giovedì 28 febbraio 2019

Palinsesto Nove, Monuments Man, la vera storia di un gruppo di uomini che impedirono la distruzione di 1000 anni di cultura

Stasera in programma su Nove il film Monuments Man basato sulla storia vera del più grande saccheggio di opere d’arte della storia da parte dei Nazisti ed il loro recupero da parte di un gruppo di di artisti ed esperti d'arte.




I “Monuments Men”, come vennero chiamati, sono un gruppo di uomini che rischieranno le loro vite in una lotta contro il tempo per impedire la distruzione di 1000 anni di cultura. Il film, interpretato e diretto da George Clooney, in onda stasera su Nove alle 21,30 è la vera storia di un gruppo di artisti ed esperti d'arte che venne reclutato dall'esercito USA per salvare le opere d'arte rastrellate dai nazisti e destinate al Museo di Linz e messe in pericolo da Hitler che ordinò di distruggerle durante la ritirata.

Tratto dal libro Monuments Men dello storico americano Robert Edsel (con Bret Witter), pubblicato nel 2009 negli U.S.A. ed edito in Italia nel gennaio 2014 da Sperling & Kupfer, in cui si dipanano le vicende di eroi alleati, ladri nazisti nella più grande caccia al tesoro della storia. I Monuments Men erano trecentocinquanta uomini e donne, appartenenti a tredici Paesi diversi che tra il 1943 e il 1951, prestarono servizio presso la Mfaa (Monuments, Fine Arts and Archives); restauratori, archivisti, direttori di musei, esperti di arti figurative, archeologi, senza praticamente nessuna esperienza militare in servizio presso gli eserciti alleati durante il secondo conflitto mondiale ed inviate in Europa con la missione di recuperare i capolavori dell’arte.

Fu il presidente americano Franklin D. Roosevelt ad avere l’idea di questa task force preoccupato della razzia di opere d’arte che i tedeschi stavano sistematicamente effettuando nei territori occupati. L’obiettivo di Hitler era, una volta finita la guerra, di radunare tutti i capolavori nel cosiddetto Führermuseum, che doveva sorgere nella città austriaca di Linz.

martedì 26 febbraio 2019

Consumi e società, caffè: due tazzine al giorno per un italiano su due e si ritorna al bar

Due tazzine di caffè al giorno, meglio se espresso. Sono quelle che consuma un italiano su due ogni giorno, al bar, ma anche a casa visto che cresce sempre di più il settore cialde e capsule. Dati che sono la base del confronto e della discussione della 39esima edizione di Tirreno C.T., la fiera dell’ospitalità che insieme a Balnearia è in corso fino al 27 febbraio a Carrara Fiere.





Un settore che non teme la crisi quello del caffè e che vede proprio l’Italia tra le principali nazioni a produrre e commercializzare sia la materia prima lavorata che la tecnologia per le macchine sia per bar che per uso domestico. Si predilige l’espresso per un momento di relax, tornano a crescere i consumi nei bar (3 caffè su 4) e vincono sempre di più le ricette artigianali. Il punto della situazione in questi giorni a Tirreno C.T. dove sono presenti i grandi marchi del settore. 

Il settore del caffè è tra i principali protagonisti a Tirreno C.T. con oltre 30 espositori tra torrefattori, produttori di macchinari e il mondo di cialde e capsule per le macchine di casa. Come spiega Paolo Caldana, organizzatore della fiera, il mondo del caffè è da sempre ben rappresentato alla nota fiera dell’ospitalità. Lo dimostra la presenza di marchi storici, come Lavazza per esempio, o La Cimbali o ancora Faema  tutti a portare le ultime novità delle loro proposte per gli oltre 60 mila operatori attesi in questi giorni». Tra le novità presenti lo storico marchio di caffè Lavazza, che ha portato l’innovativo Airstream: un caravan firmato dall’azienda torinese adattato a bar che ogni giorno di fiera eroga oltre 1500 caffè, permettendo di degustare numerosi prodotti del marchio Lavazza ed Eraclea. Nell’Airstream, Lavazza propone miscele di caffè sostenibili e tostate ad arte, insieme agli altri prodotti di caffetteria, quali orzo e ginseng, di cui presenta la novità Gusto Delicato. Completano l’offerta di granite e creme estive, tè e cioccolate invernali i nuovi Squeeze, preparati a base di frutta, ricchi di frutta congelata.

Il caffè

L’Italia è la patria del caffè. Chi consuma caffè espresso beve principalmente 1 o 2 tazzine al giorno (58%) e preferisce la mattina come momento di consumo: il 77% di chi beve caffè espresso lo fa tutti i giorni appena sveglio. A tracciare una mappa dei costi e degli usi che gli italiani sostengono e fanno della bevanda che ci tiene svegli, ci ha pensato Coffee Monitor, il primo focus dell’Osservatorio social monitoring di Nomisma sviluppato in collaborazione con Datalytics. Sul podio sale il caffè espresso, la principale tipologia di caffè scelta dagli italiani che hanno consumato la bevanda negli ultimi 12 mesi. E il consumo è un consumo abituale. L’espresso viene scelto dal 93% dei consumatori di caffè. Residuale la percentuale di chi predilige il caffè americano, orzo o altre tipologie di caffè (7%). Chi consuma caffè espresso beve principalmente 1 o 2 tazzine al giorno (58%) e preferisce la mattina come momento di consumo: il 77% di chi beve caffè espresso lo fa tutti i giorni appena sveglio.

Perché si beve caffè

Il 58% di chi beve caffè espresso lo fa per trovare la carica necessaria ad affrontare la giornata. Espresso non è tuttavia solo fonte di energia, chi lo beve lo fa anche per il gusto (51%) ed in parte per abitudine (30%). Il caffè espresso evoca nell’immaginario dei consumatori momenti di relax (53%), un piacere (47%), ma al contempo un rito, una tradizione (37%). Il consumo di caffè espresso non è relegabile in un solo luogo, prevale piuttosto una modalità di consumo “multi-luogo”. Il 92% di chi beve caffè espresso lo fa tra le mura domestiche, prediligendo il caffè in polvere (53%) e in cialde o capsule (37%), sulla base di scelte fatte in funzione di gusto e aroma (53%), della notorietà della marca (19%), mentre meno rilevante risulta la variabile prezzo, driver di scelta solo per il 15% di chi consuma caffè espresso a casa). Tra i luoghi di consumo più importanti figurano anche i bar, scelti dal 72% del target di riferimento, oltre al posto di lavoro (il 48% di chi ha consumato caffè negli ultimi 12 mesi l’ha fatto in ufficio), dove invece si predilige l’utilizzo di caffè in cialde o capsule (50%).Fonte: Coffee Monitor Nomisma, 2018

A Tirreno C.T. la ricetta per il miglior espresso

A raccontarla è Vito Campanelli, personal bar trainer che a Tirreno C.T. è con la Esse Caffè, della famiglia Segafredo, in qualità di docente del Centro Formazione per l’espresso. «Non esiste una ricetta perfetta, ma per fare un buon caffè occorre seguire quattro regole basilari», dice l’esperto. Le quattro regole sono una ottima miscela di prodotto; poi una macchina macina dosatore; dunque una macchina con un buon brevetto e che sia manutenuta; la professionalità del barman. Punti che in Italia possediamo, secondo Vito Campanelli, in quanto leader di tutto, dalle torrefazioni alla tecnologia. «Quello su cui occorre lavorare - conclude Campanelli – è la formazione dei nostri operatori perché quella del barista è una professione riconosciuta in tutto il mondo, non è un caso che anche all’estero chi fa caffè viene proprio chiamato così, “barista”, un vero e proprio brand made in Italy».

Il comparto bar

Il bar è una delle articolazioni forti della rete dei pubblici esercizi. Nei registri delle Camere di Commercio si contano 149.154 imprese appartenenti al codice di attività 56.3 (bar e altri esercizi simili senza cucina). In sei regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Campania) si concentrano i due terzi delle imprese del settore. Il 54,2% di queste imprese è una ditta individuale e la variabilità regionale intorno a questo valore è assai sostenuta. La forbice va dal valore minimo dell’Umbria (43,1%) a quello massimo della Calabria (77,3%). Il 31,3% delle imprese sono società di persone, mentre la quota delle società di capitale è di poco al di sopra del 13%.

Corsi di Alta Formazione. Al via il Master in Progettazione Sociale e Gestione del Territorio

Aperte le iscrizioni al Master in Progettazione Sociale e Gestione del Territorio “Tullio Tentori” (VI°edizione) coordinato dall'Associazione Culturale Progetto, Mediazione e Territorio in collaborazione con l’Associazione Culturale Affabulazione e l’Ente di Alta Formazione Ubi Minor.




Il Master PSGT, organizzato dal Consorzio Interuniversitario For.Com in collaborazione con Ubi Minor, avrà inizio in seconda sessione sabato 9 e domenica 10 marzo 2019. Le lezioni si svolgeranno a Roma e avranno luogo una volta al mese, generalmente la terza settimana di ogni mese, dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle 14,00 alle 17,30, il sabato e la domenica.

Il Master è annuale, della durata complessiva di 1500 ore, di cui 450 ore di base suddivise in 150 ore di lezioni frontali, 150 ore di FAD (formazione a distanza) e 150 ore di Tirocinio curriculare, 300 ore di attività integrative di Project work ed esame finale (attività laboratoriali) e 750 ore elettive di studio individuale.

L’ammissione al Master è a discrezione del Direttivo Docenti tramite valutazione dei titoli e sulla base di una graduatoria derivante dall’ordine di arrivo delle domande di ammissione. Pertanto è necessario inviare la Domanda di Ammissione, corredata da un breve Curriculum Vitae formativo e professionale.

Il Master per i laureati dà titolo a 60 Crediti Formativi Universitari (CFU), mentre tutti gli altri acquisiscono 3 punti per i Concorsi Pubblici (ove previsto dalla normativa vigente). È collocabile nell'ambito dei Corsi di Alta Formazione definito ai sensi della Legge 705 del 9 dicembre 1985 (modifica del DPR 382/80) e della Legge 341 del 19 novembre 1990 (art. 6, 8, 11).

Le iscrizioni resteranno aperte fino al giorno antecedente la data di presentazione in aula del quarto modulo, in calendario per il 15 e il 16 giugno 2019, in quanto è prevista la possibilità di eventuale recupero didattico attraverso un programma di formazione a distanza (FAD) e tutoraggio per ciascuno dei tre moduli pregressi. Nel solo caso di non attivazione del Corso per mancato raggiungimento del numero minimo di iscritti, l’importo della pre-iscrizione potrà essere rimborsato, oppure potrà essere valido per il Corso successivo laddove venga attivato. In proposito, il Direttivo Docenti si riserva di confermare agli iscritti l’effettivo inizio del Master per la data indicata, entro e non oltre la data del 1 marzo 2019.

N.B. Ai sensi del Programma di Educazione Continua, i professionisti che operano negli ambiti psico-socio-sanitari ed educativi, sono esonerati dall'acquisizione dei crediti formativi E.C. per gli anni 2019-2020.

Informazioni e Didattica: e-mail: dir.didattica.psgt@irmanet.eu – www.irmanet.eu - 0039.339.3540245 - 00.39.340.7013052

Iscrizioni e Amministrazione: e-mail: d.donofrio@forcom.it - www.forcom.it - Alta Formazione- 06/360815209 (h.9:00 - 13:00)

I laboratori del Master saranno realizzati nell’ambito di LdP (Laboratorio di Progettazione), coordinati dall’Associazione Culturale “PMT – Progetto Mediazione e Territorio”, in collaborazione con il “Centro socio-culturale Affabulazione” e l’Ente di Alta Formazione “Ubi Minor”.


*Il Laboratorio di Progettazione si pregia dell’adesione dei seguenti Enti:

ROMA CAPITALE – Dipartimento Cultura; ROMA CAPITALE Assessorato allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana; ROMA CAPITALE – “CITTÀ DEI MESTIERI E DELLE PROFESSIONI” Municipio X – ex XIII; ROMA CAPITALE – Municipio V; ROMA CAPITALE – Municipio III; COMUNE DI ANGUILLARA SABAZIA (RM); “NUOVA AURORA” Società Cooperativa Sociale; “IO, NOI” Associazione di Volontariato per la Solidarietà e l’integrazione Sociale; “ETNOPSI” Scuola di Psicoterapia Etno-Sistemico-Narrativa; “ANTHROPOLIS”
Associazione culturale; “ETNOS 2009” Società Cooperativa; “DIONISO” Cooperativa Sociale; “LA TENDA” Associazione, Onlus; “IL MOSAICO” Coop. Sociale; “INFOCIVICA- Gruppo di Amalfi” Associazione senza fini di lucro; Associazione “VIRTUS Italia Onlus” Consorzio di Solidarietà Sociale; “SEMIVOLANTI” Associazione Culturale; “LE MILLE E UNA NOTTE” Cooperativa sociale; “CDS FOCUS” Associazione di volontariato; “ZAI SAMAN” Associazione culturale; “ARCI RIETI” Associazione Ricreativa e Culturale Italiana; “EDUCATORI SENZA FRONTIERA” Associazione ONLUS, INDI EDIZIONI E PRODUZIONI MUSICALI Srl, TEMPUS & IMAGO Srl, Associazione Interculturale”SANS FRONTIERE”.

Cani da rapina. La storia criminale di Ostia e della Suburra romana raccontata da dentro

In contemporanea con l’uscita della seconda stagione della serie Suburra Territorio Narrante presenta, Cani da Rapina,  il nuovo romanzo di Luca Moretti, autore de Il Canaro. Venerdì 1 MARZO dalle 18.30 a Ostia  presso la Casa Clandestina.



«Non rallentava la corsa, attraverso le rive melmose, la Città Antica e l’Isola Sacra: il Fiume portava in quel delta tutti i cattivi pensieri, le morti, gli amori e la fame di Roma».

È questo l’incipit di Cani da rapina. Storia criminale di Ostia e della suburra romana, il nuovo romanzo di Luca Moretti che verrà presentato il primo marzo a Ostia, dal collettivo Territorio Narrante. Dopo Il Canaro. Magliana 1988: storia di una vendetta e in contemporanea con l’uscita della seconda stagione della serie Suburra sulla piattaforma Netflix, Luca Moretti torna in libreria con il romanzo dedicato alla periferia in cui vive e scrive.

Nel cuore della più profonda tra le periferie romane, tra rave illegali e risse da stadio, un gruppo di giovani sbandati incappa nel ritrovamento di un grosso quantitativo di cocaina. Il denaro che potrebbero ricavarne è il loro primo pensiero. Si scopriranno proiettati in un affare più grande, dove i boss della banda della Magliana incarnano un passato di violenza rabbiosa e i clan emergenti offrono le uniche prospettive di riscatto. Un intreccio che dai palazzoni della borgata, arriva fino alla cupola del grande spaccio internazionale.

Dopo anni di ‘narrazioni’ e cronache costruite dall’esterno sulle vicende di Ostia, un romanzo vissuto da dentro, un noir narrato con gli occhi di chi vive quella periferia in cui tutto è ciclico, dove puoi volare alto per un po’ di tempo, prima che il DNA sbagliato ti sfracelli al suolo.

L’appuntamento è per venerdì 1 marzo, dalle 18:30, presso la Casa Clandestina, in via Capitan Consalvo a Ostia. Dialogherà con l’autore la scrittrice Ilaria Beltramme e interpreterà alcune parti del romanzo l’attrice Catia Castagna accompagnata dalle musiche di Marco De Annuntiis che dopo la presentazione eseguirà uno showcase dall’album Jukebox all’Idroscalo.

Territorio Narrante è un collettivo attivo nella periferia a sud di Roma, il lavoro che porta avanti da quasi cinque anni rappresenta la volontà di traduzione epica della terra attraverso la narrazione pubblica e l’organizzazione di eventi capaci di risvegliare l’identità popolare.

Luca Moretti scrive e vive a Ostia. Fondatore della rivista letteraria TerraNullius e del collettivo Territorio Narrante, ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi Il senso del piombo (2011), Il canaro (2018) e sceneggiato il graphic novel Non mi uccise la morte (2010).

Cani da rapina; Luca Moretti - Red Star Press, marzo 2019 - Isbn: 978-88-6718-217-6

mercoledì 20 febbraio 2019

Change in your hand, al Teatro del Lido di scena la mostra internazionale itinerante di ceramica funzionale

Change in your hand, questo il titolo della mostra itinerante che fa tappa al Teatro del Lido di Ostia. Oggetti funzionali realizzati da ceramisti provenienti da ogni parte del mondo e che aderiscono al progetto More Clay Less Plastic.





More Clay Less Plastic nasce nel 2014 su Facebook, in forma di gruppo aperto, con l’idea di creare un network internazionale tra ceramisti e pubblico. Il messaggio che vuole divulgare è molto semplice: più argilla e meno plastica.

L’inquinamento da plastica ha raggiunto livelli drammatici. Ridurre l’uso della plastica è un passo importante, urgente e necessario per la salvaguardia dell’ambiente e della qualità della vita di tutti gli esseri viventi. L’obiettivo è la sensibilizzazione alle buone pratiche di cura per l’ambiente, invitando le persone a ripensare i loro oggetti di uso quotidiano. Scolapasta, bicchieri, piatti, ciotole, un tempo prodotti con l’argilla e in seguito con la plastica, possono tornare ad essere d’argilla.

More Clay Less Plastic crede nei mestieri artigiani, che riportano il lavoro ad una dimensione più umana. Crede nei manufatti, che non sono solo “cose”, perché portano con sé storie e antiche conoscenze. Crede che sostituendo un utensile di plastica con uno di ceramica possiamo tutti essere parte di una grande rivoluzione.

More Clay Less Plastic, con Change in your hand, esce dal mondo del web per incontrare le persone, promuovendo la riduzione dell’utilizzo della plastica attraverso incontri culturali, workshop e mostre.
In occasione dell’inaugurazione della mostra verrà proiettato il documentario Straws sul tema dell’inquinamento da cannucce di plastica.

CHANGE IN YOUR HAND
Teatro del Lido
Via delle Sirene, 22 | 00121 Ostia (Roma)
Da venerdì 22 febbraio a domenica 3 marzo
a cura di Lauren Moreira
ingresso gratuito
www.ceramics.it/ita/more-clay-less-plastic
www.facebook.com/groups/1521757428036979

Tintoretto, un ribelle a Venezia. Un docu-film sul genio furioso e rivoluzionario che ha cambiato la storia dell’arte

In occasione dell’anniversario dei cinquecento anni dalla nascita, arriva in anteprima nelle sale cinematografiche italiane Tintoretto. Un Ribelle a Venezia, un nuovo esclusivo docu-film firmato da Sky Arte dedicato alla figura di un pittore straordinario, mutevole e cangiante, istintivo e appassionato.




Immergendoci nella Venezia del Rinascimento e attraversando alcuni dei luoghi che più conservano la memoria dell’artista, dall’Archivio di Stato a Palazzo Ducale, da Piazza San Marco alla Chiesa di San Rocco, verremo così guidati attraverso le vicende di Jacopo Robusti, in arte Tintoretto, dai primi anni della sua formazione artistica fino alla morte, senza trascurare l’affascinante fase della formazione della sua bottega, luogo in cui lavorano anche alcuni dei suoi figli, Domenico, che erediterà l’impresa del padre, e l’amatissima Marietta, talentuosa pittrice. Ideato e scritto da Melania G. Mazzucco e con la partecipazione straordinaria del regista Peter Greenaway, il film sarà narrato dalla voce di Stefano Accorsi e arriverà nelle sale cinematografiche solo per tre giorni, il 25, 26, 27 febbraio 2019, distribuito da Nexo Digital nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema.

Attraversando la vita del pittore, un artista spregiudicato e inquieto caratterizzato da un’infinita voglia di indipendenza e un amore assoluto per la libertà, Tintoretto. Un Ribelle a Venezia delineerà i tratti della Venezia del 1500, un secolo culturalmente rigoglioso che vede tra i suoi protagonisti altri due giganti della pittura come Tiziano e Veronese, eterni rivali di Tintoretto in un’epoca in cui la Serenissima conferma il suo dominio marittimo diventando uno dei porti mercantili più potenti d’Europa e affronta la drammatica peste del 1575-77, che stermina gran parte della popolazione lasciando un segno indelebile nella Laguna. È proprio durante la peste che Tintoretto crea il suo ciclo più importante. In una Venezia deserta, cupa e spettrale, con i cadaveri degli appestati lungo i canali, Tintoretto rimarrà in città per continuare la sua più grande opera: il ciclo di dipinti della Scuola Grande di San Rocco, una serie di teleri che coprono la maggior parte delle pareti dell’edificio intitolato alla celebre confraternita. Nessuno all’epoca, nemmeno Michelangelo nella Cappella Sistina, vantava di aver firmato ogni dipinto all’interno di un edificio.

Ad accompagnare lo spettatore attraverso le vicende di Tintoretto, saranno chiamati numerosi esperti come gli storici dell’arte Kate Bryan, Matteo Casini, Astrid Zenkert, Agnese Chiari Moretto Wiel, Michel Hochmann, i co-curatori della mostra Tintoretto 1519-2019 di Palazzo Ducale, Frederick Ilchman e Tom Nichols, le scrittrici Melania G. Mazzucco e Igiaba Scego, le restauratrici Sabina Vedovello e Irene Zuliani, impegnate nel restauro delle Due Marie di Tintoretto.

Il documentario osserverà infatti anche le analisi dettagliate che permetteranno a una squadra italiana di restaurare due capolavori di Tintoretto: “Maria in meditazione” (1582 – 1583) e “Maria in lettura” (1582 – 1583). Grazie al sostegno di Sky Arte, le due tele saranno infatti restaurate prima di essere esposte all’interno della mostra monografica di Tintoretto alla National Gallery of Art di Washington, in occasione dell’anniversario dei cinquecento anni dalla nascita di Tintoretto, che avverrà nel 2019.

Tintoretto. Un Ribelle a Venezia è prodotto da Sky Arte e arriverà al cinema solo per tre giorni, il 25, 26, 27 febbraio. L’appuntamento si inserisce nel calendario della Grande Arte al Cinema, un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital. Per la stagione 2019 arriva nelle sale italiane in collaborazione con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it.

Sky Arte festeggia i 500 anni dalla nascita del grande pittore veneziano lanciando, in contemporanea al documentario, anche un’inedita biografia a fumetti. “Tintoretto. Un ribelle a Venezia” è infatti anche una graphic novel per lettori dai 14 anni, scritta da Alberto Bonanni su disegni di Gianmarco Veronesi. Il volume ripercorre in quattro capitoli a colori la vita dell’artista veneziano e la sua presunta rivalità con un altro maestro della scena artistica del ‘500: Tiziano Vecellio. Si tratta della prima pubblicazione a fumetti realizzata da Sky Arte in collaborazione con TIWI, studio creativo già editore del premiato marchio di albi illustrati per la prima infanzia minibombo. Il volume sarà disponibile in tutte le librerie da marzo 2019.

martedì 19 febbraio 2019

LAZIOSound, nasce il il programma della Regione Lazio per sostenere la produzione, promozione, distribuzione, internazionalizzazione e formazione di artisti e band under35

Se sei un musicista ed hai meno di 35 anni, fino al 15 marzo 2019 potrai candidarti per partecipare a LAZIOSound: il programma di sostegno ai giovani talenti musicali della Regione Lazio.


LAZIOSound è un’occasione unica per dare una spinta alla tua musica. Le proposte migliori saranno selezionate su RadioRock e con 5 eventi nei migliori locali di Roma.


Sei un giovane musicista? Partecipa a LAZIOsound. Sogni di fare musica? Hai una band, sei un compositore, un cantante o un musicista e hai tra i 14 e i 35 anni? Partecipa a LAZIOSound, il programma della Regione Lazio per sostenere la produzione, promozione, distribuzione, internazionalizzazione e formazione di artisti e band under35.

Ma non è finita qui! Oltre alle esibizioni, LAZIOSound intende sostenere anche la produzione, la promozione e distribuzione in Italia e all’estero dei tuoi brani e album! Il tutto grazie alla collaborazione con importanti realtà musicali italiane. Insomma la cosa è seria tanto da far arrivare i giovani musicisti fino in Giappone e in Canada!

Tre le fasi di selezione: prima da una giuria di esperti del settore musicale, successivamente da un format radiofonico ideato da RadioRock e infine attraverso un tour di cinque serate live tra importanti locali della città di Roma.

C'è tempo fino a venerdì 15 marzo per iscriversi e inviare la propria candidatura tramite il portale www.regione.lazio.it/laziosound.

La partecipazione è gratuita ed aperta a tutti i generi musicali: dalla musica classica al rock, dall’indie al rap, dall’elettronica al jazz.

Le possibilità di crescita per i giovani emergenti si moltiplicheranno anche grazie alla partecipazione attiva di Radio Rock 106.6, ATCL, MEI - Meeting delle Etichette Indipendenti, Dominio Pubblico, Marte Live System, Arte2o, Smash, Blond Records e CinicoDisincanto.

lunedì 18 febbraio 2019

Leonardo Cinquecento, al cinema tra presente e passato un viaggio alla scoperta del pensiero e dell'eredità scientifica di Leonardo da Vinci

Al cinema solo per tre giorni a partire da oggi Leonardo Cinquecento, il racconto di un viaggio alla scoperta del pensiero e dell'eredità scientifica di Leonardo da Vinci a cinquecento anni dalla sua morte. Il documentario ne celebra la ricorrenza partendo dai suoi Codici, completamente digitalizzati e analizzati grazie all'intelligenza artificiale, ricostruendo come le sue intuizioni siano ancora oggi valide e alla base della ricerca e della produzione contemporanea.


A 500 anni dalla sua scomparsa, Leonardo continua ad essere uno dei personaggi più conosciuti ed ammirati nella storia dell’umanità. Artista, architetto, naturalista, stratega militare, ingegnere, il più grande scienziato di tutti i tempi fu prima di tutto un osservatore alla costante ricerca di nuove scoperte. 



Combinando l’intelligenza artificiale con i risultati di decenni di studi e ricerche, il film ricompone in esclusiva e per la prima volta al mondo le migliaia di pagine dei Codici lasciatici da Leonardo Da Vinci in una prospettiva del tutto nuova che mostra le implicazioni contemporanee del suo immenso lavoro. Con il contributo di esperti internazionali e di un pool di ingegneri e tecnici, il racconto proietta una luce inedita sulle osservazioni e gli studi del Genio che da secoli affascina intere generazioni.

Dalle analisi, e grazie al coinvolgimento di esperti di caratura mondiale, storici, tecnici e ingegneri, ed aziende ai vertici della tecnologia, il documentario indaga quali sono i risvolti contemporanei delle osservazioni leonardesche e di come trovino oggi applicazione nel lavoro quotidiano di imprese e istituzioni.

Leonardo Cinquecento ci permette di ripercorrere così il suo immenso patrimonio di studio e analisi - in parte non ancora del tutto interpretato e decifrato - nei campi più ampi della conoscenza e dell'arte, indagando a 360 gradi la trasversalità del suo pensiero: ingegneria militare e civile, urbanistica, osservazione della natura, discipline artistiche e anatomia umana.

Quest'anno - in cui appunto ricorrono i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci - si preparano le celebrazioni con cerimonie, mostre e rassegne di respiro internazionale, per rievocare il suo talento universale e rendergli onore. La pellicola è stata inoltre inserita, in quanto ritenuta meritevole di interesse culturale, nel palinsesto ufficiale del Comune di Milano per le celebrazioni della ricorrenza del cinquecentenario di Leonardo da Vinci " Milano Leonardo 500 " , oltre che godere del patrocinio straordinario di Regione Lombardia e di altre istituzioni pubbliche e private.

venerdì 15 febbraio 2019

Vita da Single, con il Dating Social Eating, è tempo di "farfalle nello stomaco"

Meetic e Gnammo presentano le Single Social Dinner #FarfalleNelloStomaco. Si tratta di due cene speciali, a Roma e Milano, solo ed esclusivamente per single, perché prenderli per la gola è sempre un’ottima strategia per far colpo! 





In Europa più di 8 single su 10 preferiscono avere in comune con un potenziale partner lo stesso ristorante piuttosto che un museo, un cinema o una palestra. Fare nuove conoscenze consumando un pasto in compagnia ha sempre il suo perché. Non è un caso se per l’87% degli europei, non c’è posto migliore per conoscere meglio qualcuno di un luogo dove condividere dell’ottimo cibo*. Per questo che Meetic, il servizio di dating più affidabile in Italia, e Gnammo, la piattaforma italiana di social eating, uniscono le loro forze per far incontrare dal vivo le loro cospicue community organizzando due particolarissime e indimenticabili Single Social Dinner a Roma e a Milano dal titolo, ça va sans dire, “Farfalle nello stomaco”.

Il primo appuntamento in calendario è quello capitolino previsto giovedì 21 febbraio dalle h 20,00 al ristorante Officina Italia (in Piazza della Repubblica, 41 a Roma). La prima Single Social Dinner sarà una cena esclusiva all’insegna del doppiaggio, per carpirne i segreti e magari sfoggiare il proprio repertorio cinematografico. Special guest della serata saranno infatti i noti doppiatori Fabrizio Mazzotta e David Chevalier, due delle voci più famose del cinema e della tv. Accomodarsi di fianco a chi ha la voce sensuale di Orlando Bloom o scambiare quattro chiacchiere con Krusty il Clown dei Simpson sarà di certo un’esperienza unica per tutti quei single che avranno il piacere di trascorrere del tempo in ottima compagnia. Magari tra gli ospiti potrebbero nascondersi dei veri cinefili e chissà se, tra la citazione di un film e il racconto di una serie tv particolare, la scintilla della passione non scocchi!

Per i single meneghini, invece, l’imperdibile e insolito rendez-vous è previsto giovedì 28 febbraio dalle h 20,00 al ristorante Grani & Braci (all’angolo tra Via C. Farini e Via G. Ferrari a Milano), a due passi dal futuristico quartiere di Porta Nuova. Ad animare la serata sarà la compagnia del Teatro del Vigentino, un gruppo di teatranti esperti di improvvisazione che coinvolgerà di continuo la tavolata proponendo alcune performance legate al dating e al cibo, stimolando interazione e socializzazione tra i single. I single che avranno il piacere di partecipare ne vedranno delle belle!

Insomma, saranno due serate davvero originali, all’insegna del gusto, dell’incontro e della cultura, perfette per distendere gli animi e favorire nuove relazioni. Tutti si sentiranno a proprio agio, condizione perfetta per fare nuove conoscenze. Gli eventi sono gratuiti ma i posti sono limitati a 50 partecipanti (25 donne e 25 uomini): i single delle community possono prenotarsi inviando una mail a eventimeetic@meetic-corp.com o registrandosi sulla pagina dedicata di Gnammo.

Ed è così che Meetic coccola i suoi carissimi single, rimanendo al loro fianco non solo online, ma anche nella vita reale: l’obiettivo, in fondo, è dare inizio a qualcosa di VERO. Non è un caso se, ad oggi, gli eventi targati Meetic hanno superato di gran lunga quota 600, con un totale di almeno 18mila single coinvolti in tutta la Penisola. Tra appassionanti viaggi, ottime cene e aperitivi di ogni tipo, corsi di cucina e show cooking, eventi culturali, mostre, film, quiz game e spettacoli di cabaret, trovare il partner ideale sarà un gioco da ragazzi!

Con oltre 20.000 eventi creati 2.396 città italiane e più di 240.000 utenti registrati, Gnammo, si conferma come il portale italiano di social eating più grande e attivo: le cene #FarfalleNelloStomaco insieme a Meetic rappresentano un’occasione speciale per permettere agli utenti della community di incontrare persone nuove in un’atmosfera unica che valorizza le passioni individuali.

*Ricerca condotta da Kantar TNS su un campione di oltre 9 mila single di 7 Paesi del Vecchio Continente

martedì 12 febbraio 2019

Cooperazione scientifica: il memorandum tra CREA e ACT per favorire la crescita sostenibile in Africa.







Il CREA, il più importante ente italiano di ricerca sull’agroalimentare e ACT (African Conservation Tillage) Network, l’organizzazione non profit panafricana per la gestione sostenibile delle risorse naturali e agricole, hanno recentemente siglato a Roma, presso la sede centrale del CREA, un Memorandum of Understanding per sostenere la cooperazione scientifica e tecnologica, finalizzata alla promozione di una agricoltura più moderna, produttiva e in grado di preservare l’ambiente.

L’accordo quinquennale, firmato dal presidente CREA Salvatore Parlato e del segretario esecutivo di ACT Network Saidi Mkomwa alla presenza dell’Ambasciatore Pierfrancesco Sacco, Rappresentante Permanente italiano presso le Organizzazioni delle Nazioni Unite a Roma, prevede trasferimento e scambio della conoscenza e dell’innovazione a tutto tondo: dalle pubblicazioni al personale alle nuove tecnologie.  Per incidere realmente sulle economie e sui sistemi agricoli locali saranno avviati progetti e attività di ricerca, formazione e comunicazione sull’agricoltura, l’agroindustria, la pesca, le foreste finalizzate ad uno sviluppo sostenibile.

Un Comitato di Coordinamento congiunto è incaricato di supervisionare le diverse iniziative, per il CREA è stato designato il prof. Michele Pisante (consigliere d’amministrazione e Ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee presso l’Università degli Studi di Teramo), mentre per ACT è stato nominato il prof. Amir Kassam (University of Reading).

Bioeconomia, un nuovo modello di sviluppo per l'utilizzo sostenibile delle colture Non-Food

PANACEA: il progetto CREA per le colture Non-Food, meno energia da fonti fossili e più sviluppo sostenibile.




La bioeconomia costituisce un’alternativa alla economia basata sulle fonti fossili, che invece di utilizzare risorse come petrolio e carbone, si fonda sulla produzione di risorse biologiche rinnovabili e la conversione di queste sostanze, dei loro residui, e sottoprodotti in prodotti a valore aggiunto, quali componenti di base dei processi chimici per la produzione di biomateriali, bioplastiche, biochemicals.

PANACEA è un Network Tematico, finanziato dal programa Horizon 2020 della Ue, che ha l’obiettivo di accrescere il contributo delle Colture Non-food (cioè quello non ad uso alimentare) alla Strategia europea per la bioeconomia, riducendo la dipendenza energetica dalle fonti fossili. Coordinato dal Centro di Ricerca greco CRES -  Centre for Renewable Energy Sources and Saving, il Network PANACEA è composto da 18 partner provenienti da 10 Paesi europei. Il CREA Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari è il rappresentante italiano del progetto insieme all’Università di Bologna.

“In Europa, sottolinea Luigi Pari, primo ricercatore del CREA e responsabile scientifico del progetto, nonostante considerevoli investimenti in ricerca e sviluppo, le colture NFC destinate alla produzione di prodotti bio-based e bioenergia, non sono ampiamente diffuse, principalmente a causa della mancanza di filiere di approvvigionamento e di un’adeguata politica di incentivi economici. Pertanto, la crescente domanda di materie prime da parte delle industrie bio-based, rende necessaria un’efficace diffusione delle NFC nell’agricoltura europea”.

La bioeconomia è vista come un possibile motore di sviluppo economico dell’Unione europea, in quanto la quota di mercato dei prodotti a base biologica nell'UE28 è in crescita. Nel 2010 l'industria chimica europea ha utilizzato circa l'8-10% di materiali rinnovabili per produrre sostanze chimiche e polimeri, mentre si stima che  nel 2030 fino al 30% dei materiali a base di olio minerale saranno sostituiti da alternative biologiche.

Il mercato UE delle bio-plastiche è passato dai circa 485 milioni di € nel 2013, fino a 1,4 miliardi nel 2020 (+55%). Il mercato dei bio-lubrificanti raggiungerà 640 milioni di euro nel 2020 (con uno sviluppo del 56), mentre il mercato dei tensioattivi bio-based dovrebbe aumentare fino a circa 1,3 miliardi di € nel 2030, (con un incremento del 91%). La transizione verso un'economia bio-based ha un grande potenziale in termini di crescita economica, sviluppo rurale e riduzione della dipendenza dalle fonti fossili, ma deve affrontare molte sfide.

Il Network PANACEA intende promuovere l’incontro tra ricerca, industria e agricoltura, con l’obiettivo di diffondere le conoscenze e i risultati di ricerca e innovazione sulle più promettenti colture non-food lungo l’intera catena del valore (coltivazione, trasformazione, utilizzo).

Il CREA ha parte attiva in tutte le azioni del progetto, tra cui la prossima realizzazione di corsi di formazione per agronomi e agricoltori, soprattutto sulla meccanizzazione e la logistica delle NFC. Tra le azioni di recente realizzazione si segnala l’organizzazione di due National value chain event, focalizzati rispettivamente sulla filiera della canapa e su alcune oleaginose a uso tecnico.

Sito web del Progetto: http://www.panacea-h2020.eu/       

sabato 9 febbraio 2019

Fare business, la retorica e le regole per comunicare efficacemente in pubblico

Parlare bene, saper comunicare in modo chiaro e convincente diventa sempre più importante per il business moderno. Ecco allora, per non sbagliare, alcuni consigli dei maestri sofisti dell'antica Grecia.




Tutti i più grandi oratori di ogni tempo l'hanno utilizzata. La troviamo nei discorsi dei Re, nei sermoni del teologo, nei dibattiti degli uomini di potere, nelle arringhe degli avvocati. Una lunga lista di "uomo eloquens" noti e meno noti, che molto spesso per loro beneficio, hanno in qualche modo fatto uso della "dialettica persuasiva" o dell'arte della dissimulazione che ne è un suo formidabile strumento. La Retorica è uno strumento efficacissimo e così oggi, come ieri, chiunque voglia ottenere credibilità e consensi in un suo campo specifico, se ne deve servire.

Personalmente mi capita spesso, per il tipo di lavoro che svolgo, di assistere a convegni e seminari dove a parlare è sempre un oratore di indubbia efficacia. Per essere ascoltati, per essere influenti e dunque convincenti, si servono della retorica. Fare una presentazione di determinati prodotti come ad esempio il vino, richiede capacità non solo tecniche o puramente descrittive, ma anche quelle di carattere relazionale. La legge fondamentale della retorica recita infatti che l’oratore – colui che parla o scrive per convincere – non è mai solo ma si esprime sempre in concomitanza o in opposizione ad altri oratori, e sempre in funzione di altri discorsi. Come anche, secondo il Principio di Teofrasto, non bisogna spiegare tutto in modo puntiglioso e prolisso, ma bisogna sempre lasciare all'uditore qualcosa da comprendere e da dedurre da solo, sentirà così più «suo» il ragionamento. I casi aziendali dovrebbero diventare una forma di storytelling, la convention uno strumento per emozionare e spingere all'azione, il punto vendita un espediente per parlare tramite i luoghi, mentre la manutenzione delle parole torna a vivificare i termini ormai logori dell'"aziendalese".

Di fronte all'esplosione della multimedialità e della comunicazione digitale, tuttavia, competenza nella materia, pulizia nel ragionamento, chiarezza negli enunciati e dominio della lingua rischiano di apparire insufficienti. Per gestire l'abbondanza dei segnali e il grande rumore di fondo occorre affiancare alla via logica (convincere razionalmente) e a quella psicologica (persuadere emotivamente) una terza via: quella creativa, basata sulla capacità di dare corpo a ipotesi soltanto intuite. Logicamente, va per scontato che, colui che ascolta, abbia almeno in parte una formazione tecnica di base per comprendere di cosa si parli, una preparazione che si evince molto spesso dalle domande poste dal pubblico al relatore. Così sempre più spesso, si assiste ad una caduta di professionalità, la quale si viene sempre più a confondere con un certo tipo di comunicazione di massa, dove il più delle volte i concetti vengono confusi o deformati.

Definizione di retòrica (ant. o raro rettòrica) s. f. [dal lat. rhetorica (ars), gr. ῥητορική (τέχνη)], è l’arte del parlare e dello scrivere in modo ornato ed efficace. Nasce nella Grecia antica ad opera dei sofisti, ovvero i sapienti, come vennero chiamati i filosofi del V° e IV° secolo a.C., essi cominciarono a dare lezioni di filosofia a pagamento, facendo di fatto, della filosofia, una vera e propria professione.

Con i sofisti la filosofia greca si apre definitivamente al grande pubblico, precedentemente infatti era una disciplina elitaria, chiusa ed esoterica e destinata ad essere esercitata in prevalenza dai maestri verso i soli allievi. Le finalità della retorica sono prevalentemente pragmatiche, come tecnica del discorso teso a persuadere (fu applicata infatti all'oratoria giudiziaria), viene successivamente ampliandosi nell'età classica e poi medievale e rinascimentale, come tecnica del discorso sia orale che scritto e con finalità anche estetiche, secondo un sistema di regole in cui fu organizzata, dapprima da Aristotele, poi dalla trattatistica latina d’età classica (Cicerone, Quintiliano) e quella tarda (Marziano Capella, Boezio).

Nel medioevo la retorica, la grammatica e la dialettica - di cui quest’ultima ha come scopo la dimostrazione e non la persuasione - costituivano le tre arti liberali (arti del trivio, in latino artes sermocinales), distinte dalle quattro arti reali (arti del quadrivio, in lat. artes reales), l’aritmetica, la geometria, la musica e l’astronomia.

Dopo una progressiva decadenza nell'età moderna, dovuta alla rivalutazione dei contenuti espressivi, la retorica ha riacquistato uno spazio rilevante nella linguistica e nella critica letteraria contemporanea, come teoria dell’argomentazione e come analisi delle realizzazioni lessicali, grammaticali e stilistiche, di testi scritti o anche orali, e delle loro funzioni espressive.

La retorica, nell'uso moderno, assume anche un valore decisamente spregiativo e che viene a manifestarsi con un modo di scrivere e di parlare ampolloso e risonante, enfatico e sostanzialmente vuoto, privo o povero comunque di impegno intellettuale, civile e morale.

La retorica, scriveva Pirandello ne L'Umorismo, è "il guardaroba dell’eloquenza dove i pensieri nudi andavano a vestirsi". Tutto è retorica come gli scritti o i discorsi privi di sincerità e impegno o di certi atteggiamenti dannunziani, dove un bel gesto è più frutto di retorica che di vero coraggio.

Ecco alcune regole per comunicare efficacemente in pubblico estrapolate dal sito dell'Associazione per la retorica. Di fatto è un decalogo ad uso di imprenditori con l'obbiettivo di convincere un potenziale investitore.

1. La legge fondamentale della retorica: l’oratore – colui che parla o scrive per convincere – non è mai solo. Si esprime sempre in concomitanza o in opposizione ad altri oratori (presenti o impliciti nelle credenze dell’uditorio), e sempre in funzione di altri discorsi

2. Costruire – come ci ricorda Cicerone nel suo De oratore – sempre un impasto indissolubile tra res e verba, tra argomenti e forme espressive; i fatti non sono più importanti delle parole e le parole non lo sono più dei fatti

3. Ricordarsi il principio di incertezza di Quintilliano: gli schemi o i metodi non possono comprendere la complessità del reale. Ogni tassonomia, catalogo di strumenti o metodo sarà sempre parziale

4. Iniziare sempre con la «captatio benevolentiae» («assumendo» anche uno specifico carattere – l’ethos – adatto all’uditorio) per ottenere innanzitutto la sua fiducia

5. Ricordarsi sempre che «Excusatio non petita, accusatio manifesta

6. Usare sempre i 3 “mezzi persuasione” (ethos, pathos, logos) enunciati da Aristotele

7. Usare il più possibile il Principio di Teofrasto secondo cui non bisogna mai spiegare tutto in modo puntiglioso e prolisso, ma bisogna sempre lasciare all'uditore qualcosa da comprendere e da dedurre da solo (sentirà più «suo» il ragionamento)

8.Ricordarsi dell’efficacia del principio del tre (è il «numero perfetto» di cose importanti da dire e ricordare): se è una è «indottrinamento»; se sono due è un suggerimento incompleto; se sono quattro, sono già troppi elementi da ricordare.

9. Usare – quando si è in difficoltà – il corax (una delle tecniche retoriche più antiche): l’apparenza inganna: quella che sembrerebbe la causa più naturale … non può esserlo … è troppo prevedibile

10. Ricordarsi l’importanza dello stile e la sua dipendenza sia dalla propria personalità (autenticità) che dal contesto in cui si comunica (per non essere «fuori luogo»).

venerdì 8 febbraio 2019

Palinsesto Rai. Velázquez, l'ombra della vita

Stasera su Rai5 in onda Velázquez, l'ombra della vita. Tomaso Montanari racconta il "pittore dei pittori".

Diego Velázquez, Tre Musici, 1618



Dopo le serie dedicate a Bernini, Caravaggio e Vermeer, Tomaso Montanari sbarca nella Spagna del Seicento sulle tracce di Diego Velázquez.  In quattro puntate - in onda da stasera alle 21.15 su Rai5 – realizzate con la regia di Luca Criscenti, tra Roma, Siviglia e Madrid, Montanari segue, tela dopo tela, il percorso poetico e artistico di uno dei “giganti” dell’arte del Seicento nella nuova serie in prima visione “Velázquez. L’ombra della vita”.

Nessun artista si è mai accostato al ritratto con una tale forza e una tale capacità di scavare nel fondo dell’anima umana come ha fatto Diego Velázquez. Un aspetto che continua a colpire gli artisti contemporanei, così come aveva “ossessionato” Francis Bacon negli anni Sessanta del Novecento. Nel primo episodio - “La materia della Realtà” - gli inizi di Diego Velázquez “pittore dei pittori” secondo la felice definizione di Manet. Nasce 1599 a Siviglia, l’estremo lembo meridionale d’Europa, ma una terra di confine e una città straordinariamente vivace dal punto di vista artistico: un anno prima vi ha visto la luce Francisco de Zurbaràn; vent’anni dopo vi nascerà Murillo. Diego comincia nella bottega di Francisco Pacheco, di cui sposerà la figlia Juana. Gli inizi sono caravaggeschi, segnati da un estremo naturalismo e da una felice capacità di rappresentazione della realtà, nei volti dei santi come nei ritratti della gente comune. L’acquaiolo di Siviglia, uomo di condizione umile, è reso con una monumentalità che ben si adatterebbe al santo di una pala d’altare. La vecchia missionaria Madre Jeronima de la Fuente sprigiona dal volto un furore e una determinazione rari nei ritratti dell’epoca.

Diego si muove con naturalezza e propone soluzioni sorprendenti già nelle prime opere: nel Cristo in casa di Marta e Maria e nella Cena in Emmaus relega sullo sfondo le scene sacre, che pure danno il titolo alle tele, per mettere in primo una cucina, con una domestica che prepara la cena, o una mulatta che lava le stoviglie, quasi a ribaltare le gerarchie dei valori.

Proprio questa straordinaria capacità di interpretare la realtà in modo nuovo gli fa bruciare le tappe. Velázquez arriva a Madrid che non ha ancora 25 anni. È Luis de Gòngora, uno dei grandi poeti del tempo, a cui Diego dedica un indimenticabile ritratto, a introdurlo a corte. Filippo IV è sul trono da pochi anni; è un sovrano giovanissimo, cinque anni meno del pittore. I due resteranno legati per tutta la vita.

Il caravaggismo traspare anche nelle opere più impegnative, come il Trionfo di Bacco, che si risolve in un grande ritratto di gruppo: il giovane dio ha l’aspetto di un garzone di bottega, mentre gli uomini che gli stanno intorno hanno i volti segnati: viandanti, mendicanti avvinazzati o semplici contadini della Castiglia.

È abbastanza perché qualcuno si accorga di lui. Rubens, per esempio, che convince il re a mandarlo in Italia, dove Diego arriva nel settembre 1629. Le suggestioni della grande tradizione pittorica italiana, Tiziano prima di tutti, si fa sentire nelle due grandi tele che realizza sullo scorcio del 1630, una di argomento mitologico e una a tema biblico, una farsesca e una tragica: Apollo nella fucina di Vulcano e La tunica di Giuseppe. Due opere bellissime, decisive nel percorso pittorico di Diego Velázquez.

Una produzione Land Comunicazioni, in collaborazione con Rai Cultura. Fotografia: Francesco Lo Gullo. Montaggio: Emanuele Redondi, Anjan Di Leonardo. Musica: Giorgio Giampà

martedì 5 febbraio 2019

Arti decorative, nasce l'Osservatorio per lo studio, la divulgazione e valorizzazione delle opere d’arte decorativa in Italia

Giovedì 7 febbraio 2019 alle 15.00 il Polo Museale del Lazio in collaborazione con la Società Italiana di Storia della Critica d’Arte (SISCA) e il Dipartimento Culture e Società dell’Università degli Studi di Palermo presenterà al Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX, l’Osservatorio per le Arti Decorative in Italia “Maria Accascina” (OADI).


Vincenzo Luminario e Giovanni Di Adria, Sella del Vicerè Colonna, XVI sec.


L’Osservatorio per le Arti Decorative in Italia, intitolato a Maria Accascina, celebre studiosa e storica dell’arte, è uno strumento scientifico del Dipartimento Culture e Società dell’Università degli Studi di Palermo attivo dal 2006 e diretto dalla Professoressa Maria Concetta Di Natale, il cui obiettivo principale è lo studio, la divulgazione e la valorizzazione delle opere d’arte decorativa in Italia, partendo dalla Sicilia, territorio in cui esse hanno uno sviluppo particolare e maggiormente variegato rispetto a tutte le regioni peninsulari.

Non a caso gli studi pionieristici di Maria Accascina partono proprio dalle arti decorative siciliane. Fin dalla sua istituzione, l’Osservatorio scheda e mette in rete tutto ciò che è edito nel settore in Italia, raccoglie volumi e materiali fotografici, realizza convegni di studi, pubblicazioni, mostre e iniziative culturali diverse. Tiene inoltre frequenti contatti con Università Italiane e straniere e con Musei e strutture interessate allo studio delle Arti Decorative, tra cui figura, in Italia, il Museo Boncompagni Ludovisi.

Introdurranno la presentazione dell’Osservatorio Edith Gabrielli Direttrice del Polo Museale del Lazio, Matilde Amaturo Direttrice del Museo Boncompagni Ludovisi, Massimiliano Rossi Presidente della Società Italiana di Storia della Critica d’Arte (SISCA) e Michele Cometa Direttore del Dipartimento Culture e Società, Università degli Studi di Palermo.

Interverranno Rosanna Cioffi (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli), Maria Giulia Aurigemma (Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti – Pescara), Ivana Bruno (Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale), Sergio Intorre (Università degli Studi di Palermo) e Lucia Ajello (Sapienza Università di Roma).

Concluderà Maria Concetta Di Natale Direttore dell’Osservatorio per le Arti Decorative in Italia “Maria Accascina”.

L’incontro si chiuderà con la presentazione del nuovo numero della rivista della SISCA “Storia della critica d’arte - Annuario della SISCA” presso l’Università degli Studi Roma Tre (aula 1 - Piazza della Repubblica, 10).

Interverranno Stefano Chiodi (Università degli Studi Roma Tre) e Paolo Coen (Università degli Studi di Teramo).

venerdì 1 febbraio 2019

Ioleggoconte, online il nuovo portale del centro per il il libro e la lettura. Uno sguardo rivolto alle nuove generazioni e ai nuovi linguaggi

E' on line il nuovo portale del Centro per il libro e la lettura IoLeggoConTe: un viaggio alla scoperta dei libri e dei loro lettori da 0 a 20 anni di età con uno sguardo rivolto alle nuove generazioni e ai nuovi linguaggi. 




Attivo su Twitter, Instagram e Youtube, IoLeggConTe ospita la sezione Letture, ricca di schede dettagliate di libri suddivise per genere e fasce d’età; le video recensioni nella rubrica Booktuberse le presentazioni dei librai in Il libraio matto, cui è possibile contribuire scrivendo a redazione@ioleggoconte.it (tel. +39 06 323893 01/25).

Molti studiosi ripetono che abbiamo perso ogni senso di stupore riguardo al potere che la lettura e la scrittura hanno realmente sulla nostra vita. In generale tutti riconoscono in astratto l'importanza di diventare lettori, peccato che vedano la lettura come la semplice abilità tecnica di saper leggere e scrivere. La capacità di saper leggere è una condizione necessaria ma non sufficiente per diventare dei buoni lettori. Ciò vuol dire certo sapere leggere di tutto su carta o in digitale, scrivere, comprendere e avere spirito critico. Ma comportarsi come un buon lettore vuol dire molto di più. Significa possedere la consapevolezza, la coscienza, diremmo il gusto, di quanto sia importante apprendere attraverso testi e quindi frequentare librerie, biblioteche, leggere giornali, romanzi, email, blog e svolgere altre azioni che ci fanno sentire parte attiva di una comunità. L’UNESCO, come anche L’indagine internazionale PISA, offrono alcune definizioni di lettura in cui si tiene conto del contesto alfabetizzato in cui vive il lettore, nella sua capacità di interagire con questo per raggiungere i propri obiettivi personali. A segnare un punto di svolta nella storia della moderna educazione alla lettura è stata l’introduzione del concetto di literacy funzionale o alfabetizzazione funzionale, che ha spostato l’attenzione sugli effetti apportati dalla lettura, acquisendo la consapevolezza che la definizione di literacy andava ben oltre la comprensione e l’apprendimento delle tecniche di base di lettura e scrittura, per unirsi a quelle dello sviluppo sociale e economico di un Paese. Negli ultimi vent’anni il termine literacy si è evoluto per arricchirsi di molti significati. La comunità̀ internazionale non valuta più̀ la literacy come una semplice abilità di lettura, ma come un’attività̀ che contribuisce a scopi ben più̀ ampi, favorisce un apprendimento continuo e genera benefici personali, economici e sociali. Lo studio dei legami tra lettura, letteratura e intelligenza emotiva è decollato e nasce un concetto di pluralità̀ della lettura che include anche aspetti emozionali e con- segna al lettore strumenti cruciali per una partecipazione e trasformazione sociale positiva. Questo riportato è l'approfondimento di Ermanno Detti, considerato un precursore nell'ambito degli studi sulla formazione dei giovani lettori ed esperto di letteratura giovanile. 

Con IoLeggoConte nasce anche Bus Crossing / libri liberi di viaggiare, un nuovo format televisivo dedicato alla promozione della lettura sui mezzi pubblici, condotto dall’ideatore e curatore del portale Carlo Albarello e prodotto da Margot Production di Fabio Nardelli.

La sezione Approfondimenti, invece, ospita contributi di studiosi attivi nella promozione della lettura in infanzia e adolescenza, come Ermanno Detti, Eva-Marie Golder e Tiziana Mascia.

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La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium

La mostra La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium, in corso al Palazzo delle Esposizioni, si dipana in un percorso in grado ...