lunedì 29 aprile 2019

Arte, osservare e interpretare l'opera con le visual thinking strategies

Nell'ambito della mostra Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione, alla scoperta di due opere esposte nel percorso di mostra con il metodo delle Visual Thinking Strategies (VTS): una discussione di gruppo davanti all’opera. 

Giuseppe Carosi, Angelo dei crisantemi (L’Angelo del dolore), 1921, olio su tavola-particolare 



Il processo prevede la partecipazione attiva e consapevole di ogni osservatore che collabora alla costruzione del significato delle stesse opere osservate. La pratica della VTS reiterata nel tempo può diventare un utile strumento per imparare a confrontarsi autonomamente con le opere d’arte ed un’opportunità per sviluppare competenze quali problem solving e pensiero critico oltre che favorire l’inclusione sociale.

Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione alla Galleria d’Arte Moderna di Roma si arricchisce inoltre di cinque nuove opere in mostra e prolungamento del contest #donneGAM. Le opere di cinque eccezionali protagoniste dell'arte "al femminile" del Novecento arricchiscono la mostra in corso insieme al contest che documenta storie di donne dalla fine dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento.

Cinque omaggi a importanti artiste contemporanee - Marina Abramović, Carla Accardi, Mirella Bentivoglio, Maria Lai e Titina Maselli – si aggiungono alle tante opere già esposte alla Galleria d’Arte Moderna di Roma nella mostra DONNE corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione, in corso con successo e che si protrarrà fino al 13 ottobre 2019.

L’esposizione, a cura di Arianna Angelelli, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Organizzazione Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con Cineteca di Bologna e Istituto Luce. Il programma degli eventi è stato realizzato anche con la collaborazione di: Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, RAI Teche e Società Italiana delle Storiche.

Le cinque nuove opere sono un'occasione, unica nel suo genere, per riflettere su alcune delle più eccezionali protagoniste dell'arte "al femminile" del Novecento e sulle differenti modalità di intendere il proprio impegno nell'ambito artistico e pubblico.

A partire dall’opera di Maria Lai Misurare l’infinito (1987), in mostra fino al 5 maggio 2019, in cui i segni-disegni dell’artista si fondono perfettamente con i percorsi di fili, corde e telaio, nella creazione di vere e proprie geografie dell’anima e dell’intelletto.

Si prosegue, dal 7 maggio al 16 giugno 2019, con due grandi opere di Titina Maselli che “aprono e chiudono”, come la stessa artista affermava, il secondo Novecento: “Calciatori“ (1966) e “Ciclista” (1995). Ad accrescere la portata documentativa di questo ”omaggio” sarà trasmessa un’intervista del 1969 alla stessa artista, per la regia di Massimo Mida, grazie alla collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale. Esposta anche altra documentazione d’archivio proveniente dalla Fondazione Toti Scialoja.

Per quanto riguarda Marina Abramović, dal 18 giugno al 21 luglio 2019, grazie alla collaborazione con l’Istituzione Bologna Musei - MAMBO Museo Arte Moderna Bologna, sarà trasmesso il video originale della performance dell’artista insieme a Ulay, Imponderabilia, realizzata il 2 giugno 1977 presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, nell’ambito della Settimana Internazionale della Performance. A scandire il tempo della performance la trascrizione filmica delle stesse parole dell’Abramović a ricordo e commento dell’evento.

Carla Accardi sarà presente in mostra dal 23 luglio al 1 settembre 2019 con una serie di opere dei decenni Settanta e Novanta, fra i quali alcuni bozzetti originali inediti e/o da molto tempo non esposti. Come il “Bozzetto per scultura” (1971-’72) per la Scuola elementare Livio Tempesta di Roma e il “Bozzetto” (1971-’72) per la Scuola media all’epoca dedicata a Luigi Fantappié, sempre di Roma. Sarà anche esposta documentazione originale, proveniente da ARCHIVIA Archivi Biblioteche Centri Documentazione delle Donne di Roma che bene approfondirà l’impegno e l’attività politica e culturale dell’artista.

Dal 3 settembre al 13 ottobre 2019, a chiusura del ciclo, Mirella Bentivoglio sarà presente con l’opera “Lapide a Hravat” (1995-’98), un’installazione di grande impatto visivo ricomposta e riallestita dopo molti decenni appositamente per tale occasione.

Inoltre, il contest #donneGAM, lanciato dalla Galleria d'Arte Moderna lo scorso 21 marzo, sarà prolungato fino al 21 maggio 2019, invitando così il pubblico a postare ancora fotografie di donne protagoniste della propria storia familiare, inviandole tramite la e-mail donne@galleriaartemodernaroma.it. Immagini di nonne, madri, sorelle, compagne, ritratte al lavoro, a scuola, in casa o in altri luoghi di vita, di attività e di impegno per documentare le tante storie di donne dalla fine dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento. Tutte le fotografie pervenute saranno inserite in mostra tramite un monitor, in un'area appositamente allestita.


Galleria d’Arte Moderna
Roma, Via Francesco Crispi, 24

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