venerdì 10 aprile 2020

Coronavirus, Una potenziale arma contro il Covid-19 da un brevetto 'made in italy'

In una corsa contro il tempo senza precedenti, scienziati di tutto il mondo stanno investigando possibili terapie contro il nuovo coronavirus. Dai laboratori del Cnr di Milano avviato lo studio sull'ivermectina, dalle spiccate proprietà antivirali nella cura di alcune gravi malattie tropicali, come potenziale arma contro il Covid-19.






In questo contesto, l’Istituto di Biofisica (Ibf – sezione di Milano) del Cnr si sta impegnando nella ricerca di un farmaco che possa eliminare il Coronavirus, nonostante l’assenza di fondi dedicati. Infatti, è stata immediatamente attivata una collaborazione con il Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologia (Icgeb di Trieste) che testa direttamente sul Covid-19 le molecole caratterizzate dai ricercatori Ibf nei laboratori del Cnr di Milano.

Già dal 2005 Eloise Mastrangelo e Mario Milani, che guidano il gruppo di biologia strutturale presso il Cnr-Ibf di Milano, si sono dedicati alla caratterizzazione e inibizione del meccanismo replicativo dei virus a Rna attraverso studi strutturali e funzionali delle proteine coinvolte nella replicazione virale. Tali ricerche sono state arricchite da collaborazioni con rinomati laboratori virologici europei. La loro più che decennale attività ha prodotto diverse decine di pubblicazioni su riviste scientifiche rilevanti nel campo virologico, nonché premi e convocazioni a congressi nazionali e internazionali.

Fra i risultati del gruppo di ricerca, degna di nota è la scoperta della nuova attività antivirale dell’ivermectina, antiparassitario già utilizzato nella cura di alcune gravi malattie tropicali. L’invenzione dei biologi strutturali milanesi dell’Ibf è avvenuta nel 2009 grazie ad un lungo e approfondito studio computazionale e sperimentale su alcune proteine virali, ed è stata dunque brevettata. Tuttavia, malgrado l’interesse internazionale per la scoperta, al gruppo di ricerca italiano sono mancati ulteriori finanziamenti per portare avanti il brevetto e approfondire lo studio dell’ivermectina e di nuovi antivirali.

Fortunatamente, la comunità scientifica internazionale si è interessata alle proprietà antivirali dell’ivermectina, caratterizzandone l’attività inibitoria sulla replicazione di altri virus, come il recente virus Zika, l’influenza e l’HIV. Pochi giorni fa un gruppo di ricercatori australiani ha pubblicato, sulla rivista Antiviral Research, la capacità dell’ivermectina di eliminare il Covid-19 entro 48 ore dall’infezione su cellule umane. Il farmaco, riscoperto nel 2009, potrebbe dunque rappresentare una nuova arma contro il Coronavirus.

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