mercoledì 17 luglio 2019

Pop Icons. Crosby Stills Nash & le leggende di Laurel Canyon

Stasera su Rai Cultura per il ciclo “Pop Icons” di scena la super-band rock più amata della West Coast.

Foto tratta dall'album Déjà Vu



Impossibile raccontare la storia di Crosby, Stills & Nash – e talvolta Neil Young – senza raccontare quel luogo magico che è Laurel Canyon, quartiere losangelino di colline ed eucalipti profumati che negli anni Sessanta diventa epicentro di un vero e proprio terremoto musicale.

Il documentario “Crosby Stills Nash & le leggende di Laurel Canyon” che Rai Cultura propone oggi alle 21.15 su Rai5, racconta la creatività musicale e poetica che ha contraddistinto il manipolo di musicisti vissuti in questo quartiere di Los Angeles.

Nelle colline di Laurel Canyon si respirava un fermento cosmico – tutti sono “vicini di casa” e “fratelli”: non solo Crosby, Stills e Nash, ma anche Joni Mitchell, Frank Zappa, Jim Morrison, i Mamas & Papas, i futuri Eagles, Peter Fonda, Stephen Spielberg e tanti altri ancora.

CS&N, lasciandosi alle spalle i Buffalo Springfield, i Byrds e gli Hollies, qui si trovano insieme come per incanto. Nasce così, nell’atmosfera amorevole e cool di Laurel Canyon, la super-band  più amata della West Coast: ad un party a casa di Joni Mitchell (Stills sostiene che si svolse a casa di Cass Elliot) appare evidente che la loro chimica vocale è un treno che viaggia sul binario del destino, di quelli che arriveranno a destinazione, senza fermate intermedie. Il resto, se avete amato quel periodo e quel genere musicale che successivamente fu battezzato “West Coast Rock”, è storia.

mercoledì 10 luglio 2019

Mostre. Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta alla Centrale Montemartini

In mostra alla Centrale Montemartini preziosi tesori di terracotta. In esposizione una straordinaria selezione di testimonianze di arte etrusca, in parte inedite, dal territorio dell’antica Cerveteri recuperate grazie all’Arma dei Carabinieri e all’impegno del Mibac.





Una straordinaria selezione di lastre parietali figurate e decorazioni architettoniche a stampo in terracotta policroma, provenienti dal territorio di Cerveteri (l’antica città di Caere) e in parte inedite, sarà proposta dall’11 luglio 2019 al 2 febbraio 2020 nella mostra “Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta alla Centrale Montemartini”. Si tratta di testimonianze di fondamentale importanza per la storia della pittura etrusca, recentemente rientrate in Italia grazie all’azione di contrasto del traffico illegale di reperti archeologici dell’Arma dei Carabinieri e alla diplomazia culturale del Mibac.

All’inizio del 2016 i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno recuperato a Ginevra una ingente quantità di reperti sottratti illegalmente all’Italia: insieme a vasi figurati della Magna Grecia e a statue romane è stata rinvenuta una straordinaria serie di lastre parietali e di frammenti architettonici etruschi dalla vivace policromia, accumulati in frantumi in decine di casse, senza più alcun ordine coerente.

Un’attenta attività di studio e restauro condotta dalla SABAP su tali reperti, frutto di scavi clandestini e quindi privi di dati di contesto, ha consentito di riconoscere in un cospicuo numero di frammenti, grazie alle loro caratteristiche tecniche e alla raffinatezza di esecuzione, lastre dipinte etrusche provenienti dall’antica Cerveteri, note finora solo da esemplari presenti in alcune delle più importanti collezioni museali italiane e straniere.

A questo fortunato recupero di opere è seguita la ratifica di un importante accordo di cooperazione culturale internazionale siglato tra il Mibac e la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, che ha comportato il rientro dalla Danimarca in Italia di una consistente ulteriore serie di frammenti di lastre dipinte etrusche, analoghe a quelle trovate a Ginevra.

Una prima fase di studio e ricerca condotta su questi preziosi materiali, datati tra il 530 e il 480 a.C., è culminata in una mostra e in un convegno internazionale di studi organizzati dalla SABAP presso il Castello di Santa Severa (Santa Marinella, Roma) nel giugno 2018, a cui ora fa seguito l’edizione romana della mostra, nella prestigiosa sede della Centrale Montemartini, in un allestimento rinnovato e aggiornato grazie alla presentazione degli ultimi risultati delle ricerche.

Attraverso l’articolato percorso espositivo, la mostra vuole offrire al pubblico una chiave di lettura il più possibile esaustiva delle terrecotte dipinte etrusche recuperate, suddivise per temi e tipologie (imprese di Ercole e altri miti; la danza; gli atleti e i guerrieri; i contesti; le terrecotte architettoniche) e illustrate da preziosi materiali di confronto, in molti casi inediti, cercando di restituire al meglio a questi frammenti, decontestualizzati dallo scavo e dal commercio clandestino, una serie di preziose informazioni che permettano loro di fornire nuovamente il proprio inestimabile contributo alla conoscenza della storia e della produzione artistica dell’antica Caere all’apice del suo splendore culturale.

I pregevoli materiali archeologici di confronto esposti in mostra per corredare e approfondire le tematiche affrontate nelle varie sezioni espositive sono anch’essi in parte frutto di recuperi effettuati dall’Arma dei Carabinieri, in parte di restituzioni effettuate in base ad accordi internazionali tra il Mibac e prestigiosi Musei stranieri. A questi materiali si aggiunge il contributo fornito da un prezioso nucleo di vasi attici a figure nere e rosse appartenenti alla Collezione Castellani dei Musei Capitolini, normalmente non esposti al pubblico, e scelti per analogia tematica.

La mostra vuole anche rappresentare, con una sezione appositamente dedicata, il dovuto riconoscimento, nel cinquantenario della sua istituzione, all'infaticabile attività svolta dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, impegnato quotidianamente nella sua azione di contrasto al traffico illegale di opere d’arte del nostro Paese.

In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo a cura di Nadia Agnoli, Leonardo Bochicchio, Daniele Federico Maras e Rossella Zaccagnini. L’esposizione, a ingresso gratuito per i possessori della MIC card, che ricordiamo può essere acquistata da chi risiede o studia a Roma al costo di soli solo 5 euro (www.museiincomuneroma.it), è ospitata ai Musei Capitolini, Centrale Montemartini, ed è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla SABAP (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale), con il patrocinio della Regione Lazio. Progetto scientifico e cura di Alfonsina Russo, Claudio Parisi Presicce, Leonardo Bochicchio, Daniele Federico Maras e Rossella Zaccagnini. Organizzazione Zètema Progetto Cultura.

venerdì 5 luglio 2019

Opera, Aida in scena alle Terme di Caracalla

Dopo otto anni ritorna Aida alle Terme di Caracalla e inaugura la nuova stagione estiva di opera e balletto del Teatro dell’Opera di Roma. Il capolavoro “egiziano” di Verdi affidato a regia, scene, costumi e luci di Denis Krief e alla bacchetta di Jordi Bernàcer. 





L'Aida è uno spettacolo simbolo degli allestimenti nell'antico scenario delle Terme di Caracalla, e anche per questo è molto atteso dal pubblico romano e dai turisti. La nuova stagione del Teatro dell’Opera di Roma  iniziata ieri con l’Aida, un tempo opera emblematica di questa rassegna estiva, ma ora non più indispensabile, tanto che mancava da otto anni. Fin dalla prima rappresentazione all'aperto nel 1938 e poi, dopo l'interruzione dovuta alla seconda guerra mondiale, dal 1945, la presenza dell'opera di Verdi è stata infatti pressoché ininterrotta nelle stagioni estive fino al 2011.

La vicenda si svolge nell’Antico Egitto. Gli etiopi stanno per attaccare la valle del Nilo e Tebe; Ramfis, gran sacerdote, annuncia al giovane Radames che gli dei hanno già indicato il guerriero che guiderà gli eserciti egiziani contro gli invasori. Radames spera di essere il prescelto e di coprirsi di gloria per amore di Aida, schiava etiope. Sopraggiunge la figlia del faraone Amneris, innamorata di Radames, che sospetta sia innamorato della sua schiava Aida; riesce però a nascondere la sua gelosia. Il re, seguito dalla corte, viene ad annunciare che Radames è stato designato quale comandante dell’esercito: Aida è combattuta tra l’amore per Radames e la devozione al padre Amonasro e al suo popolo.

Nel tempio di Vulcano Radames riceve da Ramfis la spada consacrata. Amneris, per carpire i sentimenti di Aida, le dà il falso annuncio della morte di Radames; l’etiope non sa trattenere un grido di dolore e Amneris, ormai certa di averla rivale, le svela l’inganno giurando vendetta. Intanto Radames, incoronato da Amneris, intercede a favore dei prigionieri, tra cui si trova Amonasro. Il re accoglie la richiesta, ma poi per le proteste dei sacerdoti, decide che Aida e suo padre vengano tenuti in ostaggio.

Radames non può rifiutare le nozze con la figlia del faraone e Amneris, alla vigilia della cerimonia si reca a pregare al tempio di Iside. Nel frattempo Amonasro avendo scoperto l’amore reciproco tra la figlia e Radames, le impone di farsi rivelare dal giovane la strada che percorreranno gli egiziani in modo da consentire agli etiopi di piombare sul nemico; poi, non visto, spia un colloquio dei due innamorati, nel corso del quale Radames svela ad Aida che l’esercito egiziano attaccherà gli etiopi al passo di Napata ancora incustodito. Radames sbigottito, si rende conto di aver tradito, senza volerlo, il proprio paese. Non gli resta che consegnarsi al gran sacerdote per espiare il suo tradimento.

Musica di Giuseppe Verdi
Opera in quattro atti
Libretto di Antonio Ghislanzoni

Prima rappresentazione assoluta
Teatro khediviale dell’Opera, Il Cairo, 8 febbraio 1872

DIRETTORE Jordi Bernàcer
REGIA, SCENE, COSTUMI E LUCI Denis Krief
Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Coreografia Giorgio Mancini

ORCHESTRA CORO E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
Nuovo allestimento
Con sottotitoli in italiano e inglese.

giovedì 4 luglio 2019

Mostre. Sensuability: ti ha detto niente la mamma?


Torna la prima mostra collettiva di fumetti e illustrazioni per abbattere con ironia gli stereotipi sulla sessualità e disabilità. Dal 5 luglio al 31 agosto 2019 nella sala Tormenti della Casa del Cinema.


Corpi non perfetti, ma comunque sensuali. Ad abbattere, con ironia, gli stereotipi su sesso e disabilità è "Sensuability: ti ha detto niente la mamma?", la Mostra collettiva di fumetti e illustrazioni  che torna dal dal 5 luglio al 31 agosto 2019 nella Sala Tormenti della Casa del Cinema di Roma. Saranno esposti fumetti e illustrazioni, realizzati dai partecipanti al concorso 'Sensuability & Comics', e tavole donate da grandi artisti quali Milo Manara, Fabio Magnasciutti, Mauro Biani, Frida Castelli, Pietro Vanessi, Luca Enoc, Frad, Luca Modesti, Marco Gava Gavagnin e tanti altri.

La mostra è, insieme al Concorso, la seconda tappa del progetto Sensuability, ideato e voluto da Armanda Salvucci Presidente dell’Associazione di promozione sociale Nessunotocchimario, il cui obiettivo è di abbattere gli stereotipi relativi alla sessualità e disabilità, con leggerezza e ironia proponendo una nuova cultura della disabilità attraverso tutte le forme d’arte.  Un progetto che mai come oggi è necessario e utile soprattutto alle famiglie che non sanno come affrontare la questione della sessualità, un argomento delicato per tutti e ancora più se legato alla disabilità.

La sessualità è una parte integrante della personalità di ciascuno e non può essere separata dagli altri aspetti della vita. Il sesso però è spesso associato all’attrattività, all’essere giovani e attraenti fisicamente, viene ricondotto allo stereotipo per cui solo se sei “bello e perfetto” puoi farlo.

Cosa succede quando un uomo o una donna non corrispondono a questo schema? Cosa accade quando il corpo non raggiunge l’immagine idealizzata che la società impone?

“La nostra sfida è proprio quella di contribuire a diffondere una cultura che rappresenti fisicità differenti dai soliti modelli di bellezza e dai canoni estetici imposti dai media - ha sostenuto  Armanda Salvucci - La scelta di cambiare questa narrazione è caduta sul fumetto poiché questo è diventato un linguaggio più “adulto” e maturo anche nel raccontare la disabilità. Di solito però la rappresentazione delle persone con disabilità, nei comics come nella pubblicità, oscilla tra due estremi: la vittima e, per reazione, l’eroe. Con il fumetto e l’illustrazione vogliamo rappresentare tutte le forme di disabilità, anche quelle meno visibili, e sensibilizzare su un tema complesso, qual è la sessualità, contribuendo a creare un nuovo immaginario erotico che descriva corpi non perfetti, ma estremamente sensuali, il tutto con leggerezza e ironia.”

“Quando ho pensato al titolo per la Mostra mi sono immaginata l’espressione sorpresa e stupefatta dei visitatori davanti alle vignette senza che la “mamma” abbia spiegato loro come stanno le cose, che anche le persone disabili sono persone sensuali e sessuate. Lo faremo noi con leggerezza e ironia. Ma non gli racconteremo delle api e dei fiori.”

Il nutrito programma dell’evento prevede, dalle 18.00, la presentazione del progetto insieme all'ideatrice Armanda Salvucci e la proiezione del cortometraggio “Sensuability”.

Ricerca, decodificato il genoma dell'abete bianco

Dopo la decodifica del genoma di vite, melo, fragola, lampone, olivo, pesco e di insetti come la  Drosophila suzukii e loro patogeni (Plasmopara viticola) la Fondazione Edmund Mach è coinvolta in un’altra importante attività di sequenziamento: il codice genetico dell’abete bianco.





Un team internazionale che per l’Italia ha coinvolto Fem in collaborazione con il Centro agricoltura alimenti ambiente congiunto con UniTrento, e il Cnr, è riuscito a decodificare il patrimonio genetico di un abete bianco partendo da un albero di un bosco a Birmensdorf, in Svizzera.

Per completare il sequenziamento è stato necessario decodificare 18 miliardi di coppie di basi azotate, ossia dei singoli tasselli che compongono il DNA dell’albero. Una cifra sei volte superiore alle coppie di basi presenti nel genoma umano. Nonostante l’alto numero di sequenze genomiche ripetute abbia reso il compito dei ricercatori particolarmente complesso, i componenti del patrimonio ereditario che contengono geni, ovvero le informazioni genetiche per la produzione di proteine con determinate funzioni, sono ben descritti. Per comporre un quadro complessivo a partire da questi tasselli i ricercatori hanno ancora molto lavoro da compiere.

L’abete giusto per ogni luogo

lo sforzo viene premiato, in quanto un genoma decodificato contribuisce a comprendere la diversità genetica all'interno della specie, utile ad esempio per scoprire quali alberi crescono meglio in un determinato sito. Conoscere la variabilità genetica permetterà di riconoscere le caratteristiche desiderate già nelle giovani piante, senza dovere aspettare che crescano per alcuni anni.

Il contesto nazionale

l’abete bianco è una specie chiave degli ecosistemi alpini e appenninici, fortemente minacciata dai cambiamenti climatici, in particolare dai significativi aumenti delle temperature e dello stress idrico. L’abete bianco in Italia è caratterizzato da una complessa e peculiare struttura genetica, frutto della sua articolata storia demografica durante i cicli glaciali-interglaciali, con presenza di numerosi rifugi anche lungo la catena appenninica e una probabile connessione trans-adriatica tra popolazioni del sud d’Italia e quelle della Penisola Balcanica. Tutto ciò fa assumere all’abete bianco in Italia una straordinaria valenza da un punto di vista conservazionistico, quale bacino di variazione genetica di enorme importanza per l’adattamento di questa specie agli stress generati dai cambiamenti climatici.

Il Trentino e il prezioso contributo che questa specie arborea potrebbe fornire a seguito della devastazione della tempesta Vaia

A seguito dei cambiamenti climatici, questa specie assume oggi una crescente importanza in selvicoltura, in particolare in boschi misti  con abete rosso e faggio formando associazioni forestali stabili, più resilienti e in grado di sopportare meglio eventi estremi come per esempio la recente tempesta che ha duramente colpito le foreste trentine. L’abete bianco, con le sue radici profonde, è fortemente ancorato al terreno e resiste meglio di altre specie ai forti venti. Questa specie è molto diffusa in Trentino occupando più del 10 % del territorio forestato e raggiunge dimensioni notevoli con esemplari anche di quasi 50 metri. Le Abetine in Trentino costituiscono la formazione forestale con il maggior contenuto di carbonio, fornendo un importante contributo alla mitigazione dell’effetto serra. 


Pubblicazione originale
G3: Genes, Genomes, Genetics
'A reference genome sequence for the European silver fir (Abies alba Mill.): a community resource in support of climate change research'
Mosca E., Cruz F, Gómez Garrido J, Bianco L., Rellstab C, Brodbeck S, Csilléry K, Fady B, Fladung M, Fussi B, Gömöry D, González-Martínez SC, Grivet D, Gut M, Hansen OK, Heer K, Kaya Z, Krutovsky KV, Kersten B, Liepelt S, Opgenoorth L, Sperisen C, Ullrich KK, Vendramin GG, Westergren M, Ziegenhagen B, Alioto T, Gugerli F, Heinze B, Höhn M, Troggio M., Neale DB (2019).
doi 10.1534/g3.119.400083

venerdì 28 giugno 2019

Festival, Cori e Bande, al via il bando per il sostegno di settore

E’ indetta una selezione pubblica per il sostegno del settore dei Festival, Cori e Bande. Le domande entro il 5 luglio.





Formazione, ricerca, promozione e valorizzazione della produzione musicale amatoriale e sua salvaguardia. Coinvolgimento di cori e complessi bandistici, con particolare riguardo ai giovani e all'inclusione sociale. Queste le attività oggetto del finanziamento che si potrà ottenere tramite bando rivolto al sostegno di settore.

La domanda può essere presentata dalle associazioni, senza scopo di lucro, rappresentative dei settori interessati e le Istituzioni culturali di rilevanza nazionale ed internazionale operanti nel campo specifico della teoria e pratica della coralità e della musica popolare amatoriale. Possono, altresì,  presentare  domanda di contributo anche le fondazioni e le associazioni  create o partecipate da enti pubblici allo scopo di promuovere l’educazione musicale nonché raggruppamenti tra almeno quattro enti pubblici territoriali.

Al momento della presentazione della domanda il raggruppamento tra almeno quattro enti pubblici territoriali può non essere costituito ma l’ente pubblico territoriale proponente deve, in tal caso, presentare dichiarazione di impegno a costituire il raggruppamento  in caso di finanziamento.

Le modalità di presentazione delle domande e le procedure di concessione del contributo sono definite dal DM 3 maggio 2019. TERMINE PERENTORIO per la presentazione delle domande tramite la piattaforma on line è il 5 luglio 2019, ore 14.

Le domande di contributo devono essere presentate all’Amministrazione (Direzione generale Spettacolo), utilizzando unicamente i modelli predisposti e resi disponibili on line, ai quali si potrà accedere tramite registrazione al seguente indirizzo: www.dos.beniculturali.it

giovedì 27 giugno 2019

San Pietro e Paolo: due grandi iniziative in occasione della festività dei Patroni di Roma

Due grandi iniziative per sabato 29 giugno: ingresso gratuito per il primo giorno dei Fori unificati e apertura straordinaria serale del Museo di Roma a Palazzo Braschi per la presentazione del dipinto "Ritratto della marchesa Margherita Sparapani Gentili Boccapaduli"di Pécheux e musica dal vivo.

Il Museo di Roma a Palazzo Braschi sarà straordinariamente aperto dalle 19 alle 24 (ultimo ingresso alle 23) con la serata-evento Tutt’altra musica. La marchesa Boccapaduli e il suo Cabinet di storia naturale al Museo di Roma, in collaborazione con la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma. La serata inizierà alle 19 con l’eccezionale esposizione al pubblico, al secondo piano, del dipinto di Laurent Pécheux, Ritratto della marchesa Margherita Sparapani Gentili Boccapaduli (1735-1820), emblematica celebrazione del collezionismo e del mecenatismo artistico del Settecento. Il dipinto è stato messo a disposizione dagli AMICI DEI MUSEI DI ROMA cui è pervenuto per lascito testamentario della principessa Laudomia del Drago. Per l’occasione il Duo violinistico della Youth Orchestra (Florian Lekaj, Cezara Georgia Buzila) eseguirà la Sonata in sol maggiore per due violini di Georg Philipp Telemann.

Durante la serata il Museo sarà animato da altre due esibizioni musicali: alle 20 nel Salone d’onore al primo piano, la Youth Orchestra, la Cantoria e i Solisti della Fabbrica YAP del Teatro dell’Opera di Roma, diretti dal Maestro Giuseppe Sabbatini, eseguiranno il Requiem in re minore K 626 di Wolfgang Amadeus Mozart; alle 22 nel Cortile, la Youth Orchestra del Teatro dell’Opera Roma diretta dal Maestro Carlo Donadio eseguirà la Sinfonia Classica Op. 25 di Sergej Prokofiev e Ouverture da concerto op. 26 “Le Ebridi” di Felix Mendelssohn-Bartholdy.

I visitatori potranno accedere alle sale del museo e alle due mostre in corso “Fotografi a Roma. Commissione Roma 2003-2017” e “Roma nella camera oscura. Fotografie della città dall’Ottocento a oggi”, pagando un biglietto pari solo a 1 euro. Per i possessori della MIC card l’ingresso sarà invece totalmente gratuito. 

Il dipinto

Come in una istantanea dei nostri giorni, nel 1777 Laurent Pécheux ritrae la marchesa Margherita Sparapani Gentili nel suo Gabinetto di storia naturale. Abbigliata nella raffinata veste à l’anglaise, la nobildonna accenna con una mano alla collezione di farfalle, mentre con l’altra trattiene un tralcio di gelso sul quale si muove un piccolo bruco. Gli arredi in stile egizio e il mobilio con decorazioni desunte da modelli antichi di probabile ideazione piranesiana, le due statue antiche del Sileno Villoso e del Cestiario, la macchina per esperimenti di elettricità e l’altra per creare il vuoto pneumatico, restituiscono un ambiente “museale” nel quale ogni dettaglio parla degli interessi della nobildonna e delinea la sua personalità “intellettuale” di certo inconsueta nel panorama romano femminile di fine Settecento.

Il suo salotto fu tra i più importanti luoghi di incontro di intellettuali italiani e stranieri a Roma nella seconda metà del XVIII secolo: un luogo à la page nel quale la Marchesa svolse una funzione intellettualmente autonoma e tanto rilevante da poterne sostanziare l’esistenza favorendo in prima persona le relazioni e gli scambi culturali tra i suoi ospiti.

Sposata nel 1753 al nobile romano Giuseppe Boccapaduli, visse separata dal marito nel palazzo Gentili di via in Arcione ereditato dallo zio cardinal Antonio Saverio Gentili, contando sulla costante e affettuosa presenza del letterato milanese Alessandro Verri, fratello del noto economista e scrittore illuminista Pietro Verri. Semira Epicense in Arcadia, studiosa di scienze naturali, di fisica sperimentale e di astronomia, viaggiatrice e autrice di un dettagliato manoscritto che raccoglie le sue memorie periegetiche, fu “amatrice delle Belle Arti” – come la definì Giovan Battista Piranesi in una tavola che a lei dedicò nell’opera Vasi, Candelabri, Cippi, Sarcofagi e Tripodi (1778). Un gusto per le arti autentico e sempre aggiornato, quello della Marchesa, sostenuto da un’attività collezionistica che dalle prime manifestazioni del Rococò e della cultura piranesiana, approdano all’interesse per il neoclassico e, soprattutto, per Antonio Canova. Il rapporto di profonda stima tra la Marchesa e lo scultore iniziato nel salotto e proseguito nello scambio epistolare, accompagnò la nobildonna per tutta la sua esistenza quando alla sua morte, nel 1820, nella sua collezione campeggiava il ritratto in gesso del “Greco Scultore” accanto al proprio autoritratto che si vuole immaginare essere questo del Pécheux.

Inoltre nella giornata prenderà il via la bigliettazione congiunta del nuovo ticket “FORUM PASS. Alla scoperta dei Fori” per accedere al percorso unificato dell’area archeologica dal Foro Romano ai Fori Imperiali, realizzato grazie all'intesa siglata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e dal Parco archeologico del Colosseo per conto di Roma Capitale e MIBAC. E per festeggiare i patroni della Capitale, questa prima giornata sarà ad ingresso gratuito, con ingressi dalle 8.30 alle 19.15 per cittadini e turisti.

Saranno in tutto cinque gli ingressi dai quali si potrà accedere all’area archeologica unificata con il nuovo unico biglietto “FORUM PASS. Alla scoperta dei Fori”: quattro del Parco Archeologico del Colosseo (largo Corrado Ricci, via Sacra in prossimità dell’arco di Tito, via di San Gregorio, via del Tulliano di fronte al carcere Mamertino) e uno della Sovrintendenza Capitolina (piazza della Madonna di Loreto vicino alla Colonna Traiana).


Area archeologica dei Fori
Ingressi: piazza Santa Maria di Loreto; largo Corrado Ricci; Via di San Gregorio; via del Tulliano.
www.sovraintendenzaroma.it

Museo di Roma
Piazza Navona, 2 - Piazza San Pantaleo, 10
Info: 060608 (tutti i giorni ore 9-19)
www.museodiroma.it

venerdì 21 giugno 2019

Rai1, Zeffirelli l’ultimo sogno: dall'Arena di Verona La Traviata in mondovisione






Di scena la grande opera lirica stasera su Rai1 alle 21:15, in diretta in mondovisione verrà trasmessa “La Traviata” di Giuseppe Verdi, che inaugurerà l’Opera Festival 2019 della Fondazione Arena Di Verona, giunta alla sua 97esima edizione.

L'opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave è tratta dalla pièce teatrale di Alexandre Dumas (figlio) La signora delle camelie. La prima rappresentazione avvenne al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853.

La nuova produzione dell’opera porta la firma di Franco Zeffirelli per regia e scene. L’ultimo grande Maestro della regia italiana e massimo esperto del palco areniano, realizza una nuova produzione che si presenta come somma sintesi del suo pensiero estetico su La Traviata. In ricordo del maestro fiorentino, a pochi giorni dalla scomparsa, la Rai renderà disponibile il segnale free a tutte le emittenti del mondo.

A firmare l’opera, anche Maurizio Millenotti per i costumi e l’étoile Giuseppe Picone per le coreografie. La direzione d’orchestra è di Daniel Oren. L’orchestra, il coro, il ballo e le masse artistiche saranno dell’Arena di Verona.

Sarà un vero e proprio kolossal, il più grande allestimento realizzato dall’Arena di Verona negli ultimi 40 anni. Saranno presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il ministro per i Beni e le Attività culturali Alberto Bonisoli, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria e il ministro del Turismo Gian Marco Centinaio.

Opera, Musica, Danza, Teatro: al via a Spoleto il Festival dei 2Mondi






Alla sua 62a edizione, la manifestazione conferma il suo carattere originale e il suo prestigio internazionale quale storico luogo d’incontro tra culture diverse, nel quale ogni estate, da ogni parte del mondo, si danno appuntamento le grandi arti della scena: Opera, Musica, Danza, Teatro.

Da undici anni sotto la guida di Giorgio Ferrara, il Festival è cresciuto progressivamente e si è consolidata l’attenzione da parte delle istituzioni, degli artisti, degli operatori culturali, delle aziende, dei media, che hanno contribuito all’affermazione della manifestazione quale evento di risonanza mondiale.

Vetrina d’eccellenza per i grandi artisti e per i giovani talenti emergenti, “officina” di creazioni originali, il Festival anche quest’anno inaugura con una nuova produzione, Proserpine, opera lirica in due atti, tratta dall’omonimo poema drammatico di Mary Shelley. Commissionata alla compositrice Silvia Colasanti, insieme al Minotauro, messo in scena lo scorso anno, l’opera fa parte di un progetto per una trilogia contemporanea di rivisitazione dei miti antichi come approccio dell´inconscio e dei rapporti umani. Alla direzione dell’Orchestra Giovanile Italiana, Pierre-André Valade. L´adattamento è di René de Ceccatty e Giorgio Ferrara, regia di Giorgio Ferrara, scene di Sandro Chia, costumi di Vincent Darré.

Fra i più brillanti e apprezzati maestri della sua generazione, sarà Daniele Gatti a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma per il tradizionale Concerto finale a Piazza Duomo. In programma musiche di Giuseppe Verdi dal repertorio francese, opere nate dall’importante sodalizio artistico che il compositore ebbe con la città di Parigi.

I Concerti di mezzogiorno e i Concerti della sera saranno eseguiti dai giovani talenti provenienti dai maggiori conservatori italiani e vincitori del Premio Nazionale delle Arti.

La danza è rappresentata dal Dutch National Ballet con uno spettacolo omaggio al coreografo di fama mondiale Hans Van Manen, e dai ballerini-allievi della rinomata Ecole-Atelier Rudra Bejart di Losanna fondata da Maurice Bejart.

Ischia Film Festival, al via concorso cinematografico internazionale nei suggestivi spazi del Castello Aragonese d'Ischia






Ideato nel 2003 dal location manager Michelangelo Messina, l'Ischia Film Festival è un concorso cinematografico internazionale che si tiene ogni anno tra l'ultimo sabato di Giugno ed il primo di Luglio, nei suggestivi spazi del Castello Aragonese d'Ischia. La sua particolare tematica dedicata alle locations ha fatto sì che questo evento diventasse nell'arco di pochi anni un appuntamento significativo con il cinema internazionale.

Ogni anno all’Ischia Film Festival vengono proiettate opere selezionate da tutto il mondo che valorizzano, attraverso il racconto filmico, l'identità culturale e paesaggistica di un territorio o che rendono la location, in quanto tale, protagonista al pari degli interpreti.

Una giuria composta da autorevoli personaggi del mondo del cinema premia quelle opere che sono state selezionate per la competizione ufficiale. Durante la settimana di proiezioni, oltre alle opere in concorso, si tiene il focus sulla location negata e gli omaggi a personaggi del cinema internazionale. Il festival è parte integrante di un progetto denominato "Cinema & territorio", che ha come obbiettivo principale la salvaguardia della particolarità paesaggistica e culturale dei territori per la loro promozione attraverso l'audiovisivo.

Tra i personaggi del cinema i premi Oscar Sir Ken Adam, Vittorio Storaro, Carlo Rambaldi, Alan Lee e John Howe, Gabriella Cristiani e Osvaldo Desideri. I registi Abel Ferrara, Pavel Longuine, Pupi Avati, Mario Monicelli, Krzysztof Zanussi, Giuliano Montaldo, Benoît Jacquot, Abbas Kiarostami, Amos Gitai, Margarethe von Trotta. L'evento ha visto la partecipazione di attori\attrici come Enrico Lo Verso, Jean Sorel, Mattia Sbragia, Maria Grazia Cucinotta, Lunetta Savino, Sabina Impacciatore, Paolo Villaggio, di registi come Antonietta De Lillo, Eduardo Winspeare, Vinzenzo Marra, Francesco Patierno, Giorgio Diritti, Massimiliano Bruno, Valentina Carnelutti e tanti altri che attraverso i loro interventi hanno voluto testimoniare l'importanza della location nell'opera audiovisiva.

In seno al festival si realizza ogni anno il Convegno Nazionale sul Cineturismo coordinato da un comitato scientifico che annovera studiosi quali la Prof.ssa Sue Beeton della "La Trobe University" Australia, il Prof. Francesco De Cesare dell'università "Ca' Foscari" di Venezia, il Prof. Simon Hudson della Texas University, il Prof. Roberto Prevenzano della IULM di Milano e il Prof. Furio Regente dell'Universita del Sacro Cuore.

Tra i partner del festival la SIAE, l'APE (l'associazione dei Produttori Esecutivi), l’Associazione dei CentoAutori e l'AFIC  (Associazione Festival Italiani di Cinema), cui appartengono altre analoghe manifestazioni nazionali di notevole importanza per la promozione del cinema italiano. Sponsor principali della manifestazione sono IQOS e Bayer.

L'evento è posto dal 2004 sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. E dal 2013 gode dell'Alto PAtrocinio del Parlamento Europeo

Musica Fuori Centro, al via col solstizio d'estate la festa della musica

Torna la Festa della Musica. È “Musica Fuori Centro”. Più di quarantacinquemila artisti si esibiranno in oltre diecimila eventi. Coinvolte seicentotrenta città italiane.





Da oggi la musica sarà protagonista con più di 10.000 eventi in diversi luoghi pubblici: nei musei, nelle biblioteche, negli ospedali, nei parchi, nei giardini, nelle piazze, nelle case circondariali, negli archivi, nelle strade, nei palazzi storici, negli aeroporti, nei licei musicali e nei conservatori, così come negli istituti italiani di cultura all’estero. Oltre 45.000 artisti si esibiranno in ogni genere di musica, in 630 città aderenti alla manifestazione in tutta Italia, in un’unica grande festa che rappresenta un vero e proprio momento di condivisione.

L'evento è stato presentato lo scorso giovedì, presso la sede del Ministero per i beni e le attività culturali, dal Ministro Alberto Bonisoli e dal Presidente Associazione italiana per la promozione della Festa della Musica Marco Staccioli, la Festa della Musica 2019 che si festeggia, come ogni anno il 21 giugno, giorno del Solstizio d’Estate.

Per l’edizione di quest’anno, il Ministero ha scelto il tema la Musica Fuori Centro. Sono intervenuti Roberto Vecchioni, testimonial della Festa della Musica 2019, Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Giulio Mogol, Presidente SIAE, Marino Sinibaldi, direttore di Rai radio tre, Pier Luigi Dilengite, consigliere per le Fondazioni Lirico – Sinfoniche e per l’industria Musicale.

“La Festa della Musica parla all'Italia intera, sempre di più. Fare musica oltre i luoghi canonici e previsti aiuta a sostenere la cultura come collante sociale. Uno strumento di democrazia a garanzia dei diritti fondamentali dei cittadini, dell’uguaglianza, dell’equità sociale e della libertà. Ecco perché il tema dell’edizione 2019 è “Musica fuori centro”, ossia espansa, senza soluzione di continuità, dalla città alla periferia; diffusa, in modo capillare, in tutto il Paese.” Così il ministro per i beni e le Attività culturali, Beni e delle Attività Culturali Alberto Bonisoli.

Quest’anno la Festa della Musica si avvale di un testimonial d’eccezione, il cantautore Roberto Vecchioni che, attraverso la sua attività artistica, ha da sempre mostrato particolare attenzione, sensibilità e passione per gli studi classici, anche attraverso la contaminazione tra musica e letteratura. Il suo ultimo album, “L’Infinito”, Disco D’Oro con oltre 25.000 copie vendute in due mesi senza piattaforma streaming e download, contiene il brano “Vai, ragazzo”, un inno alla passione per i classici, un invito rivolto ai ragazzi a riscoprirne la profonda attualità. Il professore della musica italiana è un interprete dello slogan di questa edizione, della “Musica fuori centro”, della musica come ponte tra passato e presente, come strumento per ri-scoprire i luoghi che acquisiscono altri significati, nuova centralità e vivono nell’eterno presente del tempo verticale.

Vecchioni, insieme all’Orchestra di Piazza Vittorio, si esibirà a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. La Festa della Musica è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall’Associazione italiana per la promozione della Festa della Musica, in collaborazione con la rappresentanza in Italia della Commissione Europea, con la SIAE – che anche quest’anno ha applicato ulteriori agevolazioni alle iniziative - con UNPLI, Feniarco, il Miur, il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero della Salute, il Ministero della Difesa e quello di Grazia e Giustizia. Con il contributo di AFI – associazione fonografici italiani, Main Media Partner: RAI; Media Partner: Rai radio Tre e Telesia.

“La Commissione europea è lieta di partecipare anche quest’anno alla Festa della Musica, e lo è ancor di più perché si svolge a Matera, Capitale europea della cultura 2019”, ha affermato Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. “Cultura significa soprattutto valorizzazione del patrimonio e investimenti in beni culturali, sia immateriali, come la musica, sia materiali, come è avvenuto per il restauro della Cattedrale di Matera, riaperta dopo 10 anni grazie ai finanziamenti dell’Unione europea. La città dei Sassi sarà la cornice perfetta per questo grande concerto.”

“Un sistema armonico di eventi, pensati e realizzati come tali, che formano una catena che disegna un tessuto di percorsi e di stazioni che può trasformare, ridisegnare un ambiente, una città, un Paese. La scelta di siti e di stili che da una parte concentra selezioni omogenee, dall’altra può fare incontrare, incrociare, sovrapporre abitudini diverse, creare miscele sperimentali. Scenari inimmaginabili senza l’intervento di un catalizzatore così potente come la Musica e la sua Festa”, così Marco Staccioli, Presidente dell’Associazione italiana per la promozione della Festa della Musica.

“Ci piace pensare che dove c’è Musica ci sia SIAE, e soprattutto che dove ci sono giovani che vogliono fare musica ci sia la possibilità di promuovere e proteggere il talento. Qui i giovani hanno l’opportunità di suonare, di condividere, di festeggiare e di farsi conoscere, affacciandosi da un palco che è l’Italia intera”, dichiara il Presidente SIAE Giulio Mogol.
La musica sarà protagonista con più di 10.000 eventi in diversi luoghi pubblici: nei musei, nelle biblioteche, negli ospedali, nei parchi, nei giardini, nelle piazze, nelle case circondariali, negli archivi, nelle strade, nei palazzi storici, negli aeroporti, nei licei musicali e nei conservatori, così come negli istituti italiani di cultura all’estero. Oltre 45.000 artisti si esibiranno in ogni genere di musica, in 630 città aderenti alla manifestazione in tutta Italia, in un’unica grande festa che rappresenta un vero e proprio momento di condivisione. Il Ministero per i beni e le attività culturali partecipa all’evento con i propri istituti: Dal Colosseo alla Reggia di Caserta, dalla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino al Museo Sannitico di Campobasso, dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino al Castello Svevo di Bari, dal Museo dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze all’Archivio di Stato di Livorno, dal Museo di Palazzo Reale di Genova all’Istituto Centrale per la grafica di Palazzo Poli a Roma e il Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma, dall’Archivio di Stato di Trieste all’Archivio di Stato di Milano, dal parco Archeologico di Paestum e al Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide. Oltre 70 luoghi della cultura del MiBAC ospiteranno tantissime iniziative musicali.

Gli appuntamenti in continuo aggiornamento sono consultabili su www.festadellamusica.beniculturali.it e www.beniculturali.it/festadellamusica2019
Video: Download Spot Festa della Musica 2019

martedì 18 giugno 2019

Rai Cultura, Opera Lirica: Una lunga serata con Franco Zeffirelli. Aida, Butterfly e Bohème per onorare il grande regista

Nel giorno dei funerali di Franco Zeffirelli e per rendere omaggio al grande regista, scomparso la scorsa settimana, Rai Cultura cambia la propria programmazione dell’intera serata di martedì 18 giugno dalle 21.15 su Rai5, proponendo tre opere liriche firmate dal Maestro: Aida, Madama Butterfly e La Bohème.






Si comincia con Aida di Giuseppe Verdi nell’allestimento del Teatro alla Scala di Milano del 2006 con Riccardo Chailly sul podio e Orchestra, Coro e Corpo Di Ballo del Teatro alla Scala. Maestro del Coro Bruno Casoni. Tra gli interpreti, Violeta Urmana, Roberto Alagna, Ildiko Komlosi, Giorgio Giuseppini, Marco Spotti, Carlo Guelfi. Dell’opera sono protagonisti anche Luciana Savignano, Roberto Bolle e Myrna Kamara nella coreografia di Vladimir Vassiliev. Regia Tv di Patrizia Carmine.

Si prosegue con la Madama Butterfly di Puccini dall'Arena di Verona, diretta da Daniel Oren nel 2004. Maestro del Coro Marco Faelli. Le voci sono quelle di Fiorenza Cedolins, Francesca Franci, Mina Blum, Marcello Giordani, Juan Pons Carlo Bosi, Alessandro Battiato, Carlo Striuli, Angelo Nardinocchi, Giovanni Scordino, Veronica Simeoni, Maria Letizia Grosselli. La regia tv è firmata da George Blume.

Il trittico di opere con la regia di Zeffirelli si chiude con La Bohème di Puccini dal Teatro degli Arcimboldi nell’allestimento del 2003 con Orchestra e Coro del Teatro alla Scala. Maestro concertatore e direttore Bruno Bartoletti, maestro del Coro Bruno Casoni. Gli interpreti sono Marcelo Alvarez, Natale De Carolis, Matteo Peirone, Cristina Gallardo Domas, Roberto Servile, G. Battista Parodi, Angelo Romero, Hei-Kyung Hong e il Coro di Voci Bianche del Teatro alla Scala e del Conservatorio “G. Verdi” di Milano diretto da Alfonso Caiani. La regia televisiva è di Carlo Battistoni.

Dopo le tre opere, Rai5 ripropone anche l’appuntamento con la rassegna “Senato & Cultura” dello scorso aprile, quando il regista venne premiato dalla Presidente del Senato Elisabetta Casellati.

venerdì 14 giugno 2019

Agroalimentare: il ruolo delle università, tra didattica e ricerca per lo sviluppo sostenibile

Quando l’università pensa sostenibile. Didattica, ricerca e innovazione nel settore agroalimentare per l’Agenda 2030. Il convegno presso l'Orto Botanico di Roma.





Si terrà lunedì 17 giugno alle 14.30, presso il Museo Orto Botanico, la prima giornata del convegno “Lo Sviluppo Sostenibile: Didattica, Ricerca & Innovazione nel campo agroalimentare per l’Agenda 2030”. L’evento, organizzato da Sapienza Università di Roma, FAO e Segretariato Italiano di PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area), vuol essere momento di riflessione sul ruolo delle università, tra didattica e ricerca, nel raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Il Convegno, di fatto in linea con il “Manifesto delle Università per la Sostenibilità”, documento condiviso da 75 università il 30 maggio scorso a Udine, sarà l’occasione per un confronto sulla diffusione dei saperi attraverso risorse open-access, i sistemi di accreditamento e certificazione dei percorsi formativi e delle conoscenze, i corsi on line Mooc.

Il dibattito si inserisce nel quadro di una più vasta riflessione sullo sviluppo di una didattica innovativa che in Sapienza sta interessando i corsi di studio in Biotecnologie agro-industriali, Scienze e tecnologie alimentari, Scienze dello sviluppo e della cooperazione internazionale, Tecnologie e gestione dell’innovazione e Scienze del turismo, Scienze, culture e politiche gastronomiche per il benessere.

In questa prospettiva, verranno illustrati le potenzialità e i risultati della collaborazione tra istituzioni pubbliche e private come il Gruppo di lavoro sui sistemi agroalimentari sostenibilità della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università italiane), Fondazione Barilla, Sustainable Development Solutions Network (Sdsn), Sdg Academy e l'Università di Siena e del partenariato che Sapienza e la Fondazione PRIMA hanno con la FAO.

All'evento, che si concluderà martedì 18 giugno, parteciperanno i maggiori esperti del settore. Ad aprire i lavori saranno i saluti del Rettore della Sapienza Eugenio Gaudio, a cui seguiranno i contributi di Fabio Attorre, Direttore dell’Orto botanico; di Maria Maddalena Altamura, Direttrice del Dipartimento di Biologia ambientale della Sapienza, di Bruno Botta prorettore alle Relazioni internazionali della Sapienza e da Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA e docente dell’Università di Siena.

Saranno, inoltre, presenti i giovani vincitori, con il progetto “LUISA Storytelling”, dell'Hackathon per gli Sdgs, evento tra innovatori organizzato da Fao, PRIMA e Future Food Institute nell’ambito di Exco 2019, la prima fiera della cooperazione internazionale”. Luisa è una piattaforma di sensibilizzazione ai temi della sostenibilità che, a prescindere dall'età e dalla scolarizzazione, attraverso storie concrete ha lo scopo di raggiungere gli obiettivi dell'agenda 2030. La prima di queste storie è ispirata a Luisa Guidotti Mistrali, medico missionario, uccisa nel 1979 mentre svolgeva il suo lavoro in Africa e dà il nome alla piattaforma.

Nel corso della due giorni verrà, infine, illustrato il programma PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area), che, con la sua azione, promuove la collaborazione tra i Paesi della costa nord e sud del Mediterraneo per la gestione efficiente delle risorse idriche, agricoltura sostenibile, catena del valore alimentare, anche nella prospettiva del cambiamento climatico e delle migrazioni. In particolare sarà illustrato lo studio dell’Università di Siena AgriFoodMed Delphi 2019, che tra l’altro, indica le aree di policy sulle quali gli esperti ritengono che sia fattibile e urgente intervenire, fornendo una agenda delle priorità a breve e medio termine.

 “Questo appuntamento riveste una grande importanza soprattutto perché mette in evidenza il ruolo che il mondo delle università può svolgere in un processo di salvaguardia ambientale e di sostenibilità per il pianeta. Mettere a servizio di questo processo le competenze interne delle università e la valorizzazione dell’educazione universitaria per la sostenibilità sono un impegno ma anche un dovere per la Sapienza.  E’ importante sapere che alleati importanti come la FAO e il Segretariato italiano della Fondazione PRIMA ci accompagnano.” Ha detto il Rettore Sapienza Università di Roma Eugenio Gaudio

Cesare Manetti del Dipartimento di Biologia ambientale ha evidenziato che “L'adozione di un approccio sistemico multidisciplinare per la definizione di nuovi percorsi di sviluppo è la vera sfida per l'attuazione dell'Agenda 2030: questo realmente corrisponde oggi allo "Sviluppo Sostenibile".  Per attuare questo cambiamento è indispensabile pensare ad una nuova didattica, dalle scuole primarie all'università, che non solo includa le parole chiave, che abbiamo imparato ad utilizzare in questi anni (risparmio energetico, economia circolare, lotta allo spreco alimentare, alimentazione sana, dieta mediterranea,... ) in corsi specifici, ma si basi su esperienze che creino una nuova rete di connessione tra saperi "iperspecialistici" e territorio per far emergere reali soluzioni transdisciplinari.  Mescolare didattica tradizionale e risorse open access disponibili in rete, mettendo in contatto studenti di corsi diversi, che condividono analoghi strumenti multimediali, può essere la chiave per diffondere questa visione”.

"La FAO è estremamente lieta di promuovere gli obiettivi universali dell’Agenda 2030, per lo sviluppo sostenibile nel campo agroalimentare, e di organizzare questo evento con due partner d'eccellenza: l’Università La Sapienza di Roma e la Fondazione PRIMA. Inoltre, la FAO considera fondamentale il coinvolgimento di tutti gli attori della società per il raggiungimento di questi obiettivi e il ruolo cruciale dell’università come catalizzatore di innovazione”. Ha detto Cristina Petracchi, Partnership Division of the Food and Agriculture Organization of the United Nations FAO

Il Prof. Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA, ha sottolineato che "Il ruolo delle Università è essenziale sia per la creazione di un sistema di valori alla base di un uso efficace dell'innovazione, sia per la produzione stessa di innovazione in settori, come quello agroalimentare, che sono particolarmente esposti alle criticità dovute al cambiamento climatico e alle tensioni sociali. Il Programma PRIMA, attraverso il finanziamento alle attività di ricerca e innovazione nel settore agroalimentare e idrico del Mediterraneo e all’ampio coinvolgimento del mondo accademico all’interno dei vari Progetti, assegna alle Università un ruolo centrale nell’ambito della rete di attori che agiscono per lo sviluppo sostenibile, favorendo lo scambio di conoscenze e la cooperazione multilivello".

mercoledì 12 giugno 2019

Culti e culture del corpo

L’Accademia di Belle Arti di Roma, l’Associazione Cultural Pro, il Teatro del Lido di Ostia e l’Accademia Nazionale di Danza presentano presso il Teatro del Lido di Ostia, dal 14 al 23 giugno, Culti e Culture del Corpo un laboratorio interdisciplinare che ha visto la collaborazione tra studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Accademia Nazionale di Danza e Conservatorio Santa Cecilia di Roma. 





In mostra i progetti artistici nati dall’incontro tra i vari partecipanti dell’Accademia di Belle Arti di Roma e del Master “Cantiere Infinito” (Accademia Nazionale di Danza, Conservatorio Santa Cecilia di Roma e Fondazione MAXXI), curati dagli studenti del Corso di Fenomenologia del corpo.

I lavori esplorano i vari aspetti del corpo e le sue relazioni con la fotografia e l’audiovisivo. Tra fotografia e danza, video e performance, si definiscono incontri ed associazioni che creano immagini ed immaginari estetici, sociali e culturali e che presentano varie sfaccettature di una sperimentazione sulle dinamiche relazionali che emergono dall’interazione tra diversi corpi performanti.

La riflessione portata avanti dal laboratorio Culti e Culture del Corpo si colloca tra questi sguardi, tecniche e approcci alla corporeità. La poetica del corpo-macchina messa in scena dagli artisti gravita intorno alle peculiari sinergie che s’instaurano tra i performer, i fotografi e i video-maker in diversi contesti di rappresentazione.

La relazione con lo spazio è stata infatti una componente centrale del laboratorio che ha portato gli studenti ad approcciare diverse realtà storiche, naturali, urbanistiche e sociali di Ostia e di Roma. Mentre alcuni lavori ruotano intorno al ‘luogo’ come manifestazione tangibile, altri si girano verso gli spazi astratti del movimento psichico. Le opere presentano varie sfaccettature di una sperimentazione sulle dinamiche relazionali che emergono dall’interazione tra diversi corpi performanti.

Nelle serate del 14 e 15 giugno 2019 sono previste performance degli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza.

Artisti:
Accademia Belle Arti di Roma: Giulia Blasi, Valerio Cisaria, Alessandra Farci, Rosaria Giannitto, Paolo Giordano, Eleonora Mattozzi, Karen Ortega, Maria Giovanna Sodero, Xi Han Zhang
Accademia Nazionale di Danza: Serena Arco, Silvia Autorino, Mara Capirci, Mariagiovanna Esposito, Andrea Gallina, Vittoria Guarracino, Iole La Sala, Maria Sole Montacci, Michela Tartaglia, Noemi Valente

Conservatorio Santa Cecilia di Roma:
Michele Fortunato, Daniele Gherrino, Sonia Ziccardi

Curatrici:
Eleonora Cicino, Sofia Dati, Anna Nacarlo, Noemi Saia

Performance:
14 giugno ore 17:00 / 19 :00
15 giugno ore 19:30 / 20:30

Culti e Culture del Corpo
Inaugurazione: 14 giugno 2019, ore 17:00 / 19 :00
Apertura al pubblico: 14 giugno – 23 giugno
Ore 17:00 / 20:00
TEATRO DEL LIDO DI OSTIA
Via delle Sirene, 22
Lido di Ostia (RM)

Il Flauto Magico di Piazza Vittorio, l'opera mozartiana reinterpretata dai musicisti-attori della multietnica Orchestra di Piazza Vittorio

Il Flauto Magico di Piazza Vittorio un Film-spettacolo ed esibizione live per l’esordio dell’Orchestra di Piazza Vittorio sul palco di Massenzio. In programma il 14 giugno 2019 alle ore 20.30.





Appuntamento eccezionale nell'ambito di Letterature Festival Internazionale Roma con la proiezione de Il flauto magico di Piazza Vittorio, con l’Orchestra di Piazza Vittorio. Regia di Mario Tronco e Gianfranco Cabiddu. A seguire, esibizione dell’ottetto dell’orchestra di Piazza Vittorio.

Il Flauto Magico di Piazza Vittorio è un film musicale che rivisita e re-interpreta, arricchendola e adattandola ai nostri giorni, l’opera di Mozart, interpretato in 8 lingue dai musicisti-attori della multietnica Orchestra di Piazza Vittorio, ognuno secondo le proprie tradizioni e culture musicali.

Tutto avviene nei giardini di Piazza Vittorio, che si animano per magia durante la notte, e contrariamente a quanto accade nell’Opera di Mozart, i personaggi femminili possono cambiare il corso degli eventi e assumere un ruolo decisivo.

Un principe pauroso, un gigante dal cuore d'oro, una principessa audace e determinata, capace di cambiare con le proprie azioni il corso della storia: il Flauto Magico di Mozart rivive grazie all'orchestra di Piazza Vittorio in una versione alternativa dei fatti e reinterpretata attraverso le tradizioni e le culture musicali di tutto il mondo.

Così i giardini di Piazza Vittorio si trasformano in un bosco incantato, le aiuole in esotici giardini di sabbia, i palazzi in castelli fiabeschi. La notte, a Piazza Vittorio, è un sogno fatato, cullato dai suoni della vita urbana: il traffico, il vociare indistinto, lo sferragliare di un tram.

L’Orchestra di Piazza Vittorio è nata nel 2002 sulla spinta di artisti, intellettuali e operatori culturali con la volontà di valorizzare l’omonima Piazza dell’Esquilino di Roma, per antonomasia il rione multietnico della città. Da 17 anni l’Orchestra rappresenta una realtà unica che trova la sua ragion d’essere nella commistione dei linguaggi testuali e musicali, nella ferma consapevolezza che mischiare culture produca bellezza.

sabato 8 giugno 2019

Ricerca, origine ed evoluzione dell'uomo: svelata la causa dell'estinzione dei Neanderthal e di altri mammiferi

La causa dell'estinzione dei Neanderthal e di altri mammiferi fu dovuto all’Evento di Laschamp che poi favorì lo sviluppo dell'Homo Sapiens. Lo studio condotto dal Cnr-Ismar e dall’Università della Florida è pubblicato su Reviews of Geophysics. 





Successe quarantamila anni fa, durante quello che viene definito l’Evento di Laschamp, ovvero quando il campo magnetico terrestre subì un improvviso crollo (a circa il 25% del valore attuale) con il conseguente aumento di radiazioni ultra-violette (UVR), i cui effetti selezionarono i nostri antenati Cro-Magnon a scapito dei neanderthaliani.

Una variante genetica di una proteina sensibile ai raggi UV, il recettore arilico (AhR), fu determinante nella selezione. Il breve intervallo di tempo (circa 2000 anni) bastò a porre fine ai Neanderthal e sviluppare i nostri antenati Sapiens. Lo studio condotto dal Cnr-Ismar e dall’Università della Florida è pubblicato su Reviews of Geophysics.

Perché i Neanderthal si estinsero 40 mila anni fa? Uno dei grandi misteri della paleoantropologia è oggetto di una ricerca pubblicata dalla rivista Reviews of Geophysics e frutto della collaborazione tra geologi dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Cnr-Ismar) e dell’Università della Florida a Gainesville.

Combinando le datazioni sulla scomparsa dei Neanderthal (41.030-39.260 anni fa) dai principali siti paleolitici con dati genetici, i paleomagnetisti Luigi Vigliotti e Jim Channell hanno identificato l’Evento di Laschamp, una delle principali escursioni del campo magnetico terrestre, avvenuta 41 mila anni fa (41.300+/-600 anni) come il fattore che probabilmente causò l’estinzione.

Il campo magnetico, infatti, funziona come schermo di protezione contro i raggi UV provenienti dal cosmo e la ricerca dimostra che sono stati gli effetti delle radiazioni UV a selezionare in modo irreversibile i nostri antenati Cro-Magnon a scapito dei Neanderthal, a causa di una variante genetica di una proteina nota come recettore arilico (AhR), sensibile agli UV, che fu loro fatale durante quel breve intervallo di tempo (circa 2000 anni) di minima intensità del campo magnetico.

“Neanderthal e Sapiens hanno convissuto, incrociandosi, per alcune migliaia di anni, come dimostrano le ‘impronte’ lasciate nel nostro DNA e i tratti somatici di alcuni individui contemporanei”, spiega Luigi Vigliotti del Cnr-Ismar. “La loro estinzione è stata oggetto di numerose ipotesi, incluso l’istinto ‘fratricida’ dei nostri antenati. Nel 2016 un gruppo di biologi molecolari ha scoperto l’esistenza di una piccola variante genetica Ala-381 nel recettore arilico dei Neanderthal rispetto al Val-381 dei Sapiens (e dei fossili Cro-Magnon), che fu interpretata come un vantaggio nell’assorbimento delle tossine prodotte dal fumo legato allo stile di vita trogloditico. Il recettore arilico è infatti fondamentale nel regolare l’effetto tossico della diossina. La coincidenza con i tempi dell’estinzione dei Neanderthal suggerisce che invece fu lo stress ossidativo prodotto dalla mancanza dello schermo fornito dal campo magnetico terrestre rispetto ai raggi UV ad essere responsabile della loro scomparsa”.

Molti organismi acquatici e terrestri hanno sviluppato strategie per limitare i danni che i raggi UV - in aggiunta ai loro effetti positivi nella sintesi della vitamina D e nel contrastare virus, batteri e parassiti - possono procurare alla struttura del DNA. “Non è un caso, secondo il nostro studio, che la fine del Laschamp segni l’uscita di scena dei Neanderthal e l’espansione dei Cro-Magnon, cioè dell’uomo moderno”, prosegue Vigliotti. “Il Laschamp non fu per altro fatale solo ai neanderthaliani. Nello stesso intervallo di tempo in Australia si estinsero 14 generi di mammiferi, soprattutto di grossa taglia, come dimostra la drastica diminuzione nei sedimenti delle tracce di ‘sporormiella’, un fungo coprofilo che vive sullo sterco di grandi animali erbivori, proprio in corrispondenza del minimo di intensità del campo magnetico terrestre. Un altro minimo osservato circa 13 mila anni fa portò alla scomparsa di 35 generi di grandi mammiferi in Europa e soprattutto in Nord America intorno a questo intervallo di tempo, quasi in un ‘istante’ geologico. Questi due focolai di estinzione dipendono dalla diminuzione dell'ozono stratosferico durante gli episodi di bassa intensità di campo magnetico e dal ruolo della radiazione ultravioletta ben più che dall’overkill da parte dell'uomo o dal cambiamento delle condizioni climatiche”.

La ricerca appena pubblicata analizza anche le relazioni tra intensità del campo magnetico ed evoluzione umana negli ultimi 200 mila anni, l’intervallo di tempo che ha visto lo sviluppo dell’Homo sapiens. “Abbiamo integrato tutti i dati fossili esistenti con le datazioni delle ramificazioni principali dell’evoluzione umana in base all’analisi del DNA mitocondriale e del Cromosoma-Y. Nonostante la scarsità dei materiali fossili e i margini di errore delle metodologie utilizzate per ricostruire l’età delle ramificazioni dei vari aplogruppi (gruppi con lo stesso profilo genetico) umani, abbiamo trovato interessanti relazioni”, conclude il ricercatore Cnr-Ismar. “La datazione a circa 190 mila anni fa dei resti fossili del più antico Sapiens conosciuto (Omo Kibish, trovato in Etiopia) e del Mithocondrial Eve, il nostro più recente antenato comune su base matriarcale, coincide con un altro momento di assenza del campo magnetico terrestre noto come Iceland Basin Excursion. L’evoluzione umana ha poi avuto vari sviluppi concentrati tra 100 e 125 mila anni fa, nell’ultimo interglaciale, che hanno fatto considerare il clima uno dei fattori che hanno guidato l’evoluzione. Anche in questo caso però registriamo un altro minimo del campo magnetico terrestre: l’evento di Blake (125-100 mila anni fa). Con il procedere delle conoscenze sulla ricostruzione del campo magnetico, del suo ruolo nel modulare i raggi UV e di quello dell’AhR rispetto agli effetti di queste radiazioni, e quando saranno disponibili più accurate datazioni di nuovi reperti fossili e miglioramenti nella filogenesi umana, si chiarirà meglio il ruolo che l’intensità del campo magnetico gioca nell’evoluzione di tutti i mammiferi e forse non solo”.

venerdì 31 maggio 2019

Galleria degli Uffizi, maxi inaugurazione per la pittura del '500. 14 nuove sale per i maestri veneti e fiorentini, 105 dipinti per oltre 1100 metri quadrati di arte

Apre un secondo nuovo museo dentro la Galleria degli Uffizi. L’operazione di portata gigantesca è stata resa possibile anche grazie a una generosa donazione dei Friends of the Uffizi Galleries.





La ‘Venere di Urbino’ di Tiziano in una stanza appositamente dedicata. Il ritorno in Galleria, dopo quasi dieci anni di lontananza dagli occhi del pubblico, della monumentale ‘Madonna del Popolo’ di Federico Barocci; una nuova sala interamente dedicata ai capolavori del naturalismo veneziano, altre per quelli del Tintoretto e del Veronese, oltre 30 dipinti che tornano visibili dopo molto tempo.  Sono solo alcuni dei tesori della grande pittura veneta e fiorentina del '500 e del primo '600, accolti al primo piano degli Uffizi in 14 sale completamente riallestite. Vi sono esposte 105 opere, un terzo delle quali da tempo in deposito: i lavori, che hanno riguardato un’area del museo di oltre 1100 metri quadrati, sono andati avanti per circa un anno.

I colori delle pareti sono naturali e stesi secondo gli antichi metodi, che li rendono vibranti e vivi: verde per la pittura veneta – un verde ripreso dai tendaggi e dai rivestimenti dei muri che si notano in tanti dipinti del Rinascimento veneziano – mentre per gli spazi destinati alla scuola toscana è stato scelto un grigio scuro, che richiama la pietra serena dell’architettura degli Uffizi, ma con un timbro più caldo e vellutato. 

La ‘Venere di Urbino’ di Tiziano è affiancata a destra dalla ‘Flora’, sempre di Tiziano, e dalla ‘Fornarina’ di Sebastiano del Piombo. Protette da vetri antisfondamento che ne garantiscono anche la stabilità climatica, le tre celeberrime dame potranno ora essere ammirate in totale calma e concentrazione. Nelle sale vicine tornano finalmente visibili le opere di Lorenzo Lotto, Tintoretto, Veronese, molte delle quali da tempo non più visibili, che completano la collezione di pittura veneta degli Uffizi. Su questo lato è stata aperta anche una finestra sull’Arno, con una vista mozzafiato sul fiume e sulle colline a sud della città, a ristabilire il contatto della Galleria con il suo contesto urbano.

Le pareti della monumentale sala del Pilastro sono state lasciate chiare, così che l’ambiente richiami una chiesa a pianta centrale: qui sono infatti esposte le grandi pale d’altare del periodo della Controriforma. I visitatori vi possono finalmente ammirare di nuovo, dopo dieci anni di permanenza in deposito, la ‘Madonna del Popolo’ di Federico Barocci, capolavoro di grandi dimensioni del maestro urbinate, che il granduca Pietro Leopoldo comprò a caro prezzo per le collezioni fiorentine.  Accanto, sempre del Barocci, lo splendido e atmosferico ‘Noli me tangere’ e appeso nella parete vicina quello dipinto da Lavinia Fontana, grande pittrice bolognese: due versioni dello stesso soggetto, due culture diverse a raffronto. Le stanze accanto alla sala del Pilastro sono state allestite come “studioli”, prevalentemente con opere di piccole dimensioni: una con dipinti sacri, l’altra con soggetti profani (prevalentemente mitologici e allegorici), tutti visibili nel dettaglio grazie alla protezione con vetri speciali, che permettono di avvicinarsi e di apprezzare ogni pennellata. Torna visibile anche la portentosa ‘Caduta degli Angeli ribelli’ di Andrea Commodi: nel grande bozzetto, un drammatico groviglio di anatomie umane con il quale il pittore fiorentino voleva confrontarsi direttamente con il Michelangelo della Cappella Sistina.

Vi è infine la zona dedicata alle Dinastie, dove i ritratti dei Medici di Bronzino (tra i quali anche la famosa ‘Eleonora da Toledo con il figlio Giovanni’) spiccano come gioielli sul fondo grigio scuro. La nuova sistemazione delle sale è stata concepita per migliorare la visione e la comprensione delle opere da parte del pubblico. Ciò è reso possibile anche grazie alle panchine disseminate lungo il percorso per consentire la sosta e il raccoglimento davanti ai dipinti. Un supporto alla realizzazione di questo straordinario, estesissimo intervento di allestimento è arrivato dai Friends of the Uffizi Galleries, che hanno donato 100mila dollari per la nuova Sala della Venere di Urbino, e altri 15mila dollari – generosamente offerti da uno dei membri dell’associazione, Trish Savides – per il restauro della ‘Sacra Famiglia’ di Lorenzo Lotto.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, commenta: "È come se si fosse aperto un secondo, nuovo museo dentro la Galleria. L’operazione è di portata gigantesca, ed è stata resa possibile anche grazie a una generosa donazione dei Friends of the Uffizi Galleries, presieduti da Maria Vittoria Rimbotti Colonna. Questa formidabile impresa è stata portata a compimento dall’eccezionale squadra delle Gallerie degli Uffizi, che ha lavorato con passione e grande competenza. Finalmente possiamo mostrare nel modo migliore due settori delle nostre collezioni, quello della pittura della Controriforma e quella della pittura veneta, che sono anche tra i più importanti al mondo. Ma non è finita qui: nel giro di pochi mesi tutta l’ala del Cinquecento sarà riallestita".

E il curatore del patrimonio architettonico delle Gallerie degli Uffizi, Antonio Godoli, aggiunge: "Due sono i temi fondamentali che hanno guidato il nuovo allestimento: la ricerca di continuità nello stile delle sale vasariane, mediante lo studio di traguardi e anche di punti focali e prospettici nel posizionamento dei quadri; e la costruzione di superfici espositive a supporto delle opere, superfici che hanno la funzione di definire il nuovo spazio museale separandolo dallo spazio architettonico".

Appuntamento in Giardino, alla scoperta della ricchezza storica, artistica, botanica e paesaggistica dei giardini italiani

Sabato 1 e domenica 2 giugno sarà possibile visitare in tutta Italia oltre 200 giardini, alcuni aperti in via eccezionale, nell’ambito della seconda edizione dell’iniziativa “Appuntamento in Giardino”. 






Promossa da APGI-Associazione Parchi e Giardini d’Italia, con il sostegno di Ales e il patrocinio del MiBAC e di ASVIS-Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, la manifestazione invita il grande pubblico a scoprire la sorprendente ricchezza storica, artistica, botanica e paesaggistica dei giardini italiani: dai grandi siti storici ai piccoli giardini privati. Una serie di incontri, eventi, letture e attività speciali come offerta culturale rivolta a tutta la famiglia.

“I nostri parchi e giardini rappresentano un tesoro culturale che il Ministero non solo intende proteggere e tutelare -afferma Giovanni Panebianco, Segretario Generale MiBAC - ma, con iniziative come questa, desidera promuovere e valorizzare affinché quanti più italiani e turisti stranieri possano scoprirli e goderne”.

“Iniziative come “Appuntamento in Giardino” - sostiene Mario De Simoni, Presidente di Ales -rientrano tra le attività che Ales sostiene e promuove con convinzione, nell’ottica di valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico secondo le indicazioni del MiBAC”.

“Sono molto orgoglioso che APGI stia svolgendo un ruolo chiave di sensibilizzazione delle istituzioni e dei cittadini - dichiara Ludovico Ortona, Presidente APGI - affinché questo incredibile patrimonio verde costituito dai parchi e giardini sia tutelato, valorizzato e vissuto”. Quest’anno la manifestazione si terrà in coincidenza con la Settimana Europea dello Sviluppo Sostenibile (ESDW – European Sustainable Development Week), in programma dal 30 maggio al 5 giugno 2019.

Le due giornate di Appuntamento in Giardino sono inserite anche nel programma del Festival dello Sviluppo Sostenibile di ASVIS. L’apertura dei giardini – per loro stessa natura piccoli ecosistemi, nonché precisi ‘sensori’ dei cambiamenti ambientali - sarà quindi anche una preziosa occasione per sensibilizzare i visitatori sui temi dell’ambiente e della sostenibilità.

Rispetto alla prima edizione dell’iniziativa, le adesioni dei giardini sono aumentate di circa il 60%, e la partecipazione ha interessato pressoché tutte le regioni. Nel 45% dei casi si tratta di aperture straordinarie: giardini normalmente non aperti al pubblico o aperti solo in occasioni particolari.

In alcuni casi si potranno visitare parti del giardino normalmente chiuse: a Caprarola il giardino d'estate; a Genova sarà eccezionalmente aperto il Giardino segreto di Palazzo Reale con le sale adiacenti. Parteciperanno all’iniziativa anche alcuni importanti siti Unesco, come Villa D’Este, la Reggia di Caserta e i giardini delle Ville Medicee di Castello, Petraia, Pratolino e Cerreto Guidi.

Ampia la partecipazione di Dimore storiche private, che apriranno i propri prestigiosi giardini, come ad esempio Villa Tiepolo Passi in Veneto, Villa Imperiale nelle Marche o la Villa Reale di Marlia in Lucchesia. In molti casi saranno gli stessi proprietari o direttori ad accogliere i visitatori, per raccontare la storia del giardino e l’impegno quotidiano necessario a garantirne la sopravvivenza: sarà così, ad esempio, nel giardino della Minerva a Salerno, alla Kolymbethra (FAI) in Sicilia, o al giardino Portoghesi- Massobrio a Calcata, dove sarà lo stesso architetto Paolo Portoghesi a raccontare i principi ispiratori del suo giardino.

Numerosi anche gli Orti Botanici: Palermo, Catania, Roma, Genova, Torino e alcuni giardini botanici alpini. Moltissime le attività speciali proposte per questo evento: alle tradizionali visite guidate si aggiungono laboratori, degustazioni, yoga e momenti musicali, come ad esempio presso il Castello Galli Della Loggia in Piemonte, dove è previsto un concerto d’archi. Numerosi anche i percorsi sensoriali, come quello programmato a Villa Carlotta sul Lago di Como, che offrirà l'opportunità di scoprire gli alberi monumentali presenti nel giardino. Interessanti infine alcune visite serali straordinarie: l'orto Botanico Pellegrini Ansaldo delle Alpi Apuane propone una visita notturna alla scoperta delle orchidee spontanee; villa Annoni a Cuggiono (MI) e la Casa nel Bosco hanno programmato visite serali con "lucciolata".

Ampia anche la varietà dei giardini: parteciperanno ad esempio il giardino bioenergetico di Villa Boffo a Biella, pensato per accogliere e stimolare coloro che hanno problemi cognitivi, e la "Fabbrica giardino" di Prada in Toscana, nella quale il verde mitiga il volume dell’edificio, ne accresce l’integrazione con il paesaggio e rende l’ambiente lavorativo piacevole e sereno. Grande protagonista il tema della sostenibilità, oggetto di lezioni e conversazioni in molti giardini, come nel Parco di Villa Trecci: un giardino contemporaneo costruito in rapporto armonico con il paesaggio e pensato per essere sostenibile: uno spazio in cui il fabbisogno idrico è ridotto al minimo.

Aderisce all'iniziativa anche Anime Verdi, la manifestazione che a Padova renderà accessibili, in alcuni casi per la prima volta, 31 giardini del centro storico, per sollecitare cittadini e turisti a scoprire il patrimonio verde della città. Una novità dell’edizione 2019 è il contest fotografico lanciato su Instagram, dal titolo: Il Giardino si racconta: immagini di un universo verde.

Il contest, a cui si partecipa con l’hashtag #appuntamentoingiardino, ha l’obiettivo di costruire un racconto per immagini delle due giornate. Saranno protagonisti la bellezza della natura e dei giardini e le numerose attività proposte.


Scopri i giardini aderenti su www.apgi.it/

giovedì 30 maggio 2019

Musica, Concerto straordinario per Paolo VI dal Teatro Grande di Brescia

Su Rai5 stasera il concerto straordinario per Paolo VI dal Teatro Grande di Brescia. Sul podio dell'Orchestra e del Coro del Teatro alla Scala Riccardo Chailly. In programma la “Missa Papae Pauli” per coro a sei voci e la Sinfonia n. 1 in do minore op. 68 di Johannes Brahms.





Celebra la Canonizzazione di Paolo VI il concerto straordinario con Riccardo Chailly, l’Orchestra e il Coro del Teatro alla Scala che Rai Cultura propone in diretta/differita dal Teatro Grande di Brescia giovedì 30 maggio alle 21.15 su Rai5.

L’amore per l’arte e la musica, soggetti di molti scritti di Papa Montini – fra cui la celebre “Lettera agli artisti” – tornano al Teatro Grande in nome di Paolo VI dopo il concerto del 2015 con Riccardo Muti in occasione della beatificazione del papa bresciano. Anche il nome del Direttore musicale della Scala è legato alla memoria di Paolo VI: Chailly infatti dirigerà la “Missa Papae Pauli”, scritta nel 1964 dal padre Luciano in onore dell’allora Papa Montini. Il concerto, inserito nell’edizione 2019 del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, assume poi un significato ulteriore, in quanto Paolo VI è stato arcivescovo di Milano dal 1954 fino all’elezione a Pontefice nel 1963. Inoltre, la data del 30 maggio è strettamente legata al giorno stabilito da Papa Francesco per la memoria liturgica di San Paolo VI, che si terrà il 29 maggio, a ricordo dell’ordinazione sacerdotale di Montini avvenuta nel 1920.

Apre il programma la “Missa Papae Pauli” per coro a sei voci e orchestra di Luciano Chailly, eseguita per la prima volta dall’Orchestra Sinfonica di Roma della Rai diretta da Ferruccio Scaglia al Foro Italico nel 1964. Pagina amatissima dall’autore in bilico fra atonalità e politonalità, si distingue per la sua profonda concentrazione spirituale che sprigiona un’espressività sentita e mai compiaciuta.

Chiude la Sinfonia n. 1 in do minore op. 68 di Johannes Brahms, capolavoro monumentale che si riallaccia direttamente a Beethoven, tanto da essere definita la «Decima» ideale continuazione del catalogo beethoveniano. Regia televisiva di Stefania Grimaldi con Rossella De Bonis. 

Mostre in corso, Il corpo della voce, un progetto espositivo dedicato alla voce intesa come pura potenzialità sonora

La mostra Il corpo della voce. Carmelo Bene, Cathy Berberian, Demetrio Stratos è dedicata alla voce intesa come pura potenzialità sonora. Il progetto espositivo intende ripercorrere quegli avvenimenti che, sulla scia delle avanguardie artistiche del novecento, hanno infranto il legame indissolubile tra il significato della parola e la sua dimensione sonora. Al Palazzo delle Esposizioni fino al 30 GIUGNO 2019.





Attraverso la scelta di alcune opere di tre straordinari protagonisti: la cantante mezzosoprano americana di origine armena Cathy Berberian, l’attore e regista Carmelo Bene e il musicista cantante di origine greche Demetrio Stratos, si dipanerà questo innovativo lavoro di ricerca e sperimentazione intrapreso dai tre grandi artisti che accompagnerà i visitatori in un viaggio originale e del tutto inedito alla scoperta di questa fondamentale potenzialità umana.

In mostra più di 120 opere tra foto, video, materiali di repertorio, partiture originali, corrispondenze, documenti esposti per la prima volta al pubblico oltre a exhibit interattivi, aree di ascolto e apparecchiature elettroniche utilizzate dagli artisti al fine di esplorare i limiti delle proprie possibilità vocali. La raccolta della corposa documentazione è stata possibile grazie alla consultazione di diversi archivi e all’accurato lavoro di ricerca di Anna Cestelli Guidi e Francesca Rachele Oppedisano, curatrici della mostra, che hanno reperito materiale sorprendente e mai divulgato prima.

La mostra è arricchita da due sezioni scientifiche: la prima, introduttiva, curata da Franco Fussi, medico-chirurgo, specialista in Foniatria e Otorinolaringoiatria, offrirà ai visitatori un’accurata analisi dell’interno della cavità di risonanza dove si configura la voce nella sua carnalità. La seconda, curata da Graziano Tisato, ricercatore presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) – CNR di Padova, si trova all’interno della sezione Stratos e consta di tre postazioni interattive realizzate ad hoc per la mostra, attraverso le quali sarà possibile approfondire la comprensione degli effetti vocali prodotti dall’artista.

La mostra è parte del programma di #EurekaRoma 2019 promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale.

Opera, La Cenerentola di Rossini, nella visione pop surrealist di Emma Dante

Torna in scena al Teatro dell'Opera Costanzi La Cenerentola di Rossini, nella versione di grande successo della stagione 2016 con la regia di Emma Dante. Dall’8 al 13 giugno 2019.




Ispirata alle arti e all’immaginario che gravitano attorno al Pop Surrealism, dai cartoon ai tatuaggi, la Cenerentola di Emma Dante è una figura fragile le cui vicende familiari, un po’ grottesche e rocambolesche, raccontate dalla musica di Rossini dal ritmo serrato, diventano lo spunto per una riflessione sulla figura femminile. Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, scene di Carmine Maringola, costumi di Vanessa Sannino, luci di Cristian Zucaro e i movimenti coreografici di Manuela Lo Sicco. Nel ruolo della protagonista Teresa Iervolino; con lei René Barbera (don Ramiro), Vito Priante (Dandini), Carlo Lepore (don Magnifico).

“La famiglia della Cenerentola è sicuramente grottesca, sui generis - spiega la regista. Non ci sono dei veri legami famigliari. Lei, Cenerentola-Angelina, è un’estranea sia per il patrigno, Don Magnifico, che per le sorellastre, Clorinda e Tisbe; e loro tengono a ribadire, tutte le volte, che lei non deve chiamarle sorelle. Quindi è una sorta di famiglia imposta, né Cenerentola sente famigliare queste tre figure. Sono degli estranei che vivono nella stessa casa. Inoltre le sorellastre litigano sempre tra loro, e sono sempre in atteggiamento di grande rivalità. Il padre vuole assolutamente accasarle per averne un vantaggio personale ed economico. Insomma è una famiglia abbastanza problematica. In più questi legami non sono di sangue perché, appunto, Cenerentola è figlia di un’altra madre. Ma soprattutto è una famiglia che all’interno nasconde una grande violenza, una grande prevaricazione sulla persona più debole che è lei, derubata di tutti i suoi averi e messa in un angolo a far da serva. C’è una prevaricazione molto forte, una grande cattiveria e perfidia. […] C’è una condizione di degrado della donna. Non so se Rossini e il librettista volessero esprimere anche questo. Sicuramente noi che riprendiamo oggi l’opera dobbiamo assolutamente fare i conti con la condizione di questa donna che viene comunque maltrattata, vessata, privata di tutti i suoi diritti, e soprattutto costretta a vivere in una condizione di grande disagio e alienazione. Per cui certamente può essere molto attuale, nel senso della povertà della donna e dell’impossibilità di poter esprimere la propria libertà. Cenerentola non è libera, è vittima di violenze domestiche e non riesce a liberarsene, tant'è che è necessario l’intervento di una specie di magia. Quindi c’è un riscatto. Ed è un riscatto sociale che ci riguarda.”

Al pari del più popolare Barbiere di Siviglia, La Cenerentola, su libretto di Jacopo Ferretti il cui titolo originale completo è “La Cenerentola, ossia la bontà in trionfo”, rappresenta la massima espressione del genio rossiniano nonché del teatro musicale di tutti i tempi. L'opera fu realizzata in soli 24 giorni secondo la proverbiale velocità del maestro appena venticinquenne da un soggetto tratto in parte dalla celebre fiaba di Charles Perrault. Il debutto avvenne al teatro Valle di Roma il 25 gennaio 1817 dove conseguì un riscontro che, seppur non disastroso come per il "Barbiere" dell’anno prima, non fu certo esaltante. Ciò non dispiacque al suo autore che secondo le cronache dell’epoca ne preconizzò l’imperituro trionfo. Dopo poche recite, infatti l'opera divenne popolarissima e fu ripresa in Italia e all'estero.

Eventi. Leonardo da Vinci 3D: Immersive, Interactive, Experience

Al via da oggi una mostra rivoluzionaria e futuristica che racconta il genio assoluto di Leonardo da Vinci attraverso un linguaggio multisensoriale fra realtà aumentata, ologrammi, percorsi immersivi. Milano, Fabbrica del Vapore - Cattedrale. Da oggi fino al 22 settembre 2019.






Una mostra rivoluzionaria e futuristica che racconta il genio assoluto di Leonardo da Vinci attraverso un linguaggio multisensoriale fra realtà aumentata, ologrammi, percorsi immersivi per scardinare i tradizionali confini, sfidando leggi della fisica, del tempo e dello spazio. Un'esperienza che catapulta il visitatore nella mente straordinaria di Leonardo e nelle sue ardite evoluzioni. Un viaggio lungo oltre 500 anni, un salto sorprendente dal passato al futuro attraverso la memoria e la tecnologia per un’esperienza unica da vivere.

La mostra 'Leonardo da Vinci 3D' è organizzata da Medartec Distribution, co-prodotta con il Comune di Milano, realizzata in collaborazione con il Cnr–Icar - ed al pluripremiato Art Media Studio, che ne ha curato la direzione artistica e la produzione dei contenuti immersivi.

L’esposizione rientra nel circuito 'Leonardo 500', ciclo di mostre che Milano offrirà ai visitatori per rendere omaggio al genio fiorentino durante l'anno dedicato al cinquecentenario dalla sua morte. A restituire lo spirito avveniristico di Leonardo è un sistema di multi-proiezione altamente tecnologico in grado di offrire un’esperienza educativa e divertente allo stesso tempo, dove immagini e musica corrono lungo soffitti, pareti e colonne per sconfinare negli spazi immateriali dell’olografia e della realtà aumentata. All'interno del percorso anche una sala dedicata alle esperienze per i più piccoli che potranno rivivere momenti artistici ed 'ingegneristici' del genio fiorentino.

Il racconto di Leonardo da Vinci 3D nasce da un’inedita commistione di linguaggi, dove riescono a dialogare tradizione e innovazione: dai modelli delle macchine per il volo ai dipinti riprodotti in alta risoluzione, attraverso la sala degli specchi fino al Cenacolo vinciano, dove Cristo e gli apostoli prendono vita sulle pareti della Cattedrale.

Contatti e info
info@leonardodavinci3d.it
tel. +39 349 4383587

Ricerca, l'attività fisica accresce le capacità olfattive

Lo rivela uno studio condotto dal Cnr-Ibcn in collaborazione con il laboratorio di Neuroimmunologia della Fondazione Santa Lucia e con la Fondazione Ebri, secondo il quale il movimento attiva cellule staminali neurali, aumentando il numero di neuroni maturi che partecipano ai processi olfattivi. La ricerca è pubblicata su Molecular Neurobiology.





Nel cervello adulto dei mammiferi esistono aree in cui si originano nuovi neuroni a partire da cellule staminali neurali. Una di queste è denominata zona sottoventricolare (Svz) e rappresenta la principale fonte di nuovi neuroni del cervello dei topi adulti. Uno studio condotto dall’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibcn) ha individuato il processo che porta alla formazione di neuroni olfattivi. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Molecular Neurobiology.

“All’interno della Svz, le cellule staminali dormienti vengono attivate da stimoli interni o esterni e cominciano un percorso di espansione e maturazione fino a diventare neuroni maturi che migrano in direzione del bulbo olfattivo, dove partecipano attivamente ai processi olfattivi”, spiega Stefano Farioli Vecchioli del Cnr-Icbn. “Nel nostro laboratorio abbiamo scoperto che lo spegnimento, tramite ingegneria genetica, del gene anti-proliferativo p21 innesca uno straordinario aumento della risposta delle cellule staminali neurali quiescenti all’azione svolta dall’attività fisica, che favorisce la generazione di nuovi neuroni (proneurogenica). Ciò si traduce in un aumento dell’attivazione e della velocità di proliferazione delle cellule staminali e in un incremento del numero di nuovi neuroni attivi all’interno del bulbo olfattivo. Infine, le nostre osservazioni sul modello murino hanno stabilito che i soggetti provvisti di un numero superiore di nuovi neuroni all’interno del bulbo olfattivo sono dotati di una sensibilità e di una memoria olfattiva molto superiore rispetto a quelle registrate negli  esemplari di controllo”.

Lo studio è importante perché dimostra come l’attività fisica sia in grado di innescare l’espansione delle cellule staminali nervose adulte capaci, a loro volta, di aumentare la sensibilità olfattiva degli animali. “Un risultato analogo è stato raggiunto recentemente anche da una ricerca realizzata dall’Università di Dresda (Bragado-Alonso S. et al EMBO J, 2019), partita da un approccio sperimentale differente e ciò avvalora la nostra ipotesi di una stretta connessione fra l’espansione delle cellule staminali adulte e il miglioramento delle capacità olfattive dei modelli murini”, conclude il ricercatore. “Nonostante la neurogenesi sottoventricolare sia un processo che nell’uomo termina nel corso dei primi anni di vita, riteniamo che il nostro studio possa fornire un contributo importante nell’ampio campo di ricerca inerente alle strategie terapeutiche basate sulle cellule staminali neurali, aprendo nuove prospettive nell’utilizzo delle cellule staminali attivate dalla corsa per prevenire l’invecchiamento cerebrale e per contrastare l’insorgenza di patologie neurodegenerative che colpiscono l’integrità strutturale e funzionale dell’area dell’ippocampo”.

La ricerca è stata svolta in collaborazione con il laboratorio di Neuroimmunologia della Fondazione Santa Lucia e con Raffaella Scardigli della Fondazione Ebri.

lunedì 27 maggio 2019

L'arte al cinema, Dentro Caravaggio, un viaggio inedito e originale su vita e opere del genio della luce

Al cinema da oggi Dentro Caravaggio, un docu-film di Francesco Fei con la partecipazione straordinaria di Sandro Lombardi. Solo il 27-28-29 maggio.


Spingersi oltre le apparenze, scavare dentro le opere, l’uomo e l’artista per indagare il segreto di un’arte rivoluzionaria. Un viaggio inedito e originale tra Milano, Roma, Napoli, Malta, Siracusa e Messina. Con gli interventi di Rossella Vodret, Marco Carminati, Alessandro Morandotti, Milo Manara, Gennaro Carillo, Giovanna Cassese, Caterina Di Giacomo, Achille Mauri e i Masbedo. 



Ciò che inizia con l’opera di Caravaggio è molto semplicemente la pittura moderna.
André Berne-Joffroy 

A cinque secoli dalla morte, con l’infinito numero di libri e mostre a lui dedicati, i film, i fumetti, gli articoli di giornale, gli approfondimenti, cosa continua a raccontarci la figura di Caravaggio? Come mai questo personaggio riesce sempre, in maniera così densa e composita, a scuotere chi osserva le sue opere e chi legge della sua vita?

È per provare a rispondere a queste domande che, una sera d’inverno, Sandro Lombardi, uno degli artisti più carismatici e poliedrici del panorama teatrale italiano, sale le scale di Palazzo Reale a Milano per visitare la mostra Dentro Caravaggio, un’esposizione che ha presentato al pubblico opere provenienti dai maggiori musei italiani e da altrettanto importanti musei stranieri, affiancando per la prima volta le tele di Caravaggio alle rispettive immagini radiografiche. Da questo viaggio dentro le opere e dentro l’uomo Caravaggio, prende il via il percorso del docu-film: proprio nello stesso luogo in cui, nel 1951, Roberto Longhi propose la Mostra del Caravaggio e dei caravaggeschi, punto fermo assoluto nella storia della riscoperta critica dell’artista.

Dentro Caravaggio, il film evento diretto da Francesco Fei, sceneggiato da Jacopo Ghilardotti e prodotto da Piero Maranghi e Massimo Vitta Zelman con Marco Colombo e Francesco Melzi d’Eril, è una produzione di Italia Classica, Skira Editore, Adler Entertainment, con il sostegno di Intesa Sanpaolo. Arriverà nelle sale solo il 27, 28 e 29 maggio distribuito da Nexo Digital per guidare gli spettatori attraverso una lettura originale e accurata delle opere e della vita di Caravaggio (1571-1610).

Il viaggio condotto da Sandro Lombardi attraverserà i diversi luoghi caravaggeschi: Roma, Napoli, Malta, la Sicilia, tutte quelle terre in cui Caravaggio e le sue inquietudini hanno lasciato traccia concreta. Il docu-film farà poi tappa al Sacro Monte di Varallo, complesso devozionale affrescato da Gaudenzio Ferrari e celebre in tutto il mondo per la sensibile, emozionante rappresentazione teatrale e scenografica della Via Crucis e dei luoghi santi della storia di Cristo. Perché forse è proprio tra queste statue e tra questi affreschi che si nascondono, almeno in parte, le radici dell’arte di Caravaggio.

Ad accompagnare la visione di capolavori come Davide e Golia, Deposizione, Marta e Maria Maddalena, Sacra famiglia con Giovannino, Ragazzo morso da un ramarro sino al Seppellimento di Santa Lucia, Resurrezione di Lazzaro, Adorazione dei pastori, ci saranno gli interventi di esperti autorevoli e di artisti: Rossella Vodret, massima conoscitrice di Caravaggio e curatrice della mostra Dentro Caravaggio a Palazzo Reale a Milano, Marco Carminati, critico e giornalista, Alessandro Morandotti, storico dell’arte e curatore della mostra L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri delle  Gallerie d’Italia di Milano, Milo Manara, celebre fumettista e autore di una biografia per immagini di Caravaggio, Gennaro Carillo, professore ordinario di Storia del pensiero politico e di Storia delle dottrine politiche alle Università di Napoli, Giovanna Cassese, storica dell’arte già direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e attuale direttore dell’ISIA Faenza, Caterina Di Giacomo, Storica dell’arte, attuale direttore del MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, e del Museo Bernabò Brea di Lipari, Achille Mauri, Presidente di Messaggerie Italiane e della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri e il duo di video artisti Masbedo.

Dalla Pinacoteca di Brera di Milano con la sua Cena in Emmaus alla Cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo, a Roma, con la Crocefissione di San Pietro e la Conversione di Saulo, sino ad arrivare al Pio Monte della Misericordia di Napoli (con un’incursione al Cimitero delle Fontanelle, luogo ideale per riflettere sulla vicenda umana di Caravaggio). E ancora la Cattedrale di San Giovanni Battista a La Valletta, a Malta, dove, braccato e condannato a morte, Caravaggio si rifugia con l’idea di diventare cavaliere e guadagnarsi la salvezza. Il percorso del docu-film ci porterà poi alla Chiesa di Santa Lucia alla Badia, a Siracusa, in Sicilia. È qui che, in fuga da Malta, dove è stato incarcerato per l’ennesima rissa, Caravaggio ripara lasciando alcune delle opere più intense e cupe del suo percorso: il Seppellimento di Santa Lucia, a Siracusa; la Resurrezione di Lazzaro e l’Adorazione dei Magi, a Messina.

Sulle tracce di Caravaggio e dei suoi viaggi, incontreremo così testimoni e protagonisti del mondo dell’arte e della cultura, appassionati e cultori, per indagare la fede e la luce, il realismo, la fuga e, ancor più, l’immensa contemporaneità di questo artista.  A coronamento del percorso, anche un’incursione nella mostra milanese L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri, allestita alle Gallerie d’Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, per raccontare l’influenza di Caravaggio sull’arte del Seicento.

Dentro Caravaggio è diretto da Francesco Fei, già regista di Segantini. Ritorno alla natura, che firma il soggetto assieme a Piero Maranghi, già produttore di Leonardo da Vinci. Il genio a Milano, e Jacopo Ghilardotti.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital. Nel 2019 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it.

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