venerdì 31 gennaio 2020

Ricerca, il cervello riconosce il linguaggio delle emozioni nella musica

Uno studio del gruppo di ricerca del Dipartimento di Psicologia di Milano-Bicocca ha messo in luce che il cervello è in grado di estrarre e comprendere le sfumature emotive dei suoni attraverso un meccanismo neurale comune.  Il progetto pubblicato su European Journal of Neuroscience.





Il cervello riconosce il linguaggio delle emozioni nella musica attraverso un meccanismo neurale comune che permette di percepirla come triste oppure allegra nello stesso modo in cui cogliamo le emozioni espresse dalla voce umana sotto forma di linguaggio verbale o di vocalizzazioni. Questo il risultato di una serie di ricerche di Milano-Bicocca, chiariscono le capacità del cervello di comprendere la musica in modo universale ed innato.

Il progetto è stato realizzato dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Psicologia di Milano-Bicocca, coordinato dalla professoressa Alice Mado Proverbio e pubblicato su European Journal of Neuroscience.

Lo studio 

E’ stata registrata la risposta bioelettrica cerebrale spontanea (combinata con immagini anatomiche di risonanza del Montreal Neurological Institute) da 128 sensori metallici posti sul cuoio capelluto di 60 studenti universitari maschi e femmine, mente altri 32 studenti hanno valutato la componente emotiva degli stimoli stabilendone la valenza negativa oppure positiva, per un totale di 92 partecipanti al progetto, durato più di 2 anni.

Gli stimoli erano di carattere verbale, vocale o musicale. Si trattava di 200 enunciati verbali con valenza emotiva (per es.: “Tutti mi disprezzano…”, oppure “Assolutamente fantastico!”, oltre a 25 frasi neutre contenenti un nome, tutti pronunciati da speaker professionisti. Inoltre sono stati proposti ai partecipanti 64 file audio di vocalizzazioni spontanee di uomini e donne adulti e bambini (gridolini di gioia, grida di sorpresa, risate, pianti, grida di paura, lamenti di tristezza). Sia le voci che il linguaggio sono stati poi trasformati digitalmente in melodie eseguite al violino o alla viola/violoncello e presentati in cuffia.

E’ risultato che i partecipanti erano in grado di riconoscere le sfumature emotive distinguendole in negative e positive – per le vocalizzazioni tra i 150 e i 250 millisecondi dopo l’inizio dell’emissione, verso i 350 millisecondi per linguaggio verbale – e a partire dai 450 ms per la musica strumentale.  A partire da tale istante il cervello esibiva risposte bioelettriche simili per i 3 tipi di segnale (voce, musica, linguaggio), nella comprensione del loro significato emotivo.

Dall’analisi dei generatori cerebrali è emerso che solo per la musica si attivavano: area paraippocampale destra, lobo limbico e corteccia cingolata destra; solo per le vocalizzazioni: corteccia temporale superiore sinistra BA39; solo per il linguaggio verbale la corteccia temporale superiore sinistra BA42/BA39. Le aree comuni che, a prescindere dalla tipologia di suoni, erano attive nel comprendere la loro natura emotiva erano: per gli stimoli negativi il giro temporale mediale dell’emisfero destro, e per quelli positivi la corteccia frontale inferiore.  La notazione ottenuta trasformando i segnali acustici in note musicali ha mostrato come i suoni emotivamente negativi tendevano ad essere in tonalità minore o a contenere più dissonanze di quelli positivi.

«Questi dati mostrano - dice la professoressa Alice Mado Proverbio - come il cervello sia in grado di estrarre e comprendere le sfumature emotive dei suoni attraverso popolazioni neurali specializzate della corteccia fronto/temporale, e dedicate a comprendere il contenuto prosodico e affettivo delle vocalizzazioni e del linguaggio umano. Questo spiega la relativa universalità di certe reazioni innate alla musica, che prescindono dall'età e dalla cultura dell’ascoltatore».

martedì 28 gennaio 2020

Io Mussolini, al Teatro del Lido lo spettacolo provocatorio e divertente di Leo Bassi

Una prima nazionale imperdibile al Teatro del Lido. Leo Bassi in uno spettacolo provocatorio e divertente, pensato per generare ottimismo e dare al pubblico la voglia di resistere o meglio: ‘Risistere!’. Con l’intelligenza contro l’intolleranza.





Riconosciuto in tutto il mondo per le sue stravaganti rappresentazioni teatrali e le sue innumerevoli azioni provocatorie, Leo Bassi vuole, con questa nuova produzione, superare i tabù politici e mostrare la fragilità del pensiero fascista. 

Io Mussolini, è uno spettacolo provocatorio e divertente, progettato per generare ottimismo e dare al pubblico la voglia di resistere o meglio: ‘Risistere!’ Con intelligenza contro l’intolleranza. Leo Bassi è un grande della clownerie. Apolide e poliglotta, tra gli innovatori del linguaggio circense del dopoguerra, è considerato un gigante mondiale dello spettacolo e della provocazione. 

Da sempre impegnato nella difesa del laicismo, Leo Bassi è riconosciuto come l’ispiratore del movimento spagnolo degli ‘Indignados’. Discendente da una famiglia circense fondata 150 anni fa in Italia da un ex-garibaldino, dopo una carriera di acrobata nei più grandi music-hall del pianeta (è cresciuto tra le braccia di Louis Armstrong e Groucho Marx), diventa uno dei più grandi giocolieri del mondo. Negli anni ’70 lascia i successi del circo per portare la propria arte in strada e legarla ai valori della società, diventando uno degli inventori del ‘nouveau cirque’. Crea spettacoli basati sulla provocazione-agitazione, sul nonsense, sugli eccessi, rompendo generi e collocandosi in una zona franca tra il comico, l’arte circense, l’agitazione sociale e il teatro. Parla otto lingue, riceve montagne di querele, si è trovato una bomba in camerino da parte dei movimenti integralisti e non si ferma davanti a niente.


Teatro del Lido di Ostia
Via delle Sirene 58,
00121 ROMA (RM)
065646962

Libri. Il ruolo fondamentale dell'illuminazione delle opere nelle mostre d’arte

In occasione della mostra “Impressionisti Segreti”, Vittorio Sgarbi presenta il libro L’illuminazione delle opere nelle mostre d’arte di Francesco Murano edito da Maggioli.






Il ruolo della luce in ambito museale è di fondamentale importanza e la sua corretta gestione presuppone una conoscenza dei suoi effetti non solo sulle collezioni presenti all'interno dell’ambiente ma anche sulla percezione dell’occhio umano senza scendere a compromessi tra l’esperienza visiva e la conservazione dell’arte. La custodia e la salvaguardia del patrimonio museale va in tal senso conciliato in termini di massima fruibilità da parte del pubblico, ricordando che il museo nasce con scopi divulgativi della conoscenza e della cultura. Arrivare a comprendere le giuste “soluzioni luminose” presuppone conoscenze tecniche articolate e specifiche che si maturano in anni di esperienza e che non possono essere apprese solo dalla lettura dei comuni testi di illuminotecnica.

In occasione della mostra record di visitatori “Impressionisti Segreti”, martedì 4 febbraio 2020 alle ore 18 presso Palazzo Bonaparte - spazio Generali Valore Cultura a Roma, Vittorio Sgarbi presenta il libro L’illuminazione delle opere nelle mostre d’arte di Francesco Murano edito da Maggioli.

Il lavoro dell’autore muove proprio dal voler esporre i risultati di un lungo e personale percorso professionale, riportati nel trattato e analizzati da Vittorio Sgarbi al fine di approfondire il rapporto che lega le opere alla loro contemplazione e alla luce che le illumina. Dopo anni di esperienza sul campo, Francesco Murano ha raccolto in questo manuale pratico una casistica interessante di “soluzioni luminose” rispondendo così alla mancanza di testi che raccontano la potenzialità espressiva della luce negli spazi abitati da opere d’arte antiche, moderne e contemporanee.

Ogni anno, infatti, in Italia si svolgono innumerevoli mostre frequentate da milioni di visitatori desiderosi di ammirare opere d’arte illuminate dalla luce naturale o da quella artificiale. La luce artificiale ha il compito fondamentale di rendere godibili le opere raccolte, ma all’interno degli ambienti espositivi, svolge molte altre funzioni e viene impiegata anche per rischiarare gli spazi, per delineare i percorsi, per consentire la lettura delle didascalie e delle grafiche.

Illuminare una mostra d’arte presuppone conoscenze tecniche articolate e specifiche che si maturano in anni di esperienza e che non possono essere apprese solo dalla lettura dei comuni testi di illuminotecnica. Conoscenze e tecniche che Francesco Murano, abituato a confrontarsi con i grandi maestri della pittura, ha affinato col tempo facendone non solo il suo lavoro ma, anche e soprattutto, la sua arte. Oggi è tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte ed è l’autore delle luci delle più importanti esposizioni in Italia come quelle ora in corso a Milano, a Trieste, a Bologna, a Napoli, a Melfi e a Roma dove in particolare sono visibili Canova. Eterna bellezza a Palazzo Braschi e Impressionisti segreti a Palazzo Bonaparte. Lavora con le principali società di produzioni di mostre quali Arthemisia, il Sole24orecultura, Civita, Zetema, Skira e Mondomostre illuminando “le più belle opere della storia dell’arte mescolando magicamente sorgenti LED con temperature di colore sottilmente diverse” - come scrive nel suo saggio introduttivo al libro Clino Castelli, designer e artista italiano.

Dopo essersi laureato in architettura, ha conseguito il master in Disegno industriale alla Domus Academy e il dottorato di ricerca al Politecnico di Milano, divenendo in seguito anche docente di lighting design in diversi e prestigiosi atenei nazionali ed esteri. Si è dedicato alla progettazione per istituzioni culturali ed enti pubblici e privati in Italia e all'estero concentrandosi sul lighting design e sull'illuminazione di mostre d'arte.

giovedì 23 gennaio 2020

Danza. Fellini, la dolce vita di Federico. Il Balletto di Siena celebra il genio di due figure chiave del Cinema e della Cultura italiana

Al Teatro del Lido, in occasione dei quarant’anni dalla morte di Nino Rota e dei cento anni dalla nascita di Federico Fellini, di scena il Balletto di Siena per celebrare il genio di due figure chiave del Cinema e della Cultura italiana.




In occasione dei quarant’anni dalla morte di Nino Rota e dei cento anni dalla nascita di Federico Fellini, domenica 26 gennaio, alle ore 18, di scena al Teatro del Lido, il Balletto di Siena in un opera artistica per celebrare il genio di queste due figure chiave del Cinema e della Cultura italiana. 
Al centro, la figura di Federico Fellini, narrata sulle note dei compositori che maggiormente hanno musicato i suoi maggiori titoli: Nicola Piovani e, ovviamente, Nino Rota. Filo conduttore del balletto saranno i personaggi principali dell’intramontabile “La Strada” del 1954, nei quali, la stessa Giulietta Masina, moglie e musa del regista riminese, affermò di rivedere Fellini: Gelsomina – la sua giovinezza; il Matto – l’imperterrita volontà di intrattenere e divertire; Zampanò – versione cinematografica e saturata di un Federico ormai adulto. Il primo atto si apre sulla vita reale di Fellini, artista disincantato, osservatore delle particolarità di un genere umano reale, non idealizzato. 
Oniricamente, ci ritroviamo nella ‘galleria’ delle figure che compariranno nei suoi film, ognuno con le proprie caratteristiche quasi grottesche. Gelsomina, piccola e fragile, appare perfino intimorita da un Federico che invece prova profonda corrispondenza verso di lei. Con Gelsomina il regista rivive le emozioni della giovinezza e dell’adolescenza, rappresentata nei ragazzini innamorati di “Amarcord”. 
È poi il turno del Matto, sfrontato e buffo, equilibrista tra intrattenimento e divertimento, che porterà il viaggio onirico di Federico a virare verso toni ironici e allegri. Chiude l’atto l’immagine romana de “La dolce vita”, dai toni un po’ glamour e un po’ amari di Sylvia e Marcello. Nel secondo atto il viaggio ci porta dinnanzi alla rappresentazione enfatizzata di Zampanò, quasi protettore della dolce Gelsomina: forte, rude, dagli atteggiamenti confusi: “…forse ti vuole bene!” dice il Matto a Gelsomina, con toni fiduciosi e vagamente romantici. Inizia così la chiusura di quest’opera, con il confronto di Federico, ormai anziano, con le tre proiezioni del suo essere, caricaturali quanto i personaggi delle sue pellicole neorealiste. Ultimo resterà Zampanò, immagine del Fellini adulto, caricatura di sé stesso allo specchio.

Il Balletto di Siena è stato fondato nel 2012 da Marco Batti, grazie al Patrocinio del Comune di Siena, alla presenza dell’Assessore alla Cultura e del Direttore dei Teatri Comunali della Città. Dalla sua fondazione, questa giovane realtà artistica opera per proporre spettacoli in cui l’accuratezza tecnica incontra uno stile di movimento carico di emotività e passione. La ricerca drammaturgica si affianca a quella coreografica, comunicando così a tutti i vari pubblici teatrali, toccandone i sentimenti più profondi. Negli anni entrano a far parte del repertorio della compagnia titoli creati dal direttore e fondatore Marco Batti e opere che nascono dalla collaborazione con numerosi artisti ospiti. I danzatori del Balletto di Siena sono, così, stimolati dal confronto con i coreografi chiamati a creare per loro: dal russo Vitali Safronkine alla belga Sara Olmo, alle italiane Emanuela Tagliavia, Roberta Ferrara e Irene Sgobbo. Costanti e numerose sono anche le collaborazioni con Étoile e Solisti di riconosciuto valore, fra i quali Giuseppe Picone, Beatrice Carbone e Mick Zeni.

Marco Batti, membro del Consiglio Internazionale della Danza Unesco, già ballerino per Motus e Eglevsky Ballet di New York, si fa conoscere per la sua importante carriera come Maestro di Danza Classica e Contemporanea. Una carriera iniziata da giovanissimo, che lo ha portato, nel 2006, a fondare il Centro di Formazione Professionale Ateneo della Danza, uno dei più importanti centri di formazione nelle arti coreutiche del panorama italiano ed europeo, di cui oggi è Direttore Artistico. Nel corso degli anni, la volontà di offrire ai propri allievi una formazione nello stesso tempo accurata e al passo coi tempi, ha portato il Maestro Batti a confrontarsi con diversi metodi di insegnamenti, sia nel campo della danza classica (studiando nelle maggiori istituzioni, come la prestigiosa Accademia Vaganova di San Pietroburgo e l’American Ballet Theatre di New York – dove si diploma come Maestro per il National Training Curriculum ABT diventando, nel luglio 2012, Docente Affiliato -), sia nel campo della danza contemporanea, con la creazione della metodologia didattica C.J.M.B.

http://www.ballettodisiena.it
https://www.youtube.com/watch?v=ujN7QQ9sCZw

Teatro del Lido
Via delle Sirene, 22 | 00121 Ostia (Roma)
Domenica 26 gennaio ore 18 | danza
Balletto di Siena
Diretto da Marco Batti
Fellini, la dolce vita di Federico
regia e coreografia Marco Batti
musica Nino Rota, Nicola Piovani, Max Richter
light design Claudia Tabbì
costumi Atelier Retrò
durata 75’

domenica 19 gennaio 2020

Comunica l’Europa che vorresti: al via il concorso nazionale per gli studenti

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) e il Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri lanciano il concorso nazionale “Comunica l’Europa che vorresti”, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.






Un percorso lungo, a volte faticoso, e in continuo divenire: dal 1951 a oggi, l’Unione Europea (Ue) ne ha fatta di strada. Sono state 6 le nazioni che hanno dato vita al grande progetto che ha unito i cittadini di tutta Europa: oggi i Paesi che fanno parte dell'Ue sono 28. Il pensiero comune che ha portato a un’Europa unita fu quello di creare e mantenere la pace, risolvere i problemi insieme, collaborare e ricominciare fianco a fianco. Obiettivi da raggiungere in un contesto quale fu quello della fine della Seconda Guerra Mondiale (1945), che aveva portato distruzione in tutto il continente europeo. Così i leader di Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi si unirono per dare vita ad un’alleanza che portasse prosperità e benessere in Europa. Ecco da qui parte la storia dell'Unione Europea.

Comunica l’Europa che vorresti è di fatto un iniziativa che intende stimolare un approfondimento e la condivisione dell’idea di Unione Europea, per analizzare in maniera propositiva il suo presente e il suo futuro, nonché individuare una modalità efficace di comunicare tali riflessioni.

Gli studenti sono chiamati a elaborare un video della durata massima di 3 minuti, da realizzare con smartphone, videocamera o con il software di video editing ritenuto più appropriato, che comunichi in modo emozionale, creativo e coinvolgente una visione dell'UE di chi è “nato europeo” e desidera illustrare ai suoi coetanei la propria idea di Europa.

Il video dovrà essere inviato entro il 30 marzo 2020 secondo le modalità indicate nel bando del concorso, dove sono anche segnalati i materiali di approfondimento da consultare.

I lavori presentati saranno valutati da una Commissione esaminatrice che selezionerà i migliori tre video prodotti. Le classi vincitrici saranno premiate con una visita alle istituzioni europee a Bruxelles, organizzata dal Dipartimento per le Politiche Europee e dal MIUR, in collaborazione con gli Uffici del Parlamento europeo e della Commissione europea.


Per approfondire Sito del Miur

venerdì 17 gennaio 2020

Cinema, Strade a doppia corsia – Itinerari della New Hollywood

Si svolgerà presso la Casa del Cinema la rassegna cinematografica Strade a doppia corsia – Itinerari della New Hollywood. La retrospettiva ripercorrerà la grande stagione della rinascita hollywoodiana attraverso i suoi film meno conosciuti. Ingresso gratuito





Realizzata da Cineteca Nazionale e Casa del Cinema con il sostegno dell’Ambasciata Usa, la rassegna Strade a doppia corsia – Itinerari della New Hollywood, curata e promossa dalla critica cinematografica Elisa Battistini (Quinlan.it) si terrà dal 21 al 26 gennaio presso la Casa del Cinema.

La retrospettiva è un viaggio nel cinema americano dalla seconda metà degli anni Sessanta fino alla seconda metà dei Settanta, un periodo di rinnovamento nato da un crocevia di elementi culturali, storici e produttivi. La grande ondata nota come New Hollywood o Hollywood Renaissance ha portato alla ribalta alcuni tra i registi più celebri della storia del cinema (come Martin Scorsese, Francis Ford Coppola o Brian De Palma), ma risulta oggi un po' “confinata” alla notorietà di pochi grandi titoli e di pochi grandi autori. Raramente si ricordano il contributo delle produzioni indipendenti o dei registi che hanno fatto da apripista a temi e atmosfere, i primi passi di cineasti poi divenuti famosi o i film considerati minori che artisti importanti hanno realizzato sulla scia di un filone o di uno stile in auge.

La rassegna propone così un percorso per evidenziare come anche i maggiori successi siano il frutto di un panorama vasto, eterogeneo e talvolta poco noto persino agli spettatori appassionati. Vale invece la pena di soffermarsi sull'ecosistema complesso che ha reso possibile la definizione di quello sguardo libero, inedito, autoriale che identifichiamo con la New Hollywood. Se questo è stato un momento esemplare, lo si deve infatti a tanti elementi: registi e sceneggiatori appassionati di cinema europeo che si sono cimentati a ridefinire contenuti e modelli produttivi; fautori geniali (un nome per tutti, Roger Corman) di film low budget e indipendenti dagli Studios, ma capaci di intercettare i desideri del pubblico; il numero enorme di titoli realizzati; la possibilità di mettere in scena situazioni o argomenti precedentemente tabù perché censurabili. Della New Hollywood spesso si crede di sapere tutto ma, come talvolta accade per i movimenti più riconosciuti, non solo non è vero ma si può anzi dire che a distanza di decenni se ne sappia sempre meno.

Strade a doppia corsia si sviluppa lungo tre itinerari: il primo è un omaggio a Monte Hellman, geniale cineasta diventato riferimento per molti registi più giovani (come Quentin Tarantino di cui è stato produttore esecutivo per il suo esordio, Le iene, o Richard Linklater che considerava i suoi primi lavori autoprodotti tanto “hellmaniani” da inviarglieli in vhs). Di Hellman verranno proiettati i sei film che ha realizzato tra la seconda metà degli anni Sessanta e la fine dei Settanta, da La sparatoria (1966) al western italiano Amore, piombo e furore (1978).

Il secondo itinerario intende tracciare un percorso partendo da un titolo fondamentale della storia del cinema americano, Gangster Story (1967) di Arthur Penn, per mostrare come quest'opera abbia potentemente influenzato altri lavori immediatamente successivi dando anche il via a una tipologia di film ambientati durante la Grande Depressione.

Il terzo tragitto è dedicato all'immagine della donna in quel periodo così innovativo ma molto incerto per quanto riguarda il ruolo del femminile di cui si ravvisa soprattutto una profonda crisi identitaria, come emerge perfettamente da due titoli quali Wanda (1970) di Barbara Loden e Mannequin (1970) di Jerry Schatzberg.

Temi dell'epoca, “filoni” di opere che partono da capolavori, omaggi: unendo film famosi a gioielli dimenticati, Strade a doppia corsia vuole tracciare alcuni percorsi ragionati su una gloriosa stagione americana che ha ancora parecchio da insegnare al cinema del presente per la capacità di rinnovare l'immaginario lavorando spesso lateralmente alla grande industria ma arrivando poi a influenzarla profondamente. Una stagione americana di cinema che, oltretutto, forse più di ogni altra sintetizza le caratteristiche per cui nella seconda metà del Novecento gli Stati Uniti sono stati percepiti come una terra di utopie, di viaggi e ribellioni, di libertà espressive ed esistenziali.


PROGRAMMA

MARTEDÌ 21 GENNAIO

Ore 16.30 – INAUGURAZIONE con i saluti di: Ambasciata Usa, Casa del Cinema, Cineteca Nazionale

A seguire Omaggio a Monte Hellman | La sparatoria (The Shooting) di Monte Hellman (1966; 82'); 35mm; v.o.sott.it

Ore 19.30 – Women in US | Non torno a casa stasera (The Rain People) di Francis Ford Coppola (1969; 101'); v.o.sott.it

Ore 21.30 – Gangster&co. | Gangster Story (Bonnie and Clyde) di Arthur Penn (1967; 111'); v.o.sott.it

MERCOLEDÌ 22 GENNAIO

Ore 16.30 – Women in US | Una squillo per l'ispettore Klute (Klute) di Alan J. Pakula (1971; 114'); v.o.sott.it

Ore 19.30 – Gangster&co. | La rabbia giovane (Badlands) di Terrence Malick  (1973; 95'); 35mm

Ore 22.00 – Omaggio a Monte Hellman | Le colline blu (Ride in the Whirlwind) di Monte Hellman (1966; 82'); 35mm

GIOVEDÌ 23 GENNAIO

Ore 16.30 – Women in US | Mannequin – Frammenti di una donna (Puzzle of a Downfall Child) di Jerry Schatzberg  (1970; 104'); v.o.sott.it

Ore 19.30 – Omaggio a Monte Hellman | Strada a doppia corsia  (Two-Lane Blacktop) di Monte Hellman (1971; 102'); v.o.sott.it

Ore 22.00 – Gangster&co. | Il clan dei Barker (Bloody Mama) di Roger Corman (1970; 90'); 35mm

VENERDÌ 24 GENNAIO

Ore 15.00 – Omaggio a Monte Hellman | Cockfighter di Monte Hellman (1974; 83'); v.o.sott.it

Ore 17.00 – Gangster&co. | Dillinger di John Milius (1973; 103'); 35mm

Ore 19.30 – Women in US | Wanda di Barbara Loden (1970; 103'); 35mm; v.o.sott.it

Ore 22.00 – Women in US | La prima volta di Jennifer (Rachel, Rachel) di Paul Newman (1968; 110'); v.o.sott.it

SABATO 25 GENNAIO

Ore 19.30 – Gangster&co. | I killers della luna di miele (The Honeymoon Killers) di Leonard Kastle (1969; 110'); v.o.sott.it

Ore 22.00 – Omaggio a Monte Hellman | Io sono il più grande (The Greatest) di Monte Hellman e Tom Gries (1977; 101'); v.o.sott.it

DOMENICA 26 GENNAIO

Ore 16.30 – Gangster&co. | Gang (Thieves Like Us) di Robert Altman (1974; 123'); v.o.sott.it

Ore 19.30 – Omaggio a Monte Hellman | Amore, piombo e furore di Monte Hellman (1978; 92'); 35mm

Ore 22.00 – Women in US | Foxy Brown di Jack Hill (1974; 94'); v.o.sott.it


CASA DEL CINEMA
Largo Marcello Mastroianni, 1
tel. 060608 www.casadelcinema.it www.060608.it
INGRESSO GRATUITO

giovedì 16 gennaio 2020

Opera, Rossini, Verdi, Puccini: dalla Cavatina all’Aria

In programma al Teatro del Lido, un concerto da non perdere per gli amanti dell’Opera. Il Gruppo Strumentale italiano, diretto da Adriano Melchiorre, accompagna il pubblico in un viaggio alla riscoperta delle arie più famose di Rossini, Verdi, Mozart, Puccini e Saint-Saëns.







Dalla cavatina di Figaro del Barbiere di Siviglia di Rossini all’aria di Rodolfo Che gelida manina, dalla Bohème di Puccini, passando per “Dei miei bollenti spiriti” da la Traviata di Giuseppe Verdi; ma non manca Mozart, con l’aria “Non più andrai farfallone amoroso” da Le Nozze di Figaro; e ancora Camille Saint-Saëns con “Mon coeur s’ouvre a ta voix” dal Sansone e Dalila.

È interamente dedicato al grande repertorio operistico il concerto del Gruppo Strumentale italiano, diretto da Adriano Melchiorre in programma al Teatro del Lido domenica 19 gennaio alle ore 18.00. Protagoniste assolute l'alternarsi delle voci della soprano Chiara Chizzoni, della mezzosoprano Maria Ratkova, del tenore Delfo Paone e del baritono Marco Sartucci, sotto la direzione del maestro Adriano Melchiorre.

Il concerto accompagnerà il pubblico in un viaggio alla riscoperta delle arie più famose dei compositori che hanno contribuito ad esportare la tradizione del belcanto in giro per il mondo. Il primo della lista è uno dei più grandi nomi dell’opera: Gioachino Rossini, il maestro di Pesaro ha contribuito al successo e alla diffusione del melodramma buffo. Giuseppe Verdi ad oggi forse il più famoso musicista italiano e il più celebre operista. La Traviata, Rigoletto, Aida, Nabucco: le arie di queste opere sono conosciute anche da chi non ha mai messo piede in un teatro d’opera.

E poi Giacomo Puccini, il compositore lucchese è considerato l’ultimo dei grandi nomi del melodramma. Alcune delle sue opere più famose, come La Bohème e la Tosca sono state diffuse sin dalla loro composizione e ancora oggi presenti in tutti i palcoscenici del mondo.

Non ultimi Wolfgang Amadeus Mozart a cui è universalmente riconosciuta la creazione di composizioni di straordinario valore artistico e un altro genio quale è Camille Saint-Saëns, compositore tra i più dotati di tutti i tempi.

Il programma completo prevede: 

Gioachino Rossini
“Il Barbiere di Siviglia”- ouverture

Giochino Rossini
“Aria di Rosina –Una voce poco fa”
da Il Barbiere di Siviglia
soprano

Wolfgang Amadeus Mozart
“Non più andrai farfallone amoroso”
da Le Nozze di Figaro
baritono

Giuseppe Verdi
“Dei miei bollenti spiriti”
recitativo e aria dalla Traviata
tenore

Gioachino Rossini
“Cruda sorte”
da L’Italiana in Algeri
mezzosoprano

Giacomo Puccini
“Vissi d’arte”
da Tosca
soprano

Giuseppe Verdi
“Il balen del suo sorriso”
da Il Trovatore
baritono

Giacomo Puccini
“E lucean le stelle”
da Tosca
tenore

Camille Saint-Saëns
“Mon coeur s’ouvre a ta voix”
dal Sansone e Dalila
(arrangiamento di M. Di Paola)
mezzosoprano

Giacomo Puccini
“Che gelida manina, mi chiamano Mimi” e Finale Atto Primo
dalla Boheme
soprano, tenore

Giuseppe Verdi
“Bella figlia dell’amore”
quartetto dal Rigoletto
soprano, tenore, baritono,
mezzosoprano

Adriano Melchiorre ha studiato a Roma, presso il Conservatorio di Musica di S. Cecilia, pianoforte, clarinetto, strumentazione, composizione e direzione d’orchestra, quest’ultima anche con Leonard Bernstein, in occasione di un seminario tenuto dall’Accademia di S. Cecilia. Da subito impegnato sia nella didattica che nella libera professione, ha insegnato composizione presso il Conservatorio Statale di Musica L. D’Annunzio di Pescara, dove attualmente è titolare della cattedra di Direzione d’Orchestra, disciplina insegnata anche presso i conservatori di Frosinone, Parma e Campobasso. Ha al suo attivo molte collaborazioni con importanti istituzioni lirico sinfoniche in Italia e all’estero, quali l’Accademia di Santa Cecilia, le Orchestre Rai di Napoli e Roma, l’Orchestra Sinfonica di Praga, l’Orchestra Sinfonica di Bacau, l’Orchestra dell’Ente Lirico di Cagliari, l’Orchestra del Teatro di Lirico di Costanza, l’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Massimo di Palermo e il Teatro alla Scala di Milano, con il quale ha collaborato per un’importante produzione nell’ambito della musica contemporanea, dirigendo musiche di H.W. Henze. È attivo nell’ambito della composizione con proprie trascrizioni di lavori sinfonici e cameristici del repertorio tradizionale e contemporaneo, curandone anche l’esecuzione, sempre con grande successo di pubblico e di critica.

Gruppo Strumentale Italiano. Ensemble composto da musicisti impegnati in varie formazioni strumentali. Il gruppo è specializzato nel repertorio operistico, italiano in particolare. Ha effettuato concerti in tutta Italia e all’estero riscuotendo, in ogni occasione, un largo successo di pubblico e critica.


Teatro del Lido di Ostia 
via delle sirene, 22
info e prenotazioni:
06.5646962 
 promozione@teatrodellido.it
 www.teatrodellido.it

mercoledì 15 gennaio 2020

Ambiente, al via il piano di investimenti per un'Europa sostenibile

L'Unione Europea finanzia la transizione verde: il piano di investimenti del Green Deal europeo e il meccanismo per una transizione giusta.





L'Unione europea si è impegnata a diventare il primo blocco di Paesi al mondo a impatto climatico zero entro il 2050, obiettivo che richiede notevoli investimenti sia pubblici (a livello dell'UE e degli Stati membri) che privati. Con il piano di investimenti del Green Deal europeo presentato nella giornata di ieri – il cosiddetto "piano di investimenti per un'Europa sostenibile" – si farà leva sugli strumenti finanziari dell'UE, in particolare InvestEU, per mobilitare investimenti pubblici e fondi privati che si dovrebbero tradurre in almeno 1.000 miliardi di euro di investimenti.

Sebbene tutti gli Stati membri, le regioni e i settori debbano contribuire alla transizione, la portata della sfida non è la stessa per tutti: alcune regioni saranno particolarmente colpite e subiranno una profonda trasformazione socioeconomica. Il meccanismo per una transizione giusta fornirà loro sostegno pratico e finanziario su misura al fine di aiutare i lavoratori e generare gli investimenti locali necessari.

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: "Al centro del Green Deal europeo, che racchiude la nostra visione per un'Europa climaticamente neutra entro il 2050, ci sono le persone. La trasformazione che ci si prospetta è senza precedenti e avrà successo solo se è giusta e va a beneficio di tutti. Sosterremo le popolazioni e le regioni chiamate a compiere gli sforzi maggiori affinché nessuno sia lasciato indietro. Il Green Deal comporta un ingente fabbisogno di investimenti, che trasformeremo in opportunità di investimento. Il piano presentato oggi, finalizzato a mobilitare almeno 1 000 miliardi di €, indicherà la rotta da seguire e provocherà un'ondata di investimenti verdi."

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, ha affermato: "L'indispensabile transizione verso la neutralità climatica migliorerà il benessere delle persone e aumenterà la competitività europea, ma sarà più impegnativa per i cittadini, i settori e le regioni che dipendono in maggior misura dai combustibili fossili. Il meccanismo per una transizione giusta aiuterà chi ne ha più bisogno, rendendo più attraenti gli investimenti e proponendo un pacchetto di sostegno pratico e finanziario del valore di almeno 100 miliardi di €. È così che ci impegniamo a perseguire la solidarietà e l'equità."

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un'economia al servizio delle persone, ha aggiunto: "Affinché l'Europa possa diventare un'economia climaticamente neutra servono impegno politico e investimenti ingenti. Il Green Deal testimonia la nostra determinazione nell'affrontare i cambiamenti climatici, a cui ora diamo seguito con un piano di finanziamento. Intendiamo innanzitutto fare leva sul bilancio dell'UE per mobilitare fondi privati a favore dei progetti verdi in tutta Europa e sostenere le regioni e le popolazioni maggiormente colpite dalla transizione. In secondo luogo introdurremo i giusti incentivi normativi per consentire la diffusione degli investimenti verdi. Da ultimo, ma non per importanza, aiuteremo le autorità pubbliche e gli attori del mercato a individuare e sviluppare questi progetti. L'Unione europea non è stata costruita in un giorno e lo stesso vale per un'Europa verde. Mettere la sostenibilità al centro dei nostri investimenti impone un cambio di mentalità: quello di oggi è un passo importante in tal senso."

Il piano di investimenti del Green Deal europeo mobiliterà i fondi dell'UE e creerà un contesto in grado di agevolare e stimolare gli investimenti pubblici e privati necessari ai fini della transizione verso un'economia climaticamente neutra, verde, competitiva e inclusiva. Il piano, che integra altre iniziative annunciate nel quadro del Green Deal, si articola in tre dimensioni:

Finanziamento

Mobilitare almeno 1 000 miliardi di € di investimenti sostenibili nei prossimi dieci anni. Il bilancio dell'UE destinerà all'azione per il clima e l'ambiente una quota di spesa pubblica senza precedenti, attirando i fondi privati, e in questo contesto la Banca europea per gli investimenti svolgerà un ruolo di primo piano;

Quadro favorevole agli investimenti: prevedere incentivi per sbloccare e riorientare gli investimenti pubblici e privati. L'UE fornirà strumenti utili agli investitori, facendo della finanza sostenibile un pilastro del sistema finanziario. Agevolerà inoltre gli investimenti sostenibili da parte delle autorità pubbliche incoraggiando pratiche di bilancio e appalti verdi e mettendo a punto soluzioni volte a semplificare le procedure di approvazione degli aiuti di Stato nelle regioni interessate dalla transizione giusta.

Sostegno pratico

La Commissione fornirà sostegno alle autorità pubbliche e ai promotori in fase di pianificazione, elaborazione e attuazione dei progetti sostenibili.

Il meccanismo per una transizione giusta

Il meccanismo per una transizione giusta è uno strumento chiave per garantire che la transizione verso un'economia climaticamente neutra avvenga in modo equo e non lasci indietro nessuno. Fermo restando che il piano di investimenti del Green Deal europeo si prefigge di soddisfare le esigenze di finanziamento di tutte le regioni, il meccanismo fornirà un sostegno mirato a quelle più colpite nell'intento di mobilitare almeno 100 miliardi di € nel periodo 2021-2027, attenuando così l'impatto socioeconomico della transizione. Contribuirà a generare gli investimenti di cui necessitano i lavoratori e le comunità che dipendono dalla catena del valore dei combustibili fossili. Il meccanismo si aggiunge al sostanzioso contributo fornito dal bilancio dell'Unione tramite tutti gli strumenti direttamente pertinenti alla transizione.

Il meccanismo per una transizione giusta consterà di tre fonti principali di finanziamento

1) il Fondo per una transizione giusta, per il quale saranno stanziati 7,5 miliardi di € di nuovi fondi UE, che si sommano alla proposta della Commissione per il prossimo bilancio a lungo termine. Per poterne beneficiare gli Stati membri dovranno individuare i territori ammissibili mediante appositi piani territoriali per una transizione giusta, di concerto con la Commissione. Dovranno inoltre impegnarsi a integrare ogni euro versato dal Fondo con contributi dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Fondo sociale europeo Plus, nonché con risorse nazionali supplementari. Ciò dovrebbe tradursi in finanziamenti totali dell'ordine di 30-50 miliardi di €, che mobiliteranno a loro volta ulteriori investimenti. Il Fondo per una transizione giusta concederà principalmente sovvenzioni alle regioni: sosterrà i lavoratori, aiutandoli ad esempio ad acquisire abilità e competenze spendibili sul mercato del lavoro del futuro, e appoggerà le PMI, le start-up e gli incubatori impegnati a creare nuove opportunità economiche in queste regioni. Sosterrà anche gli investimenti a favore della transizione all'energia pulita, tra cui quelli nell'efficienza energetica;

2) un sistema specifico per una transizione giusta nell'ambito di InvestEU, che punta a mobilitare fino a 45 miliardi di € di investimenti. Lo scopo è attrarre investimenti privati a beneficio delle regioni interessate, ad esempio nei settori dell'energia sostenibile e dei trasporti, e aiutare le economie locali a individuare nuove fonti di crescita;

3) uno strumento di prestito per il settore pubblico in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, sostenuto dal bilancio dell'UE, che dovrebbe mobilitare investimenti compresi tra 25 e 30 miliardi di €. Servirà ad accordare prestiti al settore pubblico, destinati ad esempio agli investimenti nelle reti di teleriscaldamento e alla ristrutturazione edilizia. La Commissione presenterà la relativa proposta legislativa a marzo 2020.

Il meccanismo per una transizione giusta, tuttavia, non è circoscritto ai finanziamenti. Tramite la piattaforma per una transizione giusta la Commissione offrirà assistenza tecnica agli Stati membri e agli investitori e garantirà il coinvolgimento delle comunità interessate, delle autorità locali, dei partner sociali e delle organizzazioni non governative. Il meccanismo per una transizione giusta potrà contare su un solido quadro di governance basato su piani territoriali specifici.

Contesto

L'11 dicembre 2019, mossa dall'ambizione di rendere l'UE il primo blocco di Paesi al mondo a impatto climatico zero entro il 2050, la Commissione ha presentato il Green Deal europeo. La transizione verso un'economia sostenibile comporta sforzi notevoli sul fronte degli investimenti in tutti i settori: per raggiungere gli attuali obiettivi 2030 in materia di clima ed energia saranno necessari investimenti aggiuntivi pari a 260 miliardi di € l'anno fino al 2030.

Il successo del piano di investimenti del Green Deal europeo dipenderà dall'impegno di tutti gli attori coinvolti. È essenziale che gli Stati membri e il Parlamento europeo mantengano l'alto livello di ambizione della proposta della Commissione durante i negoziati sul prossimo quadro finanziario. Altrettanto importante sarà la rapida adozione della proposta di regolamento sul Fondo per una transizione giusta.

La Commissione seguirà da vicino e valuterà i progressi compiuti in questo percorso. In quest'ottica organizzerà un summit annuale sugli investimenti sostenibili rivolto a tutti i portatori di interessi pertinenti e continuerà ad adoperarsi per promuovere e finanziare la transizione. La Commissione invita gli investitori a trarre il massimo vantaggio dal contesto normativo favorevole e dalla crescente domanda di investimenti sostenibili. Esorta inoltre le autorità ad assumere un ruolo attivo nell'individuare e sostenere questi investimenti.

domenica 12 gennaio 2020

Musica Dei donum, l’ispirazione religiosa nella musica: i concerti corali di musica sacra alla Pace

Al via oggi una serie di appuntamenti della Stagione di "Concerti alla Pace", che si svolgeranno con cadenza mensile presso la Chiesa di Santa Maria della Pace a Roma, alle ore 19.00. In apertura domenica 12 gennaio, protagonisti saranno: Insieme Vocale L. A. Sabbatini, dir. Alberto Annarilli, Ensemble Suavis dir. Andrea Savo e Ethos Ensemble. dir. Sonia Sette. Ingresso libero





Organizzati da Arcl, associazione regionale cori del Lazio e Feniarco, federazione nazionale italiana associazioni corali regionali, tornano i Concerti alla Pace presso la suggestiva Chiesa di Santa Maria della Pace, in Via dell’Arco della Pace, a pochi passi da Piazza Navona. Ad aprire la nuova stagione coristica, oggi alle ore 19.00, saranno l'Insieme Vocale L. A. Sabbatini di Albano Laziale, Roma, direttore Alberto Annarilli, l'Ensemble Suavis di Roma, direttore Andrea Savo ed Ethos Ensemble di Aprilia, Latina, direttrice Sonia Sette.

La musica come dono di Dio capace di esprimere, attraverso l’ineffabile leggerezza e insieme concretezza dei suoni, i sentimenti e i concetti astratti, le sensazioni e le emozioni più profonde che abitano nel nostro cuore. Tutto questo attraverso il linguaggio universale di un brano musicale, chiunque pur appartenendo a cultura, lingua, estrazione sociale e religione diversa, può comprendere, condividere e comunicare le sue idee e le sue emozioni. 

Già nella Bibbia si trovano espliciti riferimenti alla musica quale mezzo di comunicazione con l’eterno e il trascendente, ne parlano la Genesi, l’Esodo, i Giudici, il Deuteronomio ed infine le Cronache. Il Re David destina ben duecentottanta tra musicisti e cantori alla celebrazione di Jeovah, dando loro il preciso compito di dedicare tutti i loro sforzi alla creazione di melodie in grado di glorificare il Signore.

Questa è la potenza ed il ruolo della musica religiosa. Per tutti i secoli a seguire ed in tutte le forme, la musica non ha mai cessato questo compito, proseguendo con il gregoriano, l’ars subtilior, il mottetto rinascimentale, la cantata barocca, l’opera romantica infine con la composizione moderna e contemporanea. Tutti gli artisti hanno composto musica sacra, utilizzando i testi che la letteratura religiosa ha prodotto in quantità infinita: attraverso quelle parole si è concretizzata la narrazione della vita dell’uomo, la necessità di rivolgersi al sacro quale risposta alle domande che inevitabilmente il genere umano si è posto in relazione alla fede e a Dio. In questo ambito la musica corale continua ad essere la forma d’arte che più avvicina la parola di fede alla vita terrena.

La scelta di proporre una stagione concertistica che abbia come tema “l’ispirazione religiosa nella musica” rientra nella tradizione biblica e viene esplicitata attraverso una panoramica di vari generi e stili, in grado di rappresentare le suggestioni che offrono i testi religiosi. Dal rinascimento al contemporaneo, dalla polifonia dei più rappresentativi musicisti, alla complessità delle armonie contemporanee, i gruppi che partecipano alla stagione hanno voluto offrire un saggio di come la musica possa essere veramente un dono di Dio.

Programma completo

Domenica 12 gennaio ore 19.00
Insieme Vocale L. A. Sabbatini (Albano Laziale - RM) - dir. Alberto Annarilli
Ensemble Suavis (Roma) - dir. Andrea Savo 
Ethos Ensemble (Aprilia - LT) - dir- Sonia Sette.

Domenica 2 febbraio
ore 19.00 Coro Laeti Cantores (Roma) - dir. Angelo Gubbini,
Corale Polifonica Psalterium (Roma) - dir. Andrea Savo
Santa Monica (Roma) - dir. Marcello Cangialosi

Domenica 1 marzo – ore 19.00
Coro Meridies (Roma) - dir. Carmelina Sorace
Coro In Laetitia Cantus (Alatri - FR) - dir. Elisabetta Scerrato
Coro Liberi Cantores (Aprilia - LT) - dir. Rita Nuti

Domenica 5 aprile – ore 19.00
Coro Polifonico di Ciampino (Ciampino - RM) - dir. Mario Lupi
Associazione Corale Laurentiana (Ardea - RM) - dir. Paola Piglialarmi
Gruppo Corale Entropie Armoniche (Roma) - dir. Claudia Gili

Domenica 3 maggio – ore 19.00
Coro InGrado (Ardea - RM) - dir. Emanuela Della Torre
Coro Polifonico Lumina Vocis (Cori - LT) - dir. Giovanni Monti
Corale Polifonica Vincenzo Ricci Bitti (Cerveteri - RM) - dir. Marina Ricci Bitti

Domenica 7 giugno – ore 19.00
Gruppo Vocale Rònde (Roma) - dir. Giovanni Rago
Coro Polif. T. Cima e D. Massenzio (Ronciglione - VT) - dir. Giammarco Casani
Coro Polifonico Città di Tivoli (Tivoli - RM) - dir. Alessio Salvati

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