lunedì 18 marzo 2019

L’arte musicale della polifonia fiamminga, un’esperienza multimediale

Dalla Miniatura rinascimentale alla multimedialità visivo-sonora. L’arte musicale della polifonia fiamminga, un’esperienza multimediale, è il titolo di una singolare mostra allestita nella sala Dante dell’Istituto centrale per la grafica, affacciata su Fontana di Trevi.


Per la prima volta in Italia in un Museo, una istituzione che unisce la fascinazione della Fontana di Trevi alla suggestione del grande patrimonio grafico europeo. Un'esperienza multimediale dove il visitatore potrà scoprire il ricco patrimonio artistico del XV e XVI secolo attraverso i manoscritti di Petrus Alamire (Norimberga, ca. 1470 – Mechelen, 1536).

L’istallazione giunge a Roma dopo un tour iniziato nella Cattedrale di Anversa nel 2015, in occasione del Festival delle Fiandre. In seguito, l’istallazione è stata presentata in Inghilterra nel 2017 (Through the looking glass, Beverley Minster, Yorkshire), e in Francia nel 2018 (La polyphonie en images, Petrus Alamire et Marguerite d’Autriche, Monastère royal de Brou, Bourg-en-Bresse).
In essa si ricongiungono le due anime dell’Istituto: l’esperienza grafica, testimoniata dal suo ricchissimo patrimonio di disegni e stampe, e la vocazione alla contemporaneità, attraverso le istallazioni multimediali.

Al tempo stesso l’Istituto riconferma la sua forte presenza sulla ribalta della cultura europea e internazionale, con la collaborazione con la neo inaugurata Rappresentanza generale del Governo delle Fiandre in Italia, che ha sostenuto la mostra e le attività connesse.

L’arte musicale della polifonia fiamminga è stata realizzata dall’Alamire Foundation, Centro Internazionale per lo Studio della Musica dei Paesi Bassi (Università di Lovanio, Belgio), in collaborazione con AMUZ (Festival delle Fiandre – Anversa) e con il supporto del Governo fiammingo e dell’Istituto Centrale per la Grafica.

In questa esperienza multimediale il visitatore potrà scoprire il ricco patrimonio artistico del XV e XVI secolo attraverso i manoscritti di Petrus Alamire (Norimberga, ca. 1470 – Mechelen, 1536). Membro della famiglia di mercanti bavaresi Imhoff, questo copista ed imprenditore musicale si trasferì nei Paesi Bassi in tenera età. Guidava copisti e miniaturisti che realizzavano libri corali e “libri-parte”, sontuosi e finemente decorati, contenenti composizioni musicali sacre come messe e mottetti, ma anche canconi profane.

La produzione dei manoscritti era destinata alle corti nobiliari del tempo, tra cui quella di Margherita d’Austria, dell’Imperatore Carlo V, il re d’Inghilterra Enrico VIII e di Papa Leone X. Altri manoscritti sono stati commissionati da ricche famiglie borghesi, come i banchieri Fugger della città di Augsburg. Più di cinquanta manoscritti e frammenti prodotti nella bottega di Alamire sono giunti fino ai giorni nostri, disseminati in diverse biblioteche ed istituzioni europee. Insieme contengono una parte importante della polifonia franco-fiamminga del XV e XVI secolo, rappresentata da compositori come Josquin des Prez (cantore della Cappella Sistina nell’ultimo decennio del ‘400 il cui nome è graffito su una delle sue pareti), Pierre de la Rue e Johannes Ockeghem. La bottega di Alamire è stata quindi fondamentale per la diffusione e preservazione del patrimonio musicale dei Paesi Bassi nella loro età dell’oro.

Sei di questi manoscritti musicali, cinque conservati nella Biblioteca Reale di Bruxelles e uno a Mechelen, sono riprodotti in mostra su schermi ad alta definzione. Le immagini prodotte dall’Alamire Digital Lab offrono al visitatore l’esclusiva esperienza di poter esplorare i dettagli della notazione musicale, dei bordi decorati delle diverse pagine e delle loro pregiate miniature. Tecnologie innovative che aprono una finestra sull’artigianato fiammingo del Medioevo e Rinascimento.

In mostra, il fac-simile del Codice di Mechelen, illuminato su un leggio, e i sei pannelli video che raccontano i manoscritti, fanno da cornice e complemento alla installazione centrale, di particolare suggestione nella sala Dante completamente oscurata.

Il 21 marzo, alle 17, nell’ambito della Giornata Europea della Musica antica, avrà luogo un incontro con il pubblico nel quale interverrano Paolo Scarnecchia (musicologo), Breve introduzione alla polifonia fiamminga e Rudi Knoops (Media and Sound Artist), Speculum Musurgica: archeologia dei media, forme audiovisive della polifonia fiamminga e nuove tecnologie.

Installazione multimediale SPECULUM MUSURGICA

L’installazione multimediale dell’artista Rudi Knoops invita il visitatore ad una esperienza multisensoriale nella complessa architettura polifonica della musica fiamminga del XV e XVI secolo.

L’installazione presenta due composizioni polifoniche a sette voci, eseguite dall’Huelgas Ensemble: il mottetto Memorare Mater Christi del compositore Mattheus Pipelare, riguardante i Sette Dolori di Maria Addolorata, e la lamentazione, di autore incerto, Proch Dolor, scritta per la morte dell’imperatore Massimiliano I d’Asburgo nel 1519. Le immagini e le corrispettive tracce audio dei sette cantori vengono proiettate su altrettanti specchi posti in una struttura a sette angoli. Grazie alla particolare distribuzione auditiva e visiva è possibile ascoltare la musica e le sue linee melodiche da diverse angolazioni. Al centro della struttura i suoni dei diversi strati polifonici si combinano fino a creare un complesso sonoro dove le linee individuali possono essere difficilmente isolate, mentre l’ascoltatore che si posizionerà vicino a una delle fonti riceverà un’esperienza sonora più dettagliata.

Per quanto concerne l’aspetto visivo, l’artista si è ispirato alla tecnica dell’anamorfosi cilindrica descritta nel trattato seicentesco del frate minore francese Jean-François Niceron in La Perspective Curieuse ou la Magie Artificielle des Effets Merveilleux. L’immagine dei cantori viene distorta per poi essere ristabilita alla sua forma originaria grazie alla rifrazione dei particolari specchi cilindrici dell’installazione. Il visitatore che guarderà una singola anamorfosi si avvicinerà alla proiezione di un singolo cantore, così da rafforzare l’esperienza auditiva con la sua controparte visiva. Colui che invece osserverà diverse anamorfosi contemporaneamente è inevitabilmente portato a focalizzare la sua attenzione su una singola figura, incoraggiando allo stesso tempo l’esplorazione delle varie stratificazioni della composizione polifonica.

L’ascoltatore si immerge in un universo caratterizzato da immagini e strutture sonore, libero di scegliere su quale linea melodica concentrarsi. Inoltre potrà ricercare interessanti angoli d’incidenza auditivi, visivi o una loro combinazione così da creare una sua esperienza soggettiva delle rappresentazioni polifoniche presentate.


Roma, Palazzo Poli – Sala Dante, via Poli, 54
fino al 25 marzo 2019
mercoledi – domenica ore 14,00 – 19,00
Ingresso libero

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