giovedì 20 dicembre 2018

Alimentazione e scienza. La qualità dei prosciutti Dop dipende dal fegato dei suini

Sono le proteine contenute nel fegato dei suini che influenzano il processo di produzione di prosciutti Dop grazie a una serie di marcatori molecolari. Lo studio su due razze suine italiane pubblicato su Plos One.




La qualità dei prosciutti Dop dipende dalle proteine del fegato dei suini: lo ha scoperto un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari (Distal) dell’Università di Bologna, nell’ambito del progetto europeo Markthepig che si focalizza sulla zootecnia di precisione e ha come obiettivo quello del miglioramento genetico dei suini  (e anche la caratterizzazione di questo animale domestico come modello per studiare il metabolismo dell’uomo).

Lo studio si è focalizzato in particolare sulle due principali razze suine, la razza Large White Italiana e la razza Duroc Italiana, entrambe parte del programma nazionale di selezione dei suini pesanti operato dall’Associazione Nazionale Allevatori Suini (Anas).

Analizzando il fegato di queste due razze con la tecnica innovativa del proteoma (l’insieme delle proteine espresse nell’organo), i ricercatori hanno passato in rassegna 500 proteine identificandone 25 che sono responsabili delle principali differenze nel metabolismo.

Dal fegato, come ha spiegato Luca Fontanesi, docente dell’Università di Bologna e  coordinatore della ricerca, realizzata assieme a Samuele Bovo, Alessio Di Luca, Giuliano Galimberti e Stefania Dall’Olio, dipendono gran parte dei processi metabolici che portano sia all’accrescimento degli animali che al deposito di grasso e muscolo, il cui giusto equilibrio è indispensabile per arrivare ad ottenere prosciutti di alta qualità.

Le analisi bioinformatiche  hanno messo in evidenza che i processi biologici collegati a queste proteine riguardano principalmente il metabolismo dei lipidi, degli aminoacidi, e dei carboidrati e l’indagine è stata pubblicata sula rivista scientifica Plos One

Natale, tutta la magia e l'energia spirituale dei canti gospel con il Roma Festival Gospel

Durante il periodo natalizio torna al Parco della Musica il Roma Gospel Festival, speciale rassegna musicale dedicata al genere gospel. Dal 21 Dicembre il festival propone concerti imperdibili di vera musica gospel con la partecipazione di grandi artisti di fama internazionale. A Capodanno si esibirà il South Carolina Gospel Choir. 




Fondazione Musica per Roma, IMF Foundation presentano il Roma Gospel Festival, il più importante festival gospel europeo, nel quale vengono presentati alcuni dei migliori gruppi di spiritual e gospel provenienti dagli Stati Uniti. Il festival, diretto da Mario Ciampà, giunto alla ventitreesima edizione, è diventato un appuntamento ricorrente del Natale all’Auditorium Parco della Musica. 

Una manifestazione musicale che non ha mai perso la propria magia e che si basa su un grande desiderio di partecipazione, perché la musica gospel riesce a coinvolgere totalmente gli ascoltatori. Che si tratti di ondeggiare, di cantare, di ballare o semplicemente di battere le mani, tutto ciò farà sì che ogni concerto diventi un’esperienza unica. Di qualunque stile sia, tradizionale, contemporaneo, rhythm'n blues o pop, lasciatevi andare, aprite il vostro cuore e fatevi trasportare da questa benefica ondata di energia spirituale.

Programma del Roma Gospel Festival

21, 22 e 23 Dicembre: Walt Whitman & The Soul Children of Chicago
25 Dicembre: New Direction Tennessee State Gospel
26 Dicembre: Laura Wilson & Nu' Movement
27, 28 e 29 Dicembre: Harlem Gospel Choir
30 Dicembre: Vincent Bohanan & Sound of Victory
31 Dicembre: South Carolina Gospel Choir

www.auditorium.com/

martedì 18 dicembre 2018

MIC Card, una nuova opportunità per gli amanti della cultura: da oggi l’edizione GIFT da poter regalare

La gift card può essere acquistata in uno dei Musei in Comune o nei Tourist Infopoint della Capitale per farne dono a chiunque risieda o studi a Roma.


Una MIC in regalo. Da oggi si potrà regalare la card che permette a chi vive e studia a Roma di entrare illimitatamente per 12 mesi nell'intero Sistema dei Musei Civici. Sempre al costo di 5 euro si potrà donare a un’altra persona, che risieda o studi a Roma.



La MIC CARD, ideata e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crecita culturale - Sovrintendenza Capitolina e realizzata da Zètema Progetto Cultura, ha portato una rivoluzione culturale che ormai è diventata una realtà per la città di Roma, cambiando totalmente il modo di fruire l’arte nel Sistema Musei Civici.

Dalla data di inizio vendita, lo scorso 5 luglio, fino ad oggi, sono state vendute in totale oltre 40.000 MIC, in media 1 MIC ogni 2 minuti circa. Dal momento dell’introduzione della card, gli accessi nei Musei Civici con le MIC hanno superato quota 50.000, con una media accessi pari a 1,5 volte per utente, a testimonianza del fatto che i possessori della MIC tornano più di una volta nei Musei, con picchi di 15 visite a utente. Solo la sera di Musei in Musica ne sono state acquistate 385 in 6 ore: infatti la MIC consente anche di accedere, saltando la fila e gratuitamente, alle aperture straordinarie dei musei (festività natalizie e pasquali, eventi serali a 1 euro come Musei in Musica e La Notte dei Musei).

Per acquistare la GIFT Card basterà recarsi in uno dei musei del Sistema (a esclusione di Casa Museo Alberto Moravia e il Museo di Casal de’ Pazzi e dei Musei del Territorio), o nei Tourist Infopoint di Termini, Nazionale, Minghetti, Sonnino, Fori Imperiali, Navona, Castel Sant’Angelo, Ciampino Apt e Fiumicino Apt e richiedere la nuova GIFT CARD accertando preventivamente che il destinatario del regalo possegga i requisiti necessari per attivare la carta (la card non è rimborsabile e nel caso non si posseggano tali requisiti la card non potrà essere attivata). Ricordo infatti che la MIC è rivolta a tutti i residenti, sia italiani che stranieri, i domiciliati temporanei e gli studenti delle università pubbliche e private della Capitale. La nuova GIFT Card non è acquistabile online.

Il beneficiario della GIFT CARD dovrà poi attivare la carta recandosi in una delle biglietterie dei Musei in Comune o nei Tourist Infopoint - con documento di riconoscimento valido e con un certificato che attesti il possesso del requisito - e compilando l’apposito il Modulo Richiesta Dati Titolari Mic Card. Solo al momento dell’attivazione partiranno i 12 mesi di validità con la possibilità di accedere illimitatamente nei Musei in Comune (Musei Capitolini, alla Centrale Montemartini, ai Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali, al Museo di Roma in Palazzo Braschi, al Museo di Roma in Trastevere, ai Musei di Villa Torlonia: Casino dei Principi / Casino Nobile / Casina delle Civette, al Museo dell’Ara Pacis, al Museo Civico di Zoologia e alla Galleria Comunale d’Arte Moderna) e nei siti storico artistici e archeologici della Sovrintendenza Capitolina – come il Foro di Cesare, il Ludus Magnus e il Fontanone del Gianicolo – aperti normalmente a gruppi e associazioni culturali esclusivamente su prenotazione allo 060608 (si paga solo il costo della visita guidata). Per l’ingresso al museo del Circo Massimo valgono le stesse regole salvo il sabato e la domenica quando sarà ad accesso gratuito e libero con la MIC, senza necessità di prenotazione.

Gli spazi espositivi del Museo di Roma Palazzo Braschi e del Museo dell’Ara Pacis che hanno una bigliettazione separata non sono inclusi nel circuito della MIC. Eventuali visite guidate non incluse nel biglietto d’ingresso sono a pagamento.

Ti ricordo inoltre che con la MIC si può usufruire di uno sconto del 10% nelle caffetterie e nei bookshop dei musei.

Tutte le informazioni su www.museiincomuneroma.it e 060608.

lunedì 10 dicembre 2018

Alimentazione e scienza. Celiachia, i grani antichi sono più proteici di quelli moderni. Lo studio a cura del CREA

Partendo dal presupposto che nessun celiaco possa assumere prodotti derivanti da grano, segale, farro, orzo e avena, dallo studio è emerso che i grani antichi sono caratterizzati da una maggiore componente proteica e rilasciano una maggiore quantità di peptidi scatenanti la celiachia rispetto ai moderni. Lo studio CREA, UNIMORE e UNIPARMA pubblicato su Food Research International.





Sta di fatto che il grano antico è oggi in gran parte più consigliato di quello moderno per i celiaci. Ma è proprio vero che i grani antichi sono meno tossici dei moderni per i celiaci? E che hanno livelli più alti di carboidrati potenzialmente prebiotici (amido resistente e fibre)? L’incremento dei casi di celiachia può essere, quindi, una conseguenza del miglioramento genetico condotto nel secolo scorso?

Lo studio 

Per dare risposte scientificamente valide a queste domande, un team di ricercatori del CREA Cerealicoltura e Colture industriali (sede di Foggia), delle Università di Modena e Reggio Emilia e di Parma,  all’interno del progetto “Antiche varietà di frumento duro e salute: valorizzazione della filiera pastaria, claim salutistici ed etichettatura nella cornice normativa interna e sovranazionale”, finanziato dal Fondo di Ateneo dell'Università di Modena e Reggio Emilia per la Ricerca 2015, ha confrontato 9 grani antichi, diffusi maggiormente nel Sud Italia e nelle Isole dagli inizi del 1900 fino al 1960 (e considerati ormai obsoleti), con 3 grani moderni, sia per quanto riguarda la celiachia sia per il contenuto di amido resistente. Lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista Food Research International.

La sperimentazione 

I campioni paragonati sono stati coltivati e raccolti presso il CREA nelle stesse condizioni sperimentali di campo, per poi essere macinati. Lo sfarinato integrale così ottenuto è stato sottoposto a digestione in vitro dall’Università di Modena e Reggio Emilia. I peptidi (ossia i frammenti di proteine) che ne sono derivati - in particolare quelli responsabili della risposta immunitaria che caratterizza la celiachia - sono stati analizzati, dall’Università di Parma, mediante cromatografia accoppiata alla massa (UPLC/ESI-MS), una tecnica che permette, appunto, di separare, identificare e quantificare i peptidi.  Per quanto riguarda le componenti prebiotiche, in particolare per l’amido resistente, sulla base di uno screening iniziale effettuato su ciascun campione macinato, il CREA ha selezionato un grano antico ed uno moderno, caratterizzati da valori contrastanti per quantità di fibra e/o amido resistente, ed è stata prodotta la pasta da ciascuno di essi, a diverse condizioni di essiccamento. Su ogni tipologia di pasta così ottenuta è stato valutato dal gruppo dell’università di Reggio Emilia l’amido resistente, prima e dopo la cottura.

I risultati 

Partendo dal presupposto che nessun celiaco possa assumere prodotti derivanti da grano, segale, farro, orzo e avena, dallo studio è emerso che i grani antichi sono caratterizzati da una maggiore componente proteica e rilasciano una maggiore quantità di peptidi scatenanti la celiachia rispetto ai moderni. Per cui, anch’essi devono essere esclusi dalla dieta dei celiaci. In aggiunta, nessuna differenza sostanziale è stata riscontrata per quanto riguarda il contenuto di amido resistente dopo la cottura della pasta, quindi non sembra esserci un potenziale prebiotico in più nei grani antichi.

“Sebbene l’indagine sia stata condotta su un numero limitato di genotipi – afferma Donatella Ficco coordinatore del team CREA - rappresenta un importante contributo di conoscenza su un argomento molto dibattuto, su cui il consumatore fa fatica a distinguere la moda dalla scienza e in cui spesso, purtroppo, la disinformazione regna sovrana, a danno del portafoglio e della salute”.

sabato 8 dicembre 2018

Balla a Villa Borghese, in mostra oltre trenta opere dipinte da Giacomo Balla a Villa Borghese

Al Museo Bilotti si presentano, per la prima volta riunite, oltre trenta opere dipinte da Giacomo Balla a Villa Borghese. Fino al 17 Febbraio 2019.




Il Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese, situato nel cuore del grande parco romano, è il luogo ideale per accogliere questa mostra antologica di Giacomo Balla. È l’occasione per presentare un focus incentrato esclusivamente sulle opere dipinte nella Villa, con un’indagine sulla prima produzione pittorica dell’artista che, non ancora futurista, è già rivolta allo studio della luce e del colore.

La cura della mostra è della storica dell’arte Elena Gigli, studiosa impegnata da anni nella catalogazione dell’opera di Balla. Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con la collaborazione della Galleria Mucciaccia di Roma,
l’esposizione è prodotta dalla The Boga Foundation. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Giacomo Balla nell’estate del 1904, dopo il matrimonio con Elisa Marcucci, si trasferisce a Roma, in un antico monastero in via Parioli 6, l’attuale via Paisiello, all’angolo di via Nicolò Porpora. Nelle stanze-cella di questo angolo felice di natura, ritagliato ai margini periferici della città e molto diverso dall’odierno quartiere Parioli, il pittore stabilisce la sua casa e dipinge ciò che vede dal balcone del suo studio o subito al di fuori della porta dell’abitazione.

Fino al 1910, anno in cui realizza il grande polittico Villa Borghese, il tema della natura ai confini della città diventa per Balla ciò che è per Paul Cézanne la “Montagne Sainte-Victoire”: materia da indagare, da provare e riprovare, da scarnire fino all’astrazione. Si tratta di uno dei primi temi sperimentali affrontati dal pittore, presentato in questa occasione attraverso una trentina di lavori riuniti organicamente, proprio come saranno, all’epoca eroica del Futurismo, i temi della Rondine, vista dallo stesso balcone, l’Automobile in corsa, la Velocità astratta, le Linee forza di paesaggio, le Trasformazioni forme spirito, il Mercurio che passa davanti al sole, e così via.

Nelle sale al primo piano del Museo, un suggestivo ampliamento della mostra attualizza lo “sguardo fotografico” di Balla attraverso una serie di scatti del fotografo Mario Ceppi realizzati negli stessi luoghi dei dipinti in mostra.

Balla a Villa Borghese
Da martedì a venerdì ore 10.00 - 16.00 - sabato e domenica ore 10.00 - 19.00
Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Viale Fiorello La Guardia, 6
Ingresso gratuito

venerdì 7 dicembre 2018

Festa di Roma 2019: nella città universale arriva il Capodanno ispirato alla Luna

A Capodanno prenderà vita la Festa di Roma 2019, promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale con il supporto del Dipartimento Attività Culturali e la collaborazione delle istituzioni culturali della città. Dalla sera del 31 dicembre al Circo Massimo fino alla sera del 1 gennaio per condividere insieme 24 ore di festa con 1000 artisti provenienti da 46 Paesi.


24 ore di Festa, oltre 100 performance e 1000 artisti provenienti da 46 Paesi e 5 continenti, coinvolgendo una vasta area di 70.000 mq, tra piazza dell’Emporio, Giardino degli Aranci, Circo Massimo, via Petroselli, Lungotevere Aventino, Lungotevere dei Pierleoni e Isola Tiberina. 


Un’edizione straordinaria a cui l’Amministrazione con le sue Istituzioni culturali lavora da un anno per proporre un’esperienza assolutamente unica: per un giorno intero il cuore della Città Eterna, un’area pedonalizzata, si trasformerà in un paesaggio da sogno con spettacoli, performance, istallazioni, musica, proiezioni e molto altro ispirati da un tema comune: la Luna a cui si rende omaggio in occasione dei 50 anni dal primo sbarco.

Il nostro satellite naturale e il suo approdo, la conquista dello spazio, il sogno di poter viaggiare nel cosmo, a cinquant’anni da quel primo piede poggiato sui suoi crateri, continua ad essere spunto e simbolo di fantasia, di un’altra dimensione e, per estensione, l’emblema dell’assenza di gravità, di leggerezza e romanticismo. La Festa di Roma raccoglie questi spunti e ci invita a passeggiare per le vie del lungotevere facendoci perdere il senso dell’orientamento e con il naso sempre rivolto all’insù.

Così quest’anno Roma, i romani e i visitatori festeggeranno l’arrivo del nuovo anno varcando confini geografici, culturali e sociali, alla scoperta di un nuovo modo di vivere la propria città e di stare con gli altri. Lo spirito è proprio quello di offrire la possibilità di riappropriarsi dello straordinario patrimonio storico di Roma, facendone teatro dell’eccellenza artistica contemporanea internazionale. In un incontro tra i tantissimi artisti che a Roma vivono e producono e gli altrettanti che da tutto il mondo sono stati invitati a realizzare qualcosa ad hoc per questa città unica e inimitabile.

Il viaggio partirà alle ore 21.00 del 31 dicembre al Circo Massimo pensato come una grande piazza, in cui attendere l’arrivo del nuovo anno immersi in uno spettacolo di luci, suoni, performance acrobatiche, immagini e fuochi d’artificio. Aprirà la serata la Piccola Orchestra di Tor Pignattara, con un concerto pensato per la manifestazione ed eseguito da 20 ragazzi under 18 i cui genitori provengono da 14 diversi Paesi del mondo (Italia, Polonia, Egitto, Senegal, Eritrea, Tunisia, Nigeria, Cuba, Argentina, Colombia, Filippine, Bangladesh, Cina, Guatemala), per un’unica grande orchestra di “nuovi italiani” diretta da Pino Pecorelli.

A seguire i Kitonb, grande compagnia romana che torna a esibirsi nella sua città dopo oltre 10 anni e che vanta meritati successi internazionali. Alla Festa presenteranno la performance Carillon, Il volo del tempo, un grande spettacolo di teatro urbano che si sviluppa tra la terra e il cielo, con un innovativo allestimento in cui spettacolari macchine sceniche in movimento, gigantesche scenografie volanti manovrate da autogrù idrauliche e azioni coreografiche dei danzatori-acrobati creano uno spettacolo tridimensionale che coinvolge lo spettatore a 360°. Inoltre daranno vita all'Ode alla luna, un omaggio creato per la Festa dedicato all'anniversario del viaggio dell’uomo sul satellite terrestre, performance che verrà realizzata tra un evento e l'altro della serata.

Un ensemble capitanato da Vinicio Capossela si esibirà in un concerto per parole e musica dal titolo Vinicio Capossela in difesa della Luna che ci stupirà con un omaggio all’artista Guido Ceronetti, scomparso pochi mesi fa. Dopo il brindisi di mezzanotte lo spettacolo pirotecnico a cura di Acea, al quale seguirà il dj set e live di Achille Lauro, artista della nuova scena rap romana, che con la sua crew farà ballare il pubblico del Circo Massimo. Fino alle 03.00 la festa proseguirà con i dj di Dimensione Suono Roma, media partner dell’evento, la cui musica punteggerà l’intera serata.

L’alba del nuovo anno verrà festeggiata al Giardino degli Aranci al suono di 100 chitarre elettriche, quelle dei coraggiosi musicisti che stanno rispondendo all’invito della PMCE - Parco della Musica Contemporanea Ensemble, per esibirsi dalle 7 di mattina del 1 gennaio sulle musiche composte da Michele Tadini.

Saranno quattro le manifestazioni organizzate dall’Istituzione Biblioteche per iniziare l’anno in compagnia delle comunità di cittadini stranieri che vivono in città provenienti da Africa, America Latina, Subcontinente Indiano, Medio Oriente e Paesi Arabi. Una mattinata all’insegna dell’arte e della cultura, ma soprattutto all’insegna della conoscenza reciproca e dell’incontro. Laboratori per adulti e bambini, laboratori di danza e cucina, workshop teatrali e musicali, letture e assaggi di varie cucine del mondo vi aspettano nelle biblioteche Cornelia, Laurentina, Goffredo Mameli e Vaccheria Nardi dalle 10 alle 13.

Dalle prime ore del pomeriggio del 1° gennaio la kermesse si sposterà tra piazza dell’Emporio e Lungotevere dei Pierleoni. Una festa all’insegna della poesia e dello stupore, dove danze in assenza di gravità e musiche dal vivo di ogni genere accompagneranno la passeggiata visionaria costellata da installazioni site specific, opere di videomapping e disegni di luce. Un gioco di laser azzurri creerà delle volte aeree sotto cui sfileranno giganti gonfiabili di ogni forma e dimensione, la strada sarà trasformata in un unico “tappeto” illuminato di rosso, dove marching band da ogni continente si esibiranno aprendo la strada a parate di tamburi per fuoco, giochi pirotecnici e girandole d’artificio. Coinvolti in questa kermesse artisti come Le Remue Menage o come Les commandos percu che hanno trasformato in questi anni il concetto di parata rendendole sorprendenti, spettacolari, coinvolgenti al pari di vere e proprie istallazioni mobili.

Ecco alcuni dei tantissimi appuntamenti del 1° gennaio (per programma completo vedere scheda allegata). Sculture semoventi deambuleranno lungo il tratto, animate da abili performers, come gli artisti guidati da Johanne Le Guillem di Parigi o come gli Stalker di Torino, e insieme agli spettatori occasionali creeranno tunnel, capanne e altre forme nello spazio, momenti ludici e di ristoro per poi essere di nuovo smontate e ricostruite. Acrobati volteggeranno intorno a delle spire di acciaio o appesi a dei grandi pianeti che, grazie alle gru, simuleranno delle rivoluzioni planetarie come nel caso del Gruppo Puja, artisti spagnoli vincitori di numerosi premi internazionali. Ogni film ispirato alla luna riecheggerà in frame sulle pareti dei palazzi e lungo i bastioni delle vie.

Una grande opera di mapping invece dialogherà con l’Isola Tiberina, vero e proprio site specific realizzato per la festa da Philippe Geist, artista di fama mondiale nella scena delle arti visive, attento sperimentatore di forme espressive orientate verso la video-arte.

Da alcuni palazzi si fronteggeranno ensamble musicali, realizzati da PMCE - Parco della Musica Contemporanea Ensemble, che faranno da colonna sonora a danze verticali e a teleferiche che trasporteranno danzatori da un palazzo all’altro, animati dall’interno con luci suggestive e mappati all’esterno con giochi di forme e di colori. Numerose sfere ad elio punteggeranno il percorso come a ricreare cosmogonie e stazioni stellari e una grande luna penderà dal Giardino degli aranci: si tratta di Museum of the Moon il nuovo progetto dell’artista inglese Luke Jerram. Con un diametro di 7 metri, l’oggetto riproduce un’immagine dettagliata della luna, una foto di 120 dpi e di proprietà della NASA. Secondo una scala di circa 1:500,000, ogni centimetro di questa scultura sferica illuminata dall’interno rappresenta 5 km della superficie lunare. L’installazione è una fusione di immagini lunare, chiaro di luna e una composizione sonora creata da compositore Dan Jones.

Un uomo di circa 15 metri d’altezza indica dal basso, la grande luna di Jerram si tratta dell’opera della famosa artista di land-art australiana Amanda Parer che con le sue sculture extralarge si è imposta all’attenzione mondiale vincendo numerosi premi internazionali per grandi istallazioni e landscape.

Chiunque potrà partecipare aderendo a una delle numerose call lanciate per alcune parate site specific, andando a danzare con un maestro come Virgilio Sieni, suonare in bande tradizionali come quelle di Ambrogio Sparagna o in raduni di chitarre e bassi, cantare con il coro delle voci bianche del Teatro dell’Opera, o cimentarsi nella realizzazione del primo simbolo dello Stato della Luna.

Festa di Roma 2019 è promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale con il supporto del Dipartimento Attività Culturali e del Tavolo Tecnico della Produzione Culturale Contemporanea composto da l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Associazione Teatro di Roma, l’Azienda Speciale Palaexpo, la Casa del Cinema, la Fondazione Cinema per Roma, la Fondazione Musica per Roma, la Fondazione Romaeuropa, la Fondazione Teatro dell’Opera, l’Istituzione Biblioteche di Roma, con la partecipazione della Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali. L’organizzazione dell’evento è a cura di Zètema Progetto Cultura, regia e coordinamento artistico Fabrizio Arcuri, il disegno luce di Daniele Davino e la cura e la realizzazione dei video di Daniele Spanò e Luca Brinchi. Si ringraziano per la collaborazione Siae, l’Istituto Cervantes e l’Accademia d’Ungheria.

INFO PER IL PUBBLICO

Ingresso libero per tutti gli appuntamenti

Web www.lafestadiroma.it

Tel 060608 (tutti i giorni ore 9-19)

#lafestadiroma

La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium

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