lunedì 30 marzo 2020

Coronavirus: supercomputer ENEA a disposizione di tutta la comunità scientifica per ricerca su farmaci e vaccini

Uno dei supercomputer più potenti d’Italia sarà a disposizione della ricerca scientifica pubblica e privata impegnata contro il coronavirus. Si tratta dell’infrastruttura CRESCO6, operativa presso il Centro ENEA di Portici, vicino Napoli. Per sottoporre una richiesta di risorse computazionali sui sistemi HPC CRESCO occorre inviare una mail a crescoforcovid19@enea.it.






Cresco6, supercomputer ospitato presso il Centro Enea (Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente) di Portici, in provincia di Napoli è tra le infrastrutture di calcolo più potenti al Pianeta e seconda per ordine di importanza in ambito pubblico in Italia dopo quella di Cineca. E' in grado di effettuare fino a 1,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo e sta svolgendo un ruolo chiave per testare l’efficacia dei composti sotto indagine, fornendone in poche ore una previsione affidabile della loro efficacia inibitoria, basata su simulazioni a dettaglio atomistico effettuate su migliaia di processori in parallelo.

In pochi giorni di test con il team del professor Procacci dell’Università di Firenze sono stati individuati almeno due composti con caratteristiche promettenti, uno dei quali disponibile commercialmente. Dopo questa prima fase di messa a punto strutturale dei composti ottenuti, HPC CRESCO6 verrà utilizzato per cercare di individuare la struttura molecolare ottimale per un possibile farmaco antivirale specifico per il COVID-19.

“Crediamo che il supercomputer possa dare un contributo vitale in questo momento così cruciale per il nostro Paese per la ricerca di farmaci, vaccini e l’elaborazione di dati”, sottolinea il Presidente dell’ENEA Federico Testa. “Ad oggi è già a disposizione del team di ricercatori dell’Università di Firenze, coordinato dal professor Piero Procacci, che sta lavorando a un processo per bloccare alla radice il meccanismo di replicazione del COVID-19 e, quindi, lo sviluppo del virus”, aggiunge Testa.

Dal 2018, CRESCO6 figura nella prestigiosa TOP500, la classifica dei primi 500 supercomputer mondiali grazie al raddoppio della potenza arrivata a 1,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo (1.4 PetaFlops). L’ingresso al 420° posto è stato annunciato al SuperComputing 2018 di Dallas, la principale conferenza nel campo del calcolo scientifico.

Tra i campi di applicazione di CRESCO6: l’elaborazione di modelli previsionali su cambiamenti climatici e inquinamento dell’aria con dettaglio territoriale molto accurato; studio di nuovi materiali per la produzione di energia pulita; simulazioni per la gestione delle infrastrutture critiche; biotecnologie; chimica computazionale; fluidodinamica per il settore aerospaziale; sviluppo di codici per la fusione nucleare.

I ricercatori di istituzioni pubbliche e private che intendono sottoporre una richiesta per avvalersi delle risorse computazionali ENEA possono scrivere a crescoforcovid19@enea.it, indicando:

- Contatto di riferimento con nome e cognome, mail e telefono;
- Organizzazione di appartenenza con link al sito;
- Ruolo nell'organizzazione;
- Campo applicativo: 1) modellistica numerica; 2) intelligenza artificiale; 3) analisi dati;
- Descrizione scientifica del progetto di calcolo rilevante per l’emergenza COVID-19;
- Quadro di riferimento del progetto;
- Risorse computazionali attualmente utilizzate e quelle desiderate.

Per maggiori informazioni: ict.enea.it

Il pomo rubato di Martoz, il fumetto ambientato alla Galleria Borghese

Domani, martedì 31 marzo, sarà online il fumetto ideato e realizzato da Martoz per la Galleria Borghese: Il pomo rubato.






Nell'ambito di Fumetti ai musei, Il Pomo rubato di Alessandro Martorelli, in arte Martoz, è un modo per raccontare la contemporaneità dei musei italiani tramite la matita di uno tra i migliori giovani fumettisti del panorama nazionale. L'iniziativa editoriale ha l'obiettivo di promuove un nuovo dialogo tra studenti e istituti culturali italiani, per avvicinare bambini e ragazzi ai luoghi della cultura: i fumetti sono pensati per i giovani, che li ricevono gratuitamente partecipando alle attività educative organizzate dai musei dello Stato.

Il pomo rubato racconta di un avvincente inseguimento tra le sculture, i dipinti e gli affreschi della Galleria Borghese. La giovane protagonista della storia dovrà correre a perdifiato senza farsi intimorire dal triplice ringhio di Cerbero, né lasciarsi incantare dai cortei magici che le sfilano accanto per trovare una succulenta mela da addentare e un approdo sicuro sulla spalla di Napoleone Bonaparte alla ricerca di sua sorella Paolina.

Il fumetto nasce nell'ambito di “Fumetti nei Musei”, un progetto voluto dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo in collaborazione con la casa editrice Coconino Press – Fandango e gli autori delle 51 storie che fanno parte della collana. Ogni storia è illustrata da uno dei migliori fumettisti italiani ed è dedicata ad un museo o un parco archeologico del nostro Paese.

In una situazione come quella attuale, in cui sia le scuole che i musei sono chiusi, il digitale permette di avvicinare virtualmente i ragazzi al nostro Museo, invitandoli a percorrere le sale e a conoscere i personaggi che lo popolano attraverso un linguaggio differente, più vicino al loro modo di comunicare.

Il fumetto sarà disponibile martedì 31 marzo a partire dalle 11.30 su questo link

domenica 29 marzo 2020

Il lavoro ai tempi del contagio: AAMOD lancia campagna raccolta video a documentazione partecipata per nuovo fondo di archivio storico

L'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) chiama tutti i lavoratori attualmente impiegati o strategici o improvvisamente trovatisi senza attività e reddito ad interagire attraverso racconti e testimonianze video della propria condizione e degli attuali servizi forniti. La raccolta dei documenti audiovisivi inviati servirà ad ampliare uno dei più rilevanti patrimoni filmici italiani in materia di storia e società: l'AAMOD costituirà per questo un fondo speciale dedicato a materiali video autoprodotti.






In queste settimane di profondi sconvolgimenti dovuti alla diffusione del Coronavirus, un pesante tributo è a carico del modo del lavoro.  Chi ha perso il lavoro, chi è stato messo in ferie forzate, chi prosegue l’attività temendo per le proprie condizioni di sicurezza, chi ha scioperato, chi è in prima linea per difendere la vita negli ospedali, chi per la prima volta sta lavorando da casa e chi si è trovato all'improvviso senza una fonte di reddito. Dipendenti, precari, partite IVA, piccoli imprenditori, in moltissimi stanno vivendo un profondo sconvolgimento delle proprie condizioni di lavoro e di vita.

Per documentare, raccontare, interpretare le nuove condizioni di lavoro in questo delicato momento storico, l’AAMOD lancia una campagna per la raccolta di documentazione partecipata e costituisce un fondo dedicato a materiali video autoprodotti. Un modo per raccontare l’emergenza COVID-19 dal punto di vista dei lavoratori e per riflettere su come questa condizione possa incidere sulle trasformazioni sociali e politiche già in atto.

L’oggetto dei materiali video può riguardare qualunque argomento connesso con la tematica del "LAVORO AI TEMPI DELL’EMERGENZA CORONAVIRUS IN ITALIA": la denuncia di condizioni di lavoro non adeguate ai parametri di sicurezza, le condizioni di difficoltà sociale e familiare che lavoratrici e lavoratori si trovano a vivere, lo sforzo e il senso di responsabilità di coloro che lavorano per garantire beni di prima necessità, l’impegno e la generosità del personale ospedaliero e di chi deve garantire i servizi pubblici essenziali.

Basterà inviare i propri video girati con i mezzi che si hanno a disposizione (telefonini, fotocamere, videocamere…) per contribuire ad implementare questo fondo, destinato non solo a conservare la memoria di quanto sta accadendo nel mondo del lavoro, ma anche ad essere immediatamente riutilizzato in nuove opere, documentari, reportage, studi. 

I materiali, inviati attraverso le comuni piattaforme web o di condivisione file, dovranno essere accompagnati dall’autorizzazione al loro utilizzo sul modello predisposto e scaricabile dal sito AAMOD. Alcuni di questi verranno utilizzati e rielaborati per raccontare sin da subito cosa vivono, raccontano, denunciano le lavoratrici e i lavoratori ai tempi del contagio.

Cosa riprendere 

Scene di lavoro quotidiano ai tempi dell’emergenza sanitaria:

-     l’arrivo sul posto di lavoro, l’ingresso e le misure di sicurezza adottate, le condizioni lavorative con particolare riguardo a ciò che è cambiato in questo periodo;

-     la situazione nei luoghi aperti al pubblico, le misure di prevenzione adottate;

-     le condizioni e modalità di svolgimento del lavoro nel settore della logistica e dei trasporti.

Una giornata tipo, raccontata attraverso i momenti più significativi.

Una testimonianza, personale o di un collega. In questo caso può essere interessante sapere come sono cambiate le condizioni di lavoro, se e come vengono adottate misure di sicurezza, come è stata recepita l’emergenza da parte del datore di lavoro e dei lavoratori. Riflessioni più ampie anche sul rapporto con la famiglia: prospettive, timori, desideri...

Come riprendere 

-     Riprendere sempre in orizzontale, non usare il telefono in verticale.

-     Assicurarsi un audio “pulito”, posizionandosi con il supporto di ripresa vicino alla fonte sonora.

-     Fare riprese stabili e lunghe (senza fretta e cambi continui di inquadratura).

-     Se si scelgono movimenti di camera, riflettere prima sull’inquadratura di inizio e quella finale dedicando a entrambe, prima e dopo il movimento, un tempo adeguato.

-     In genere, anche i telefonini permettono di bloccare la messa a fuoco e l’esposizione… utilizzare questi strumenti quando necessario.

-     Sarebbe meglio non inviare contenuti troppo lunghi, intorno ai 10/15 minuti al massimo. Se si ritiene di aver materiale di dimensioni maggiori e di particolare interesse, è possivile contattare direttamente lo staff per valutare insieme come procedere.

Come inviare 

Mettersi in contatto con gli operatori AAMOD, sia per avere informazioni di carattere generale e chiedere consigli, sia per conoscere le modalità di invio del materiale ed avere i modelli di liberatoria da inviare al momento dell’invio.

Per informazioni e modalità di partecipazione: www.aamod.it

martedì 24 marzo 2020

Coronavirus, Regione Lazio: firmato protocollo d’intesa per l’individuazione di un vaccino contro il COVID-19

Al via il protocollo d’intesa tra il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il ministro della Salute, Roberto Speranza, il ministro dell’Università e della Ricerca scientifica, Gaetano Manfredi, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’IRCCS “Spallanzani”, per l’individuazione di un vaccino contro il COVID-19. Stanziati 8 milioni di euro.







E’ stato firmato oggi il protocollo d’intesa tra il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il ministro della Salute, Roberto Speranza, il ministro dell’Università e della Ricerca scientifica, Gaetano Manfredi, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’IRCCS “Spallanzani”, per l’individuazione di un vaccino contro il COVID-19. Per la realizzazione di questo obiettivo sono stanziati 8 milioni di euro, 5 milioni a carico della Regione Lazio, trasferiti allo Spallanzani, e 3 milioni a carico del Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica.

Con il protocollo d’intesa vengono messe in campo tutte le azioni necessarie per contribuire alla soluzione dell’emergenza epidemiologica, attraverso l’iniziativa di ricerca tecnico-scientifica, che punta alla individuazione nel più breve tempo possibile di un vaccino contro il COVID-19, che sarà finalizzato all’uso clinico e nello studio clinico di Fase I.

Impegno comune, delle Istituzioni e degli enti di ricerca coinvolti, è mettere a disposizione competenze, professionalità, strutture, risorse umane e finanziarie, collaborando, cooperando e mettendo in atto ogni azione possibile per il raggiungimento dell’obiettivo concreto.

Tutti i firmatari del protocollo assicurano l'impegno delle proprie organizzazioni. Il Cnr e lo Spallanzani sono autorizzati, in stretta collaborazione e cooperazione e per le rispettive competenze, ad avviare ogni azione e attività scientifica, tecnica e gestionale per trovare il vaccino contro il Covid-19. La conduzione della ricerca sarà monitorata da un comitato internazionale che sarà individuato congiuntamente da Cnr e Spallanzani di concerto con i due Ministeri. Il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Ministero della Salute si impegnano a sostenere l’intervento con iniziative di supporto e facilitazione, anche con l’eventuale coinvolgimento degli altri enti di ricerca vigilati e delle università.

La Regione Lazio si impegna a mettere a disposizione la propria organizzazione e le strutture territoriali, nello specifico quelle sanitarie, anche garantendo il rilascio delle necessarie autorizzazioni, per l’esecuzione del presente protocollo.

Il Protocollo d’intesa ha la durata di due anni al fine di consentire il completamento delle attività di ricerca e il raggiungimento degli obiettivi scientifici.

“La firma di questo protocollo è di fondamentale importanza. Con le nostre eccellenze scientifiche e con gli 8 milioni di euro che mettiamo a disposizione della ricerca, vogliamo rendere disponibile e accessibile alla popolazione italiana e mondiale un vaccino contro il COVID-19 che sarà in grado di salvare vite adesso e in futuro. L'obiettivo comune è mettere a sistema le competenze di ognuno con la finalità urgente e prioritaria di affrontare e risolvere la grave crisi epidemiologica. Oggi stiamo assistendo a un momento difficilissimo per la nostra Nazione e tutti insieme stiamo facendo il massimo, con un impegno incredibile, per uscire vittoriosi da questa guerra. Ognuno di noi è chiamato a dare il proprio contributo, dal singolo cittadino alle Istituzioni, passando per quello straordinario esercito di specialisti della medicina, di volontari, e di lavoratori che non mollano e che sono il nostro vanto a livello mondiale. A tutti – conclude il governatore del Lazio - non va solo il più sentito e accorato ringraziamento, ma anche il sostegno che serve per progredire e fare fuori una volta per tutte questo maledetto virus. Uniti si vince”, a dichiararlo il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

“In queste settimane sono in contatto costante con Università ed Enti di ricerca. L’impegno del mio ministero è infatti indirizzato principalmente a stimolare e valorizzare tutte le ricerche utili per contrastare il Covid-19” commenta il ministro per l’Università e la Ricerca scientifica, Gaetano Manfredi. “Ora arriva questo protocollo, in cui credo fortemente” aggiunge il ministro “sia perché indispensabile per contribuire a superare l’emergenza che sta tormentando il nostro Paese sia per affermare una volta di più il prestigio internazionale della nostra ricerca, rendendola protagonista nella corsa globale al vaccino. Non è un caso se anche durante questa emergenza così drammatica stia emergendo la centralità della ricerca per risolvere i problemi dei cittadini. In Italia abbiamo scienziati formidabili, capaci e competenti, il cui lavoro è fondamentale per sconfiggere il coronavirus e costruire un nuovo futuro per il paese”.

lunedì 23 marzo 2020

Ricerca, il sole per produrre il freddo

Uno studio del Politecnico di Torino (SMaLL) e dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM), ha messo a punto un dispositivo capace di generare un effetto di raffrescamento senza l’utilizzo di energia elettrica. La ricerca pubblicata sulla rivista Science Advances. 






Raffrescare e riscaldare gli ambienti in cui viviamo o lavoriamo è un’esigenza comune nella maggior parte delle aree abitate. In Europa, l’energia consumata per la climatizzazione è già in aumento, ma l’innalzamento delle temperature in diverse regioni del mondo fa prevedere un possibile aggravarsi di questa esigenza. Per soddisfare il bisogno di raffrescamento degli edifici durante la stagione estiva, la tecnologia più diffusa a livello domestico e industriale è il classico condizionatore, che spesso impiega fluidi refrigeranti ad alto impatto ambientale e richiede inoltre un elevato fabbisogno di elettricità. Come ridurre, quindi, l’impatto energetico del raffrescamento degli edifici?

Una proposta arriva da un gruppo di studiosi del Politecnico di Torino (SMaLL) e dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM), che ha studiato un dispositivo capace di generare un effetto di raffrescamento senza l’utilizzo di energia elettrica.

Come nei dispositivi tradizionali, anche questa nuova tecnologia diminuisce la temperatura di un ambiente sfruttando l’evaporazione di un liquido. Tuttavia, la chiave della nuova soluzione proposta dai ricercatori torinesi è quella di usare semplice acqua e comune sale invece di composti chimici potenzialmente dannosi per l’ambiente. L’impatto ambientale del nuovo dispositivo è inoltre ridotto perché basato su fenomeni passivi, ossia processi spontanei come la capillarità o l’evaporazione, invece che su pompe e compressori che necessitano di energia e manutenzione.

Come spiega Matteo Alberghini, dottorando del Dipartimento Energia del Politecnico e primo autore della ricerca, far evaporare acqua per ottenere una sensazione di fresco è una soluzione nota da millenni, come il sudore che evapora sulla pelle per raffrescarci o un fazzoletto imbevuto appoggiato sulla fronte nelle giornate più calde. L'idea del gruppo di ricerca permette di ingegnerizzare questa tecnologia, massimizzandone l’effetto e rendendola possibile in qualsiasi condizione ambientale.

Anziché essere esposta all’aria, l’acqua pura bagna una membrana impermeabile che la separa da una soluzione di acqua e sale ad alta concentrazione. La membrana può essere immaginata come un setaccio con maglie grandi un milionesimo di metro: grazie alle sue proprietà idrorepellenti, questa membrana non viene attraversata dall’acqua liquida ma solo dal vapore. In questo modo, l’acqua dolce e salata non si mescolano, mentre il vapore d’acqua è libero di passare da una parte all’altra della membrana. In particolare, la differente salinità nei due liquidi consente all’acqua pura di evaporare più velocemente di quella salata.

Questo meccanismo raffredda l’acqua pura, e può essere amplificato grazie alla presenza di diversi stadi evaporativi. L’acqua salata tenderà gradualmente a “raddolcirsi” nel tempo e dunque l’effetto raffrescante ad attenuarsi; tuttavia, la differenza di salinità tra le due soluzioni può essere continuamente - e in modo sostenibile - ristabilita tramite l’energia solare, come peraltro dimostrato in un altro recente studio.

La caratteristica vincente del dispositivo ideato al Politecnico di Torino risiede nella sua progettazione: queste unità refrigeranti, spesse qualche centimetro ciascuna, possono funzionare autonomamente oppure essere disposte in serie, come accade con le comuni batterie, impilandole per aumentare l’effetto di raffrescamento. In questo modo è possibile calibrarne la potenza in base alle singole esigenze, raggiungendo capacità di raffrescamento confrontabili a quelle tipicamente necessarie per gli usi domestici. Inoltre, l’acqua non ha bisogno di pompe per essere movimentata all’interno del dispositivo, ma si “sposta” in modo spontaneo grazie all’effetto capillare di alcuni componenti che, così come la carta da cucina, sono capaci di assorbire e trasportare l’acqua anche contro la forza di gravità.

Anche altre strategie per il raffrescamento passivo sono in fase di sperimentazione in diversi centri di ricerca mondiali, ad esempio quelle basate sulla dispersione di calore per effetto radiativo. Il raffrescamento radiativo, seppur promettente e adatto ad alcune applicazioni, presenta però due grossi limiti: il principio su cui si basa è inefficace in climi tropicali e in generale nelle giornate molto umide, quando peraltro il bisogno di condizionamento sarebbe maggiore; inoltre il limite teorico della potenza di raffrescamento che può fornire è piuttosto ridotto. Il prototipo passivo, basato invece sul raffrescamento evaporativo tra due soluzioni acquose a diverse salinità, potrebbe superare questo limite, realizzando un effetto utile indipendente dall’umidità esterna. Per di più è possibile ottenere in futuro una capacità di raffrescamento anche più elevata aumentando la concentrazione della soluzione salina oppure ricorrendo ad un design modulare più spinto del dispositivo.

Il potenziale basso costo di produzione – appena qualche euro per ciascuno stadio – e la semplicità dell’assemblaggio renderebbero il dispositivo ideale per essere installato in zone rurali, dove la scarsa presenza di tecnici specializzati può rendere difficoltosa l’installazione e la manutenzione dei sistemi tradizionali. Interessanti ricadute potrebbero anche aversi in regioni ricche di acque ad alta concentrazione salina, come ad esempio quelle costiere, nelle vicinanze di grossi impianti di dissalazione oppure in prossimità di saline.

Ad ora, la tecnologia non è ancora pronta per una immediata commercializzazione. Tuttavia, ulteriori sviluppi (anche soggetti a futuri possibili finanziamenti o collaborazioni industriali) sono possibili. In prospettiva, tale tecnologia potrebbe affiancare gli impianti già esistenti alleggerendo il loro carico di lavoro e, così ridurre il consumo energetico a parità di effetto raffrescante.

Coronavirus e ricerca, accelera lo sviluppo del trattamento antivirale per COVID-19 e kit di autoanalisi rapida

Celltrion Group, società biofarmaceutica con sede a Incheon, in Corea del Sud ha annunciato di aver completato la prima fase di sviluppo di un trattamento antivirale per combattere la diffusione della COVID-19 e spera di avviare studi clinici sull’uomo nel terzo trimestre 2020. Celltrion mira a lanciare anche un kit diagnostico di autoanalisi rapida per la COVID-19 per quest’estate.






La ricerca sta accelerando ed a breve potremmo avere a disposizione un farmaco antivirale per combattere la diffusione della COVID-19 insieme ad un kit appositamente progettato per fornire risultati in pochi minuti. Sfruttando l’esperienza acquisita nello sviluppo di farmaci biologici a livello mondiale, Celltrion Group intende mantenere l’impegno nel sostenere i pazienti e i sistemi sanitari durante la pandemia.

Celltrion Group ha annunciato oggi importanti traguardi negli sforzi per combattere la pandemia da nuovo coronavirus 2019 (COVID-19). Nell’ambito del piano di preparazione d’emergenza per affrontare l’epidemia, che ha infettato oltre 200.000 persone in tutto il mondo. Celltrion ha completato con successo la prima fase di sviluppo di un trattamento antivirale per combattere il COVID-19 e mira a lanciare un kit diagnostico di autoanalisi rapida che potrebbe fornire risultati entro 15-20 minuti dall'autoanalisi.

Celltrion è stata scelta dal Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie coreano (Korea Centers for Disease Control, KCDC) come uno sviluppatore preferenziale per un progetto di anticorpi monoclonali per trattare e prevenire la COVID-19. La Corea è stata uno dei primi paesi ad essere colpito dalla pandemia.3 Celltrion ha identificato la libreria di anticorpi prelevati dal sangue di pazienti guariti in Corea e che si ritiene siano coinvolti nella neutralizzazione del virus, potendo quindi contribuire alla guarigione dalla COVID-19. Questi anticorpi vengono sottoposti a ulteriori esami per identificare quelli che sono più efficaci nel neutralizzare il virus responsabile della COVID-19. Una volta identificati, formeranno la base del trattamento antivirale che verrà testato in sperimentazioni precliniche e cliniche in tutto il mondo nel terzo trimestre 2020.

Celltrion prevede inoltre di sviluppare un ‘super anticorpo’ in grado di attaccare e neutralizzare tutti i tipi di ceppi associati al coronavirus, come quelli che provocano la COVID-19 e la SARS, consentendo ulteriore protezione contro mutazioni impreviste o inattese. Celltrion spera che il candidato ‘super anticorpo’ possa contribuire alla preparazione per potenziali situazioni di pandemie future.

Oltre allo sviluppo terapeutico di anticorpi, Celltrion mira a lanciare un kit diagnostico di autoanalisi rapida nell’estate di quest’anno. Il kit si concentrerà sul gene che codifica la proteina spike (S) sulla superficie del coronavirus, una glicoproteina essenziale per l’ingresso virale in cellule ospiti umane. Il kit è progettato per mostrare i risultati entro 15-20 minuti, con sensibilità e specificità ottimizzate e migliori caratteristiche di precisione. Una volta ottenuto un marchio CE, il kit diagnostico di autoanalisi rapida diventerà disponibile in tutta Europa attraverso Celltrion Healthcare. Celltrion prevede di presentare una domanda di autorizzazione del dispositivo all’FDA negli Stati Uniti e ad altre autorità normative dopo aver acquisito i dati pertinenti.

“Il nostro trattamento antivirale per la COVID-19 è progettato per addestrare il sistema immunitario a produrre anticorpi che riconoscano e blocchino la proteina spike utilizzata dal virus per penetrare nelle cellule umane. Gli anticorpi che si legano all’antigene della COVID-19 verranno anche utilizzati per sviluppare un kit diagnostico. Abbiamo implementato un piano di preparazione all’emergenza agli inizi dell’epidemia da coronavirus 2019, sfruttando le nostre esclusive tecnologie di scoperta, sviluppo e produzione di anticorpi. Rinnoviamo il nostro impegno ad appoggiare i sistemi sanitari di tutto il mondo e a innovare per sostenere i pazienti per l’intera durata di questa pandemia”, ha dichiarato Ki-Sung Kwon, Responsabile della Divisione R&D di Celltrion.

domenica 22 marzo 2020

Coronavirus, asintomatici: la scienza ora studia se sviluppano anticorpi e memoria immunitaria contro il virus

Il mondo della ricerca si sta muovendo per comprendere se le persone che hanno contratto il virus e non presentano sintomi “misurabili” possa essere la speranza per una rapida immunità di gregge. 







Del coronavirus SARS-CoV-2 si sa ancora poco e, di fatto, acquisiamo le informazioni  giorno per giorno: da quanto apparso in alcuni articoli su Science e dai dati che stanno emergendo dallo studio epidemiologico di Vo' Euganeo, le persone che hanno contratto il virus e non presentano sintomi “misurabili” (febbre, tosse, difficoltà respiratorie) sono in numero elevatissimo. Quindi non avendo alcun sintomo, tali soggetti sono purtroppo inconsapevoli diffusori del virus: ciò significa che l'infezione si propaga molto più efficientemente ed è quindi più difficile da contenere. SARS-CoV-2 ha già provocato un numero di casi cinque volte superiore e in un quarto del tempo impiegato dal virus della SARS-CoV: la strategia #iorestoacasa è, quindi, estremamente utile nel ridurre drasticamente la possibilità che gli asintomatici creino insospettati focolai di contagio.

Con il test del tampone attualmente utilizzato si preleva del materiale biologico dal naso e dalla gola che poi viene utilizzato per amplificare le sequenze specifiche del virus se è presente. Il risultato di positività non ci dà, però, nessuna informazione sulla risposta immunitaria della persona analizzata. E’ la fotografia di un momento: un negativo di oggi potrebbe diventare positivo domani. Il tampone è, quindi, utile per avere informazioni immediate, ma non è sufficiente per identificare focolai nascosti, e non ci aiuta a comprendere il fenomeno degli asintomatici che sembra essere responsabile dell’enorme diffusione del virus, ma che potrebbe anche essere la nostra speranza per il futuro di ottenere rapidamente un’immunità di gregge.

Le domande chiave a cui occorre rispondere in tempi brevi sono: “gli asintomatici sviluppano immunoglobuline contro il virus? Hanno attivato delle risposte immunitarie aumentando i livelli di IgM? Ma soprattutto sviluppano memoria immunitaria aumentando le IgG specifiche per il virus?”

Cercando di semplificare al massimo, quando il nostro organismo viene a contatto con un virus si attiva una risposta immunitaria complessa, che coinvolge immediatamente le cellule dell’immunità innata (Natural Killer, monociti, granulociti) e poi le cellule dell’immunità adattativa (linfociti T e B) e che consente all’organismo di avere la meglio sull’infezione virale. Durante la risposta adattativa si attivano le cellule B che producono inizialmente, nella fase acuta, anticorpi chiamati IgM che riconoscono il virus e lo neutralizzarlo inizialmente. La presenza di IgM specifiche per il virus nel sangue indica, quindi, che c'è un’infezione virale iniziale. Le cellule B che producono IgM capaci di riconoscere il virus si differenziano in una fase successiva e iniziano a produrre IgG, anticorpi che riconoscono le proteine virali con elevatissima specificità e neutralizzano il virus. La produzione di IgG dura per molte settimane per poi diminuire ma non sparisce mai del tutto. Rimangono nel nostro organismo delle cellule B “della memoria” che sono in grado, nel caso si venga di nuovo a contatto con il virus, di attivare una risposta immediata proliferando e producendo di nuovo IgG altamente specifiche per il virus da combattere. Creare la memoria immunitaria è il principio alla base dei vaccini. Avere quindi una memoria immunitaria per SARS-CoV-2 consente quindi di essere protetti qualora si rincontri il virus. Avere tante persone intorno che sono resistenti al virus crea “ l’immunità di gregge“ per cui il virus non riesce a diffondersi nella popolazione, e così i pochi che non hanno sviluppato una memoria immunitaria non rischiano di incontrarlo e di infettarsi.

Quindi, è di assoluta importanza in questo momento coordinare gli sforzi di medici e ricercatori, e iniziare subito a svolgere analisi sierologiche e studi sulle caratteristiche immunologiche dei pazienti asintomatici, che secondo alcuni studi iniziali rappresentano il 75% dei contagiati e di cui noi non abbiamo traccia non avendo sviluppato sintomi clinici. La raccolta di dati sierologici e immunitari è essenziale per capire che percentuale della popolazione ha effettivamente sviluppato resistenza al virus, se esiste una resistenza legata all’età, e quali sono le basi immunologiche di tale resistenza. Queste informazioni sono fondamentali per definire le strategie future di contenimento del virus in attesa di avere un vaccino o strumenti farmacologici specifici per contrastarne la diffusione.

Coronavirus: indice di fiducia molto alto per gestione e applicazione misure di contrasto al virus. La ricerca esplorativa

Uno studio dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc) mostra i risultati di un indagine svolta su 4260 italiani tra il 9 e il 14 marzo che  riguarda gli aspetti socio-comportamentali relativi alla diffusione del virus e alla fiducia della popolazione nelle Autorità pubbliche, rispetto alla gestione delle misure di contrasto.






Indice di fiducia molto alto verso le Autorità Pubbliche da parte degli italiani. Emerge dallo studio "Coronavirus e fiducia, una ricerca esplorativa" condotto in collaborazione tra i gruppi di ricerca “Trust, Theory and Technology group” ed “Evaluation Research group” dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) con l'obiettivo di studiare gli aspetti socio-comportamentali relativi alla diffusione del virus e alla gestione e messa in atto delle misure di contrasto.

L’analisi si concentra sugli aspetti di fiducia che i cittadini ripongono nelle Autorità Pubbliche rispetto a questa gestione: in merito ai provvedimenti e alle linee guida adottate, agli scopi perseguiti, alle motivazioni che li determinano, alla loro capacità di coinvolgimento e alla loro efficacia per il contenimento del virus stesso. Indagare la fiducia dei cittadini anche attraverso le componenti basilari per un comportamento affidabile, come la competenza, l’intenzionalità trasparente e coerente del soggetto in analisi, le motivazioni che promuovono le intenzioni, la coerenza degli obiettivi, l’efficacia degli interventi, la capacità di coinvolgimento e gli strumenti per alimentarlo. Aspetto importante è stato quello di rilevare le fonti di informazione a cui i cittadini fanno principalmente riferimento nonché l’affidabilità percepita delle stesse e rilevare la percezione dei cittadini su come evolverà la loro fiducia nei riguardi di vari soggetti, a seguito di questo evento tanto sconvolgente le loro vite attuali.

Materiali e metodi

Lo studio si è rivolto ai cittadini italiani che avessero compiuto la maggiore età. In particolare sono state intervistate 4260 persone, nel periodo compreso tra il 9 marzo (inizio rilevazione ore 19) e il 14 marzo 2020 (fine rilevazione ore 10.30).

Partecipanti

Il campione è costituito per il 57% da femmine e per il 43% da maschi. L’età dei partecipanti è compresa tra i 18 e gli 85 anni, la maggior parte si colloca nella fascia tra i 50 e i 59 anni (26%), l’età media è di 46 anni. Il titolo di studio prevalente è molto alto: quasi tre quarti delle persone possiedono laurea (38%) o specializzazione post laurea (34%). La maggior parte del campione proviene dal Centro Italia (39%), il 33% vive al Nord, il 28 nel Sud o nelle Isole; il 30% vive in una delle Regioni maggiormente colpite dal Coronavirus, ossia tra Lombardia, Emilia–Romagna, Veneto, Marche e Piemonte.

Raccolta e analisi dei dati

I dati sono stati raccolti attraverso un questionario ad hoc, definito a partire dal modello socio-cognitivo della fiducia (Falcone&Castelfranchi, 2001; Castelfranchi&Falcone, 2010), composto da sei sezioni. La prima parte era finalizzata ad acquisire informazioni relative alle competenze riconosciute alle Autorità Pubbliche, sia per quanto riguarda l’assunzione di provvedimenti adeguati alla situazione del momento che per quanto riguarda l’emanazione delle linee guida. La seconda parte era dedicata allo studio delle intenzioni delle Autorità Pubbliche relativamente al contenimento del Coronavirus, sia attraverso provvedimenti che attraverso linee guida. La terza parte era finalizzata ad indagare scopi e utilità dei provvedimenti, con riferimenti anche all’impatto degli stessi sulla propria vita e alla percezione relativa all’adesione alle norme indicate dalle Autorità Pubbliche. La quarta parte era finalizzata ad acquisire informazioni sul grado di fiducia complessivo nei confronti delle Autorità Pubbliche e sui fattori che la influenzano, nonchè sulle fonti di informazione maggiormente utilizzate e l’affidabilità percepita delle stesse. La quinta parte era volta ad analizzare scenari futuri in cui gli intervistati esprimono previsioni su come indirizzeranno la loro fiducia sui vari soggetti. Infine l’ultima parte era finalizzata ad acquisire informazioni socio-anagrafiche quali ad esempio il genere, l’età e la regione di provenienza. Nel complesso il questionario era composto da 57 item, e l’opinione dei partecipanti è stata rilevata attraverso scale Likert a 5 modalità.

Il questionario è stato somministrato online, attraverso la piattaforma Google Moduli, previa autorizzazione e adesione delle persone; la compilazione ha richiesto un tempo medio di 10 minuti. E’ stata adottata una tipologia di campionamento non probabilistico a cascata. In particolare i partecipanti sono stati raggiunti tramite: email, utilizzando mailing list a disposizione dei ricercatori; social network, in particolare il questionario è stato diffuso attraverso le pagine personali di Facebook, alcuni gruppi Facebook di ricercatori e di mamme di varie parti d’Italia, nonché attraverso gruppi personali WhatsApp; messaggi privati alla propria rete di contatti. Sono state così attivate tutte le reti relazionali a disposizione dei ricercatori, che a loro volta hanno condiviso alle loro reti.

Risultati

In termini di competenza il campione riconosce le competenze delle Autorità, tanto ad assumere provvedimenti quanto ad indicare linee guida (più le seconde che le prime); in particolare non dubita sul fatto che sia loro prerogativa farlo (91,8%); ritiene, in grande maggioranza (71,7%), che abbiano utilizzato correttamente gli esperti; critica, con leggera maggioranza (54,3%), alcune contraddittorietà evidenziate nella gestione; considera (a maggioranza relativa, 44,8%) di aver saputo organizzare misure sufficienti di contrasto. In ogni caso NON mette in dubbio (il 63,3%) la competenza delle Autorità.

Riguardo alle intenzioni il campione riconosce alle Autorità la piena intenzione nel contenere il coronavirus sia attraverso provvedimenti (per il 90,2%) sia attraverso linee guida comportamentali (per l’89,1%); andando ad analizzare le azioni che dovrebbero conseguire, trova comunque a maggioranza non amplissima (55,9%) sufficienti gli investimenti prospettati e ritiene (a maggioranza relativa, 43,1%) che NON ci siano altri interessi in gioco. Infine non dubita (72,1%) sulle intenzioni delle autorità. Per quanto davvero minima, può far riflettere la tendenza differente tra riconoscere all’autorità maggiore competenza nell’indicare linee guida (rispetto a provvedimenti ordinamentali), rispetto ad avere maggiore intenzionalità nell’emanare provvedimenti ordinamentali (rispetto ad indicazioni attraverso linee guida).

Provando a dare una giustificazione, sembra lecito sostenere che l’intenzionalità si riconosce tanto più quanto è determinata (cosa più determinato di provvedimenti prescrittivi?). Viceversa, la competenza si accompagna meglio all’autorevolezza e quindi ad indicazioni non necessariamente imposte, ma credibili anche in base alla riconosciuta competenza di chi le fornisce e che può esprimersi persino con il riconoscimento dell’autonomia dell’interlocutore e della sua capacità di comprensione e adesione.

Su quale autorità sia la più adeguata ad assumere le decisioni in questo ambito, il campione si è espresso abbastanza nettamente (72,8%) sul Governo Nazionale. E’ interessante però notare come al secondo posto ci sia la Protezione Civile e che al terzo ci sia la Presidenza della Repubblica (di fatto un’autorità morale più che esecutiva/operativa). Solo al quarto posto il Governo Regionale.

Sulla utilità dei provvedimenti e delle linee guida promosse il campione si è espresso con l’85% a favore, il 2,6% contro e il 12,3% né a favore né contro.è qui interessante notare che l’utilità delle azioni delle sono apprezzate da una maggioranza molto alta (85%). Qui la richiesta era decontestualizzata dalle azioni specifiche messe in atto e focalizzata sul concetto di utilità.

Per quanto riguarda l'impatto sulla propria vita la risposta, attenendoci al senso letterale della domanda, mostra un relativo “disturbo, interferenza” di questi provvedimenti. Questo disagio, che in realtà dovrebbe essere maggiore dato l’impatto sul normale procedere della vita organizzativa di ciascuno, potrebbe essere spiegato meglio dalle risposte successive in cui il campione mostra di credere molto nell’utilità/necessità degli interventi. Si noti anche come il campione sia fortemente sensibile alla necessità del proprio contributo per il bene collettivo e non solo personale.

Alla domanda "ma gli altri come si comporteranno", la risposta del campione tradisce un senso di incertezza. Il dato più evidente è quello che esprime contrarietà (59,6%) alla versione più pessimistica secondo cui “sarà un numero insufficiente a comportarsi nel modo corretto”. Le altre risposte, seppur lievemente ottimiste, mostrano una qualche incertezza. In pratica, gli intervistati escludono l’ipotesi pessimistica (non saranno in numero sufficiente quelli che si adegueranno alle norme) ma mostrano cautela su quelle più ottimistiche.

Alla domanda "cosa è più efficace per convincere a seguire nuove norme" il campione considera, in percentuali molto alte, ritiene utile avere uno spirito di condivisione; sapere che le autorità stanno facendo il massimo; essere preoccupati dei rischi potenziali; sapere che tutti le stanno seguendo. E' interessante notare considerazioni relative allo spirito di gruppo e ai soggetti collettivi.

Importante sottolineare che nell'analisi, la connotazione politica ha avuto poco rilievo, in quanto la scelta operata fin dall’impostazione del questionario è stata quella di considerare le Autorità Pubbliche nella loro globalità ed in qualche misura, svestendole dei connotati più direttamente di parte (ideologico, partitica) che potevano essere loro attribuiti sulla base delle preferenze politiche degli intervistati.

giovedì 19 marzo 2020

#iorestoacasa, lezioni di coding divertendosi. Nasce cod.org, il progetto che mira a insegnare ai bambini la lingua del computer

“Credo che tutti in questo Paese dovrebbero imparare a programmare un computer perché ti insegna come pensare”. Così Steve Jobs che consigliava di vivere la tecnologia non come utenti passivi ma da protagonisti. Oggi imparare il coding, un quasi-sinonimo di “programmare”, diventa sempre più semplice. Nasce code.org, che aiuterà i bambini a farlo fin dalle scuole elementari con strumenti efficaci e divertenti per muovere i primi passi nel mondo della programmazione.






#iorestoacasa, il claim lanciato in questi giorni da governo, ci da molte possibilità per far passare fruttuosamente il nostro tempo a casa. E di cose da fare, in quelli che ricorderemo come i tempi del Coronavirus, ce ne sono davvero tante. Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ad iniziare dai bambini.

In un mondo sempre più dominato da elettronica e pc, saper parlare la lingua dei computer, ovvero sapere programmare, costituisce spesso un enorme vantaggio competitivo. Unire tecnologia e programmazione significa anche gioco e divertimento. Il coding è di fatto uno strumento che riesce a motivare bambini e ragazzi. La capacità di scrivere programmi per computer è una parte molto importante delle capacità necessarie nella società moderna. Quando le persone imparano a scriverli imparano allo stesso tempo strategie importanti per la soluzione dei problemi, per creare progetti e per comunicare le loro idee. Esattamente come per le lingue, anche l'apprendimento della logica di programmazione più che dei singoli linguaggi informatici, trova nelle menti flessibili dei bambini un campo fertile che ne facilità la comprensione.

Proprio su queste basi è nato code.org, un progetto che mira a rendere disponibili a tutti i bambini, fin dalle scuole elementari, strumenti efficaci e divertenti per muovere i primi passi nel mondo della programmazione. Un progetto che vede come sponsor personaggi del calibro di Bill Gates e Mark Zuckerberg ed aperto anche agli insegnanti che svolgono un ruolo chiave per trasmettere entusiasmo e competenze verso il mondo dell'informatica. Code.org si rivolge infatti a chiunque sappia usare un computer senza essere un esperto o dotato di particolari competenze matematiche.

Dal sito è infatti possibile scaricare una serie di lezioni che comprendono strumenti interattivi come Scratch, progettato in maniera specifica per la fascia di età 8 - 16 anni, ma usato da persone di tutte le età, è uno strumento utile per programmare storie interattive, giochi e animazioni da condividere con gli altri membri della comunità ed è reso disponibile in maniera completamente gratuita.

Coronavirus, perché #iorestoacasa è una buona idea. Il “distanziamento sociale” arma vincente per contenere il contagio

Le misure di salute pubblica introdotte in questi giorni hanno lo scopo di evitare una grande ondata epidemica, con un picco di casi concentrata in un breve periodo di tempo iniziale che è lo scenario peggiore durante un'epidemia per la sua difficoltà di gestione. Nel caso del coronavirus dobbiamo tenere conto, inoltre, che l'Italia ha una popolazione anziana, peraltro molto più anziana di quella cinese, e bisogna proteggerla il più possibile da contagi. Le misure indicate dalle autorità quindi vanno seguite nella loro totalità.






Secondo studi in corso gli effetti delle cosiddette misure di 'distanziamento sociale', sono state rappresentate attraverso un grafico in cui la curva con il picco più alto rappresenta l'evoluzione teorica dei casi in assenza di misure. L'obiettivo del distanziamento sociale, soprattutto in una situazione come quella attuale in cui non ci sono interventi farmacologici attuabili, è ridurre la velocità di diffusione del virus, spostando in avanti nel tempo il picco epidemico e riducendone l'altezza, di fatto 'spalmando' i casi su un arco temporale più lungo. Questo porterà benefici riducendo la pressione sul sistema sanitario, che nel caso del Sars-Cov-2 era già stressato dall'impennata dei casi di influenza tipica di questo periodo.

Per misure di distanziamento sociale si intendono diversi tipi di intervento, che vanno ad aggiungersi ad altri provvedimenti come la promozione di una maggiore igiene delle mani o l'utilizzo di mascherine: i più comuni sono l'isolamento dei pazienti, l'individuazione e la sorveglianza dei contatti, la quarantena per le persone esposte, la chiusura delle scuole e dei luoghi di lavoro o l'adozione di metodi per lezioni scolastiche/universitarie e lavoro a distanza. Inoltre vanno anche considerati i provvedimenti che limitano l'assembramento di persone, come le manifestazioni sportive, fino ad arrivare alla restrizione dei viaggi internazionali.

Sull'efficacia di questo tipo di misure sono stati condotti diversi studi, molti dei quali condotti su epidemie e pandemie del passato, e generalmente si sono dimostrate efficaci, in misura variabile a seconda del contesto. In generale si può dire però che l’introduzione di ogni provvedimento viene valutato attentamente, perché ognuna delle misure elencate porta dei costi sociali diretti o indiretti che possono essere molto alti.

Un articolo di Luisa Bracci Laudiero del Cnr - Istituto di farmacologia Traslazionale e e CNR Immunology Network (CIN) lascia intuire bene perché il decreto #iorestoacasa è una buona idea e quanto siano importanti le misure di “distanziamento sociale” per contenere il contagio. Come evidenziato, per capire il perché delle scelte fatte in tal senso è molto illuminante la splendida simulazione grafica fatta dal quotidiano "The Washington Post" e ripresa anche dal "Corriere della Sera", dove vengono messe a confronto quattro diverse strategie di contenimento del contagio da un fantomatico virus in una popolazione di 200 persone, identificate come singoli pallini il cui colore cambia in base allo stato di salute.

Nel primo modello, se si lascia il virus libero di agire senza alcuna strategia di contenimento, il contagio si diffonde rapidamente, e solo dopo che quasi tutti si sono infettati si iniziano a contare i primi guariti. Da sottolineare che in queste simulazioni la mortalità non è stata assolutamente considerata. Ma se pensiamo solo per un attimo a cosa sta accadendo in Lombardia è facile intuire che ospedali stracolmi e assenza di opportune cure aumentano enormemente il tasso di mortalità, che sarà ben superiore a quello teorico previsto per il virus.

Nella seconda simulazione, dove si mette in quarantena un gruppo di individui c’è un iniziale rallentamento del contagio. La quarantena, però, non riesce ad essere mai totale e qualche individuo contagiato passa nel gruppo dei sani che continuano a fare una vita normale. In breve tempo accade quanto già descritto nel Modello 1, un rapidissimo aumento dei casi e la comparsa dei guariti solo nella fase finale del contagio del gruppo. Anche per questo modello valgono i ragionamenti sulla mortalità fatti per il Modello 1 per quanto riguarda l’impossibilità del sistema sanitario di far fronte a tante persone ammalatesi tutte contemporaneamente.

I Modelli 3 e 4 sono modelli di isolamento sociale in cui si evitano gli spazi pubblici e i movimenti della popolazione sono limitati. Nel Modello 3 circa il 25% della popolazione continua a muoversi mentre gli altri sono a casa. La curva di crescita del contagio è molto più lenta, e soprattutto le guarigioni iniziano a crescere ben prima che tutti si siano ammalati. Risultati ancora migliori si hanno nel Modello 4 dove poco più del 10% della popolazione è libera di muoversi sul territorio, mentre quasi il 90% delle persone è a casa. Il contagio si diffonde molto lentamente e il numero dei sani e dei guariti è sempre maggiore rispetto a quello dei malati.

Da questi modelli emerge in modo chiarissimo che il “distanziamento sociale” è, di fatto, l’unico modo per contenere il contagio e cercare di mantenere bassa la percentuale delle persone ammalate in modo che tutti possano ricevere le cure necessarie. Se pensiamo alla nostra pandemia reale, il distanziamento sociale è ancora più importante, perché da quello che sta emergendo esiste una gran parte della popolazione che non ha sintomi documentabili ma è in grado di trasmettere il virus (science.sciencemag.org/content/early/2020/03/13/science.abb3221). Poiché per ragioni economiche, di sovraccarico del sistema sanitario e di rapidi cambiamenti nel tempo (chi è negativo oggi potrebbe essere positivo domani), non è consigliabile eseguire a tutti il tampone e verificare se si è portatori del virus, il rimanere confinati a casa di gran parte della popolazione è la migliore soluzione, in quanto impedisce agli asintomatici di circolare indisturbati e di diffondere inconsapevolmente il virus.

I dati epidemiologici che si stanno raccogliendo in Italia a Vo (www.scienzainrete.it/articolo/facciamo-tutta-italia-come-vo’-e-corea-del-sud/sergio-romagnani/2020-03-16) indicano che tra le persone che contraggono il virus una percentuale altissima (tra il 50 ed il 75%) è effettivamente asintomatica. Questo è un dato fondamentale nel pianificare la strategia del contenimento del virus. 

Il modello di isolamento sociale prevede comunque dei contatti con l’esterno (spesa, medicine, terapie) per cui è, al contrario, di vitale importanza che i tamponi vengano eseguiti ripetutamente su tutte le persone che attualmente sono a contatto con il pubblico (dai medici ed infermieri alle cassiere dei supermercati) per evitare che rappresentino un focolaio nascosto di contagio e di diffusione del virus.

Coronavirus, Modelli matematici per la previsione della diffusione dell'epidemia COVID-19

Una ricerca dell’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iac) sta analizzando l’evolversi della diffusione dell'epidemia di COVID-19 in Italia. Attualmente si evidenzia un modesto calo in Lombardia ed al Centro. Sud in leggero aumento causa esodo dal Nord. Prossima settimana prevista riduzione dei casi grazie decreto ''Io resto a casa'' ed una stabilizzazione dei contagiati tra il 25 marzo e il 15 aprile.





In questi ultimi giorni, una ricerca dell’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iac), condotta da Giovanni Sebastiani in collaborazione con Marco Massa dell'Imperial College di Londra, sta analizzando su base giornaliera l’evolversi della diffusione dell'epidemia di COVID-19 in Italia. I dati utilizzati sono quelli ufficiali resi disponibili dalla Protezione Civile. La strategia adottata prevede lo studio del fenomeno di diffusione del contagio attraverso modelli e metodi matematici e statistici di diverso tipo.

Il primo approccio utilizza modelli parametrici e, in particolare, quello geometrico e quello logistico, che caratterizzano tipicamente l’evoluzione delle epidemie. In alternativa, è stato considerato un modello matematico a “compartimenti”, usualmente utilizzato in epidemiologia. Alle tradizionali categorie, i “suscettibili” di essere infettati, gli infetti, i guariti e i deceduti, si affiancano ora i ''portatori sani'', non rilevabili dai dati, ma ben presenti sul territorio. Per questi due approcci, i dati aggregati a livello di provincia a disposizione sono sufficienti per stimare i parametri dei modelli ed effettuare previsioni sulle principali caratteristiche del fenomeno di diffusione dell'epidemia, ad esempio la durata, la percentuale di infetti e di morti.

I principali risultati ottenuti analizzando i dati fino al 16 marzo hanno permesso di rilevare negli ultimi giorni una seppur modesta diminuzione del tasso di crescita della frazione di contagiati osservati in Lombardia. A livello di provincia, questo accade per cinque delle sei più colpite: Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Milano, mentre per Pavia non c'è sinora evidenza di una diminuzione del tasso. Tra 6 o 7 giorni ci aspettiamo di vedere una significativa riduzione del tasso di crescita, dovuto alle misure di limitazione della mobilità contenute nel decreto ''Io resto a casa'' dell'11 marzo.

Stesse considerazioni possono essere fatte a partire dai risultati delle regioni del centro Italia non confinanti con la Lombardia: Toscana, Umbria, Marche, Lazio ed Abruzzo. Per le regioni del Sud, escluse Basilicata e Molise, dove i numeri sono ancora ridotti, si osserva un aumento del tasso di crescita avvenuto dopo una precedente diminuzione. Tale aumento è purtroppo avvenuto 3-4 giorni dopo l'esodo dal Nord al Sud dell'8 marzo, giorno dell'approvazione del decreto che istituiva la zona rossa in Lombardia. Probabilmente, gli effetti dell'esodo hanno influito negativamente sul contagio.

Infine, analizzando i dati disponibili finora secondo il primo approccio, si stima che la stabilizzazione della frazione dei contagiati si avrà in un intervallo compreso tra il 25 marzo e il 15 aprile. Queste stime – va evidenziato - sono soggette a grande incertezza a causa di vari fattori in gioco e vanno ricalibrate di continuo a seconda dei dati disponibili e dei cambiamenti nei comportamenti individuali a seguito dei decreti governativi.

mercoledì 18 marzo 2020

Covid-19, con l'intelligenza artificiale risposte in 20 secondi, anche da remoto

Nel Lazio, al Policlinico Campus Bio-Medico, il primo Ospedale in Europa con sistema di diagnosi precoce e monitoraggio contro il virus. Basato sull’analisi delle immagini Tc polmonari, utilizzato con successo in Cina negli ospedali di Wuhan, ha una attendibilità del 98,5%.






Un aiuto per gli ospedali a gestire i posti letto in terapia intensiva, contribuire alla tenuta del sistema e migliorarne l’efficienza e l’appropriatezza. Il Policlinico mette questo importante sistema di intelligenza artificiale a disposizione di tutte le strutture sanitarie laziali e nazionali. Le Radiologie degli altri nosocomi potranno fornire le immagini diagnostiche dei loro pazienti e ricevere il riscontro da parte dei radiologi del Campus Bio-Medico.

Il Policlinico Campus Bio-Medico, della Rete del sistema sanitario regionale del Lazio, è il primo Ospedale in Europa che acquisisce il sistema di intelligenza artificiale utilizzato negli Ospedali di Wuhan (Cina) per la diagnosi precoce e il monitoraggio di Polmoniti da Covid-19. Il sistema di intelligenza artificiale è in grado di fornire una risposta in 20 secondi partendo dall’analisi delle immagini della TC polmonare. Il tasso di attendibilità è del 98,5% ed è stato testato con pieno successo su pazienti anonimizzati in cieco dai medici radiologi del Policlinico Campus Bio-Medico, guidati dal Direttore della UOC di Diagnostica per Immagini Prof. Carlo Cosimo Quattrocchi e dal Direttore dell’Imaging Center Prof. Bruno Beomonte Zobel.

Gli ingegneri cinesi, della società europea che ha ideato la soluzione tecnologica, hanno lavorato alacremente con il personale del Policlinico Campus Bio-Medico per installare il sistema di intelligenza artificiale e insieme lo hanno sviluppato per adattarlo alle esigenze italiane.

L’applicazione basata sull’intelligenza artificiale, oltre a fornire la risposta immediata sul tipo di polmonite (virale da Covid-19 vs. altre patologie come polmoniti batteriche, bpco, ecc.), è in grado di calcolare il volume di compromissione polmonare espresso in cm cubici e di fornire pertanto una valutazione di prognosi, miglioramento o peggioramento della situazione del paziente.

In questa situazione di emergenza, il Policlinico Campus Bio-Medico mette a disposizione questo importante sistema di analisi massiva degli esami diagnostici TC a tutte le strutture laziali e nazionali. Sarà infatti sufficiente agli ospedali di tutto il territorio fornire in via digitale le immagini TC polmonari dei pazienti e l’equipe dell’Imaging Center e della Diagnostrica per Immagini del Policlinico Campus Bio-Medico fornirà il riscontro strutturato del sistema di intelligenza artificiale. Concentrare la lettura dei dati favorirà l’apprendimento da parte del sistema per una sempre più accurata performance e aiuterà ad avere il quadro dell’evoluzione del contagio in maniera sempre più mirata e tempestiva.

Questo sistema – che l’Università Campus Bio-Medico di Roma e il suo Policlinico contribuiranno a implementare sul fronte della ricerca per una conoscenza sempre maggiore del nuovo virus – consente di escludere da subito situazioni patologiche che nulla hanno a che vedere col Covid-19 e che possono essere curate in maniera mirata e tempestiva, attivando degli alert per eventuali pazienti contagiati dal virus, portandoli immediatamente all’attenzione del medico, cui spetta l’approfondimento diagnostico.

“Bene l’iniziativa portata avanti dall’Università Campus Bio-Medico che viene messa a disposizione dell’intera rete regionale per contrastare il virus. Abbiamo già messo a disposizione – commenta l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato – la nostra piattaforma informatica ‘Advice’ che collega tutti i Pronto soccorso regionali affinché ci possa essere una rapida trasmissione delle immagini e di conseguenza una diagnosi con il rischio di polmonite. Il Sistema sanitario del Lazio si conferma un punto di riferimento importante nella lotta al COVID-19”.

“Il Campus Bio-Medico – sottolinea il Direttore Generale del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Paolo Sormani - è in prima linea nella emergenza Covid-19 su due fronti complementari: sia per l’impegno come università nella ricerca epidemiologica e filogenetica e in Policlinico col lavoro giorno e notte del laboratorio analisi per dare risposte tempestive ai numerosi tamponi dell’ASL Roma 6 dei Castelli Romani, sia per la funzione fondamentale di erogazione di  assistenza medica e chirurgica a pazienti “non Covid”, con indicazioni non differibili ma non più gestibili da ospedali Covid, contribuendo così a dare risposte di salute ai cittadini e ad alleggerire le altre strutture della regione concentrate sull’assistenza a pazienti positivi al virus”.

“Questa innovazione attivata all’interno del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico – evidenziano il Direttore della UOC di Diagnostica per Immagini, Carlo Cosimo Quattrocchi e il Direttore dell’Imaging Center, Bruno Beomonte Zobel – apre prospettive molto significative nella situazione di emergenza attuale, consentendo di processare una mole di dati altrimenti impossibile da analizzare, migliorando l’appropriatezza delle terapie e liberando posti preziosi nelle terapie intensive da pazienti che non ne hanno la necessità. Ma il sistema, che contribuiremo a sviluppare sulla base dei dati europei e che è prodromico anche a una evoluzione in chiave radiomica, crea un punto di svolta anche per i prossimi mesi, quando, passata l’emergenza, ci auguriamo che i casi di Covid-19 diventeranno più sporadici e quindi più difficili da identificare”.

Art Night. Raffaello: Mito e Modernità, Rai cultura celebra il genio universale del più grande pittore del Rinascimento

Per i cinquecento anni dalla scomparsa di Raffaello Sanzio in onda su Rai 5 venerdì 20 marzo in prima serata, Art Night. Raffaello: Mito e Modernità, un viaggio alla scoperta del più grande pittore del Rinascimento Italiano. 






Il documentario Art Night. Raffaello: Mito e Modernità è trasmesso da Rai Cultura nell'ambito di Art Night programma condotto da Alessio Aversa. Un viaggio dedicato all'arte in tutte le sue declinazioni, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia all'architettura, all'arte contemporanea, realizzato con una narrazione raffinata, riprese di alta qualità e la voce diretta di artisti ed esperti italiani e internazionali.

Venerdì 20 marzo come sempre in prima serata sarà la volta di un genio assoluto della pittura italiana. Raffaello Sanzio muore a Roma il 6 aprile del 1520, a soli trentasette anni, Raffaello Sanzio. La sua scomparsa segnerà profondamente la scena artistica europea di quel tempo. Il suo percorso artistico senza precedenti si interrompe, lasciando in sospeso anche l’ambizioso progetto commissionato dal raffinato Leone X, Giovanni de’ Medici.

Dallo spirito profondamente e sensibilmente legato all’arte, il pontefice decise di nominare proprio Raffaello prefetto alle antichità di Roma, affidandogli il compito di intraprendere una grande campagna di rilievo e disegno delle testimonianze artistiche della città, che avrebbe di fatto riscattato dopo secoli di oblio e rovina, la grandezza e la nobiltà della capitale dei Cesari, affermando altresì una nuova idea di tutela. Si deve infatti a Raffaello l'origine del concetto di “tutela” del patrimonio culturale, che sviluppò grazie all'intenso e proficuo legame intellettuale con Baldassarre Castiglione. I due furono i più grandi interpreti dello spirito rinascimentale sempre legati da un’affinità spirituale e da una profonda comunanza d’ideali.

Raffaello, secondo le sue ultime volontà, fu sepolto nel Pantheon, monumento simbolo della divina perfezione di fatto indissolubilmente legata al grande pittore. Il suo breve, luminoso percorso ha cambiato per sempre la storia delle arti e del gusto, ora Raffaello rivive come genio universale nelle celebrazioni a lui dedicate.

Coronavirus, #laculturaincasa su web e social. Ecco gli appuntamenti digital delle istituzioni culturali

Roma Capitale della cultura, aderendo alla campagna #iorestoacasa, prosegue le attività su web e social con il programma #laculturaincasa. 






Tantissimi gli appuntamenti, gli approfondimenti e i video che le istituzioni culturali di Roma Capitale mettono a disposizione online per tutti, per tutta Italia, in questo periodo. Questi alcuni dei contenuti digital disponibili da questa settimana, fino al 22 marzo. Il canale social @culturaroma darà aggiornamenti quotidiani con gli hashtag #iorestoacasa e #laculturaincasa.

MUSEI CIVICI  In questo periodo di chiusura dei luoghi della cultura, si può - da casa con smartphone, tablet o pc - esplorare i Musei e i grandi capolavori che Roma custodisce. Su www.museiincomuneroma.it si possono conoscere e approfondire le straordinarie collezioni conservate nei Musei Civici, navigando tra le pagine delle diverse sedi museali e scegliendo il percorso fotografico attraverso le sale o le collezioni. Sono inoltre disponibili cinque tour virtuali fruibili da pc in lingua italiana e inglese, che propongono una visita a tutto schermo delle sale e dei capolavori esposti. Cliccando sugli hotspot inseriti negli ambienti e navigando le mappe interattive, la visita si approfondisce con elementi di contesto come foto, video e testi. Il visitatore può scegliere il proprio tour tra Musei Capitolini (tourvirtuale.museicapitolini.org), Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali (tourvirtuale.mercatiditraiano.it), Museo dell’Ara Pacis (tourvirtuale.arapacis.it), Museo Napoleonico (tourvirtuale.museonapoleonico.it), Casino Nobile dei Musei di Villa Torlonia (tourvirtuale.museivillatorlonia.it).

Le mostre in corso saranno presentate attraverso i social con post che illustrano opere, temi, artisti e contesti, a cominciare da Canova. Eterna bellezza e Sergio Leone. Dai canali social di Sovrintendenza  saranno illustrati alcuni aspetti dei principali monumenti della città, descritti in maniera dettagliata sul sito web www.sovraintendenzaroma.it.

Inoltre il Sistema Musei Civici di Roma Capitale ha aderito ed è presente sulla piattaforma online www.google.com/artproject sviluppata dal Google Cultural Institute. Qui il pubblico di tutto il mondo può ammirare immagini ad alta risoluzione delle opere d'arte più importanti messe a disposizione dai musei partner dell'iniziativa.

Sono 15 i Musei Civici ospitati da Google Art Project e presenti sulla piattaforma con circa 800 immagini ad alta risoluzione delle opere più significative delle loro collezioni: Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Mercati di Traiano, Museo dell'Ara Pacis, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo della Civiltà Romana, Museo delle Mura, Museo di Roma, Museo Napoleonico, Casa Museo Alberto Moravia, Galleria d'Arte Moderna, Museo Carlo Bilotti, Museo Pietro Canonica, Museo di Roma in Trastevere, Musei di Villa Torlonia.

Inoltre, per 12  musei è possibile anche visitare virtualmente le sale grazie alla tecnologia Street View che permette di muoversi a 360° e avvicinarsi alle opere, approfondendole con le schede di dettaglio. Facebook, Twitter e video sono integrati nella piattaforma, consentendo agli utenti di invitare i loro amici a vedere e discutere le loro opere preferite. Tra le altre funzioni a disposizione degli utenti, "Le mie Gallerie" permette di salvare viste specifiche delle opere d'arte selezionate e di costruire la propria galleria personale. L'attività proseguirà anche sui canali social dei Musei, da non perdere gli approfondimenti dei maggiori capolavori dei Musei Capitolini, del Museo di Roma e tanti altri: partendo dal racconto di un'opera, un fil rouge narrativo ci conduce in una visita virtuale dei nostri musei  tra artisti, opere, aneddoti e ricorrenze storiche. ​

PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI  Visitare, attraverso il racconto dei curatori e materiali inediti, le mostre del presente e del passato, riascoltare le conferenze degli esperti, partecipare a laboratori online per bimbi e ragazzi, sarà da oggi possibile sul sito e sui social media di Palazzo delle Esposizioni. Oltre agli approfondimenti sulle mostre di Gabriele Basilico, Metropoli, e di Jim Dine, si potrà assistere a tutte le conferenze della rassegna “La Democrazia dello Sguardo” su tecniche e storie della fotografia. Con l’hashtag #PdERemix rivivranno l’archivio delle mostre, le attività dai quaderni operativi e le conferenze scientifiche del Palazzo delle Esposizioni. Per i più piccoli, consigli di lettura dello “Scaffale d’Arte” e le proposte di laboratori “Fatti in Casa” dal libro “Arte in Carte” (ed. Fatatrac), a cura del dipartimento didattico. Gli appuntamenti da non mancare questa settimana: Mercoledì 18 marzo alle 10:00 con #PdERemix si torna alla mostra "Pasolini Roma" (2014). Ninetto Davoli e Dacia Maraini ricordano il grande regista e scrittore. Giovedì 19 marzo sempre alle 10:00 un laboratorio per ragazzi sui sensi. Dal sito di Palazzo delle Esposizioni sarà possibile scaricare kit e istruzioni. Venerdì 20 marzo - sempre alle 10:00 - la curatrice Giovanna Calvenzi parla di “Milano. Ritratti di fabbriche" di Gabriele Basilico. Sabato 21 marzo - stesso orario degli altri giorni - la curatrice Daniela Lancioni racconta la mostra di Jim Dine.

MACRO. Sui profili social del MACRO prosegue HOW CAN WE RETHINK A CONTEMPORARY ART MUSEUM? - COME RIPENSARE UN MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA, il progetto già avviato da inizio marzo per raccontare per opere e immagini, intorno a dieci concetti chiave, il percorso che ha portato alla progettazione di Museo per l’Immaginazione Preventiva, il programma triennale del nuovo direttore artistico Luca Lo Pinto. Giorno dopo giorno il programma si articola in un manifesto che si espande per immagini. Ogni punto tocca un aspetto e una possibilità di ripensamento del museo e lo rappresenta attraverso libere associazioni visive, utilizzando l’immaginazione degli artisti e le loro diverse visioni.

A questo si affianca JOMO – JOY OF MISSING OUT. Sviluppandosi principalmente su IGTV questo nuovo progetto parte dai limiti imposti dall'attuale stato di eccezione per avviare opportunità alternative di produzione di contenuti. Gli spazi digitali sono intesi come un'estensione del museo, affidati a una ventina di artisti, musicisti, architetti, chiamati a creare dei contributi originali da diverse parti del mondo. Sulle orme del museo immaginario di André Malraux, ognuno di loro produrrà delle clip di un minuto come fossero singoli capitoli di un unico grande racconto visivo espanso. Tra le prime adesioni: Assume Vivid Astro Focus (AVAF), Cara Benedetto, Daniel Blumberg, Hugo Canoilas, Antoine Catala, Rä di Martino, Emily Jacir, Ana Jotta, Phanos Kyriacou, Carlo Lavagna, Marc Leschelier, Marcello Maloberti, Olaf Nicolai, Charlemagne Palestine, Angelo Plessas e Luca Vitone.

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA  Con l'hashtag #AuditoriumLives è online il palinsesto digital della Fondazione Musica per Roma che ha l'obiettivo di far compagnia a tutti i suoi spettatori e utenti attraverso i suoi canali social (Facebook, Instagram, Twitter, Spotify, Telegram). Ogni giorno si potranno ascoltare playlist musicali a tema, riascoltare podcast delle lezioni di storia, jazz, rock, filosofia, matematica e rivedere video con i grandi protagonisti della scena musicale, le star della scienza, economia, letteratura italiana passati in Auditorium in questi anni. In particolare ogni lunedì ci sarà "Oroscopo del lunedì", con la rubrica ascendenti musicali, una canzone per ogni segno zodiacale per iniziare al meglio la settimana. Il martedì è dedicato alla storia con i podcast delle lezioni di storia, il mercoledì all'economia con i podcast del Festival Economia Come, il giovedì della filosofia con i podcast dei dialoghi filosofici, il venerdì del rock con i podcast delle Lezioni di rock, il sabato dei grandi incontri con i video delle dirette dei nostri festival, incontri con Samantha Cristoforetti, Alberto Angela e altri grandi ospiti eccellenti, la domenica invece sarà alla scoperta dell’Auditorium con “speciali” dedicati alla costruzione di questa magnifica struttura.

CASA DEL JAZZ  Molti gli artisti di Casa del Jazz che si stanno mobilitando per regalare a tutti gli spettatori virtuali un brano, una lezione, un commento sulle pagine degli account social Casa del Jazz. Veri e propri atti d’amore verso la struttura di Villa Osio e il suo pubblico. E così sulla pagina Facebook e sui social della Casa si possono già trovare, e verranno pubblicati in questi giorni, i messaggi e le note di Fabrizio Bosso, Paolo Damiani, e ancora Enrico Rava, Paolo Fresu, Roberto Gatto, Rita Marcotulli, Enrico Pieranunzi, Luca Velotti, Federica Michisanti, Jacopo Ferrazza e moltissimi altri.

TEATRO DELL'OPERA  Il Teatro dell'Opera di Roma riproporrà sul sito www.operaroma.it e sui canali social, con #operahome, alcuni degli spettacoli più interessanti andati in scena nelle ultime stagioni. Per approfondire ogni titolo, ci sarà inoltre la possibilità di ascoltare anche il podcast della Lezione di Opera di Giovanni Bietti che con un linguaggio semplice e accessibile illustra il contesto e i contenuti musicali di ogni singola opera in modo da permettere a chiunque, appassionato o neofita, di godersi la rappresentazione, apprezzandone ogni sfumatura. Nella settimana fino al 22 marzo verranno riproposti due grandi classici: La Cenerentola di Gioachino Rossini nella versione di grande successo della stagione 2016 di Emma Dante ispirata al Pop Surrealism e l’opera “simbolo” di Roma e del nostro Teatro, la Tosca della memoria, con la regia di Alessandro Talevi, ricostruita sull’allestimento originale della prima assoluta del 1900 che vide la luce proprio sulle scene del Costanzi alla presenza di Giacomo Puccini.

SANTA CECILIA  Su www.santacecilia.it e sui canali social dell’Accademia saranno disponibili, grazie a Rai Cultura, una serie di concerti corredati dai programmi di sala scaricabili gratuitamente. Giovedì 19 ore 19.30, l’appuntamento è con la regina della lirica del momento: Anna Netrebko. Il concerto vede sul podio Antonio Pappano alla guida dell’Orchestra di Santa Cecilia e il programma prevede pagine dal Macbeth di Verdi, la Canzone alla luna dalla Rusalka di Dvořák, l’Ouverture dall’Othello di Dvořák e Till Eulenspiegel di Strauss. Venerdì 20 ore 20.30 Daniele Gatti dirige Orchestra e Coro di Santa Cecilia nelle Sinfonie n. 1 “Primavera”, nella n. 3 “Renana” di Schumann e nella Rapsodia per contralto di Brahms con Sara Mingado. Sabato 21 alle 18 Marc Albrecht alla guida di Orchestra e Coro di Santa Cecilia dirige la Sinfonia n. 2 di Schumann, lo Schicksalslied di Brahms  e, sempre di Schumann, la Sinfonia n. 4. www.santacecilia.it/onlineforkids tutorial e giochi musicali per bambini.

BIBLIOTECHE  Per la settimana fino al 22 marzo le Biblioteche di Roma (www.bibliotechediroma.it) prevedono diverse iniziative con gli hashtag #laculturaincasa e #iorestoacasaeleggo: la pubblicazione di un video istituzionale con visita mostre, contributi video di scrittori e artisti, estratti di poesia da mediateca nella Giornata della poesia in programma il prossimo 21 marzo, letture dalle biblioteche con “nati per leggere”. Inoltre è prevista una sezione sull'ampliamento della solidarietà digitale con la condivisione di link delle esperienze dei sistemi bibliotecari, librai ed editori, apertura di rubriche con appuntamenti giornalieri: voci dalle biblioteche, i Premi delle Biblioteche, Rodari tutto l’anno, mostre delle Biblioteche di Roma, bibliografia Coronavirus per adulti e bambini.

FONDAZIONE CINEMA PER ROMA  La Festa del Cinema di Roma lancia sui suoi social una nuova rubrica che promuove titoli delle passate edizioni, facilmente reperibili sulle piattaforme di streaming più diffuse, consigliandone la visione. Le prime due storie hanno suggerito la visione di The Irishman di Martin Scorsese e Una questione privata diretto dai fratelli Taviani tramite immagini e trailer dei film. Nei prossimi giorni, saranno promossi, fra gli altri, Tonya di Craig Gillespie e Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti. L’attività social proseguirà inoltre con contenuti foto e video dei talent che sono stati nostri ospiti negli scorsi anni, fra cui Xavier Dolan e Reese Witherspoon. Le pubblicazioni avvengono una volta al giorno su FB, TW, IG, IG stories, tag @romacinemafest. Dai social @romacityfest, invece, vengono rilanciate dalle pagine del MAXXI pillole video del curatore Mario Sesti, legate a Cinema al MAXXI, Extra DOC Festival e al Video Essay Film Festival. 

CASA DEL CINEMA  Sui canali social della Casa del Cinema è partita una programmazione giornaliera. Oggi, 17 marzo, verrà inaugurata la rubrica “La cineteca del direttore”, un dialogo a distanza con i suggerimenti e i consigli di Giorgio Gosetti. La Casa farà poi gli auguri a registi e attori che compiono gli anni nei prossimi giorni, proponendo citazioni famose e interviste realizzate alla Casa del Cinema. Si è cominciato con gli auguri all’attrice Isabelle Huppert, si proseguirà con l’anniversario della nascita di Gabriele Ferzetti (oggi, 17 marzo), il compleanno di Ursula Andress (giovedì 19 marzo) e quello del premio Oscar Gary Oldman (sabato 21 marzo). Sempre oggi, per la rubrica “La Casa del Cinema ripropone…” si potrà rivedere la videointervista “Antonio Monda e un'idea di New York (sulla via del cinema)” del 23 marzo 2015 in cui Giorgio Gosetti interroga Antonio Monda, da poco direttore della Festa del Cinema di Roma, sulle sensazioni che la città di NY ha generato nel "Monda scrittore" e le influenze cinematografiche che lo hanno formato. Mercoledì 18, oltre al nuovo appuntamento con i consigli e gli aneddoti su film, registi e personaggi, a cura di Giorgio Gosetti (che tornerà venerdì 20 e domenica 22), verrà riproposto il filmato “Nuovo Cinema Colosseo”, un’antologia cinematografica di 23’ realizzata dalla Casa del Cinema in occasione della mostra “Colosseo. Un’icona” del 2017. Da giovedì 19 marzo, al via anche la rubrica “La parola al critico” in cui saranno proposti articoli su film o rassegne realizzate nelle nostre sale. Primo appuntamento con il testo di Elisa Battistini pubblicato nel catalogo dedicato alla recente rassegna “Strade a doppia corsia. Itinerari della Nuova Hollywood”; seguito, sabato 21 marzo, dal pezzo di David Grieco sul film Joker. Il fine settimana sarà all’insegna di altre preziose testimonianze video con la riproposizione dei cortometraggi vincitori del contest “#120 secondi di luna”, realizzato in occasione dei 50 anni dallo sbarco sulla Luna nell’ambito della Festa di Roma 2019, promossa da Roma Capitale (venerdì 20 marzo) e del filmato “Anna Magnani una diva popolare” realizzato dalla Casa del Cinema in occasione della rassegna estiva “Caleidoscopio. A Villa Borghese il cinema non va in vacanza”, giugno – settembre 2018.

NUOVO CINEMA AQUILA  Il Nuovo Cinema Aquila propone sulla propria pagina Facebook ‘Il diario della chiusura’: pillole su film di ieri e di oggi, per condividere informando e strappando un sorriso, restando vicini seppur lontani.

ROMAEUROPA FESTIVAL  Materiali d’archivio audio-visivi animeranno le pagine social e web del Romaeuropa Festival per ripercorrere, in occasione della sua vicina XXXV edizione, il meglio della creazione contemporanea portata in scena a Roma a partire dal 1986, anno della sua fondazione. A partire da questa settimana saranno disponibili videointerviste ai maestri della scena contemporanea, le registrazioni degli incontri tra pubblico e artisti realizzati in collaborazione con Rai Radio 3 nell’ambito di Post-it, materiale testuale e fotografico e “Memo REf” uno piccolo gioco che, a partire dagli scatti del fotografo Piero Tauro,  invita a indovinare, ricordare e ripercorrere i più importanti appuntamenti del festival | romaeuropa.net – FB: Romaeuropa – IG: Romaeuropa.

Per approfondimenti e aggiornamenti: canali social @culturaroma con hashtag #iorestoacasa e #laculturaincasa

martedì 17 marzo 2020

Coronavirus, necessarie trasmissioni televisive dedicate alla ginnastica terapeutica per anziani

L'emergenza coronavirus costringe gli anziani a restare a casa rinunciando a un'attività ginnica che prima esercitavano per motivi di salute o anche solo di svago. Da qui la necessità di organizzare trasmissioni televisive dedicate alla ginnastica terapeutica dedicate alla terza età.






Per gli anziani fare attività fisica è di fondamentale importanza. Numerose ricerche dimostrano che la ginnastica e gli esercizi per gli anziani sono la chiave per vivere meglio e più a lungo. Gli esercizi praticati con una certa frequenza, in particolare, ridurrebbero il rischio di malattie come l'ipertensione, il diabete, l'artrite e i problemi al cuore. 

L'emergenza coronavirus costringe purtroppo persone di questa delicata fascia di età a rimanere costretti a casa rinunciando a un'attività ginnica che prima esercitavano per motivi di salute o anche solo di svago. La proposta di organizzare trasmissioni televisive dedicate alla ginnastica terapeutica per anziani è avanzata oggi dal segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, proprio per far fronte a uno dei disagi che la permanenza nelle proprie abitazioni sta causando, in particolare, per la fascia di cittadini della terza età. Barbagallo si sta attivando chiedendo ad alcune emittenti private e alla Rai, tramite i segretari dei pensionati territoriali ed il governo.

"In questa terribile fase di crisi sanitaria - ha precisato Barbagallo - gli anziani, più di tutti, sono costretti a restare a casa e così molti di loro devono anche rinunciare a un'attività ginnica che prima esercitavano per motivi di salute o anche solo di svago. Il rischio è che, alla fine di questa emergenza, avremo pensionati con ulteriori problemi di mobilità fisica. Dunque - ha concluso il leader della Uil - chiediamo alle emittenti televisive di valutare questa proposta e di attivarsi per offrire un servizio che si potrebbe rivelare utile anche, per loro, in termini di audience, oltreché importante per il morale e la salute di oltre 16 milioni di pensionati".

Ricerca, La termoelettricità è possibile anche in materiali nei quali si riteneva non potesse esistere

Ricercatori dell'Istituto nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nano) hanno dimostrato che è possibile realizzare un nuovo tipo di termoelettricità, ovvero la conversione di una differenza di temperatura in un segnale elettrico, in materiali che si pensava non potessero averla per natura. Lo studio pubblicato su 'Physical Review Letters'. 






La termoelettricità è un ramo della fisica che riunisce e studia i diversi fenomeni di conversione del calore in elettricità e viceversa che si verifica in particolar modo nei così detti “materiali termoelettrici” dove il fenomeno diventa apprezzabile e sfruttabile. Lo studio, condotto da Giampiero Marchegiani, Alessandro Braggio e Francesco Giazotto presso il laboratorio NEST di Cnr-Nano e Scuola Normale Superiore, ha dimostrato invece che è possibile realizzare un nuovo tipo di termoelettricità, in materiali che si pensava non potessero averla per natura.

Nei sistemi termoelettrici la differenza di temperatura viene convertita in elettricità: "in altre parole il sistema si comporta come una batteria grazie alla differenza di temperatura applicata", afferma Giampiero Marchegiani. "Su scala microscopica il gradiente di temperature determina un flusso di cariche elettriche nel sistema che producono un potenziale elettrico, proprio come ai capi di una batteria". "Per ottenere termoelettricità finora si riteneva necessario che il materiale avesse un qualche tipo di portatore di carica dominante", prosegue il ricercatore, "siano essi elettroni, di carica negativa, oppure le buche, di carica positiva. Il nostro studio mostra che anche in sistemi dove non si presenta uno sbilanciamento di carica intrinseco, come ad esempio nei superconduttori, in presenza di gradienti termici sufficientemente intensi è possibile avere comunque termoelettricità".

I ricercatori hanno considerato un sistema composto da due superconduttori messi in contatto attraverso una barriera isolante, la cosiddetta giunzione tunnel superconduttiva e prospettato due possibili applicazioni: una memoria termoelettrica e un oscillatore elettrico alimentati solo dal gradiente termico. "Ma il campo di applicazione può ragionevolmente essere molto più vasto, poichè l’utilizzo di nuovi sistemi termoelettrici basati sul meccanismo da noi discusso potrebbe aumentare l'efficienza complessiva dei sistemi recuperando il calore disperso e trasformandolo in energia utile", spiega Alessandro Braggio. Altre applicazioni possono essere immaginate nel campo delle tecnologie quantistiche che solitamente utilizzano come elemento fondamentale la giunzione superconduttiva indagata nello studio, oppure nelle scienze dei materiali dove il meccanismo identificato può essere testato per materiali con simmetria tra elettroni e buca, come il grafene. Infine questa tecnologia potrebbe essere utilizzata per sviluppare detector ultrasensibili per l'astrofisica e la comunicazione quantistica.

Il gruppo di ricerca in tecnologie quantistiche basate su sistemi superconduttivi coordinato da Francesco Giazotto di Cnr-Nano è un'eccellenza a livello internazionale. "Il prossimo passo dello studio sarà realizzare una prima dimostrazione sperimentale dei questo effetto in condizioni controllate", commenta Francesco Giazotto, "nel contempo indagheremo da un punto di vista teorico tale meccanismo in nuovi materiali in maniera da estendere il dominio di applicabilità di quanto dimostrato fino a ora".

Questo tipo di termoelettricità potrebbe essere sfruttata nella realizzazione di una memoria termoelettrica e un oscillatore elettrico alimentati solo da una differenza di temperatura ma anche nelle cosiddette tecnologie quantistiche, che spaziano dalle comunicazioni sicure, ai computer ultrapotenti.


Nonlinear Thermoelectricity with Electron-Hole Symmetric Systems, G. Marchegiani, A. Braggio, and F. Giazotto, Phys. Rev. Lett. 124, 106801 – Published 10 March 2020.  doi.org/10.1103/PhysRevLett.124.106801

lunedì 16 marzo 2020

Lavoro, fare lo chef è davvero stressante. Lo rileva uno studio del Cnr-Irib

Il lavoro dello chef è uno di quelli più esposto a rischi per la salute dovuti allo stress. Lo stress da lavoro è considerato, a livello internazionale, europeo e nazionale, un problema sia dai datori di lavoro che dai lavoratori. Lo studio ha definito per la prima volta, in maniera quantitativa, il legame tra stress, lavoro e salute nella categoria dei cuochi italiani.





Chef, un lavoro affascinante ed oggi molto in voga che però può portare ad un grave stato di stress. Gli anni di servizio e il numero di ore lavorative settimanali sono i principali fattori scatenanti lo stress psicologico e l’insorgenza di malattie organiche a carico dell’apparato muscoloscheletrico e cardio circolatorio. Questo è il risultato dello studio su 710 cuochi italiani, promosso dalla Federazione italiana cuochi, realizzato dal Cnr-Irib e pubblicato su Frontiers public health.

Circa 3 anni fa, “The Guardian” pubblicò un articolo in cui, citando un’indagine qualitativa promossa dal sindacato dei cuochi britannici e irlandesi, per la prima volta si mettevano in luce gli effetti negativi dello stress sulla salute degli chef. Ma fare lo chef è veramente cosi stressante? E soprattutto qual è il rapporto tra stress psicologico e la presenza di malattie professionali nell'intera popolazione di chef?

A queste domande ha cercato di rispondere uno studio promosso dalla Federazione italiana cuochi (Fic) e diretto dall’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irib) di Cosenza, a cui ha partecipato l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, pubblicato sulla rivista Frontiers Public Health.

“Il lavoro dello chef è uno di quelli più esposto a rischi per la salute dovuto allo stress, ma mai nessuno ha fornito una valutazione scientifica quantitativa dei rischi e delle sue caratteristiche”, spiega Antonio Cerasa, ricercatore presso Cnr-Irib e coordinatore della ricerca. “Il nostro studio ha definito per la prima volta, in maniera quantitativa, il legame tra stress, lavoro e salute nella categoria dei cuochi italiani, utilizzando un approccio analitico ai dati statistici risultanti dall’elaborazione del materiale messo a disposizione dalla Fic. Infatti, per realizzare questa ricerca epidemiologica, è stata messa a punto un’app dove tutti gli iscritti alla Federazione, potevano collegarsi e, compilando dei moduli demografici e dei test psicologici, partecipare all’indagine scientifica”.

“Le malattie professionali sono uno dei temi all’attenzione della Fic. Lo stress in cucina è effettivamente altissimo, causato da tensioni e pressioni psicologiche dovute principalmente alla mole di lavoro, alle numerose ore trascorse in cucina in uno spazio spesso piccolo, affollato e troppo caldo, a un livello di concentrazione che deve essere sempre al massimo, al numero di dipendenti da gestire, ma soprattutto al giudizio costante del cliente a cui si è sottoposti”, dichiara Rocco Pozzulo, presidente della Fic che conta quasi 20mila iscritti in tutta Italia.

“Lo studio ha interessato 710 chef (con queste caratteristiche medie: 88% maschi, età 44.4 anni, body-mass-index: 28.5, anni di lavoro 24.9, ore di lavoro settimanale 66.4), i cui questionari sono stati utilizzati per valutare se il rischio da stress professionale sia correlato al tipo di lavoro e come questo possa influire sulla salute. Il modello di analisi comprendeva caratteristiche individuali (come età, sesso o body-mass-index) e variabili legate al lavoro come la categoria professionale (es., head/executive/lavapiatti/freelance), o la durata della giornata lavorativa”, aggiunge Antonio Cerasa.

“Per quantificare il legame causale tra le variabili in gioco è stato utilizzato un modello statistico chiamato Structural equation modeling (Sem), che consente di testare contemporaneamente varie ipotesi. Dopo una prima fase di validazione dei test, il modello ha rilevato che gli unici due fattori associati significativamente con la presenza di alti livelli di stress e di malattie organiche a carico dell’apparato muscoloscheletrico e cardio circolatorio sono gli anni di servizio e il numero di ore di lavoro settimanali”, precisa Marco Tullio Liuzza, docente di Psicometria dell’Università “Magna Graecia”.

“Dall’elaborazione dei dati è risultato che il 47% degli chef ha riportato almeno due o più problemi di salute nella vita lavorativa, e la relazione tra le variabili lavorative e lo stato di salute è mediata dagli alti livelli di stress professionale presenti nella popolazione dei cuochi in una percentuale tra il 13.8% e il 24.9%. Questo dato è rilevante perché gli effetti negativi delle eccessive ore di lavoro sulla salute sono già state riportate in altre categorie lavorative come chirurghi, personale d’ambulanza, colletti bianchi, poliziotti, militari. Grazie a questa ricerca si conferma quindi che anche nella categoria degli chef superare le 60 ore di lavoro a settimana è un forte fattore predittivo di malattie organiche”, conclude Cerasa.

Giornata Mondiale dell’Ambiente, al via il Grand Tour tra cultura e natura: idee di viaggio, libri, itinerari e parchi letterari

Prenderà il via il 5 giugno la Giornata mondiale dell’Ambiente con una lunga diretta streaming tra scrittori, registi, musicisti e animatori...