venerdì 22 marzo 2019

Mazzini, Roma e un sogno che si avvera: la Repubblica nella città dei papi

Nel 170° anniversario della proclamazione della Repubblica Romana del 1849, 2° incontro del ciclo di conferenze. Roma, 1849. Il sogno della Repubblica nella città dei papi. Sabato 23 marzo ore 16.00.




Si terrà presso il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina la conferenza Mazzini, Roma e un sogno che si avvera: la Repubblica nella città dei papi a cura di Mario Di Napoli.

“V’entrai, la sera, a piedi, sui primi del marzo (il giorno 5), trepido e quasi adorando (…) E nondimeno trasalii, varcando Porta del Popolo, d’una scossa quasi elettrica, d’un getto di nuova vita”.

Queste parole Mazzini le scrive nel 1864 redigendo le sue note autobiografiche che andava pubblicando in quegli anni ad accompagnamento della sua prima raccolta degli Scritti curata dall'editore Daelli a Milano, gli anni di un'Italia ormai divenuta unita, ma non nel segno della Repubblica! Sono parole molto commosse, che ricordano il suo primo ingresso a Roma la sera del 5 marzo del 1849 quando, dopo la proclamazione della Repubblica Romana avvenuta poco meno di un mese prima, il 9 febbraio, Mazzini ricevette il noto telegramma di Goffredo Mameli di tre parole (un veni, vidi, vici del Risorgimento): Roma, Repubblica, venite!

L’idea di Roma per Mazzini è funzionale a due importanti obiettivi. Da un lato, unisce l'obiettivo dell'unificazione nazionale al suo più ampio contributo a un progetto di unificazione dell'Europa e dell'Umanità. In più, Roma repubblicana è il luogo dove Mazzini può proclamare la Repubblica non solo come forma di governo, ma come strumento di una riforma etica in cui politica e religione si congiungono.

Mazzini è stato protagonista della Repubblica Romana del 1849, da triumviro acclamato poco dopo il suo arrivo in città, impegnato per la prima vola alla prova del governo sia sul piano interno, attraverso la promozione delle riforme economiche e sociali che avrebbero dovuto abbattere l’antico regime papalino, sia sul piano esterno, nei purtroppo vani tentativi di riunire le diverse esperienze rivoluzionarie ancora in corso nella penisola e di bloccare l’invasione francese con i mezzi della politica, nella consapevolezza dell’inevitabile inferiorità militare. Il frutto migliore di quella esperienza fu tuttavia la Costituzione, alla cui scrittura Mazzini non collaborò perché, pur facendo parte dell'assemblea costituente, era impegnato nella responsabilità del potere esecutivo, anche se quasi ogni suo rigo riecheggia le sue idee democratiche. E anzi Mazzini non volle accettare quella che poi di fatto fu l'opinione prevalente nell'assemblea costituente di non proseguire la difesa ad oltranza. Avrebbe voluto che si formasse un governo in esilio per mantenere alta la bandiera della Repubblica.

Ciò nonostante, al di là di tutto, i mesi della primavera del 1849 furono quelli in cui Mazzini conobbe Roma. Alloggiò prima dalle parti di piazza di Pietra, quindi dalle parti di piazza di Spagna, per poi collocarsi al Quirinale, e certamente a Roma fu consacrata la vita di tanti suoi seguaci, non ultimo lo stesso Mameli, che come è noto lì trovò la morte a neanche ventidue anni.

Roma restò per tutta la vita di Mazzini l’obiettivo fondamentale del Risorgimento, mancato nel 1860 quando Garibaldi si fermò a Napoli e poi profanato nel 1870 dall’occupazione monarchica. Non è un caso che l’ultimo giornale da lui fondato sia stato la “Roma del Popolo”, all’indomani della breccia di Porta Pia, per rilanciare l’idea repubblicana della Terza Roma, simbolo di riscatto e di progresso per tutta l’Umanità.

CALENDARIO PROSSIMI APPUNTAMENTI

13 aprile

La società romana nel 1849, spaccato di un mosaico complesso.

A cura di Agostino Bistarelli

27 aprile

Governare Roma: le istituzioni capitoline all’epoca della Repubblica Romana

A cura di Laura Francescangeli

18 maggio

Difendere il sogno: Garibaldi a Roma nel 1849

A cura di Romano Ugolini

25 maggio

Donne in campo: scrivere, curare, combattere

A cura di Anna Maria Isastia

8 giugno

Una calda estate di guerra: Roma nella morsa dell’assedio

A cura di Antonino Zarcone

15 giugno

Fotografare gli scontri: immagini da un campo di battaglia

A cura di Maria Pia Critelli

22 giugno

Le ville di Roma, inedito teatro di guerra

A cura di Mara Minasi

6 luglio

Il seme della libertà: la Costituzione della Repubblica Romana del 1849

A cura di Irene Manzi


Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina
Largo di porta S. Pancrazio, 9 (00153 – Roma)
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Info: 060608 (tutti i giorni ore 9:00 - 19:00)
www.museodellarepubblicaromana.it

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