venerdì 17 aprile 2020

Etologia cognitiva, i cani ci riconoscono anche in fotografia

Uno studio dell’Università di Padova ha dimostrato che i cani sono in grado di riconoscere il volto del padrone in fotografia. Lo studio pubblicato sulla rivista Animal Cognition.





Una ricerca dell’Università di Padova aggiunge nuovi tasselli allo straordinario rapporto tra uomo e cane. Lo studio, presentato in occasione del Convegno internazionale di Canine Science, organizzato dal dipartimento di Biomedicina comparata e alimentazione e pubblicato sulla prestigiosa rivista Animal Cognition, è stato condotto dal laboratorio universitario di etologia canina Dog Up di Legnaro, diretto dal ricercatore Paolo Mongillo, in collaborazione con la professoressa Lieta Marinelli, specializzato in test comportamentali sui cani mirati a scoprire le loro abilità cognitive come la memoria, la percezione e l’apprendimento. I risultati della ricerca, resi possibili attraverso un approccio innovativo che investe il campo dell'etologia cognitiva, hanno mostrato che il cane riesce a riconoscere il padrone tramite lo sguardo.

Molti studi hanno indagato il modo in cui il cane si affeziona al padrone e soprattutto come si stabilisce la relazione, ovvero lo scambio. Alcuni studi hanno dimostrato che i cani sanno riconoscere le emozioni dell’uomo e che cercano di capire le parole che pronunciamo. Tuttavia, la mente animale animale resta ancora un mistero, soprattutto nei suoi meccanismi del pensiero, legati all'istinto prevalente nella specie. Tra gli elementi che hanno sempre affascinato gli studiosi vi è il fatto che nei test condotti su un campione di cani, quest’ultimi per riconoscere il proprio padrone, cercavano gli occhi. In tal senso la ricerca è stata incentrata sulla percezione visiva, per cui è stato dimostrato che inizialmente il cane, come l’uomo, riconosce prima l’insieme e poi i dettagli.

Nello studio i cani venivano temporaneamente separati dal loro proprietario. Per ritrovarlo, gli veniva mostrata una fotografia del volto dello stesso e una fotografia del volto di una persona estranea, in due punti diversi di una stanza. La maggior parte dei cani si è avvicinata alla fotografia del loro padrone, invece che all’altra, dimostrando così di avere riconosciuto la persona.

«Molti pensano che i cani usino prevalentemente l’olfatto per riconoscere persone o altri animali. Eppure, le informazioni visive sono altrettanto, se non più importanti dell’olfatto – spiega il Paolo Mongillo, professore di Fiosiologia ed etologia veterinaria all’Università di Padova, tra gli autori dello studio -. Per gli amanti dei cani sembrerà un risultato scontato, ma si tratta delle prime conferme che i cani usino informazioni relative al nostro volto per riconoscerci. Per gli umani il volto contiene informazioni speciali, elaborate da meccanismi specifici e dedicati del nostro sistema nervoso. Questi studi pongono le basi per capire se anche i cani utilizzino gli stessi meccanismi di elaborazione visiva.»

Paolo Mongillo e Lieta Marinelli coordinano il laboratorio DogUP dell’Università degli Studi di Padova, un centro di studio del comportamento, della percezione e delle capacità cognitive dei cani affermato a livello internazionale.

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