venerdì 28 giugno 2019

Festival, Cori e Bande, al via il bando per il sostegno di settore

E’ indetta una selezione pubblica per il sostegno del settore dei Festival, Cori e Bande. Le domande entro il 5 luglio.





Formazione, ricerca, promozione e valorizzazione della produzione musicale amatoriale e sua salvaguardia. Coinvolgimento di cori e complessi bandistici, con particolare riguardo ai giovani e all'inclusione sociale. Queste le attività oggetto del finanziamento che si potrà ottenere tramite bando rivolto al sostegno di settore.

La domanda può essere presentata dalle associazioni, senza scopo di lucro, rappresentative dei settori interessati e le Istituzioni culturali di rilevanza nazionale ed internazionale operanti nel campo specifico della teoria e pratica della coralità e della musica popolare amatoriale. Possono, altresì,  presentare  domanda di contributo anche le fondazioni e le associazioni  create o partecipate da enti pubblici allo scopo di promuovere l’educazione musicale nonché raggruppamenti tra almeno quattro enti pubblici territoriali.

Al momento della presentazione della domanda il raggruppamento tra almeno quattro enti pubblici territoriali può non essere costituito ma l’ente pubblico territoriale proponente deve, in tal caso, presentare dichiarazione di impegno a costituire il raggruppamento  in caso di finanziamento.

Le modalità di presentazione delle domande e le procedure di concessione del contributo sono definite dal DM 3 maggio 2019. TERMINE PERENTORIO per la presentazione delle domande tramite la piattaforma on line è il 5 luglio 2019, ore 14.

Le domande di contributo devono essere presentate all’Amministrazione (Direzione generale Spettacolo), utilizzando unicamente i modelli predisposti e resi disponibili on line, ai quali si potrà accedere tramite registrazione al seguente indirizzo: www.dos.beniculturali.it

giovedì 27 giugno 2019

San Pietro e Paolo: due grandi iniziative in occasione della festività dei Patroni di Roma

Due grandi iniziative per sabato 29 giugno: ingresso gratuito per il primo giorno dei Fori unificati e apertura straordinaria serale del Museo di Roma a Palazzo Braschi per la presentazione del dipinto "Ritratto della marchesa Margherita Sparapani Gentili Boccapaduli"di Pécheux e musica dal vivo.

Il Museo di Roma a Palazzo Braschi sarà straordinariamente aperto dalle 19 alle 24 (ultimo ingresso alle 23) con la serata-evento Tutt’altra musica. La marchesa Boccapaduli e il suo Cabinet di storia naturale al Museo di Roma, in collaborazione con la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma. La serata inizierà alle 19 con l’eccezionale esposizione al pubblico, al secondo piano, del dipinto di Laurent Pécheux, Ritratto della marchesa Margherita Sparapani Gentili Boccapaduli (1735-1820), emblematica celebrazione del collezionismo e del mecenatismo artistico del Settecento. Il dipinto è stato messo a disposizione dagli AMICI DEI MUSEI DI ROMA cui è pervenuto per lascito testamentario della principessa Laudomia del Drago. Per l’occasione il Duo violinistico della Youth Orchestra (Florian Lekaj, Cezara Georgia Buzila) eseguirà la Sonata in sol maggiore per due violini di Georg Philipp Telemann.

Durante la serata il Museo sarà animato da altre due esibizioni musicali: alle 20 nel Salone d’onore al primo piano, la Youth Orchestra, la Cantoria e i Solisti della Fabbrica YAP del Teatro dell’Opera di Roma, diretti dal Maestro Giuseppe Sabbatini, eseguiranno il Requiem in re minore K 626 di Wolfgang Amadeus Mozart; alle 22 nel Cortile, la Youth Orchestra del Teatro dell’Opera Roma diretta dal Maestro Carlo Donadio eseguirà la Sinfonia Classica Op. 25 di Sergej Prokofiev e Ouverture da concerto op. 26 “Le Ebridi” di Felix Mendelssohn-Bartholdy.

I visitatori potranno accedere alle sale del museo e alle due mostre in corso “Fotografi a Roma. Commissione Roma 2003-2017” e “Roma nella camera oscura. Fotografie della città dall’Ottocento a oggi”, pagando un biglietto pari solo a 1 euro. Per i possessori della MIC card l’ingresso sarà invece totalmente gratuito. 

Il dipinto

Come in una istantanea dei nostri giorni, nel 1777 Laurent Pécheux ritrae la marchesa Margherita Sparapani Gentili nel suo Gabinetto di storia naturale. Abbigliata nella raffinata veste à l’anglaise, la nobildonna accenna con una mano alla collezione di farfalle, mentre con l’altra trattiene un tralcio di gelso sul quale si muove un piccolo bruco. Gli arredi in stile egizio e il mobilio con decorazioni desunte da modelli antichi di probabile ideazione piranesiana, le due statue antiche del Sileno Villoso e del Cestiario, la macchina per esperimenti di elettricità e l’altra per creare il vuoto pneumatico, restituiscono un ambiente “museale” nel quale ogni dettaglio parla degli interessi della nobildonna e delinea la sua personalità “intellettuale” di certo inconsueta nel panorama romano femminile di fine Settecento.

Il suo salotto fu tra i più importanti luoghi di incontro di intellettuali italiani e stranieri a Roma nella seconda metà del XVIII secolo: un luogo à la page nel quale la Marchesa svolse una funzione intellettualmente autonoma e tanto rilevante da poterne sostanziare l’esistenza favorendo in prima persona le relazioni e gli scambi culturali tra i suoi ospiti.

Sposata nel 1753 al nobile romano Giuseppe Boccapaduli, visse separata dal marito nel palazzo Gentili di via in Arcione ereditato dallo zio cardinal Antonio Saverio Gentili, contando sulla costante e affettuosa presenza del letterato milanese Alessandro Verri, fratello del noto economista e scrittore illuminista Pietro Verri. Semira Epicense in Arcadia, studiosa di scienze naturali, di fisica sperimentale e di astronomia, viaggiatrice e autrice di un dettagliato manoscritto che raccoglie le sue memorie periegetiche, fu “amatrice delle Belle Arti” – come la definì Giovan Battista Piranesi in una tavola che a lei dedicò nell’opera Vasi, Candelabri, Cippi, Sarcofagi e Tripodi (1778). Un gusto per le arti autentico e sempre aggiornato, quello della Marchesa, sostenuto da un’attività collezionistica che dalle prime manifestazioni del Rococò e della cultura piranesiana, approdano all’interesse per il neoclassico e, soprattutto, per Antonio Canova. Il rapporto di profonda stima tra la Marchesa e lo scultore iniziato nel salotto e proseguito nello scambio epistolare, accompagnò la nobildonna per tutta la sua esistenza quando alla sua morte, nel 1820, nella sua collezione campeggiava il ritratto in gesso del “Greco Scultore” accanto al proprio autoritratto che si vuole immaginare essere questo del Pécheux.

Inoltre nella giornata prenderà il via la bigliettazione congiunta del nuovo ticket “FORUM PASS. Alla scoperta dei Fori” per accedere al percorso unificato dell’area archeologica dal Foro Romano ai Fori Imperiali, realizzato grazie all'intesa siglata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e dal Parco archeologico del Colosseo per conto di Roma Capitale e MIBAC. E per festeggiare i patroni della Capitale, questa prima giornata sarà ad ingresso gratuito, con ingressi dalle 8.30 alle 19.15 per cittadini e turisti.

Saranno in tutto cinque gli ingressi dai quali si potrà accedere all’area archeologica unificata con il nuovo unico biglietto “FORUM PASS. Alla scoperta dei Fori”: quattro del Parco Archeologico del Colosseo (largo Corrado Ricci, via Sacra in prossimità dell’arco di Tito, via di San Gregorio, via del Tulliano di fronte al carcere Mamertino) e uno della Sovrintendenza Capitolina (piazza della Madonna di Loreto vicino alla Colonna Traiana).


Area archeologica dei Fori
Ingressi: piazza Santa Maria di Loreto; largo Corrado Ricci; Via di San Gregorio; via del Tulliano.
www.sovraintendenzaroma.it

Museo di Roma
Piazza Navona, 2 - Piazza San Pantaleo, 10
Info: 060608 (tutti i giorni ore 9-19)
www.museodiroma.it

venerdì 21 giugno 2019

Rai1, Zeffirelli l’ultimo sogno: dall'Arena di Verona La Traviata in mondovisione






Di scena la grande opera lirica stasera su Rai1 alle 21:15, in diretta in mondovisione verrà trasmessa “La Traviata” di Giuseppe Verdi, che inaugurerà l’Opera Festival 2019 della Fondazione Arena Di Verona, giunta alla sua 97esima edizione.

L'opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave è tratta dalla pièce teatrale di Alexandre Dumas (figlio) La signora delle camelie. La prima rappresentazione avvenne al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853.

La nuova produzione dell’opera porta la firma di Franco Zeffirelli per regia e scene. L’ultimo grande Maestro della regia italiana e massimo esperto del palco areniano, realizza una nuova produzione che si presenta come somma sintesi del suo pensiero estetico su La Traviata. In ricordo del maestro fiorentino, a pochi giorni dalla scomparsa, la Rai renderà disponibile il segnale free a tutte le emittenti del mondo.

A firmare l’opera, anche Maurizio Millenotti per i costumi e l’étoile Giuseppe Picone per le coreografie. La direzione d’orchestra è di Daniel Oren. L’orchestra, il coro, il ballo e le masse artistiche saranno dell’Arena di Verona.

Sarà un vero e proprio kolossal, il più grande allestimento realizzato dall’Arena di Verona negli ultimi 40 anni. Saranno presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il ministro per i Beni e le Attività culturali Alberto Bonisoli, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria e il ministro del Turismo Gian Marco Centinaio.

Opera, Musica, Danza, Teatro: al via a Spoleto il Festival dei 2Mondi






Alla sua 62a edizione, la manifestazione conferma il suo carattere originale e il suo prestigio internazionale quale storico luogo d’incontro tra culture diverse, nel quale ogni estate, da ogni parte del mondo, si danno appuntamento le grandi arti della scena: Opera, Musica, Danza, Teatro.

Da undici anni sotto la guida di Giorgio Ferrara, il Festival è cresciuto progressivamente e si è consolidata l’attenzione da parte delle istituzioni, degli artisti, degli operatori culturali, delle aziende, dei media, che hanno contribuito all’affermazione della manifestazione quale evento di risonanza mondiale.

Vetrina d’eccellenza per i grandi artisti e per i giovani talenti emergenti, “officina” di creazioni originali, il Festival anche quest’anno inaugura con una nuova produzione, Proserpine, opera lirica in due atti, tratta dall’omonimo poema drammatico di Mary Shelley. Commissionata alla compositrice Silvia Colasanti, insieme al Minotauro, messo in scena lo scorso anno, l’opera fa parte di un progetto per una trilogia contemporanea di rivisitazione dei miti antichi come approccio dell´inconscio e dei rapporti umani. Alla direzione dell’Orchestra Giovanile Italiana, Pierre-André Valade. L´adattamento è di René de Ceccatty e Giorgio Ferrara, regia di Giorgio Ferrara, scene di Sandro Chia, costumi di Vincent Darré.

Fra i più brillanti e apprezzati maestri della sua generazione, sarà Daniele Gatti a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma per il tradizionale Concerto finale a Piazza Duomo. In programma musiche di Giuseppe Verdi dal repertorio francese, opere nate dall’importante sodalizio artistico che il compositore ebbe con la città di Parigi.

I Concerti di mezzogiorno e i Concerti della sera saranno eseguiti dai giovani talenti provenienti dai maggiori conservatori italiani e vincitori del Premio Nazionale delle Arti.

La danza è rappresentata dal Dutch National Ballet con uno spettacolo omaggio al coreografo di fama mondiale Hans Van Manen, e dai ballerini-allievi della rinomata Ecole-Atelier Rudra Bejart di Losanna fondata da Maurice Bejart.

Ischia Film Festival, al via concorso cinematografico internazionale nei suggestivi spazi del Castello Aragonese d'Ischia






Ideato nel 2003 dal location manager Michelangelo Messina, l'Ischia Film Festival è un concorso cinematografico internazionale che si tiene ogni anno tra l'ultimo sabato di Giugno ed il primo di Luglio, nei suggestivi spazi del Castello Aragonese d'Ischia. La sua particolare tematica dedicata alle locations ha fatto sì che questo evento diventasse nell'arco di pochi anni un appuntamento significativo con il cinema internazionale.

Ogni anno all’Ischia Film Festival vengono proiettate opere selezionate da tutto il mondo che valorizzano, attraverso il racconto filmico, l'identità culturale e paesaggistica di un territorio o che rendono la location, in quanto tale, protagonista al pari degli interpreti.

Una giuria composta da autorevoli personaggi del mondo del cinema premia quelle opere che sono state selezionate per la competizione ufficiale. Durante la settimana di proiezioni, oltre alle opere in concorso, si tiene il focus sulla location negata e gli omaggi a personaggi del cinema internazionale. Il festival è parte integrante di un progetto denominato "Cinema & territorio", che ha come obbiettivo principale la salvaguardia della particolarità paesaggistica e culturale dei territori per la loro promozione attraverso l'audiovisivo.

Tra i personaggi del cinema i premi Oscar Sir Ken Adam, Vittorio Storaro, Carlo Rambaldi, Alan Lee e John Howe, Gabriella Cristiani e Osvaldo Desideri. I registi Abel Ferrara, Pavel Longuine, Pupi Avati, Mario Monicelli, Krzysztof Zanussi, Giuliano Montaldo, Benoît Jacquot, Abbas Kiarostami, Amos Gitai, Margarethe von Trotta. L'evento ha visto la partecipazione di attori\attrici come Enrico Lo Verso, Jean Sorel, Mattia Sbragia, Maria Grazia Cucinotta, Lunetta Savino, Sabina Impacciatore, Paolo Villaggio, di registi come Antonietta De Lillo, Eduardo Winspeare, Vinzenzo Marra, Francesco Patierno, Giorgio Diritti, Massimiliano Bruno, Valentina Carnelutti e tanti altri che attraverso i loro interventi hanno voluto testimoniare l'importanza della location nell'opera audiovisiva.

In seno al festival si realizza ogni anno il Convegno Nazionale sul Cineturismo coordinato da un comitato scientifico che annovera studiosi quali la Prof.ssa Sue Beeton della "La Trobe University" Australia, il Prof. Francesco De Cesare dell'università "Ca' Foscari" di Venezia, il Prof. Simon Hudson della Texas University, il Prof. Roberto Prevenzano della IULM di Milano e il Prof. Furio Regente dell'Universita del Sacro Cuore.

Tra i partner del festival la SIAE, l'APE (l'associazione dei Produttori Esecutivi), l’Associazione dei CentoAutori e l'AFIC  (Associazione Festival Italiani di Cinema), cui appartengono altre analoghe manifestazioni nazionali di notevole importanza per la promozione del cinema italiano. Sponsor principali della manifestazione sono IQOS e Bayer.

L'evento è posto dal 2004 sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. E dal 2013 gode dell'Alto PAtrocinio del Parlamento Europeo

Musica Fuori Centro, al via col solstizio d'estate la festa della musica

Torna la Festa della Musica. È “Musica Fuori Centro”. Più di quarantacinquemila artisti si esibiranno in oltre diecimila eventi. Coinvolte seicentotrenta città italiane.





Da oggi la musica sarà protagonista con più di 10.000 eventi in diversi luoghi pubblici: nei musei, nelle biblioteche, negli ospedali, nei parchi, nei giardini, nelle piazze, nelle case circondariali, negli archivi, nelle strade, nei palazzi storici, negli aeroporti, nei licei musicali e nei conservatori, così come negli istituti italiani di cultura all’estero. Oltre 45.000 artisti si esibiranno in ogni genere di musica, in 630 città aderenti alla manifestazione in tutta Italia, in un’unica grande festa che rappresenta un vero e proprio momento di condivisione.

L'evento è stato presentato lo scorso giovedì, presso la sede del Ministero per i beni e le attività culturali, dal Ministro Alberto Bonisoli e dal Presidente Associazione italiana per la promozione della Festa della Musica Marco Staccioli, la Festa della Musica 2019 che si festeggia, come ogni anno il 21 giugno, giorno del Solstizio d’Estate.

Per l’edizione di quest’anno, il Ministero ha scelto il tema la Musica Fuori Centro. Sono intervenuti Roberto Vecchioni, testimonial della Festa della Musica 2019, Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Giulio Mogol, Presidente SIAE, Marino Sinibaldi, direttore di Rai radio tre, Pier Luigi Dilengite, consigliere per le Fondazioni Lirico – Sinfoniche e per l’industria Musicale.

“La Festa della Musica parla all'Italia intera, sempre di più. Fare musica oltre i luoghi canonici e previsti aiuta a sostenere la cultura come collante sociale. Uno strumento di democrazia a garanzia dei diritti fondamentali dei cittadini, dell’uguaglianza, dell’equità sociale e della libertà. Ecco perché il tema dell’edizione 2019 è “Musica fuori centro”, ossia espansa, senza soluzione di continuità, dalla città alla periferia; diffusa, in modo capillare, in tutto il Paese.” Così il ministro per i beni e le Attività culturali, Beni e delle Attività Culturali Alberto Bonisoli.

Quest’anno la Festa della Musica si avvale di un testimonial d’eccezione, il cantautore Roberto Vecchioni che, attraverso la sua attività artistica, ha da sempre mostrato particolare attenzione, sensibilità e passione per gli studi classici, anche attraverso la contaminazione tra musica e letteratura. Il suo ultimo album, “L’Infinito”, Disco D’Oro con oltre 25.000 copie vendute in due mesi senza piattaforma streaming e download, contiene il brano “Vai, ragazzo”, un inno alla passione per i classici, un invito rivolto ai ragazzi a riscoprirne la profonda attualità. Il professore della musica italiana è un interprete dello slogan di questa edizione, della “Musica fuori centro”, della musica come ponte tra passato e presente, come strumento per ri-scoprire i luoghi che acquisiscono altri significati, nuova centralità e vivono nell’eterno presente del tempo verticale.

Vecchioni, insieme all’Orchestra di Piazza Vittorio, si esibirà a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. La Festa della Musica è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall’Associazione italiana per la promozione della Festa della Musica, in collaborazione con la rappresentanza in Italia della Commissione Europea, con la SIAE – che anche quest’anno ha applicato ulteriori agevolazioni alle iniziative - con UNPLI, Feniarco, il Miur, il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero della Salute, il Ministero della Difesa e quello di Grazia e Giustizia. Con il contributo di AFI – associazione fonografici italiani, Main Media Partner: RAI; Media Partner: Rai radio Tre e Telesia.

“La Commissione europea è lieta di partecipare anche quest’anno alla Festa della Musica, e lo è ancor di più perché si svolge a Matera, Capitale europea della cultura 2019”, ha affermato Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. “Cultura significa soprattutto valorizzazione del patrimonio e investimenti in beni culturali, sia immateriali, come la musica, sia materiali, come è avvenuto per il restauro della Cattedrale di Matera, riaperta dopo 10 anni grazie ai finanziamenti dell’Unione europea. La città dei Sassi sarà la cornice perfetta per questo grande concerto.”

“Un sistema armonico di eventi, pensati e realizzati come tali, che formano una catena che disegna un tessuto di percorsi e di stazioni che può trasformare, ridisegnare un ambiente, una città, un Paese. La scelta di siti e di stili che da una parte concentra selezioni omogenee, dall’altra può fare incontrare, incrociare, sovrapporre abitudini diverse, creare miscele sperimentali. Scenari inimmaginabili senza l’intervento di un catalizzatore così potente come la Musica e la sua Festa”, così Marco Staccioli, Presidente dell’Associazione italiana per la promozione della Festa della Musica.

“Ci piace pensare che dove c’è Musica ci sia SIAE, e soprattutto che dove ci sono giovani che vogliono fare musica ci sia la possibilità di promuovere e proteggere il talento. Qui i giovani hanno l’opportunità di suonare, di condividere, di festeggiare e di farsi conoscere, affacciandosi da un palco che è l’Italia intera”, dichiara il Presidente SIAE Giulio Mogol.
La musica sarà protagonista con più di 10.000 eventi in diversi luoghi pubblici: nei musei, nelle biblioteche, negli ospedali, nei parchi, nei giardini, nelle piazze, nelle case circondariali, negli archivi, nelle strade, nei palazzi storici, negli aeroporti, nei licei musicali e nei conservatori, così come negli istituti italiani di cultura all’estero. Oltre 45.000 artisti si esibiranno in ogni genere di musica, in 630 città aderenti alla manifestazione in tutta Italia, in un’unica grande festa che rappresenta un vero e proprio momento di condivisione. Il Ministero per i beni e le attività culturali partecipa all’evento con i propri istituti: Dal Colosseo alla Reggia di Caserta, dalla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino al Museo Sannitico di Campobasso, dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino al Castello Svevo di Bari, dal Museo dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze all’Archivio di Stato di Livorno, dal Museo di Palazzo Reale di Genova all’Istituto Centrale per la grafica di Palazzo Poli a Roma e il Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma, dall’Archivio di Stato di Trieste all’Archivio di Stato di Milano, dal parco Archeologico di Paestum e al Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide. Oltre 70 luoghi della cultura del MiBAC ospiteranno tantissime iniziative musicali.

Gli appuntamenti in continuo aggiornamento sono consultabili su www.festadellamusica.beniculturali.it e www.beniculturali.it/festadellamusica2019
Video: Download Spot Festa della Musica 2019

martedì 18 giugno 2019

Rai Cultura, Opera Lirica: Una lunga serata con Franco Zeffirelli. Aida, Butterfly e Bohème per onorare il grande regista

Nel giorno dei funerali di Franco Zeffirelli e per rendere omaggio al grande regista, scomparso la scorsa settimana, Rai Cultura cambia la propria programmazione dell’intera serata di martedì 18 giugno dalle 21.15 su Rai5, proponendo tre opere liriche firmate dal Maestro: Aida, Madama Butterfly e La Bohème.






Si comincia con Aida di Giuseppe Verdi nell’allestimento del Teatro alla Scala di Milano del 2006 con Riccardo Chailly sul podio e Orchestra, Coro e Corpo Di Ballo del Teatro alla Scala. Maestro del Coro Bruno Casoni. Tra gli interpreti, Violeta Urmana, Roberto Alagna, Ildiko Komlosi, Giorgio Giuseppini, Marco Spotti, Carlo Guelfi. Dell’opera sono protagonisti anche Luciana Savignano, Roberto Bolle e Myrna Kamara nella coreografia di Vladimir Vassiliev. Regia Tv di Patrizia Carmine.

Si prosegue con la Madama Butterfly di Puccini dall'Arena di Verona, diretta da Daniel Oren nel 2004. Maestro del Coro Marco Faelli. Le voci sono quelle di Fiorenza Cedolins, Francesca Franci, Mina Blum, Marcello Giordani, Juan Pons Carlo Bosi, Alessandro Battiato, Carlo Striuli, Angelo Nardinocchi, Giovanni Scordino, Veronica Simeoni, Maria Letizia Grosselli. La regia tv è firmata da George Blume.

Il trittico di opere con la regia di Zeffirelli si chiude con La Bohème di Puccini dal Teatro degli Arcimboldi nell’allestimento del 2003 con Orchestra e Coro del Teatro alla Scala. Maestro concertatore e direttore Bruno Bartoletti, maestro del Coro Bruno Casoni. Gli interpreti sono Marcelo Alvarez, Natale De Carolis, Matteo Peirone, Cristina Gallardo Domas, Roberto Servile, G. Battista Parodi, Angelo Romero, Hei-Kyung Hong e il Coro di Voci Bianche del Teatro alla Scala e del Conservatorio “G. Verdi” di Milano diretto da Alfonso Caiani. La regia televisiva è di Carlo Battistoni.

Dopo le tre opere, Rai5 ripropone anche l’appuntamento con la rassegna “Senato & Cultura” dello scorso aprile, quando il regista venne premiato dalla Presidente del Senato Elisabetta Casellati.

venerdì 14 giugno 2019

Agroalimentare: il ruolo delle università, tra didattica e ricerca per lo sviluppo sostenibile

Quando l’università pensa sostenibile. Didattica, ricerca e innovazione nel settore agroalimentare per l’Agenda 2030. Il convegno presso l'Orto Botanico di Roma.





Si terrà lunedì 17 giugno alle 14.30, presso il Museo Orto Botanico, la prima giornata del convegno “Lo Sviluppo Sostenibile: Didattica, Ricerca & Innovazione nel campo agroalimentare per l’Agenda 2030”. L’evento, organizzato da Sapienza Università di Roma, FAO e Segretariato Italiano di PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area), vuol essere momento di riflessione sul ruolo delle università, tra didattica e ricerca, nel raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Il Convegno, di fatto in linea con il “Manifesto delle Università per la Sostenibilità”, documento condiviso da 75 università il 30 maggio scorso a Udine, sarà l’occasione per un confronto sulla diffusione dei saperi attraverso risorse open-access, i sistemi di accreditamento e certificazione dei percorsi formativi e delle conoscenze, i corsi on line Mooc.

Il dibattito si inserisce nel quadro di una più vasta riflessione sullo sviluppo di una didattica innovativa che in Sapienza sta interessando i corsi di studio in Biotecnologie agro-industriali, Scienze e tecnologie alimentari, Scienze dello sviluppo e della cooperazione internazionale, Tecnologie e gestione dell’innovazione e Scienze del turismo, Scienze, culture e politiche gastronomiche per il benessere.

In questa prospettiva, verranno illustrati le potenzialità e i risultati della collaborazione tra istituzioni pubbliche e private come il Gruppo di lavoro sui sistemi agroalimentari sostenibilità della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università italiane), Fondazione Barilla, Sustainable Development Solutions Network (Sdsn), Sdg Academy e l'Università di Siena e del partenariato che Sapienza e la Fondazione PRIMA hanno con la FAO.

All'evento, che si concluderà martedì 18 giugno, parteciperanno i maggiori esperti del settore. Ad aprire i lavori saranno i saluti del Rettore della Sapienza Eugenio Gaudio, a cui seguiranno i contributi di Fabio Attorre, Direttore dell’Orto botanico; di Maria Maddalena Altamura, Direttrice del Dipartimento di Biologia ambientale della Sapienza, di Bruno Botta prorettore alle Relazioni internazionali della Sapienza e da Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA e docente dell’Università di Siena.

Saranno, inoltre, presenti i giovani vincitori, con il progetto “LUISA Storytelling”, dell'Hackathon per gli Sdgs, evento tra innovatori organizzato da Fao, PRIMA e Future Food Institute nell’ambito di Exco 2019, la prima fiera della cooperazione internazionale”. Luisa è una piattaforma di sensibilizzazione ai temi della sostenibilità che, a prescindere dall'età e dalla scolarizzazione, attraverso storie concrete ha lo scopo di raggiungere gli obiettivi dell'agenda 2030. La prima di queste storie è ispirata a Luisa Guidotti Mistrali, medico missionario, uccisa nel 1979 mentre svolgeva il suo lavoro in Africa e dà il nome alla piattaforma.

Nel corso della due giorni verrà, infine, illustrato il programma PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area), che, con la sua azione, promuove la collaborazione tra i Paesi della costa nord e sud del Mediterraneo per la gestione efficiente delle risorse idriche, agricoltura sostenibile, catena del valore alimentare, anche nella prospettiva del cambiamento climatico e delle migrazioni. In particolare sarà illustrato lo studio dell’Università di Siena AgriFoodMed Delphi 2019, che tra l’altro, indica le aree di policy sulle quali gli esperti ritengono che sia fattibile e urgente intervenire, fornendo una agenda delle priorità a breve e medio termine.

 “Questo appuntamento riveste una grande importanza soprattutto perché mette in evidenza il ruolo che il mondo delle università può svolgere in un processo di salvaguardia ambientale e di sostenibilità per il pianeta. Mettere a servizio di questo processo le competenze interne delle università e la valorizzazione dell’educazione universitaria per la sostenibilità sono un impegno ma anche un dovere per la Sapienza.  E’ importante sapere che alleati importanti come la FAO e il Segretariato italiano della Fondazione PRIMA ci accompagnano.” Ha detto il Rettore Sapienza Università di Roma Eugenio Gaudio

Cesare Manetti del Dipartimento di Biologia ambientale ha evidenziato che “L'adozione di un approccio sistemico multidisciplinare per la definizione di nuovi percorsi di sviluppo è la vera sfida per l'attuazione dell'Agenda 2030: questo realmente corrisponde oggi allo "Sviluppo Sostenibile".  Per attuare questo cambiamento è indispensabile pensare ad una nuova didattica, dalle scuole primarie all'università, che non solo includa le parole chiave, che abbiamo imparato ad utilizzare in questi anni (risparmio energetico, economia circolare, lotta allo spreco alimentare, alimentazione sana, dieta mediterranea,... ) in corsi specifici, ma si basi su esperienze che creino una nuova rete di connessione tra saperi "iperspecialistici" e territorio per far emergere reali soluzioni transdisciplinari.  Mescolare didattica tradizionale e risorse open access disponibili in rete, mettendo in contatto studenti di corsi diversi, che condividono analoghi strumenti multimediali, può essere la chiave per diffondere questa visione”.

"La FAO è estremamente lieta di promuovere gli obiettivi universali dell’Agenda 2030, per lo sviluppo sostenibile nel campo agroalimentare, e di organizzare questo evento con due partner d'eccellenza: l’Università La Sapienza di Roma e la Fondazione PRIMA. Inoltre, la FAO considera fondamentale il coinvolgimento di tutti gli attori della società per il raggiungimento di questi obiettivi e il ruolo cruciale dell’università come catalizzatore di innovazione”. Ha detto Cristina Petracchi, Partnership Division of the Food and Agriculture Organization of the United Nations FAO

Il Prof. Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA, ha sottolineato che "Il ruolo delle Università è essenziale sia per la creazione di un sistema di valori alla base di un uso efficace dell'innovazione, sia per la produzione stessa di innovazione in settori, come quello agroalimentare, che sono particolarmente esposti alle criticità dovute al cambiamento climatico e alle tensioni sociali. Il Programma PRIMA, attraverso il finanziamento alle attività di ricerca e innovazione nel settore agroalimentare e idrico del Mediterraneo e all’ampio coinvolgimento del mondo accademico all’interno dei vari Progetti, assegna alle Università un ruolo centrale nell’ambito della rete di attori che agiscono per lo sviluppo sostenibile, favorendo lo scambio di conoscenze e la cooperazione multilivello".

mercoledì 12 giugno 2019

Culti e culture del corpo

L’Accademia di Belle Arti di Roma, l’Associazione Cultural Pro, il Teatro del Lido di Ostia e l’Accademia Nazionale di Danza presentano presso il Teatro del Lido di Ostia, dal 14 al 23 giugno, Culti e Culture del Corpo un laboratorio interdisciplinare che ha visto la collaborazione tra studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Accademia Nazionale di Danza e Conservatorio Santa Cecilia di Roma. 





In mostra i progetti artistici nati dall’incontro tra i vari partecipanti dell’Accademia di Belle Arti di Roma e del Master “Cantiere Infinito” (Accademia Nazionale di Danza, Conservatorio Santa Cecilia di Roma e Fondazione MAXXI), curati dagli studenti del Corso di Fenomenologia del corpo.

I lavori esplorano i vari aspetti del corpo e le sue relazioni con la fotografia e l’audiovisivo. Tra fotografia e danza, video e performance, si definiscono incontri ed associazioni che creano immagini ed immaginari estetici, sociali e culturali e che presentano varie sfaccettature di una sperimentazione sulle dinamiche relazionali che emergono dall’interazione tra diversi corpi performanti.

La riflessione portata avanti dal laboratorio Culti e Culture del Corpo si colloca tra questi sguardi, tecniche e approcci alla corporeità. La poetica del corpo-macchina messa in scena dagli artisti gravita intorno alle peculiari sinergie che s’instaurano tra i performer, i fotografi e i video-maker in diversi contesti di rappresentazione.

La relazione con lo spazio è stata infatti una componente centrale del laboratorio che ha portato gli studenti ad approcciare diverse realtà storiche, naturali, urbanistiche e sociali di Ostia e di Roma. Mentre alcuni lavori ruotano intorno al ‘luogo’ come manifestazione tangibile, altri si girano verso gli spazi astratti del movimento psichico. Le opere presentano varie sfaccettature di una sperimentazione sulle dinamiche relazionali che emergono dall’interazione tra diversi corpi performanti.

Nelle serate del 14 e 15 giugno 2019 sono previste performance degli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza.

Artisti:
Accademia Belle Arti di Roma: Giulia Blasi, Valerio Cisaria, Alessandra Farci, Rosaria Giannitto, Paolo Giordano, Eleonora Mattozzi, Karen Ortega, Maria Giovanna Sodero, Xi Han Zhang
Accademia Nazionale di Danza: Serena Arco, Silvia Autorino, Mara Capirci, Mariagiovanna Esposito, Andrea Gallina, Vittoria Guarracino, Iole La Sala, Maria Sole Montacci, Michela Tartaglia, Noemi Valente

Conservatorio Santa Cecilia di Roma:
Michele Fortunato, Daniele Gherrino, Sonia Ziccardi

Curatrici:
Eleonora Cicino, Sofia Dati, Anna Nacarlo, Noemi Saia

Performance:
14 giugno ore 17:00 / 19 :00
15 giugno ore 19:30 / 20:30

Culti e Culture del Corpo
Inaugurazione: 14 giugno 2019, ore 17:00 / 19 :00
Apertura al pubblico: 14 giugno – 23 giugno
Ore 17:00 / 20:00
TEATRO DEL LIDO DI OSTIA
Via delle Sirene, 22
Lido di Ostia (RM)

Il Flauto Magico di Piazza Vittorio, l'opera mozartiana reinterpretata dai musicisti-attori della multietnica Orchestra di Piazza Vittorio

Il Flauto Magico di Piazza Vittorio un Film-spettacolo ed esibizione live per l’esordio dell’Orchestra di Piazza Vittorio sul palco di Massenzio. In programma il 14 giugno 2019 alle ore 20.30.





Appuntamento eccezionale nell'ambito di Letterature Festival Internazionale Roma con la proiezione de Il flauto magico di Piazza Vittorio, con l’Orchestra di Piazza Vittorio. Regia di Mario Tronco e Gianfranco Cabiddu. A seguire, esibizione dell’ottetto dell’orchestra di Piazza Vittorio.

Il Flauto Magico di Piazza Vittorio è un film musicale che rivisita e re-interpreta, arricchendola e adattandola ai nostri giorni, l’opera di Mozart, interpretato in 8 lingue dai musicisti-attori della multietnica Orchestra di Piazza Vittorio, ognuno secondo le proprie tradizioni e culture musicali.

Tutto avviene nei giardini di Piazza Vittorio, che si animano per magia durante la notte, e contrariamente a quanto accade nell’Opera di Mozart, i personaggi femminili possono cambiare il corso degli eventi e assumere un ruolo decisivo.

Un principe pauroso, un gigante dal cuore d'oro, una principessa audace e determinata, capace di cambiare con le proprie azioni il corso della storia: il Flauto Magico di Mozart rivive grazie all'orchestra di Piazza Vittorio in una versione alternativa dei fatti e reinterpretata attraverso le tradizioni e le culture musicali di tutto il mondo.

Così i giardini di Piazza Vittorio si trasformano in un bosco incantato, le aiuole in esotici giardini di sabbia, i palazzi in castelli fiabeschi. La notte, a Piazza Vittorio, è un sogno fatato, cullato dai suoni della vita urbana: il traffico, il vociare indistinto, lo sferragliare di un tram.

L’Orchestra di Piazza Vittorio è nata nel 2002 sulla spinta di artisti, intellettuali e operatori culturali con la volontà di valorizzare l’omonima Piazza dell’Esquilino di Roma, per antonomasia il rione multietnico della città. Da 17 anni l’Orchestra rappresenta una realtà unica che trova la sua ragion d’essere nella commistione dei linguaggi testuali e musicali, nella ferma consapevolezza che mischiare culture produca bellezza.

sabato 8 giugno 2019

Ricerca, origine ed evoluzione dell'uomo: svelata la causa dell'estinzione dei Neanderthal e di altri mammiferi

La causa dell'estinzione dei Neanderthal e di altri mammiferi fu dovuto all’Evento di Laschamp che poi favorì lo sviluppo dell'Homo Sapiens. Lo studio condotto dal Cnr-Ismar e dall’Università della Florida è pubblicato su Reviews of Geophysics. 





Successe quarantamila anni fa, durante quello che viene definito l’Evento di Laschamp, ovvero quando il campo magnetico terrestre subì un improvviso crollo (a circa il 25% del valore attuale) con il conseguente aumento di radiazioni ultra-violette (UVR), i cui effetti selezionarono i nostri antenati Cro-Magnon a scapito dei neanderthaliani.

Una variante genetica di una proteina sensibile ai raggi UV, il recettore arilico (AhR), fu determinante nella selezione. Il breve intervallo di tempo (circa 2000 anni) bastò a porre fine ai Neanderthal e sviluppare i nostri antenati Sapiens. Lo studio condotto dal Cnr-Ismar e dall’Università della Florida è pubblicato su Reviews of Geophysics.

Perché i Neanderthal si estinsero 40 mila anni fa? Uno dei grandi misteri della paleoantropologia è oggetto di una ricerca pubblicata dalla rivista Reviews of Geophysics e frutto della collaborazione tra geologi dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Cnr-Ismar) e dell’Università della Florida a Gainesville.

Combinando le datazioni sulla scomparsa dei Neanderthal (41.030-39.260 anni fa) dai principali siti paleolitici con dati genetici, i paleomagnetisti Luigi Vigliotti e Jim Channell hanno identificato l’Evento di Laschamp, una delle principali escursioni del campo magnetico terrestre, avvenuta 41 mila anni fa (41.300+/-600 anni) come il fattore che probabilmente causò l’estinzione.

Il campo magnetico, infatti, funziona come schermo di protezione contro i raggi UV provenienti dal cosmo e la ricerca dimostra che sono stati gli effetti delle radiazioni UV a selezionare in modo irreversibile i nostri antenati Cro-Magnon a scapito dei Neanderthal, a causa di una variante genetica di una proteina nota come recettore arilico (AhR), sensibile agli UV, che fu loro fatale durante quel breve intervallo di tempo (circa 2000 anni) di minima intensità del campo magnetico.

“Neanderthal e Sapiens hanno convissuto, incrociandosi, per alcune migliaia di anni, come dimostrano le ‘impronte’ lasciate nel nostro DNA e i tratti somatici di alcuni individui contemporanei”, spiega Luigi Vigliotti del Cnr-Ismar. “La loro estinzione è stata oggetto di numerose ipotesi, incluso l’istinto ‘fratricida’ dei nostri antenati. Nel 2016 un gruppo di biologi molecolari ha scoperto l’esistenza di una piccola variante genetica Ala-381 nel recettore arilico dei Neanderthal rispetto al Val-381 dei Sapiens (e dei fossili Cro-Magnon), che fu interpretata come un vantaggio nell’assorbimento delle tossine prodotte dal fumo legato allo stile di vita trogloditico. Il recettore arilico è infatti fondamentale nel regolare l’effetto tossico della diossina. La coincidenza con i tempi dell’estinzione dei Neanderthal suggerisce che invece fu lo stress ossidativo prodotto dalla mancanza dello schermo fornito dal campo magnetico terrestre rispetto ai raggi UV ad essere responsabile della loro scomparsa”.

Molti organismi acquatici e terrestri hanno sviluppato strategie per limitare i danni che i raggi UV - in aggiunta ai loro effetti positivi nella sintesi della vitamina D e nel contrastare virus, batteri e parassiti - possono procurare alla struttura del DNA. “Non è un caso, secondo il nostro studio, che la fine del Laschamp segni l’uscita di scena dei Neanderthal e l’espansione dei Cro-Magnon, cioè dell’uomo moderno”, prosegue Vigliotti. “Il Laschamp non fu per altro fatale solo ai neanderthaliani. Nello stesso intervallo di tempo in Australia si estinsero 14 generi di mammiferi, soprattutto di grossa taglia, come dimostra la drastica diminuzione nei sedimenti delle tracce di ‘sporormiella’, un fungo coprofilo che vive sullo sterco di grandi animali erbivori, proprio in corrispondenza del minimo di intensità del campo magnetico terrestre. Un altro minimo osservato circa 13 mila anni fa portò alla scomparsa di 35 generi di grandi mammiferi in Europa e soprattutto in Nord America intorno a questo intervallo di tempo, quasi in un ‘istante’ geologico. Questi due focolai di estinzione dipendono dalla diminuzione dell'ozono stratosferico durante gli episodi di bassa intensità di campo magnetico e dal ruolo della radiazione ultravioletta ben più che dall’overkill da parte dell'uomo o dal cambiamento delle condizioni climatiche”.

La ricerca appena pubblicata analizza anche le relazioni tra intensità del campo magnetico ed evoluzione umana negli ultimi 200 mila anni, l’intervallo di tempo che ha visto lo sviluppo dell’Homo sapiens. “Abbiamo integrato tutti i dati fossili esistenti con le datazioni delle ramificazioni principali dell’evoluzione umana in base all’analisi del DNA mitocondriale e del Cromosoma-Y. Nonostante la scarsità dei materiali fossili e i margini di errore delle metodologie utilizzate per ricostruire l’età delle ramificazioni dei vari aplogruppi (gruppi con lo stesso profilo genetico) umani, abbiamo trovato interessanti relazioni”, conclude il ricercatore Cnr-Ismar. “La datazione a circa 190 mila anni fa dei resti fossili del più antico Sapiens conosciuto (Omo Kibish, trovato in Etiopia) e del Mithocondrial Eve, il nostro più recente antenato comune su base matriarcale, coincide con un altro momento di assenza del campo magnetico terrestre noto come Iceland Basin Excursion. L’evoluzione umana ha poi avuto vari sviluppi concentrati tra 100 e 125 mila anni fa, nell’ultimo interglaciale, che hanno fatto considerare il clima uno dei fattori che hanno guidato l’evoluzione. Anche in questo caso però registriamo un altro minimo del campo magnetico terrestre: l’evento di Blake (125-100 mila anni fa). Con il procedere delle conoscenze sulla ricostruzione del campo magnetico, del suo ruolo nel modulare i raggi UV e di quello dell’AhR rispetto agli effetti di queste radiazioni, e quando saranno disponibili più accurate datazioni di nuovi reperti fossili e miglioramenti nella filogenesi umana, si chiarirà meglio il ruolo che l’intensità del campo magnetico gioca nell’evoluzione di tutti i mammiferi e forse non solo”.

La grande musica nei Musei Civici

Apertura straordinaria serale dei Mercati di Traiano con i concerti a cura del Teatro dell’Opera di Roma. Proseguono inoltre sabato e domeni...