martedì 30 giugno 2020

Linguistica, da quant'altro a piuttosto che: usi e abusi della lingua italiana

Dal prolisso "quant'altro" al deprecabile "piuttosto che" passando dall'inutile "assolutamente sì/no", senza dimenticare il vecchio e odioso "un attimino". Ecco alcune parole troppo spesso usate e abusate che inquinano il nostro lessico quotidiano.


Il Maestro Manzi a "Non è mai troppo tardi"




Come un virus, le parole utilizzate male si diffondono contagiando ed alterando la funzione fondamentale del nostro linguaggio. Parole utilizzate impropriamente che generano solo ambiguità e che restano ahimè ancora solidamente ancorate, deviando semanticamente non solo il lessico comune ma anche quello di studiosi, narratori, giornalisti e uomini politici.

Un post stamattina sulla pagina facebook dell'Accademia della Crusca, ha riacceso l'annosa questione mai veramente risolta, sull'utilizzo improprio delle parole. Nello specifico si parlava del "piuttosto che", odioso intercalare che a partire dagli anni '90 partendo dal settentrione è sceso dilagando come fenomeno sociolinguistico in tutto lo stivale. Come scrive l'Accademia, non c'è giorno che dall'audio della televisione non ci arrivino attestazioni del PIUTTOSTO CHE alla moda, spesso ammannito in serie a raffica: «... piuttosto che ... piuttosto che ... piuttosto che ...» [...]. Eppure non c'è bisogno di essere dei linguisti per rendersi conto dell'inammissibilità nell'uso dell'italiano d'un PIUTTOSTO CHE in sostituzione della disgiuntiva O. [...] un PIUTTOSTO CHE abusivamente equiparato a O può creare ambiguità sostanziali nella comunicazione, può insomma compromettere la funzione fondamentale del linguaggio. Tra gli esempi proposti «Andremo a Vienna in treno O in aereo»; in cui le due alternative semplicemente si bilanciano. «Andremo a Vienna in treno PIUTTOSTO CHE in aereo», in cui risalta abbastanza nettamente una preferenza per la prima rispetto alla seconda. Insomma repetita iuvant: “Piuttosto che” NON significa “oppure”! Etimologicamente parlando piuttosto deriva dall'unione degli avverbi "più" e “tosto”, di cui quest'ultimo un tempo significava “più presto”, poi il significato è cambiato in “più volentieri”, indicando di fatto una preferenza. La locuzione “piuttosto che” introduce quindi un confronto: cioè mette a confronto due elementi di una frase, due alternative, di cui una (una soltanto) è quella contemplata.

Ma molte altre sono le parole abusate all'interno del nostro corredo linguistico quotidiano. Ricordo che, anni orsono, nel bellissimo supplemento culturale de Il Sole 24 Ore, uscì fuori una classifica di parole da buttare, nata grazie al coinvolgimento dei lettori invitati ad esprimersi in tal senso. Tra quelle proposte ne fu creata una hit parade, anzi una shit parade, scusate l'anglicismo. Al primo posto emergeva il prolisso "quant'altro", all'epoca la parola più odiata dai lettori; il secondo posto era occupato dall' inutile "assolutamente sì/no" ed il terzo dall'odioso "un attimino". Logicamente nella classica non poteva certo mancare il "piuttosto che", usato nel senso di oppure che oggi credo abbia di fatto scalato il podio.

Come scrisse Diego Marani, autore dell'articolo pubblicato sul Sole, quasi tutte le parole incriminate vengono dalla televisione e dalla stampa, «cioè da chi per mestiere dovrebbe dar prova di una rigorosa competenza linguistica». Tra agli deplorevoli esempi indicati dai lettori, si andava dall'indisponente "mi consenta", puro lessico da Porta a Porta che serve solo per tenere il microfono e che in semiotica equivale a un grugnito, agli stereotipi delle vacanze, come maxicontresodo, serpentone d'auto e partenze intelligenti, passando al bestiario della meteorologia come morsa del gelo che attanaglia il Nord, allarme rosso siccità che preoccupa il Sud, senza dimenticare Italia spaccata in due dal generale inverno o quando la colonnina di mercurio arriva a temperature africane.

Il cattivo gusto abbraccia anche la cronaca nera tra tragedie annunciate e parenti delle vittime stretti nel dolore oppure quando è subito giallo per l' efferato delitto. Non poteva infine mancare, nella galleria degli orrori, il gergo sportivo con le sue terne arbitrali e triadi difensive che troppo spesso gelano le speranze dei padroni di casa.

domenica 28 giugno 2020

Scienza del linguaggio, arriva online Linguisticamente, il sito per chi vuole sapere tutto sulla lingua

Linguisticamente è un progetto a cura di docenti e studenti dei Dipartimenti di Filologia Classica e Italianistica e di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell'Alma Mater, per rendere accessibili a tutti le scienze del linguaggio, raccontandole con competenza e in modo chiaro e accattivante.





E' online il sito di divulgazione scientifica Linguisticamente, frutto di un progetto nato all'interno dei Dipartimenti di Filologia Classica e Italianistica e di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell'Alma Mater, a cura dei prof. Nicola Grandi e Francesca Masini e degli studenti magistrali Nicole Marinaro e Alex Piovan, con l'obiettivo di far conoscere al grande pubblico le scienze del linguaggio, raccontandole con competenza, chiarezza e un pizzico di ironia.

La linguistica, come disciplina scientifica che studia il linguaggio umano e le lingue, ha un rapporto difficile con la divulgazione: da una parte, viene spesso cannibalizzata da altre discipline più consolidate, o confusa con esse; dall'altra, forse, i linguisti si impegnano ancora troppo poco (almeno in Italia) nel “tradurre se stessi nella lingua di tutti” (Tullio De Mauro).

Lo scopo del lavoro del linguista è capire come funzionano le lingue del mondo e, attraverso esse, il linguaggio umano, cioè quella capacità innata che si intreccia alla nostra capacità di pensiero e che ci permette di sviluppare questi sistemi di comunicazione potentissimi. Uno scopo conoscitivo ed esplicativo, quindi, non prescrittivo, perseguito con metodi scientifici e adeguati ‘strumenti del mestiere’ che cercheremo man mano di illustrare.

La linguistica, inoltre, ha una forte utilità sociale: oltre a renderci più consapevoli del reale funzionamento di quello strumento complesso (e che troppo spesso diamo per scontato) che chiamiamo ‘lingua’, rappresenta una porta d’accesso privilegiata per avvicinarsi alla diversità culturale, per superare pericolosi pregiudizi, per elaborare politiche consapevoli, per migliorare il trattamento delle patologie del linguaggio, e molto altro.

All'interno di Linguisticamente una rubrica dove si parlerà delle aree di interesse della linguistica (Ambiti), di studi, scoperte e progetti in corso (Ricerche), dei prodotti tangibili realizzati dai linguisti (o con la loro collaborazione) e di quelli usati nelle loro ricerche (Strumenti).

Forti del successo del volume "Tutto ciò che hai sempre voluto sapere sul linguaggio e sulle lingue", che nel 2017 ha vinto il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica (sezione Scienze dell’uomo), Francesca Masini e Nicola Grandi, docenti dell'Alma Mater hanno deciso di creare questo sito per rendere permanente e accessibile a tutti l'attività di divulgazione, rispondendo alle domande più comuni. Il sito ospiterà brevi articoli in lingua italiana a firma di linguisti italiani e stranieri, che usciranno con cadenza settimanale, organizzati in quattro rubriche principali.

www.linguisticamente.org/

sabato 27 giugno 2020

Scoprire il patrimonio culturale di Roma, riparte Patrimonio in Comune alla scoperta dell'arte e dell'archeologia

Riprende dal 1° luglio Patrimonio in Comune, l’attività didattica nei musei civici e in città alla scoperta dell'arte e dell'archeologia.





Riparte il programma di attività per scoprire il patrimonio culturale di Roma. Brevi percorsi nelle sale dei principali musei dedicate ai capolavori e ai palazzi dove sono custoditi; itinerari alla scoperta della città antica, moderna e contemporanea per scoprire insieme le trasformazioni della storia attraverso piccoli segni e testimonianze monumentali: dopo la riapertura dei Musei Civici e delle aree archeologiche, ripartono dal 1° luglio 2020 anche le attività didattiche di “PATRIMONIO IN COMUNE. Conoscere è partecipare”. 

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Le visite e le attività didattiche, completamente gratuite, si svolgeranno nel rispetto delle misure anti Covid-19. E’ obbligatoria la prenotazione allo 060608 ed è previsto un numero massimo di 10 partecipanti. Per accedere ai Musei e partecipare alle attività sarà inoltre necessario sottoporsi alla misurazione della temperatura, che dovrà essere inferiore ai 37.5°. E' obbligatorio l'uso della mascherina.

Da luglio a settembre, i numerosi appuntamenti di aMICi e Visita con noi! offriranno a tutti la possibilità di svolgere visite e percorsi in città, tornando a godere della bellezza del nostro patrimonio e dei luoghi della cultura.

aMICi comprende una serie di appuntamenti fissi dedicati ai possessori della MIC programmati durante la settimana, nel pomeriggio di mercoledì e giovedì, in cui si potranno ascoltare approfondimenti dei curatori dei musei sulle opere e sulle storie delle collezioni. Visita con noi! è un'iniziativa gratuita prevista tutte le domeniche per scoprire e approfondire la conoscenza e sviluppare la partecipazione e la cura del nostro straordinario patrimonio culturale e ambientale.

PROGRAMMA DALL’1 AL 5 LUGLIO 2020

Mercoledì 1 luglio ore 17.30

MUSEO DELL'ARA PACIS - Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)

aMICi

Incontri in Museo. Uno sguardo diverso dal solito sulla collezione e sul monumento

a cura di Lucia Spagnuolo

Incontro a tema per favorire l’approfondimento di uno dei molteplici aspetti della storia dell’Ara Pacis: un racconto delle vicende legate al rinvenimento e alla ricostruzione del monumento.

Max 10 persone. Prenotazione obbligatoria 060608

Giovedì 2 luglio ore 17.00

AREA ARCHEOLOGICA DEI FORI IMPERIALI - Via dei Fori Imperiali

Appuntamento: ingresso piazza Madonna di Loreto, biglietteria presso la Colonna di Traiano

aMICi

Le numerose basi di statue rinvenute nel Foro di Cesare raccontano…’

a cura di Antonella Corsaro

Le numerose basi di statue rinvenute nel Foro di Cesare negli anni Trenta del secolo scorso e negli scavi più recenti nel 2000-2006 documentano un aspetto molto importante legato alla vita del monumento in epoca tardoantica. In questo periodo, il riutilizzo di basi per statue più antiche e la loro “ ricollocazione” nel Foro di Cesare testimoniano la “rinascita” del complesso monumentale e la presenza di un importante programma decorativo e celebrativo in quest’area monumentale a cavallo tra il IV e il V secolo d.C.

max 10 persone. Prenotazione obbligatoria 060608

Domenica 5 luglio

Visita con noi!

ITINERARI nella città alla scoperta dell'arte e dell'archeologia

Roma DiversaMente: Roma: i luoghi dell'incontro e dell'accoglienza*

Appuntamento presso i Musei Capitolini ore 18.00

Un percorso esemplificativo dall’Antichità ad oggi per approfondire la storia di Roma come presenza di alterità e luogo di incontro e accoglienza.

Una passeggiata per entrare in contatto con miti, testimonianze archeologiche e storico artistiche, complessi monumentali e luoghi di assistenza che, nella frammentarietà intrinseca di un tessuto urbano stratificato, parlano di presenze e contaminazioni culturali.

Max 10 persone. Prenotazione obbligatoria 060608

I luoghi prediletti del Grand Tour a Roma. Sulle tracce di celebri artisti e intellettuali stranieri: da Goethe a Liszt, a Keats*

Appuntamento presso il Museo dell’Ara Pacis ore 18.00

Una passeggiata nel centro di Roma che rievoca la mitica epoca del Gran Tour – viaggio di formazione dei giovani nobili europei – passando accanto a storici edifici e importanti monumenti, dove vissero e operarono celebri artisti e letterati stranieri.

Max 10 persone. Prenotazione obbligatoria 060608

*l’Itinerario si svolgerà interamente all’esterno. Non è previsto l’ingresso all’interno del Museo. Il percorso inizierà dopo che i visitatori avranno effettuato il triage. È obbligatorio l’uso della mascherina.


Per maggiori informazioni
Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)
www.museiincomuneroma.it - www.sovraintendenzaroma.it

venerdì 26 giugno 2020

Ricerca e salute, i polifenoli riducono gli effetti dannosi delle sigarette elettroniche

Uno studio del Cnr ha messo in evidenza che l'aggiunta di polifenoli al liquido delle e-cig, permette di ridurre fino al 99.6% la concentrazione di molecole tossiche come la formaldeide, prodotte dalla degradazione di glicerolo e glicole propilenico. 






I polifenoli sono una famiglia di molecole idrosolubili presente in modo particolare nel regno vegetale. In natura questi composti svolgono la funzione di difendere le piante dagli agenti aggressivi esterni. La ricerca, che prende spunto da analoghi studi nel campo della chimica degli alimenti, è stata condotta da ricercatori dell’Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo del Cnr, in collaborazione con le Università britanniche di Abertay, St Andrews e Nottingham pubblicata su RSC Advances.

L’utilizzo di sigarette elettroniche (e-cig) costituisce un dibattuto problema di salute pubblica perché, ad oggi, manca una completa valutazione del rischio: nonostante contengano sostanze tossiche e cancerogene in minor quantità e concentrazione rispetto al fumo di tabacco, i dati disponibili nel breve intervallo temporale dalla recente introduzione di questi dispositivi dimostrano come il fumo da e-cig contenga molecole tossiche derivanti dalla degradazione termica degli additivi presenti nei liquidi di alimentazione, il glicole propilenico e il glicerolo, benché in quantità minori rispetto alle sigarette convenzionali.

La possibilità di modificare la composizione di tale liquido per ridurne la tossicità è una via finora poco esplorata. I ricercatori del Laboratorio di proteomica e spettrometria di massa dell’Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ispaam), insieme ai colleghi delle Università britanniche di Abertay, St Andrews e Nottingham, hanno utilizzato i polifenoli, molecole organiche naturali costituite da uno o più anelli aromatici (fenoli), per limitare e controllare la formazione di formaldeide, acetaldeide e altri carbonili, sostanze tossiche per le cellule del cavo orale, bronco-alveolare e/o polmonari. Lo studio è stato pubblicato su RSC Advances.

“Negli alimenti, alcuni polifenoli sono in grado di modificare e/o legare queste molecole tossiche, prodotte dall’ossidazione di lipidi, zuccheri e proteine assunti con l’alimentazione, riducendone la concentrazione”, spiega Antonio Dario Troise, ricercatore Cnr-Ispaam. “Insieme al gruppo di ricerca del prof. Alberto Fiore dell’Università di Abertay, abbiamo addizionato a liquidi di composizione simile a quelli delle e-cig, i polifenoli epigallocatechina gallato, idrossitirosolo e acido gallico, misurando poi l’effettiva riduzione di acetaldeide, formaldeide, gliossale e metilgliossale nei fumi prodotti e quantificando la formazione delle sostanze derivate, addotti fra polifenoli e le specie tossiche carboniliche”.

I risultati sono significativi: “Una riduzione delle specie nocive fino al 99.6% è stata verificata negli aerosol delle e-cig addizionate con polifenoli. In alcuni casi è stata osservata una correlazione inversamente lineare tra la concentrazione dei polifenoli usati e le molecole tossiche”, conclude il ricercatore. “Inoltre, gli addotti derivati sono significativamente meno dannosi delle molecole presenti in assenza dei polifenoli, come evidenziato da prove tossicologiche parte di questo studio e condotti su cellule polmonari alveolari e bronchiali. Questi risultati rappresentano quindi una prima validazione della capacità dei polifenoli nel contrastare la formazione di molecole potenzialmente nocive nelle e-cig, ed offrono uno strumento per future applicazioni di nuove formulazioni arricchite in molecole funzionali derivanti da scarti agroalimentari”.

Coronavirus: fenomeno Smart Working, evoluzione flessibile del telelavoro

Nell'ambito delle misure adottate dal Governo per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, si è dato un forte impulso allo smart working, un'evoluzione più agile e flessibile del classico telelavoro.







Prima era Telelavoro, ovvero quando il lavoratore, sia dipendente che autonomo, svolgeva l'attività lavorativa esclusivamente da casa. Si è passati poi all'era del telelavoratore mobile, in cui non esiste un luogo specifico di lavoro, ma tanti luoghi, purché sia munito di strumenti tecnologici idonei, come un PC portatile e un telefono cellulare con connessione dati che gli consentono di avere a disposizione un vero e proprio “ufficio mobile”. Insomma in sostanza stiamo parlando del ben conosciuto smart working, un fenomeno oggi molto attuale a cui è stato dato un forte impulso per contenere e gestire l'emergenza coronavirus.

Se la particolarità del telelavoro tradizionale è quella di vincolare il lavoratore a svolgere le proprie mansioni da casa, lo smart working, a differenza, per definizione, presuppone flessibilità e adattamento delle risorse umane in funzione degli strumenti che si hanno a disposizione. Il termine infatti si viene a definire proprio per l’assonanza con la parola smartphone, in cui è la mobilità l’elemento che contraddistingue questa forma lavorativa da remoto, con la possibilità di svolgere i propri compiti virtualmente in qualsiasi luogo. Un concetto di lavoro che si allarga anche all’interno della stessa azienda con ambienti appositamente pensati per il co-working o nelle cosiddette huddle room, spazi dedicati a brevi riunioni improvvisate.

Di fatto ora lo smart working riflette un nuovo modo di utilizzare il lavoro nella produzione di beni e servizi, e senza voler essere ridondanti, in maniera "intelligente". Il ché significa, innestare la prestazione lavorativa in processi produttivi ridisegnati con l'utilizzazione delle nuove tecnologie, così da ottenere una ottimale combinazione di diverse modalità di lavoro, secondo funzioni gestite sia in presenza, sia a distanza, nell'ambito di sistemi produttivi complessi e fortemente interconnessi.

Una considerazione importante da fare è che, come spiega il Prof. Sebastiano Fadda, neopresidente dell’Inapp (Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche), questo lavoro da remoto non costituisce una sorta di vacanza pagata, come pure l'ipotesi contraria di uno straripamento incontrollato degli orari di lavoro a scapito dei tempi di riposo. Questo può succedere se lo smart working viene semplicemente identificato con il telelavoro; ma bisogna abbandonare questa confusione: lo smart working è un'evoluzione del telelavoro che prevede una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

La definizione di smart working è contenuta nella Legge n. 81/2017, dove si pone l'accento proprio sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l'accordo individuale e sull'utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto. Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie.

Nel dettaglio, le principali modalità di lavoro agile, così come definite nell'ambito delle misure adottate dal Governo, sono, in via prioritaria, la flessibilità di svolgimento della prestazione lavorativa, in un'ottica di progressivo superamento del telelavoro. L'utilizzo di strumenti idonei per la partecipazione da remoto a riunioni e incontri di lavoro (sistemi di videoconferenza e call conference). L'impiego di soluzioni "cloud" per agevolare l'accesso condiviso a dati, informazioni e documenti anche mediante dispositivi di proprietà del dipendente, a fronte dell'indisponibilità o insufficienza di dotazione informatica dell'amministrazione.

In sostanza prepariamoci per un futuro lavorativo smart anche il dopo Covid-19, perché, come affermato sempre da Fadda in suo intervento su Formiche, se si coglie l’impulso verso lo smart working provocato dalla presente pandemia per procedere a una profonda trasformazione dei processi produttivi e dell’organizzazione del lavoro basata sulle tecnologie digitali, allora veramente può cambiare in positivo la qualità del lavoro e cambia sicuramente il sistema delle professioni e delle competenze richieste ai lavoratori. Infatti tutti i lavori verranno di fatto impregnati pienamente dalle tecnologie informatiche e a tutti i lavoratori verrà richiesto un elevato livello di capacità cognitive e di padronanza delle tecnologie digitali.

martedì 23 giugno 2020

Coronavirus e società, il gioco d'azzardo al tempo del COVID-19

Uno studio condotto dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa rileva il cambiamento dei comportamenti di gioco nel periodo di lockdown. 






Durante il lockdown è stata registrata una generale diminuzione del gioco fisico, con più del 35% dei giocatori che ha ridotto le puntate e quasi il 23% che ha smesso, mentre un intervistato su tre dichiara di aver aumentato le giocate online. Tra gli habitué del gioco fisico il 12% ha continuato anche durante l’isolamento e circa il 10% ha puntato sul web.

Le stime epidemiologiche sul gioco d’azzardo in Italia indicano che gioca per soldi metà della popolazione adulta, mentre le quote di gioco problematico hanno visto un aumento negli ultimi anni nella popolazione 15-74 anni e in particolare tra i giovani adulti. Ma cosa è cambiato durante il lockdown, con la chiusura dei luoghi fisici di gioco e la sospensione di estrazioni e scommesse? L’Agenzia dei Monopoli evidenzia una forte contrazione della raccolta derivante dal comparto, come in tutti i periodi di crisi economica quali il 2008, d'altronde è lecito ipotizzare che la perdita di lavoro e di riferimenti spinga parte della cittadinanza a cercare fortuna proprio nell'azzardo.

L’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc), sollecitato dall’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci), da alcune Regioni e da altri soggetti istituzionali coinvolti nel monitoraggio e nella prevenzione dei rischi correlati al gioco d’azzardo ha sviluppato, sotto la guida di Sabrina Molinaro, uno strumento ad hoc per la rilevazione del fenomeno in questo particolare periodo: il questionario online GAPS #iorestoacasa.

“Abbiamo sviluppato uno strumento agile per investigare gli aspetti relativi al gioco su tutto il territorio nazionale”, spiega Molinaro. “A preoccupare sono soprattutto le possibili implicazioni derivanti dalla chiusura di agenzie di scommesse, sale gioco e bingo e dallo spegnimento delle slot machine: la chiusura del comparto fisico dei giochi, ormai terminata, ha reso necessario monitorare le variazioni dei comportamenti, per valutare se le limitazioni abbiano favorito la migrazione verso l’azzardo online o favorito trasgressioni alle regole di isolamento”.

Dalle prime risposte al questionario online, che ha raggiunto 3.971 persone in 6 settimane tra aprile e maggio 2020, emerge che il 3,6% dei rispondenti riferisce di aver giocato on-site durante l’emergenza coronavirus, principalmente presso i tabaccai, e il 3,7% riporta di aver giocato d’azzardo online. Tra chi negli ultimi 12 mesi ha giocato presso luoghi fisici, oltre un quarto dei rispondenti, durante l’isolamento il 12% ha giocato on-site e il 10,3% lo ha fatto online. I risultati del test indicano che lo studio ha raggiunto una popolazione particolarmente sensibile al tema: il 13,3% dei giocatori nell’ultimo anno e il 27,6% di chi ha giocato in periodo Covid-19, mostrano un profilo severo di problematicità, mentre sulla popolazione generale gli studi Cnr-Ifc indicano una quota di problematici intorno al 3%.

Ma come si sono modificati i comportamenti di gioco durante il lockdown? Come atteso, lo studio rileva una generale diminuzione del gioco fisico per il 35,4% e una interruzione totale per il 22,8%. Il 26,6% riferisce di non aver cambiato abitudini e il 13,9% ha addirittura aumentato le occasioni di gioco fisico. Tra i giocatori che hanno giocato on-site nel periodo, la grande maggioranza riferisce di aver giocato al gratta e vinci (72,5%), seguono Superenalotto e Lotto. La maggioranza è uscita di casa da una a tre volte al mese per giocare, circa il 40% lo ha fatto una o più volte a settimana e l’8,5% quotidianamente, anche più volte. Se la maggior parte dei giocatori on-site ha speso non oltre i 10 euro durante l’intero periodo, il 26% ha speso tra gli 11 e i 200 euro, il 2,6% tra i 200 e i 500 euro e il 3,9% si è spinto oltre i di spesa. Indipendentemente dai soldi spesi, il 55,3% dei giocatori on-site ammette la perdita.

Per quanto riguarda il gioco online, il 33,8% riporta di aver aumentato le occasioni di gioco, il 28,8% di non aver modificato le proprie abitudini e l’11,3% di aver iniziato in questa modalità proprio durante l’isolamento. Questi giocatori hanno preferito poker texano, slot machine virtuali e scommesse sportive online. Nei giocatori online la frequenza di gioco è maggiore: il 30,5% ha giocato una o più volte al giorno, altrettanti più volte a settimana, il 39% da una a quattro volte nel mese. La spesa online nel periodo in questione si rivela più consistente, con il 14,6% che riferisce di aver speso oltre 500 euro e l’11% tra i 200 e i 500 euro. Il 56,8% ammette di essere in perdita.

Tra chi ha riportato di aver giocato on-site durante la fase 1 dell’emergenza, il 62,6% è di genere maschile, la classe di età più rappresentata è quella dei 45-54enni e il 32,9% ha visto cambiare la propria posizione lavorativa; tra i rispondenti che hanno riferito il gioco online il 78,6% è maschio, la classe di età più rappresentata sono i 25-34enni e la percentuale di chi ha visto cambiare la propria posizione lavorativa sale al 52%.

“Sebbene queste siano le prime analisi, sembra evidente che gli habitué del gioco in luoghi fisici sono passati solo in minima parte al gioco online e che le due popolazioni di giocatori on-site e online restino ben distinte”, conclude Sabrina Molinaro. La rilevazione proseguirà nella terza settimana di giugno, così da dare maggiore consistenza alle evidenze preliminari.

Il questionario sarà accessibile al link epid-prod.ifc.cnr.it/gaps/index.php/667576

Coronavirus ed ecosistema: effetto del lockdown sulla fauna selvatica

Una ricerca della FEM allo scopo di indagare l'effetto del lockdown sulla fauna selvatica e gli ecosistemi. Lo studio pubblicato su Nature Ecology and Evolution. 





Un lavoro congiunto quello che vede protagonista la Dr Francesca Cagnacci del Gruppo di Ecologia Applicata della Fondazione Edmund Mach, che ha ideato e promosso l’iniziativa a livello globale, insieme a colleghi dell’Università di St Andrews e del Max-Planck ‘Animal Behaviour’ di Radolfzell.

I risultati della ricerca saranno fondamentali per comprendere gli effetti delle attività umane moderne sulla fauna, indicando così strategie per migliorare lo stato di salute dell’ambiente e dell’umanità stessa (one-health). Gli autori suggeriscono l’utilizzo di dati raccolti da unità sensoristiche apposte agli animali (bio-loggers), un approccio di ricerca che vede la FEM tra i leader a livello mondiale, coordinando il network di ricerca Euromammals e sviluppando tecnologie bio-logging innovative.

Il lockdown ha evidenziato l’impatto dell’uomo sulle specie animali a livello mondiale. Un team internazionale di scienziati sta studiando come gli animali abbiano risposto alla variazione dell’attività umana seguita alla pandemia da COVID-19. Tra questi, la ricerca italiana riveste un ruolo preminente con la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige.

In un articolo pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista Nature Ecology & Evolution, gli scienziati spiegano come questa ricerca, condotta in un tragico momento per l’umanità, indicherà strategie innovative perché uomini e animali selvatici possano condividere un pianeta sovraffollato, con benefici per entrambi.

Molti Paesi hanno adottato, con diverse modalità, delle misure di lockdown per limitare la diffusione di COVID-19, originando tra l’altro una riduzione della mobilità umana, che gli scienziati hanno ribattezzato “ANTRO-pausa”. Questa condizione di ‘rallentamento’ delle attività antropiche permette di indagare, come mai prima, le interazioni tra uomo e fauna.

Sui social media sono stati riportati negli ultimi mesi moltissimi incontri e osservazioni inusuali di animali selvatici, soprattutto nelle aree urbane. Non solo sono sembrati aumentare gli avvistamenti, ma visitatori eccezionali si sono avventurati nelle nostre città, dai puma in centro città a Santiago del Cile, ai delfini nei pressi dei pontili deserti a Trieste. Questo sembra indicare che la natura abbia ‘reagito’ al lockdown.

Per alcuni animali la riduzione delle attività umane potrebbe invece aver creato delle condizioni paradossalmente svantaggiose. Per esempio, specie già adattate agli ambienti antropici, come i gabbiani, i ratti o le scimmie, potrebbero aver sofferto la mancata disponibilità di scarti di cibo umano. Viceversa, in aree remote, la ridotta presenza di visitatori potrebbe aver acuito il rischio di bracconaggio delle specie minacciate, quali rinoceronti o rapaci.

Gli autori dell’articolo scientifico sottolineano con decisione come la priorità internazionale debba essere la risoluzione dell’enorme crisi umanitaria e sociale causata da COVID-19. Riconoscono tuttavia che si debba anche documentare, per la prima volta su scala autenticamente globale, l’effetto dell’uomo contemporaneo sui sistemi naturali.

Per affrontare questa sfida, i ricercatori hanno fondato l’iniziativa “COVID-19 Bio-Logging”. Questo consorzio internazionale studierà il movimento, i comportamenti e i livelli di stress degli animali prima, durante e dopo il lockdown, utilizzando unità elettroniche dotate di sensori (i “bio-loggers”) che vengono apposte a un campione di individui delle specie studiate.

Il Professor Christian Rutz (Università di St Andrews, Gran Bretagna), primo autore dell’articolo e Presidente della Società Internazionale di Bio-Logging, spiega: “I ricercatori appongono unità tecnologiche di monitoraggio su una grande diversità di animali in ogni ambiente, terrestre e marino. Questi “bio-loggers” rappresentano una miniera di informazioni sul movimento e comportamento animale, che ora possiamo utilizzare per accrescere grandemente la nostra conoscenza sull’interazione tra uomo e fauna selvatica, con grande beneficio per l’umanità stessa”.
Il team di scienziati integrerà i dati raccolti da una grande varietà di specie, tra cui pesci, uccelli e mammiferi, per ricostruire l’effetto del lockdown a livello globale.

La Dr Francesca Cagnacci, ricercatrice alla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige in Trentino e coordinatrice scientifica del network di ricerca Euromammals, riporta: “La comunità internazionale di ricerca ha risposto con grande entusiasmo alla nostra richiesta di collaborazione, mettendo a disposizione i dati di più di 200 progetti”.

Cosa dunque sperano di scoprire gli scienziati? Il Dr Matthias-Claudio Loretto, post-doc Marie Skłodowska-Curie all’Istituto Max Planck ‘Animal Behavior’ a Radolfzell (Germania), spiega che sarà possibile verificare questioni precedentemente irrisolte, ma fondamentali: “Saremo in grado di capire se gli animali condizionino i propri movimenti alle infratrutture, o alla presenza effettiva degli uomini”.

Questi studi permetteranno a loro volta di pianificare approcci innovativi per migliorare la coesistenza tra uomini e fauna selvatica, come riferisce il Professor Martin Wikelski, Direttore dell’Istituto Max Planck “Animal Behavior” a Radolfzell: “Nessuno ovviamente vuole implicare che gli uomini debbano stare in permanente lockdown, ma potremmo rivelare che cambiamenti relativamente piccoli del nostro stile di vita e del sistema di trasporti possono avere benefici significativi sia per gli ecosistemi che per l’umanità nel suo complesso”.

Il coordinamento a livello mondiale della ricerca scientifica sulla fauna selvatica durante questo periodo di crisi fornirà dunque opportunità inaspettate per dare avvio a una rinnovata coesistenza tra uomini e altri animali, con benefici per tutte le specie e la salute globale (One-Health).
Riscopriremo che la nostra salute dipende dall’ambiente, ma che l’equilibrio dell’ambiente dipende da noi

lunedì 22 giugno 2020

Ricerca e salute, rimodellare il microbioma: sviluppate molecole che riducono i batteri intestinali "cattivi"

Una ricerca americana ha sviluppato molecole che riducono i batteri intestinali "cattivi". Sarebbero in grado di rimodellare il microbioma riducendo colesterolo e aterosclerosi. Lo studio pubblicato su Nature Biotechnology.






Scienziati dello Scripps Research Institute, centro di ricerca nel campo delle scienze biomediche con sede a La Jolla (California), hanno sviluppato molecole in grado di rimodellare la popolazione batterica dell’intestino in uno stato più sano e hanno dimostrato, attraverso esperimenti sui topi, che ciò riduce i livelli di colesterolo e inibisce fortemente la condizione dell’arteria ispessita, nota come aterosclerosi, una condizione che porta a infarti e ictus.

Il microbioma intestinale, che comprende centinaia di specie batteriche, si è evoluto molto tempo fa come parte di una simbiosi fondamentale: i batteri hanno un posto dove vivere e nutrirsi bene e in cambio aiutano i loro ospiti animali anche a digerire il cibo.

Negli ultimi due decenni, questi batteri simbiotici sono diventati al centro di intensi studi in tutto il mondo, poiché gli scienziati hanno scoperto che i microbi - in parte grazie alla loro produzione di molecole chiamate metaboliti - non solo aiutano a digerire il cibo, ma svolgono un ruolo anche su metabolismo, sistema immunitario e altre funzioni importanti. Sappiamo infatti con certezza che alcuni ceppi batterici indigeni del nostro microbiota intestinale, fungono da ostacolo alla colonizzazione del nostro intestino, da parte di nuovi microbi, tra cui quelli patogeni.

In tal senso attraverso il presente studio, i ricercatori californiani, hanno creato un insieme di molecole chiamate peptidi ciclici antimicrobici, naturalmente utilizzati dalle nostre cellule per regolare le popolazioni di microbi intestinali e che hanno la capacità di rallentare la crescita di specie meno desiderabili.

I test sono stati eseguiti nei topi ai quali è stato promosso, attraverso una dieta ricca di grassi, lo sviluppo di colesterolo alto e aterosclerosi. I ricercatori hanno poi campionato il contenuto intestinale degli animali e applicato un peptide ciclico diverso a ciascun campione. Il giorno dopo, hanno sequenziato il DNA batterico nei campioni per determinare quali peptidi avevano spostato il batterio intestinale nella direzione desiderata.

Gli scienziati hanno identificato due peptidi che avevano significativamente rallentato la crescita di batteri intestinali indesiderati, spostando l'equilibrio delle specie simile a quella presente in topi alimentati con una dieta più sana. I peptidi hanno ridotto di circa il 36 percento i livelli ematici di colesterolo negli animali dopo due settimane di trattamento. Anche le placche aterosclerotiche nelle arterie dei topi trattati, dopo 10 settimane, erano ridotte di circa il 40 percento rispetto a quelle dei topi non trattati.

Prima degli esperimenti, il team aveva già una piccola collezione di peptidi ciclici che erano stati realizzati usando tecniche chimiche. Per lo studio, hanno istituito un sistema di screening per determinare se qualcuno di quei peptidi poteva rimodellare in modo benefico il microbioma intestinale dei mammiferi sopprimendo le specie batteriche intestinali indesiderabili.

I peptidi ciclici utilizzati nello studio sembrano interagire con le membrane esterne di alcune cellule batteriche in modo da rallentare o arrestare la crescita delle cellule. Il team di ricerca ha studiato questi peptidi per anni selezionandoli tra quelli che mostrano tossicità per le cellule. Le molecole transitano attraverso l'intestino senza entrare nel flusso sanguigno.

I ricercatori stanno ora testando i peptidi anche per il diabete, un'altra condizione comune che è stata collegata a un microbioma malsano.

sabato 20 giugno 2020

Festa della Musica di Roma

Torna la Festa della Musica di Roma. Si potrà registrare la propria performance oppure realizzarla direttamente live sui social il 21 giugno, diffondendola con l’hashtag #FDMRoma2020. Per partecipare info e adesioni su www.festadellamusicaroma.it.  Il 21 giugno la nuova edizione è dedicata al Maestro Bosso.






A Roma il 21 giugno si torna a festeggiare la Festa della Musica. Quest’anno, per la 35esima edizione, Roma  Capitale dedicherà la festa al Maestro Ezio Bosso, recentemente scomparso. Ezio Bosso era cittadino onorario di Roma dal 20 giugno 2019 e idealmente, tutta la città saluterà – con performance libere e di qualsiasi genere musicale – il Maestro che ci ha raccontato e dimostrato l’amore per la musica.

Musicisti, appassionati, professionisti e soprattutto amatori, sono invitati infatti a festeggiare l’arrivo dell’estate suonando e cantando nelle proprie case, dalle finestre o dai balconi in un rituale di celebrazione spontanea e di condivisione che prende le mosse dai flash mob ai quali tutta Italia ha partecipato durante la fase di lockdown. La nuova edizione della Festa vuole così sposare i princìpi della prima festa lanciata in Francia nel 1982, di gioia e condivisione, libertà e amore per la musica unendoli necessariamente al momento storico che stiamo vivendo.

La Festa 2020 è stata pensata con un’attenzione rigorosa al rispetto del distanziamento fisico e del divieto di assembramento, secondo le disposizioni sanitarie previste per contenere l’epidemia da COVID-19. Roma Capitale si fa promotrice di una edizione completamente nuova che ha come obiettivo quello di concedere spazio all’intraprendenza, al coraggio e alla vena artistica dei suoi cittadini, veri protagonisti di una edizione condizionata dall’emergenza pandemica.

Per partecipare sarà sufficiente iscriversi sul sito www.festadellamusicaroma.it e registrare la propria performance – musicale e/o canora – oppure realizzarla direttamente live sui social il 21 giugno, diffondendola in entrambi i casi con l’hashtag #FDMRoma2020. Le partecipazioni saranno libere e spontanee, senza alcun limite alla proposta musicale che potrà spaziare dal genere classico al reggae, dall’elettronica al pop. Unica raccomandazione: le esibizioni musicali dovranno avvenire nel rispetto delle eventuali regole condominiali e di buon vicinato.

La Festa della Musica di Roma 2020 è promossa da  Roma Capitale, Assessorato Crescita culturale, Dipartimento Attività Culturali, realizzata in collaborazione con SIAE  e aderisce alla Festa della Musica del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo,  Associazione italiana per la Promozione della Festa della Musica (coordinamento nazionale).

Per informazioni www.festadellamusicaroma.it

Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi

Ai Musei Capitolini - Palazzo Caffarelli “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi”. In mostra il famoso Ragazzo morso da un ramarro e oltre quaranta dipinti degli artisti influenzati dalla sua rivoluzione figurativa.






E' partita il 16 giugno, nelle sale espositive di Palazzo Caffarelli la mostra curata da Maria Cristina Bandera “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi”. La pittura di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, e della sua cerchia rappresenta infatti la centralità delle ricerche di Roberto Longhi, una delle personalità più affascinanti della storia dell’arte del XX secolo, di cui ricorre nel 2020 il cinquantenario della scomparsa.

Inizialmente programmata a partire dal 12 marzo 2020 e sospesa per le misure di contenimento del Covid-19, la mostra apre al pubblico nel rispetto delle linee guida formulate dal Comitato Tecnico Scientifico per contenere la diffusione del Covid-19 consentendo, al contempo, lo svolgimento di una normale visita museale, come indicato nella scheda informativa della mostra. L’ingresso prevede la prenotazione obbligatoria con il preacquisto del biglietto sul sito www.museiincomuneroma.it ed è gratuito per i possessori della MIC card, previa prenotazione obbligatoria e gratuita allo 060608.

L’esposizione, allestita fino al 13 settembre 2020, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi. E’ curata da Maria Cristina Bandera, Direttore scientifico della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, organizzata da Civita Mostre e Musei e Zètema Progetto Cultura, mentre il catalogo è di Marsilio Editori.

Lo storico dell’arte Roberto Longhi si dedicò allo studio del Caravaggio, all’epoca uno dei pittori “meno conosciuti dell’arte italiana”, già a partire dalla tesi di laurea, discussa con Pietro Toesca, all’Università di Torino nel 1911. Una scelta pionieristica, che tuttavia dimostra come il giovane Longhi seppe da subito riconoscere la portata rivoluzionaria della pittura del Merisi, così da intenderlo come il primo pittore dell’età moderna. 

In mostra sarà esposto uno dei capolavori di Caravaggio, acquistato da Roberto Longhi alla fine degli anni Venti: il Ragazzo morso da un ramarro. L’opera, che risale all’inizio del soggiorno romano di Caravaggio e databile intorno al 1596-1597, colpisce innanzitutto per la resa del brusco scatto dovuto al dolore fisico e alla sorpresa, che si esprimono nella contrazione dei muscoli facciali del ragazzo e nella contorsione della sua spalla. Ma anche per la “diligenza” con cui il pittore ha reso il brano della natura morta con la caraffa trasparente e i fiori, come sottolineò Giovanni Baglione già nel 1642.
Nella sala introduttiva, dedicata alla figura di Roberto Longhi e alla Fondazione da lui istituita, è esposto un disegno a carboncino della sola figura del ragazzo, tratto dallo stesso Roberto Longhi, che vi appose la propria firma e la data 1930. Si tratta di un d’après, dal foglio a grandezza quasi naturale, che non solo dimostra l’abilità di disegnatore dello storico dell’arte, ma che soprattutto ne attesta la perfetta comprensione dell’organizzazione luminosa del dipinto che aveva davanti agli occhi.
In seguito, al Caravaggio e ai cosiddetti “caravaggeschi” lo storico dell’arte dedicò un’intera vita di studi, dal primo saggio del 1913 alla monografia Caravaggio del 1952, anticipata l’anno precedente dalla Mostra del Caravaggio e dei Caravaggeschi, allestita a Milano in Palazzo Reale, che riscosse un immediato successo di pubblico, contribuendo alla successiva e immensa fortuna dell’artista.

Longhi è stato non solo il più importante storico dell’arte italiano del suo secolo, ma anche un grande collezionista. Nella sua dimora fiorentina, la villa Il Tasso, oggi sede della Fondazione che gli è intitolata, ha raccolto un numero notevole di opere dei maestri di tutte
le epoche, per lui occasione di ricerca e di studio. Tra queste, il nucleo più rilevante e significativo è senza dubbio quello che comprende le opere del Caravaggio e dei suoi seguaci.

La mostra si apre con queste suggestive parole, scritte da Roberto Longhi nel 1951: “Dopo il Caravaggio, i “caravaggeschi”. Quasi tutti a Roma, anch’essi, e da Roma presto diramatisi in tutta Europa. La “cerchia” si potrà dire, meglio che la scuola; dato che il Caravaggio suggerì un atteggiamento, provocò un consenso in altri spiriti liberi, non definì una poetica di regola fissa; e insomma, come non aveva avuto maestri, non ebbe scolari.”

Quattro tavolette di Lorenzo Lotto e due dipinti di Battista del Moro e Bartolomeo Passarotti aprono il percorso espositivo con l’intento di rappresentare il clima artistico del manierismo lombardo e veneto in cui si è formato Caravaggio. Oltre al Ragazzo morso da un ramarro è in mostra Il Ragazzo che monda un frutto, una copia antica da Caravaggio, che Longhi riteneva una “reliquia”, tanto da esporla all’epocale rassegna di Palazzo Reale a Milano nel 1951.

A seguire sono esposti oltre quaranta dipinti degli artisti che per tutto il secolo XVII sono stati influenzati dalla sua rivoluzione figurativa. Tra questi è possibile ammirare tre tele di Carlo Saraceni; l’Allegoria della Vanità, una delle opere più significative di Angelo Caroselli; l’Angelo annunciante di Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo; la Maria Maddalena penitente di Domenico Fetti; la splendida Incoronazione di spine di Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone.

Tra i grandi capolavori del primo caravaggismo spiccano inoltre cinque tele raffiguranti Apostoli del giovane Jusepe de Ribera e la Deposizione di Cristo di Battistello Caracciolo, tra i primi seguaci napoletani del Caravaggio. La Negazione di Pietro è poi il grande capolavoro di Valentin de Boulogne, recentemente esposto al Metropolitan Museum of Art di New York e al Museo del Louvre di Parigi, la cui ambientazione è un preciso riferimento alla famosa Vocazione di San Matteo di Caravaggio, nella chiesa romana di San Luigi dei Francesi. Con opere di rilievo sono presenti anche artisti fiamminghi e olandesi come Gerrit van Honthorst, Dirck van Baburen e soprattutto Matthias Stom.

Notevoli anche le opere di due pittori di incerta identità, noti come Maestro dell’Emmaus di Pau e Maestro dell’Annuncio ai pastori, oltre a due piccoli ma significativi paesaggi di Viviano Codazzi e Filippo Napoletano.

Tra gli altri grandi artisti si segnalano i genovesi Bernardo Strozzi, Giovanni Andrea De Ferrari e Gioacchino Assereto. E ancora: Andrea Vaccaro, Giovanni Antonio Molineri, Giuseppe Caletti, Carlo Ceresa, Pietro Vecchia, Francesco Cairo e Monsù Bernardo.

A una stagione più avanzata sono riferibili due capolavori di Mattia Preti – l’artista che più di ogni altro contribuì a mantenere fino alla fine del Seicento la vitalità della tradizione caravaggesca – e due bellissime tele di Giacinto Brandi con le quali si conclude il percorso espositivo.

La mostra è accompagnata da un catalogo realizzato da Marsilio Editori che presenta le opere del Caravaggio e dei suoi seguaci nella Collezione Longhi, corredate da una scheda e da una breve biografia degli artisti.


Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi 
Musei Capitolini - Palazzo Caffarelli
Piazza del Campidoglio, 1 - 00186 Roma
16 giugno 2020 – 13 settembre 2020
www.museicapitolini.org; www.museiincomune.it

RomaRama, l'arte che muove la città: oltre l'Estate Romana. Scende in campo il nuovo progetto culturale della Capitale con eventi e attività dall'estate all'inverno.

Al via "RomaRama, l'arte che muove la città" il nuovo palinsesto degli eventi fino a dicembre 2020. Sostituirà l'Estate Romana. Dalle grandi conferme come Globe, Festa del Cinema e Quadriennale in arrivo grandi novità per l'estate in città. Ecco le novità e gli eventi in programma.





La Sindaca Virginia Raggi e il Vicesindaco Luca Bergamo con la Presidente della Commissione cultura Eleonora Guadagno hanno presentato ieri in Campidoglio il palinsesto culturale che la Capitale mette in campo dopo i mesi di lockdown: "Romarama, l'arte che muove la città". Creato da Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale, Romarama è il progetto della fase 3 a Roma e il suo racconto attraverso un unico contenitore che consente di scoprire eventi e attività dall'estate all'inverno.

La nuova identità è ideata dall'illustratrice Chiara Fazi per Zètema, è un neologismo che riprende il suffisso –orama [dal gr. ὅραμα/veduta] usato in poche parole composte, coniate sul modello di panorama, fino alla comparsa negli anni '50 di cinerama che permette immagini molto simili alla percezione dell'occhio umano dotato di visione periferica.

Il riferimento, dunque, è al significato del suffisso ma anche alla sfida di cercare con sguardo più ampio, quello che unisce il singolo alla comunità, le vie per una rinascita fondata sul cambiamento, la fiducia nel futuro del nostro Paese, come accadde anche nel dopoguerra. Il pay off - l'arte che muove la città - si ispira alla canzone di Lucio Dalla "La sera dei Miracoli" dedicata a Roma: "si muove la città, con le piazze i giardini e la gente nei bar". Romarama parla, così di una visione ampia di Roma e di una collettività che riprende a muoversi, dopo il lockdown, e torna a vivere spazi comuni, seppur con il distanziamento fisico e il contingentamento, comunque insieme.

"La sera dei Miracoli" uscì nel settembre del 1980, 40 anni fa, ed è una celebrazione della nostra città in festa, delle Estati Romane di Nicolini, come ha raccontato lo stesso Dalla. 43 anni fa, nel 1977 l'Estate Romana nacque per restituire ai romani gli spazi pubblici, sottratti dalla tensione nelle piazze, attraverso la partecipazione culturale. Il palinsesto di questo 2020 ha un obiettivo simile, restituire gli spazi pubblici e il coraggio di farlo insieme, alla nostra comunità cittadina e ai turisti che vorranno unirsi. Roma sarà una delle poche città italiane a mantenere la programmazione estiva, autunnale e invernale e a creare nuovi eventi e attività per permettere ai tanti romani che, soprattutto in estate, rimarranno in città di vivere gli spazi pubblici.

L'Amministrazione capitolina ha lavorato sugli spazi all’aperto e sulla loro fruizione: Romarama nell'estate del 2020 si declinerà attraverso quattro poli principali come la cavea dell'Auditorium Parco della Musica, lo spazio esterno del Teatro India, i Parchi con le attività e progetti del bando dell'estate, la piazza del MAXXI.

Di seguito alcuni degli eventi del grande cartellone che, nelle future comunicazioni periodiche, verranno approfonditi e costantemente aggiornati.

LE GRANDI CONFERME. Le grandi conferme del palinsesto di Romarama vanno dalla riapertura a luglio del Silvano Toti Globe Theatre diretto da Gigi Proietti a Villa Borghese al ritorno di Davide Enia, uno degli artisti del Teatro Argentina che il 26 luglio riporta in scena il suo lavoro "Maggio ‘43". Torna anche la stagione estiva del Teatro dell'Opera di Roma, quest'anno ospitata nel nuovo set del Circo Massimo. Dal 15 al 25 ottobre torna la Festa del Cinema di Roma, guidata da Antonio Monda, che animerà sia l'Auditorium Parco della Musica che tante sale cinematografiche in città e da settembre a novembre 2020 la 35esima edizione del Romaeuropa Festival, diretto da Fabrizio Grifasi e presieduto da Monique Veaute, con danza, teatro, musica, nuovo circo, arti digitali e creazioni per l’infanzia. Il palinsesto di Romarama prosegue con la riapertura del Macro con il Museo per l’Immaginazione Preventiva – EDITORIALE, la grande mostra con 50 opere di cui molte inedite che, dal 17 luglio al 27 settembre, apre con la direzione artistica di Luca Lo Pinto. In autunno poi il museo di via Nizza presenterà nuovi progetti speciali in un crescendo fino al 3 dicembre, quando prenderà ufficialmente il via Museo per l’Immaginazione Preventiva, il programma espositivo che evolverà fino alla fine del 2022.

Anche il MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo ha aderito al nuovo palinsesto di Romarama. Dal 1° al 30 luglio riprende l'Estate al MAXXI con eventi dedicati a cinema, libri e teatro. Il programma riprenderà dal 10 settembre al 14 ottobre. Tra le prossime mostre, un nuovo significativo allestimento della Collezione con senzamargine. Passaggi nell'arte italiana a cavallo del millennio (dal 1 ottobre 2020). 

Dopo l'estate verrà inaugurata anche la grande mostra The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces nel nuovo spazio espositivo dei Musei Capitolini, Villa Caffarelli, promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale Sovrintendenza Capitolina e dalla Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma in collaborazione con la Fondazione Torlonia curata da Salvatore Settis e Carlo Gasparri. Previsto per l'ultima settimana di ottobre il grande ritorno a Palazzo delle Esposizioni della Quadriennale, quest'anno curata dalla direttrice artistica Sarah Cosulich con il curatore Stefano Collicelli Cagol. Tra le grandi conferme anche La Festa di Roma 2021, curata da Francesca Macrì e Claudia Sorace, promossa da Roma Capitale con il supporto del tavolo tecnico delle istituzioni culturali di Roma e organizzata da Zètema, quest'anno sarà dedicata al tema del Futuro. 

Tra gli eventi confermati il prossimo 21 giugno La Festa della Musica di Roma, quest'anno dedicata ad Ezio Bosso, da poco scomparso (adesioni e info www.festadellamusicaroma.it). Dal 1 luglio al 7 agosto a Villa Osio tornano gli appuntamenti estivi della Casa del Jazz che porterà sul palcoscenico con oltre 30 concerti il meglio del jazz italiano, ma anche straordinariamente qualche ospite straniero tra cui Michael League, leader degli americani Snarky Puppy e Bill Laurence, tastierista del gruppo (1 agosto) e Omar Sosa (25 luglio). Torna anche la 15esima edizione di Short Theatre (4 – 13 settembre) che si terrà tra Mattatoio (La Pelanda), WeGil, Teatro Argentina, Teatro India, Spazi della città. Il festival dedicato ai linguaggi contemporanei del teatro, della danza, della musica e della performance, è ideato e realizzato da AREA06.

Ha riaperto il Teatro Tor Bella Monaca che realizza una programmazione estiva fino al 3 agosto. In collaborazione con Roma Sinfonietta il 20 giugno lo spettacolo “Presentimento” con Peppe Servillo, a seguire ancora due appuntamenti "La Commedia all'Italiana" omaggio ad Age Scarpelli e un concerto di "Musica Sacra". La rassegna di cinema LOVES COMEDIES con appuntamenti da giugno a settembre. Gli appuntamenti con la prosa riprendono il 10 luglio con lo spettacolo "Gaia in veloce e scherzoso al mondo" con Stefania Ventura, a seguire AgoCapitano coraggioso con Ariele Vincenti. Dopo una breve pausa estiva si riparte a settembre e ad ottobre di nuovo in scena Roberto Ciufoli con "The man Jesus" e Alessandro Benvenuti con "Chi è di scena".

Anche il Teatro Biblioteca Quarticciolo realizzerà incursioni di attività dal vivo nel Quartiere e nel Parco Alessandrino, come il Laboratorio “Cantiere Amleto” a cura di Giorgio Barberio Corsetti a “Fuori Programma” festival internazionale di danza a cura di Valentina Marini.

LE NOVITA' DI ROMARAMA. Dal 16 al 25 agosto, il museo del Macro esce dai suoi spazi canonici con TRACCE, una mostra di Lawrence Weiner, ideata da Luca Lo Pinto, che si svolgerà in cielo, sul tratto di litorale tra Ladispoli e Anzio, permettendo a migliaia di persone di partecipare a un’esperienza collettiva unica. Il grande maestro ha pensato per il MACRO un’opera che si mostrerà tramite una serie di banner aerei, e che, traendo origine da un suo libro d'artista realizzato nel 1970 a cura di Germano Celant, contiene anche un ricordo della figura del curatore recentemente scomparso. Il Teatro di Roma offrirà una programmazione straordinaria di spettacoli, tra luglio e agosto, con ingressi contingentati al Teatro Argentina e performance all’aperto al Teatro India: la stagione estiva si inaugura iI 2 luglio al Teatro Argentina con una preview affidata alla voce recitante di Massimo Popolizio nel concerto spettacolo SHADOWS. Le memorie perdute di Chet Baker, le cui note saranno restituite dalla tromba di Fabrizio Bosso e dal pianoforte di Julian Oliver Mazzariello. Il ritorno di una grande stagione negli spazi all'aperto del Teatro India, verrà allestito un palco che permetterà il ritorno in scena di alcune produzioni e ospitalità della stagione teatrale interrotta dall’emergenza pandemica: come la creazione coreografica di Alessandro Sciarroni con Turning, un’esplorazione dei movimenti migratori degli animali, tradotto nel lavoro in punta della danza classica (9 e 10 luglio) e il “jukebox-umano” in carne e voce Monica Demuru che dà vita ai materiali sonori raccolti tra Roma, Prato e Cagliari per il solo site-specific Jukebox di Encyclopédie de la Parole. Tra i progetti per i più piccoli Marta Gilmore con WONDERLAND nel Regno della Regina di Cuori, caduta e ritorno: 5 giornate laboratoriali, tra teatro e musica, per bambini e ragazzi (dal 30 giugno al 5 luglio). Alla programmazione si affianca anche la ripresa di collaborazioni estive, come quella con Dominio Pubblico e Fuori Programma, nel rispetto delle misure di sicurezza ma anche del mutato sentire. Dopo l’ubiquità digitale di Radio India, le compagnie di Oceano Indiano ricominceranno a irrorare il teatro in presenza con una nuova versione del progetto radiofonico, 'Cronache Fluviali' dal 3 luglio.

Alcune novità anche per il ritorno dei concerti nella Cavea all'aperto dell'Auditorium Parco della Musica: dopo l'annunciato Max Gazzè previsto per il 2, 3 e 4 luglio, Diodato, Alex Britti e Daniele Silvestri anche i Latte e i suoi Derivati il 5 luglio, tra le novità Le Vibrazioni il 12 luglio, l'Orchestraccia il 14, Irene Grandi il 22 luglio, Beatbox il 28 agosto e Mogol il 31 agosto. Grande novità per la Cavea la stagione dell'Accademia di Santa Cecilia: dal 9 luglio per celebrare i 250 anni dalla nascita di Beethoven, l’Accademia dedica al genio di Bonn 5 concerti nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica.

Novità anche per le mostre: dal 9 settembre al 12 dicembre Back to nature – arte contemporanea a Villa Borghese progetto della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, di concerto con l’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale, per la valorizzazione dei parchi storici di Roma. Obiettivo offrire un'esperienza visiva ed emozionale che nasca da lavori spettacolari, tematicamente anche non collegati tra loro, che riescano a competere con le dimensioni monumentali della vegetazione e degli spazi a disposizione. Tra gli artisti coinvolti Mario Merz, Edoardo Tresoldi, Mimmo Paladino e Grazia Toderi. L’iniziativa coinvolgerà la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Casa del Cinema, Palaexpo, Conservatorio di Musica Santa Cecilia.

Grande novità per la fotografia la Collezione Roma, curata da Francesco Zizola che in una esposizione prevista per metà ottobre al Mattatoio, altro luogo con Macro e Palazzo delle Esposizioni su cui l'Azienda Speciale Palaexpo sta sviluppando un programma dedicato al contemporaneo, propone le visioni artistiche del nostro territorio interpretate da cinque fotografi internazionali: Sarah Moon, Nadav Kander, Alex Majoli, Martin Kollar, Tommaso Protti.

Tra le novità per il 2021/22 è previsto il "Museo delle periferie di Tor Bella Monaca" che nasce dalla collaborazione tra Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale, il Municipio Roma VI e l’Azienda Speciale Palaexpo, con la cura di Giorgio de Finis. L’idea è di dare vita al "Museo delle periferie di Tor Bella Monaca" come centro studi internazionale delle periferie urbane, nell’ambito più ampio dell’analisi del fenomeno urbano su scala globale. Il progetto riguarda l’istituzione di una Biblioteca specializzata, di una videoteca, di una collezione permanente, di alcune residenze per artisti e di progetti di ricerca, mostre, pubblicazioni, lectio magistralis e incontri. Nel corso del 2020 verranno realizzati 2 nuovi murales al Blocco R8 e verrà completato il progetto di street art già avviato a largo Ferruccio Menganoni. Inoltre, saranno avviati alcuni incontri mensili aperti all’istituto scolastico di Melissa Bassi e un evento di presentazione del progetto presso il Teatro di Tor Bella Monaca. L’edificio in cui sarà collocato il Museo attualmente non esiste e sorgerà a seguito di un accordo tra imprenditori privati e il municipio. Gli imprenditori si sono vincolati a portare a termine uno dei tre edifici in costruzione per donarlo al Municipio che, appunto, lo utilizzerà per il museo (si tratta di un’opera pubblica a scomputo e quindi da realizzare da parte del privato). Nel frattempo, esistono una serie di spazi sia al chiuso che all’aperto che potranno essere utilizzati per le attività del museo stesso.

Dal 1 al 3 ottobre al MACRO verrà presentato il lavoro portato avanti come capofila da Roma insieme a 22 città, 15 network, 47 contributors per redigere la Carta di Roma 2020, presentata nella sua prima stesura a 100 sindaci di capitali mondiali e alle Nazioni Unite a maggio. A inizio ottobre verrà presentata la carta nella sua versione ampliata. Questi tre giorni avverranno in contemporanea e in maniera coordinata al Festival ASVIS che, a sua volta, avrà un link diretto con l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite prevista per fine settembre (www.2020romecharter.org)

CONFRONTO CON GLI OPERATORI CULTURALI E I BANDI. Da circa due mesi il Vicesindaco con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo con il suo staff ha realizzato una decina di incontri con circa 1000 partecipazioni. Dall'esperienza di questi tavoli Roma Capitale - in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e Fondazione Fitzcarraldo - ha deciso di avviare una indagine per comprendere l’impatto e gli effetti che la pandemia ha avuto sulla filiera culturale di Roma, quali sono le ricadute economiche, occupazionali e organizzative, e quali criticità riguarderanno i prossimi mesi fino a fine anno.

Questa settimana è partita la prima fase del monitoraggio, che si concluderà il 26 giugno. Sono invitati a partecipare tutti coloro che lavorano in ambito culturale come soggetti singoli così come tutte le istituzioni, associazioni, imprese. L’indagine proseguirà anche nei prossimi mesi con altre survey al fine di completare la ricerca, per approfondire le criticità che avete dovuto affrontare alla ripartenza e quali sono le aspettative sul futuro. I risultati saranno resi disponibili online per tutti con un dashboard navigabile a partire da luglio, con l'elaborazione dei dati di questa prima indagine http://rilevazioni.fitzcarraldo.it/index.php/194428/lang-it

Inoltre è a breve prevista la pubblicazione del bando Contemporaneamente Roma per il periodo 2020-2022 e di uno specifico bando innovativo che a differenza degli altri bandi che erogano contributi e vantaggi per specifici progetti, consente di riconoscere contributi al funzionamento degli operatori culturali in questa fase, "Restart" partirà con un fondo di 800 mila euro e potrà essere ulteriormente ampliato. Questo nuovo e innovativo strumento è possibile grazie all'approvazione del nuovo Regolamento Contributi delle attività culturali di Roma Capitale. Le risorse che mette a disposizione servono a integrare il sostegno agli operatori del settore culturale duramente colpiti dall'emergenza sanitaria: proprio loro sono stati infatti i primi a fermarsi e oggi sono gli ultimi a ripartire con le attività. Il complesso di risorse messe a bando per il 2020 supera così i 4 milioni.

Romarama è anche la programmazione generata dai tre bandi di Eureka!, Estate Romana e Contemporaneamente Roma che quest'anno, per la prima volta in assoluto sono tutti e tre triennali, quindi i progetti che risulteranno idonei riceveranno il sostegno fino al 2022. Se l'avviso pubblico di Contemporaneamente Roma verrà diffuso entro giugno, i progetti risultati idonei per gli avvisi usciti e già chiusi di Eureka! ed Estate Romana si stanno rimodulando con il Dipartimento Attività Culturali a seguito delle nuove disposizioni dovute alla pandemia.

RIAPERTURE DELLE BIBLIOTECHE E IL NUOVO SERVIZIO ITINERANTE. Da martedì 23 giugno diventano 15 in totale le Biblioteche del sistema bibliotecario romano aperte su appuntamento per i servizi di prestito e restituzione. Alle 12 già aperte, infatti, si aggiungono: nel Municipio I, la Biblioteca Casa della Memoria, con orario martedì e giovedì dalle 10 alle 18; nel Municipio V la Biblioteca Goffredo Mameli, con orario martedì e giovedì dalle 10 alle 18, sabato dalle 10 alle 14; infine, nel Municipio XII, apre la Biblioteca Villino Corsini con orario: martedì, giovedì e sabato dalle 10 alle 16. Tutte le informazioni sulle biblioteche aperte e su come prenotare i libri sulla pagina www.bibliotechediroma.it. Partirà nelle prossime settimane il nuovo servizio di biblioteca itinerante: partono le “navette”, mezzi attrezzati con libri, sedie e tavoli, che percorreranno le vie periferiche della capitale raggiungendo piazze, parchi, giardini delle biblioteche, nei quartieri San Basilio, Casal de’ Pazzi, Tiburtino III, Labaro, Corviale e Ponte Galeria, Finocchio, Ponte di Nona, ma non solo, per promuovere la lettura in città, ampliare l’offerta culturale e andare incontro alle domande e ai bisogni dei cittadini con attenzione particolare alle periferie.

venerdì 19 giugno 2020

Ai: come difendersi dagli "attacchi" all'imaging radiologico. Human in the loop, ovvero l'importanza dell'interazione uomo macchina

Uno studio del Cnr e Università di Pisa ha evidenziato che il “machine learning”, può essere utilizzato anche in modo fraudolento. La ricerca, pubblicata sulla rivista European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging, mette in luce l'importanza dello human in the loop e del suo miglioramento attraverso nuovi strumenti di analisi digitale basati sull’intelligenza artificiale.





Uno studio, frutto della collaborazione tra l’Istituto di fisica applicata del Cnr e l’Università di Pisa, ha evidenziato come il “machine learning”, che utilizza gli algoritmi per l’analisi delle immagini cliniche, può essere utilizzato anche per modificarle, creando i cosiddetti “attacchi avversi”, in grado di ingannare gli stessi sistemi di analisi. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging del gruppo Springer Nature.

L'articolo a firma di Andrea Barucci dell’Istituto di fisica applicata “Nello Carrara” del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifac) e dal radiologo dell’Università di Pisa Emanuele Neri, analizza, attraverso lo strumento del machine learning, la possibilità di modificare le immagini radiologiche, pilotando l’esito di una diagnosi. Un rischio che solo lo studio dell’Intelligenza artificiale (Ai) può consentire di fronteggiare, sventando errori o azioni compiute in malafede.

“Nel mondo digitale, la sanità 4.0 si muove veloce verso una nuova visione, fondata su dati e integrazione di informazioni. Le analisi basate sull’Ai costituiscono uno strumento sempre più diffuso in tutti gli ambiti clinici, suscitando grandi aspettative. Un esempio è la Radiomica, ossia l’estrazione di parametri quantitativi dalle immagini radiologiche, con cui creare modelli diagnostici e predittivi: uno strumento ormai ampiamente utilizzato e, negli ultimi anni, rafforzato dall’introduzione delle reti neurali, dando origine alla deep-radiomics”, dichiara Andrea Barucci del Cnr-Ifac. “Il machine learning, su cui principalmente si fonda la potenza di queste analisi informatiche delle immagini, può tuttavia essere usato anche in modo negativo, per creare attacchi avversi ai sistemi di analisi delle immagini, cioè modifiche ad hoc delle immagini, impercettibili anche all’occhio umano esperto, studiate per ingannare gli stessi algoritmi e pilotare l’esito di una diagnosi”.

Lo studio dei due ricercatori definisce questo fenomeno in ambito di imaging radiologico come “Adversarial Radiomics”: “Un’analogia con il più ampio campo di ricerca dell’adversarial machine learning, in cui il fenomeno è studiato da anni, per esempio, nella cyber-security e nella guida autonoma”, aggiunge Neri.

“Gli esempi avversi sono un problema relativamente recente nello studio del machine learning, ma la loro applicazione all’imaging clinico è un ambito ancor più nuovo e con risvolti sociali importanti”, prosegue Barucci, “ad esempio nelle frodi assicurative. D’altronde proprio lo studio di questi esempi avversi è estremamente utile per approfondire la comprensione di algoritmi complessi come le reti neurali e migliorare lo sfruttamento degli strumenti informatici a disposizione”.

“L’intuizione del radiologo è ancora essenziale nel controllo e nell’integrazione delle complesse analisi fornite dagli algoritmi di intelligenza artificiale e il futuro impone una sempre maggiore armonizzazione fra l’analisi informatica e quella umana”, conclude Neri. “Lo studio vuole mettere in luce come i nuovi strumenti di analisi digitale basati sull’Ai dovranno essere sempre più volti proprio a migliorare quest’interazione (human in the loop)”.

mercoledì 17 giugno 2020

Coronavirus e sesso, ansia e paura del contagio hanno cambiato le abitudini sessuali degli italiani

Nasce la task force medico scientifica che promuove comportamenti responsabili. Il progetto promosso nell'ambito di “Safe is the new normal”, la nuova campagna educational di Durex per non tornare alle cattive abitudini della normalità prima del Covid-19.

Street Art, Pøbel




Il progetto, promosso da Durex in collaborazione con Anlaids, è guidato nei contenuti scientifici dal Professor Massimo Galli, Direttore della terza divisione di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, e da importanti medici italiani. L’iniziativa è sviluppata all’interno di “Safe is the new normal”, la nuova campagna educational di Durex per non tornare alle cattive abitudini della normalità prima del Covid-19 lasciando infezioni sessualmente trasmissibili e comportamenti sbagliati in lockdown.

Come sono cambiate le abitudini sessuali degli italiani durante il lockdown? La maggiore attenzione alle precauzioni per la prevenzione di infezioni trasmesse per contatto, come l’infezione da Covid-19, contribuiranno a modificare i comportamenti sessuali e ad evitare la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili?

Nasce da queste domande la nuova campagna educational di Durex “Safe is the new normal”: un progetto di ampio respiro che si inserisce all’interno di numerosi programmi di sensibilizzazione del brand, volto a promuovere comportamenti consapevoli in ambito sessuale in un periodo, come quello attuale, estremamente delicato. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Anlaids, la prima associazione italiana nata nel 1985 per fermare la diffusione del virus HIV e dell'AIDS, permetterà la creazione di una Task Force di esperti in ambito medico-scientifico che avranno il compito di trasmettere un messaggio di rottura rispetto alla normalità in fatto di abitudini sessuali tipiche del periodo precedente al lockdown, sensibilizzando la popolazione sul ruolo cruciale che gioca la prevenzione anche in questa sfera.

La situazione prima dello scoppio della pandemia Covid-19 non era affatto rosea: le conoscenze su rischi e pericoli per la salute in tema di malattie sessualmente trasmissibili erano spesso sommarie, vissute con noncuranza circa il loro potente impatto sulla vita, soprattutto da parte dei giovani. A questo si aggiungeva una scarsa informazione sulle modalità di trasmissione e di conseguenza su quali comportamenti adottare per la prevenzione, con i tabù che giocavano ancora un ruolo importante. Una normalità, quindi, non abbastanza corretta e che, oggi ancora di più, richiede maggiore impegno in termini di prevenzione e salute pubblica.

La Task Force multidisciplinare è costituita dal Professore e infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano Massimo Galli, riconosciuto come uno dei principali punti di riferimento della comunità scientifica per il suo impegno nella ricerca sull’HIV e oggi anche sul Covid-19, la Dott.ssa Sonia De Balzo, Sessuologa specialista in psicologia clinica e dello sviluppo dell’Ospedale D. Cotugno di Napoli, il Dott. Alberto Venturini, Psicologo psicoterapeuta cognitivo comportamentale presso la Struttura Complessa Malattie infettive Ospedale Galliera di Genova e la Dott.ssa Alessandra Scarabello, Dermatologa presso l’INMI L. Spallanzani di Roma.

LE CONSEGUENZE DEL VIRUS IN AMBITO SESSUALE

Durante il recente periodo di lockdown ogni italiano ha vissuto un inatteso processo di trasposizione da una precedente dimensione di libertà e di interconnessione ad una nuova realtà, governata dall’isolamento e dal distanziamento sociale. L’aspetto maggiormente colpito, in uno scenario di questo tipo, è stato senza dubbio quello della sessualità. Migliaia di coppie si sono infatti ritrovate da un giorno all’altro rinchiuse in convivenze forzate o a vivere inaspettati momenti di lontananza dal partner. Discorso ugualmente valido per i single, che hanno invece visto interrompersi improvvisamente le opportunità di frequentazioni occasionali e di ricerca di partner.

In questo contesto, e mossa dalla convinzione circa l’importanza di continuare a parlare di questi temi con campagne di comunicazione mirate, Durex ha realizzato una ricerca, che ha coinvolto in Italia 500 persone comprese tra i 16 e i 55 anni, con l’obiettivo di misurare il reale impatto che l’esperienza della quarantena forzata ha determinato sulle abitudini sessuali delle persone.

La ricerca è parte della campagna globale “Let’s not get back to normal” ed è incentrata sulla trasmissione di messaggi positivi di cambiamento e superamento di una precedente, e non sempre corretta, normalità in ambito sessuale.

La ricerca realizzata da Durex ha pertanto permesso di fotografare in maniera chiara i cambiamenti che hanno interessato la sfera sessuale in diversi paesi nel mondo.

“Tutte le grandi epidemie hanno lasciato profonde tracce nella cultura e nei comportamenti umani. È quindi atteso che anche Covid lasci segni profondi. Che poi una malattia trasmissibile per via aerea e per contatto diretto abbia condizionato anche i comportamenti sessuali di questo periodo certamente non stupisce. In un’epidemia come questa, l’altro è stato percepito, se sconosciuto, come pericolo. E se partner abituale non convivente, è diventato a lungo inaccessibile. Un impatto certamente differente rispetto all’AIDS, che ha segnato la ‘cultura sessuale’ dell’ultimo ventennio del secolo scorso, ma la cui influenza è andata attenuandosi nel tempo, almeno nella consapevolezza, nelle attitudini e nei comportamenti delle ultime generazioni – sottolinea il Professor Massimo Galli, Direttore della terza divisione di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano - Ma la crisi causata da Covid offre l’opportunità di ripartire ‘bene’ anche da questo punto di vista, cogliendo l’opportunità di programmi educativi volti ad estendere i comportamenti responsabili anche all’ambito sessuale. Da oltre trent’anni ANLAIDS porta nelle scuole messaggi di prevenzione e per una cultura della responsabilità che si traduca in esercizio responsabile della propria sessualità. È tempo di riprenderli dopo la pausa che Covid ha imposto”. 

TUTTI I DATI SUL CAMBIAMENTO DELLE ABITUDINI SESSUALI DURANTE IL LOCKDOWN IN ITALIA

Gli italiani in quarantena hanno fatto meno sesso: è questo il primo, importante dato emerso dalla ricerca presentata da Durex. L’83% degli intervistati, infatti, ha confessato un generale calo del desiderio e della pratica sessuale durante il periodo di lockdown, con solo il 23% che ha invece sostenuto di aver mantenuto un livello di attività sessuale quasi uguale al periodo pre-quarantena. Tra le principali motivazioni espresse a giustificazione di questo importante decremento sono emerse: ansia, paura del contagio, presenza di bambini in casa, interruzione dei movimenti e obbligo di distanziamento sociale.

Dopo una prima analisi generale, la ricerca si è poi concentrata sull’effettivo impatto che il distanziamento sociale ha avuto su alcune specifiche categorie di persone, ovvero single, partner conviventi e partner non conviventi.

“La pandemia che ha colpito il nostro Paese ci ha costretto per motivi di sicurezza all’isolamento sociale. Questa condizione ha generato degli effetti psico – sessuali a breve e a lungo termine. Aumentatati i sentimenti di ansia, ossessività, compulsività per il contagio e effetti simil depressivi; si sono drasticamente ridotte le pratiche sessuali - compreso il petting - con i partner occasionali ma anche con il partner stabile – spiega la Dott.ssa Sonia De Balzo, Sessuologa specialista in psicologia clinica e dello sviluppo dell’Ospedale D. Cotugno di Napoli - In questo momento storico così particolare diventa di primaria importanza sollecitare l’opinione pubblica ad adottare un approccio consapevole su quanto ci accade intorno, al fine di promuovere un’opera di sensibilizzazione riguardo alla prevenzione del contagio del virus COVID-19 , e ancor di più, del virus dell’HIV e delle altre malattie a trasmissione sessuale”.

Single

In riferimento a questa categoria, nonostante in termini assoluti si tratti di quella maggiormente colpita dagli effetti del lockdown nella sfera sessuale, è comunque importante fare una distinzione tra i single che non hanno alcuna frequentazione e quelli che, invece, hanno un rapporto saltuario che non può però essere definito come relazione. Infatti, mentre per i primi vi è stato un drastico crollo dell’attività sessuale, addirittura per il 98% degli intervistati, i secondi hanno lamentato qualche difficoltà in meno, con un calo dell’attività sessuale che ha toccato il 93%. Questi dati sono poi confermati dal confronto delle abitudini sessuali pre e durante la quarantena. Nella fase di lockdown si sono infatti mantenute stabili le attività sessuali praticabili in autonomia, come la masturbazione (62% prima, 60% durante) e la visione di materiale pornografico (38% prima, 37% durante), mentre sono drasticamente crollate quelle che prevedono il contatto fisico e che invece svettavano nella fase pre-quarantena, tra queste: i baci (63% prima, 8% durante), il sesso vaginale (59% prima, 8% durante), il sesso orale (48% prima, 4% durante) e il sesso anale (21% prima, 4% durante). Altri due dati molto importanti emersi dalla ricerca Durex, in grado di fotografare al meglio l’impatto della quarantena sulle abitudini sessuali dei single, sono quelli relativi ai rapporti occasionali, crollati dal 34% al 3%, e all’utilizzo di app di incontri, scesi invece dal 21% pre-lockdown al 6% durante la quarantena.

“La nostra Associazione è da sempre impegnata nella prevenzione dell’Hiv e delle malattie sessualmente trasmissibili. In un momento così critico come quello che stiamo vivendo, dove è necessario mettere in campo molte più attenzioni nella vita di tutti i giorni per difendersi da Covid-19 forse ricordare che è necessario proteggersi anche da HIV e dalle malattie sessualmente trasmissibili può risultare un messaggio non gradito, in quanto aumenta la paura e l’insicurezza già dominanti – osserva Bruno Marchini, Presidente di Anlaids Onlus -  Proviamo però a cogliere anche l’opportunità di una maggiore attenzione generale verso la nostra e l’altrui salute per non abbassare la guardia: il lockdown e la conseguente diminuzione dell’attività sessuale possono anche essere un’occasione per effettuare uno screening su HIV e malattie sessualmente trasmissibili e ripartire da “quasi zero” con le giuste protezioni”.

Partner non conviventi

Un’altra categoria che ha subito un importante impatto nella sfera sessuale in questo periodo così delicato è quella dei partner non conviventi. Secondo quanto emerso dalla ricerca Durex, infatti, ben il 95% degli intervistati ha dovuto rinunciare all’attività sessuale nel periodo della quarantena. Scendendo più nel dettaglio, come nel caso dei single, emerge chiaramente una netta differenza tra il periodo pre e quello durante la quarantena. Nello specifico, nella fase di lockdown si sono rivelate stabili le attività sessuali praticabili in autonomia, come la masturbazione (38% prima, 36% durante), la visione di materiale pornografico (30% prima, 27% durante) e il sesso virtuale in webcam (13% prima, 13% durante), mentre sono crollate quelle che prevedono il contatto fisico e che dominavano la classifica nella fase pre-quarantena, tra queste: il sesso vaginale (74% prima, 20% durante), i baci (73% prima, 8% durante) e il sesso orale (56% prima, 9% durante).

Partner conviventi

Lo scenario è invece sicuramente molto diverso per quanto riguarda i partner conviventi, che solamente nel 65% dei casi hanno visto ridurre la propria attività sessuale. In questo caso, però, a differenza delle categorie precedenti dove la diminuzione dell’attività sessuale era legata all’impossibilità di contatto, il calo si è verificato in seguito ad una progressiva diminuzione del desiderio sessuale, come dichiarato dal 62% degli intervistati. Inoltre, il periodo di quarantena forzata ha avuto, sulle coppie conviventi, un forte impatto sui livelli di soddisfazione sessuale. Nello specifico, dalla ricerca Durex è emerso che la percentuale di soddisfatti della propria attività sessuale è diminuita dal 73% al 58%, mentre gli insoddisfatti sono aumentati dal 17% al 22%, con un restante 10% che è andato ad incrementare il gruppo dei neutrali, passato dal 10% al 20%.

In generale, infine, in previsione della ripresa e della totale riapertura è poi molto significativo il dato per cui più della metà degli intervistati ha dichiarato che l’isolamento da Covid-19 non ha cambiato le abitudini e le attenzioni legate alla propria igiene sessuale e che prima del Covid-19 solo 1 italiano 2 era solito utilizzare il preservativo come contraccettivo. Evidenze che sottolineano l’importanza della campagna Safe is the new normal promossa da Durex e l’intervento della Task Force, che si impegna a promuovere un comportamento più responsabile attraverso un percorso educational e di sensibilizzazione volto alla tutela di sé stessi e del proprio partner.

DUREX

Durex è leader mondiale nel mercato del benessere sessuale, presente in più di 150 paesi. L’azienda produce preservativi di alta qualità, gel lubrificanti e per massaggi, sex toys. Con oltre 90 anni di esperienza, Durex si dedica al benessere sessuale di tutti e si impegna nel promuovere l’uso del preservativo per una sessualità consapevole e protetta. Durex è costantemente impegnata nella ricerca e sviluppo per offrire prodotti innovativi, di qualità e che rispondano alle esigenze dei suoi consumatori.

domenica 14 giugno 2020

Scienza e Meditazione: quando star bene è una questione di testa

L'Almanacco della Scienza a cura del Cnr, pubblica un articolo con i risultati degli ultimi studi del rapporto tra mente e meditazione, in particolare quelli della mindfulness, una tecnica di concentrazione benefica per la nostra salute psicofisica.






Pubblicato sull'Almanacco della Scienza, quindicinale a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche, un interessante articolo a firma di Anna Capasso in cui si mettono in evidenza i risultati degli ultimi studi nel campo della neuroscienza che dimostrano quanto la mente può aiutarci a star meglio attraverso la meditazione ed in particolare la mindfulness o “meditazione di consapevolezza”.

Sono tante le situazioni di tensione che incidono sulle nostre energie e sulla nostra capacità di adattamento: incomprensioni familiari, dissidi sul posto di lavoro, preoccupazione per le spese da sostenere. Sono tutti fattori che si ripercuotono sul nostro equilibrio e possono addirittura farci ammalare.

Non a caso, lo stress psichico cronico è associato a molte patologie contemporanee: dall'ansia alla depressione, dall'obesità al diabete, fino all'ipertensione. Ma gli studi dimostrano anche il contrario: la mente può aiutarci a star meglio e uno dei fenomeni più studiati in tal senso è la mindfulness o “meditazione di consapevolezza”, una tecnica di concentrazione non-giudicante verso il momento presente.

Marco Mirolli dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Cnr di Roma, spiega che questa pratica può dare effetti benefici anche su disturbi fisici come diabete, malattie cardiache e dolore cronico, arrivando a proteggere contro l'invecchiamento cellulare. E uno dei suoi principali meccanismi di azione potrebbe riguardare proprio la riduzione dello stress.

Una recente rassegna sistematica mostra che la meditazione in generale, e la mindfulness in particolare, è in grado di diminuire molti marcatori fisiologici dello stress quali cortisolo, frequenza cardiaca e pressione arteriosa, nonché proteina C-reattiva e fattore di necrosi tumorale alfa, due marcatori di infiammazione che aumentano con lo stress prolungato.

Inoltre, è dimostrato che la mindfulness produce benefici sul cervello, modificandone sia il funzionamento, cioè l'attivazione di alcune aree cerebrali, sia la struttura, aumentandone il volume. Tra tali aree sembra incluso anche l'ippocampo, deputato alla cognizione spaziale e all'apprendimento.

Tra le cause ipotizzate di tale effetto, la diminuzione del cortisolo. L'atrofizzazione dell'ippocampo dipende da vari fattori legati allo stress, primo fra tutti il cortisolo, che in quantità eccessive aumenta la neurodegenerazione (perdita di neuroni e sinapsi) e riduce la neurogenesi (nascita di nuovi neuroni)”, conclude il ricercatore. È già dimostrato che la mindfulness può ridurre lo stress e i suoi marcatori fisiologici, cortisolo incluso, quindi potrebbe diminuire l'atrofia, aumentare la neurogenesi nell'ippocampo e accrescerne il volume. Testare sperimentalmente quest'ipotesi sarà una bella sfida per la ricerca futura.

sabato 13 giugno 2020

Il grande cinema a Villa Borghese, con Leone e Bergman, riapre la Casa del Cinema

Riapre la Casa del Cinema: dal 15 giugno si riparte con due mostre e le rassegne cinematografiche dedicate a Leone e Bergman. Ecco il programma.







Nel rispetto delle norme di sicurezza si tornerà ad apprezzare il grande cinema a Villa Borghese. Prima proiezione martedì 16 alle 18 con un ospite speciale: Luca Verdone presenterà il suo documentario dedicato al maestro Sergio Leone.

Da lunedì 15 giugno, in coincidenza con la riapertura delle sale cinematografiche e in solidarietà all’esercizio e alla produzione, anche Casa del Cinema riapre i propri spazi al pubblico, pur nel pieno rispetto delle modalità igienico-sanitarie previste in tutte le regioni italiane. Da lunedì saranno accessibili, gratuitamente, le mostre già in programma e da martedì 16 ricomincerà la programmazione in Sala Deluxe.

“Sono stati tre mesi difficili – commenta il direttore Giorgio Gosetti – in cui abbiamo cercato di rispondere al vuoto fisico con l’intensità della comunicazione e del dialogo a distanza. La bella sorpresa è che intorno a noi, grazie ai social network, all’iniziativa di Roma Capitale #laculturaincasa, all’impegno di Zètema, si è radunata una vera comunità di appassionati, spettatori virtuali, amici del miglior cinema. Una risposta entusiasmante, con numeri mai neppure immaginati prima. Adesso tocca a noi riconquistare la fiducia del nostro pubblico, moltiplicare le energie e le proposte. Perché il cinema è condivisione, incontro, scambio di idee ed emozioni. Noi ci siamo e presto, come da tradizione, si accenderà anche lo schermo dell’Arena estiva Ettore Scola”.

Da lunedì 15 giugno riaprono due mostre che hanno accettato di prolungare le date previste: nelle sale Amidei e Zavattini ritrova il suo posto fino al 15 luglio la mostra di fumetti Sensuability ti ha detto niente la mamma? realizzata dall'Associazione Nessunotocchimario, con il patrocinio del Comicon, special edition Francamente me ne infischio. Protagonisti sono dei corpi imperfetti ma estremamente sensuali che esprimono la bellezza e la potenza della loro diversità, strizzando l'occhio al cinema. Nel rinnovato salotto Age&Scarpelli (al piano terra) ecco invece nelle stesse date Il cinema di Martin Scorsese a cura di Giuseppe “Paco” Scandaglia: un ciclo di dieci disegni con gessi e matite bianche su supporto nero per rendere omaggio ai grandi film del maestro del cinema americano.

Da martedì 16 giugno anche in Sala Deluxe si ricomincia da dove ci si era interrotti con l’omaggio al Mondo Leone in occasione della grande mostra a cura della Cineteca di Bologna e in accordo con la famiglia Leone aperta all’Ara Pacis per celebrare il genio di Sergio Leone. Per la nostra “nuova” inaugurazione Luca Verdone sarà a Casa del Cinema con il suo raro documentario sul Maestro di Viale Glorioso, mentre nella settimana – grazie a Jolly Film e Unidis – siamo felici di poter presentare sul grande schermo Per un pugno di dollari, il cui restauro in 4K è a cura della Cineteca di Bologna con la supervisione della The Film Foundation di Martin Scorsese e la Hollywood Foreign Press Association. La settimana si concluderà, domenica, con un omaggio alla Leone Film Group e la proiezione di Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese.

“Abbiamo pensato – prosegue Gosetti – di festeggiare questa speciale stagione anche nella settimana successiva con l’altra faccia della nostra idea del cinema: dopo il grande spettacolo dei modelli italiani ecco un gruppo di opere poco note ed emozionanti di un genio del cinema come Ingmar Bergman. Una iniziativa realizzata da RIPLEY’S FILM e Casa del Cinema per un viaggio nel cinema interiore, fondamentale nella storia e nella comprensione di quella che è l’arte più significativa del XX secolo e del mondo di oggi”.

PROGRAMMA 

MONDO LEONE

MARTEDÌ 16 GIUGNO, ORE 18:00

Sergio Leone di Luca Verdone, 2009

Sarà presente Luca Verdone

GIOVEDÌ 18 GIUGNO, ORE 18:00

Per un pugno di dollari di Sergio Leone (1964, 100’)

DOMENICA 21 GIUGNO, ORE 18:00

Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese (2016, 97’)

INGMAR BERGMAN, IL GENIO DELLA LAMPADA

MARTEDÌ 23 GIUGNO, ORE 18:00

Una vampata d’amore (1953, 88’)

GIOVEDÌ 25 GIUGNO, ORE 18:00

Sogni di donna (1955, 84’)

DOMENICA 28 GIUGNO, ORE 18:00

Alle soglie della vita (1958, 84’)

MARTEDÌ 30 GIUGNO, ORE 18:00

Piove sul nostro amore (1946, 90’)

GIOVEDÌ 2 LUGLIO, ORE 18:00

La terra del desiderio (1947, 92’)


CASA DEL CINEMA
Spazio culturale di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale
Gestione Zètema Progetto Cultura
Direzione Giorgio Gosetti
in collaborazione con Rai; Rai Cinema 01 distribution
INDIRIZZO Largo Marcello Mastroianni, 1
INFO tel. 060608 www.casadelcinema.it  www.060608.it
INGRESSO GRATUITO

Alimentazione e ricerca, latte A2: un toccasana per la dieta degli anziani

Una ricerca in collaborazione con il CREA ha svelato che un tipo di latte vaccino, caratterizzato da un diverso profilo di caseine chiamate ...