domenica 29 settembre 2019

Musica, al via la 75a stagione dell'Istituzione Universitaria dei Concerti. Un appassionante viaggio nel mondo dei suoni in 34 appuntamenti, da ottobre ad aprile.

Prende il via la nuova stagione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC) presso l'Aula Magna della Sapienza, che festeggia il suo 75mo anniversario confermando la propria identità con un cartellone di altissimo livello. In programma il rinascimento e il contemporaneo, la musica sacra e il jazz, e per la prima volta anche la danza: le musiche più diverse si susseguono e si fondono nel segno della più alta qualità artistica.






La stagione 2019-2020 sarà la numero 75 dell’Istituzione Universitaria dei Concerti: un traguardo importante, contrassegnato da un cartellone ricco di artisti internazionali e proposte che spaziano dalla musica classica al jazz, dalla contemporanea a generi trasversali. Scelte culturali ad ampio raggio e senza confini, sempre nel segno della più alta qualità artistica, che da tre quarti di secolo rendono la IUC una realtà pressoché unica nel panorama delle istituzioni musicali europee. Come di consueto, sono due gli appuntamenti inaugurali che riflettono il duplice percorso in cui si articola la stagione: quella del martedì sera e quella del sabato pomeriggio.

La 75ª stagione della IUC, si muove come di consueto tra i vari generi musicali con grande libertà, mai però a caso, ma sempre con una linea programmatica chiara, perché dietro ogni scelta c’è la massima attenzione alla qualità sia della musica che degli interpreti. Tra gli interpreti troviamo i grandi che hanno fatto la storia degli ultimi decenni, tra questi alcuni dei migliori solisti ed ensemble della musica classica internazionale: Les Arts Florissants, l’Orchestra Barocca Zefiro, i Tallis Scholars, Jordi Savall, Vivica Genaux, Francesca Dego, Fazil Say, Martin Fröst, Manuel Barrueco, Robert McDuffie, il Quartetto Emerson, il Trio Montrose. Ma anche star del jazz e appuntamenti trasversali, con Enrico Rava e Noa, e per la prima volta uno spettacolo di danza, Arcaico di Davide Bombana.

L’inaugurazione della stagione serale, martedì 15 ottobre, è dedicata alla grande polifonia profana italiana tra Cinque e Seicento, con l’esecuzione integrale del Terzo Libro dei Madrigali di Carlo Gesualdo da Venosa (preceduto da una selezione del Primo e del Secondo Libro), affidata al prestigioso gruppo vocale francese Les Arts Florissants diretto da Paul Agnew, che quest’anno celebra i 40 anni di attività, nell’ambito di un progetto europeo finalizzato all’esecuzione integrale dei madrigali di Gesualdo.

Gesualdo è uno dei compositori più singolari della storia della musica, e non soltanto per il clamoroso assassinio di sua moglie Maria d’Avalos e del suo amante nel 1590. La sua musica è talmente originale ed audace nell’uso di sorprendenti dissonanze da risultare oggi modernissimo e non è un caso che la sua figura abbia ispirato musicisti non solo classici ma anche pop e jazz (da Igor Stravinskij a Franco Battiato) e registi come Werner Herzog.

Di pari impegno l’inaugurazione della stagione pomeridiana, sabato 19 ottobre, con l’integrale dei Concerti Brandeburghesi di Bach, sei capolavori della musica strumentale barocca proposti dall’Orchestra Barocca Zefiro diretta da Alfredo Bernardini, presentati nell’ambito di una tournée internazionale. Il loro nutrito parterre di riconoscimenti discografici (Grand Prix du Disque, Premio Nazionale Classic Voice, Editor’s Choice di Gramophone, Choc du Monde de la Musique) si è recentemente arricchito di un Diapason d’Or attribuito dalla rivista francese Diapason proprio per l’incisione dei Brandeburghesi.

Alla musica rinascimentale e barocca, così ricca di scoperte per l’ascoltatore, sono dedicati altri quattro concerti. Les Arts Florissants e Paul Agnew tornano il 15 febbraio, per proseguire il viaggio nella musica di Gesualdo: questa volta è in programma il Quarto Libro de’ Madrigali. Alla musica polifonica sacra del Cinquecento, e in particolare ai grandi maestri che prestarono servizio alla Cappella Sistina, è dedicato il concerto del 16 novembre con The Tallis Scholars diretti da Peter Phillips: questo gruppo, che ha pochissimi rivali nel campo della polifonia rinascimentale, propone inoltre due prime esecuzione a Roma dei contemporanei Alexander Campkin e Justine Rapaccioli. 

Spazio anche al jazz con l’unica tappa a Roma del tour mondiale con cui il trombettista Enrico Rava celebra i suoi ottant’anni, insieme ai musicisti italiani del sestetto Enrico Rava Special Edition (Giovanni Guidi al pianoforte, Gianluca Petrella al trombone, Francesco Diodati alla chitarra, Enrico Morello alla batteria e Gabriele Evangelista al basso).

Questi sono solo alcuni dei concerti che vanno a formare un cartellone ricchissimo, che vi invito a consultare, pieno di novità ma anche di tradizione, pensato per un pubblico eterogeneo ed esigente, ma anche per chi si avvicina alla musica per la prima volta. 

www.concertiiuc.it

sabato 21 settembre 2019

Archeologia, i pani e i pesci, Israele: torna alla luce mosaico di 1500 anni fa

In un sito archeologico a Hippos-Sussita, in Israele, è tornato alla luce un pavimento musivo di 1.500 anni fa. Tra le figure rappresentate anche ceste di pane e vari pesci.


Cinque pani e due pesci, proprio come raccontano gli evangelisti nel Nuovo Testamento. L'immagine musiva è un evidente richiamo ad uno dei più noti miracoli compiuti da Gesù: la moltiplicazione dei pani e dei pesci. 



Il mosaico, risalente a 1500 anni fa, è stato portato alla luce dai ricercatori dell’Università di Haifa  nell’area archeologica di Hippos, nel nord di Israele, grazie ad un progetto di scavo di un'impresa internazionale affiliata all'Istituto di archeologia Zinman. Si tratta di una pavimentazione, perfettamente conservata, di una chiesa costruita sulla sponda orientale del lago di Tiberiade e distrutta da un incendio nel 700 d.C.

La scoperta è avvenuta quest’estate, come spiega un comunicato dell'Università di Haifa. I ricercatori hanno condotto gli scavi nelle rovine di una delle sette chiese che si trovano nel sito. La chiesa in questione, oggi caratterizzata con l’appellativo «bruciata», fu costruita tra la seconda metà del V secolo e l’inizio del VI.

L’edificio fu distrutto durante un incendio che causò anche il crollo del tetto, probabilmente nel corso dell’invasione dei Sassanidi (dinastia persiana) all’inizio del VII secolo. I mosaici del pavimento si sono salvati grazie a uno strato di cenere che li ha coperti e protetti per secoli. Il tappeto musivo è composto da tessere multicolori, motivi geometrici e raffigurazioni di uccelli, pesci, limoni, melograni (il melograno simboleggi tra i cristiani la risurrezione e la vita eterna), ceste di pane i cui vari colori che possono riferirsi ai diversi tipi di farina, di grano e d’orzo.

venerdì 13 settembre 2019

Opere d'arte italiane, Pinturicchio: torna a Perugia dopo 30 anni la Madonna col Bambino

L’opera “Madonna col Bambino” esposta fino a gennaio 2020 alla Galleria Nazionale dell’Umbria.






Torna a Perugia il dipinto su tavola “Madonna col Bambino”, trafugato nel 1990 e attribuito al Pinturicchio. L’opera, che resterà esposta nella Galleria Nazionale dell’Umbria fino al 26 gennaio prossimo, è rientrata in Italia grazie all'efficace opera di diplomazia culturale condotta dal Ministero per i Beni e le attività culturali e all'attività investigativa dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio culturale.

"Questo ennesimo recupero mi rende particolarmente contento - ha detto in un video messaggio il Ministro Bonisoli - sia perché un altro frammento del nostro immenso patrimonio culturale è tornato nel nostro Paese, sia perché sarà possibile renderlo fruibile, per un periodo di tempo, ai cittadini e ai turisti che andranno a visitare la Galleria Nazionale dell’Umbria. L’evento di oggi sottolinea, ancora una volta, quanto sia importante che questo Paese porti avanti, nel modo più efficace, costante e determinato possibile, le iniziative di diplomazia culturale".

“Grazie alla diplomazia culturale – ha dichiarato il Ministro plenipotenziario Marco Ricci, intervenuto su delega del Ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli - si restituiscono alle culture di appartenenza opere d’arte illecitamente sottratte, ma, altresì, si contribuisce a promuovere un mercato dell’arte internazionale basato su principi e valori etici universalmente accettati”.

Per il Generale di brigata Fabrizio Parrulli, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale “ancora una volta, grazie alle preziose informazioni contenute nella Banca Dati dei Beni culturali illecitamente sottratti, anche a distanza di quasi trent’anni, è stato possibile individuare il dipinto rubato, che da oggi fa ufficialmente il suo ritorno”.
“Questo recupero - ha aggiunto il Generale Parrulli - dimostra, ancora una volta, da un lato il carattere sempre più transnazionale delle attività criminali in questo settore e dall’altro l’importanza dello scambio di informazioni, anche tra le Forze di polizia di diversi Paesi, come sistema consolidato di cooperazione internazionale per contrastare efficacemente i reati in danno del patrimonio culturale”.

Il Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria Marco Pierini ha sottolineato: “Il Museo è il luogo dove le opere sottratte al territorio, un tempo con violenza, adesso per amorevole premura, trovano una nuova casa e assumono una funzione e un valore diversi”.

“È bello - ha concluso - che anche opere abituate da sempre a mostrarsi nell’intimità delle raccolte private possano godere di un pubblico più vasto, come accadrà per qualche mese alla splendida ‘Madonna col Bambino’ la cui pertinenza con la raccolta della Galleria Nazionale dell’Umbria è palesemente testimoniata dalle tante consorelle che la accolgono dalle pareti del museo”.

Alimentazione e scienza, svelati i segreti della melanzana e della sua biodiversità

Decodificato il genoma della melanzana, i risultati della ricerca aprono nuove strade alla coltivazione di varietà sempre più resistenti alle conseguenze dei cambiamenti climatici, come ad esempio la siccità. 






Un team di ricerca a guida italiana composto da ENEA, CREA e Università di Verona e Torino ha decodificato il genoma della melanzana. Lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature è stato condotto in collaborazione con l’Università di Napoli, il Weizmann Istitute e la University of California.

Giovanni Giuliano, dirigente di ricerca della Divisione ENEA di Biotecnologie e agroindustria, ha spiegato che la melanzana, come la patata e il pomodoro di cui sono stati decodificati i genomi nel 2011 e 2012, appartiene alla famiglia delle Solanacee che comprende circa 2.500 specie diverse. La sequenza genomica ha confermato che la grande diversità morfologica delle Solanacee si è generata partendo da un numero di geni molto simile (circa 35.000 in ognuna delle tre specie). Oltre alla melanzana più diffusa in Italia - la specie Solanum melongena - esistono in natura circa cinquanta specie affini, di cui alcune a rischio estinzione a causa dei cambiamenti climatici.

Giuseppe Leonardo Rotino, dirigente di ricerca presso il CREA Genomica e Bionformatica, ha reso noto che la melanzana sequenziata (chiamata 67/3) è stata sviluppata incrociando la varietà “Tunisina” della tipologia tipicamente italiana Violetta con una linea di origine asiatica, per correggerne il difetto della polpa soffice che assorbe parecchio olio in cottura. La progenie è stata poi continuamente selezionata per i 6 anni successivi, fino ad arrivare appunto alla 67/3, da cui sono state costituite numerose famiglie imparentate, che hanno permesso di poter ordinare correttamente le sequenze del genoma. Questo ha consentito di comprendere la base genetica di una serie di caratteri agronomici importanti, accelerando i programmi di miglioramento genetico, tramite marcatori molecolari associati ai geni di interesse.  In particolare, i ricercatori si siamo concentrati sui geni coinvolti nella colorazione e nella maturazione del frutto e nella resistenza a patogeni fungini.

Il genoma è stato ottenuto tramite una combinazione di tecnologie di sequenziamento di ultima generazione e mappatura ottica. La qualità dei dati è elevatissima e testimonia quanto siano cresciute le competenze italiane nel campo della genomica. E' stato il commento di Massimo Delle donne, ordinario di Genetica presso il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona. 

La melanzana è uno degli ortaggi più consumati al mondo e l’Italia ne è il principale produttore europeo. È stata domesticata oltre 2.000 anni fa in Asia e ha subito un ‘collo di bottiglia’ genetico che ne ha ridotto la biodiversità e la resistenza a malattie e a stress ambientali. La decodifica del genoma ci ha già consentito di iniziare a esplorare il “pool” genetico della melanzana e contribuirà al superamento di queste problematiche, ha infine chiarito Sergio Lanteri, ordinario di Genetica agraria presso il Dipartimento di Scienze agrarie, forestali ed agroalimentari dell’Università di Torino.


www.nature.com/articles/s41598-019-47985-w

giovedì 12 settembre 2019

Donne in musica, da Tosca a Psiche. Alla Galleria d’Arte Moderna l'incontro nell'ambito della mostra Donne, corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione

Donne in musica, da Tosca a Psiche vuole essere una riflessione sulle donne in musica nell'età contemporanea: dalle eroine pucciniane (Puccini, Tosca, 1900) alla figura mitologica di Psiche (Sciarrino, Amore e Psiche, 1973), e molto oltre. Giovedì 12 settembre 2019 - ore 17.00-18.00. Sala espositiva I piano.






Un viaggio fra i più carismatici ed insondabili personaggi femminili del teatro musicale contemporaneo attraverso le grandi interpreti femminili che hanno dato loro la voce. Una cosmogonia culturale che travalica storia, favola, mito, per svelarsi dal fascino irresistibile in tutta la sua attualità.

L'incontro è tenuto dalla musicologa Alessandra Carlotta Pellegrini direttore scientifico della Fondazione Isabella Scelsi di Roma e direttore editoriale dell'Edizione nazionale dei carteggi e documenti verdiani.
La mostra Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione, alla Galleria d’Arte Moderna di Roma (via Francesco Crispi, 24) fino al 13 ottobre 2019, è stata arricchita per tutto l’arco della sua programmazione da un ampio e articolato programma di eventi culturali e da nuove opere in aggiunta a quelle in esposizione per alterni periodi di tempo.

Il corposo programma di incontri culturali, performances, proiezioni, readings e azioni teatrali ha l’intento di ricostruire attraverso la storia, le arti, la cultura e le artiste protagoniste del periodo, un’immagine a più riflessi dell’evoluzione della rappresentazione del corpo della donna fra XX e XXI secolo.

Tutte le attività all’interno della Galleria sono gratuite con pagamento del biglietto d’ingresso al Museo. Prenotazione obbligatoria allo 060608, max 40 posti per gli incontri e max 60 posti per gli eventi on open air fino ad esaurimento

Galleria d’Arte Moderna
Via Francesco Crispi, 24
www.galleriaartemodernaroma.it

martedì 10 settembre 2019

Il Gattopardo, le atmosfere del romanzo e la lavorazione del film negli scatti della mostra

A sessant’anni dal Premio Strega ottenuto dal romanzo, le immagini del fotografo Nicola Scafidi raccontano la lavorazione del celebre film diretto da Luchino Visconti. La mostra alla Casa del Cinema dal 12 settembre al 13 ottobre.







Correva l’anno 1959 e il celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa otteneva il Premio Strega con il suo romanzo Il Gattopardo. Il racconto, inizialmente snobbato da molti editori, venne pubblicato solo dopo la sua morte e la Feltrinelli fu l'unica casa editrice a credere nel progetto. Oggi, a distanza di sessanta anni da quel prestigioso riconoscimento viene reso un doveroso omaggio al lavoro dello scrittore e al successivo adattamento cinematografico di Luchino Visconti attraverso la mostra, con gli scatti del fotografo palermitano Nicola Scafidi. L’esposizione a cura della fotografa Angela Scafidi e della Prof.ssa Maria Pirrotta, con il progetto grafico realizzato dalla Dott.ssa Alessandra Benigno, sarà visitabile gratuitamente da giovedì 12 settembre alle ore 18.30 presso la Casa del Cinema di Villa Borghese. L’apertura della mostra sarà inoltre preceduta alle ore 15.00 dalla proiezione a ingresso libero del film di Luchino Visconti.

In occasione del 60° anniversario da tale onorificenza, sono stati selezionati circa 50 scatti per ricordare sia il romanzo da cui è stato preso spunto per il film, girato per lo più a Palermo  tra maggio e luglio del  1962, sia  per ricordare il lavoro svolto dallo stesso Nicola Scafidi. Le fotografie della mostra, stampate nei formati 40x50, 50x70 e 70x100, rigorosamente in bianco e nero, narrano i sopralluoghi compiuti da Visconti nel mese di febbraio del 1962, gli arrivi degli attori protagonisti, le scene del film ( le riprese zona Kalsa, a Ciminna, il ballo a Palazzo Ganci), il backstage, il tempo libero degli attori in giro per Palermo e l'anteprima del film a Roma.

La fase organizzativa del progetto e la sua realizzazione hanno trovato inoltre una preziosa collaborazione in altri due partner: l'Ente di formazione professionale Tecno Service di Palermo ed il Liceo Artistico Catalano di Palermo. La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle ore 19, il sabato e la domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19, fino al 12 ottobre 2019. Si ringrazia, inoltre, la società di produzione Titanus, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e la Cineteca di Bologna per aver gentilmente concesso la copia restaurata de Il Gattopardo.


CASA DEL CINEMA
Largo Marcello Mastroianni, 1www.casadelcinema.it www.060608.it
Ingresso gratuito

La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium

La mostra La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium, in corso al Palazzo delle Esposizioni, si dipana in un percorso in grado ...