venerdì 13 settembre 2019

Opere d'arte italiane, Pinturicchio: torna a Perugia dopo 30 anni la Madonna col Bambino

L’opera “Madonna col Bambino” esposta fino a gennaio 2020 alla Galleria Nazionale dell’Umbria.






Torna a Perugia il dipinto su tavola “Madonna col Bambino”, trafugato nel 1990 e attribuito al Pinturicchio. L’opera, che resterà esposta nella Galleria Nazionale dell’Umbria fino al 26 gennaio prossimo, è rientrata in Italia grazie all'efficace opera di diplomazia culturale condotta dal Ministero per i Beni e le attività culturali e all'attività investigativa dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio culturale.

"Questo ennesimo recupero mi rende particolarmente contento - ha detto in un video messaggio il Ministro Bonisoli - sia perché un altro frammento del nostro immenso patrimonio culturale è tornato nel nostro Paese, sia perché sarà possibile renderlo fruibile, per un periodo di tempo, ai cittadini e ai turisti che andranno a visitare la Galleria Nazionale dell’Umbria. L’evento di oggi sottolinea, ancora una volta, quanto sia importante che questo Paese porti avanti, nel modo più efficace, costante e determinato possibile, le iniziative di diplomazia culturale".

“Grazie alla diplomazia culturale – ha dichiarato il Ministro plenipotenziario Marco Ricci, intervenuto su delega del Ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli - si restituiscono alle culture di appartenenza opere d’arte illecitamente sottratte, ma, altresì, si contribuisce a promuovere un mercato dell’arte internazionale basato su principi e valori etici universalmente accettati”.

Per il Generale di brigata Fabrizio Parrulli, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale “ancora una volta, grazie alle preziose informazioni contenute nella Banca Dati dei Beni culturali illecitamente sottratti, anche a distanza di quasi trent’anni, è stato possibile individuare il dipinto rubato, che da oggi fa ufficialmente il suo ritorno”.
“Questo recupero - ha aggiunto il Generale Parrulli - dimostra, ancora una volta, da un lato il carattere sempre più transnazionale delle attività criminali in questo settore e dall’altro l’importanza dello scambio di informazioni, anche tra le Forze di polizia di diversi Paesi, come sistema consolidato di cooperazione internazionale per contrastare efficacemente i reati in danno del patrimonio culturale”.

Il Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria Marco Pierini ha sottolineato: “Il Museo è il luogo dove le opere sottratte al territorio, un tempo con violenza, adesso per amorevole premura, trovano una nuova casa e assumono una funzione e un valore diversi”.

“È bello - ha concluso - che anche opere abituate da sempre a mostrarsi nell’intimità delle raccolte private possano godere di un pubblico più vasto, come accadrà per qualche mese alla splendida ‘Madonna col Bambino’ la cui pertinenza con la raccolta della Galleria Nazionale dell’Umbria è palesemente testimoniata dalle tante consorelle che la accolgono dalle pareti del museo”.

Alimentazione e scienza, svelati i segreti della melanzana e della sua biodiversità

Decodificato il genoma della melanzana, i risultati della ricerca aprono nuove strade alla coltivazione di varietà sempre più resistenti alle conseguenze dei cambiamenti climatici, come ad esempio la siccità. 






Un team di ricerca a guida italiana composto da ENEA, CREA e Università di Verona e Torino ha decodificato il genoma della melanzana. Lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature è stato condotto in collaborazione con l’Università di Napoli, il Weizmann Istitute e la University of California.

Giovanni Giuliano, dirigente di ricerca della Divisione ENEA di Biotecnologie e agroindustria, ha spiegato che la melanzana, come la patata e il pomodoro di cui sono stati decodificati i genomi nel 2011 e 2012, appartiene alla famiglia delle Solanacee che comprende circa 2.500 specie diverse. La sequenza genomica ha confermato che la grande diversità morfologica delle Solanacee si è generata partendo da un numero di geni molto simile (circa 35.000 in ognuna delle tre specie). Oltre alla melanzana più diffusa in Italia - la specie Solanum melongena - esistono in natura circa cinquanta specie affini, di cui alcune a rischio estinzione a causa dei cambiamenti climatici.

Giuseppe Leonardo Rotino, dirigente di ricerca presso il CREA Genomica e Bionformatica, ha reso noto che la melanzana sequenziata (chiamata 67/3) è stata sviluppata incrociando la varietà “Tunisina” della tipologia tipicamente italiana Violetta con una linea di origine asiatica, per correggerne il difetto della polpa soffice che assorbe parecchio olio in cottura. La progenie è stata poi continuamente selezionata per i 6 anni successivi, fino ad arrivare appunto alla 67/3, da cui sono state costituite numerose famiglie imparentate, che hanno permesso di poter ordinare correttamente le sequenze del genoma. Questo ha consentito di comprendere la base genetica di una serie di caratteri agronomici importanti, accelerando i programmi di miglioramento genetico, tramite marcatori molecolari associati ai geni di interesse.  In particolare, i ricercatori si siamo concentrati sui geni coinvolti nella colorazione e nella maturazione del frutto e nella resistenza a patogeni fungini.

Il genoma è stato ottenuto tramite una combinazione di tecnologie di sequenziamento di ultima generazione e mappatura ottica. La qualità dei dati è elevatissima e testimonia quanto siano cresciute le competenze italiane nel campo della genomica. E' stato il commento di Massimo Delle donne, ordinario di Genetica presso il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona. 

La melanzana è uno degli ortaggi più consumati al mondo e l’Italia ne è il principale produttore europeo. È stata domesticata oltre 2.000 anni fa in Asia e ha subito un ‘collo di bottiglia’ genetico che ne ha ridotto la biodiversità e la resistenza a malattie e a stress ambientali. La decodifica del genoma ci ha già consentito di iniziare a esplorare il “pool” genetico della melanzana e contribuirà al superamento di queste problematiche, ha infine chiarito Sergio Lanteri, ordinario di Genetica agraria presso il Dipartimento di Scienze agrarie, forestali ed agroalimentari dell’Università di Torino.


www.nature.com/articles/s41598-019-47985-w

giovedì 12 settembre 2019

Donne in musica, da Tosca a Psiche. Alla Galleria d’Arte Moderna l'incontro nell'ambito della mostra Donne, corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione

Donne in musica, da Tosca a Psiche vuole essere una riflessione sulle donne in musica nell'età contemporanea: dalle eroine pucciniane (Puccini, Tosca, 1900) alla figura mitologica di Psiche (Sciarrino, Amore e Psiche, 1973), e molto oltre. Giovedì 12 settembre 2019 - ore 17.00-18.00. Sala espositiva I piano.






Un viaggio fra i più carismatici ed insondabili personaggi femminili del teatro musicale contemporaneo attraverso le grandi interpreti femminili che hanno dato loro la voce. Una cosmogonia culturale che travalica storia, favola, mito, per svelarsi dal fascino irresistibile in tutta la sua attualità.

L'incontro è tenuto dalla musicologa Alessandra Carlotta Pellegrini direttore scientifico della Fondazione Isabella Scelsi di Roma e direttore editoriale dell'Edizione nazionale dei carteggi e documenti verdiani.
La mostra Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione, alla Galleria d’Arte Moderna di Roma (via Francesco Crispi, 24) fino al 13 ottobre 2019, è stata arricchita per tutto l’arco della sua programmazione da un ampio e articolato programma di eventi culturali e da nuove opere in aggiunta a quelle in esposizione per alterni periodi di tempo.

Il corposo programma di incontri culturali, performances, proiezioni, readings e azioni teatrali ha l’intento di ricostruire attraverso la storia, le arti, la cultura e le artiste protagoniste del periodo, un’immagine a più riflessi dell’evoluzione della rappresentazione del corpo della donna fra XX e XXI secolo.

Tutte le attività all’interno della Galleria sono gratuite con pagamento del biglietto d’ingresso al Museo. Prenotazione obbligatoria allo 060608, max 40 posti per gli incontri e max 60 posti per gli eventi on open air fino ad esaurimento

Galleria d’Arte Moderna
Via Francesco Crispi, 24
www.galleriaartemodernaroma.it

martedì 10 settembre 2019

Il Gattopardo, le atmosfere del romanzo e la lavorazione del film negli scatti della mostra

A sessant’anni dal Premio Strega ottenuto dal romanzo, le immagini del fotografo Nicola Scafidi raccontano la lavorazione del celebre film diretto da Luchino Visconti. La mostra alla Casa del Cinema dal 12 settembre al 13 ottobre.







Correva l’anno 1959 e il celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa otteneva il Premio Strega con il suo romanzo Il Gattopardo. Il racconto, inizialmente snobbato da molti editori, venne pubblicato solo dopo la sua morte e la Feltrinelli fu l'unica casa editrice a credere nel progetto. Oggi, a distanza di sessanta anni da quel prestigioso riconoscimento viene reso un doveroso omaggio al lavoro dello scrittore e al successivo adattamento cinematografico di Luchino Visconti attraverso la mostra, con gli scatti del fotografo palermitano Nicola Scafidi. L’esposizione a cura della fotografa Angela Scafidi e della Prof.ssa Maria Pirrotta, con il progetto grafico realizzato dalla Dott.ssa Alessandra Benigno, sarà visitabile gratuitamente da giovedì 12 settembre alle ore 18.30 presso la Casa del Cinema di Villa Borghese. L’apertura della mostra sarà inoltre preceduta alle ore 15.00 dalla proiezione a ingresso libero del film di Luchino Visconti.

In occasione del 60° anniversario da tale onorificenza, sono stati selezionati circa 50 scatti per ricordare sia il romanzo da cui è stato preso spunto per il film, girato per lo più a Palermo  tra maggio e luglio del  1962, sia  per ricordare il lavoro svolto dallo stesso Nicola Scafidi. Le fotografie della mostra, stampate nei formati 40x50, 50x70 e 70x100, rigorosamente in bianco e nero, narrano i sopralluoghi compiuti da Visconti nel mese di febbraio del 1962, gli arrivi degli attori protagonisti, le scene del film ( le riprese zona Kalsa, a Ciminna, il ballo a Palazzo Ganci), il backstage, il tempo libero degli attori in giro per Palermo e l'anteprima del film a Roma.

La fase organizzativa del progetto e la sua realizzazione hanno trovato inoltre una preziosa collaborazione in altri due partner: l'Ente di formazione professionale Tecno Service di Palermo ed il Liceo Artistico Catalano di Palermo. La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle ore 19, il sabato e la domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19, fino al 12 ottobre 2019. Si ringrazia, inoltre, la società di produzione Titanus, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e la Cineteca di Bologna per aver gentilmente concesso la copia restaurata de Il Gattopardo.


CASA DEL CINEMA
Largo Marcello Mastroianni, 1www.casadelcinema.it www.060608.it
Ingresso gratuito

Opere d'arte italiane, Pinturicchio: torna a Perugia dopo 30 anni la Madonna col Bambino

L’opera “Madonna col Bambino” esposta fino a gennaio 2020 alla Galleria Nazionale dell’Umbria. Torna a Perugia il dipinto su tavola...