lunedì 23 novembre 2020

Musica, la frequenza della bellezza. Quando uomo e suono sono in armonia con l'universo

La frequenza della bellezza: alla scoperta del paesaggio sonoro e del potere terapeutico della musica insieme al compositore e polistrumentista Fabrizio Pigliucci. 






La musica, un linguaggio universale che connette gli uomini al di là delle differenze di tempo, luogo, lingua e cultura. Un linguaggio che rompe barriere e allarga confini in grado di portare un messaggio di pace tra i più importanti. Così Fabrizio Pigliucci, compositore, polistrumentista e, come lui stesso ama definirsi, pacifista e sognatore. Un musicista al di fuori dagli schemi con un obbiettivo ben preciso: comporre utilizzando i potenti strumenti del suono e della musica per dipingere paesaggi sonori che risvegliano il nostro spirito.

Lo abbiamo incontrato nel suo studio-dimora questa estate, quando il coronavirus sembrava aver allentato la sua morsa. Ci accoglie in questa casa dove trascorre gran parte della sua vita. Una vita dove a scandire il tempo è la musica. La musica qui è ovunque, basta guardarsi intorno; ogni oggetto rimanda a tutto quello che si può esprimere attraverso il suono. Una collezione dei più disparati strumenti musicali che spesso utilizza per le sue composizioni in uno studio hi-tech. Come ad esempio un flauto indiano Bansuri che Fabrizio ci mostra sorridendo: "lo suono spesso tra le montagne, nei boschi, al mare, di giorno e sotto le stelle; amo suonare e collezionare strumenti rari come modo per capire meglio le diverse voci e tradizioni del mondo, e unire l'umanità". Ci spiega che ogni cosa nell'Universo è fatta di energia, e quindi di vibrazioni. Anche dentro di noi ogni cosa è energia e vibrazione; ne siamo quotidianamente immersi ed il più delle volte senza esserne consapevoli, perché troppo distratti da uno stile di vita sempre più frenetico. Un messaggio quello di Fabrizio che ben introduce il suo spirito di musicista oltre le convenzioni, facendoci scoprire un paesaggio sonoro che ha anche una funzione terapeutica, in quanto è noto che già diverse civiltà antiche, soprattutto nel mondo orientale, avevano capito che armonizzare questi flussi è di fondamentale importanza per il nostro benessere in cui è proprio la musica e il suono a venirci in aiuto per riportarci ad essere di nuovo in sintonia con l'universo.

Insomma sembra evidente al primo impatto quale sia l'anima "che tutto move" di Fabrizio Pigliucci, geniale compositore, polistrumentista e, come ama definirsi pacifista e sognatore. Ma non lasciamoci ingannare da questa anima da sognatore, Fabrizio ha i piedi ben saldi su questa terra, perché oltre a rimanere fedele alla sua singolare personalità e voce unica di compositore, è anche un orchestratore/arrangiatore di indiscusso rilievo internazionale. Ha realizzato e collaborato a 50 colonne sonore per cinema e tv, ha prodotto dozzine di album e spettacoli teatrali con le più importanti etichette, del calibro di WARNER, EMI, SONY, RAI, RTI, FlipperMusic, tanto per citarne alcuna. I potenti strumenti del suono e della musica al suo servizio per dipingere paesaggi sonori che vi invitiamo ad ascoltare in quanto hanno il potere di risvegliare il nostro spirito. La sua musica è diventata di fatto la colonna sonora di tante persone in tutto il mondo e il suo pubblico continua a crescere. 

La musica come processo terapeutico è uno degli aspetti più importanti delle sue composizioni e ben supportato dalla scienza. La musica infatti può agire su noi stessi a vari livelli. Ecco allora di seguito un breve trattato che Fabrizio ci ha illustrato. Il il primo tra i livelli e più importante è quello di poter favorire la connessione con noi stessi: essere connessi con se stessi significa avere capito chi siamo, ci permette di esprimere i nostri talenti, le nostre capacità, manifestare la nostra energia potenziale, nella vita, nel lavoro, nell'amore. La musica ha la capacità di entrare direttamente nel cuore, saltando le barriere della razionalità, per questo la sua forza nel ridestare le nostre emozioni sopite può essere molto grande se le diamo modo di farlo. Una persona che implode il proprio potenziale, che non riesce a manifestarsi, che non vive in linea con ciò che invece sarebbe il giusto, vivrà delle tensioni interne, delle 'dissonanze' nelle sue vibrazioni, cosa che a lungo andare porterà a malanni e malattie, perché essendo la mente ed il corpo profondamente connessi tra loro, ogni disagio profondo, ogni pensiero negativo, se protratto nel tempo si ripercuoterà sul corpo. 

Queste non sono considerazioni teoriche ma sono ormai relazioni ben esplorate e conosciute nel mondo del benessere e in campo medico, dalle terapie che lavorano sulla mente ed i nostri pensieri fino al punto di avere oggi dei macchinari della medicina ufficiale di ultimissima generazione che possono guarire un organo malato 'accordando' le sue frequenze elettromagnetiche secondo la vibrazione di come sarebbe se fosse sano, riarmonizzandolo e riportandolo in salute. Così anche la mente può ricevere influssi benefici dall'utilizzo di determinate frequenze sonore: l'analisi delle onde elettromagnetiche di funzionamento del cervello nei vari stati di attività, ha permesso di determinare quali frequenze caratterizzano quei momenti: Onde Delta, da 0,5hz a 4hz per il sonno profondo; Onde Theta, da 4hz a 8hz per il sonno leggero e i sogni; Onde Alfa da 8hz a 14hz per rilassamento e consapevolezza; Onde Beta, da 14hz a 30hz per risveglio e concentrazione; oltre i 30hz per gli stati di meditazione profonda e grande concentrazione. Questi stati si possono evocare tramite l'utilizzo di determinati suoni, chiamati Binaural Beats. Molti studi scientifici internazionali convergono nel dire che tramite il loro utilizzo si può intervenire anche sugli stati d'animo, fino ad alleviare stati di ansia, pensieri negativi, depressione, ed altro, anche se molto c'è ancora da studiare in questo affascinante campo. 

Il secondo livello di connessione è quello che manifestiamo verso gli altri. Affetto, empatia, amore, sono energie potentissime che colorano la nostra vita, nel bene o nel male. E' sicuramente importante sviluppare tutto questo per vivere in armonia con chi ci circonda. La musica può essere molto di aiuto quando viene suonata o eseguita: sempre più diffusi sono a livello amatoriale ensemble musicali e ancora di più ensemble corali. Fare musica insieme favorisce l'armonizzazione del gruppo, la riscoperta di valori quali collaborazione, il lavorare insieme per uno stesso scopo, il poterci esprimere, ascoltare gli altri, sperimentare l'importanza di tacere nei momenti in cui la partitura prevede per noi una pausa lasciando lo spazio agli altri, l'importanza di tutte le differenti voci e colori dell'orchestra. Si consolidano valori quali autostima, accoglienza, collaborazione, antirazzismo. La voce umana poi è lo strumento per eccellenza, quello che mette di più a nudo le nostre emozioni quando interpretiamo un brano soprattutto se siamo solisti, e richiede per questo un grande lavoro interiore su noi stessi. L'ensemble vocale unisce tutte queste differenti voci in una unica meravigliosa armonia. Non è un caso che la musica sia utilizzata sempre più spesso come terapia (musicoterapia), per semplice benessere personale, per soggetti in difficoltà, per lo sviluppo armonioso dei bambini, o comunque per tutte quelle persone che sentono il bisogno ed il piacere di evolvere.

Il terzo livello di connessione è quello con l'esterno, con il mondo che ci circonda, con il cielo, con il mare, i boschi, le montagne.. L'essere umano ha bisogno di tutto questo, lo stress dilagante della vita di città lo dimostra ampiamente, la natura inevitabilmente ci riporta al centro con la sua antica saggezza. Percepire questo richiede una evoluzione da parte nostra, rallentare i ritmi, aprire lo sguardo, cercare un certo silenzio dentro di noi, sintonizzarsi ad ascoltare segnali e vibrazioni ancora più sottili.. La musica ed i suoni possono aiutare molto per avvicinarci a questo mondo fantastico, forse non è un caso che molti strumenti provengano da canne di bambù, alberi, zucche, ecc. Ci sono artigiani che cercano nei boschi quale legno risuona meglio, per costruire strumenti musicali migliori, e soprattutto che abbiamo un anima. Scegliere uno strumento è infatti molto simile all'innamoramento, è una cosa che si percepisce con il cuore anziché con la razionalità. Nella musica vera, soprattutto se fatta con strumenti veri, c'è un'anima grande. La natura stessa con i suoi suoni è già di per sé musica: le onde del mare, il cinguettare degli uccelli, ecc sono già da soli capaci di darci emozioni! La musica indiana, che conserva ancora la sua struttura musicale antica pura, priva di costrutti armonici nei quali da una matrice comune si è evoluta invece quella occidentale, sopravvive ancora fortemente questa connessione con il tutto: alcuni brani (Raga) sono dedicati e vanno eseguiti appositamente in alcuni determinati momenti della giornata e della vita, al sole, alla luna, al giorno, alla notte..meravigliosa connessione con il tutto..

L'ultimo livello é quello spirituale: la connessione della nostra anima con qualcosa di più alto, al di là delle religioni e delle credenze.. E' l'evoluzione più bella di noi stessi, che ci arricchisce a tutti i livelli. É come una luce che si accende. L'esperienza musicale se profonda può portare ad un innalzamento della nostra anima verso qualcosa di puro, luminoso, e alto, sia a chi ne fruisce sia a chi la fa. Il momento della composizione musicale è forse quello che più necessita di un grande viaggio interiore perché un certo tipo di scrittura si realizzi, possiamo chiamarla ispirazione, ma non è altro che il viaggio della nostra anima per raggiungere quel posto misteriosamente meraviglioso dove si trova la musica prima di essere scritta. Non è facile e non sempre riesce, richiede grande intensità. In ogni luogo cultura ed epoca la musica è stata usata in modo mistico, per indurre certi stati emozionali, anche ipnotici come in certi riti tribali, e predisporre l'animo alla preghiera o al divino. Come già detto la musica indiana tradizionale è forse la più vicina a tutto questo: basata sul concetto che ognuno debba trovare dentro di sé la sua nota caratteristica (cosa che vale anche per tutti gli strumenti), la musica è insegnata e tramandata come esperienza anziché come nozioni (non prevede neanche spartiti, tutto deve essere percepito ed interiorizzato per poter essere espresso), consente una apertura anche nell'accordatura che non e' standardizzata come in occidente, molti strumenti si suonano a terra a gambe incrociate nella posizione tipica della meditazione, e deve scaturire da qualcosa che e' dentro di noi per essere lanciata nell'infinito, insomma è come un grande punto d'incontro tra musica e meditazione, tra suono e spiritualità. Tutto è rivolto all'andare all'essenza delle cose.. Non è un caso che molti tra i più grandi artisti occidentali, come i Beatles nella musica, ma anche grandi coreografi come Pina Bausch o tanti altri in altri campi artistici, siano arrivati a cercare in India una evoluzione più alta dopo essere arrivati al limite che si poteva raggiungere con la nostra limitata e più materialistica visione occidentale. 

Un breve e affascinante viaggio quello che abbiamo intrapreso oggi nella musica di Fabrizio Pigliucci, che ha anche un sapore di speranza, di cui in questi tempi abbiamo estremamente bisogno. Un personaggio singolare, un professionista dalla natura spiccatamente empatica, in grado di catturare le storie e i sogni di altri artisti e trasformarli in paesaggi sonori più ampi che stanno trasformando il nostro mondo Un lavoro che si concretizza attraverso la produzione di album, concerti e film. Un dono raro vogliamo aggiungere. Una curiosità senza limiti, lo ha portato ad esplorare nel suo percorso trentennale, la musica a 360 gradi, dall'elettronica alla direzione d'orchestra, dalla musica antica a quella più moderna, passando attraverso le più diverse tecnologie ed esperienze in questo mondo affascinante che si chiama musica. 

Volevamo segnalare anche un suo interessante progetto: 'Musica dalle piante' che ha l'obiettivo di sensibilizzare le persone ad essere più responsabili nei confronti del nostro pianeta, iniziando proprio con il connetterci con ciò che ci circonda. L'essenza del suo lavoro, come ci spiega, è di tessere più bellezza nel nostro mondo. La musica come libertà, come preghiera, come un modo per aumentare la vibrazione dell'amore ed essere tutt'uno con la nostra esistenza divina. Il lato spirituale di questo eclettico musicista lo ha portato infine ad essere definito dalla stampa "Un amplificatore di emozioni", "Un uomo gentile e un genio creativo", le sue sonorità osannate come "The breathtaking music of Fabrizio Pigliucci". I suoi brani, nei più vari stili, sono andati in onda ed utilizzati ovunque nel mondo, dall'America al Giappone dal Nord Europa al Sud Africa. 

Segnaliamo inoltre che per il suo talento e la sua grande umanità ha ottenuto stima e apprezzamento da gente comune come da importantissimi artisti e studi di registrazione come gli studi Real World di Peter Gabriel a Londra, "Profondo apprezzamento e ammirazione" da Steve Porcaro (Michael Jackson, Toto, Yes), dal regista hollywoodiano Anthony Powell, dal Santo Padre Papa Francesco, è stato candidato al David di Donatello nel 2008, ed è stato invitato a far parte della comunità mondiale di artisti "Talent For Humanity". La sua musica sempre più ricca di profondità e spiritualità, ha avuto inoltre grandi apprezzamenti su pubblicazioni e trasmissioni internazionali dedicate come "Voice Your Essence" (Berlin), "New Consciousness Review" (USA), "The Essence Show" (Brooklyn), "The riveting riffs" (Canada) e da molti altri importanti artisti in tutto il mondo."

Una curiosità. Fabrizio Pigliucci è anche un valente compositore di musica corale. Due suoi lavori sono stati recentemente interpretati in un concerto dal Coro Polifonico Franchino Gaffurio diretto da Lucia Converio riscuotendo grande successo nel mondo della musica colta e che di fatto espande senza limiti il suo talento musicale.

www.fabriziopigliucci.com

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