giovedì 30 aprile 2020

La casa di Harry Potter: Il sito gratuito per aspiranti maghi

Harry Potter arriva online per allietare la nostra quarantena con “Harry Potter at home”, una ricchissima raccolta di giochi, quiz, illustrazioni, video di magia, audiolibri e percorsi interattivi per i fan del maghetto più famoso del mondo.






“Harry Potter at home” è l’iniziativa fortemente voluta dalla scrittrice J.K. Rowling, in collaborazione con Wizarding World, Audible, Bloomsbury, OverDrive e la casa editrice Pottermore Publishing and Scholastic, per aiutare bambini, genitori, insegnanti e tutti gli amanti della magia, a trascorrere una quarantena ricca di fantasia.

La casa di Harry Potter è un sito web gratuito, continuamente aggiornato, che si presenta come un vero e proprio rifugio virtuale per tutti gli amanti della saga di Harry Potter. Offre tantissime risorse e spunti didattici che spaziano da video interattivi per maghi in erba ad esperimenti di magia e stregoneria; da attività con enigmi da risolvere a quiz e letture per scoprire l’universo di Harry, direttamente da casa.

Entrando nella scuola di Magia e Stregoneria più famosa al mondo, è infatti possibile navigare tra le mura del castello di Hogwarts, interagire con i quadri animati o fare due chiacchiere con i cappelli parlanti, imparare a disegnare con i video di Artigianato Magico, realizzare una scritta incantata o imparare trucchi di magia e stregoneria.

Il sito è disponibile solo in inglese, ma comprende iniziative anche in italiano. Nella sezione dedicata agli audiobook, ad esempio, è possibile ascoltare e scaricare l’audiolibro Harry Potter e La pietra filosofale, il primo romanzo della Rowling, ambientato ad Hogwarts.

Entra anche tu nel magico mondo di “Harry Potter at home

mercoledì 29 aprile 2020

Il Teatro alla Scala protagonista su Rai 5 con la Madama Butterfly di Puccini

Il Teatro alla Scala protagonista stasera su Rai 5 con la Madama Butterfly di Giacomo Puccini. L'opera ha inaugurato la stagione 2016/2017 e il direttore Riccardo Chailly ne ripropone l’originaria e ardita versione in due atti.






Rai Cultura manda in onda stasera alle alle 21.15 la Madame Butterfly di Giacomo Puccini, originaria e ardita versione che inaugurò la stagione del Teatro alla Scala di Milano il 7 dicembre 2016. Con la direzione del Maestro Riccardo Chailly e la regia di Alvis Hermanis, il capolavoro è proposto nella prima versione che Puccini scrisse nel 1904 proprio per la Scala, grazie al lavoro che il Direttore Musicale del teatro ha compiuto con Gabriele Dotto e i musicologi di Ricordi, impegnati in un'attenta ricostruzione che tiene conto di diversi fattori storici e ambientali.

L'opera è in linea con la tendenza alla concentrazione drammatica allora prevalente nel teatro europeo, che proprio alla Scala fu contestata nel 1904 e che indusse l’editore a suggerire una versione più prudentemente tradizionale. Protagonisti Maria Josè Siri nel ruolo del titolo, Bryan Hymel in quello di Pinkerton, Carlos Alvarez come Sharpless e Annalisa Stroppa nei panni di Suzuki.

“Ora mi sono convinto che l’opera deve essere in due atti [...] Il dramma deve correre alla fine senza interruzioni, serrato, efficace, terribile. [...] Sono certo di inchiodare il mio pubblico e di mandarlo via non scontento. E avremo allo stesso tempo un taglio nuovo di opera, bastante per tenere una serata”.

Con queste parole Giacomo Puccini perorava di fronte a un recalcitrante Giulio Ricordi il taglio innovatore della nascente Madama Butterfly, la “tragedia giapponese” che stava componendo a partire dall’omonima pièce di David Belasco che aveva visto a Londra nel 1900 e che era a sua volta tratta da un racconto dell'americano John Luther Long.

La divisione in soli due atti rispondeva a un’esigenza di concentrazione drammatica che era evidentemente nello Zeitgeist del teatro musicale europeo: basti pensare agli atti unici di Strauss (Salome è del 1906, Elektra del 1909) che condividono con Butterfly la scabrosità dell’argomento e la drammatica morte in scena della protagonista. Puccini l’ebbe vinta e l’opera andò in scena in due atti al Teatro alla Scala il 17 febbraio 1904 con la direzione di Cleofonte Campanini e Rosina Storchio come Cio-Cio San.

lunedì 27 aprile 2020

Coronavirus, donne meno colpite degli uomini: differenze di genere, ormonali e genetiche, diminuiscono il rischio di infezione e mortalità

Dai dati epidemiologici disponibili fino ad oggi sembra che esista una differenza di genere tra uomini e donne a proposito del rischio di infezione e di mortalità da Covid-19 a vantaggio delle donne. In Cina il tasso di letalità dei casi confermati è pari al 4,7% negli uomini a fronte del 2,8% riscontrato nelle donne. I dati dell'ultimo rapporto ARS. Al San Raffaele di Milano nasce il progetto Proteggimi.






I dati italiani confermano questo andamento: l’ultima analisi dell’ISS su un campione di 18.641 pazienti deceduti e positivi all’infezione in Italia, ha evidenziato che le donne sono 6339 (il 34,0% del totale) e che le donne decedute dopo aver contratto infezione da SARS-CoV-2 hanno un’età più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 83 - uomini 79).

Secondo quanto riportato nell’ultimo rapporto ARS, i maschi necessitano più frequentemente delle donne del ricovero ospedaliero (tasso di ospedalizzazione: 54,3 per 100.000 residenti vs 33,7) e della terapia intensiva (tasso di ricovero in terapia intensiva: 6,3 per 100.000 vs 1,6). Si rileva una maggior letalità per il genere maschile: a fronte di un dato complessivo del 5,7%, la letalità dei maschi è il 7,6% mentre quella delle femmine il 3,8%.

Questo potrebbe dipendere da vari fattori: gli uomini hanno la tendenza a fumare maggiormente rispetto alle donne e, come sappiamo, il fumo rappresenta un fattore di rischio per contrarre la malattia e per sviluppare un quadro clinico più grave. Le donne sono più attente all’igiene personale e al lavaggio delle mani, uomini e donne inoltre differiscono anche nella risposta immunitaria, le donne infatti sviluppano maggiori risposte immunitarie verso patogeni, compresi i virus, motivo per cui sono meno suscettibili a contrarre infezioni da microrganismi.

Nuove evidenze scientifiche mostrano che, tra uomo e donna, vi sono delle differenze nei meccanismi alla base dell’infezione. Differenze che possono essere sia di tipo ormonale che genetico. Per quanto riguarda le differenze ormonali, sono proprio gli ormoni sessuali che agiscono come importanti modulatori delle risposte immunitarie. È ormai noto che il nuovo coronavirus Sars-Cov-2 entri nelle cellule umane bersaglio tramite un enzima detto di conversione dell’angiotensina II (ACE2), il quale si trova localizzato sull’endotelio dei capillari polmonari, da dove protegge il polmone dai danni causati dalle infezioni, infiammazioni e stress. Quando il virus si lega ad ACE2 ed entra nella cellula, fa diminuire la sua espressione e lo sottrae così allo svolgimento della sua funzione protettiva. Nelle donne in età fertile gli estrogeni sono in grado di aumentare la presenza del recettore ACE2 facendo sì che questo enzima, anche dopo l'infezione, riesca a svolgere la sua funzione di protezione, in particolare nei confronti dei polmoni. Viceversa gli ormoni androgeni sembra che svolgano un ruolo opposto nell’influenzare l’espressione di enzimi cellulari coinvolti nelle fasi che seguono l’attacco del virus al recettore, favorendo le fasi successive dell’infezione delle cellule polmonari.

Infine non va dimenticata la differenza legata ai cromosomi sessuali. Come sappiamo, nelle cellule femminili ci sono due cromosomi X mentre nelle cellule maschili sono presenti un cromosoma X e un cromosoma Y. Nelle cellule femminili quindi, per impedire la ridondante espressione dei prodotti dei geni presenti in doppia copia sui cromosomi X, si verifica una fisiologica inattivazione casuale di uno dei due cromosomi. Tuttavia restano porzioni cromosomiche che sfuggono l’inattivazione e i geni presenti in queste zone possono essere sovraespressi nelle donne. ACE2 è codificato proprio in queste regioni del cromosoma X che sfuggono all’inattivazione di uno dei due cromosomi X, sostenendo così l’ipotesi di una maggiore espressione di questa proteina nei polmoni delle donne.

Questi risultati sottolineano la necessità di approfondire ed effettuare studi specifici, anche retrospettivi, per valutare il ruolo degli ormoni sessuali nelle differenze di genere riscontrate durante questa pandemia.

E proprio in questi giorni nasce il progetto Proteggimi, a cura del San Raffaele, su quella che si è venuta a definire come fragilità maschile al coronavirus. Coordinato da Andrea Salonia, urologo e andrologo dell'ospedale milanese, lo studio indagherà il ruolo degli ormoni sessuali maschili, cercando di spiegare la disparità d'impatto del Covid19 sugli uomini rispetto alle donne e di costruire un registro europeo di dati epidemiologici disaggregati per sesso. Oltre all'equipe del San Raffaele, saranno coinvolti diversi gruppi di ricerca italiani ed europei.

Coronavirus, un numero verde per il supporto psicologico dei cittadini

Tim mette a disposizione del Ministero della Salute e della Protezione Civile un numero verde per il supporto psicologico dei cittadini per l'emergenza coronavirus. Attivo da oggi il numero verde 800.833.833.






"Non c'è salute senza salute mentale" afferma l'Organizzazione mondiale della sanità. La salute mentale è infatti parte integrante della salute e del benessere. L'emergenza coronavirus sta mettendo a dura prova la tenuta psicologica delle persone alle prese con una situazione inedita. Non tutti sono in grado, per varie ragioni, di gestire lo stress psicologico, la paura e l’angoscia legate a questa situazione di emergenza sanitaria. In tal senso il gestore telefonico Tim mette a disposizione del Ministero della Salute e della Protezione Civile un numero verde dedicato per il supporto psicologico dei cittadini per l'emergenza coronavirus.

Tutti i giorni, dalle ore 8 alle 24, professionisti specializzati, risponderanno al telefono alle richieste di aiuto. L'iniziativa nasce dal bisogno di affiancare, in questa fase di isolamento sociale, tutti i servizi di assistenza psicologica garantiti dal Sistema Sanitario Nazionale.

Il servizio, sicuro e gratuito, è organizzato su due livelli di intervento. Il primo livello è di ascolto telefonico e si propone di rispondere al disagio derivante dal Covid-19. Per rispondere all'esigenza di fornire un ascolto più approfondito e prolungato nel tempo, le chiamate saranno indirizzate verso il secondo livello di cui fanno parte, oltre ai servizi sanitari e sociosanitari del SSN, molte società scientifiche in ambito psicologico.

Da oggi sarà attivo pertanto il numero verde 800.833.833. Un numero scelto rendendo omaggio alla Legge 23 dicembre 1978, numero 833, che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale. Il numero sarà raggiungibile anche dall'estero al 02.20228733 e saranno previste modalità di accesso anche per i non udenti.

Coronavirus, bilancio reale delle vittime superiore del 60%

Il bilancio 'reale' delle vittime del nuovo coronavirus potrebbe essere di quasi il 60% superiore a quello riportato nei conteggi ufficiali. Lo studio del Financial Times.





Dall'esplosione iniziale il nuovo coronavirus ha continuato a crescere diffondendosi a livello globale. Ad oggi sono oltre 2,92 milioni i casi confermati in tutto il mondo con oltre 191.885 persone morte a causa della malattia. L'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l'epidemia da Covid-19 una pandemia, in quanto si è diffusa in oltre 190 paesi in tutto il mondo. L'Italia è stato il paese più colpito subito dopo la Cina. Oggi, dopo settimane di rigoroso blocco, il nostro paese è sul punto di svoltare l'angolo con un tasso di morti che sta iniziando a diminuire.

Da uno studio del Financial Times sui decessi in 14 paesi a partire dallo scoppio della pandemia, emerge che il bilancio 'reale' delle vittime del nuovo coronavirus potrebbe essere di quasi il 60% superiore a quello riportato nei conteggi ufficiali (con decessi che hanno appena superato quota 200 mila). Nelle statistiche sulla mortalità si rilevano 122.000 morti 'in eccesso' rispetto ai livelli normali registrati in questi paesi, un valore non compensato dai 77 mila decessi per Covid-19 attribuiti dalle autorità in questi stessi paesi.

Un calcolo per difetto che - se riportato alla contabilità ufficiale a livello globale - porterebbe il bilancio delle vittime globale della pandemia di coronavirus dall'attuale totale ufficiale di 201 mila morti a un massimo di 318 mila decessi.

Questa analisi mostra come in Lombardia, il 'cuore' del focolaio in Europa più devastante, i dati complessivi mostrerebbero un 'eccesso' di oltre 13.000 morti per i quasi 1.700 comuni per i quali sono disponibili i dati, pari a un aumento del 155% rispetto alla media storica con un dato di gran lunga superiore ai 4.348 decessi Covid nella regione.

In dettaglio la città di Bergamo ha registrato il peggior aumento a livello internazionale di decessi, con un aumento del 464% delle morti rispetto alla media, seguita da New York City con un aumento del 200% e Madrid, Spagna, con un aumento del 161%.

sabato 25 aprile 2020

World Press Photo 2020: le foto finaliste del prestigioso concorso internazionale di fotogiornalismo

L’apertura della mostra del World Press Photo 2020, programmata per il 25 aprile al Palazzo delle Esposizioni, è stata rinviata al periodo estivo compatibilmente con la situazione sanitaria e la normativa correlata all’epidemia da Covid-19.






L’esposizione, ideata da World Press Photo Foundation di Amsterdam, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale, e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con 10b Photography, ospiterà le foto finaliste del prestigioso concorso internazionale di fotogiornalismo, che dal 1955 premia ogni anno i migliori fotografi professionisti.

I nomi dei vincitori della 63ma edizione sono stati resi noti lo scorso 16 aprile attraverso i socialnetwork; a causa della attuale emergenza non ha avuto luogo la consueta cerimonia di premiazione che si tiene ogni anno ad Amsterdam e che inaugura il World Press Photo Festival.

Yasuyoshi Chiba è risultato il vincitore della foto dell’anno dell’edizione 2020 con lo scatto Straight Voice, che ritrae un giovane che, illuminato dai telefoni cellulari dei suoi compagni, recita poesie nel corso di una manifestazione di protesta che reclama un governo democratico per il Sudan, durante un blackout a Khartum, il 19 giugno 2019.

Ad aggiudicarsi invece il premio “World Press Photo Story of the Year” è stato Romain Laurendeau con Kho, The Genesis of Revolt, che racconta la storia del profondo disagio della gioventù, che ha ispirato il resto della popolazione a unirsi alla loro azione, dando vita al più grande movimento di protesta in Algeria degli ultimi decenni.

La giuria internazionale ha esaminato i lavori di 4.282 fotografi, provenienti da 125 paesi per un totale di 73.996 immagini. Sono arrivati in finale 44 fotografi, provenienti da 24 paesi. Tra i finalisti ci sono anche sei italiani: Fabio Bucciarelli, Luca Locatelli, Alessio Mamo (classificatosi secondo nella categoria “General News, foto singola”), Nicolò Filippo Rosso, Lorenzo Tugnoli e Daniele Volpe.

La mostra World Press Photo 2020 si conferma come l’appuntamento che dimostra e restituisce al mondo intero la enorme capacità documentale e narrativa delle immagini, rivelandone il fondamentale ruolo di testimonianza storica del nostro tempo.

La World Press Photo Foundation è un’istituzione internazionale indipendente per il fotogiornalismo senza fini di lucro. World Press Photo gode del sostegno della Lotteria olandese.

10b Photography, partner della fondazione World Press Photo, è un centro polifunzionale interamente dedicato alla cultura fotografica. Si propone di mettere a disposizione del territorio l’esperienza e le relazioni costruite nel tempo, con l’obiettivo di portare a Roma e in altre città italiane il meglio della produzione fotografica internazionale, tra cui il più grande e prestigioso concorso di fotogiornalismo mondiale.

L’Azienda Speciale Palaexpo è un ente strumentale della città di Roma. Si propone oggi come uno dei più importanti organizzatori di arte e cultura in Italia e gestisce, per conto di Roma Capitale, il Palazzo delle Esposizioni, il Macro e il Mattatoio

venerdì 24 aprile 2020

Roma Capitale, al via le celebrazioni per il 75° anniversario della Liberazione d’Italia. Ecco tutto gli appuntamenti

Campidoglio: al via le celebrazioni di Roma Capitale per il 75° anniversario della Liberazione d’Italia. Sui canali social si potrà seguire il palinsesto della giornata con #Romaperil25aprile #laculturaincasa #iorestoacasa.





Roma Capitale celebra il 75° anniversario della Liberazione d’Italia. Già oggi, 24 aprile, la Sindaca di Roma Virginia Raggi parteciperà, con la Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, a un momento di raccoglimento a Piramide: l’appuntamento è stato anticipato per rispettare l’osservanza della festa ebraica dello Shabbat. Sabato 25 aprile la Sindaca interverrà a una cerimonia a Porta San Paolo con il Presidente dell'ANPI di Roma Fabrizio De Sanctis. Tutti gli eventi saranno organizzati nel rispetto delle disposizioni emanate dal Governo per lo svolgimento delle celebrazioni.

La ricorrenza viene festeggiata con una programmazione giornaliera speciale de #laculturaincasa. Saranno molti gli appuntamenti digital promossi da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale insieme alle istituzioni culturali cittadine che, sin dal mattino, potranno essere seguiti su @culturaaroma (Facebook, Instagram, Twitter), seguendo gli hashtag #Romaperil25aprile, #laculturaincasa #iorestoacasa.

L’Istituzione Biblioteche di Roma celebrerà la ricorrenza con un pellegrinaggio laico e digitale con testimonianze originali, voci, documenti d'archivio sui fatti di quei giorni. La pagina Facebook della Casa delle Memoria e della Storia, in particolare, proporrà contenuti culturali e materiali d’archivio di grande valore storico-documentario, tra cui il ciclo Io C'ero: sei interviste raccolte e conservate da Mediateca Roma a Micol Fontana, Mario Monicelli, Marisa Cinciari Rodano, Mario Verdone, Rosario Bentivegna e Giuliano Vassalli. A queste voci si aggiungeranno testimonianze dei rappresentanti delle associazioni che operano nella Casa della Memoria e della Storia: ANED, ANEI, ANPC, ANPI, ANPPIA, FIAP, IRSIFAR e Circolo Gianni Bosio; oltre a quelle di importanti personalità storiche, di testimoni diretti e indiretti di quei giorni, di uomini e donne che all'impegno a favore delle libertà democratiche hanno dedicato l'intera esistenza. Nella notte tra il 24 e il 25 aprile luci tricolori illumineranno la Casa della Memoria e della Storia, “accendendo” la Festa e i riflettori sul luogo simbolo della Memoria in città. La luce proiettata, simbolo di fermento e unità, sarà accompagnata dai bellissimi versi di Calvino scritti per il canto Oltre il ponte, qui nella versione di Sara Modigliani. Un inno al coraggio e alla resistenza.

Così come simbolico è l’inno per eccellenza della Resistenza, Bella ciao, che risuonerà lungo l’intera giornata sui canali social della Fondazione Musica per Roma. Il 25 aprile sarà così possibile prendere parte a una vera e proprio maratona di video Mimmo Locasciulli, Peppe Voltarelli, Canio Loguercio, Mauro Ottolini, Uri Caine, Petra Magoni, Paolo Fresu, Gabriele Coen, Javier Girotto, Martux and special guest Danilo Rea, Cristina Zavalloni, Paolo Damiani, Daniele Roccato, Ernesto Bassignano, Stefano Saletti, Lucilla Galeazzi e Kay McCarthy.

Da non perdere l’esecuzione corale di Bella ciao cantata da Petra Magoni accompagnata da un esemble composto dai migliori musicisti della scena jazz italiana: Francesco Bearzatti al sassofono tenore, Fabrizio Bosso alla tromba, Roberto Cecchetto alla chitarra, Mirko Cisilino alla tromba, Zeno De Rossi alla batteria, Giovanni Falzone alla tromba, Danilo Gallo al basso elettrico, Giovanni Guidi al pianoforte, Mauro Ottolini al trombone, Joe Rehmer al contrabbasso. L’ideazione di questo progetto d’ensemble è di Francesco Bearzatti, Giovanni Guidi e Roberto Cecchetto, al quale si deve anche la realizzazione e il montaggio del video. Per #IoRestoaCasa del Jazz protagonisti la voce suadente di Maria Pia De Vito e il pianoforte di Greg Burk, il musicista originario del Michigan ormai italiano d’adozione.

La mattina del 25 si entrerà nel vivo della programmazione con il direttore della Casa del Cinema Giorgio Gosetti che, nella sua rubrica La cineteca del direttore, inaugurerà le celebrazioni proponendoci una serie di riflessioni sul cinema e la Liberazione nello speciale Verso il 25 aprile, la festa che non c’è. Si attraverseranno film e registi che hanno fatto la storia del nostro cinema e non solo: da C’eravamo tanto amati, di Ettore Scola a Paisà di Roberto Rossellini, da Mussolini ultimo atto, di Carlo Lizzani a Una vita difficile, di Dino Risi. Un viaggio cinematografico che proseguirà durante l’intera giornata con l’intervista, sempre pubblicata da Casa del Cinema (ore 12.30), dal titolo 25 aprile 1945, il grande rimosso del cinema italiano, realizzata al giornalista e critico Alberto Crespi e andata in onda su Rai News Cultura, e con la programmazione di Fondazione Cinema per Roma, che sui canali social @romacinemafest e @romacityfest, festeggerà la Liberazione con immagini de La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani e Paisà di Roberto Rossellini.

Alle 11.00 sarà il volto e la voce di Ascanio Celestini a tenere banco nella video-intervista d’archivio di Romaeuropa, riproposta in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. Il video, intervallato da frammenti di spettacolo e commenti dell’attore, è stato realizzato in occasione della presentazione di Pueblo (REf17), secondo spettacolo di una trilogia inaugurata a Romaeuropa Festival nel 2015 e incentrato sulla storia di Valentina, giovane cassiera che sogna di essere regina di un reame popolato dalle storie feroci e poetiche di altrettanti personaggi disillusi e traditi dalla vita. Ascanio Celestini che ritroveremo anche in serata con un altro appuntamento da non perdere sui canali social del Teatro di Roma. Alle ore 21.00 #TdrOnline ribadirà, anche a distanza, l’importanza del ruolo del palcoscenico come luogo di incontro e libertà grazie all’incontro tra Celestini e Giorgio Barberio Corsetti che dialogheranno sulla realtà e sulla memoria, intrecciando voci ed esperienze individuali.

Sempre alle 11.00, tornerà anche la grande musica con le note musicali dei Canti di Prigionia di Dallapiccola eseguiti da Orchestra e Coro di Santa Cecilia diretti da Markevitch nel 1954. I canali web dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia proporranno questa storica registrazione per sottolineare il valore simbolico di uno dei più alti esempi di musica di protesta che sia mai stata composta. I Canti, infatti, furono scritti dal compositore tra il 1938 e il 1941 come momento di liberazione personale e atto di indignazione nei confronti della decisione di Mussolini di promuovere la campagna antisemita. Alle 12.00, invece, la staffetta musicale porterà gli utenti direttamente sui canali social e sul canale You Tube del Teatro dell’Opera di Roma, dove verrà lanciato un video realizzato appositamente per questa occasione dai ragazzi della Cantoria del Teatro dell'Opera, la nuova compagine giovanile diretta dal maestro Roberto Gabbiani e istituita per offrire un percorso di alto perfezionamento artistico e musicale a cantori di età compresa tra i 16 ed i 25 anni. Con i colori del tricolore i giovani artisti eseguiranno, ognuno dalla propria casa, Il canto degli Italiani. Sempre alle 12.00 sarà #TdrOnline, sui canali social del Teatro di Roma a dare il via alle proprie celebrazioni con la poesia partecipata e condivisa dell’Atelier, condotto da Azzurra D’Agostino, restituzione finale del laboratorio di lettura e scrittura poetica intorno ai temi dell’abitare e della relazione del paesaggio in cui si vive.

Anche la Sovrintendenza Capitolina ai beni culturali, parteciperà alle celebrazioni del 25 aprile dividendosi tra un messaggio di “ricordo” affidato ad un post storico archeologico interamente dedicato a Porta San Paolo, monumento che fu teatro di una importante battaglia durante la Resistenza, e la pubblicazione di un video registrato durante una conversazione con Dacia Maraini intitolata Intervista sulla pace, andata in scena l’11 novembre 2017 al Museo dell’Ara Pacis, nell’ambito dell’iniziativa Incontri con gli scrittori. L’incontro, curato da Lorenzo Pavolini, si inseriva all’interno di MIX – Incontriamoci al museo, progetto promosso da Roma Capitale e finanziato dalla Regione Lazio.

Un messaggio forte arriverà anche dal Palazzo delle Esposizioni, che celebra la Festa della Liberazione con la foto vincitrice del World Press Photo 2020, il prestigioso concorso internazionale di fotogiornalismo che premia ogni anno i migliori professionisti del settore. Lo scatto vincitore della foto dell’anno dell’edizione 2020 è quello di Yasuyoshi Chiba  con lo scatto Straight Voice, che ritrae un giovane che, illuminato dai telefoni cellulari dei suoi compagni, recita poesie nel corso di una manifestazione di protesta che reclama un governo democratico per il Sudan, durante un blackout a Khartum, il 19 giugno 2019.

Anche per il 25 aprile torna MPI - THE ESSENTIAL QUARANTINE PLAYLIST con una nuova speciale playlist della sua serie sul canale Spotify MACRO MUSEUM. Per l'occasione proporrà un percorso sonoro e un momento di ascolto creando inedite associazioni ed evocazioni attorno al tema della Liberazione e della Resistenza, interpretati da autori e artisti diversi. Così come è confermato l’appuntamento con Radio India e le sue rubriche, in streaming dalle 17 alle 20 su www.spreaker.com e in podcast anche su spotify e sui canali social del TdR. In questa occasione si parlerà di idee di militanza, partecipazione, resistenza con 4’33’’ di Muta Imago, Tutt*nell*stess*cas* di Matteo Angius e Riccardo Festa e la striscia giornaliera SUPERORGANISMO di Industria Indipendente.

Alle 18.00 tornerà protagonista la musica, sui canali digital di Santa Cecilia, con la riproposizione di una doppia sinfonia – di Mozart e di Mahler – diretta dal maestro Manfred Honeck e il Webinar con Antonio Pappano, un appuntamento virtuale e musicale con il Maestro in cui la Vicepresidente dell’Università Luiss Guido Carli Paola Severino e il Presidente dell’Accademia di Santa Cecilia Michele dall’Ongaro dialogheranno con Antonio Pappano sul ruolo che la musica può assumere come fonte di forza e energia creativa in momenti drammatici e inediti come quello che stiamo vivendo (sui social delle due istituzioni).

Su @culturaaroma (Facebook, Instagram, Twitter) tutti gli aggiornamenti con gli hashtag #Romaperil25aprile #laculturaincasa #iorestoacasa.

martedì 21 aprile 2020

Ambiente e ricerca, Idrobiologia: sperimentata una tecnologia a basso costo che filma il movimento delle alghe. Più informazioni sulla salute dei laghi

Uno studio della Fondazione Edmund Mach ha sperimentato un sistema altamente tecnologico a basso costo che consente di filmare il movimento delle alghe di acqua dolce. Lo strumento consentirà ai ricercatori di ottenere informazioni più tempestive e precise sulla salute degli ambienti acquatici, in particolare sugli stati di stress degli organismi presenti. La ricerca pubblicata sulla rivista Hydrobiologia.





Uno zoom sulla natura che si muove dentro i laghi. Teatro di questa sperimentazione, approdata sulla prestigiosa rivista scientifica Hydrobiologia, è il lago di Tovel, un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per studiare i fenomeni legati ai cambiamenti climatici che grazie alla FEM rientra tra i siti di ricerca della rete europea e nazionale delle ricerche ecologiche a lungo termine.

Al momento, per effetto delle disposizioni legate all’emergenza Covid, i campionamenti mensili al lago sono sospesi, ma i ricercatori sperano di poterli riprendere al più presto. Ogni mese, infatti, si raccolgono nel centro del lago i parametri più importanti come la temperatura e l’ossigeno e si prelevano campioni d'acqua per fare analisi chimiche e biologiche.

Il set-up strumentale che utilizza un microscopio, una macchina fotografica e software open-source è stato messo a punto da Giovanna Flaim e Ulrike Obertegger del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach, in collaborazione con Pierluigi Colangeli della Hyblea Training Sicilia. I ricercatori, che hanno recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Hydrobiologia l’articolo “Tracking of algal cells: case study of swimming speed of cold-adapted dinoflagellates”, hanno prelevato dal lago, nei mesi scorsi, gli organismi da filmare e spiegano che il movimento delle alghe non è visibile all’occhio nudo, ma può essere osservato attraverso un filmato fatto al microscopio. Quando gli organismi sono sotto stress cambiano il loro comportamento e anche il loro modo di muoversi e nuotare. La tecnica applicata potrebbe fornire un segnale d’allarme precoce per i cambiamenti climatici in atto.

Il sistema sviluppato fornisce linee guida ed istruzioni dettagliate su come filmare e analizzare i dati sotto l’aspetto dell’ecologia di movimento. “Nello studio condotto –spiegano i ricercatori- le alghe filmate provenienti dal lago di Tovel sono stenoterme fredde, vivono cioè a temperature inferiori ai 10 °C. L’ambiente freddo pone diverse sfide agli organismi sul fronte del mantenimento delle funzioni cellulari. Comunque le alghe osservate (Borghiella dodgei e Apocalathium aciculiferum), essendo adatte al freddo, nuotano con una velocità simile ad altri dinoflagellati adatti al caldo”. Questo studio pone la base per future ricerche sull’impatto ambientale (per esempio aumento di temperatura, esposizione a raggi UV) per il movimento d’organismi stenotermi freddi.


Hydrobiologia
Tracking of algal cells: case study of swimming speed of cold-adapted dinoflagellates
Tracciamento di cellule algali: caso di studio della velocità di nuoto dei dinoflagellati adattati al freddo
Ulrike Obertegger, Giovanna Flaim, Pierluigi Colangeli
http://hdl.handle.net/10449/60082 

lunedì 20 aprile 2020

#laculturaincasa, Natale di Roma: tutti gli appuntamenti in programma per il 2.773° compleanno della Città Eterna

Domani, 21 aprile, Roma festeggia 2.773 anni di storia. Tante le iniziative in programma per il compleanno della Città Eterna da seguire in tv e sui canali social dove si potrà seguire il palinsesto della giornata con #natalediroma2020 #laculturaincasa #iorestoacasa.


Tanti gli appuntamenti digital de #laculturaincasa promossi da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale con le istituzioni culturali cittadine. Su @culturaaroma (Facebook, Instagram, Twitter) tutti gli aggiornamenti in diretta domani dalle 9 alle 23.30 con gli hashtag  #natalediroma2020 #laculturaincasa #iorestoacasa.




In programma per il 21 aprile, dalle 9 alle 23.30, lo spettacolo-omaggio alla Città Eterna e agli italiani, realizzato e prodotto dal Campidoglio grazie alla collaborazione gratuita di un gruppo di professionisti, interpretato da Max Giusti e ambientato nella splendida cornice del Campidoglio, nei Musei Capitolini e con lo sfondo dei Fori Imperiali, che andrà in onda sul Rai2 durante la trasmissione Patriae e sarà disponibile dal 22 aprile in versione integrale sul sito e i social di Roma Capitale.

Domani alle 11 il Maestro Ennio Morricone, Accademico di Santa Cecilia, invierà sui canali web e social dell'Istituzione, il suo saluto seguito da un omaggio in musica degli Archi di Santa Cecilia, diretti da Luigi Piovano con Paolo Pollastri solista. "Roma come non l’hai mai sentita" è il titolo del video girato da Fabio Lovino e che ha come protagonista Antonio Pappano, Direttore Musicale dell’Accademia, che sarà pubblicato alle 15. Il Maestro Pappano, romano d’adozione, in una breve visita di Roma ne esalta lo splendore e sottolinea la "fortuna di chi si sveglia tutte le mattine in mezzo a tanta bellezza". Da Piazza di Spagna a Fontana di Trevi passando per il Colosseo, Pappano arriva all’Auditorium Parco della Musica dove incontra la sua “famiglia”, l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia.  Un altro contributo, alle 19, sarà una registrazione storica di un concerto tenuto dall’Orchestra dell’Accademia il 18 luglio 1956 sotto la direzione dell’allora direttore principale Fernando Previtali. In programma il poema sinfonico Pini di Roma di Ottorino Respighi, composto nel 1924 che fa parte della “Trilogia Romana” con Fontane di Roma e Feste Romane in cui il compositore riporta le sensazioni provate visitando di Roma.

Celebrano questo anniversario anche artisti come Sabrina Ferilli, che commenterà alle 22 in diretta sui canali social di Alice nella Città e @romacityfest con Laura Delli Colli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, e il curatore Mario Sesti le scene più belle e le inquadrature più suggestive tratte da celebri opere del cinema italiano come La grande bellezza di Paolo Sorrentino, che l’ha vista protagonista, La dolce vita di Federico Fellini, Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, Sacro GRA di Gianfranco Rosi e altri film. Inoltre #Cinemadacasa, il flash mob cinematografico promosso da Alice nella città e la Fondazione Cinema per Roma | CityFest festeggeranno la giornata proiettando, sulle facciate dei palazzi, alcune note sequenze di film girate nella Capitale. Il cinema festeggia Roma anche con Giorgio Gosetti, direttore della Casa del Cinema, che domani sui canali web e social dello spazio di Villa Borghese racconterà dei film su Romolo e Remo: da Romolo e Remo di Sergio Corbucci a Il primo Re di Matteo Rovere. Di quest’ultimo verrà presentato il making of, ricco di approfondimenti e curiosità legate alla realizzazione degli effetti speciali del film, oltre alle foto dal set e un video messaggio del regista Matteo Rovere.

Dedicato alla romanità anche il video inedito del Maestro Ambrogio Sparagna che dalle 11 di domani sarà online sui canali social della Fondazione Musica per Roma. Il musicista interpreterà per tutti noi uno stornello per voce e organetto improvvisato, portando avanti l’antica tradizione della musica popolare romanesca.

Da non perdere - sui canali web e social dei Musei Civici e della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali - l'occasione unica per visitare da casa la grande mostra a Palazzo Braschi Canova. Eterna bellezza, con una guida di eccezione, la Sovrintendente Capitolina Maria Vittoria Marini Clarelli, che accompagnerà i visitatori in un tour speciale dell'esposizione alla scoperta del'artista, pittore e scultore, e delle sue opere.

L'Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza capitolina in collaborazione con il Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli, promuove e organizza Le lingue der monno. Parole, paroline, parolacce. Sonetti di Giuseppe Gioachino Belli. Maratona di lettura: una manifestazione dedicata al grande poeta romano che ormai da qualche anno scandisce il compleanno della città con la lettura dei suoi sonetti più celebri. Quest’anno la tradizione proseguirà sul web dove, dalle 14.00, esperti, giornalisti, registi e attori - tra cui Giorgio Tirabassi, Max Paiella, Paola Minaccioni, Francesco Acquaroli, Emanuela e Stefano Fresi, Massimo Wertmüller, Filippo Ceccarelli, Angelo Maggi, Stefano Messina, Maurizio Mosetti, Ariele Vincenti, Guido Marolla - si alterneranno ogni 15 minuti con videoletture di alcuni sonetti che il Belli ha costruito intorno ad alcune parole chiave - colera, indifferenza, editto, governanti, interni domestici, povertà, potere, poverello, fratelli, inferno, guerra, servitori e padroni, solo per citarne alcune - particolarmente significative nel momento storico che attraversiamo. Un clima assai noto al Belli che ha vissuto, come tutti i romani di allora, la terribile epidemia di colera che esplose nell’estate del 1837.

Inoltre, sul blog dei Musei Civici, museiincomuneroma.wordpress.com, da domani verranno diffuse le letture degli attori Alessandro Haber e Marton Csokas di testi scritti dal poeta Gabriele Tinti e ispirati ad alcune opere della Centrale Montemartini, nell'ambito del progetto Rovine: Canti di pietra. Ancora domani prenderà il via il Museo dei Musei, una nuova rubrica che accompagnerà il pubblico attraverso la storia centenaria dei Musei Capitolini, il museo pubblico più antico del mondo.

Domani dalle ore 16.30 sarà possibile partecipare sulla piattaforma gratuita Zoom alla conferenza in diretta del ciclo I martedì da Traiano. Nel  nuovo appuntamento, dal titolo La memoria sulla pietra, Maria Paola Del Moro parlerà del valore della memoria personale e familiare nella società romana. Attraverso i canali web e social del Museo Pietro Canonica, si potrà seguire il secondo appuntamento di Radio Canonica, il progetto divulgativo con podcast audio, dedicato al racconto della vita dello scultore piemontese e della ricca collezione di sue opere. Continuerà il percorso intrapreso nella prima puntata e si concentrerà sulle prime conoscenze artistiche del giovane Pietro nella puntata La scoperta dell’arte. Non mancheranno le attività dedicate ai più piccoli. Il Museo della Casine delle Civette a Villa Torlonia continuerà, per il quinto appuntamento de La Casine delle Meraviglie, a raccontare la dimora del Principe Giovanni Torlonia attraverso gli animali che sono raffigurati al suo interno, proponendo ai bambini di disegnarli a casa. In questa occasione si parlerà del Salottino dei Satiri e della raffigurazione al suo interno di un animale portafortuna: la chiocciola.

Alle 11 sulla pagina Facebook delle Biblioteche di Roma si ricorderà il Natale della città presentando un puzzle di immagini tratte dall'Album di Roma, progetto online nato dalla collaborazione tra l’Istituzione con Roma Capitale e l’Archivio Capitolino. Strumento unico per approfondire la conoscenza della Capitale, l’Album di Roma raccoglie immagini provenienti da archivi privati, enti e istituzioni, che ricostruiscono la Roma del Novecento: un volto a tratti dimenticato della città, dei suoi territori e delle sue micro comunità. Per i bambini l'istituzione alle 17.00 è in programma, sempre sulla pagina Facebook delle Biblioteche di Roma, la presentazione del libro Roma in rima di Massimiliano Maiucchi, con le illustrazioni di Fabio Magnasciutti, novità editoriale pubblicata da Palombi Editori. La video lettura delle filastrocche su Roma sarà accompagnata da guanti animati, oggetti, pupazzi e volumi pop-up e sarà intervallata da giocolerie, magie comiche, favole e canzoni.

Con #TdROnline, #laculturaincasa e #iorestoacasa domani alle 16 sui canali social del Teatro di Roma verrà trasmesso il primo incontro del ciclo Luce sull’Archeologia per raccontare le origini di Roma, tra mito e storia, attraverso la collaborazione e gli interventi introduttivi dello storico dell’arte Claudio Strinati, del direttore dei giornali Archeo e Medioevo Andreas M. Steiner e del direttore associato dell’Istituto Nazionale di Studi Romani Massimiliano Ghilardi. Carmine Ampolo, professore emerito di Storia Greca alla Scuola Normale Superiore di Pisa, Orietta Rossini, responsabile dell'Archivio Storico Capitolino, già Responsabile del Museo dell'Ara Pacis, e Anna Mura Sommella, già direttrice dei Musei Capitolini di Roma, illustreranno al pubblico i contesti archeologici dell’area centrale di Roma per comprendere la formazione della città, in particolare gli scavi del Foro di Cesare e quelli sul colle Palatino. Inoltre, sono previsti un approfondimento sul Tempio di Giove Capitolino e un racconto delle origini di Roma attraverso sette capolavori ispirati al simbolo della città, la Lupa.

Da domani online sui canali social del Palazzo delle Esposizioni il capitolo della grande mostra Gabriele Basilico. Metropoli, rivolto alla Città eterna. La curatrice Giovanna Calvenzi ci accompagnerà attraverso le opere che il grande artista ha dedicato alla città nella quale ha lavorato a più riprese, sviluppando progetti sempre diversi: dal 1989, anno in cui realizza un’ampia indagine intitolata Vedute di Roma, fino al 2010, in occasione di una stimolante quanto impegnativa messa a confronto tra la Roma contemporanea e le settecentesche incisioni di Giovambattista Piranesi.

Una speciale playlist della serie Mpi - The essential quarantine playlist, per l'occasione interamente dedicata alla città. Questo l'omaggio del MACRO per festeggiare il compleanno di Roma (diffuso domani sul canale Spotify MACRO MUSEUM). Un percorso sonoro che raccoglie figure e autori diversi, per generazione, provenienza e modalità espressive, per evocare attraverso l'ascolto la storia e le atmosfere di Roma, da sempre luogo di ispirazione per gli artisti.

Il Teatro dell'Opera di Roma lancerà domani per celebrare la città eterna sui suoi profili social il video della serata inaugurale delle celebrazioni per 150 anni di Roma Capitale, presentato lo scorso 3 febbraio al Teatro Costanzi e organizzato da Roma Capitale e Teatro dell'Opera in collaborazione con il Ministero della Difesa e Rai Cultura. Il concerto è stato aperto con l'esecuzione dell'Inno Nazionale. Su palco si sono alternati interventi e musiche eseguite dalla Banda Interforze e dall'Orchestra del Teatro dell'Opera con la partecipazione di Andrea Bocelli, Ezio Bosso, Paolo Mieli, Gigi Proietti, Paola Turci e i talenti di Fabbrica Young Artist Program del Teatro dell'Opera di Roma.

Infine, per inviare un messaggio di solidarietà e speranza alla comunità legata al mondo dello spettacolo, la Fondazione Romaeuropa ha deciso di pubblicare, proprio in occasione del Natale di Roma, alle ore 12 di martedì 21 aprile, il programma della trentacinquesima edizione del Festival sul sito web www.romaeuropa.net e sui relativi canali social.

Su @culturaaroma (Facebook, Instagram, Twitter) tutti gli aggiornamenti in diretta domani dalle 9 alle 23.30 con gli hashtag  #natalediroma2020 #laculturaincasa #iorestoacasa.

Coronavirus e ricerca, la condivisione fa bene alla scienza

Dal 2016 al 2019 un articolo scientifico su cinque non ha rispettato la prescrizione della condivisione dei dati genomici e metagenomici pubblicati o utilizzati in uno studio. Lo rivela una indagine del Consiglio nazionale delle ricerche pubblicata sulla rivista PLoS Biology e Plos Magazine. La pandemia di SARS-CoV-2 invece ha ricordato l’importanza della condivisione. Le irregolarità si registrano nelle riviste più tecnologico/applicative e in quelle che pubblicano una grande mole di articoli.






Un articolo scientifico su cinque, indipendentemente dal settore di studio, nel periodo tra il 2016 ed il 2019, non ha rispettato la prescrizione della condivisione dei dati genomici e metagenomici pubblicati o utilizzati nello studio, creando un danno al progresso scientifico globale e alla credibilità della scienza. È quanto si evince da una ricerca condotta dal Gruppo di ecologia molecolare (Meg) dell’Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irsa) di Verbania, supportata da molti studiosi impegnati nella lotta all’antibiotico-resistenza. Un campo nel quale questo problema ne crea altri, in quanto limita la conoscenza delle caratteristiche dei tanti e diversi geni che conferiscono le resistenze agli antibiotici, ponendo un gravissimo problema per il futuro della medicina moderna.

 “La condivisione dei dati genomici e metagenomici è una buona pratica ed è obbligatoria da più di un decennio per consenso scientifico, supportato sia dalle azioni di “open data” di molti governi che dalle publishing policies di tutti i principali editori, poiché permette di meglio valutare la qualità biologica, bioinformatica e statistica delle analisi prodotte e, consentendo l’accesso al dato originale, di fugare il dubbio di errate assunzioni”, spiega Gianluca Corno del Cnr-Irsa, tra gli autori dello studio. “Non solo, questa tipologia di dati, pur essendo presentati in pubblicazioni, sono a volte utilizzati nello studio solo in piccolissima parte, di solito intorno all’1-2%, e se non vengono depositati in database pubblici si perde un’enorme mole di conoscenza”.

Il trend degli ultimi anni ha assunto un andamento negativo, tant’è che nel lavoro pubblicato su PLoS Biology i ricercatori Cnr e gli altri coautori, gli editori e revisori della rivista, tra i quali Craig Venter e Holly Bic, richiamano il mondo scientifico ad una maggiore accuratezza e cooperazione. “Un articolo senza questi dati non permette di individuale l’eventuale errore, malafede e/o superficialità di tutti i soggetti coinvolti nella pubblicazione”, aggiunge Corno. “Tale comportamento coinvolge le riviste in misura diversa, con picchi di irregolarità in quelle più tecnologico/applicative o che pubblicano una grande mole di articoli, a conferma di una competizione spinta all’estremo, più quantitativa che qualitativa”. Il cosiddetto “publish or perish”.

“La pandemia di Sars-CoV-2 ci ha invece drammaticamente ricordato l’importanza della condivisione dei dati metagenomici: proprio grazie alla pronta disponibilità in tutto il mondo del genoma del Coronavirus causa del Covid19 sequenziato in laboratori cinesi, molti centri di ricerca a livello mondiale hanno potuto prontamente iniziare a studiare il virus, le sue caratteristiche e a lavorare su vaccini e farmaci specifici”, conclude Corno. “La mancata cooperazione invece arreca danni enormi allo sviluppo del sapere, viene meno la possibilità di progredire insieme in modo esponenziale, sommando capacità e conoscenze. Solo attraverso risposte globali e cooperative si può far fronte alla richiesta di conoscenza che giunge dal mondo globalizzato”.


Il risultato dell’indagine pubblicato sulla rivista PLoS Biology e su PloS Magazine:  journals.plos.org/plosbiology/article?id=10.1371/journal.pbio.3000698

Coronavirus e ricerca, l'effetto del distanziamento sociale sull'individuo

Distanziamento sociale ed effetti sull'individuo. I risultati dell'Osservatorio sui Mutamenti sociali in atto-Covid19.







L’Osservatorio 'Mutamenti sociali in atto-Covid19” (Msa-Covid19) mediante un sondaggio diffuso su scala nazionale, esplora e analizza gli effetti psico-sociali della contrazione dell’interazione, della prolungata convivenza e del distanziamento sociale dovuti all’emergenza Covid-19. I primi risultati dello studio forniscono informazioni circa la condizione abitativa, relazionale e lavorativa, analizzando nello specifico le attività quotidiane, l’uso di internet e l’iperconnessione, la violenza domestica, la fiducia sistemica e gli stati psicologici.

Il 73,1% dei rispondenti ha in questo momento un partner, con cui convive per il 56,7%, a fronte del 13% di persone che abitano sole. Circa la metà degli intervistati vive con almeno 2 o 3 persone. Il 49,3% è impiegato a tempo pieno e per il 24,9% dei soggetti l’attività lavorativa è sospesa. Tra i rimanenti lavoratori, il 23,4% opera in smart working e il 10,8% si reca sul posto di lavoro. Circa 4 persone su 10 prevedono di andare incontro a gravi perdite economiche, più di una su 10 di perdere il lavoro o la propria attività, e due su 10 di andare in cassa integrazione. Il titolo di studio risulta un importante salvagente della tenuta lavorativa. Il rischio di non riuscire a far fronte anche alle esigenze alimentari nei prossimi giorni è concreto per circa 3 persone su 10, soprattutto nel centro e sud Italia.

Si evidenzia un’elevata quota di incertezza per il futuro, che riguarda in particolare le donne (il 44,9% contro il 31,1% degli uomini) e chi possiede un titolo di studio medio-basso. Si evidenziano condizioni di disagio connesse all’assenza dell’interazione sociale, l’aumento di stati depressivi, disturbi di tipo alimentare e legati all’abuso del digitale e dell’alcool. Sui minori di 12 anni, il distanziamento sta producendo un disagio dovuto al distacco da amici e nonni (rispettivamente 64,5% e 47,5%) e un rilevante abuso di internet a scopo di gioco e comunicazione (rispettivamente 33,5% e 19,2%).

La nuova routine. Cultura e attività stereotipate per genere 

Il distanziamento sociale sta producendo una parziale rimodulazione dell’uso del tempo libero. Tra le principali attività svolte in questi giorni spicca la lettura di libri. Le scelte appaiono però spesso prodotte dai condizionamenti sociali e da una visione stereotipata dei ruoli. Queste persone ritengono che in questo periodo sia giusto offrire agli uomini maggiori valvole di sfogo, ad esempio permettendo loro di uscire per la spesa o altre esigenze, ma soprattutto che questo momento offra alla donna la possibilità di “riacquistare il suo ruolo naturale di madre e moglie” (sono d’accordo il 27% delle donne e il 37% degli uomini). La presenza di stereotipi, che coinvolge il 16,1% degli intervistati, è maggiore tra gli uomini (circa il 20% vs il 10% delle donne), i non laureati, i credenti, nel Mezzogiorno, tra chi ha un orientamento politico di centro-destra e cresce con l’età.

Il web. Virtuosi e complottisti 

Gli atteggiamenti e i comportamenti sul web possono definirsi virtuosi. Moltissimi prestano attenzione a ciò che leggono (80%), alle conseguenze di ciò che scrivono (94%) e controllano immagini e testi prima di condividerli (88%). Pochissimi si dichiarano favorevoli ad azioni di odio sul web (3%), ma per il 30% è più facile esprimere sincerità in rete che dal vivo. La “teoria del complotto” fa però da contraltare. Circa 4 soggetti su 10 ritengono che il web offra ciò che i notiziari nascondono deliberatamente, lo pensano prevalentemente i maschi (45% contro il 37% delle donne) e le persone con titolo di studio medio-basso (42% contro 32%).

Iperconnessione: dal reale nel virtuale 

Rispetto all’uso dei social media si assistendo per almeno 4 soggetti su 10 a un raddoppio del tempo di utilizzo (fino a 60 minuti, 21,5%; da 1 a 3 ore, 42,1%; oltre 3 ore, 33,7%). Tutti, indipendentemente dall’età, trascorrono in questo momento più tempo sui social: leggermente di più le donne, chi vive nel Mezzogiorno e chi non ha figli. A tale aumento di tempo si evidenzia un incremento di emozioni e stati negativi quali rabbia, disgusto, paura, ansia e tristezza. Parallelamente, si evidenzia una diminuzione di felicità e rilassamento. L’immersione di massa nel digitale, l’implicita legittimazione della trasposizione del reale sul virtuale, soprattutto in ambito didattico e ludico per i più giovani, sta generando un’iperconnessione che potrà divenire un fattore patologico (è stato rilevato tra i minori di 12 anni un abuso di internet per gioco e comunicazione, pari al 33,5% e al 19,2%). Circa la metà delle persone, il 44,5%, ritiene che la comunicazione virtuale (social, chat ecc.) possa sostituire quella personale (faccia a faccia).

Violenza domestica e assistita 
Il 57% dei soggetti convive in questo periodo con un partner o ex partner: il 15% dichiara che è possibile che si verifichi un atto di violenza psicologica commessa dagli uomini sulle donne e il 9% delle donne sugli uomini. Il rischio di violenza fisica degli uomini sulle donne è percepito dal 13% e quella delle donne sugli uomini dal 3%. Il 5% di chi vive in coppia dichiara che il clima è poco collaborativo, pacifico e affettuoso, un dato in linea con le tendenze rilevate dall’ISTAT. I genitori dichiarano inoltre che i ragazzi assistono alle loro liti nel 5% circa dei casi. Infine, il 6% di chi vive con un partner dichiara una seria preoccupazione per la stabilità di coppia a causa della convivenza forzata.

Fiducia sistemica 

La fiducia espressa verso sue componenti sociali, istituzionali e collettive indica che raccolgono il più elevato consenso gli scienziati, la protezione civile, le forze dell’ordine e la sanità. I più bassi livelli vengono invece attribuiti a politici, banche, informazioni diffuse sui social e Unione Europea (l’unica ad aver registrato un calo). Discorso a parte per le singole figure istituzionali: il presidente della Repubblica, del Consiglio e il Papa, godono di un’elevata quota di fiducia.

La resilienza 

Rispetto alla resilienza, la capacità di fronteggiare, resistere e reagire positivamente a un evento stressante o traumatico (misurata su due indicatori: “orientato al problema” e “focalizzato su emozioni positive”) i dati evidenziano una capacità maggiormente focalizzata sulle emozioni positive (più gli uomini) e un po’ meno orientata al compito (più le donne). La resilienza cresce con il livello di istruzione e l’età, la fascia 50-69enne è la più orientata al problema. Rispetto all’indicatore emozioni positive, il Nord ottiene il punteggio più alto e il Mezzogiorno il più basso.

Le emozioni primarie 

Tra le emozioni primarie, le maggiormente percepite in conseguenza del distanziamento sociale sono tristezza, paura, ansia e rabbia. La felicità ottiene il punteggio più basso. Le donne provano le stesse emozioni degli uomini, ma con maggiore intensità. Le emozioni mostrano un andamento inversamente proporzionale all’età: gli over 70 hanno un’intensità emotiva più bassa rispetto ai giovani fino a 29 anni. La fascia 30-49 anni prova paura con maggiore intensità. Emozioni più accentuate risultano nel Mezzogiorno, dato apparentemente in contrasto con la minore diffusione del contagio, e potrebbe avere origine nei tratti culturali dell’interazione sociale che a sud si esprime di più nel senso della comunità e nelle reti di vicinato interrotte dal distanziamento sociale. In merito a tristezza, paura e rabbia, i valori maggiori si riscontrano in Calabria, Basilicata, Campania, Molise, Puglia e Sicilia.

venerdì 17 aprile 2020

Giornata mondiale del libro: parte la maratona culturale di "Leggere: tutti"

Navigare tra i libri e le parole, parte nella giornata mondiale del libro, la maratona culturale di "Leggere: tutti". La diretta partirà alle ore 10.00 di giovedì 23 aprile e si concluderà alle ore 20:00.






Cooperazione, solidarietà e gratitudine: queste le tre parole che accompagneranno una vera e propria maratona all'insegna della cultura. Organizzato dalla rivista "Leggere:tutti", l'evento andrà in diretta streaming per tutto il giorno con scrittori, attori, registi, musicisti.

Da 10 anni "Leggere:tutti" organizza la Nave dei libri per Barcellona in occasione della Festa di San Giorgio, i libri e le rose che si tiene nella città catalana il 23 aprile, giornata mondiale del libro. A causa del Coronavirus nel 2020 non avrà luogo la traversata verso Barcellona con la Nave, ma si potrà comunque “Navigare tra i libri e le parole”. "Leggere:tutti" ha infatti coinvolto scrittori, musicisti, attori e tutti coloro che in 10 anni sono stati, o sarebbero stati nel 2020, protagonisti sulla Nave dei libri ad un grande evento in diretta che si svilupperà per tutta la giornata di giovedì 23 aprile, con interventi, presentazioni di libri, musiche, performance teatrali, che si svilupperanno intorno a tre parole: “Cooperazione, Solidarietà e Gratitudine”.

A partire dalle ore 10:00, Annalisa Nicastro, Sergio Auricchio, Sandro Capitani, Luisa Sodano, Bruno Gambacorta e Gianni Zagato coordineranno gli incontri tramite skype e canale youtube con: Eraldo Affinati, Viola Ardone, Paolo Ambrosini, Antonio Aprile, Allegra Bartalucci, Olivia Belli, Renato Bernardi, Annarita Briganti, Valerio Calzolaio, Massimo Carlotto, Ascanio Celestini, Katia Colica, Claudio Damiani, Maurizio De Giovanni, Stanislao de Marsanich, Oscar di Montigny, Antonello Giannelli, Pietro Greco, Giordano Bruno Guerri, Veit Heinichen, Mimmo Locasciulli, Pierluigi Lopalco, Gino Manfredi, Stefano Mantegazza, Giusy Mantione, Giuseppe Marchetti, Melania Mazzucco, Peppe Millanta, Carlo Ottaviano, Fabrizio Paterlini, Telmo Pievani, Plutonium Baby, Roberto Riccardi, David Riondino, Eugenia Romanelli, Valerio Rossi Albertini, Carlotta Rondana, Donald Sassoon, Gaetano Savatteri, Silvia Scapinelli, Maurizio Serra, Peppe Servillo, Marco Spagnoli, Simona Sparaco, Emanuele Trevi, Valerio Varesi, Andrea Vitali, Massimo Zamboni, Giorgio Zanchini, Voci nel Deserto.

Gli autori saranno a disposizione degli utenti collegati per rispondere alle domande che otranno essere rivolte attraverso email, Whatsapp e Whatsapp Audio.

"Abbiamo voluto creare questo appuntamento - spiega Sergio Auricchio, editore di "Leggere:tutti" – per non dimenticare, pur in questo momento difficile, la Giornata Mondiale del Libro e per questo abbiamo scelto come tema tre parole oggi di grande attualità, ma che dovranno guidarci anche nel futuro: Cooperazione intesa come partecipazione a progetti in cui non siamo più soli come persone, come imprese, come Stati ma lavoreremo tutti per il bene comune; Solidarietà verso chi non ce la fa, verso gli ultimi rompendo il muro dell’indifferenza; Gratitudine, un sentimento ricorrente oggi verso medici e infermieri che rischiano la loro vita per la salvezza degli altri, ma gratitudine non solo verso le persone, ma nei confronti di tutti gli esseri viventi e per la Natura che sempre più spesso viene violentata."

La diretta partirà alle ore 10.00 di giovedì 23 aprile e si concluderà alle ore 20:00. Nelle giornate precedenti al 23 aprile sarà possibile iscriversi sulla pagina Facebook dell’evento, o tramite email info@leggeretutti.it ricevendo aggiornamenti ed eventuali variazioni sul programma. Sarà inoltre possibile prenotare copie dei libri con dedica degli Autori e chi vorrà riceverà in omaggio l’ultima copia di "Leggere:tutti" in formato digitale.


leggeretutti.eu/

facebook.com/leggeretutti/

Coronavirus e alimentazione: forte crescita per i prodotti bio. Gli italiani a tavola cercano sempre più qualità e sicurezza

Forte crescita per il biologico anche in tempo di Covid-19. L’alimentare green premiato dai consumatori alla ricerca di qualità e sicurezza. Lo studio a cura di Assobio e Nielsen.





L'attenzione per la salute, la sicurezza e la qualità dei prodotti aumenta la velocità di crescita del biologico. Come fa notare Nicola De Carne - Retailer Client Business Partner di Nielsen Connect, l'emergenza coronavirus e la corsa agli acquisti nei supermercati ha rilanciato il trend dei prodotti biologici, scelti non solo nelle categorie che hanno maggiormente beneficiato della situazione contingente, ma anche in molte aree del freschissimo, dove l'elemento di rassicurazione del cliente finale ha fatto la differenza.

Lo studio a cura di Assobio e Nielsan Connect, fotografa il momento storico in cui stiamo vivendo in termini di approccio da parte dei consumatori verso un'alimentazione sempre più sana. I dati degli acquisti domestici sono brillanti non solo nella grande distribuzione, dove i prodotti biologici competono fianco a fianco con quelli delle grandi marche tradizionali, ma anche nel canale dei negozi interamente biologici.

In Italia, leader europeo per numero di agricoltori biologici (oltre 68.000) e d’imprese di trasformazione (oltre 10.000), le vendite nella grande distribuzione a marzo sono aumentate del 19.6%, con picchi nei discount (+23.7%) e nei piccoli supermercati di quartiere: +26.2%.

Oltre ai prodotti per riempire la dispensa, un vero boom han fatto registrare l’ortofrutta, con una crescita del 24.8% rispetto a marzo 2019 (un valore ancora più significativo, se si considera che le vendite di quella non biologica sono cresciute “solo” del 18.2%) e la carne bovina e di pollo, i cui consumi sono aumentati del 42.2% contro un incremento della carne non biologica “solo” del 29%. In forte crescita anche i surgelati bio (+44.8%), contro un +29.5% di quelli convenzionali.

“La rete di vendita è costituita da circa 1400 negozi per lo più indipendenti, ed è difficile disporre del dato complessivo, ma da rilevazioni su un campione di circa 500, l’incremento degli acquisti è  stato del 28.8%”, dettaglia Roberto Zanoni, presidente di AssoBio.

Salvo l’occasionale scarsità di uova, farine e lievito (anche tra i bioconsumatori è esplosa la passione per pizze e torte), l’impegno delle aziende è riuscito a soddisfare la domanda.

“Gli italiani costretti a casa, prestano più attenzione a cosa mangiano, premiando la qualità e la sicurezza delle nostre filiere, nei cui confronti il ministro Bellanova ha espresso fiducia e l’auspicio di una rapida approvazione della nuova legge sul bio già approvata alla Camera e da più di un anno ferma in Senato, una vicinanza di cui la ringraziamo” conclude Zanoni.

AssoBio è l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici e naturali. Fondata nel 2006 da 11 tra le più significative imprese biologiche italiane a oggi AssoBio conta 90 soci del settore agroalimentare e cosmetico, è retta da un consiglio direttivo costituito da imprenditori e conta su un team dedicato di professionisti. L’associazione nata per rispondere alle esigenze di tutela, di sviluppo e di partecipazione delle imprese ha l’obiettivo di orientare un sano sviluppo del sistema agroindustriale italiano verso la responsabilità ambientale e sociale, in linea con le attese del nuovo consumatore.

Coronavirus, Provincia di Trento, al via il sequenziamento del genoma di SARS CoV-2. Servirà a ricostruire la rete dei contagi

La Fondazione Edmund Mach e l’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento hanno ottenuto dalla Fondazione per la Valorizzazione della Ricerca Trentina il finanziamento di un progetto di ricerca che sfrutta il sequenziamento del genoma completo di SARS-CoV-2 per ricostruire la rete dei contagi a livello provinciale, potenziando ulteriormente le strategie di mitigazione e controllo dei focolai epidemici.





La Fondazione Edmund Mach sta collaborando con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento per permettere un aumento significativo delle analisi sui tamponi effettuati sulla popolazione. Partendo da questa attività di supporto al sistema sanitario, i ricercatori del Centro Ricerca e Innovazione puntano ora anche a identificare le varianti genetiche del virus presente in provincia di Trento.

L’obiettivo è quello di sfruttare la variabilità genetica del virus per mappare le reti dei contagi tra pazienti e visualizzare la diffusione del patogeno tra aree geografiche mediante una piattaforma web di analisi e gestione dei dati creata all’interno del progetto. Le sequenze genetiche e il sistema di gestione dei dati prodotti, grazie al finanziamento di 62 mila euro concesso dalla Fondazione per la valorizzazione della ricerca trentina, saranno resi disponibili per il loro utilizzo alla Task Force provinciale nonché alla comunità scientifica internazionale.

Una piattaforma di sorveglianza epidemiologica molecolare provinciale

In una prospettiva più ampia, l’obiettivo è quello di sviluppare una piattaforma di analisi e gestione dei dati genomici di hCoV-19 che possa costituire la base per lo sviluppo di un’attività di sorveglianza epidemiologica molecolare. Le sequenze genomiche dei nuovi campioni potranno essere confrontate con le sequenze già osservate, identificando e visualizzando su mappa i nuovi focolai di infezione e le loro linee di diffusione. Ricostruendo su base molecolare le reti di infezione, sarà possibile identificare tempestivamente i comportamenti a rischio oppure eventuali falle nelle strategie di contenimento. La base dati prodotta potrà essere incrociata con dati di mobilità personale (ad esempio mediante il tracciamento dei telefoni cellulari) per identificare e circoscrivere le aree di contagio.

Le ricadute

Il progetto avrà ricadute sul territorio provinciale sotto vari aspetti. I dati genomici ottenuti a livello provinciale saranno integrati con quelli disponibili pubblicamente al fine di: descrivere la diffusione del virus e fornire una base dati per la gestione della seconda fase dell’epidemia, quando andranno identificate azioni di contenimento adeguate; monitorare l’evoluzione e le progressive mutazioni del virus che potenzialmente possano avere effetto anche sulla contagiosità; ottenere maggiori informazioni che possono essere utilizzate per sviluppare vaccini o strategie di gestione dell’infezione specifiche; fornire dati per capire come il potere patogeno del virus possa essere cambiato in seguito alle mutazioni acquisite.

Il team

Il team, coordinato da Annapaola Rizzoli e Claudio Donati e composto da Luca Bianco, Mirko Moser, Paolo Fontana, Diego Micheletti, Pietro Franceschi e Massimo Pindo del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach, comprende ricercatori con una vasta esperienza nel campo della genomica, dell’epidemiologia molecolare, dell’analisi bioinformatica delle sequenze e nell’analisi statistica di dati complessi. L’attività di ricerca sarà svolta in stretto coordinamento con Paolo Lanzafame, Lucia Collini, Giovanni Lorenzin del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento.

Coronavirus, "Immuni": arriva l'app scelta dal governo italiano per tracciare i contagi e contenere l'emergenza Covid-19

Il commissario per l'emergenza sanitaria, Domenico Arcuri, ha firmato l'ordinanza per il via all'applicazione "immuni" utile ad affrontare la Fase 2. L'app funzionerà con il Bluetooth e non sarà obbligatoria. Per essere efficace, dovrà essere scaricata almeno dal 60 per cento degli italiani. 





Immuni, l'app scelta dal commissario straordinario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere necessarie a far fronte all'emergenza Coronavirus, servirà a tracciare i contatti e sorvegliare la diffussione del virus nella cosìdetta Fase Due. L'applicazione è stata sviluppata da Bending Spoons, società milanese primo sviluppatore per Ios in Europa.

Immuni, compare nell'ordinanza che dispone la stipula del contratto di cessione gratuita della licenza d'uso sul software e di appalto di servizio gratuito con la commissione per l'emergenza. L'azienda milanese si occuperà anche degli aggiornamenti necessari nel corso dei mesi. L'app sarà ora sottoposta al vaglio del team di Vittorio Colao, presidente della commissione per la Fase Due, composta da diciassette esperti, più due componenti di diritto, Angelo Borrelli e Domenico Arcuri.

Come annunciato l'app, che non sarà obbligatoria ma scaricabile in modo volontario, si compone di due sezioni. La prima utilizza il sistema di tracciamento sfruttando la tecnologia Bluetooth, in grado di rilevare la vicinanza tra due smartphone entro un metro di distanza e ripercorrere tutti gli incontri di una persona positiva al coronavirus, così da poter rintracciare e isolare i potenziali contagiati. Una volta scaricata, infatti, l'app conserva sul dispositivo di ciascun cittadino una lista di codici identificativi anonimi di tutti gli altri dispositivi ai quali è stata vicino. La seconda sezione è invece una sorta di diario clinico dell'utente contenente informazioni sanitarie del proprietario dello smartphone (sesso, età, malattie pregresse, assunzione di farmaci), che dovrebbe essere aggiornato tutti i giorni con eventuali sintomi e cambiamenti sullo stato di salute.

Bending Spoons S.p.A, è un'impresa fondata nel 2013, in cui lavora un team internazionale composto da oltre 150 persone che sviluppa app utilizzate da milioni di persone in tutto il mondo, con oltre 200 milioni di download complessivi, 270.000 nuovi utenti al giorno e 45,5 milioni di fatturato nel 2018. Tra le aziende o gli istituti da cui provengono i membri della squadra ci sono Google, Apple, McKinsey e il Cern.

Prima di essere utilizzata nella Fase 2, l'app sarà testata in alcune regioni pilota, sperando in una massiccia adesione volontaria dei cittadini, in quanto per essere efficace, dovrà essere scaricata almeno dal 60 per cento degli italiani.

Etologia cognitiva, i cani ci riconoscono anche in fotografia

Uno studio dell’Università di Padova ha dimostrato che i cani sono in grado di riconoscere il volto del padrone in fotografia. Lo studio pubblicato sulla rivista Animal Cognition.





Una ricerca dell’Università di Padova aggiunge nuovi tasselli allo straordinario rapporto tra uomo e cane. Lo studio, presentato in occasione del Convegno internazionale di Canine Science, organizzato dal dipartimento di Biomedicina comparata e alimentazione e pubblicato sulla prestigiosa rivista Animal Cognition, è stato condotto dal laboratorio universitario di etologia canina Dog Up di Legnaro, diretto dal ricercatore Paolo Mongillo, in collaborazione con la professoressa Lieta Marinelli, specializzato in test comportamentali sui cani mirati a scoprire le loro abilità cognitive come la memoria, la percezione e l’apprendimento. I risultati della ricerca, resi possibili attraverso un approccio innovativo che investe il campo dell'etologia cognitiva, hanno mostrato che il cane riesce a riconoscere il padrone tramite lo sguardo.

Molti studi hanno indagato il modo in cui il cane si affeziona al padrone e soprattutto come si stabilisce la relazione, ovvero lo scambio. Alcuni studi hanno dimostrato che i cani sanno riconoscere le emozioni dell’uomo e che cercano di capire le parole che pronunciamo. Tuttavia, la mente animale animale resta ancora un mistero, soprattutto nei suoi meccanismi del pensiero, legati all'istinto prevalente nella specie. Tra gli elementi che hanno sempre affascinato gli studiosi vi è il fatto che nei test condotti su un campione di cani, quest’ultimi per riconoscere il proprio padrone, cercavano gli occhi. In tal senso la ricerca è stata incentrata sulla percezione visiva, per cui è stato dimostrato che inizialmente il cane, come l’uomo, riconosce prima l’insieme e poi i dettagli.

Nello studio i cani venivano temporaneamente separati dal loro proprietario. Per ritrovarlo, gli veniva mostrata una fotografia del volto dello stesso e una fotografia del volto di una persona estranea, in due punti diversi di una stanza. La maggior parte dei cani si è avvicinata alla fotografia del loro padrone, invece che all’altra, dimostrando così di avere riconosciuto la persona.

«Molti pensano che i cani usino prevalentemente l’olfatto per riconoscere persone o altri animali. Eppure, le informazioni visive sono altrettanto, se non più importanti dell’olfatto – spiega il Paolo Mongillo, professore di Fiosiologia ed etologia veterinaria all’Università di Padova, tra gli autori dello studio -. Per gli amanti dei cani sembrerà un risultato scontato, ma si tratta delle prime conferme che i cani usino informazioni relative al nostro volto per riconoscerci. Per gli umani il volto contiene informazioni speciali, elaborate da meccanismi specifici e dedicati del nostro sistema nervoso. Questi studi pongono le basi per capire se anche i cani utilizzino gli stessi meccanismi di elaborazione visiva.»

Paolo Mongillo e Lieta Marinelli coordinano il laboratorio DogUP dell’Università degli Studi di Padova, un centro di studio del comportamento, della percezione e delle capacità cognitive dei cani affermato a livello internazionale.

giovedì 16 aprile 2020

Addio a Luis Sepúlveda: lo scrittore portato via dal coronavirus

Il Coronavirus si è portato via all'età di 70 anni Luis Sepúlveda. Lo scrittore cileno, era ricoverato in ospedale a Oviedo, in Spagna. Tra le sue opere più celebri Il vecchio che leggeva romanzi d'amore e Storia di una gabbianella e il gatto che le insegnò a volare.





Addio a Luis Sepúlveda, aveva 70 anni lo scrittore combattente che amava le favole e la poesia. Era ricoverato da fine febbraio a Oviedo in Spagna, dopo aver contratto il coronavirus. Lo scrittore che ci ha messo di fronte alle grandezze e miserie della storia del Novecento, che ha scelto la letteratura per ''dar voce a chi non ha voce''. L'uomo dalle formidabili passioni, l'autore bestseller che si sentiva "cittadino prima che scrittore". Luis Sepulveda, che a marzo era atteso in Italia per parlare di 'Coraggio' al festival dei piccoli e medi editori 'Più libri più liberi', è stato cancellato per la pandemia.

Il Coronavirus, si è portato via l'autore de 'Il vecchio che leggeva romanzi d'amore', pubblicato in Italia nel 1993, con cui aveva conquistato la scena internazionale, e di 'Storia di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare', libro diventato poi un film d'animazione per la regia Enzo D'Alo', che lo ha consacrato come scrittore non solo per un pubblico adulto ma per tutte le età.

Combattente, arrestato due volte e condannato all'esilio durante la dittatura di Pinochet, nemico del neoliberismo, ecologista convinto, Sepulveda, che aveva riottenuto la cittadinanza cilena nel 2017, ha lottato contro l'invisibile nemico fino all'ultimo all'Ospedale Universitario di Oviedo, nelle Asturie dove viveva dal 1996, a Gijon, con la moglie Carmen Yáñez, poetessa cilena e grande amore di una vita. Lo scorso ottobre aveva compiuto 70 anni.

Di lui diceva: "Delle mie favole sono sempre protagonisti animali e questo, come accadeva in quelle antiche, ti permette di vedere da lontano il comportamento umano per comprenderlo meglio." E poi: "Sono uno scrittore, perché non so fare altro che raccontare storie. Ma sono anche un essere sociale, un individuo che rispetta sé stesso e intende occupare un piccolo posto nel labirinto della storia. Da questo punto di vista, sono il cronista di tutti coloro che giorno dopo giorno vengono ignorati, privati della storia ufficiale, che è sempre quella dei vincitori”.

Tra Munari e Rodari. Aspettando la mostra. Al via per #IPianidelPalazzo il progetto dedicato a due grandi protagonisti della cultura per l’infanzia del Novecento

Sarà lanciato il 18 aprile alle 10 sul sito del Palazzo delle Esposizioni e sui canali social il progetto “Tra Munari e Rodari. Aspettando la mostra”. Il progetto aderisce all’iniziativa di Roma Capitale #laculturaincasaKIDS.





Tra Munari e Rodari è un’iniziativa proposta dal Comitato promotore per le celebrazioni dell’Anno Rodariano istituito da Biblioteche di Roma. Il progetto, in collaborazione con Corraini edizioni vuole essere un omaggio ai due artisti e celebrare il loro incontro, umano e intellettuale. Non un formale tributo ma un dono a due maestri che, come chiarisce il presidente di Biblioteche di Roma, Paolo Fallai, hanno punto le nostre supponenti certezze, lasciando ferite non rimarginabili. Hanno liberato le immagini e le parole, che con tanta fatica, la nostra tradizione culturale voleva inscatolare e ridurre a schemi rigidi e rassicuranti.

Dieci pannelli che raccontano con poesia e immediatezza i punti di contatto tra i due artisti, un binomio fantastico da cui è sprigionato il piacere dell’invenzione, della fantasia della creatività che fa di Rodari e Munari personaggi unici del panorama artistico del ‘900 italiano.

Come affermato dal Presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo, Cesare Pietroiusti, è molto importante tenere aperti i canali di comunicazione con il pubblico, specialmente, in questi giorni, con quello delle famiglie, dei bambini, dei giovanissimi. #IPianidelPalazzo vuole offrire da subito uno sguardo sulle proposte future del Palazzo delle Esposizioni, e continuare a coinvolgere, in tutti i possibili modi, gli artisti. È inoltre motivo di grande soddisfazione ospitare un progetto, come questo, che vede attuarsi una forma di fruttuosa collaborazione fra diverse istituzioni culturali cittadine.

In attesa che la mostra possa finalmente essere aperta al pubblico al Piano zero del Palazzo delle Esposizioni, in dialogo con la collezione dello Scaffale d’arte, e visitabile anche nelle sedi delle Biblioteche dislocate su tutto il territorio cittadino, si è scelto di condividere attraverso il sito www.palazzoesposizioni.it contenuti inediti e approfondimenti dedicati a Rodari e Munari.

Sarà possibile ascoltare il video di presentazione della studiosa Vanessa Roghi, tra le massime esperte sul tema, scaricare il piccolo libro dedicato alla mostra realizzato da Biblioteche di Roma e Corraini edizioni, e fruire di tanti altri contenuti speciali.

Il Laboratorio d’arte desidera inoltre promuovere la partecipazione attiva dei suoi pubblici con un laboratorio  che unisca più voci: Rodari con le sue filastrocche, gli illustratori con le loro immagini, i bambini e le bambine con le loro idee. Tre artisti – Andrea Antinori, Massimiliano Di Lauro e Alessandro Sanna - presteranno il loro segno alle parole del maestro di Omegna e suggeriranno tecniche e strumenti per realizzare disegni originali.

Il progetto sarà accessibile anche in lingua italiana dei segni grazie alla collaborazione con l’ENS – Ente Nazionale Sordi. Luogo della condivisione sarà inizialmente lo spazio virtuale per poi ritrovarsi insieme al Palazzo delle Esposizioni con una sezione dedicata che arricchirà la mostra e nuove
proposte di attività dedicate alle famiglie.

Bruno Munari (1907-1998) è stato uno dei massimi protagonisti dell'arte, del design e della grafica del '900. Ha sempre dedicato la propria attività creativa alla sperimentazione, con un'attenzione particolare al mondo dei bambini e dei loro giochi. Le sue creazioni nei campi della pittura, scultura, design, fotografia e didattica ne attraversano le diverse poetiche seguendo il filo della sua personalissima originalità.

Gianni Rodari (1920-1980) è stato maestro, giornalista, pedagogista e scrittore, a partire dagli anni Cinquanta ha iniziato a pubblicare le sue opere per bambine e bambini, che hanno ottenuto fin da subito un enorme successo di pubblico e di critica. I suoi libri, tradotti in molte lingue, hanno meritato nel 1970, il prestigioso premio «Hans Christian Andersen», considerato il «Nobel» della letteratura per l’infanzia. La sua Grammatica della fantasia, è diventata fin da subito un punto di riferimento per quanti si occupano di educazione alla lettura e di letteratura per ragazzi.

INFORMAZIONI
www.palazzoesposizioni.it
scaffaledarte@palaexpo.it

mercoledì 15 aprile 2020

Fotografia, l'arte di McCurry: un omaggio all'amata Italia impegnata nell'emergenza coronavirus

Steve McCurry, uno dei più grandi e famosi fotografi al mondo, pubblica nelle sue pagine social un video tributo all’Italia impegnata nell'emergenza coranavirus. Gli scatti uniscono arte ed emozioni che sono una commossa dichiarazione d'amore per il nostro paese.








Steve McCurry è uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea e punto di riferimento per un larghissimo pubblico, soprattutto di giovani, che nelle sue fotografie riconoscono un modo di guardare il nostro tempo e, in un certo senso, “si riconoscono”. In ogni scatto di Steve McCurry è racchiuso un complesso universo di esperienze e di emozioni e molte delle sue immagini, a partire dal ritratto di Sharbat Gula, il ritratto della ragazza afgana nel campo profughi di Peshawar, sono diventate delle vere e proprie icone, conosciute in tutto il mondo. Una straordinaria galleria di immagini in cui la presenza umana è sempre protagonista, anche se solo evocata e che sono anche simbolo di speranza.

Il suo profondo amore per l'Italia ha spinto McCurry a pubblicare sui suoi canali social un video tributo al nostro paese impegnato nell'emergenza Covid-19. Sono immagini che conquistano e commuovono. Un omaggio sentito all'Italia, raccontata attraverso alcune delle sue celebri fotografie  che uniscono arte ed emozioni in equilibrio perfetto tra bellezza delle immagini e profondità del significato.

Il video è accompagnato da queste parole: "L'Italia mi ha richiamato a sé più volte di quante ne potrei contare. Vivere bene e pienamente: è questa la filosofia di vita degli italiani, e la gioia di vivere non li ha abbandonati neppure in questo periodo. Negli ultimi due mesi l'animo degli italiani ha catturato la nostra attenzione e suscitato il nostro rispetto. Durante la sfida mondiale al Covid-19, gli italiani hanno mostrato altruismo e coraggio nell'affrontare una tragedia inimmaginabile e nessuno dubita che riusciranno a trionfare su questa avversità. In questo momento sono vicino a tutto il popolo italiano. Siete sempre nel mio cuore. L’Italia mi ha richiamato a sé più volte di quante ne potrei contare. Vivere bene e pienamente: è questa la filosofia di vita degli italiani, e la gioia di vivere non li ha abbandonati neppure in questo periodo. Negli ultimi 2 mesi, l’animo degli italiani ha catturato la nostra attenzione e suscitato il nostro rispetto. Durante la sfida mondiale al Covid-19, gli italiani hanno mostrato altruismo e coraggio nell’affrontare una tragedia inimmaginabile, e nessuno dubita che riusciranno a trionfare su questa avversità. In questo momento sono vicino al popolo italiano. Siete nel mio cuore."

Soul of Italy - A Tribute di Steve McCurry

venerdì 10 aprile 2020

Coronavirus, Una potenziale arma contro il Covid-19 da un brevetto 'made in italy'

In una corsa contro il tempo senza precedenti, scienziati di tutto il mondo stanno investigando possibili terapie contro il nuovo coronavirus. Dai laboratori del Cnr di Milano avviato lo studio sull'ivermectina, dalle spiccate proprietà antivirali nella cura di alcune gravi malattie tropicali, come potenziale arma contro il Covid-19.






In questo contesto, l’Istituto di Biofisica (Ibf – sezione di Milano) del Cnr si sta impegnando nella ricerca di un farmaco che possa eliminare il Coronavirus, nonostante l’assenza di fondi dedicati. Infatti, è stata immediatamente attivata una collaborazione con il Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologia (Icgeb di Trieste) che testa direttamente sul Covid-19 le molecole caratterizzate dai ricercatori Ibf nei laboratori del Cnr di Milano.

Già dal 2005 Eloise Mastrangelo e Mario Milani, che guidano il gruppo di biologia strutturale presso il Cnr-Ibf di Milano, si sono dedicati alla caratterizzazione e inibizione del meccanismo replicativo dei virus a Rna attraverso studi strutturali e funzionali delle proteine coinvolte nella replicazione virale. Tali ricerche sono state arricchite da collaborazioni con rinomati laboratori virologici europei. La loro più che decennale attività ha prodotto diverse decine di pubblicazioni su riviste scientifiche rilevanti nel campo virologico, nonché premi e convocazioni a congressi nazionali e internazionali.

Fra i risultati del gruppo di ricerca, degna di nota è la scoperta della nuova attività antivirale dell’ivermectina, antiparassitario già utilizzato nella cura di alcune gravi malattie tropicali. L’invenzione dei biologi strutturali milanesi dell’Ibf è avvenuta nel 2009 grazie ad un lungo e approfondito studio computazionale e sperimentale su alcune proteine virali, ed è stata dunque brevettata. Tuttavia, malgrado l’interesse internazionale per la scoperta, al gruppo di ricerca italiano sono mancati ulteriori finanziamenti per portare avanti il brevetto e approfondire lo studio dell’ivermectina e di nuovi antivirali.

Fortunatamente, la comunità scientifica internazionale si è interessata alle proprietà antivirali dell’ivermectina, caratterizzandone l’attività inibitoria sulla replicazione di altri virus, come il recente virus Zika, l’influenza e l’HIV. Pochi giorni fa un gruppo di ricercatori australiani ha pubblicato, sulla rivista Antiviral Research, la capacità dell’ivermectina di eliminare il Covid-19 entro 48 ore dall’infezione su cellule umane. Il farmaco, riscoperto nel 2009, potrebbe dunque rappresentare una nuova arma contro il Coronavirus.

Scienza e arte, Raffaello: segreti pittorici e significati reconditi svelati da tecnologie innovative

A 500 anni della scomparsa di Raffaello un focus monografico del nuovo numero del magazine dell’Ufficio stampa del Consiglio nazionale delle ricerche è dedicato all’artista morto il 6 aprile 1520. 






Come noto, in questi giorni ricorrono i 500 anni dalla scomparsa di Raffaello Sanzio, che si spense il 6 aprile 1520, dopo due settimane di febbre, a soli 37 anni e all’apice del successo. La morte lo raggiunse  a Roma, dove papa Giulio II lo aveva chiamato a realizzare capolavori quali gli affreschi delle Stanze Vaticane e i dipinti di Villa Farnesina.

All’origine del decesso, secondo Vasari, una febbre “continua e acuta”, causata da “eccessi amorosi”, probabilmente la sifilide: una malattia contagiosa che provocò molte vittime, proprio come sta accadendo oggi con il Coronavirus. Per ricordare l’artista urbinate è stato dedicato un Focus monografico all'interno dell’Almanacco della Scienza del Cnr, disponibile on line, prendendo spunto dalle sue opere e dalla sua vita con l’aiuto dei ricercatori del Cnr.

Dei segreti pittorici dell’artista svelati dal ricorso a tecnologie innovative parlano Raffaella Fontana dell’Istituto nazionale di ottica e Francesco Rosi dell’Istituto di scienze e tecnologie chimiche, mentre Fernanda Prestileo dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima e Luana Persano dell'Istituto di nano scienze parlano del restauro e della manutenzione degli arazzi guardando ai tessuti smart del futuro. Virginia Volterra dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione, esperta di Lis, esamina invece il significato recondito del celebre ritratto La “Muta”.

Un parallelo tra gli studi dell’artista sulla città prospettica e le sfide degli urbanisti di oggi è l’oggetto dell’expertise di Teodoro Georgiadis dell’Istituto per la bioeconomia. Antonello Provenzale dell’Istituto di geoscienze e georisorse si ispira invece all’opera “L’incendio di Borgo” per ricordare il sempre attuale rischio di queste calamità. Altro parallelo è proposto da Antonio Coviello, economista dell’Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo, tra la bottega d’arte gestita da Raffaello e gli odierni artigiani digitali.

Gli affreschi della Loggia di Amore e Psiche a Villa Farnesina consentono al medico Roberto Volpe dell’Unità prevenzione e protezione di illustrare i principi nutritivi delle specie vegetali esotiche di oggi. Augusto Palombini dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale si sofferma infine sulla sempre maggiore diffusione delle mostre on line, a partire da “Raffaello 1520-1482”, oggi molto utilizzate a causa della pandemia. Sul tema torna uno dei Video, nel quale la collega di Istituto Eva Pietroni ricorda alcuni progetti del Cnr in questo ambito.

Di Raffaello si parla poi nel Faccia a faccia, dove abbiamo incontrato il critico e storico dell’arte Claudio Strinati, e nelle Recensioni in cui si ricorda l’uscita di tre volumi dedicati a un suo geniale discepolo, Giulio Romano.

Ricerca, Supermateriali: oltre il grafene, il polimero bidimensionale diventa realtà

Un un team italo-canadese ha realizzato un nuovo supermateriale simile al grafene ma con migliori proprietà applicative soprattutto in campo...