venerdì 15 novembre 2019

La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium

La mostra La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium, in corso al Palazzo delle Esposizioni, si dipana in un percorso in grado di tracciare la storia del cinema italiano e internazionale. Fino al 6 gennaio 2020.






Carlo Rambaldi (1925-2012) è l'uomo degli effetti speciali, colui che ne ha trasformato la funzione: da elementi di contesto a protagonisti dei film. Le sue creature sono riconosciute e amate al punto che molti film si sono identificati con esse: E.T., King Kong, Alien, solo per citarne alcuni. Le sue creature sono divenute un mondo riconosciuto e amato, molti film sono identificati con esse, E.T., King Kong, Alien sono solo alcuni. Ma già prima di Hollywood Rambaldi era uno dei maggiori esponenti degli effetti speciali in tutto il cinema di genere. Suoi sono i soldati alieni nel film cult Barbarella di Roger Vadim con una giovanissima Jane Fonda. Sua è la paternità del Pinocchio di Luigi Comencini, realizzato in meccatronica e che garantiva alla marionetta movimenti a distanza mai visti per quell’epoca.

Dopo aver lavorato con i maggiori registi italiani - Lucio Fulci, Lamberto Bava, Pupi Avati, Dario Argento - nella metà degli anni ‘70 si trasferisce negli Stati Uniti, dove collaborerà con i maggiori registi dello Star System Hollywoodiano, Steven Spielberg, Ridley Scott, Oliver Stone, Andrzej Zulawki, David Linch. Negli anni americani vincerà ben tre premi Oscar.

Attraverso materiali provenienti dall’archivio privato di Rambaldi, alcuni dei quali inediti, la mostra costruirà un percorso in grado di tracciare la storia del cinema italiano e internazionale, dagli anni Sessanta ai nostri giorni. Porrà, inoltre, l’accento sulla tradizione artigianale italiana come "marchio di qualità" che da sempre distingue le maestranze cinematografiche del nostro paese.

La mostra documenterà anche il lavoro delle generazioni successive a Rambaldi. Il gruppo Makinarium, tra i più qualificati al mondo in questo settore, restaurerà per questa occasione le opere di Rambaldi e una sezione della mostra sarà dedicata al loro lavoro per il cinema.

Giornata della nutrizione, ecco l'identikit degli spreconi

II edizione della giornata della Nutrizione, spreco alimentare: dal CREA tutti i numeri e l'identikit degli spreconi.







Cosa e quanto sprechiamo a tavola? E’ possibile fare un identikit degli “spreconi”? E come agire per prevenire efficacemente lo spreco? Di questo si è discusso oggi in occasione della II edizione della giornata della nutrizione, Nutrinformarsi: lo spreco nel piatto, organizzata dal CREA Alimenti e Nutrizione, presso cui è istituito l’Osservatorio sulle eccedenze, recuperi e sprechi alimentari, che realizza studi scientifici, diffonde informazioni e dati e promuove buone pratiche sulla generazione di eccedenze alimentari e sul loro recupero, allo scopo di stimolare innovazione nelle strategie, nelle politiche e nei comportamenti dei cittadini.

In questo ambito, l’Osservatorio sulle eccedenze, recuperi e sprechi alimentari del CREA ha realizzato la prima indagine comparativa, con dati armonizzati, provenienti da diversi paesi europei (Olanda, Spagna, Germania e Ungheria). Lo studio, effettuato nel 2018, ha interessato 1.142 famiglie rappresentative della popolazione italiana, coinvolgendo i responsabili degli acquisti alimentari e della preparazione dei pasti. Il campione è stato selezionato nel rispetto di genere, età, livello di istruzione e reddito e per dimensione della famiglia.

Ne è emerso che il 77% delle famiglie intervistate ha gettato via del cibo nella settimana precedente all’indagine, percentuale che si riduce con l’aumentare dell’età del responsabile acquisti, con il diminuire del reddito e in famiglie che vivono al sud e isole. Lo spreco maggiore si è riscontrato nelle famiglie monocomponenti e nei segmenti di età più giovane. I prodotti alimentari più sprecati sono verdura, frutta fresca e pane, seguiti da pasta, patate, uova, budini, derivati del latte (yogurt, formaggi), per un totale in media di 370 g/settimana/famiglia. Il dato italiano sullo spreco alimentare è allineato con quello olandese (365 g/settimana) e molto inferiore a quello spagnolo (534 g/settimana), tedesco (534 g/settimana) e ungherese (464 g/settimana).

Sempre secondo l’indagine CREA, la crescente attenzione nei confronti del tema dello spreco è, inoltre, ampiamente diffusa in Italia, al punto che più della metà del campione intervistato condanna fermamente la pratica di gettare via il cibo, riconoscendone l’impatto negativo e le ricadute in diversi ambiti: economico (70%), sociale (conseguenze su disponibilità di cibo nel mondo, 59%) e ambientale (55%).

Le famiglie italiane, infine, si dichiarano capaci di gestire le attività in cucina, fattore di rilevante prevenzione: circa due terzi degli intervistati, infatti, dichiara di pianificare gli acquisti e di non fare acquisti di impulso, meno di un quinto afferma di non saper riutilizzare gli avanzi o pianificare le giuste quantità di alimenti da acquistare e solo il 5% sostiene di non finire quello che nel piatto e di non conservare gli avanzi.  Tuttavia solo il 42% decide in anticipo i menù settimanali.

«Quello a cui siamo assistendo – ha dichiarato Laura Rossi, coordinatore dell’Osservatorio e ricercatrice del CREA Alimenti e Nutrizione – è un vero e proprio cambio di passo per lo spreco alimentare, inteso come tassello fondamentale dello sviluppo sostenibile. Dalle istituzioni internazionali e nazionali, dagli operatori economici e sociali, dai banchi alimentari e perfino da semplici cittadini, che ridistribuiscono a livello territoriale le eccedenze alimentari agli indigenti, arrivano segnali forti di una crescente sensibilità su questi temi: normative specifiche, progetti educativi mirati e nuove modalità di gestione dei prodotti alimentari sia nelle aziende che a casa».

«L’Osservatorio su sprechi alimentari e recupero delle eccedenze è un tassello strategico per il buon funzionamento della legge antisprechi e per poter pianificare di conseguenza politiche di ampio respiro» ha spiegato l’On. Maria Chiara Gadda, Capogruppo di Italia Viva in Commissione Agricoltura Camera e prima firmataria della legge 166/2016. «Ad oggi ci siamo dovuti confrontare con analisi e numeri parziali, mentre per agire in modo mirato sugli anelli della filiera più fragili è necessario monitorare il fenomeno in modo oggettivo. L’osservatorio del CREA sarà un punto di riferimento per il lavoro del Tavolo sulla lotta agli sprechi e sugli aiuti alimentari per le persone indigenti, che la scorsa settimana ha avuto nuovo avvio grazie alla ministra Bellanova. Ringrazio il CREA che oggi, con la presentazione della sua prima indagine, ha confermato che l’Italia è all’avanguardia in Europa su questi temi».

Giornata di apertura straordinaria delle Dimore storiche del Lazio

Dopo il successo dell’ultima edizione, torna l’appuntamento della Regione Lazio con la Giornata di apertura straordinaria delle Dimore storiche per offrire a tutti l’opportunità di visitare gratuitamente l’immenso patrimonio di dimore, ville, parchi e giardini storici del territorio, decine di luoghi di grande fascino e incanto che arricchiscono tutte le province del Lazio.





Domenica 17 novembre, il pubblico potrà visitare gratuitamente 70 siti di particolare pregio storico, architettonico e ambientale del Lazio. L’iniziativa, giunta alla terza edizione, è promossa dalla Regione Lazio nell’ambito del progetto di valorizzazione del patrimonio costituito da dimore, ville, complessi architettonici, parchi e giardini di valore storico e culturale, previsto dalla Legge regionale 8 del 2016.

Con la Rete delle Dimore storiche, la Regione Lazio ha avviato un grande progetto di valorizzazione dello straordinario patrimonio storico, paesaggistico e architettonico dei propri territori per costruire e sviluppare un nuovo modello di turismo sostenibile e competitivo. Sono 137 i siti coinvolti tra castelli e complessi architettonici, monasteri, chiese e conventi, palazzi e dimore storiche, parchi e casali. Luoghi straordinari, capolavori dell’arte e dell’architettura spesso poco conosciuti dal pubblico.

“Valorizzare il patrimonio culturale del Lazio e considerare la bellezza come base per lo sviluppo del territorio, dell’economia e del turismo – sostiene il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – sono le idee ispiratrici della legge regionale del 2016 che ha costituito la “Rete delle dimore storiche del Lazio” e dello stanziamento di importanti risorse per la manutenzione e il recupero degli edifici storici. Lo facciamo in primo luogo perché convinti che sia nostro dovere lasciare alle generazioni future le ricchezze che abbiamo avuto la fortuna di ereditare, ma anche perché siamo impegnati nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo, nel quale il rilancio del patrimonio culturale è un cardine fondamentale”.

L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti ma orari e modalità di visita sono differenti. Per info dettagliate vai sul sito: www.retedimorestorichelazio.it.

giovedì 14 novembre 2019

Le musiche della Cappella Sistina con i Tallis Scholars: la grande polifonia cinquecentesca di scena alla Sapienza

Intorno alla Cappella Sistina, The Tallis Scholars sotto la direzione di Peter Phillips saranno i protagonisti di un concerto unico presso l’Aula Magna della Sapienza per la stagione della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti. Il 16 novembre 2019 alle ore 17.30 presso l'Aula Magna della Sapienza, Piazzale Aldo Moro 5.   





La Cappella Sistina risplendeva non soltanto per gli affreschi dei più grandi pittori ma anche per le composizioni dei più grandi musicisti dell’epoca. Le musiche che risuonavano nella principale cappella del palazzo apostolico, nonché in uno dei più famosi tesori culturali e artistici della Città del Vaticano, contribuivano al suo splendore non meno degli affreschi di Michelangelo. La grande polifonia torna così a rivivere nel concerto dei Tallis Scholars, il complesso vocale di musica polifonica più celebre al mondo. 

La polifonia cinquecentesca è uno dei culmini della musica di tutti i tempi, sia nel campo profano - a cui la IUC ha dedicato in questa e dedicherà anche nella prossima stagione, il ciclo dei Madrigali di Gesualdo da Venosa – sia nel campo sacro, a cui è dedicato questo concerto, che offre una straordinaria panoramica sui maggiori compositori di musica da chiesa del tempo, che venivano convocati a Roma dall’Europa intera per fornire la musica alle funzioni celebrate nella Cappella Sistina dal papa in persona.

Il più universalmente noto dei maestri della Sistina è indubbiamente Giovanni Pierluigi da Palestrina, che costituisce l’asse portante di questo concerto: invece di eseguire un’intera sua Messa, i Tallis hanno avuto l’originale idea di mettere insieme la musica di una Messa attingendone le varie parti da cinque diverse Messe di Palestrina, che durante il concerto saranno intercalate da altri brani composti da altri maestri. Il primo in ordine cronologico è Josquin Des Prez, il più grande rappresentante della scuola fiamminga, che prestò servizio presso la Sistina alla fine del Quattrocento e incise il suo nome su un muro della cappella, dove si può ancora leggerlo. Sempre seguendo l’ordine cronologico, dopo di lui vengono il francese Elzéar Genet detto Carpentras – oggi è pressoché dimenticato, ma le sue Lamentationes Jérémie, di cui verrà eseguita la prima parte, erano uno dei brani musicali più famosi del Cinquecento – e lo spagnolo Cristóbal de Morales, quindi finalmente Costanzo Festa, il primo italiano in grado di rivaleggiare con i grandi polifonisti d’oltralpe. L’ultimo in ordine cronologico è Gregorio Allegri, che intorno al 1630 compose un brano destinato a restare leggendario per secoli, il Miserere, di cui i papi erano talmente gelosi da proibire severamente di farne copie e portarle fuori dalla Sistina, finche Mozart, dopo averlo ascoltato una sola volta, fu in grado di trascriverlo per intero a memoria!

Questi compositori fanno corona al “principe della musica”, il Palestrina, emblema e modello della musica sacra non solo cattolica ma anche delle chiese riformate. Ancora oggi lo stile “alla Palestrina” influenza i compositori di musica corale sacra. È il caso dei brani due giovani compositori proposti dai Tallis Scolars in prima esecuzione a Roma. Sono l’inglese Alexander Campkin, che passa disinvoltamente dal balletto alla musica sacra, e l’inglese di origini italo-armene Justine Zara Rapaccioli, che nel suo brano riprende l’uso del doppio coro, antica tradizione della basilica di San Marco a Venezia, di cui è attualmente la vicedirettrice musicale.

Il pubblico dell’Aula Magna conosce bene The Tallis Scholars e Peter Phillips e sa che non hanno rivali nell’esecuzione della polifonia sacra rinascimentale. Dedicano questo loro concerto romano ai grandi maestri che nel corso del Cinquecento prestarono servizio nella Cappella Sistina, luogo d’importanza fondamentale tanto per la pittura che per la musica del rinascimento. Inoltre due prime esecuzione a Roma dei contemporanei Alexander Campkin e Justine Rapaccioli, che si ispirano all’antico stile polifonico.

The Tallis Scholars sono stati fondati nel 1973 dal loro direttore Peter Phillips e sono il complesso vocale di musica polifonica più celebre al mondo. Grazie all’attento lavoro sull’intonazione e sulla fusione delle voci sono in grado di raggiungere una purezza e una chiarezza di suono assolute, presto divenuta la loro cifra stilistica. Tengono circa 70 concerti l’anno nelle maggiori sale, chiese e festival d’Europa, America del Nord e del Sud, Australia ed Estremo Oriente. Con la musica scritta per la cappella Sistina hanno un legame speciale, tanto che nel 1994 sono stati invitati a cantare per inaugurare i restaurati affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina. Pochi mesi prima avevano celebrato il quarto centenario della morte di Palestrina con un concerto nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, ove Palestrina era stato maestro di cappella. Ma hanno collaborato anche con Sting e Paul McCartney.

Programma:

Palestrina - Missa Assumpta est Maria (Kyrie)
Morales - Regina caeli
Palestrina - Missa Ecce ego Johannes (Gloria)
Festa - Quam pulchra es
Carpentras - Lamentations du Prophéte Jérémie (Incipit)
Palestrina - Missa Papae Marcelli (Credo)
Allegri - Miserere
Palestrina - Missa Confitebor tibi Domine (Sanctus)
Campkin - Miserere mei
Rapaccioli - Quae est ista*
Josquin Des Prez - Inter natos mulierum
Palestrina - Missa brevis (Agnus)‎

* prime esecuzioni romane

martedì 12 novembre 2019

Antico Siam. Lo Splendore dei Regni Thai

La mostra Antico Siam. Lo Splendore dei Regni Thai, organizzata a completamento delle celebrazioni del 150° anniversario dell'apertura delle relazioni diplomatiche tra Italia e Thailandia, è stata prorogata fino al 17 novembre 2019. Museo delle Civiltà Salone delle Scienze del Museo preistorico etnografico "Luigi Pigorini". 






Thailandia e Italia hanno celebrato il 150° anniversario del Trattato con numerose e prestigiose manifestazioni culturali, tra le quali ricordiamo lo spettacolo “Khon: Danza Classica Siamese” – forma teatrale in maschera di corte ispirata al poema epico Ramakien - portato a Roma dalla Reale Ambasciata di Thailandia presso il Teatro Argentina (7 maggio 2018) ed eseguito dai maestri danzatori del Ministero della Cultura thailandese. Il Dipartimento di Belle Arti della Thailandia, inoltre, ha organizzato una mostra, inaugurata il 15 marzo u.s., presso il ‘Museo Nazionale del Palazzo di Re Narai’ a Lopburi, seconda residenza reale nel sec. XVII, per celebrare i 150 anni del Trattato e il contributo del progetto Thai-Italiano “Lopburi Regional Archaeological Project” al progresso della ricerca archeologica nella regione.

Per festeggiare la ricorrenza dei 150 anni del Trattato e la continuità dei rapporti di amicizia tra le due Nazioni, il Museo delle Civiltà e ISMEO-Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente, eredi di una lunga tradizione di collaborazioni scientifiche e culturali tra i due Paesi, hanno organizzato una mostra sull’archeologia e l’arte del Regno di Thailandia, antico Siam.

Il 3 Ottobre del 1868, i Plenipotenziari del Re d’Italia Vittorio Emanuele II e del Supremo Re del Siam, Phra Paraminthra Maha Chulalongkorn-Rama V, firmarono un trattato solenne di amicizia e commercio, il primo mai stabilito tra i due giovani Paesi. Il Trattato fu ratificato dalla Camera dei Deputati del Regno d’Italia nella seduta del 18 febbraio 1869.

Questo atto aprì la via a una folta schiera di italiani chiamati dal giovane sovrano Rama V a concorrere al rinnovamento del Siam (Thailandia dal 1939) nei diversi campi dell’architettura, dell’assetto urbano, dell’arte, del commercio, dell’ingegneria civile e delle comunicazioni, dell’amministrazione dello stato e dell’esercito.

Un importante aspetto dell’iniziativa riguarda la valorizzazione del patrimonio di arte thai nelle collezioni del Museo delle Civiltà e di altri Enti, e di divulgare le attività di indagine archeologica condotte dall’ISMEO in Thailandia, anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

La mostra, prevalentemente incentrata sulle collezioni di arte thailandese del Museo delle Civiltà, sarà affiancata da una scelta di opere provenienti da altre collezioni romane di arte thai, o collegate a figure di eminenti italiani che operarono in Thailandia all’epoca del Trattato e nei decenni immediatamente successivi.

Le opere esposte accompagneranno il visitatore illustrando diversi aspetti della creatività e della cultura delle genti che nel corso dei millenni abitarono le regioni della Thailandia, dall’inizio della locale Età neolitica (ca. 2200-1100 a.C.) al 1911, anno in cui il Siam fece mostra della sua produzione artistica e industriale all’Esposizione Internazionale di Torino.

Particolarmente importante, tra i documenti storici in mostra, è l’originale del “Trattato di Amicizia e Commercio” del 1868, esposto per gentile concessione dell’Unità di Analisi, Programmazione, Statistica e Documentazione Storica della Segreteria Generale del MAECI.

Un aspetto particolare è infine quello legato all'interesse italiano per i periodi più antichi dell’archeologia della Thailandia. Saranno per la prima volta esposti diversi manufatti di Età Neolitica, dell’Età del Bronzo e del Ferro, provenienti da siti scavati nella Provincia di Lopburi, inclusi vasi fittili ornati da misteriosi motivi decorativi deposti nei corredi funebri di Età neolitica.

domenica 10 novembre 2019

Aquileia 2200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente

Roma celebra i 2200 anni dalla fondazione di Aquileia con la mostra Aquileia 2200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente. Dal 9 novembre al 1° dicembre 2019, presso il Museo dell'Ara Pacis, un’esposizione di grande suggestione e livello racconta le tappe salienti della storia di Aquileia attraverso preziosi reperti provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Aquileia e importanti testimonianze dal Museo della Civiltà Romana.






Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e realizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, prestatore di alcune opere d’arte di eccezionale valore, e con il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, la mostra Aquileia 2200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente intende ripercorrere le numerose “trasformazioni” della Città nei suoi momenti storicamente più significativi: l’antica città romana, l’Aquileia bizantina e medioevale e il Patriarcato, sino a giungere al periodo in cui la città fu parte dell’Impero Asburgico e infine agli anni della Prima Guerra Mondiale e del successivo dopoguerra.

L’affascinante percorso, curato da Cristiano Tiussi, Direttore della Fondazione Aquileia, e da Marta Novello, Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, con un contributo di don Alessio Geretti, curatore delle iniziative culturali di Illegio, pone l’accento sull’importanza del rapporto Aquileia-Roma e sulla straordinaria capacità di rigenerarsi di una città, più volte risorta dopo invasioni, spoliazioni, guerre e terremoti.

Fondata nel 181 a.C., Aquileia fu concepita come avamposto di Roma nel lembo estremo nord-orientale della penisola, in seguito centro d’irradiazione del Cristianesimo nell’Italia Settentrionale e nelle regioni del Centro ed Est Europa. Città ricca e popolosa, tanto da essere ricordata dal poeta Ausonio (IV secolo d.C.) come la quarta d’Italia, dopo Roma, Milano e Capua.

Per secoli Aquileia è stata porto commerciale di primissimo piano dell’intero Mediterraneo e ha costituito la porta d’entrata non solo di derrate e di merci, ma anche di arte e idee provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente che, rielaborate e metabolizzate, si sono poi diffuse nell’Italia Settentrionale, nei Balcani e nel Noricum. Fu anche sede di un principato ecclesiastico e di uno Stato Patriarcale, a partire dal 1077 e fino alla conquista veneziana nel 1420, mentre il Patriarcato come entità ecclesiastica fu soppresso solo nel 1751, avendo come eredi le Arcidiocesi di Udine, per la parte veneta, e di Gorizia, per la parte imperiale.

Il ruolo che Aquileia ha svolto per due millenni ha avuto un significato non solo militare, politico ed economico, ma anche culturale e ideale nel bacino del Mediterraneo e nel rapporto tra Oriente e Occidente. Mettere in rilievo questa “specialità” di Aquileia a livello nazionale ed europeo è l’obbiettivo primario della mostra “Aquileia 2200”.

Dell’originalità del messaggio che proviene dalle testimonianze del passato aquileiese sono prova i reperti e le opere che segnano il percorso espositivo, che offre una suggestiva selezione di calchi in gesso, modelli e preziosi pezzi originali, avvalendosi anche del supporto di strumenti multimediali.

Tra le diverse opere, alcune pregevolissime: l’iconica “testa di Vento” bronzea, di ascendenza ellenistica, la testa di vecchio, improntata a forte realismo, la bellissima stele funeraria del gladiatore, due eccezionali mosaici (raffiguranti uno “pesci adriatici”, l’altro uno stupendo pavone), rilievi marmorei e statue. È inoltre presente un’ampia e preziosa collezione di oggetti in ambra, espressione di quell’artigianato artistico che si era sviluppato nella città, punto d’arrivo dell’antichissima “Via dell’Ambra” proveniente dal Baltico, dove la resina fossile era raccolta.

Della mostra faranno inoltre parte 23 calchi di reperti aquileiesi realizzati nel 1937 in occasione della Mostra Augustea della Romanità (dove Aquileia era la città più rappresentata, insieme a Ostia e Pompei), oggi custoditi presso il Museo della Civiltà Romana e alcuni di essi restaurati per l’occasione grazie alla Fondazione Aquileia. Ancora, nella sezione del Cristianesimo, un bassorilievo in pietra calcarea del IV secolo raffigurante l’abbraccio tra Pietro e Paolo, commovente testimonianza della vitalità e della ricchezza della grande Chiesa Aquileiese e, per concludere, due spaccati storici sul Patriarcato di Aquileia e sul Milite Ignoto. In quest’ultima sezione in particolare sarà esposto per la prima volta il tricolore, recentemente donato allo Stato, che avvolse, nella cerimonia in Basilica ad Aquileia nel 1921, il feretro del soldato scelto dalla madre di un soldato caduto e disperso, Maria Bergamas, per rappresentare tutte le vittime disperse in guerra.

Ad arricchire la mostra, al centro del percorso espositivo, sono collocate 43 splendide fotografie del grande Maestro friulano Elio Ciol, che da decenni coglie l’essenza degli antichi oggetti e dei resti monumentali tuttora visibili, fornendo un formidabile apporto documentario, emozionante e vivido, di Aquileia. Questi e altri lavori del Maestro Ciol sono stati esposti quest’estate al MAMM di Mosca e prossimamente daranno vita a un’altra mostra a Ekaterinburg.

Sarà infine proiettato, all’interno del percorso espositivo, un estratto del docu-film “Le tre vite di Aquileia” realizzato da 3D produzioni e destinato a entrare nella programmazione di Sky Arte. Il documentario ripercorre duemila anni di storia di Aquileia attraverso interviste, riprese realizzate nei luoghi simbolo di Aquileia, ricostruzioni virtuali e filmati d’epoca concessi dall’Istituto Luce.

Aquileia 2.200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente, a cui il Ministro Franceschini ha concesso il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, ha il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, maggior finanziatore della Fondazione Aquileia, e la partecipazione della Società per la Conservazione della Basilica, dell’Associazione Nazionale per Aquileia e della Cineteca del Friuli. La mostra è resa possibile anche grazie al sostegno di PromoTurismo FVG e della Camera di Commercio Pordenone-Udine nell’ambito del progetto Mirabilia.

sabato 9 novembre 2019

Contemporaneamente Roma, tutte le declinazioni dell'arte di scena nella capitale. Ecco tutti gli appuntamenti

Al via la quarta edizione di Contemporaneamente Roma 2019. Fino al 31 dicembre tanti appuntamenti per vivere in tutta la città l’anima più all’avanguardia della Capitale.






Fino al 31 dicembre torna la nuova stagione di Contemporaneamente Roma. Giunta alla sua quarta edizione, la manifestazione promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale, si afferma sempre più come un appuntamento fondamentale per la valorizzazione della produzione culturale contemporanea in città grazie alla partecipazione attiva di tutti e quindici i municipi e un sostegno da parte dell’amministrazione di un milione di euro.

Il programma della manifestazione si compone di 36 progetti idonei al bando di Roma Capitale – Dipartimento Attività Culturali e dalle iniziative dei principali enti e istituzioni culturali della città, come la Fondazione Cinema per Roma, la Fondazione Musica per Roma, Fondazione Romaeuropa, l’Accademia di Santa Cecilia, il Teatro dell’Opera, il Teatro di Roma e i Teatri in Comune, la Casa del Cinema, l’Azienda Speciale Palaexpo, l’Istituzione Biblioteche di Roma.

Gli appuntamenti diffusi in tutta la città metteranno in relazione spazi e persone dell’intero territorio nella ricerca di nuove forme d’arte e di metodi di fruizione innovativi. L’edizione di quest’anno riserverà inoltre particolare attenzione alla ricerca della riqualificazione territoriale con molte iniziative dedicate alla reinterpretazione e alla ridefinizione di luoghi e spazi pubblici. Si costruirà su tutti i territori della città, attraverso l’utilizzo di forme d’arte e linguaggi differenti, una fitta rete di attività per i cittadini e con i cittadini che non solo produrrà risultati concreti di ridefinizione estetica dei territori ma anche una nuova forma di partecipazione attiva degli abitanti.

È seguendo questa filosofia che si potrà assistere, ad esempio, alla decorazione delle campane per la raccolta del vetro nel quartiere di Torpignattara grazie all’impegno di 15 street artist chiamati a partecipare a Gau – Gallerie Urbane (5-17 novembre), a cura di Progetto Goldstein; si vedranno le zone del Pigneto, dell’Acquedotto Alessandrino di Parco Sangalli e di piazza Malatesta trasformarsi in un museo a cielo aperto grazie alle installazioni luminose e alle videoinstallazioni inserite lungo un percorso costruito dal festival Rgb Light Experience – Roma Glocal Brightness (29-30 novembre, 1 dicembre) a cura di Luci Ombre Associazione Culturale, o si assisterà ad una vera e propria re-inaugurazione di un intero complesso edilizio, il Villaggio Olimpico, riletto grazie a due opere site-specific – Iailat di Iginio De Luca e Ordine nuovo di Fabrizio Cicero – proposte dall’Associazione di Promozione Sociale Villam (20–30 dicembre).

Protagoniste di questa edizione alcuni luoghi da scoprire grazie alla manifestazione Telling Roma. Racconti dalla città invisibile (1-14 dicembre) a cura dell’Associazione Culturale Roma Centro Mostre. I cittadini chiamati a partecipare ad un contest letterario, potranno raccontare la loro città invisibile in brevi testi che, una volta vagliati, verranno presentati dagli stessi aspiranti scrittori in readings pubblici realizzati in luoghi di Roma “non usuali” per la lettura come i giardini di largo Ravizza o la Galleria d’Arte Moderna. Sarà attivato anche un laboratorio di scrittura creativa presso la Casa Circondariale “Regina Coeli”, al quale farà seguito un nuovo reading tenuto direttamente dai detenuti-scrittori.

Si basa sulla partecipazione attiva dei cittadini anche la manifestazione Fabulamundi Playwriting Europe a cura di Pav che, fino al 15 dicembre nelle sedi del Teatro India e dello Spazio Kataklisma, proporrà laboratori per anziani, workshop per attori e autori, approfondimenti con professionisti del settore, incontri internazionali con partner europei, tutti interamente dedicati ai temi della nuova creazione drammaturgica. Primi appuntamenti in programma una residenza artistica per 10 giovani autori teatrali under 35 dal titolo NEON-10_New energies on network dal 9 al 14 novembre al Teatro India e il Meeting europeo su buone pratiche e azioni di audience development con la rete di Fabulamundi in programma il 6, 7 e 8 novembre sempre al Teatro India.

Ci saranno installazioni, workshop, talk e dibattiti anche durante la terza edizione di Creature 2019 (22 novembre – 1 dicembre), il festival di creatività urbana ideato e curato da Open City Roma nelle strade e nelle piazze del VII Municipio. Spazio alle parole è il tema di questa edizione che, come consuetudine, mirerà alla rigenerazione urbana trasformando tre edicole del municipio in luoghi di dibattito. Attraverso la call pubblica #conparolemie e l’utilizzo di tre parole – emergenza, frontiera, ibrido – si offriranno visuali inedite della città.

Sarà la fantasia dei cittadini al centro di un’altra manifestazione dal titolo L’inatteso a Roma Est a cura dell’Associazione Culturale Stalker fino al 18 dicembre. Coloro che risponderanno alla chiamata pubblica, dovranno individuare luoghi, situazioni, elementi, definiti come “inattesi” nel proprio ambiente quotidiano. Le risposte sono state inserite in un grande telaio allestito sulle rive del lago dell’Ex Snia diventato l’Atlante dell’Inatteso a Roma Est. I luoghi individuati attraverso la call pubblica verranno poi esplorati con giovani artisti esperti di migrazione, con artisti delle accademie e degli istituti stranieri, con un artista straniero in residenza per tre mesi a Roma e con i partecipanti al percorso formativo della Scuola di Urbanesimo Nomade.

Dominio Pubblico: Millenials A(r)t work – MA(r)T, manifestazione per ragazzi Under 25 a cura di Dominio Pubblico Associazione, è incentrata sulla produzione di opere artistiche – street art, architettura, fotografia, poster art, graffiti, nuovo circo – in grado di mettere in connessione la fruizione dell’opera stessa con il proprio territorio e con gli abitanti del quartiere Ostiense (3-5 dicembre). La produzione artistica del progetto è affidata a un gruppo di street artist, tra questi alcune delle firme più note nel panorama della street art romana che negli ultimi anni ha rivoluzionato i linguaggi e i codici dell’arte contemporanea e metropolitana: Solo, Diamond, Gojo e Lucamaleonte.

Nella vicina Garbatella, 10b Photography proporrà invece Garbatella Images (fino al 20 dicembre), una ricerca fotografica che attraverso l’utilizzo di archivi privati e nuovi scatti andrà alla scoperta delle caratteristiche urbane, sociali, storiche, antropologiche di un’intera zona, con particolare attenzione al fascino dei lotti e ai racconti dei suoi residenti. Attraverso l’unione delle foto realizzate site specific e le immagini d’archivio provenienti dai cittadini si realizzerà una sorta di album fotografico di quartiere che sarà esposto all’interno della galleria 10b Photography e tra i cortili dei lotti storici, in una commistione tra spazio pubblico e privato.

ECCO ALCUNI DEI PRIMI APPUNTAMENTI:

Fino al 19 novembre sono in programma le esplorazioni della manifestazione #PaesaggiUmani. Il performingmedia storytelling per ascoltare storie inscritte nelle geografie dell’autunno romano a cura di Urban Experience. Si attraverserà la città per ripercorrerne le tappe della sua storia con azioni come i walkabout, format di esplorazione partecipata che utilizzano i media radiofonici e web per attivare quelle dinamiche interattive di cui è alimentato il performing media storytelling. Tra i primi appuntamenti: mercoledì 6 alle 11.00 al Centro per “senzafissadimora” Binario95 e poi nei dintorni della stazione Termini il walkabout A casa dei senza casa e alle 17.00, al Pigneto davanti allo Sportello Unico dedicato alla popolazione migrante, il walkabout Le geografie romane di Mokodu, artista senegalese alla scoperta delle opere da lui realizzate; giovedì 7 alle 11.00 sarà l’IPSEOA “Tor Carbone” (Via di Tor Carbone 53) il protagonista di IR. Da nido d’amore di Ingrid e Roberto a Scuola Alberghiera (all'interno dell'Istituto e del suo parco), un walkabout sulla storia d’amore degli amanti più noti al mondo, si proseguirà alle ore 16.00  con Salute! #EntrareFuori la società che si cura al parco Santa Maria della Pietà, ex manicomio oggi Parco della Salute e del Benessere; alle 17.00 il walkabout La zona per conoscere il Laboratorio Centrale della Croce Rossa Italiana, un luogo di assistenza e d’innovazione sociale nel parco di via Ramazzini; il weekend proseguirà sabato 9 alle ore 11.00 a Piazza dei Mirti con il walkabout Centocè alla scoperta del laboratorio urbano di Centocelle, nato con l’obiettivo di progettare modelli di economia circolare per una produzione e un consumo più sostenibile.

È in corso una call to action, nell’ambito dell’evento mostra 3D: Souvenir digitali di Jacopo Truffa a cura di Sala 1 Associazione Culturale. I partecipanti dovranno realizzare una o più fotografie di elementi che, a loro modo, evidenziano la bellezza della città. Unico requisito: immaginare come queste immagini possano diventare sculture di dimensioni e colori variabili, potenzialmente replicabili all’infinito grazie alla tecnologia della stampa 3D. Nel periodo compreso tra il 23 novembre e il 1 dicembre, queste immagini verranno rielaborate e stampate in 3D dall’artista Jacopo Truffa, il quale procederà a inserirle all’interno del percorso espositivo visitabile dal 2 dicembre al 15 febbraio presso la sede di Sala 1 in piazza di Porta San Giovanni 10.

Dal 5 novembre al 1 dicembre 2019 l’Associazione Culturale Canova22 in collaborazione con DARS – Danza Arte Roma Studio proporrà Danzavisioni, progetto innovativo di formazione per la produzione di videodanza articolato in workshops, performance di danza, produzione di audiovisivi e installazioni ambientali temporanee. Si partirà dall’esplorazione di archeologie periferiche poco note, come la sorgente dell’Acquedotto dell’Acqua Vergine (Colle Prenestino) per riportarle a nuova vita in maniera originale e dinamica, seguendo il percorso dell’acqua. Tra i primi appuntamenti: dal 5 al 7 novembre nel Dars Centro Danza workshop e lavoro di creazione delle performances, si proseguirà l’8 novembre con la registrazione del backstage con il pubblico dei giovani delle scuole, il 9 novembre, sempre presso il Dars Centro Danza, si terranno le prove aperte delle creazioni realizzate e il 10 novembre, a chiudere la prima fase di lavoro, la registrazione video delle performances. L’11 novembre darà il via a Cinedans dance and camera workshop, un corso per l’uso delle tecnologie che proseguirà anche nella giornata del 12 novembre con una mattinata di sperimentazione coreografica e un pomeriggio dedicato ai software.

Fino al 1 dicembre si potrà assistere nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica alla tappa romana dell’installazione di Alfredo Pirri Compagni e Angeli a cura della Fondazione Gramsci di Puglia. Il lavoro di Pirri che dopo Roma approderà a Turi, in provincia di Bari, e nel giardino del Ministero della Cultura della Repubblica Albanese a Tirana, è dedicato ad Antonio Gramsci e trae ispirazione da “La rosa di Turi”, un brano del gruppo musicale pugliese Radiodervish, a sua volta ispirato a una lettera che Gramsci scrisse nel 1929 dal carcere di Turi. Il lavoro realizzato a Roma - un “muro di confine” ottenuto dalla proiezione ideale della congiunzione dei muri laterali alle scale - rifletterà sul concetto di confine, che mai come oggi è al centro dello scenario geopolitico internazionale.

In programma anche i primi appuntamenti della XVIII edizione della manifestazione Trend – Nuove frontiere della scena britannica, la rassegna a cura del Teatro Belli di Antonio Salines srl (fino al 21 dicembre) che porta alla ribalta i lavori di attori e registi affermati affiancati da quelli di giovani ed esordienti della drammaturgia contemporanea inglese. Nei prossimi giorni sul palco del Teatro Belli lo spettacolo Box Clever di Monsay Whitney (5 e 6 novembre) con Gaia Insenga per la regia di Giorgina Pi; The Garden di Zinnie Harris con Lorenzo Lavia e Arianna Mattioli per la regia di Lorenzo Lavia (8, 9 e 10 novembre); An intervention / Un intervento di Mike Bartlett con Gabriele Benedetti e Rita Maffei per la regia di Fabrizio Arcuri (11, 12 e 13 novembre). Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.00.

Anche la musica sarà da subito protagonista con il Roma Jazz Festival “No Borders” organizzato da International Music Festival Foundation fino al 1 dicembre presso l’Auditorium Parco della Musica, la Casa del Jazz, i club Monk e Alcazar e il Teatro del Lido di Ostia. Il programma di quest’anno che avrà per sottotitolo Migration and integration, porrà l’accento sull’irresistibile spinta che il jazz riesce ancora ad avere nel combattere vecchie e nuove forme di esclusione e nel creare occasioni di incontro e confronto fra le persone. Tra i prossimi artisti ad andare in scena Big Fat Orchestra sabato 9 novembre alla Casa del Jazz e Archie Shepp l’11 novembre all’Auditorium Parco della Musica.

Il mondo del virtuale sarà invece protagonista tutti i giorni dal 5 al 9 novembre dalle 14 alle 24 all’ex Caserma Guido Reni, con Virtual Reality Experience a cura dell’Associazione culturale Iconialab, il primo appuntamento internazionale in Italia interamente dedicato a VR/AR/XR: le sigle della tecnologia e del linguaggio immersivo che stanno cambiando il futuro, dalla scienza all’arte, dalla medicina alla musica e al cinema, dalla comunicazione al mondo aziendale. In ciclo continuo per cinque giorni incontri, talk e live performance. 22 le opere in concorso provenienti dalle selezioni ufficiali dei maggiori festival cinematografici internazionali; mercoledì 6 novembre il talk Realtà virtuale e aumentata per nuovi scenari di business, giovedì 7 Leonardo Da Vinci Experience e alle 20.30 teatro in VR con Segnali d’allarme – La mia battaglia, scritto e diretto da Elio Germano; venerdì 8 alle 20.30 la proiezione di Antropocene - L’epoca umana di  Edward Burtynsky, Jennifer Baichwal, Nicholas de Pencier; il 9 novembre chiude il programma la live performance VJ/SET Secretshow di Andrea Marinelli.

Si intitola Alla fine della città la manifestazione a cura dell’Associazione Ti con Zero che proporrà ai cittadini una serie di narrazioni e viandanze alla scoperta di Roma, dalla periferia al centro storico. Fino al 29 novembre si alterneranno pedalate esplorative, appuntamenti itineranti fra danza, reading e narrazione, pedalate culturali arricchite da azioni performative e una narrazione di arte figurativa realizzata da un gruppo di artisti e illustratori. Tra i prossimi appuntamenti il reading I cantaglorie di e con Gian Paolo Ormezzano, Maurizio Cardillo e l’accompagnamento musicale di Alessandro D’Alessandro, venerdì 8 novembre alle 18 al Museo Napoleonico e, domenica 10 novembre alle 9.30, la pedalata, nel centro di Roma a cura di Fiab – BiciLiberaTutti condotta da Beatrice Galli e Giovanni Palozzi con partenza dalla fermata della metro Circo Massimo (lato Fao) fino al Museo Napoleonico.

Dal 9 novembre al 15 dicembre si svolgerà Scegli il Contemporaneo - Ti racconto Roma, progetto a cura di Senza Titolo srl, manifestazione con un ricco programma di visite guidate, visite animate con attività laboratoriali nei musei, nelle gallerie e negli studi d’artista nella città di Roma. Gli artisti saranno speciali narratori che, con storici dell’arte, mediatori culturali e curatori, condurranno il pubblico alla scoperta della scena artistica contemporanea di Roma mettendo in relazione il proprio vissuto con la storia dei luoghi, le opere d’arte e l’architettura. Si visiteranno alcuni studi di artisti per ascoltare i loro racconti e svolgere attività laboratoriali per bambini e genitori. Primo appuntamento sabato 9 novembre alle ore 16 con la visita allo studio dell’artista Giuseppe Pietroniro. Adulti e bambini potranno conoscere l’artista, scoprire curiosità e aneddoti del suo lavoro e partecipare ad un’attività laboratoriale collettiva per sperimentare tecniche e linguaggi.

Sarà un viaggio itinerante nell’arte contemporanea l’evento Sos Mondo dell’Associazione di Promozione Sociale Spazi all’Arte in programma fino al 31 dicembre. I temi del cambiamento, dell’innovazione tecnologica, della globalizzazione, del cambiamento climatico e dell’attenzione verso la sostenibilità e la preservazione del Pianeta Terra saranno interpretati in opere di videoarte, pittura, danza, fotografia, scultura, street art, disegno, musica, happening corredate da scienza e letteratura in luoghi come la Casa del Mare, il Teatro del Lido, il Porto di Roma, il Liceo Democrito e il sottopasso del Viadotto Zelia Nuttal. Prossimo appuntamento domenica 10 novembre al Teatro del Lido la giornata conclusiva del Concorso Letterario Nazionale di Ostia 500 Parole dal titolo Letteratura e cambiamento. In programma una performance dell’artista F. Li Vigni, un’esibizione di danza contemporanea a cura di Aim, la presentazione del libro L’amurusanza di Tea Ranno e l’intermezzo musicale Performance Originale e Sperimentale: Il jazz incontra la lirica con Danielle Di Majo e Laura Teofani.

Si comincerà sabato 9 novembre alle ore 17 con le prove aperte dell’azione coreografica Best Seller di Marco D’Agostin la terza edizione di Inside Out Contemporary Dance 2019 a cura di Balletto di Roma Scarl, che intende proporre nuove modalità di fruizione per gli spettatori realizzando eventi di cultura individuale e partecipativa. Accingendosi a festeggiare nel 2020 i 60 anni dalla sua fondazione, con questa edizione il Balletto di Roma “aprirà” dal 9 novembre al 19 dicembre la struttura al pubblico donando al territorio del Municipio XIII della Capitale un luogo di cultura inedito ed eccezionale.

Dal 9 novembre al 21 dicembre sarà in programma la manifestazione PubbliCittà a cura di Filosofia in Movimento in partnership con Kappabit. L’iniziativa, inserita nel contesto delle attività di ricerche portate avanti dal collettivo di studiosi ed accademici provenienti da tutta Italia, avrà come tema centrale il rapporto tra parola e immagine. Sarà indagato a partire dall’esperienza della Neoavanguardia italiana, nella fattispecie della Poesia Visiva attraverso la filosofia, le arti visive, la sociologia e il teatro, in un fitto calendario di eventi costellato di incontri, workshop, azioni artistiche ed eventi sul territorio. Primo appuntamento sabato 9 novembre con la conferenza di apertura dal titolo Neoavanguardia italiana. Il ruolo della parola. Alle ore 10.30 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi Tor Vergata, Lamberto Pignotti si confronterà con Tomaso Binga. A moderare l’incontro Antonio Cecere.

Fino al 31 dicembre Musica, Teatro e Danza: Contemporanee fusioni a cura di Opera in Roma, il festival interdisciplinare che mira ad accrescere la consapevolezza estetica dell’arte musicale, teatrale e coreutica del ventunesimo secolo e a far conoscere il linguaggio innovativo prodotto in ambito nazionale e internazionale attraverso le rappresentazioni di opere contemporanee e alla realizzazione, in prima mondiale, di nuove produzioni commissionate per il festival. L’attività artistica sarà affiancata, inoltre, da seminari e workshop condotti dagli stessi compositori, autori e registi con il fine di chiarire le intenzioni e le pieghe più profonde della creatività artistica. Si comincerà sabato 9 novembre dalle 9.30 alle 20.00 al Circolo Sportivo La Ferratella con Free Dance, il workshop di danza contemporanea, acrodance, fusion, hip hop tenuto da Minea Todero De Mattia. Il 10 novembre alle 18.30 all’ex caserma Guido Reni il Concerto fusione contemporanea: da The Wall dei Pink Floyd alla Nona Sinfonia di Beethoven diretto da Pier Giorgio Dionisi.

Dall’11 novembre al 19 dicembre l’Associazione Trousse coinvolge il territorio della periferia di Roma Est in un percorso di cittadinanze attiva. Obiettivo periferie. Futuro Innovazione Partecipazione sarà un viaggio nelle periferie concrete e ideali del mondo attraverso azioni performative, esplorazione delle nuove tecnologie, produzione di nuove opere site specific. Un excursus che si prefigge lo scopo di costruire, raccontare e rappresentare l’oggi e il domani di una periferia. Tra gli eventi anche incontri nazionali e internazionali di cinema, incontri di carattere scientifico, laboratori di visual reality, di street art e bookcrossing.

Dal 13 al 16 novembre Prenestepop Srl presenterà la prima edizione di Indaco Fest 2019 negli spazi di Largo Venue.  L'arte incontrerà la creazione contemporanea, attraverso sperimentazioni, residenze d'artista, performance, provocazioni culturali, concerti. I linguaggi esplorati saranno quelli del teatro d'avanguardia, la danza contemporanea, le arti visive e i nuovi media, la musica sperimentale ed elettronica e il clubbing di qualità. Nella giornata inaugurale prevista per mercoledì 13 novembre ci saranno, nelle aree espositive a partire dalle 19, le proiezioni dei corti e dei video partecipanti ad Indaco VideoArt Contest e l’esposizione delle opere dell’artista Paolo Maccari. All’interno della Main Room – Rumah, sempre dalle 19, altre proiezioni nell’ambito di Indaco VideoArt Contest con DjSet di Georgia Lee e dalle 22 il live di Twittering Machine, con Pasquale Passaretti, Loredana Antonelli e Lady Maru.

Si svolgerà dal 13 novembre al 21 dicembre, il 56° Festival di Nuova Consonanza, a cura dell’Associazione Nuova Consonanza, intitolato quest’anno Musica e pensiero / Musica è pensiero. Un festival multiforme con più di venti appuntamenti quasi tutti improntati all’interazione tra musica e fatti visivi o testuali. Si rifletterà, in maniera originale e creativa, sul pensiero speculativo che è alla base del fare musica, ripercorrendo e reinterpretando le posizioni di alcuni importanti pensatori, da Giordano Bruno a T. W. Adorno, da Luciano di Samosata a Claude Levi-Strauss. In piena luce è il titolo che mercoledì 13 novembre al Mattatoio (ore 21) aprirà il festival. Una serata omaggio alle giornaliste inviate sul fronte di guerra che vedrà sul palco la giornalista Laura Silvia Battaglia, insieme al mezzosoprano Monica Bacelli, la pianista Luisa Prayer e la giovane violinista Misia Sophia Jannoni Sebastianini, coadiuvate dalla messa in scena di Silvia Alù.

FuturaMemoria, prodotto da Spellbound con la direzione artistica di Valentina Marini, apre, fino al 28 novembre, i luoghi del municipio V al confronto e alla riflessione sui temi dell’inclusione e della memoria. Dal Teatro Biblioteca Quarticciolo a La Pecora Elettrica, passando per il Mercato Villa Gordiani, il programma sarà una riflessione sul rapporto tra cultura africana e occidentale, tra integrazione e identità. Il 13 novembre alle ore 21.00 al Teatro Biblioteca Quarticciolo sarà in scena lo spettacolo sul colonialismo italiano Acqua di colonia della Compagnia Frosini/Timpano, l’evento sarà accompagnato dal laboratorio di visione VEDERE VICINI a cura di Casa dello Spettatore: un incontro propedeutico alle ore 18.00 e uno alle 22.30 per sintetizzare le impressioni intorno all’esperienza appena vissuta.

ALTRI APPUNTAMENTI FINO AL 31 DICEMBRE:

ARTE

Fino al 6 gennaio al Palazzo delle Esposizioni, a cura dell’Azienda Speciale Palaexpo, le mostre La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium, con annesse attività laboratoriali (24 novembre e 22 dicembre 2020 – dalle 11 alle 13); Katy Couprie. Dizionario folle del corpo; Sublimi anatomie e Tecniche d’evasione. Strategie sovversive e derisione del potere nell’avanguardia ungherese degli anni ’60 e ’70. Sempre l’Azienda Speciale Palaexpo al Macro Asilo fino al 30 novembre una residenza dell’artista israeliano Yuval Avital dal titolo Icon-Sonic Postcards - Postcards from Rome Sempre al Macro Asilo ricco calendario di lezioni e incontri con importanti personalità del mondo dell’arte, della cultura e della filosofia.

Promosse dalla Sovrintendenza Capitolina ai beni culturali, invece, le mostre Sergio Monari. Rifrazioni dall’antico fino al 6 gennaio 2020 al Casino Nobile dei Musei di Villa Torlonia; Photo Iila. XI edizione Premio Iila-Fotografia - Uguaglianza di Genere fino al 24 novembre al Museo di Roma in Trastevere;  l’installazione di Sàndor Vàly dal 28 novembre alla Galleria d’Arte Moderna; Un-forgettable childhood dal 13 dicembre al 16 febbraio al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese; Ponte di conversazione con Paolo Aita sempre al Museo Bilotti dal 20 dicembre al 23 febbraio.

Per Romaeuropa festival, installazione Primative Primavere dei Quiet Ensemble dal 7 novembre nella Sala Santa.

Dal 25 al 27 novembre la sede Rufa Pastificio Cerere, nel quartiere San Lorenzo, ospiterà la mostra multimediale Flâneur Roma. Rome will tear us apart – Flâneur 2.0 a cura di Rome University of Fine Arts.

CINEMA

Dalla fine di ottobre, nell’ambito della mostra La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium al Palazzo delle Esposizioni la rassegna cinematografica con proiezioni gratuite L’inventore di illusioni, a cura dell’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale.

A cura di Le Bestevem Associazione Culturale, il concorso per aspiranti cineasti The 48 Hour Film Project, fino al 26 novembre.

MUSICA

Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia proporrà dal 21 al 23 novembre per la Stagione Sinfonica 2019-2020 l’Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da David Afkham e per la Stagione da Camera 2019-2020 il 13 novembre alle ore 20.30 autori ed esecutori del panorama musicale contemporaneo italiano.

Tre saranno invece gli eventi proposti dalla Fondazione Musica per Roma. il 7 novembre alle ore 21 all’Auditorium Parco della Musica il Ritratto di Ivan Fedele eseguito dal Parco della Musica Contemporanea Ensemble diretta da Tonino Battista; il 17 novembre alle ore 21 con il Ritratto di Louis Andriessen, sempre in compagnia del Parco della Musica Contemporanea Ensemble; il sabato 21 dicembre alle ore 21 lo spettacolo Pink Sonic.

Per Romaeuropa festival il 10 novembre, alle ore 21, nella Sala Santa Cecilia, Bryce Dessner (The National), Katia e Marielle Labéque, David Chalmin si esibiranno in Minimalist Dream House Quartet.

TEATRO

L’Associazione Teatro di Roma presenterà al Teatro Argentina un progetto su Primo Levi con gli spettacoli Se questo è un uomo (dal 5 al 17 novembre); Il sistema periodico (11 novembre) e Se questo è Levi (22-24 novembre). Nello spazio del Teatro India, dal 3 al 15 dicembre di scena lo scrittore e regista Davide Enia con lo spettacolo L’abisso. Sul palcoscenico del Teatro Biblioteca Quarticciolo saranno in scena gli spettacoli Il ringhio della via lattea di Bonn Wark (16 novembre alle ore 21), Yorick [Reloaded] – un Amleto dal sottosuolo lo spettacolo di Leviedelfool (29 e 30 novembre alle ore 21). Al Teatro Villa Pamphilj, invece, si terrà il laboratorio teatrale Danza il tuo clown di Gigi Capone sabato 16 e domenica 17 novembre dalle ore 14 alle 19; il Laboratorio di drammaturgia contemporanea (dal 4 al 7 dicembre, tutti i giorni dalle ore 10.30 alle 17 e l’incontro Effetto Terra – Science Fiction di Effetto Joule (15 dicembre dalle ore 11.30 alle 13). Eventi anche al Teatro del Lido di Ostia che proporrà lo spettacolo Dirty Paky Lingerie di e con Aizzah Fatima (15 novembre alle ore 11 e il 16 novembre alle ore 21) e la tredicesima edizione di Teatri di vetro (dal 9 al 15 dicembre).

Altra manifestazione teatrale Oscillazioni a cura dell’Associazione Culturale Il triangolo scaleno (fino al 22 dicembre) inserita all’interno di Teatri di Vetro. Festival delle arti sceniche contemporanee 13° edizione. Si alterneranno nelle location del Teatro India, del Teatro del Lido di Ostia e della Biblioteca Guglielmo Marconi numerosi dialoghi, confronti e sessioni di lavoro con gli artisti della scena contemporanea

La Fondazione Teatro dell’Opera di Roma dal 21 al 24 novembre proporrà al Teatro Nazionale lo spettacolo Un romano a Marte diretto da John Axelrod (giovedì 21 ore 19, venerdì 22 ore 20, sabato 23 ore 18, domenica 24 ore 16.30).

Il 7 e l’8 dicembre l’associazione culturale Tuttoteatro.com presenterà al Teatro India la fase conclusiva dei Premi Tuttoteatro.com con spettacoli, performance, mostre e video installazioni. Due giornate per conoscere e approfondire le sette nuove produzioni finaliste della XIII edizione del “Dante Cappelletti”.

DANZA

Per Romaeuropa festival, il 9 e il 10 novembre alle ore 10, 16 e 19 sarà di scena l’arte circense con lo spettacolo Zenith e Nadir. Il 17 novembre alle ore 16 e alle ore 21 all’Auditorium Parco della musica, andrà invece in scena Rambert, Merce Cunningham, Philip Selway, Gerhard Richter – Rambert Event.

A cura dell’Associazione Teatro di Roma il 9 novembre alle ore 21 e il 10 novembre alle ore 18 andranno in scena al Teatro Biblioteca Quarticciolo gli spettacoli Clavos e Animali. Sul litorale, all’interno del Teatro del Lido di Ostia, sarà di scena domenica 17 novembre alle ore 18, la Compagnia Giovanile In-Bilico con Codice a barre.

ESPLORAZIONI

Sempre nell’ambito di Romaeuropa festival, dall’8 al 10 novembre, al Teatro Vascello, il musicista Riccardo Nova e Giacomo Costantini, con la compagnia Quattrox4 e il Festival Milano Musica, costruiranno lo spettacolo Riccardo Nova – Giacomo Costantini | Dall’alto. Dramma musicale circense. (Venerdì 8 ore 21, sabato 9 ore 16 e ore 21, domenica 10 ore 11 e ore 17).

Dal 15 novembre al 15 dicembre Margine Operativo presenterà Ai confini dell’arte, un progetto crossdisciplinare sulle linee di confine tra performing art, street photography, musica, fumetti, video all’interno del centro giovanile Batti il tuo tempo Evolution e nella Biblioteca Interculturale Cittadini del mondo (VII Municipio)

Dal 22 novembre all’1 dicembre si svolgerà la prima edizione di Resurface - Festival di sguardi postcoloniali, curato da Associazione Culturale Chiasma, in sinergia con Routes Agency_Cura of contemporary Arts di Roma. Attraverso un nutrito programma di performance, installazioni, mostre, pratiche partecipative, proiezioni video e filmiche, affiancate da momenti di approfondimento e dibattiti il festival proporrà possibili riletture su concetti come identità, diversità, modernità, canone, stereotipo e conflitto.

Il 23 e 24 novembre nello Spazio Rossellini, inaugurato di recente, l’Associazione Culturale Controchiave presenterà La Via Semantica - Ostiense: palcoscenico di storie, progetto per raccontare le caratteristiche del quartiere e portare in superficie l’esperienza artistica delle realtà del territorio.

Dal 29 novembre al 7 dicembre le forme d’arte legate alla luce animeranno il quartiere di Centocelle durante Fotonica, il festival a cura di Flyer srl – Impresa sociale dedicato alle Audio Visual Digital Arts.

Dal 2 al 31 dicembre in programma Contemp-Humanity // visioni e narrazioni, a cura di Associazione Culturale Valdrada, con eventi di drammaturgia contemporanea, teatro urbano, stand up comedy, psicoterapia performativa, danza urbana, teatro di figura.

Partendo dall’esperienza di Corviale Urban Lab, sabato 7 e domenica 8 dicembre, l’Associazione culturale Artmosfera proporrà un progetto innovativo sulle arti urbane contemporanee con Corviale Buskers Festival.

PREMI

Altra importante iniziativa il Premio Biblioteche di Roma a cura dell’Istituzione Biblioteche di Roma. All’interno di 30 circoli di lettura delle biblioteche, 2 circoli del carcere di Rebibbia, 2 circoli universitari e 5 Bibliopoint saranno presentati i 12 candidati di questa edizione (6 per narrativa e 6 per la saggistica)

Al Mattatoio, altro spazio curato dall’Azienda Speciale Palaexpo, si terrà invece fino al 13 novembre la dodicesima edizione del Talent Prize, un premio dedicato all’arte contemporanea ideato da Inside Art.

Le date delle manifestazioni sono suscettibili di variazione

Il programma completo e gli aggiornamenti su tutte le manifestazioni in programma si possono consultare sul sito www.contemporaneamenteroma.it, sull’account social CulturaRoma su Facebook, Twitter e Instagram o al call center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9-19). L’hashtag ufficiale della rassegna è #contemporaneamenteroma.

Scienza, il DNA dalle ossa svela migrazioni e diversità nella Roma antica

Uno studio di un gruppo di ricerca del Servizio di Bioarcheologia del Museo delle Civiltà ha svelato l'ampia diversità genetica già al tempo delle origini di Roma, con individui aventi antenati provenienti da Nord Africa, Vicino Oriente e regioni del Mediterraneo europeo.

Edward Bruce, The Appian Way, 1929 



Migrazioni, diversità e inclusività hanno caratterizzato la millenaria storia di Roma e del suo territorio circostante. Questo è quanto emerge dalla ricostruzione genetico-storica, appena pubblicata sulla prestigiosa rivista Science, a cui hanno partecipato i ricercatori del Servizio di Bioarcheologia del Museo delle Civiltà.

Lo studio è stato condotto da un team internazionale composto da genetisti, bioinformatici, antropologi, archeologi e storici, coordinato da ricercatori dell'Università di Stanford, dell'Università di Vienna e della Sapienza Università di Roma. I dati del DNA antico, su 127 individui da 29 siti archeologici, hanno permesso di descrivere l'origine, i flussi migratori e i cambiamenti – degli antichi Romani e degli abitanti delle regioni italiane limitrofe – nel corso degli ultimi 12.000 anni sino all'epoca moderna. Si è ottenuto un quadro che racconta il divenire della Città Eterna da una nuova prospettiva, confermando ma soprattutto arricchendo quanto avevamo appreso dalle fonti, dagli archivi e dalle ricerche archeologiche.

I risultati dall'analisi dei campioni più antichi concordano con quanto già osservato in molte altre regioni europee: circa 8000 anni fa l’area, già popolata da cacciatori-raccoglitori, si arricchisce della presenza di agricoltori di origine mediorientale; successivamente, tra 5.000 e 3.000 anni fa, vede l’arrivo di popolazioni dalla steppa ucraina.

Con la nascita di Roma e il costituirsi dell’Impero Romano, la variabilità genetica cambia e incrementa ulteriormente. Per questo momento, il DNA “legge” arrivi dai diversi territori dell’impero, con una predominanza dalle aree mediterranee e soprattutto dal Vicino Oriente. Gli eventi storici segnati dalla scissione dell’Impero prima e dalla nascita del Sacro Romano Impero comportano un afflusso di ascendenza dall'Europa centrale e settentrionale.

"L'analisi del DNA ha rivelato che, mentre l'Impero Romano si espandeva nel Mar Mediterraneo, immigranti dal Vicino Oriente, Europa e Nord Africa si sono stabiliti a Roma, cambiando sensibilmente il volto di una delle prime grandi città del mondo antico”, riporta Pritchard, membro di Stanford Bio-X.

“Non ci aspettavamo di trovare una così ampia diversità genetica già al tempo delle origini di Roma, con individui aventi antenati provenienti dal Nord Africa, dal Vicino Oriente e dalle regioni del Mediterraneo europeo", aggiunge Ron Pinhasi, professore di Antropologia Evolutiva all'Università di Vienna e uno dei senior authors insieme a Jonathan Pritchard, professore di Genetica e Biologia all’Università di Stanford e ad Alfredo Coppa, professore di Antropologia Fisica della Sapienza Università di Roma.

"Per la prima volta uno studio di così grande portata è applicato alla capitale di uno dei i più grandi imperi dell'antichità, Roma, svelando aspetti sconosciuti di una grande civiltà classica", dichiara Alfredo Coppa.

"Assistiamo al coronamento di 30 anni di ricerche del Museo sull'antropologia dei Romani e un nuovo tassello si è aggiunto alla comprensione di quella società così complessa ma per molti versi ancora così misteriosa" aggiungono Alessandra Sperduti e Luca Bondioli del Museo delle Civiltà di Roma.

Lo studio su Roma è stato affrontato con le più moderne tecnologie per il DNA antico che questo gruppo di ricerca utilizza da oltre un decennio, allo scopo di chiarire dettagli non leggibili nel record storico, ha affermato Pritchard. "I documenti storici e archeologici ci raccontano molto sulla storia politica e sui contatti di vario genere con luoghi diversi – ad esempio commercio e schiavitù – ma quei documenti forniscono informazioni limitate sulla composizione genetica della popolazione". “I dati sul DNA antico costituiscono una nuova fonte di informazioni che rispecchia molto bene la storia sociale di individui di Roma nel tempo", afferma Ron Pinhasi. "Nel nostro studio ci siamo avvalsi della collaborazione e del supporto di un gran numero di archeologi e antropologi che, aprendo per noi i loro archivi, ci hanno permesso di inquadrare e interpretare meglio i risultati ", aggiunge Alfredo Coppa.

"Ora è il tempo di affrontare nuovi studi che guardino entro l'Impero Romano all'interazione di gruppi di diversa estrazione sociale, includendo non solo i movimenti di specifici popolazioni da regioni diverse ma anche la mobilità sociale sia nelle provincie sia al centro" dice Ron Pinhasi. "E, inoltre, a meglio comprendere le relazioni con i popoli pre-romani dell'Italia" aggiunge Alfredo Coppa.

venerdì 8 novembre 2019

Mercurio Balla davanti al sole, un raro fenomeno celeste visibile al Museo Carlo Billotti

Un evento speciale al Museo Carlo Bilotti per osservare il transito di Mercurio sul Sole con gli astronomi del Planetario di Roma Capitale. Ingresso libero fino a esaurimento posti.






Nel pomeriggio di lunedì 11 novembre 2019 si verificherà il fenomeno celeste più raro del 2019: un passaggio del pianeta Mercurio davanti al disco del Sole. Per consentire a tutti di seguire comodamente l’evento, che non si ripeterà più fino al 2032, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali dà appuntamento al pubblico nella splendida cornice del Museo Carlo Bilotti a Villa Borghese per l’evento “Mercurio Balla Davanti al Sole”.

L’evento, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza ai Beni Culturali, ed è a cura della Direzione Ville, Parchi Storici e Musei Scientifici della Sovrintendenza Capitolina e di Gabriele Catanzaro, Giangiacomo Gandolfi, Stefano Giovanardi e Gianluca Masi, astronomi del Planetario di Roma Capitale. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.

Fra le collezioni di de Chirico, mediante speciali telescopi solari allestiti sulla terrazza del Museo Bilotti, gli astronomi del Planetario di Roma faranno da guida all’osservazione del transito di Mercurio dalle ore 13.30 alle 17.00, dall’inizio del fenomeno fino al tramonto.

L’inusuale collocazione dell’evento al Museo Bilotti deriva da un importante accostamento che proprio i transiti di Mercurio offrono con l’arte, in particolare con la pittura futurista: uno dei suoi più celebrati esponenti, Giacomo Balla, trasse ispirazione da un transito del pianeta, che personalmente osservò nel 1914, per dipingere uno dei suoi capolavori intitolato appunto “Mercurio passa davanti al Sole”, da cui il titolo dell’evento in programma.

L’occasione sarà propizia per approfondire da un lato gli aspetti scientifici più rilevanti del fenomeno dei transiti planetari, che dal sistema solare proietta l’indagine scientifica addirittura verso i pianeti extrasolari, e dall’altro le sue relazioni meno note con la rappresentazione dei fenomeni celesti nell’arte, prendendo spunto in particolare proprio dal quadro di Balla.

Durante il corso dell’evento, gli astronomi del Planetario presenteranno quattro brevi conferenze della durata di 20 minuti ciascuna, per approfondire in ognuna di esse i diversi motivi d’interesse del transito di Mercurio, secondo il seguente programma:

-         ore 14.30 “Un’ombra davanti al Sole” di G. Catanzaro (per bambini dai 5 ai 12 anni);

-         ore 15.00 “La scienza dei transiti planetari, da Keplero a Kepler” di S. Giovanardi;

-         ore 15.30 “Mercurio in controluce” di G. Masi;

-         ore 16.00 “Astri e fenomeni celesti nell’arte” di G. Gandolfi.

L’allestimento sarà completato da un’installazione in cui un software astronomico simulerà in tempo reale lo svolgimento del transito, così da offrire ai visitatori la possibilità di seguire gli sviluppi dell’evento anche in caso di cielo nuvoloso.



Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese
Viale Fiorello La Guardia, 6 - Roma
Dalle ore 13.30 alle 17.00
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
In caso di maltempo non si svolgeranno le osservazioni ai telescopi.
Info: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00)
www.museocarlobilotti.itwww.planetarioroma.it

sabato 2 novembre 2019

Harmonia est discordia concors. Franchino Gaffurio: educazione musicale e trionfo estetico della polifonia vocale

Compositore, teorico musicale ed eccelso umanista, Franchino Gaffurio visse a cavallo fra i secoli XV e XVI e per circa mezzo millennio illuminò l'universo musicale nel momento supremo della polifonia vocale. Con il trattato Angelicum ac divinum opus musicae, il perfectus musicus, sviluppa il concetto di armonia regalandoci un modello storico-culturale di educazione musicale.






Franchino Gaffurio, fu una personalità chiave della trattatistica musicale ed attore partecipe del rinnovamento della cultura e dei metodi d'indagine attuati durante il Rinascimento. Si distinse per aver portato l'alta concezione della musica sulla terra, affrancandone completamente il pensiero estetico di matrice boeziana, ossia di carattere spiccatamente speculativo, sviluppando il concetto di armonia come disciplina che si occupa di stabilire le leggi che governano la verticalità dei suoni. Nei suoi trattati, di vastissima risonanza, egli affronta con spirito critico, lo studio del linguaggio sonoro ed investiga il fenomeno musicale puntando all'emancipazione sia dell'aspetto armonico sia di quello strettamente contrappuntistico.

Harmonia est discordia concors. Così Franchino Gaffurio apre ai suoi discepoli nel 1508 l’Angelicum ac divinum opus musicae, riproponendo l’antica tesi mutuata dal sapere pitagorico che l’armonia risulta non dall'accordo di due toni, ma da consonanze ineguali, vale a dire 3:4 e 2:3, intese come le proporzioni degli intervalli di quarta e di quinta che insieme formano un’ottava. E' Filolao a dire che l’armonia trae origine, nella sua completezza, da elementi discordi, che andrebbero anche interpretati come: voci, accordature, altezze, ritmi, tempi e strumenti musicali nella gamma delle loro molteplici possibilità e combinazioni funzionali. 

Anche Orazio, in Epistole, scrive: quid velit et possit rerum concordia discors (I, 12,19), cioè, quale sia il significato e il potere dell’armonia discorde delle cose, riferendosi alle teorie di Empedocle che concepiva l’universo come perpetua lotta fra due principi contrari: Amore e Discordia. La musica tra i Pitagorici era allo stesso tempo il simbolo dell'armonia cosmica e un mezzo per raggiungere l'equilibrio interno nello spirito stesso dell'uomo. Come accennato, Gaffurio, affranca il pensiero estetico di Boezio, dal quale trae i fondamenti della teoria musicale. Con il suo trattato De institutione musica, il filosofo romano traduce il sistema greco antico di organizzazione dei suoni in precisi rapporti proporzionali nell'ambito di una scala musicale, poi riadattata alle esigenze della classificazione modale delle melodie gregoriane. Nel medioevo la struttura ordinata del cosmo, risuona di fatto anche nel canto liturgico che, oltre a essere una della principali vie di ascesa verso la ‘casa del Padre’, realizza il cor unum et anima una (Atti degli Apostoli) proprio della concordia, ossia la consonanza dei cuori (cum-cordis).

La discordia concors di Franchino Gaffurio nel pensiero cinquecentesco viene considerata non soltanto come la più nobile forma di musica, ma anche strumento capace di adattarsi a qualsiasi bisogno estetico e che troverà il suo trionfo nel massimo splendore della polifonia vocale con la verticalità del canto a più voci, una evoluzione armonica che prese piede da un’esigenza artistica analoga a quella che avvenne nella pittura con l’avvento della prospettiva.

La riflessione sull’armonia culminerà a fine Cinquecento con l’introduzione di un Dio non solo Geometra ma soprattutto Musico, per arrivare a concepire un modello armonico divino, che non elimina le differenze, rendendo tutto uguale ed omologato, ma che invece accoglie la polifonia delle differenze come solo il genio è capace di creare.

L'insegnamento della pratica del canto polifonico era un obiettivo specifico dell'attività educativa di Gaffurio. Nel Duomo di Milano organizzò la schola puerorum, richiedendo ai cantori una severa disciplina e una preparazione grammaticale oltre che musicale. Proprio a Milano pubblicò la revisione di Theorica Musicae e Practica Musicae, due trattati precedenti all'Angelicum, che ebbero grande diffusione e insieme contribuirono allo sviluppo di rigorose indagini filosofiche e scientifiche intorno alla musica. Con l’Angelicum ac divinum opus musicae, il perfectus musicus ci regala dunque un modello educativo fedele ai principi della scuola pitagorica e che compendia nel proprio sapere i diversi significati e livelli in cui si dipana la legge musicale del mondo, della quale la mente dell'educatore ne è il compimento.

Ma oltre all'aspetto del Franchino Gaffurio trattatista ed educatore è doveroso accennare anche quello di compositore, aspetto questo meno evidente. Se per circa mezzo millennio illuminò il pianeta musicale esclusivamente con i suoi trattati teorici, le sue composizioni, fatta eccezione per qualche meteorite occasionale erano sconosciute ai più. E Gaffurio continua a essere un Carneade, non solo per gli abituali frequentatori delle sale da concerto, ma anche per gli addetti ai lavori. Basti dare un occhio al numero di incisioni del musicista per constatare che la sua assenza rappresenta una vera e propria voragine nei cataloghi delle etichette discografiche, anche fra quelle più attente al repertorio della cosiddetta Early Music.

E' certo che l'oblio del musicista lodigiano nasce solo da pregiudizi, alcuni di vecchia data, come il fatto che un teorico difficilmente possa essere un buon compositore e quello del pregiudizio che se un musicista non è mai assurto agli onori della stampa un motivo ci sarà, oppure che i maestri del primo Rinascimento fossero i soli fiamminghi, irraggiungibili in quota e infine una certa miopia musicologica che da più di due secoli tende a considerare minori i maestri di cappella che abbiano indirizzato la propria produzione quasi esclusivamente al genere liturgico.

Nei Libroni dell'Archivio del Duomo, è racchiuso l'intero corpus della produzione musicale di Gaffurio con l'esclusione del materiale presente nel Codice Palatino 1158 di Parma e di due inni presenti nel ms. 871 di Montecassino. Il loro formato è detto di libro di coro, un formato noto già dalla metà del sec. XIII, e ancora ampiamente usato nel periodo della notazione mensurale bianca, qual è quello di Gaffurio, che si riferisce all'uso di note bianche (vuote) per i valori più lunghi al posto delle figure nere dell'epoca precedente. In questa tipologia ognuna delle parti di un brano polifonico è copiato separatamente, con le parti di superius e tenor sulla pagina sinistra e altus e bassus sulla destra. I libri erano posizionati su un alto leggio, a portata visiva di tutti i cantori, ma questi difficilmente leggevano da essi; più probabile che il libro servisse da riferimento visivo per ciò che già conoscevano, che avevano studiato cioè nelle ore di lezione, e che quindi fungesse soltanto da promemoria. Viceversa non si comprenderebbe come mai taluni brani recano degli errori di notazione che evidentemente i cantori automaticamente correggevano in fase di esecuzione. Questo sistema comunque rimarrà in uso per tutta la prima metà del sec. XVI, per essere poi soppiantato dai libri separati con le singole voci.

La produzione musicale di Gaffurio portò oltremodo una ventata di “italianità” dentro la grande ma arida arte contrappuntistica fiamminga, con una cantabilità delle linee melodiche e una più moderna semplicità della sovrapposizione polifonica, apportando nell'insieme delle parti una freschezza ammaliante, un sentimento che ha il suo senso proprio nel divenire della materia sonora. Attraverso questo nuovo orientamento armonico egli riuscì anche a vivificare il contrappunto, la cui costruzione trova esempi di sezioni approntate magistralmente. L'uso delle dissonanze tipico dell'epoca, con ritardi, anticipazioni, note sfuggite e note di passaggio, sono usate da Gaffurio con attenzione al loro effetto di tensione-riposo nel contesto sonoro nel quale sono inserite. Come si evince, il Gaffurio compositore pur utilizzando tutte le principali tecniche contrappuntistiche dei suoi contemporanei, era più interessato ad altri aspetti della composizione, che proprio in quegli anni cominciavano ad essere esplorati, quali una nuova attenzione all’intonazione del testo e una maggiore sperimentazione nel trattamento e nella combinazione delle voci.

Il XVI secolo sarà ricordato come il momento supremo della polifonia vocale. Accanto a nomi risonanti quali Palestrina e Orlando di Lasso, Giovanni Animuccia e Giovan Maria Nanino, Marcantonio Ingegneri e Ludovico da Victoria, tanto per citarne alcuni, un posto di assoluto merito spetta a Franchino Gaffurio che contribuì con spirito pionieristico e moderno ad innalzare al sommo magistero artistico la composizione della Messa e del Mottetto sacro vocale. L’opera del maestro di cappella del Duomo di Milano non rimarrà dimenticata.

venerdì 11 ottobre 2019

La grande musica nei Musei Civici

Apertura straordinaria serale dei Mercati di Traiano con i concerti a cura del Teatro dell’Opera di Roma. Proseguono inoltre sabato e domenica gli appuntamenti gratuiti con la musica classica della Roma Tre Orchestra al Museo Barracco e al Museo Carlo Bilotti.





Fine settimana all’insegna della grande opera lirica e della musica classica quello in arrivo il 12 e 13 ottobre all’interno dei Musei Civici. Le attività promosse da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e realizzate in collaborazione con le principali istituzioni culturali cittadine, partiranno in grande stile sabato 12 con l’apertura straordinaria serale dei Mercati di Traiano dalle ore 20 alle ore 24 in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma.

Al costo simbolico di un euro e gratuitamente per i possessori della MIC Card il pubblico potrà accedere al museo di via IV novembre per apprezzare i suoi spazi e le suggestive opere della mostra Mortali immortali, tesori del Sichuan nell’Antica Cina, lasciandosi accompagnare dalle più celebri arie liriche eseguite dalle voci di Rafaela Albuquerque (soprano), Domenico Pellicola (tenore), Timofei Baranov (baritono), e dalla pianista Elena Burova. Lo spettacolo dal titolo La storia, l’arte, la musica proporrà al pubblico, in diversi momenti della serata e in angoli differenti del museo, brani inconfondibili tratti da Don Giovanni di W.A. Mozart; da Roméo e Jiuliette di C. Gounod; da La traviata e da Rigoletto di G. Verdi; da Il barbiere di Siviglia di G. Rossini; da La bohème e da Edgar di G. Puccini. E ancora brani da Isabeau di P. Mascagni; da Aurora di E. Panizza  e il Tango Don Pedro di Á. Villoldo.

Un’occasione unica durante la quale i visitatori potranno inoltre partecipare, in diverse fasce orarie (20.15; 20.45; 21.00; 21.30; 21.45; 22.15; 22.30 e 23.00), a visite guidate gratuite per gruppi di 30 persone (max), fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Ma non sarà solo la musica operistica ad accompagnare il fine settimana dei Musei Civici. Accanto all’apertura serale dei Mercati di Traiano, entrerà nel vivo anche la stagione concertistica curata da Roma Tre Orchestra con il sostegno della Regione Lazio. Il programma musicale, parte integrante del Laboratorio di Linguaggio Musicale 2019, proporrà sabato 12 e domenica 13 due nuovi appuntamenti con la musica classica nei musei del sistema a ingresso gratuito. Si comincerà sabato 12 ottobre alle 16.00 al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco con il concerto Le suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach, alla viola durante il quale il giovane musicista Lorenzo Rundo (viola) eseguirà la Suite n. 5 in do minore BWV 1011 e la Suite n. 6 in re maggiore BWV 1012 del celebre compositore tedesco. Domenica 13 ottobre alle 11.00, ultimo appuntamento del fine settimana al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese con il concerto Intorno a Debussy. Andrea Carrozzo al sassofono e Valeria Fasiello al pianoforte proporranno ai visitatori i brani Prélude à l’après-midi d’un faune, Fêtes da “Nocturnes” (arr. Adrian Tully) e Rhapsodie di C. Debussy; Le petit âne blanc, Le vieux mendicant e Bajo la mesa da “Histoires” di J. Ibert; Scaramouche di D. Milhaud; Brillance di I. Gotkovsky.

PROGRAMMA

Sabato 12 ottobre dalle ore 20.30 alle ore 23.15

MERCATI DI TRAIANO – MUSEO DEI FORI IMPERIALI

“La storia, l’arte, la musica”

A cura del Teatro dell’Opera di Roma

Dalle 20.30 alle 20.45

- W.A. Mozart, da “Don Giovanni”: Deh, vieni alla finestra (Baranov)

- W.A. Mozart, da “Don Giovanni”: Là ci darem la mano (Baranov, Albuquerque)

- C. Gounod, da “Roméo et Juliette”: Je veux vivre (Albuquerque)

Dalle 21.15 alle 21.30

- G. Verdi, da “La traviata”: Lunge da lei…de’miei bollenti spiriti (Pellicola)

- G. Rossini, da “Il barbiere di Siviglia”: Cavatina di Figaro (Baranov)

- G. Verdi, da “Rigoletto”:  Questa o quella (Pellicola)

Dalle 22.00 alle 22.15

- G. Puccini, da “La bohème”: Che gelida manina (Pellicola)

- G. Puccini, da “La bohème”: Quando m’en vo (Albuquerque)

- G. Puccini, da “Edgar”:  Questo amor, vergogna mia (Baranov)

Dalle 22.30 alle 22.45

- P. Mascagni, da “Isabeau”: Non colombelle (Pellicola)

- Á. Villoldo, Tango Don Pedro (Burova)

- E. Panizza, da “Aurora”:  Cancion a la bandera (Pellicola)

Dalle 23.00 alle 23.15

- C. Gounod, da “Roméo et Juliette”: Je veux vivre (Albuquerque)

- G. Puccini, da “Edgar”:  Questo amor, vergogna mia (Baranov)

- G. Verdi, da “Rigoletto”:  Questa o quella (Pellicola)

Con: Rafaela Albuquerque (soprano), Domenico Pellicola (tenore), Timofei Baranov (baritono), Elena Burova (pianoforte)

Sabato 12 ottobre ore 16.00

MUSEO DI SCULTURA ANTICA GIOVANNI BARRACCO

 “Le suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach, alla viola”

A cura di Roma Tre Orchestra

Suite n. 5 in do minore BWV 1011

Suite n. 6 in re maggiore BWV 1012

Con: Lorenzo Rundo (viola)

Domenica 13 ottobre ore 11.00

MUSEO CARLO BILOTTI – ARANCIERA DI VILLA BORGHESE

 “Intorno a Debussy”

A cura di Roma Tre Orchestra

C. Debussy: Prélude à l'après-midi d'un faune; Fêtes da “Nocturnes” (arr. Adrian Tully)

J. Ibert: Le petit âne blanc, Le vieux mendicant, Bajo la mesa da “Histoires”

C. Debussy: Rhapsodie

D. Milhaud: Scaramouche

I. Gotkovsky: Brillance

Con: Andrea Carrozzo (sassofono), Valeria Fasiello (pianoforte)

Info

Tel 060608 - www.museiincomuneroma.it

Facebook @Museiincomuneroma - Twitter @museiincomune

Instagram @Museiincomuneroma

lunedì 7 ottobre 2019

Canova. Eterna bellezza, al via la mostra-evento dedicata al massimo interprete della scultura neoclassica.

Il Museo di Roma ospita “Canova. Eterna bellezza”, esposizione con oltre 170 opere e prestigiosi prestiti da importanti Musei e collezioni italiane e straniere del massimo interprete della scultura neoclassica. Dal 9 ottobre al 15 marzo 2020.


Ho letto che gli antichi una volta prodotto un suono erano soliti modularlo, alzando e abbassando il tono senza allontanarsi dalle regole dell’armonia. Così deve fare l’artista che lavora ad un nudo




Prende il via presso il Museo di Roma la mostra-evento incentrata sul legame tra Antonio Canova e la città di Roma che, fra Settecento e Ottocento, fu la fucina del suo genio e un’inesauribile fonte di ispirazione. Un rapporto, quello tra lo scultore e la città, che emerge in una miriade di aspetti unici e irripetibili.

Incorniciati all’interno di un allestimento dall’eccezionale effetto scenografico, oltre 170 opere di Canova e artisti a lui coevi animano le sale del Museo di Roma in Palazzo Braschi: in uno spettacolare gioco di luci e ombre, tra eleganti movenze e apparizioni di mitiche divinità, l’esposizione capitolina racconterà in 13 sezioni l’arte canoviana e il contesto che lo scultore trovò
giungendo nell’Urbe nel 1779.

Attraverso ricercate soluzioni illuminotecniche, lungo il percorso espositivo sarà rievocata la calda atmosfera a lume di torcia con cui l’artista, a fine Settecento, accoglieva i suoi ospiti nell’atelier di via delle Colonnette.

A definire la trama del racconto, preziosi prestiti provenienti da importanti Musei e collezioni: l’Ermitage di San Pietroburgo, i Musei Vaticani e Capitolini, la Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno, il Museo Civico di Bassano del Grappa, il Museo Correr di Venezia, il Museo
Archeologico Nazionale di Napoli, le Accademie di Belle Arti di Bologna e di Ravenna, l'Accademia Nazionale di San Luca, il Musée des Augustins di Toulouse, i Musei di Strada Nuova-Palazzo Tursi di Genova, fino al Museo Civico di Asolo, solo per citarne alcuni.

La mostra Canova. Eterna bellezza, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - SovrintendenzaCapitolina ai Beni Culturali e Arthemisia, organizzata con Zètema
Progetto Cultura e curata da Giuseppe Pavanello, è ospitata fino al 15 marzo 2020 al Museo di Roma.

La mostra è realizzata in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca e con Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno.


Museo di Roma - Palazzo Braschi
Ingresso da Piazza Navona, 2 e da Piazza
San Pantaleo, 10
T. +39 060608 (tutti i giorni ore 9 - 19)
www.museodiroma.it;
www.museiincomune.it; www.arthemisia.it
@museiincomune #CanovaRoma

sabato 5 ottobre 2019

Alimentazione e scienza, la caffeina migliora la capacità di lettura e la percezione globale

Team di ricercatori dell'Università di Padova, Firenze e Bergamo scopre che con sole due tazzine di caffè si legge più velocemente aumentando la percezione globale delle scene visive. E a livello linguistico, la caffeina sembra anche migliorare le prestazioni nelle attività di ragionamento semantico. Il lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista «Journal of Psychopharmacology».






La caffeina è uno degli ingredienti psicoattivi più consumati al mondo. Ogni giorno vengono consumate circa 1,6 miliardi di tazze di caffè. Un team di ricercatori dell'Università di Padova, Firenze e Bergamo ha scoperto che le attività che svolgiamo quotidianamente, quali ad esempio leggere, possono essere influenzate dal consumo di questo composto chimico naturalmente presente nei chicchi di caffè.

A livello percettivo, la caffeina sembra migliorare la percezione globale di una scena visiva. La percezione globale – controllata principalmente dai circuiti attenzionali dell'emisfero destro – risulta causalmente connessa alle capacità di lettura. Infatti le abilità di percezione globale già dalla scuola dell’infanzia predicono lo sviluppo delle future abilità di lettura negli anni successivi. Inoltre, in persone con difficoltà di lettura, i training comportamentali che migliorano le abilità di percezione globale risultano migliorare anche le capacità di lettura e le prestazioni nelle attività di ragionamento semantico.

Queste le premesse all’articolo Caffeine improves text reading and global perception pubblicato sulla prestigiosa rivista «Journal of Psychopharmacology» e realizzato da ricercatori delle Università di Padova, Firenze e Bergamo.

«Per queste ragioni abbiamo ipotizzato che l'assunzione di caffeina – facilitando la percezione globale e il ragionamento semantico – avrebbe potuto migliorare anche le prestazioni in specifici compiti di lettura – spiega il Dr. Sandro Franceschini, Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova e primo autore della ricerca -. In questo articolo presentiamo i risultati di due studi in doppio cieco che hanno coinvolto 78 persone. Dimostriamo che in coloro che quotidianamente consumano basse o normali quantità di caffeina, una singola dose di 200 mg di questa sostanza (circa due caffè espressi) accelera la velocità di lettura del testo. Il miglioramento della velocità osservato nella lettura del testo non era generalizzato a compiti di lettura di liste di parole singole o di parole senza senso.»

Come aggiunge la Dr.ssa Sara Bertoni, Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova e coautrice, «è importante sottolineare che i miglioramenti nelle capacità di lettura erano accompagnati da un cambiamento nella percezione globale degli stimoli visivi, senza che fosse rilevato alcun effetto sulle funzioni di allerta, sulle abilità di orientamento dell'attenzione, sulle funzioni esecutive o fonologiche, dimostrando la presenza di una connessione specifica tra la rapidità nella lettura del testo e i meccanismi attenzionali dell'emisfero destro, coinvolti nell’esecuzione di compiti semantici e nella percezione visiva globale.»

«Inoltre – dice il Dr. Matteo Lulli, Dipartimento di Scienze Biomediche, Sperimentali e Cliniche “Mario Serio” dell’Università di Firenze e coautore, – in questo studio dimostriamo l'importanza paradossale di una piccola privazione del sonno per ottenere maggiori effetti benefici della caffeina. Con una deprivazione di sonno di due ore, bere due caffè porta a leggere questo comunicato stampa risparmiando circa sei secondi.»

Questi risultati potrebbero avere grandi implicazioni per una migliore comprensione dei disturbi della lettura e di altri disturbi del neurosviluppo caratterizzati da un deficit di percezione globale.

domenica 29 settembre 2019

Musica, al via la 75a stagione dell'Istituzione Universitaria dei Concerti. Un appassionante viaggio nel mondo dei suoni in 34 appuntamenti, da ottobre ad aprile.

Prende il via la nuova stagione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC) presso l'Aula Magna della Sapienza, che festeggia il suo 75mo anniversario confermando la propria identità con un cartellone di altissimo livello. In programma il rinascimento e il contemporaneo, la musica sacra e il jazz, e per la prima volta anche la danza: le musiche più diverse si susseguono e si fondono nel segno della più alta qualità artistica.






La stagione 2019-2020 sarà la numero 75 dell’Istituzione Universitaria dei Concerti: un traguardo importante, contrassegnato da un cartellone ricco di artisti internazionali e proposte che spaziano dalla musica classica al jazz, dalla contemporanea a generi trasversali. Scelte culturali ad ampio raggio e senza confini, sempre nel segno della più alta qualità artistica, che da tre quarti di secolo rendono la IUC una realtà pressoché unica nel panorama delle istituzioni musicali europee. Come di consueto, sono due gli appuntamenti inaugurali che riflettono il duplice percorso in cui si articola la stagione: quella del martedì sera e quella del sabato pomeriggio.

La 75ª stagione della IUC, si muove come di consueto tra i vari generi musicali con grande libertà, mai però a caso, ma sempre con una linea programmatica chiara, perché dietro ogni scelta c’è la massima attenzione alla qualità sia della musica che degli interpreti. Tra gli interpreti troviamo i grandi che hanno fatto la storia degli ultimi decenni, tra questi alcuni dei migliori solisti ed ensemble della musica classica internazionale: Les Arts Florissants, l’Orchestra Barocca Zefiro, i Tallis Scholars, Jordi Savall, Vivica Genaux, Francesca Dego, Fazil Say, Martin Fröst, Manuel Barrueco, Robert McDuffie, il Quartetto Emerson, il Trio Montrose. Ma anche star del jazz e appuntamenti trasversali, con Enrico Rava e Noa, e per la prima volta uno spettacolo di danza, Arcaico di Davide Bombana.

L’inaugurazione della stagione serale, martedì 15 ottobre, è dedicata alla grande polifonia profana italiana tra Cinque e Seicento, con l’esecuzione integrale del Terzo Libro dei Madrigali di Carlo Gesualdo da Venosa (preceduto da una selezione del Primo e del Secondo Libro), affidata al prestigioso gruppo vocale francese Les Arts Florissants diretto da Paul Agnew, che quest’anno celebra i 40 anni di attività, nell’ambito di un progetto europeo finalizzato all’esecuzione integrale dei madrigali di Gesualdo.

Gesualdo è uno dei compositori più singolari della storia della musica, e non soltanto per il clamoroso assassinio di sua moglie Maria d’Avalos e del suo amante nel 1590. La sua musica è talmente originale ed audace nell’uso di sorprendenti dissonanze da risultare oggi modernissimo e non è un caso che la sua figura abbia ispirato musicisti non solo classici ma anche pop e jazz (da Igor Stravinskij a Franco Battiato) e registi come Werner Herzog.

Di pari impegno l’inaugurazione della stagione pomeridiana, sabato 19 ottobre, con l’integrale dei Concerti Brandeburghesi di Bach, sei capolavori della musica strumentale barocca proposti dall’Orchestra Barocca Zefiro diretta da Alfredo Bernardini, presentati nell’ambito di una tournée internazionale. Il loro nutrito parterre di riconoscimenti discografici (Grand Prix du Disque, Premio Nazionale Classic Voice, Editor’s Choice di Gramophone, Choc du Monde de la Musique) si è recentemente arricchito di un Diapason d’Or attribuito dalla rivista francese Diapason proprio per l’incisione dei Brandeburghesi.

Alla musica rinascimentale e barocca, così ricca di scoperte per l’ascoltatore, sono dedicati altri quattro concerti. Les Arts Florissants e Paul Agnew tornano il 15 febbraio, per proseguire il viaggio nella musica di Gesualdo: questa volta è in programma il Quarto Libro de’ Madrigali. Alla musica polifonica sacra del Cinquecento, e in particolare ai grandi maestri che prestarono servizio alla Cappella Sistina, è dedicato il concerto del 16 novembre con The Tallis Scholars diretti da Peter Phillips: questo gruppo, che ha pochissimi rivali nel campo della polifonia rinascimentale, propone inoltre due prime esecuzione a Roma dei contemporanei Alexander Campkin e Justine Rapaccioli. 

Spazio anche al jazz con l’unica tappa a Roma del tour mondiale con cui il trombettista Enrico Rava celebra i suoi ottant’anni, insieme ai musicisti italiani del sestetto Enrico Rava Special Edition (Giovanni Guidi al pianoforte, Gianluca Petrella al trombone, Francesco Diodati alla chitarra, Enrico Morello alla batteria e Gabriele Evangelista al basso).

Questi sono solo alcuni dei concerti che vanno a formare un cartellone ricchissimo, che vi invito a consultare, pieno di novità ma anche di tradizione, pensato per un pubblico eterogeneo ed esigente, ma anche per chi si avvicina alla musica per la prima volta. 

www.concertiiuc.it

La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium

La mostra La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium, in corso al Palazzo delle Esposizioni, si dipana in un percorso in grado ...