giovedì 1 novembre 2018

Printing R-Evolution, 1450-1500, i cinquantanni che hanno cambiato l'Europa. A Venezia, una mostra con una imponente raccolta di dati sulla prima stagione del libro

Al Museo Correr in corso fino almeno al 7 gennaio una mostra che accompagna il visitatore nella lettura di cosa fu l’introduzione della stampa verso la metà del Quattrocento: un passaggio epocale quando i caratteri a blocchi di legno lasciarono il posto a quelli mobili e che portò una rivoluzione nella produzione e diffusione dei libri.  




La rivoluzione della stampa in Europa: da un progetto dell’Università di Oxford a una mostra “digitale” a Venezia. “Printing Revolution 1450-1500”, dal 1 settembre al Museo Correr e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana. La mostra documenta l’impatto della rivoluzione della stampa sullo sviluppo economico e sociale della prima Europa moderna.

Un percorso di scoperta attraverso strumenti digitali e metodi di comunicazione innovativi che permettono di documentare e rendere accessibili decine di migliaia di dati raccolti da un ampio network internazionale – coordinato dal progetto 15cBOOKTRADE dell’Università di Oxford – in anni di rigorose ricerche. Un’invenzione non è una rivoluzione, ma solo l’inizio di un percorso.

La stampa con blocchi di legno debuttò in Cina nel IX secolo; 400 anni dopo, la stampa a caratteri mobili di metallo cominciò a essere usata in Corea, ma fu in Europa che la stampa divenne una rivoluzione, perché è qui che modificò radicalmente la vita di ogni giorno. Fino al 1450 circa i libri erano scritti a mano, ma nel 1455 venne stampata la Bibbia di Gutenberg a Magonza, cambiando la società per sempre. Nei 50 anni successivi milioni di libri a stampa circolarono in tutta Europa, mezzo milione di essi sopravvive ancora oggi in circa quattromila biblioteche europee e americane.

La ricerca ha riguardato 50mila di questi libri sparsi oggi tra 360 biblioteche europee e americane con la collaborazione di oltre 130 editors. Dai dati raccolti durante la ricerca nasce la mostra “Printing Revolution 1450-1500. I 50 anni che hanno cambiato l’Europa”, presentata dal 1 settembre 2018 al 7 gennaio 2019 al Museo Correr di Venezia.

L’esposizione è il risultato di un grande progetto di ricerca europeo che usa i libri come fonte storica: basato all’Università di Oxford, alla British Library, a Venezia, e finanziato dal Consiglio Europeo delle Ricerche, il 15cBOOKTRADE applica le tecnologie digitali alle fonti storiche ampliando la capacità di comprendere la rivoluzione della stampa: è diretto dall’italiana Cristina Dondi, professoressa del Lincoln College di Oxford, che è anche curatrice di questa mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia – Biblioteca del Museo Correr e la Biblioteca Nazionale Marciana, e in partnership con Intesa Sanpaolo; con il sostegno di Venice in Peril, l’Ambasciata d’Italia a Londra, Fedrigoni, la Fondazione Giorgio Cini, e la Scuola Grande di San Rocco. Attraverso una decina di sezioni, l’esposizione mette in evidenza come nel 1500 in Europa ci fossero milioni di libri, non solo per le élite, come comunemente si ritiene, ma per ‘tutti’, con una vasta produzione per la scuola.

La rivoluzione della stampa è una delle colonne portanti dell’identità europea perché si è tradotta in alfabetizzazione diffusa, promozione del sapere, formazione di un patrimonio culturale comune. In quei primi decenni (dal 1450 al 1500) la stampa coincise con la sperimentazione e l’intraprendenza. I libri a stampa furono il prodotto di una nuova collaborazione tra diversi settori della società: sapere, tecnologia e commercio. Anche la Chiesa comprese immediatamente l’enorme potenzialità dell’invenzione e ne divenne precoce promotrice.

Le idee si diffusero veloci come mai prima. Ora si è in grado di tracciarne la circolazione seguendo il movimento e l’uso dei libri stessi. Ogni sabato la Tipoteca Italiana Fondazione sarà presente al Museo Correr per illustrare e coinvolgere i visitatori nell’attività di stampa con gli strumenti originali del tipografo.

L’esposizione si sviluppa lungo cinque stanze del Museo e si chiude con una grande mappa in plexiglas che riporta l’attuale dislocazione delle collezioni di incunaboli. Qui, tra le altre cose, si può apprezzare, da un lato, la distribuzione su tre continenti di quanto resta di quella prima stagione della stampa: 450.000 esemplari, il 90% dei quali aspetta di essere fatto oggetto di future indagini. L’altro dato che si può apprezzare è, ancora una volta, la straordinaria ricchezza italiana che alle collezioni grandissime, come quelle di Monaco, Londra, Parigi o della Biblioteca Vaticana, oppone la straordinaria diffusione su tutto il territorio di raccolte più o meno grandi, ma che sono in sé stesse documento di una eccezionale stagione culturale.

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