"Nei momenti in cui sono stato in assoluto più felice della mia prestazione, ho avuto la sensazione di essere una cosa sola con l’acqua, con ciascuna delle bracciate che davo e con tutto quello che mi circondava…Ero un tutt’uno con quello che stavo facendo. Sapevo esattamente come avrei nuotato durante la gara; sapevo di essere padrone di ogni mio gesto".

"Ti trovi in una condizione talmente estatica che ti sembra quasi di non esistere. […] Le mani sembrano essere staccate dal resto di me e non ho niente a che fare con quello che sta succedendo. Sono semplicemente seduto e osservo la scena con stupore e meraviglia. La musica scorre fuori da sola".

"E’ un esercizio complesso. Si basa sulla capacità di svolgere l’operazione in maniera precisa, quasi artistica… Non mi piace fare movimenti inutili e questo mi spinge ad usare le mie competenze per pianificare con attenzione e precisione ogni taglio… La gratificazione nasce dall’affrontare un problema particolarmente difficile e riuscire a risolverlo".

"Perdi il senso del tempo e sei completamente rapito da quello che stai facendo […]. Non esistono il passato e il futuro, ma solo un presente continuo in cui ti trovi.

Queste interviste sottolineano come l’esperienza di flow sia caratterizzata da un elevato livello di concentrazione e di partecipazione all’attività, dall’equilibrio fra la percezione della difficoltà della situazione, del compito, delle capacità personali, dalla sensazione d’alterazione temporale, (l'orologio interno rallenta, mentre l'orologio esterno accelera), da un interesse intrinseco per il processo che produce un senso di piacevolezza e soddisfazione. 

In sostanza, sono stati individuati tre elementi fondamentali all'interno di situazioni di flusso di coscienza: un grande investimento di attenzione sulla situazione in atto; una sensazione di benessere e di soddisfazione personale; la presenza di un impegno a cui corrispondono capacità personali adeguate. 

L'esperienza di flow possiamo viverla sia quando stiamo portando avanti un progetto a cui teniamo molto sia semplicemente guardando una serie tv; l'importante è che le attività che compiamo ogni giorno creino le condizioni ideali per uno stato di piacevole abbandono. Sicuramente questo ci aiuterà a uscire a piccoli passi dall'impasse del languishing.

lunedì 26 aprile 2021

L'arte di respirare, la nuova scienza per rieducare un gesto naturale

L'alimentazione, l'esercizio fisico, la resilienza dei nostri geni, il fatto che siamo magri, giovani o saggi: niente di tutto questo importa se non respiriamo in modo corretto. La colonna mancante della salute è il respiro. Tutto parte da lì. Esce in libreria "L'arte di respirare" di James Nestor un libro, che è già un best seller, in grado di coniugare l'eccellenza della saggistica con il piacere per la lettura. 




Non c’è niente di più essenziale per la nostra vita che respirare: prendere aria e lasciarla uscire, per venticinquemila volte al giorno. Sembrerebbe banale eppure gli esseri umani, come specie, hanno perso la capacità di respirare correttamente, compromettendo così la propria salute. Per avere un’idea di come la respirazione sia considerata dalla medicina moderna, pensate all’ultima visita a cui vi siete sottoposti. Molto probabilmente il medico vi avrà misurato la pressione, la frequenza cardiaca e la temperatura, ma è facile che non vi abbia mai controllato la frequenza respiratoria e l’equilibrio tra ossigeno e anidride carbonica nel flusso sanguigno.

Il giornalista scientifico James Nestor ha viaggiato per il mondo per capire cosa sia andato storto in questo approccio e, dopo minuziose ricerche, ha trovato delle risposte sorprendenti: non le ha trovate, come ci si aspetterebbe, nei laboratori di pneumologia, ma negli scavi di antichi siti di sepoltura, in strutture sovietiche segrete, per le fumose strade di San Paolo… Nestor ha rintracciato uomini e donne che hanno esplorato la scienza nascosta dietro antiche pratiche di respirazione come Pranayama, Sudarshan Kriya e Tummo. Pochi di loro si erano proposti di studiare la respirazione ma continuavano a imbattersi nell’argomento nel tentativo di curare altre patologie. Nestor li ha chiamati “polmonauti”: erano chirurghi della Guerra civile americana, parrucchieri francesi, cantanti lirici anarchici, irritabili allenatori di nuoto, inflessibili cardiologi ucraini, atleti olimpici cecoslovacchi e direttori di coro della Carolina del Nord.

Le loro ricerche stanno oggi ridefinendo le potenzialità del corpo umano e ci hanno consentito di scoprire che malattie come asma, ansia, disturbo da deficit di attenzione, psoriasi potrebbero essere alleviate o fatte regredire solo cambiando il modo in cui inspiriamo ed espiriamo. Sì, la respirazione ci permette di agire sul sistema nervoso, controllare la risposta immunitaria e ripristinare la nostra salute. 

Sì, cambiare il modo in cui respiriamo ci aiuterà a vivere più a lungo. Dopo aver conosciuto polmonauti che hanno usato la respirazione per raddrizzare colonne vertebrali scoliotiche, smussare disturbi cronici e riscaldarsi a temperature sotto lo zero capiremo che niente di tutto ciò dovrebbe essere possibile, eppure, come vedrete, lo è.



L'arte di respirare
La nuova scienza per rieducare un gesto naturale
James Nestor
Nelle migliori librerie e su abocashop.com

domenica 25 aprile 2021

Roma Culture: riapre il Sistema Musei civici. Novità e mostre in corso

Roma Culture: pronti alla riapertura del Sistema Musei civici. Tra le novità la mostra sui mosaici di età romana alla Centrale Montemartini, l’esposizione per i 150 anni della Capitale al Museo di Roma a Palazzo Braschi. Il 2 maggio torna la prima domenica del mese ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.




A partire da domani 26 aprile il Sistema Musei Civici di Roma è pronto alla riapertura al pubblico dei suoi musei, delle mostre e delle aree archeologiche, ora anche nei fine settimana e nei festivi (1°maggio escluso). 

Da lunedì 26 si potranno visitare nuovamente i Musei Capitolini, i Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali, il Museo dell’Ara Pacis,  i Fori Imperiali - ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su Via dei Fori Imperiali, dalle 08.30 alle 19.15, ultimo ingresso 18.10 - e il Mausoleo di Augusto, riaperto lo scorso marzo. Sempre il 26 aprile si potrà di nuovo attraversare il percorso pedonale dell’area archeologica del Teatro di Marcello, dalle ore 9 alle ore 19, chiuso da marzo 2020.  

Seguiranno martedì 27 aprile le aperture degli altri musei del circuito: la Centrale Montemartini, il Museo di Roma, il Museo di Roma in Trastevere, la Galleria d’Arte Moderna, i Musei di Villa Torlonia, il Museo Civico di Zoologia, il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, il Museo Napoleonico, il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, il Museo di Casal de’ Pazzi, il Museo delle Mura e la Villa di Massenzio, che torneranno ad accogliere i visitatori con i capolavori delle collezioni permanenti, le numerose mostre prorogate e alcune importanti novità espositive, sinora rinviate a causa della pandemia in corso.  

Dal 27 aprile si potrà tornare a visitare anche l’area archeologica del Circo Massimo, aperta tutti i giorni compresi il sabato e la domenica dalle ore 9.30 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 17.50). Al suo interno, da giovedì a sabato dalle ore 17.00 alle ore 20.00, sarà a disposizione del visitatore Circo Maximo Experience, la visita immersiva in realtà aumentata e virtuale del più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità.   

Le riaperture sono promosse da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti si potranno seguire su museiincomuneroma.it e culture.roma.it e sui canali social di Roma Culture, del Sistema musei civici e della Sovrintendenza Capitolina. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.  

LE NOVITÀ. Molte le novità in arrivo già durante la prima settimana: si inizia il 27 aprile con l’esposizione Colori dei romani. I mosaici dalle collezioni capitoline, un progetto espositivo ospitato alla Centrale Montemartini che porterà all’attenzione del grande pubblico una selezione di antichi mosaici pavimentali e parietali di grande pregio e valore, selezionati dalla collezione di mosaici di età romana presente nelle raccolte Capitoline.   

Nella stessa data apriranno al Museo di Roma in Trastevere le due mostre Chiamala Roma. Fotografie di Sandro Becchetti 1968 - 2013, una rivisitazione personale e poetica della città che Becchetti mette in atto attraverso gran parte della produzione da lui dedicata alla capitale, e Luciano D’Alessandro. L’ultimo idealista, con oltre cento scatti realizzati nei sessant’anni di ricerca fotografica di Luciano D’Alessandro, uno dei massimi interpreti italiani del reportage sociale.  

La prima settimana di riapertura si concluderà domenica 2 maggio con la prima domenica del mese ad ingresso gratuito per tutti nei Musei Civici e nell’area del Circo Massimo. Prenotazione obbligatoria allo 060608 entro venerdì 30 aprile e nei Tourist Infopoint entro sabato 1° maggio.  

In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dalla proclamazione di Roma Capitale, il 4 maggio al Museo di Roma a Palazzo Braschi aprirà la mostra Nascita di una capitale. Roma 1870-1915, con una ricchissima selezione di oltre 600 opere e documenti che illustrano la Roma “storica” e i suoi protagonisti, gli scavi archeologici, le demolizioni e ricostruzioni volte a definire il nuovo volto della neonata capitale del Regno, oltre ai mutamenti socio-culturali che riguarderanno la nascente città moderna fino alla drammatica cesura rappresentata dalla prima guerra mondiale.  

A seguire, il 5 maggio, in occasione di un’altra storica ricorrenza, i 200 anni dalla morte di Napoleone a Sant’Elena, il Museo Napoleonico ospiterà la mostra Napoleone, ultimo atto. L’esilio, la morte, la memoria, che illustra le vicende dell’esilio, della morte e il successivo processo di mitizzazione della sua figura attraverso oggetti, documenti, stampe, dipinti e altri materiali delle collezioni del museo. Sempre il 5 maggio aprirà al Museo Pietro Canonica a Villa Borghese la mostra The Factum - Una realtà di spazio e tempo, patrocinata dall’Ambasciata di Romania in Italia, con gli interventi installativi dell’artista Maria Nitulescu.  

Dal 12 maggio tornerà l’arte contemporanea nel parco di Villa Borghese per la seconda edizione di Back to Nature con installazioni di artisti di fama internazionale come Loris Cecchini, Leandro Erlich, Giuseppe Gallo, Marzia Migliora, Michelangelo Pistoletto, Pietro Ruffo, Marinella Senatore e l’Accademia di Aracne. L’esposizione coinvolgerà prevalentemente il Parco dei Daini e l’area di Piazza di Siena, oltre al Museo Carlo Bilotti che riaprirà al pubblico per l'occasione con la mostra Arte e Natura. Opere dalle collezioni capitoline di arte contemporanea.   

Nei giorni a seguire si succederanno infine le aperture delle mostre: Katy Castellucci, la Scuola Romana e oltre al Casino dei Principi di Villa Torlonia (13 maggio), che, oltre ad esporre le opere dell’artista, dipinti e disegni, ricostruisce l’ambiente che la circondava e i suoi rapporti con Mafai e con la Scuola romana; Nina Maroccolo. La Rivoluzione degli Eucalipti, alla Galleria d’Arte Moderna (14 maggio), un’installazione per i 70 anni del Mondial Earth Day che rappresenta un albero simbolo, l’eucalipto, e le variazioni cromatiche delle sue cortecce; Isole a Villa di Massenzio (20 maggio), un progetto artistico di Tommaso Strinati con la fotografa Anna Budkova e l’ausilio del video-maker Francesco Arcuri, che ricostruisce la pianta odierna di Roma sulle sagome dei frammenti della Forma Urbis, la pianta marmorea severiana di Roma; Il Cinema in Vetro al Museo delle Mura (25 maggio) con i lavori degli allievi del corso di Vetrate Artistiche della Scuola “Ettore Rolli”; Ciao maschio! Volti, potere e identità dell’uomo contemporaneo alla Galleria d’Arte Moderna (27 maggio) che racconterà le trasformazioni dell’immagine del maschio e della sua evoluzione attraverso circa 100 opere, tra dipinti, sculture, video, installazioni, grafica; La Vita Nova: l’amore in Dante nello sguardo di dieci artiste, al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco (28 maggio) che ripercorrerà la celebre opera di Dante – nel settecentenario dalla morte – attraverso dieci note di artiste contemporanee, tra le quali Elisa Montessori, Giosetta Fioroni e Letizia Battaglia.  

MOSTRE IN CORSO. Con la riapertura, il pubblico potrà tornare a visitare le mostre in corso temporaneamente sospese.  

Ai Musei Capitolini la mostra I marmi Torlonia. Collezionare capolavori (fino al 29 giugno, prenotazione obbligatoria), risultato di un’intesa del Ministero per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo con la Fondazione Torlonia; e nello specifico, per il Ministero, della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con la Soprintendenza Speciale di Roma. Il progetto scientifico di studio e valorizzazione della collezione è di Salvatore Settis, curatore della mostra con Carlo Gasparri. Electa, editore del catalogo, cura anche l’organizzazione e la promozione dell’esposizione. Il progetto d’allestimento è di David Chipperfield Architects Milano, negli ambienti dello spazio espositivo dei Musei Capitolini a Villa Caffarelli, tornati alla vita dopo oltre cinquanta anni grazie all’impegno di Roma Capitale per restituire alla cittadinanza un nuovo spazio espositivo progettato e interamente curato della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. La Fondazione Torlonia ha restaurato i marmi selezionati con il contributo di Bvlgari che è anche main sponsor della mostra. Il progetto della luce è stato scritto da Mario Nanni, lumi Viabizzuno.   

Sempre ai Musei Capitolini il progetto espositivo multimediale L’eredità di Cesare e la conquista del tempo (fino al 31 dicembre) e ultima settimana per visitare l’esposizione Il Tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione Roberto Longhi con il celebre dipinto Ragazzo morso da un ramarro (prorogata fino al 2 maggio). La mostra, in collaborazione con la Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, è dedicata alla raccolta dei dipinti caravaggeschi del grande storico dell’arte e collezionista.  

Al Museo dell’Ara Pacis la mostra Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza (fino al 29 agosto), organizzata da Contrasto e Magnum Photos, con oltre cento spettacolari immagini del grande fotografo che propongono la sua interpretazione artistica di alcuni dei più importanti siti archeologici della cultura romana e greca.   

Ai Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali la mostra Napoleone e il mito di Roma (fino al 30 maggio), dedicata agli scavi promossi da Bonaparte a Roma, proprio nell’anno in cui ricorre l’anniversario del bicentenario della morte dell’imperatore francese.   

Ed inoltre Sten Lex. Rinascita, la mostra alla Galleria d’Arte Moderna prorogata fino al 13 giugno, che racchiude una selezione di opere e uno stencil poster dei due noti muralisti italiani; La vita delle api fino al 27 giugno al Museo Civico di Zoologia, un percorso visivo-gustativo attraverso il mondo delle api e dei prodotti ad esse correlati; la rassegna di artisti contemporanei Le altre opere. Artisti che collezionano artisti che, insieme alle due opere vincitrici al “Premio per Roma”, alla Galleria d’Arte Moderna prorogano l’apertura fino al 16 maggio; Un mondo fluttuante. Opere su carta di Anna Onesti alla Casine delle Civette dei Musei di Villa Torlonia a disposizione ancora fino al 2 maggio.  

venerdì 2 aprile 2021

Musica, i Concerti di primavera-estate dell'Orchestra Rai

Dal 9 aprile al 1° luglio in diretta su Radio 3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura. Molte serate anche su Rai 5.




Grandi direttori come Fabio Luisi, Daniele Gatti e Ottavio Dantone. Solisti di fama internazionale come Stefano Bollani, Giovanni Sollima, Renaud Capuçon, Alexander Malofeev e Pablo Ferrández. Una cantante nota per l’intensità delle sue interpretazioni come Anna Caterina Antonacci. L’integrale delle Sinfonie di Brahms, omaggi a Stravinskij e a Dante Alighieri, grande repertorio sinfonico e un’inaspettata incursione nel mondo del rock e del pop. Sono i “Concerti di primavera-estate” dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma dal 9 aprile al 1° luglio all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Le serate, tutte in programma alle ore 20, saranno trasmesse in diretta su Radio3 Rai e in live streaming sul portale di Rai Cultura. Molte saranno proposte anche in TV su Rai5. Secondo le disposizioni riguardanti l’emergenza sanitaria, l’apertura al pubblico è ancora sospesa. Eventuali modalità di accesso all’Auditorium Rai e di acquisto dei biglietti saranno comunicate appena possibili.

 Anche questa strana stagione giunge a compimento. – dice il Direttore artistico dell’OSN Rai Ernesto Schiavi – Ci siamo sforzati di non interrompere la nostra offerta di concerti dal vivo, che abbiamo potuto portare a tutti anche con i teatri chiusi al pubblico. Per questo ringraziamo Rai Cultura, che li trasmette tutti in live streaming e molti ne propone in TV su Rai5, e Radio3, che ci segue sempre in diretta. Accanto alla tradizionale proposta sinfonica, per salutare il nostro pubblico prima della pausa estiva, abbiamo scelto di chiudere i “Concerti di primavera-estate” con “Rai Orchestra Pops”, un inusuale programma che mette a confronto e in relazione diversi mondi musicali e diversi sviluppi della musica dei nostri giorni. Il rock con i classici Frank Zappa e Keith Emerson, accanto alle voci più di tendenza dei Nirvana e dei Radiohead. Il jazz con Janis Joplin, Duke Ellington, Wynton Marsalis e altri. Il tutto presentato da interpreti di primissimo piano come Nicola Benedetti, dedicataria e interprete del concerto per violino di Marsalis, Alessandro Taverna, che suonerà il concerto di Emerson, e Giovanni Sollima, con tutta la sua strabordante fantasia.

Si inizia con Ottavio Dantone, protagonista di due concerti consecutivi: venerdì 9 e giovedì 15 aprile. I programmi spaziano dal classicismo di Haydn al neoclassicismo di Pulcinella di Stravinskij, del quale ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario della morte. Il balletto in un atto su musiche di Pergolesi, in programma il 9 aprile, è proposto in forma integrale con le voci di Paola Gardina, Alasdair Kent e Paolo Bordogna. 

Ancora un protagonista unico nelle due settimane successive: Daniele Gatti, che torna sul podio dell’Orchestra Rai dopo aver diretto ben sei diversi programmi nel corso del 2020. Per i concerti di giovedì 22 e giovedì 29 aprile propone il ciclo integrale delle Sinfonie di Brahms, autentico banco di prova per le grandi bacchette e le orchestre sinfoniche. 

Il 6 maggio è la volta di un altro grande ritorno, quello di Fabio Luisi, il cui rapporto con la compagine Rai si è fatto costante negli ultimi anni. Insieme al giovanissimo pianista russo Alexander Malofeev, non ancora ventenne, propone il Primo Concerto di Franz Liszt e a seguire la Quarta Sinfonia di Bruckner detta “Romantica”. Il mese di maggio procede con Aziz Shokhakimov che, giovedì 13, insieme al violoncellista Pablo Ferrández propone il Concerto n. 1 per violoncello e orchestra di Šostakovič, e insieme al Coro Femminile Ruggero Maghini omaggia Dante Alighieri nell’anniversario della nascita con Eine Symphonie zu Dantes Divina Commedia, detta Sinfonia Dante, di Liszt. Il concerto è trasmesso in diretta su Rai5. 

Due giorni dopo, sabato 15 maggio, Shokhakimov propone un altro omaggio, questa volta a Stravinskij, completando la proposta di Dantone con l’opera da camera l’Histoire du soldat. Con questo spettacolo l’OSN Rai rinnova la collaborazione con la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus: bambini e ragazzi potranno conoscere gli strumenti di una grande orchestra sinfonica e saranno protagonisti di un percorso di laboratori che culminerà proprio con il concerto dedicato a Stravinskij. 

Giovedì 20 maggio torna a suonare con l’Orchestra Rai Stefano Bollani, con il suo Concerto azzurro per pianoforte e orchestra, che fonde jazz e linguaggi classici, composizione e improvvisazione. Dirige Kristjan Järvi, che apre la serata con un suo brano, Aurora per orchestra. Il mese di maggio si chiude giovedì 27, con una serata interamente dedicata al repertorio francese. Protagonisti il direttore Maxime Pascal e il soprano Anna Caterina Antonacci, che ha fatto della Francia e della cultura francese i suoi territori d’elezione. In programma il Poème de l’amour et de la mer per voce e orchestra di Chausson, La mer di Debussy e La valse di Ravel. 

Giugno si apre giovedì 3 con due affermatissimi talenti musicali appartenenti alla stessa generazione: il direttore Michele Mariotti, classe 1979, e il violinista Renaud Capuçon, classe 1976. In programma il celebre Concerto in mi minore per violino e orchestra di Mendelssohn e la più rara Sinfonia n. 2 in re maggiore di Sibelius. 

Il cartellone di primavera-estate si chiude con un ciclo di quattro concerti raccolti sotto l’etichetta “Rai Orchestra Pops”, che esplorano i confini tra linguaggio classico, la scrittura sinfonica, il rock, la musica per il cinema, il crossover e lo swing. Sul podio due direttori americani noti per la loro versatilità e l’apertura alle contaminazioni. Il 10 giugno sono protagonisti Ryan McAdams e il pianista Alessandro Taverna, impegnati con vari autori rock per il sinfonico. Il 17 giugno si spazia da Scott Joplin a Duke Ellington con la bacchetta di John Axelrod. Il 23 giugno torna Ryan McAdams con il violoncello di Giovanni Sollima, per una serata che va da Purcell ai Nirvana, passando per la musica dello stesso Sollima. Ultimo appuntamento, il 1° luglio, ancora con John Axelrod e la violinista Nicola Benedetti, interprete del concerto di Wynton Marsalis, di cui è dedicataria e che ha inciso con la Philadelphia Orchestra.

All’offerta sinfonica torna ad affiancarsi quella cameristica, con i concerti dei gruppi dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma a porte chiuse nello spazio a loro tradizionalmente dedicato della domenica mattina alle 10.30. I concerti da camera saranno registrati e trasmessi successivamente su Radio3. Gli appuntamenti sono tre: il 2 maggio con gli Archi dell’OSN Rai e un programma dedicato al grande Novecento; il 30 maggio con un trio d’archi accompagnato dalla fisarmonica e dal bandoneón di Davide Vendramin, per un omaggio ad Astor Piazzolla; e il 6 giugno con un ensemble dell’OSN Rai diretto da Francesco Pomarico che propone un ulteriore omaggio a Stravinskij. E oltre ai concerti da camera realizzati in Auditorium Rai, proseguono anche quelli alla Cappella Paolina del Quirinale a Roma, trasmessi in diretta su Radio3 la domenica mattina. 

Dal 9 al 22 agosto infine, torna per la compagine Rai l’impegno come Orchestra principale al Rossini Opera Festival di Pesaro, con le opere Moïse et Pharaon ed Elisabetta, regina d’Inghilterra, dirette rispettivamente da Giacomo Sagripanti ed Evelino Pidò, cui si aggiunge il Gala Rossini diretto da Michele Spotti, che chiude il cartellone.

Sfoglia il programma generale dei Concerti primavera-estate File PDF

lunedì 22 marzo 2021

Lazio Street Art, un volto nuovo alle città attraverso arte e creatività

Lazio Street Art: 10 progetti per dare un volto nuovo alla città attraverso l'arte e la creatività. Al via i primi 4 progetti.




L’arte e la creatività invadono le città con Lazio Street Art. Sono 4 i progetti che stanno vedendo la luce in questi giorni: a Roma, “Cantieri San Paolo” nell’VIII Municipio e “Fantasia in piazza” nel II Municipio; “R/ESISTENZA” nel comune di Antrodoco (RI) e “Marta – Valentano: Tra storia, leggenda, scienza - Amalasunta e Ruffini” nei comuni di Marta e Valentano (VT). Interventi artistici importanti per dare nuova vita ai comuni del Lazio attraverso la creatività. È questo l’obiettivo di ‘Lazio Street Art’, il progetto della Regione che attraverso uno stanziamento a fondo perduto di 200 mila euro ha promosso e sostenuto, tramite la concessione di contributi alle amministrazioni pubbliche, 10 progetti di arte urbana in tutte le province.

“Con Lazio Street Art portiamo in tutto il territorio l’arte e la creatività dei nostri artisti e diamo un nuovo volto alle nostre città riqualificando anche le aree urbane più periferiche e marginali. “Cantieri San Paolo” e “Fantasia in piazza” a Roma, “R/ESISTENZA” ad Antrodoco, “Tra storia, leggenda, scienza - Amalasunta e Ruffini” a Marta e Valentano: vedere realizzate le prime opere di questi straordinari progetti nonostante le grandi difficoltà che tutte e tutti stiamo affrontando in questo periodo è una grande soddisfazione. Per questo abbiamo deciso di prorogare ancora i termini fissati per la realizzazione delle opere al 30 giugno 2021 così che ognuno di questi progetti possa prendere vita valorizzando l’identità dei luoghi e il patrimonio storico e artistico del territorio ma anche puntando l’attenzione su temi fondamentali come l’integrazione e il rispetto delle differenze; l’ambiente, la natura e la sostenibilità - ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - Stiamo lavorando, inoltre, a nuove edizioni di Lazio Street Art nei prossimi anni, in linea con quanto previsto dalla legge regionale per la valorizzazione, promozione e diffusione della street art nel Lazio approvata a dicembre e nata grazie al lavoro e alla passione della Vicepresidente della Commissione Cultura della Regione, Marta Leonori. Un provvedimento che dimostra la nostra attenzione per questa straordinaria forma d’arte che è stata inserita anche tra le azioni regionali in ambito culturale della nuova programmazione UE 2021-27” ha concluso il Presidente.

I progetti, presentati  a seguito di Avviso pubblico, sono stati selezionati grazie al lavoro svolto da una Commissione di esperti formata dai rappresentanti di tre fondazioni partecipate dalla Regione Lazio: Fondazione MAXXI, Fondazione La Quadriennale e Fondazione Romaeuropa.   

In attesa di poter inaugurare in presenza a maggio, è con un video online disponibile da sabato 20 marzo che si apre virtualmente il progetto “R/ESISTENZA – Street Art Gallery” di Ondadurto Teatro del Comune di Antrodoco (RI). Una galleria a cielo aperto con la direzione artistica di Marco Paciotti e Alin Cristofori che vedrà per le vie opere di grande artisti quali Sten & Lex, Lucamaleonte, Neve e Alessandra Carloni.

A Roma, nel Quartiere San Paolo è in dirittura d’arrivo “Cantieri San Paolo”, progetto del Municipio VIII realizzato con Dominio Pubblico, diretto da Tiziano Panici, e con la curatela di Michele Trimarchi: un laboratorio a cielo aperto di street art e arte urbana firmato da Greg Jager, Gojo e Collettivo ‘900 con Leonardo Crudi ed Elia Novecento, Wuarky e Lola Poleggi.

Anche il quartiere romano di San Lorenzo si riempie di colori con “Fantasia in piazza”, il progetto del II Municipio di Roma Capitale con il giovane artista Leonardo Crudi che sta disegnando sul piano orizzontale, attualmente pavimentato con basaltine, geometrie colorate da utilizzare per inventare giochi e percorsi. Appuntamento nei primi giorni di aprile per la conclusione dei lavori dell’intervento artistico in Piazza dell’Immacolata.

Terminati anche i lavori di “Marta – Valentano: Tra storia, leggenda, scienza – Amalasunta e Ruffini”: nei due comuni del viterbese, il progetto curato da  Gino Auriuso e con la comunicazione di Artenova ha visto come protagonisti i P.A.T. (Pittori Anonimi del Trullo) che grazie ai loro interventi artistici hanno portato a termine un particolare lavoro di riqualificazione e valorizzazione del territorio. Protagonisti delle opere la Regina Amalasunta, per il Comune di Marta, e il matematico Paolo Ruffini per il Comune di Valentano.

 I 10 PROGETTI FINANZIATI:

Città metropolitana di Roma Capitale

 Comune di Frascati: “Nature concrete – Il Circo”

 Comune di Guidonia: “Resistart”

 Comune di Manziana: “INCONTRI”

 Comune di Genazzano: “Genazzano For Street”

Municipi di Roma Capitale

 VIII Municipio: “Cantieri San Paolo”

 II Municipio: “Fantasia in piazza” 

Provincia di Frosinone

 Comune di Fiuggi: “Anticoli - Fiuggi Zero km” 

Provincia di Latina

 Comune di Itri: “Color Up Itri” 

Provincia di Rieti

 Comune di Antrodoco: “R/ESISTENZA”

Provincia di Viterbo

 Comuni di Marta e Valentano: “Marta – Valentano: Tra storia, leggenda, scienza - Amalasunta e Ruffini”

sabato 20 marzo 2021

Shunga: sesso e piacere nell'arte giapponese

Dal contenuto esplicitamente erotico, gli shunga, termine giapponese che significa letteralmente "immagini della primavera", sono opere d'arte legate ai più ampi contesti sociali e che attraverso la loro sensualità, riverenza, umorismo e parodia sono entrate a far parte della vita e della cultura giapponese in maniera sorprendente. 






Gli shunga sono xilografie giapponesi dal contenuto esplicitamente erotico, concepite secondo lo stile della scuola ukiyo-e, prodotte principalmente durante il periodo Edo (antico nome dell’odierna Tôkyô, 1603-1868). Gli shunga costituiscono una delle più vivaci manifestazioni di una riflessione etica ed estetica sulla brevità e transitorietà della vita, riflessione che esprime i valori del ceto borghese delle grandi città di quel tempo. Mercanti, artigiani, medici e artisti erano esclusi dal potere politico, ma, economicamente fiorenti, affermavano una concezione edonistica della vita, in aperto contrasto con la rigida morale neoconfuciana dei samurai che reggevano il paese. 

Le opere materializzano la visione del mondo di coloro che irridevano il conservatorismo del potere politico, raffigurando il lusso, le feste, gli spettacoli teatrali e la vita delle case di piacere, dove i borghesi trovavano la compagnia di donne esperte nell'arte dell'intrattenimento e dell'amore. In Giappone, le prime raffigurazioni shunga risalgono al periodo Heian (794 - 1185). A quei tempi erano per lo più riservate agli ambienti di corte. Dipinte su rotoli di carta, si ipotizza fossero ispirate a modelli cinesi, soprattutto alle opere di Zhou Fang (730 - 800), il grande pittore erotico attivo durante il regno della dinastia Tang. Nella prima metà del diciannovesimo secolo, ad opera di Harunobu, si giunse alle opere pienamente policrome (nisiki-e) con l’impiego, per le edizioni più lussuose, di quindici e fino a diciassette colori attraverso l’incisione di altrettante matrici in legno.

La complessa esecuzione delle matrici era affidata ad abili incisori, guidati dagli artisti che avevano realizzato i soggetti. Un’arte che gioca su tutta una gamma di espressioni, forme e colori che vanno dalla varietà delle passioni umane alla grazia delle figure femminili, dall’esaltazione delle emozioni amorose all’esplorazione di tutte le inclinazioni della sessualità, anche le più promiscue, non disdegnando atti omosessuali e scene di gruppo. Le ambientazioni erano realistiche: lussuose dimore, bagni pubblici, case da tè, alcove, in barca o all’aperto.

All’inizio del XVII secolo la scuola di pittura Kano stilò un’insieme di regole sull’estetica dell’arte shunga. Vennero codificate le gradazioni di colore con cui dovevano essere stampati i genitali, sia maschili che femminili e i colori da utilizzare nel resto dell’opera. Si stabilì anche la convenzione della rappresentazione in dodici scene amorose, simboleggiando i mesi dell’anno, secondo l’esperienza artistica già teorizzata dal pittore Tosa Mitsunobo (1434-1525). L’arte shunga assunse così la definizione di “genere”, al pari del paesaggio e del ritratto.

Questo genere d'arte non era in uso solo tra pittori esclusivamente erotici, ma numerose stampe furono dipinte anche da alcuni tra i massimi esponenti della pittura giapponese, come Katsushika Hokusai, Kitagawa Utamaro e Suzuki Harunobu. Vengono considerati poi i diretti antenati dei manga erotici, rappresentando quindi un fondamentale tassello nella corposa storia dei fumetti giapponesi.

Gli shunga si affermarono negli ambienti artistici europei, intorno alla metà del XIX secolo. A Parigi circolavano tra i pittori realisti ed impressionisti: Theodore Duret, Degas, Renoir, Pisarro e Monet. Ad esserne fortemente influenzato fu Degas; in alcuni tagli prospettici delle sue opere si possono infatti riscontrare significative analogie con l’arte giapponese. Ma anche Van Gogh non rimase estraneo al fascino di queste opere; i ponti e gli ombrellini delle donne di Claude Monet rimandano alle immagini di Hokusai. A Londra le prime xilografie ukiyo-e comparvero all’Esposizione Universale del 1862. Aubrey Beardsley (1872-1898) possedeva una vasta collezione di arte shunga, da cui trasse ispirazione per le illustrazioni della Lysistrata di Aristofane. Le linee fluttuanti delle stampe giapponesi furono fonte di ispirazione anche per gli artisti Art Nouveau.

Nell’ultimo decennio di questo secolo le xilografie shunga hanno incontrato un interesse particolare nella critica e nel pubblico occidentale. Molti musei hanno introdotto nelle loro collezioni di grafica queste incisioni. In Giappone nel 2015, gli shunga sono stati protagonisti di una mostra a Tokyo, presso l‘Esei-Bunlo Museum con l’obiettivo di rompere il tabù che si è creato intorno a questa particolare forma d’arte, e donare anche la possibilità ai molteplici collezionisti, presenti in tutto il mondo, di vedere gli originali di questi lavori. In Europa gli shunga sono stati presentati in importanti mostre retrospettive come quella alla Kunsthal di Rotterdam nel 2005, a Palazzo Reale di Milano nel 2009, a Lugano nel 2010, al British Museum di Londra nel 2013, a Torino presso l'Istituto per la tutela dei beni cartacei (IREL) nel 2017.

martedì 16 marzo 2021

Cinema, Regione Lazio: al via il bando per il restauro e la digitalizzazione di opere cinematografiche e audiovisive

La Regione Lazio da il via alla nuova edizione del bando per il restauro e la digitalizzazione di opere cinematografiche e audiovisive. 




Si rinnova l’impegno della Regione Lazio per il recupero delle pellicole che hanno fatto grande il cinema italiano. Torna anche quest’anno l’Avviso pubblico per il restauro e la digitalizzazione di opere cinematografiche e audiovisive rivolto alle imprese di post produzione del Lazio.

“Una nuova occasione per rivivere la magia dei capolavori del passato. Anche per il 2021, investiamo 150 mila euro per riportare in vita le più belle pellicole del nostro cinema. In particolare in questo momento, abbiamo bisogno di far rivivere la bellezza e per questo continuiamo a sostenere tutte quelle realtà produttive del nostro territorio che con il loro lavoro mantengono viva la memoria di questo patrimonio straordinario. Lo facciamo consapevoli che dobbiamo impegnarci per riprendere al più presto in mano le nostre vite e le nostre abitudini, in attesa di poter tornare a vivere in sicurezza nelle sale tutte le emozioni del grande schermo” dichiara il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

L’Avviso pubblico è rivolto a imprese di post produzione di opere cinematografiche e audiovisive con sede legale o operativa nella Regione Lazio ma anche cineteche con sede legale e domicilio fiscale in Italia che potranno presentare domanda per massimo due opere. I vincitori potranno ottenere contributi interamente a fondo perduto fino a 40 mila euro per i lungometraggi e fino a 20 mila euro per i cortometraggi. Tutti i progetti  dovranno concludersi entro il 30 settembre 2021 e prevedere la digitalizzazione in modo da consentire la fruizione delle opere anche da parte di persone con disabilità, mediante l’utilizzo di sottotitoli e strumenti di audiodescrizione.

Tra le spese ammissibili a finanziamento ci sono la pulizia e la riparazione dei supporti delle pellicole da digitalizzare, trattamenti di digital clean e color correction ma anche l’acquisto o il noleggio di sistemi o spazi di memorizzazione, archiviazione e di gestione dei file del materiale digitalizzato.

Sarà possibile presentare domanda di contributo entro le ore 12 del trentesimo giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio esclusivamente attraverso l’apposita piattaforma informatica messa a disposizione da LAZIOcrea S.p.A. all’indirizzo www.regione.lazio.it/cinedigitalizzazione

lunedì 15 marzo 2021

La Sapienza scommette sulla sostenibilità, al via i lavori del nuovo Comitato tecnico-scientifico

 La rettrice Antonella Polimeni ha inaugurato le attività. L'Ateneo punta sulla didattica con un corso dedicato agli Obiettivi di sviluppo sostenibile.




La Sapienza investe sul perseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni unite con l'istituzione del nuovo Comitato tecnico-scientifico per la sostenibilità. Il Comitato, costituito da docenti di tutte le aree e da rappresentanti degli studenti e coordinato dal prorettore per la Sostenibilità Livio de Santoli, ha iniziato i propri lavori il 12 marzo 2021. 

Il programma concreto delle azioni, da sviluppare nel breve, medio e lungo periodo su un arco temporale di sei anni, si articola in attività didattica, ricerca e presenza sul territorio attraverso la terza missione. Per quanto riguarda la didattica in particolare, la Sapienza ha già realizzato una prima esperienza con un corso di formazione e un corso di insegnamento dedicati a questi temi, aperti a tutti gli studenti. Da aprile 2021 le iniziative didattiche saranno rilanciate con un corso base che rilascerà 6 crediti formativi universitari. Sono previsti una giornata inaugurale di inquadramento generale su sostenibilità energetica, sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e indicatori di Benessere equo solidale, sei giornate interdisciplinari e 15-20 webinar realizzati dalle singole Facoltà su temi specifici, con l'intervento dei docenti e l'apertura della discussione agli studenti.

Le attività formative per la sostenibilità sono poi destinate a svilupparsi nel tempo con iniziative ulteriori, tra le quali si ipotizza l'istituzione di un vero e proprio corso di laurea triennale.

“La questione della sostenibilità richiede l'adesione di ognuno di noi a un nuovo paradigma culturale che investa tutti i campi, da quelli scientifici a quelli umanistici -ha affermato la rettrice Antonella Polimeni aprendo i lavori del Comitato - in un progetto di rielaborazione dell'idea di Ateneo e del suo ruolo nella società sono convinta che uno spazio importante dovrà essere ricoperto dalla sostenibilità. L'istituzione In Sapienza di un comitato tecnico-scientifico sul tema, composto da docenti esperti nei vari settori d'interesse e dagli studenti, gli stessi a cui dobbiamo consegnare il testimone dell'impegno per lo sviluppo sostenibile, rappresenta un punto centrale della nostra politica universitaria. Vogliamo portare avanti la proposta di un modello culturale transdisciplinare, capace di nuove interpretazioni delle istanze globali. L'esigenza di una rinnovata “ecologia dei saperi” non può trovare miglior casa della Sapienza, che con le sue Facoltà e i suoi Dipartimenti persegue una mission integrata in termini di formazione, ricerca e terza missione".

Il Comitato tecnico-scientifico riunisce competenze di alto livello in tutti i campi e potrà essere a disposizione delle istituzioni anche per attività di consulenza in questa particolare fase che vive il Paese, con l'adozione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e con le strategie di recovery, che necessariamente avranno la sostenibilità come asse portante.

domenica 7 marzo 2021

Giornata internazionale della donna, ecco il programma #DonneCultureRoma

Lunedì 8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, Roma Culture promuove l’iniziativa #DonneCultureRoma, un programma di eventi gratuiti dedicati al talento femminile e alla sua valorizzazione.





Realizzata grazie alla collaborazione delle istituzioni culturali cittadine, #DonneCultureRoma prende il via la mattina dell’8 marzo. La manifestazione si potrà seguire per tutta la giornata, e nei giorni successivi, sui canali digitali delle istituzioni coinvolte. Il programma è disponibile sul sito culture.roma.it e sui canali social di @cultureroma, attraverso gli hashtag #donnecultureroma, #8marzocultureroma, #8marzo e #cultureroma.

Alle ore 10, in anteprima su Operaroma.tv, il canale YouTube ufficiale del Teatro dell’Opera di Roma, e sul canale Instagram Tv dell’istituzione, verrà lanciato il nuovo videoclip di Tosca, una delle interpreti più eclettiche e sperimentatrici della scena musicale italiana. Proprio nel teatro dove nel gennaio del 1900 ha debuttato Tosca di Giacomo Puccini, l’opera romana per eccellenza, la cantante proporrà una lettura intima e personale di Vissi d’arte accompagnata da Massimo De Lorenzi alla chitarra.

Sarà introdotta da una nota del direttore Giorgio Gosetti la giornata dedicata al’8 marzo dalla Casa del Cinema di Roma. Dalle ore 10 sul sito e sui canali social dell’istituzione verrà pubblicato un ironico e appassionato viaggio attraverso la storia del cinema in cui Gosetti racconterà le conquiste delle donne, la loro emancipazione e il loro orgoglio, senza tralasciare i ritratti intensi che, nel tempo, grandi cineasti e interpreti hanno saputo restituire delle figure femminili. A seguire, alle ore 11, il viaggio continuerà in video con un’incursione nella mostra dedicata a Mario Monicelli. Davanti alle immagini di Monica Vitti, il critico Alberto Crespi e Gosetti rievocheranno le storie di set e le scene madri del memorabile film La ragazza con la pistola.

Sarà un incontro con una grande donna del ‘900 quello che andrà online alle ore 12 e che vedrà protagonisti Gosetti e Luciana Castellina. A lei il compito di indagare il significato e dare il giusto valore alla Giornata internazionale della donna. Nel pomeriggio chiuderanno la programmazione la video testimonianza di Pierfranco Bianchetti che presenterà il libro L’altra metà del pianeta Cinema – 100 donne sul grande schermo (ore 15) e la pubblicazione di alcuni materiali tratti dal documentario Ragazze: la vita trema, opera prima del 2009 di Paola Sangiovanni (ore 16).

Con il racconto di alcune tra le più importanti donne del mondo dell’arte, della moda e della performance, il Palazzo delle Esposizioni celebrerà l’8 marzo sul proprio sito e sui canali social a partire dalle ore 12. Sarà Cesare Pietroiusti a iniziare con un racconto dedicato alle artiste degli anni ’90, concentrandosi sulla loro capacità di influire in modo importante sullo sviluppo dell’arte relazionale. A seguire, alle ore 14, Clara Tosi Pamphili parlerà invece del lavoro della fotografa ligure Lisetta Carmi, una delle protagoniste della Quadriennale d’Arte – Fuori con alcuni dei suoi celebri scatti. Con i suoi reportage, la Carmi ha contribuito, in tutta la sua carriera, ad alimentare una critica sottile nei confronti dei valori patriarcali e sessisti della borghesia. Terzo e ultimo appuntamento alle ore 16 in compagnia di Daniela Lancioni, che parlerà dell’artista romana Titina Maselli, protagonista nel 2019 dell’esposizione Mostre in Mostra a Palazzo delle Esposizioni. Pittrice lungimirante e controcorrente, la Maselli ha saputo cogliere con i suoi paesaggi metropolitani il fascino della città contemporanea mostrandone i lati oscuri, senza aneddoti e senza ideologie.

Nell’ambito delle iniziative organizzate dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, si prenderà il via la mattina alle ore 11 con una iniziativa in presenza al Museo Napoleonico per i visitatori presenti nel museo. La curatrice Laura Panarese li accompagnerà in un percorso di visita dedicato alle figure femminili della famiglia Bonaparte (in replica alle ore 15). Contestualmente, alle ore 11, sulla pagina Facebook della Galleria d’Arte Moderna di Roma, si svolgerà in prima assoluta la performance Ti scrivo solo di domenica di Bianca Pucciarelli, in arte Tomaso Binga. L’autrice leggerà, in modo meccanico e senza inflessioni emotive, il diario epistolare di una donna che, lungo un intero anno, scrive a un’amica ogni domenica, considerando questo come l’unico giorno femminile della settimana. Un anno di impressioni, descrizioni, messaggi emergenziali, sogni, progetti che trovano forma nelle parole scritte, nella voce dell’autrice cadenzata dal ticchettio puntuale di un metronomo e in un canto liturgico conclusivo.

A seguire, alle ore 13, sulla pagina Facebook del Museo Napoleonico si inaugurerà un nuovo ciclo di video-narrazioni tutte al femminile dal titolo Vis-a-vis con le Bonaparte. Profili di donne da riscoprire. Quattro racconti brevi per immagini che analizzeranno i profili di altrettante donne Bonaparte: Mathilde, Charlotte, Eugenia e Ortensia. Al via il ciclo con Nostra Signora delle Arti dedicato a Mathilde.

Alle ore 16.30, sulla piattaforma Google Suite, si potrà invece assistere al nuovo appuntamento del ciclo di incontri Educare alle mostre, Educare alla città, dal titolo Donne in Luce, immagini e presenze femminili nell’Archivio dell’Istituto Luce. La docente di Storia e Filosofia Annabella Gioia, si concentrerà sui cinegiornali Luce indagando sulla scarsa presenza riservata in essi alle figure femminili, relegate dal regime a ruoli subalterni e tradizionali, secondo un principio di controllo dell’individualità della donna da contenere sempre in un ristretto perimetro funzionale alla politica demografica dello Stato.

Ispirato dalla mostra Le altre opere. Artisti che collezionano artisti, visitabile alla Galleria d’Arte Moderna fino al 2 maggio, sarà il video di Daniela Perego Pensieri diversi da artiste diverse per la Giornata internazionale della donna che verrà pubblicato alle ore 17 sulla pagina Facebook del museo. L’arte, il vissuto, l’attualità e il futuro delle artiste in mostra prenderà vita di fronte alle loro opere, in un confronto di voci, generazioni ed esperienze personali. Parole di: Lucilla Catania, Licia Galizia, Silvia Giambrone, Donatella Landi, Myriam Laplante, Adele Lotito, Roberta Maola, Daniela Monaci, Veronica Montanino, Laura Palmieri, Daniela Perego, Claudia Quintieri, Fiorella Rizzo.

Le attività della Sovrintendenza continueranno anche dopo l’8 marzo con l’appuntamento di aMICi online di giovedì 11 marzo alle ore 16 (su Google Suite), incentrato sulle Imperatrici dal Museo Napoleonico. Quello curato da Laura Panarese, sarà un percorso visuale e storico-artistico su due figure dal carisma indiscusso: Joséphine, prima moglie di Napoleone, e Eugenia, consorte di Napoleone III.

Prenderà il via ufficialmente alle ore 17 la rassegna di appuntamenti tutti al femminile dal titolo Donne in Letterature, a cura della Casa delle Letterature dell’Istituzione Biblioteche di Roma. Sui canali social dell'istituzione un omaggio alle scrittrici dell’attuale scena editoriale, protagoniste di un ciclo di presentazioni di libri che, dopo l’8 marzo, proseguirà con altri appuntamenti fino al 22 marzo. Un’occasione per guardare all’attualità con gli occhi delle donne che raccontano e si raccontano. Attraverso visioni, interpretazioni e stili peculiari emergeranno le molteplici dimensioni della scrittura e dell’universo femminile. Si partirà nell’evento inaugurale con la presentazione di Donne al futuro, una serie di ritratti femminili di ieri e di oggi, figure che rappresentano la vita e il ruolo delle donne nell'Italia contemporanea. A parlarne Paola Gaglianone, Maria Serena Palieri, Lia Levi, Cristiana Di San Marzano, Alice Pasquini e Paolo Conti.

Il ciclo proseguirà fino al 22 marzo con le seguenti presentazioni editoriali: L’acqua del lago non è mai dolce con l’autrice Giulia Caminito e Yari Selvetella (10 marzo, ore 17); Sembrava bellezza con l’autrice Teresa Ciabatti e Lidia Ravera (10 marzo, ore 18); Biancaneve nel Novecento con l’autrice Marilù Oliva e Elisabetta Mondello (12 marzo, ore 17); Cuore allegro con l’autrice Viola Lo Moro e Ilaria Gaspari (12 marzo, ore 18); Splendi come vita con l’autrice Maria Grazia Calandrone e Laura Pugno (15 marzo, ore 17); Borgo Sud con l’autrice Donatella Di Pietrantonio e Filippo La Porta (15 marzo, ore 18); Tre madri con l’autrice Francesca Serafini, Saverio Costanzo e Giordano Meacci (19 marzo, ore 17); Stai zitta. E altre nove frasi che non vogliamo sentire più con l’autrice Michela Murgia (19 marzo, ore 18); Musa e getta. Sedici scrittrici per sedici grandi donne con Arianna Ninchi, Silvia Siravo, Chiara Tagliaferri, Laura Pugno (22 marzo, ore 17).

Inoltre, durante la giornata dell’8 marzo, l’Istituzione Biblioteche di Roma proporrà sui propri canali digital: un video-laboratorio rivolto a grandi e piccoli per realizzare le scarpette rosse alla Biblioteca Collina della Pace (ore 15); consigli di lettura dal catalogo di www.bibliotecheroma.it offerti dalle Biblioteche Basaglia, Mameli, Giovenale, Nicolini, Mandela; incontri e presentazioni di libri online direttamente dalle Biblioteche Laurentina, Valle Aurelia, Villino Corsini.

Alle ore 17, sui canali social del Teatro di Roma - Teatro Nazionale, andrà online l’evento speciale Tacete, o maschi, abitato da voci di donne, artiste, studiose, musiciste, comiche, poetesse. Nell’appuntamento video si intrecceranno interventi dal palco del Teatro Argentina e contributi da remoto, in una sinfonia di voci femminili, attive nei vari settori dell’arte e del pensiero. Le due poetesse italiane Antonella Anedda e Mariangela Gualtieri, oltre a portare alcuni propri componimenti, leggeranno un sonetto di Ortensia de Guglielmo e Leonora della Genga; l’attrice comica Arianna Dell’Arti porterà gli spettatori all’interno di uno dei suoi racconti surreali; la filosofa e attivista femminista Silvia Federici, partendo dal suo libro Caccia alle streghe, guerra alle donne, racconterà di come il ruolo della donna nella società si sia delineato nel corso dei secoli come una forma di sfruttamento; mentre la cantautrice Mimosa Campironi porterà le sue canzoni che interpretano il presente in modo divertito e affascinante. Non una celebrazione, quindi, ma uno spazio da occupare, con pensieri, versi, ragionamenti che contribuiranno a raccontare una porzione importante del mondo artistico e dello spirito delle stesse autrici.

Appuntamento alle ore 18, invece, sulle pagine social del Teatro Villa Pamphilj per l’evento in streaming #Contiamoci, realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale JazzMine. Nel corso dell’incontro, moderato da Valeriano Solfiti, verranno presentati i risultati di uno studio pilota lanciato lo scorso 22 giugno con l’obiettivo di fare luce sugli squilibri legati al gender balance nelle arti improvvisate. Un’analisi attenta che ha messo a confronto alcuni punti salienti come il numero delle musiciste attive in modo professionale, il ruolo nelle band, le leadership, la presenza nei Festival con i numeri riferiti all’universo jazz maschile. L’evento sarà arricchito da momenti di performance musicale eseguiti da Cecilia Sanchietti alla batteria, Susanna Stivali alla voce, Flavia Ostini al contrabbasso, Angelo Olivieri alla tromba e Emanuele Bruno al pianoforte.

martedì 23 febbraio 2021

Alimentazione, Frumento duro e frumento tenero: qual è la differenza?

Qual è la differenza tra frumento duro e frumento tenero? Lavoro CREA su Trends in Plant Science apre nuove prospettive alla ricerca.



Partendo da una semplice domanda due ricercatori del CREA, Luigi Cattivelli, direttore del CREA Genomica e Bioinformatica e Anna Maria Mastrangelo del CREA Cerealicoltura e Colture industriali hanno pubblicato un opinion paper su Trends in Plant Science, un’importante rivista scientifica che spesso anticipa i futuri trend di ricerca, disegnando nuove prospettive per il miglioramento genetico del frumento.

Differenza tra frumento duro e frumento tenero. Il lavoro.

Il frumento duro ed il frumento tenero sono due specie sì diverse, ma anche molto simili, tanto che, in certe condizioni, è possibile incrociarle tra loro e trasferire geni da una specie all’altra. Il lavoro analizza le differenze tra le due specie e le riconduce a due aspetti principali: differenze “qualitative” come la durezza del seme (che spiega il nome dei due frumenti), la composizione proteica ed il colore che, nell’insieme, determinano l’attitudine a produrre pasta - nel caso del frumento duro - o pane e dolci - in quello del frumento tenero; differenze legate alla capacità di adattamento delle piante all’ambiente (resistenza a stress e cambiamenti climatici) ed alla potenzialità produttiva. In particolare, per queste caratteristiche, alcuni studi recenti evidenziano una potenzialità produttiva superiore nel frumento tenero rispetto al frumento duro.

Mentre le differenze qualitative (durezza, colore e composizione proteica del seme) sono controllate da pochi geni, quelle legate all’adattamento all’ambiente (resistenza e produttività) sono più complesse e determinate dalla diversa configurazione genomica delle due specie.

Le conclusioni Diversamente da quanto generalmente si pensa, un’analisi dei dati esistenti suggerisce che il frumento tenero possa essere più adattabile - e quindi più produttivo - anche in molte aree dove tradizionalmente si coltiva frumento duro. Il lavoro ipotizza di combinare insieme la maggiore potenzialità produttiva del frumento tenero con le caratteristiche qualitative dei frumenti duri, una possibilità realizzabile attraverso l’uso di tecniche tradizionali di miglioramento genetico e di approcci di genome editing.

“Queste “nuove piante”, capaci di esprimere la qualità dei grani duri, ma con la potenzialità produttiva propria delle piante di frumento tenero – spiega Luigi Cattivelli, coautore dello studio - potrebbero rappresentare un’opportunità per migliorare la produzione di grano duro, senza penalizzare la qualità e contrastare l’effetto negativo dei cambiamenti climatici sulla produzione agricola”.

sabato 20 febbraio 2021

Napoleone e il mito di Roma

Ai Mercati di Traiano da poco riaperti ha preso il via la mostra che celebra il bicentenario della morte di Napoleone ripercorrendo il rapporto tra l’imperatore francese, il mondo antico e Roma.






Riaprono i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali e i visitatori avranno la possibilità di visitare, oltre ai capolavori della collezione permanente, anche la nuova mostra Napoleone e il mito di Roma che sarà aperta al pubblico fino al 30 maggio 2021. Ideata in occasione del bicentenario dalla morte di Napoleone Bonaparte, la mostra lo celebra ripercorrendo il rapporto tra l’imperatore francese, il mondo antico e Roma.

Annessa all’Impero dal 1809 al 1814 e città imperiale seconda solo a Parigi per volontà di Napoleone stesso, Roma, e più precisamente l’area archeologica dei Fori Imperiali, fu oggetto di scavi promossi dal Governo Napoleonico di Roma tra il 1811 e il 1814 per liberare l’area a sud della Colonna di Traiano, che Napoleone aveva già preso a modello per la realizzazione tra il 1806 e il 1810 della Colonna Vendôme a Parigi. I Francesi volevano applicare a Roma quei criteri di ordine urbanistico che, nei loro intenti, l’avrebbero trasformata realmente in una seconda Parigi. Ispirarsi alla Roma Imperiale in ogni suo aspetto per celebrare la magnificenza di Napoleone e della sua famiglia divenne ben presto una consuetudine e portò inevitabilmente con sé l’uso di un linguaggio di propaganda ispirato all’Antico, caratterizzato dalla rappresentazione dell’Imperatore come erede dei grandi condottieri del passato, degli Imperatori romani, se non addirittura come eroe e divinità dell’antica Grecia, in un rimando costante a Roma Imperiale, alla sua arte e alla sua cultura.

Il percorso espositivo si snoda attraverso 3 macro-sezioni e comprende oltre 100 opere – tra cui sculture, dipinti, stampe, medaglie, gemme e oggetti di arte cosiddetta minore – provenienti dalle Collezioni Capitoline nonché da importanti musei italiani ed esteri.

La prima macro-sezione evidenzia il rapporto tra Napoleone e il mondo classico, seguendo la formazione del giovane Bonaparte, anche attraverso l’adozione di diversi modelli tratti dall’Antico, utilizzati di volta in volta per trasmettere messaggi di potere, buon governo e conquiste militari, fino alla divinizzazione della sua figura. In questa sezione saranno presenti opere antiche e moderne di eccezionale valore storico, che illustrano il percorso biografico di Napoleone e, allo stesso tempo, i suoi modelli e riferimenti culturali. Tra le opere esposte, ad esempio, il gesso di Louis Rochet per la statua di Napoleone cadetto a Brienne (inizialmente visibile attraverso una riproduzione fotografica) dal Musée d’Yverdon et Région (Yverdon-les-Bains), il bronzo raffigurante Alessandro Magno a cavallo dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il grande bronzo di Lorenzo Bartolini raffigurante Napoleone I Imperatore, dal Louvre, in cui Bonaparte è ritratto all’antica, con la corona d’alloro e le fattezze di un imperatore romano. Grandezza militare e visione di un impero sconfinato legano infatti Alessandro Magno a Napoleone il quale, come già molti condottieri prima di lui, tra cui Giulio Cesare, fece propria l’imitatio Alexandri. Napoleone si confrontò idealmente con altri imperatori come Augusto, presente con un ritratto in marmo proveniente dai Musei Capitolini. Nota era anche la sua ammirazione per Annibale, qui evocata dalla copia moderna del cosiddetto Annibale del Quirinale. La macro-sezione si chiude con la morte e l’apoteosi di Napoleone, considerato un eroe antico ma anche un santo e un taumaturgo, in continuità con i re del medioevo francese, come raffigurato nel celebre dipinto di A.J. Gros, Il generale Bonaparte visita gli appestati di Jaffa, presente in mostra attraverso l’incisione di A.C. Masson, proveniente dal Palais Fesch-Musée des Beaux-Arts di Ajaccio.

La seconda macro-sezione è dedicata al rapporto di Napoleone con l’Italia e Roma. Si inizia con tre opere di particolare bellezza che illustrano il ruolo di Napoleone come Re d’Italia: il gruppo scultoreo di Pacetti Napoleone ispira l’Italia e la fa risorgere a più grandi destini, dal Castello di Fontainebleau, e due ritratti di Napoleone da Milano (Galleria d’Arte Moderna e Palazzo Moriggia-Museo del Risorgimento). A seguire, il vastissimo programma di trasformazione urbana, che il Governo Napoleonico voleva applicare a Roma, è riassunto nell’istallazione nella Grande Aula di un viale di cipressi, uno dei punti focali della mostra. L’istallazione è introdotta dal ritratto di Antonio Canova dai Musei Capitolini, protagonista del panorama artistico romano (e non solo) del tempo e autore del Busto di Pio VII, ancora dai Musei Capitolini, esposto nella sala dedicata al complesso rapporto che Napoleone ebbe con il Papato e la religione. La macro-sezione è completata da un articolato approfondimento sullo scavo della Basilica Ulpia: incisioni di Giuseppe Vasi, Angelo Uggeri, Giovan Battista Cipriani e disegni e dipinti dal Museo di Roma, nonché – eccezionalmente esposti per la prima volta – i tre progetti redatti nel 1812 da Giuseppe Valadier e Giuseppe Camporese e conservati all’Accademia di San Luca, illustreranno le tappe che portarono alla scoperta delle strutture della Basilica Ulpia e di importanti reperti scultorei, come le statue di Daci, esposte nella collezione permanente del Museo, riunite per la prima volta a sculture provenienti dall’area e oggi conservate nei Musei Vaticani.

La terza macro-sezione approfondisce alcuni aspetti relativi alla ripresa di modelli antichi nell’arte e nell’epopea napoleonica, come ad esempio quello dell’aquila romana, esemplificato in mostra, tra le altre opere, dal vessillo del 7° Reggimento Ussari dal Musée de l’Armée di Parigi. Nell’approccio all’Antico fu fondamentale per Napoleone la Campagna d’Egitto, impresa militare e culturale insieme, raccontata attraverso alcune opere, come la stampa di Girardet dal Museo Napoleonico di Roma, raffigurante Il generale Napoleone Bonaparte alle Piramidi, e la statuetta in bronzo di C.J. Meurant dal Palais Fesch-Musée des Beaux-Arts di Ajaccio: Bonaparte su un dromedario. Dall’Egitto a Babilionia, sulle orme di Alessandro Magno: il percorso è celebrato nella mostra con cinque lastre del fregio con Il Trionfo di Alessandro Magno in Babilonia di Bertel Thorvaldsen, nella versione conservata nei Musei Civici di Pavia e derivata dal fregio eseguito dal celebre scultore per il Palazzo del Quirinale nel 1812, nell’ambito dell’allestimento degli appartamenti imperiali destinati a Napoleone e alla sua famiglia (ma che la famiglia imperiale non abitò perché Napoleone non venne mai a Roma).

Lo sguardo su Roma riporta al modello per antonomasia: la Colonna Traiana. Dopo la realizzazione dei calchi voluti da Luigi XIV e giunti a Parigi nel 1671, questa straordinaria opera divenne fonte di ispirazione e imitazione per molti artisti francesi. Fu tuttavia con Napoleone che la Colonna ebbe la sua imitazione più celebre e allo stesso tempo originale: la Colonna Vendôme a Parigi, celebrazione di un impero e di un imperatore e delle sue imprese militari.

La mostra si conclude con il famoso quadro Napoleone con gli abiti dell’incoronazione, dipinto da François Gérard nel 1805 e conservato ad Ajaccio, nel Palais Fesch-Musée des Beaux-Arts: il dipinto raffigura Napoleone al suo apice e rappresenta il compendio più evidente dell’uso che egli seppe fare dei simboli.

I gusti personali di Napoleone erano quelli della sua generazione ma egli sapeva che il mondo antico rappresentava una categoria culturale tanto vasta quanto varia che poteva in qualche modo essere adattata a tutti gli usi. Napoleone mise in pratica una sorta di archeologia delle immagini del potere attraverso il recupero meticoloso e spregiudicato di simboli, figure e concetti del passato, da utilizzare per creare un impressionante raccolta di ritratti e di ornamenti, allusioni, richiami e prestiti che serviranno a legittimare un regime, la cui esistenza poggiava essenzialmente sulla forza militare.

Le immagini dell’anticomania napoleonica (la nudità eroica, le insegne del potere, l’alloro, l’aquila…) rifunzionalizzate nel presente sono allo stesso tempo rivolte al futuro: si rivolgono ai posteri e partecipano alla costruzione della leggenda dell’Imperatore

L’esposizione è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è a cura di Claudio Parisi Presicce, Massimiliano Munzi, Simone Pastor, Nicoletta Bernacchio. Organizzazione Zètema Progetto Cultura. Concept grafico Iowa State University. Progetto di allestimento Stefano Balzanetti, Alessandro Di Mario, Eleonora Giuliani assieme a Simone Bove per Wise Design.

venerdì 19 febbraio 2021

Europrogettazione: il nuovo strumento per accedere più facilmente ai fondi europei finanziato dalla Regione Lazio

Contributi regionali a fondo perduto a imprese e Comuni del Lazio per assumere europrogettisti o pagare consulenze in europrogettazione con una copertura pari all’80% dei costi sostenuti fino a un tetto massimo di 35mila euro. Questo il nuovo strumento per accedere più facilmente ai fondi europei finanziato dalla Regione Lazio.




L'Europrogettazione è il nuovo strumento finanziato dalla Regione Lazio nell’ultima legge di Stabilità, grazie a un emendamento della consigliera regionale M5S del Lazio, Roberta Lombardi, e affrontato nella giornata di ieri sui canali social della Regione e della consigliera 5stelle nel webinar “Fondi Ue 2021 – 2027 e Next Generation Eu - Nuovi strumenti e risorse per accedere ai prossimi finanziamenti. La Regione Lazio sostiene l’europrogettazione.

All’evento hanno partecipato il vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, l’assessore regionale a  Lavoro e Nuovi Diritti, Politiche per la Ricostruzione Claudio Di Berardino e l’Assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-Up e Innovazione, Paolo Orneli e la Consigliera Roberta Lombardi.

“Nel momento di difficoltà che le imprese stanno vivendo, il Lazio mette in campo uno strumento in più per il supporto allo sviluppo e al lavoro di qualità. L'accesso alle risorse europee rappresenta, oggi più che mai, un'occasione strategica, un beneficio che va oltre il singolo progetto ma che può diventare un elemento di traino virtuoso per l'occupazione e la crescita. L'istituzione del "Fondo per sostenere l’europrogettazione” è frutto della collaborazione di più parti, segno di responsabilità condivisa tra Consiglio e Giunta e tra diverse parti politiche”, ha dichiarato l’Assessore regionale  al Lavoro e Nuovi Diritti, Politiche per la Ricostruzione, Claudio Di Berardino. 

“Siamo di fronte ad una sfida epocale, che possiamo trasformare in una importante risorsa. La Regione Lazio, che in questi anni ha fatto dei fondi europei una grande occasione di investimento, ha deciso di mettere in campo il massimo sforzo non solo per aiutare l'economia a ripartire, ma anche per permettere alle imprese di modernizzarsi ed affrontare il futuro con maggiori strumenti.  L'Europa è il nostro grande alleato, permettere a tutti di cogliere le opportunità che ci offre è il compito che ci spetta”, ha aggiunto il Vice Presidente della Regione Lazio, Daniele Leodori.

“I fondi europei sono una leva di grandissima importanza per lo sviluppo dei nostri territori e per la trasformazione del nostro approccio allo sviluppo. Ma perché siano veramente utili ed efficaci è importante che possano accedervi il maggior numero possibile di imprese ed enti locali, fino ai più piccoli. È necessario dunque ‘democratizzare’ il più possibile l’accesso alle opportunità europee, che questo strumento contribuisce a rafforzare”, ha aggiunto l’Assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-Up e Innovazione, Paolo Orneli.

“L’Italia è tristemente famosa per la sua cronica incapacità di spesa dei fondi Ue. Secondo un report della Corte dei Conti europea, infatti, il nostro Paese è al penultimo posto per capacità di assorbimento dei fondi europei 2014-2020, con il 38% delle risorse erogate dall’Unione Europea. In vista dei fondi Ue del nuovo settenato 2021-2027 e del Recovery Fund, dobbiamo invertire la rotta e la Regione Lazio può contribuire in tal senso anche con nuovi strumenti, come il sostegno all’europrogettazione inserito nel bilancio regionale. Una misura che, sono sicura, la Giunta regionale renderà al più presto operativa emettendo tutti i provvedimenti attuativi necessari”, ha concluso la presidente del Gruppo consigliare M5S del Lazio, Roberta Lombardi.

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domenica 14 febbraio 2021

Risparmio, le incertezze su futuro e salute spingono gli italiani verso strumenti finanziari e assicurativi: i dati dell’Osservatorio Nomisma e CRIF

Incertezza su futuro e salute spinge il ricorso a strumenti finanziari e assicurativi: il 14% degli attuali user ha intenzione di aumentare la spesa per investimenti in fondi pensione e il 17% per polizze sanitarie integrative.




L’attuale clima di insicurezza dovuto all’instabilità della situazione politica, al susseguirsi dei DPCM per il contrasto alla diffusione del Covid-19 e all’incertezza legata al piano vaccinazioni, rende le famiglie italiane dubbiose sui progetti futuri e la pianificazione delle spese per questo nuovo 2021. 

È quanto emerge grazie all’Osservatorio “The World After LOCKDOWN” di Nomisma e CRIF che ormai da quasi un anno analizza in maniera continuativa l’impatto della pandemia COVID-19 sulle vite dei cittadini, grazie al coinvolgimento di un panel omnibus di 1.000 italiani (18-65 anni).

Il bilancio del 2020

Nell’ultimo semestre del 2020 il 43% delle famiglie italiane non è riuscita a risparmiare: per il 24% questa è una situazione nuova rispetto al passato, mentre il restante 19% dichiara che la difficoltà è strutturale e non dipende solo dalla crisi sanitaria. 

Chi è riuscito a risparmiare (il 57% del totale degli intervistati) lo ha fatto non senza difficoltà, spesso facendo fronte a stento ad alcune voci di spesa o rimandando alcune spese.  

Tra le altre spese affrontate a fatica, in primis ci sono le utenze: un quarto degli italiani negli ultimi sei mesi ha avuto difficoltà a far fronte ai pagamenti delle bollette (25% contro il 34% del primo semestre).

Anche il canone di affitto della abitazione rappresenta una tipologia di spesa che ha riscontrato crescenti difficoltà nella puntualità dei pagamenti. Se nel primo mese di Lockdown la percentuale di chi si era trovato in difficoltà a garantire il pagamento del canone mensile era pari al 25% di chi vive in affitto, a inizio maggio tale quota era salita al 33% dei locatari, mentre nell’ultimo semestre la situazione sembra in miglioramento, riducendo al 16% le famiglie in difficoltà nel sostenere tale voce di spesa.

Anche il rimborso delle rate di mutui e finanziamenti è fonte di preoccupazione: 4 italiani maggiorenni su 10 hanno un contratto di finanziamento in corso, di questi, il 20% dichiara di aver rimborsato le ultime rate dell’anno con una certa difficoltà (era il 17% nel primo semestre 2020). Proprio per tale ragione, molti hanno dovuto rivedere le proprie posizioni, ad esempio beneficiando della moratoria per la sospensione del rimborso delle rate.

Malgrado questo il tasso di default del credito alle famiglie è ancora contenuto, al di sotto del 2%.

E il 2021?

La maggioranza delle famiglie (il 64% del totale) conta di riuscire a risparmiare nel 2021, anche se gran parte di queste (58%) non è intenzionata ad effettuare investimenti quest’anno. 

In molte famiglie il timore è quello di non riuscire, nemmeno per quest’anno, ad affrontare con serenità alcune spese ricorrenti: in primis canoni di affitto (il 27% degli affittuari si dice abbastanza preoccupato) e utenze (il 38% mostra qualche perplessità o è addirittura si sente esposto al rischio di non riuscire a pagare regolarmente le bollette).

Allo stesso tempo, tale scenario di incertezza ha fatto nascere l’esigenza di proteggersi e tutelarsi maggiormente: il 5% degli italiani dichiara di avere intenzione di incrementare – rispetto a prima dell’arrivo dell’emergenza sanitaria – il ricorso a strumenti finanziari, come la sottoscrizione di polizze assicurative. La previsione che vede ampliarsi il ricorso a servizi banking o insurance, sembra legata alla maggiore attenzione per la tutela del proprio futuro e della propria salute: il 14% ha intenzione di aumentare la spesa per investimenti in fondi pensione e il 17% per polizze sanitarie integrative.

Gli italiani continuano a ridurre e rimandare le spese…

Non conoscendo i tempi per un pieno ritorno alla ‘normalità’, per meglio gestire questa fase di incertezza gli italiani si dichiarano pronti a comprimere o addirittura a rinunciare a molte delle spese non strettamente necessarie: il 36% degli intervistati quest’anno prevede di risparmiare sui consumi fuori casa, il 36% anche sui trasporti pubblici e il 35% su viaggi e vacanze (anche se un ulteriore 34% ha intenzione di incrementare il budget per questa voce di spesa – lo confermano i dati del Rapporto Coop in collaborazione con Nomisma). 

Ma i cittadini sembrano orientati a privarsi anche di alcuni momenti di relax, ad esempio riducendo lo shopping per abbigliamento e scarpe (29%) o stringendo la cinghia anche sui servizi alla persona come estetista e parrucchiere (23%) o baby-sitter (5%). Da quanto emerge dall’indagine, anche le spese per casa e auto subiranno un rallentamento: il 15% delle famiglie prevede di spendere di meno per la manutenzione della propria abitazione e il 24% per l’auto.

Ci sono però alcuni ambiti per cui le famiglie non sono disposte a scendere a compromessi: è il caso dell’educazione dei figli (meno del 10% delle famiglie ridurrà questa voce di spesa), la spesa alimentare (solo il 15% la ridurrà ma il 14% la incrementerà) e quella necessaria per la tutela della salute (il 21% incrementerà la spesa per visite e medicinali). 

Rispetto agli acquisti di beni: nel 2021 1 italiano su 4 dichiara di voler acquistare prodotti high tech (PC, smartphone e tablet), mentre il 19% programma l’acquisto di grandi elettrodomestici come frigorifero, lavatrice, lavasciuga, forno. Gli acquisti di beni di lusso o dell’abitazione verranno invece rimandati dai più a tempi migliori (circa l’80% esclude tassativamente di fare questi investimenti nel corso del 2021).

martedì 9 febbraio 2021

Coronavirus, al via la campagna social La prima cosa che indosso prima di uscire

Regione Lazio lancia la campagna social La prima cosa che indosso prima di uscire. Obiettico promuovere tra i più giovani l'uso quotidiano della mascherina. 



Indossare la mascherina come primo pensiero della giornata. È questo il concept creativo della campagna che la Regione Lazio lancia per promuovere, soprattutto tra i più giovani, l’uso della mascherina anti-covid. Al centro della campagna ragazze e ragazzi ritratti mentre si vestono per uscire di casa che indossano, come unica cosa, la mascherina chirurgica. Il claim recita: “La prima cosa che indosso prima di uscire”.

Si tratta di una campagna di comunicazione, che sarà veicolata principalmente su tutti i canali social della Regione, che intende diffondere un messaggio di protezione, provando a mettere in campo sentimenti di empatia e partecipazione, nei confronti di una sfida a cui tutti siamo stati chiamati dall’anno scorso per combattere il virus. Allo stesso tempo la campagna si fonda su un invito, anche ironico e paradossale, che ha l’obiettivo di entrare in sintonia con la fascia di popolazione che più di tutte usa i social e le nuove tecnologie, ovvero i giovani, e che, nel contempo, gioca un ruolo fondamentale per vincere questa battaglia.

La mascherina, è bene ricordarlo, è uno strumento fondamentale per evitare la diffusione del virus, e insieme al distanziamento fisico e all'igiene ripetuta e costante delle mani, è una misura di protezione insostituibile per la riduzione del contagio da Covid 19. La Regione Lazio, dunque, scende in campo proprio per sensibilizzare  i cittadini, e in modo particolare i più giovani,  all'uso corretto e quotidiano della mascherina. Per uscire dalla pandemia e sconfiggere questo nemico invisibile c’è bisogno della collaborazione e dell’aiuto di tutti, quindi ricordiamoci di indossare la mascherina prima di uscire.

Identità, Ambiente, Connessione: al via la seconda edizione di QuinteScienza

Prende il via al Teatro del Lido QuinteScienza 2021. L'Associazione Affabulazione presenta un percorso artistico multidisciplinare per d...