lunedì 29 ottobre 2018

“Mastroianni”, un racconto inedito dell’icona del cinema italiano

In mostra all’Ara Pacis “Mastroianni”. Dopo il successo della mostra dedicata a Vittorio De Sica, Roma Capitale e Cineteca di Bologna tornano a raccontare un gigante del nostro cinema e del nostro teatro.




“Una vita tra parentesi”. Così Marcello Mastroianni amava definire la sua vita. Le parentesi tra un set e l’altro, tra un palcoscenico e l’altro, lungo una carriera fatta di un’infinità di film, di spettacoli, di personaggi. I fili intrecciati di quella vita e di quel cammino artistico sono ora ripercorsi dalla mostra Marcello Mastroianni, aperta il 26 ottobre, in occasione della Festa del Cinema, al Museo dell’Ara Pacis a Roma, dove rimarrà fino al 17 febbraio.

L’esposizione ripercorre la carriera straordinaria di Mastroianni. Dagli esordi con Riccardo Freda nel 1948 alla collaborazione con Federico Fellini, di cui diventò un vero e proprio alter ego. Più di cento film tra gli anni Quaranta e la fine dei Novanta, e molti riconoscimenti internazionali: tre candidature all’Oscar come Miglior Attore, due Golden Globe, otto David di Donatello, due premi per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes e due Coppa Volpi al Festival di Venezia.

Un attore entrato prepotentemente nell’immaginario collettivo, identificato dal semplice profilo (pensiamo all’icona creata da Fellini in 8 e ½), ma su cui in realtà c’è ancora molto da scoprire. E per andare a fondo nella scoperta, come osserva il curatore Gian Luca Farinelli, dobbiamo tallonare la sua filmografia in quanto specchio della sua stessa vita.

Ed è proprio questo il percorso che seguirà la mostra Marcello Mastroianni, a partire da un tratto distintivo della sua personalità: quell’umiltà che gli faceva amare gli altri attori, figure di un pantheon che raccoglieva Gary Cooper, Clark Gable, Tyrone Power, Errol Flynn, John Wayne, Greta Garbo, Jean Gabin, Louis Jouvet, Vittorio De Sica, Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Amedeo Nazzari, Totò, Assia Noris, e nel quale trionfava, non a caso, Fred Astaire, un attore capace, come sarà poi Marcello, di recitare con tutto il corpo (ricordiamoci qui di quella che diverrà una delle sequenze fondamentali interpretate da Mastroianni: quella in cui si scatena nel ballo in Le notti bianche, il film di Luchino Visconti che segnerà il suo riconoscimento come attore “importante”).

La mostra ci conduce alle origini della famiglia, di estrazione popolare, e dell’infanzia in Ciociaria (cosa che lo accomuna a due altri giganti: Vittorio De Sica e Nino Manfredi). Mastroianni entrerà quindi a Cinecittà, grazie a un preziosissimo pass avuto da alcuni parenti che lì gestivano una trattoria: le prime comparsate, fino al primo ruolo importante, in cui è doppiato da Alberto Sordi, quello del vigile in Domenica d’agosto di Luciano Emmer nel 1950.

Ma anche il teatro irrompe nella vita di Mastroianni: viene scoperto nel C.U.T. (il Centro Universitario Teatrale, dove recitava pur non essendo iscritto all’università) da Emilio Amendola, amministratore della compagnia di Luchino Visconti che lo chiama nel 1948 per il ruolo di Mitch in Un tram chiamato desiderio di Tennessee Williams. La sera della prima è il panico. Ci penserà Vittorio Gassman a tranquillizzarlo!

Nel decennio che segue continua la carriera cinematografica con Luciano Emmer, Mario Monicelli, Mario Camerini, Dino Risi, Luigi Comencini, Carlo Lizzani, Giuseppe De Santis, ma sarà Alessandro Blasetti a inventarsi le potenzialità della coppia con Sophia Loren. E qui la mostra Marcello Mastroianni giungerà a uno dei suoi punti cardine, cogliendo la differenza che Mastroianni è capace di mettere in campo: non più il “mattatore”, topos dell’arte attoriale italiana, bensì una sorta di nuovo italiano, che, ad esempio nella coppia con la Loren, appare soggiogato.

Mastroianni, in altre parole, è quell’attore che nell’anno della consacrazione come sex symbol, il 1960, con La dolce vita, accetta il ruolo del protagonista impotente nel Bell’Antonio di Mauro Bolognini: e proprio con la sua capacità di opporre allo stereotipo del latin lover la persona normale Marcello Mastroianni inciderà sul modo di pensare degli italiani, più di molti attori che, facendo dell’impegno civile e politico il principale tratto artistico, hanno lasciato meno il segno nella società.

Abbiamo accennato a La dolce vita e naturalmente Il lungo viaggio con Fellini (così si intitolerà la sezione dedicata al rapporto fondamentale tra Federico e Marcello) sarà declinato da La dolce vita, appunto, a La città delle donne, passando per 8 e ½, film in cui i due si nascondono uno dietro l’altro, fino a quel Mastorna che non vedrà mai la luce.

La mostra seguirà quindi la carriera all’estero di Mastroianni (quando si definiva un “turista di lusso”) e arriverà fino all’ultima tournée teatrale, Le ultime lune, al film di Manoel de Oliveira Viaggio all’inizio del mondo, uscito postumo, a Mi ricordo, sì, io mi ricordo, il film testamento girato dalla sua compagna Anna Maria Tatò.

Tutta la vita e la carriera di Marcello Mastroianni sono raccontate in questa mostra che raccoglie i suoi ritratti più belli, i cimeli e le tracce dei suoi film e dei suoi spettacoli, alternando immagini e racconti e immergendo lo spettatore in quello che è stato ed è ancora il più conosciuto volto del cinema italiano. Un percorso attraverso scritti, testimonianze, recensioni, oltre a un raro apparato fotografico che ritrae l’attore come non siamo abituati a ricordarlo, sul palco, vicino agli altri grandi nomi che hanno fatto la storia del teatro italiano, da Vittorio Gassman a Rina Morelli, da Paolo Stoppa a Eleonora Rossi Drago.

Cinema e teatro, le due anime di uno degli attori più importanti del nostro cinema, raccontate in dialogo costante grazie ai materiali conservati dalla Cineteca di Bologna, dallo stesso Mastroianni e da numerosi altri archivi (da quello dell’Istituto Luce a quello della Rai) con i quali è stato costruito questo percorso privilegiato che accompagnerà lo spettatore attraverso cinquant’anni di cultura e costume italiani.

Museo dell’Ara Pacis | Ingresso via di Ripetta 180, Roma | Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima) |  | Fino al 17 febbraio 2019.

venerdì 19 ottobre 2018

Giornata delle dimore storiche del Lazio, ville, giardini, parchi, complessi architettonici e del paesaggio visitabili per la prima volta

Domenica porte aperte alle dimore storiche del Lazio. 98 luoghi storici del Lazio aperti al pubblico, da scoprire in tutta la loro ricchezza. Un’iniziativa straordinaria con cui la Regione Lazio vuole offrire a cittadini e turisti la possibilità di conoscere e visitare il un patrimonio storico-culturale unico al mondo.




Dimore, ville, complessi architettonici e del paesaggio, parchi e giardini di valore storico e storico-artistico. La Giornata delle dimore storiche del Lazio in programma domenica 21 ottobre, sarà un’occasione per scoprire parte dell’immenso patrimonio di dimore, ville, parchi e giardini storici su tutto il territorio, decine di luoghi in cui il fascino e la suggestione della storia sono rimasti intatti. La giornata sarà il primo evento ideato dalla Regione Lazio, con il supporto di Lazio Innova, per promuovere la “Rete delle dimore storiche” costituita nel 2017 in applicazione della Legge regionale n. 8 del 2016 e che al momento raccoglie 109 siti pubblici e privati selezionati attraverso un avviso pubblico.

L'evento, presentato i giorni scorsi al WeGil, è supportato da Lazio Innova e in collaborazione con l'istituto regionale Ville Tuscolane, l'associazione Dimore Storiche Italiane e l'associazione Parchi e Giardini d'Italia.

Tanti i luoghi visitabili domenica 21 ottobre: nella giornata di domenica 21 ottobre, cittadini e turisti potranno percorrere il territorio regionale da nord a sud e visitare gratuitamente 72 castelli e complessi architettonici, monasteri, chiese e conventi, palazzi e dimore storiche, parchi e casali.

Per consultare l’elenco e avere info complete basta visitare il sito www.dimorestorichelazio.it.

“Il Lazio ha deciso di essere protagonista di questa nuova stagione dell'economia della bellezza. Ripartiamo dalla valorizzazione di quello che di bello e di buono c'è in questo Paese. Il 21 oltre settanta dimore storiche saranno aperte alla fruizione pubblica. Noi come Regione ci siamo e ci siamo con grandissima determinazione”- è il commento del presidente, Nicola Zingaretti.

“Dobbiamo riuscire a portare questi flussi fuori dalle destinazioni tradizionali verso territori che hanno le bellezze e la ricchezza di luoghi meno conosciuti e meravigliosi” – parole di Lorenza Bonaccorsi, Assessore Turismo e Pari Opportunità.

Memorie di Traiano. Il funerale, il trionfo, la vita privata di un imperatore

Ai Mercati di Traiano lo spettacolo evento. Sabato 20 ottobre alle ore 17.30 la celebrazione dell’imperatore attraverso la riproposizione di tre momenti della sua vita e della sua morte.




Negli ultimi giorni della mostra archeologica Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa, progettata per celebrare la suggestiva ricorrenza dei 1900 anni dalla morte dell’imperatore, si svolgerà sabato 20 ottobre alle ore 17.30 ai Mercati di Traiano – Musei dei Fori Imperiali l’evento Memorie di Traiano. Il funerale, il trionfo, l’intimità di un imperatore.

L’iniziativa, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è stata proposta dall’associazione Ninuphar eventi, composta da danzatrici professioniste, e ha raccolto la partecipazione dei gruppi di rievocazione storica Auxilia legionis, Civiltà Romana, Cultus deorum, Epica Legio VII Gemina, Legio VI Ferrata, Legio IX Hispanica, Legio Rapax, Legio Parthica, Nereides e Legio Secunda Consularis che presenteranno nel modo più completo tre momenti di grande suggestione del percorso espositivo.

Si comincerà con la morte dell’imperatore, raffigurata nella mostra con la ricostruzione della sua tomba, che sarà riproposta attraverso una processione di donne velate portatrici dell’urna con le sue ceneri. Il trionfo dacico, nella mostra ricostruito con l’impiego della maquette del Museo della Civiltà Romana, sarà invece rappresentato dalla lunga fila di personaggi militari e civili che precede l’imperatore e porta la lettiga con il trofeo di armi. Infine, l’intimità della vita privata, nella mostra ricordata dalle residenze e dalla cerchia delle donne della famiglia imperiale, sarà rievocata da una scena di convivio allietata da danze in onore dell’imperatore e dei suoi intimi.

Il luogo scelto per l’evento non poteva che essere il complesso dei Mercati di Traiano: ovvero, il complesso urbano legato topograficamente e funzionalmente all’edificazione del Foro di Traiano in età romana e oggi ospitante la mostra.

L’ambientazione “aperta” sul Foro di Traiano dalla via Biberatica offrirà uno scenario d’eccezione allo spettacolo e la possibilità di unire e fondere i tre momenti alla luce del tramonto romano, in un’allusione naturale e coinvolgente al passato.

La manifestazione durerà circa 45 minuti e non sono previste sedute.

La partecipazione all’evento è gratuita. L’ingresso al monumento con il biglietto della mostra segue il tariffario vigente; l’entrata è gratuita per i possessori della MIC Card.


Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali
Via Quattro Novembre 94 - 00187 Roma - Tel. 060608
Tutti i giorni 9.30-19.30
24 e 31 dicembre ore 9.30-14.00
La biglietteria chiude un'ora prima
www.mercatiditraiano.it | www.traianus.it
E-mail: info@mercatiditraiano.it

mercoledì 17 ottobre 2018

Il Cenacolo, un opera fragile, un progetto di restauro in corso approvato dal Mibact lo preserverà dal lento degrado

Cinquecento anni di vita in più ed aumentare il numero dei visitatori che lo possono ammirare. È questo l'obiettivo del restauro ambientale del capolavoro di Leonardo da Vinci promosso dal Ministero dei Beni Culturali, a cui contribuisce anche Eataly che ha deciso di muovere un passo concreto a tutela della sua opera d’arte più rappresentativa.




Il Cenacolo è un’opera fragile, per via della speciale tecnica con la quale è stata prodotto. Al contrario di quello che molti pensano infatti, l'Ultima Cena, che fu dipinta tra il 1494 e il 1498 all'interno del refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano, non è un affresco. Si tratta di un'opera realizzata con una tecnica molto particolare: è un dipinto parietale a tempera grassa su intonaco. In pratica, per poter rifinire e modificare il lavoro in corso d'opera, Leonardo Da Vinci utilizzò su una parete la stessa tecnica che utilizzava per i suoi dipinti su tela: motivo per il quale il deterioramento è stato rapido e piuttosto evidente. Il dipinto cominciò a rovinarsi già prima di essere concluso: sembra che quando Leonardo lo completò fosse visibile una piccola crepa sul lato sinistro. Una ventina di anni dopo la sua realizzazione, il Vasari scrisse: "non si scorge più se non una macchia abbagliata”.

Il dipinto di fatto, ogni giorno, va incontro a un lento degrado a causa delle polveri sottili che ognuna delle 400.000 persone che possono vedere il dipinto ogni anno portano con sé. Il rischio alla lunga è quello di privare il nostro Paese di uno dei suoi capolavori più straordinari. Per evitare che questo accada, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha approvato un grande progetto di restauro stanziando 1 milione e 200 mila euro in tre anni e che vedrà Eataly come unico protagonista tra le aziende private con un investimento di circa 1 milione di euro.

Il progetto: Nuova aria pulita per il Cenacolo

Dal 2019 - data prevista per la fine dei lavori e anno del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci - ogni giorno saranno immessi circa 10.000 m³ di nuova aria pulita all’interno del refettorio di Santa Maria delle Grazie, che custodisce l’opera, contro i circa 3.500 m³ immessi attualmente.

Al progetto, che allungherà di cinque secoli la vita del dipinto permettendo a molte più persone ogni giorno di ammirarlo, hanno collaborato diversi istituti di ricerca (ISCR, CNR, Politecnico di Milano, Università Milano Bicocca); l’iniziativa è coordinata da Arts Council, realtà italiana specializzata nel fundraising per la cultura, e avrà particolare risalto negli Stati Uniti grazie alla collaborazione con IRF – Italian Renaissance Fund.

L'accesso all'Ultima Cena è attualmente limitato a 1300 visitatori al giorno. Dopo l'intervento di restauro ambientale finanziato da Eataly, questa cifra aumenterà considerevolmente.

sabato 13 ottobre 2018

Festa del Cinema di Roma 2018

Al via la tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma si svolge dal 18 al 28 ottobre 2018 all’Auditorium Parco della Musica e in altri luoghi della capitale.


Nata nel 2006, la Festa del Cinema di Roma in pochi anni si è imposta nello scenario cinematografico mondiale, posizionandosi tra i principali grandi eventi del settore. Centinaia di attori, registi e protagonisti del mondo del cinema, dell’arte e della cultura hanno sfilato sul red carpet dell’Auditorium.



La struttura ideata da Renzo Piano è il fulcro della manifestazione e ospita proiezioni, incontri, eventi, mostre, installazioni, convegni e dibattiti. I 1300 mq del viale che conduce alla Cavea vengono trasformati in uno dei più grandi red carpet al mondo. Di fronte al complesso sorge il “Villaggio del Cinema”, punto di riferimento per i visitatori, con stand dei partner, info point e area food. Nel Villaggio è allestita la tensostruttura che accoglie una parte delle proiezioni.

Il programma della Festa è articolato in film, documentari, serie tv, animazione e nuovi linguaggi. Accanto alle grandi anteprime, un ruolo importante anche quest’anno è svolto dagli Incontri Ravvicinati con autori, attori e protagonisti della cultura italiana e internazionale. Il cinema viene poi celebrato con le Retrospettive dedicate a grandi autori del passato e del presente, Restauri di classici e Omaggi a registi e attori.

La Festa coinvolge anche il resto della capitale con proiezioni in alcuni cinema della città ed eventi presso le più importanti strutture culturali.

La manifestazione, promossa da Roma Capitale, Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma, Fondazione Musica per Roma e Istituto Luce Cinecittà, è prodotta da Fondazione Cinema per Roma con la guida di Laura Delli Colli e la direzione artistica di Antonio Monda.

venerdì 12 ottobre 2018

Per uno spettatore critico, un progetto di formazione del pubblico in collaborazione con Teatro del Lido di Ostia.

Si svolgerà da ottobre a giugno il laboratorio gratuito "Per uno spettatore critico" a cura del Teatro e Critica presenta ed in collaborazione con il Teatro del Lido di Ostia.


Il teatro, quello che ci attrae, ci mette in difficoltà, ci spinge a guardarci intorno, ad analizzare noi stessi e il mondo in cui viviamo. Ma come relazionarsi con il teatro di oggi? Su quale piano di ascolto e comprensione lo spettatore deve porsi rispetto alla varietà linguistica, alla multidisciplinarietà dei percorsi, alla storia con la quale ogni artista e opera si confrontano? 



TeatroeCriticaLab, il percorso di formazione ideato dalla redazione di TeC e attivo fin dal 2011 in festival, rassegne stagioni teatrali, scuole di recitazione e università, torna ad Ostia. Il percorso critico si focalizzerà sugli spettacoli in cartellone al Teatro del lido, dando la possibilità di scambio con registi, attori, autori, tecnici, organizzatori e addetti stampa che animano il teatro. 

Ascolto e approfondimento saranno i due poli attorno ai quali far gravitare un vero e proprio angolo della riflessione. Attraverso il dibattito e grazie ad appositi esercizi (che potranno contemplare anche la scrittura) cercheremo di superare i preconcetti, i giudizi imposti dalle sovrastrutture sociali, accompagnando lo spettatore in un percorso di conoscenza rispetto all’artista e alla sua opera. 

Gli incontri hanno la finalità di preparare la visione critica di alcuni spettacoli preselezionati, e di analizzarli nella fase posteriore, favorendo la partecipazione a diversi generi (teatro, danza, musica, eventi multidisciplinari) e stili (drammaturgia contemporanea, prosa classica).

Scansione didattica: il primo spettacolo da visionare è Reparto Ameto di Venerdi 16 novembre ore 21 ma il primo incontro effettivo di laboratorio sarà nella giornata dello spettacolo di Koreja del 29 novembre (dove si parlerà di quello precedente) e si assisterà al serale delle ore 21.

Di seguito il programma con date ed orari (prenotazione obbligatoria). La partecipazione è gratuita e dà diritto al ridotto a 8 euro.

VENERDÌ 16 NOVEMBRE

ore 21 | teatro Teatro di Roma – Teatro Nazionale | L’Uomo di Fumo REPARTO AMLETO drammaturgia e regia Lorenzo Collalti

GIOVEDÌ 29 novembre

incontro LAB ore 18-20

ore 21 | teatro ragazzi Koreja – Centro di Produzione Teatrale PALADINI DI FRANCIA SPADA AVETE VOI, SPADA AVETE IO! Vita, morte e disavventure di Orlando e altri strani paladini 

SABATO 8 DICEMBRE

incontro LAB ore 18-20

ore 21 | teatro in collaborazione con Le vie dei Festival Teatro Comunale Giuseppe Verdi – Pordenone SENZA PARLARE un progetto about:blank

VENERDÌ 18 GENNAIO

incontro LAB ore 18-20

ore 21 | teatro Motus MDLSX con Silvia Calderoni

SABATO 26 GENNAIO

incontro LAB ore 18-20

ore 21 | teatro Altercities – Roma. Cantiere della memoria Ti con Zero | Bartolini/Baronio ALLA FINE DELLA CITTÀ. periferie e memoria reading tra parole, immagini e canzoni di e con Tamara Bartolini e Michele Baronio

DOMENICA 17 FEBBRAIO

incontro LAB ore 15,30-17,30

ore 18 | danza Ensemble Donaïres direzione artistica Ana Yepes EUROPA DANZA un voyage dansant ideazione, coreografia e danza Olivier Collin e Ana Yepes

SABATO 9 MARZO

incontro LAB ore 18-20

ore 21 e domenica 10 ore 18 | teatro Etérnit I Teatraltro I Lunarte presentano T V A T T Teorie Violente Aprioristiche Temporali e Territoriali

DOMENICA 31 MARZO

incontro LAB ore 15,30-17,30

ore 18 Enrico Carretta presenta Jacob Olesen in IL CAVALIERE INESISTENTE recital letterario da Il cavaliere inesistente di Italo Calvino adattamento Francesco Niccolini e Jacob Olesen

SABATO 6 APRILE

incontro LAB ore 18-20

ore 21 | teatro la fabbrica dell’attore – Teatro Vascello Centro Teatrale Bresciano ROMA ORE 11 di Elio Petri con Manuela Mandracchia, Liliana Massari, Alvia Reale, Sandra Toffolatti


Teatro del Lido di Ostia
via delle sirene, 22
info e prenotazioni:
06.5646962 | promozione@teatrodellido.it
www.teatrodellido.it

giovedì 11 ottobre 2018

Il sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961, Al Museo di Roma in una grande mostra fotografica il ritratto collettivo degli italiani e dell’Italia della rinascita: 160 scatti, videoinstallazioni e documentari

Una grande mostra fotografica che racconta l'Italia dalla dura ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale al clamoroso boom economico degli anni ’60. 15 anni in cui un paese distrutto e stremato riuscì a superare i traumi della guerra dando vita a un tumultuoso sviluppo economico, sociale, di immaginario, ammirato nel mondo intero.



In un ricco percorso espositivo che attraversa la recente storia italiana, partendo dalla fine della Seconda guerra mondiale sono esposte immagini dell’epoca, provenienti da straordinari archivi, tra cui molte scattate da sconosciuti fotografi di agenzia - ma capaci di rappresentare in modo vivace, acuto e preciso le molteplici realtà del paese - e altre scattate da firme note e acclamate della fotografia contemporanea, come Gianni Berengo Gardin, Fulvio Roiter, Cecilia Mangini, Federico Patellani, Caio Mario Garrubba, Pepi Merisio, Wanda Wultz, Tazio Secchiaroli, Ferruccio Leiss, Romano Cagnoni, Walter Mori, Bruno Munari, Italo Insolera, Italo Zannier, e tra gli stranieri i grandi Willian Klein, Alfred Eisenstaedt, Gordon Parks.
Dalla dura ricostruzione del paese dopo la devastazione della seconda guerra mondiale al clamoroso boom economico degli anni ’60. È questo il periodo storico narrato nella grande mostra fotografica Il sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961, ospitata al Museo di Roma dal 12 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019.

1946-1961: 15 anni in cui un paese distrutto e stremato riuscì a superare i traumi della guerra dando vita a un tumultuoso sviluppo economico, sociale, di immaginario, ammirato nel mondo intero. Un momento irripetibile, entusiasmante e contraddittorio, una storia tanto intensa da essere ancora un retaggio rilevante del nostro presente.

Il sorpasso, richiamo a un film-icona di un’epoca, sintesi memorabile del viaggio dell’Italia del tempo, è il racconto straordinario per immagini di un paese nel momento in cui entra per sempre nella modernità. Vita politica e vita privata, le lotte del lavoro e le rivoluzioni del costume, la costruzione delle autostrade e quella dell’immaginario di cinema e TV, il cambiamento del paesaggio, delle forme, del volto di un paese come non era accaduto per secoli. È l’idea dell’Italia che accelera e guadagna posizioni – anche con tratti di aggressività, di volgarità e di vanagloria – che sorpassa i propri tratti arcaici e arretrati, andando avanti nonostante enormi problemi che spesso lascia irrisolti, o che sono generati dalle stesse forme di uno sviluppo veloce, e vorace.

Le immagini dell’epoca, provenienti da straordinari archivi, rappresentano un ritratto collettivo dell’Italia con le sue speranze, le sue conquiste, i suoi progressi senza nascondere i molti problemi irrisolti, le ingiustizie, le disuguaglianze.

Molte di queste foto sono scattate dai “lavoratori dell’immagine” dell’epoca dei settimanali illustrati: oscuri fotografi di agenzia, ma capaci di rappresentare in modo vivace, acuto e preciso le molteplici realtà del paese. Artisti spesso anonimi, artefici di un’arte dello sguardo che la mostra invita a osservare come a una vera scoperta. E che il percorso espositivo mette accanto e a confronto con firme note e acclamate della fotografia contemporanea, autori italiani e stranieri in un’epoca in cui l’Italia è scoperta e attivamente visitata dai grandi fotografi internazionali, anche per l’influsso del grande cinema neorealista e di quel fenomeno irresistibile che divennero gli Studi di Cinecittà, la Hollywood sul Tevere. Troveremo così scatti di nomi del calibro di Gianni Berengo Gardin, Fulvio Roiter, Cecilia Mangini, Federico Patellani, Caio Mario Garrubba, Pepi Merisio, Wanda Wultz, Tazio Secchiaroli, Ferruccio Leiss, Romano Cagnoni, Walter Mori, Bruno Munari, Italo Insolera, Italo Zannier, e tra gli stranieri i grandi Willian Klein, Alfred Eisenstaedt, Gordon Parks.

Nel 1945, l’Italia è un paese da ricostruire sia materialmente sia nella propria identità, alle prese con enormi problemi strutturali e politici: carenza di alloggi, cibo, medicinali, materie prime, infrastrutture e industrie, e nell’attesa incerta e delicatissima di nuove scelte politiche, a cominciare da quella tra monarchia e repubblica e per la creazione di un nuovo stato democratico. Un paese lacerato da ferite fisiche e morali, da grandi tensioni e contrasti, nella politica e nelle piazze; ma in cui la voglia di rinascere, il desiderio di superare lutti e lacrime, recuperando sul piano culturale e civile tutto il tempo perso con le chiusure del ventennio fascista, fanno sì che le diversità e gli attriti non siano un blocco, ma un inedito motivo di slancio, una fonte di energia e di confronto, verso un’ambizione a migliorare le proprie condizioni, a mettersi alla prova, a essere di nuovo protagonisti della propria storia.

La mostra è suddivisa in dieci sezioni tematiche che sviluppano un affascinante “doppio sguardo”, affiancando alla visione ottimistica della ricostruzione del paese avviato verso il boom economico, lo sguardo spesso critico dei fotografi indipendenti, che di quell’esplosione osservano contraddizioni, finzioni, perdite. Molte immagini di questi ultimi, documentate adeguatamente nei fondi dell’inestimabile Archivio storico dell’Istituto Luce e nell’archivio Publifoto conservato – con altri importanti fondi – presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, sono pubblicate nei rotocalchi dell’epoca, principale specchio, insieme al cinema, della nuova Italia del dopoguerra.

Un doppio binario che mostra la capacità di rinascere nonostante le divisioni politiche, le scissioni tra democristiani e comunisti, tra sindacato e industriali, addirittura tra tifoserie, tra cantanti melodici e urlatori… Ma con una tensione unitaria a ricostruire animi, e case, monumenti, officine. Un paese che freme per il ritorno di Trieste italiana o la tragedia dei nostri immigrati a Marcinelle, che teme i tumulti per l’attentato a Togliatti, e conosce le rivendicazioni dei lavoratori in piazza. L’Italia soffre per le profonde differenze sociali ed economiche fra sud e nord, tra città e campagna, che provocano vaste emigrazioni in cerca di lavoro in Europa o verso le due Americhe. Un paese che cambia volto, iniziando anche a mostrare i limiti e i pericoli di una crescita sfrenata senza nessuna attenzione al paesaggio, alla conservazione del passato architettonico e urbanistico, all’aumento incontrollato del traffico automobilistico privato. Un anticipo del volto congestionato delle città di oggi.

Senza dimenticare la politica, l’obiettivo delle foto in mostra è puntato sulla vita quotidiana delle persone comuni: il loro stile di vita, la mentalità e i comportamenti che esprimono perfettamente la nuova Italia. Esemplare la sezione che racconta ‘l’amore’ nelle declinazioni dei nuovi rapporti uomo-donna, in un immaginario cinematografico che promuove le maggiorate e la politica che abolisce le ‘case chiuse’, dove si affaccia di prepotenza ‘La dolce vita’, le star di Hollywood fuggono (o cercano) gli scoop dei paparazzi, e il puritanesimo della televisione inizia a cadere sotto i colpi delle gemelle Kessler.

Un paese che scopre alla fine degli anni ’50 le forme di un benessere conquistato, controverso, alla portata ideale di tutti. Tra analfabetismo e un’irripetibile classe intellettuale, i segni del benessere personale identificati nell’automobile e nel frigorifero insieme alla deriva rappresentata dall’esplosione edilizia, l’Italia guadagna posizioni su posizioni nel contesto mondiale, arrivando nel 1957 ad avere con Roma la sede di fondazione della Comunità europea.

Da nazione sconfitta e devastata, quindi, a una potenza industriale in grado di esportare davvero in tutto il mondo tecnologie, spettacolo, bellezza, moda, cinema, innovazione e invenzione. Una storia che si chiude idealmente con le Olimpiadi di Roma e il completamento della rete televisiva, ambedue nel 1960, la mostra torinese Italia ’61 e l’Autostrada del Sole, ultimata nel 1964. Un racconto che lascia spazio alle emozioni, compresa la tenerezza e la nostalgia.

Una riflessione per immagini sull’Italia di ieri e indirettamente su quella di oggi; un invito a ripensare il valore del lavoro, dell’iniziativa e della cultura insieme alla capacità di condividere un progetto di Italia. Non la prevedibile storia dell’Italia di quegli anni, piuttosto un ritratto collettivo degli italiani, delle loro speranze e del loro impegno, delle loro debolezze e dei loro sogni. Che sono spesso, a evidenza delle foto in mostra, spesso e ancora i nostri sogni presenti.

Il sorpasso, oltre ai 160 scatti fotografici offre nel percorso delle spettacolari video-installazioni realizzate con filmati dell’Archivio storico Luce, un pendant visivo necessario e di impatto per il racconto di un periodo largamente dominato dal cinema e dalla comunicazione audiovisiva.

E a corredo prezioso del percorso si affianca per il visitatore un catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale e da Istituto Luce Cinecittà, con foto e un apparato testuale storico-critico dei curatori della mostra, Enrico Menduni e Gabriele D’Autilia, che si pone come un approfondimento affascinante a questa storia unica dell’immaginario degli italiani.

Dopo il Museo di Roma a Palazzo Braschi, Il sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961 ha già una nuova data fissata, a Parma a Palazzo del Governatore, dall’8 marzo al 5 maggio 2019.

Per i possessori della MIC Card l’accesso a questa mostra è a pagamento, mentre resta gratuito l’ingresso al museo. Basterà acquistare il biglietto “solo Mostra” secondo la tariffazione indicata.

La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, co-prodotta con l’Istituto Luce-Cinecittà e organizzata in collaborazione con Zètema progetto Cultura, è curata da Enrico Menduni e Gabriele D’Autilia. Alla realizzazione hanno collaborato il Comune di Parma e il CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma.

Il sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961
Museo di Roma Piazza Navona, 2; Piazza San Pantaleo, 10
Apertura al pubblico dal martedì alla domenica dalle ore 10 – 19 (la biglietteria chiude alle 18). Giorni di chiusura: lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio Giovedì 11 ottobre ore 11.30
Info Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00) www.museodiroma.it; www.museiincomune.it

La Giornata del Contemporaneo, al via l'evento dedicato all’arte del nostro tempo e al suo pubblico

Presentata oggi alla Farnesina la quattordicesima edizione della Giornata del Contemporaneo, il grande evento annuale promosso da AMACI, l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, dedicato all’arte del nostro tempo e al suo pubblico.

I 24 musei AMACI e più di 900 realtà in tutta Italia per il quattordicesimo anno consecutivo aprono gratuitamente al pubblico i loro spazi e inaugurano ufficialmente la stagione dell’arte contemporanea. Inoltre, per la prima volta quest’anno AMACI dedica all’artista Marcello Maloberti, autore dell’immagine guida, una mostra diffusa nei musei associati la Giornata del Contemporaneo valica i confini nazionali con un intenso programma di promozione dell’arte contemporanea italiana che coinvolge Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura all’estero grazie alla collaborazione e al coordinamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane.

Presentata oggi alla Farnesina la quattordicesima edizione della Giornata del Contemporaneo, il grande evento annuale promosso da AMACI, l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, dedicato all’arte del nostro tempo e al suo pubblico. Sono intervenuti Vincenzo De Luca, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Federica Galloni, Direttore Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane – Ministero per i Beni e le Attività Culturali; Gianfranco Maraniello, Presidente AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani; Marcello Maloberti, Artista e autore dell’immagine guida della Giornata.

Giunta alla sua quattordicesima edizione, sabato 13 ottobre la Giornata del Contemporaneo aprirà gratuitamente le porte dei musei AMACI e di più di 900 realtà in tutta Italia per presentare artisti e nuove idee attraverso mostre, laboratori, eventi e conferenze. Un programma multiforme che di anno in anno ha saputo regalare al grande pubblico un’occasione per vivere da vicino il complesso e vivace mondo dell’arte contemporanea, portando la manifestazione organizzata da AMACI a essere considerata l’appuntamento annuale che ufficialmente inaugura la stagione dell’arte in Italia.

Due le principali novità di questa Quattordicesima Giornata del Contemporaneo, annunciate oggi in conferenza stampa: una mostra diffusa nei musei AMACI dedicata all’artista Marcello Maloberti, autore dell’immagine guida della manifestazione, e il coinvolgimento – grazie alla collaborazione e al coordinamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane – della rete estera del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale di cui fanno parte le Ambasciate, i Consolati e gli Istituti Italiani di Cultura per dare vita dall’8 al 13 ottobre a una settimana di promozione dell’arte contemporanea italiana fuori dai confini nazionali.

Come in passato AMACI ha affidato a un artista la realizzazione dell’immagine guida della manifestazione. Dopo Michelangelo Pistoletto (2006), Maurizio Cattelan (2007), Paola Pivi (2008), Luigi Ontani (2009), Stefano Arienti (2010), Giulio Paolini (2011), Francesco Vezzoli (2012), Marzia Migliora (2013), Adrian Paci (2014), Alfredo Pirri (2015), Emilio Isgrò (2016) e Liliana Moro (2017), quest’anno la scelta dei Direttore dei musei associati è ricaduta su Marcello Maloberti, che ha realizzato per l’occasione Medusa: un ragazzo africano – a torso nudo ma con il volto celato da un casco da motociclista ricoperto di conchiglie – ci guarda fisso negli occhi attraverso l’apposita fessura. La rotondità
del casco viene sostituita da una forma frastagliata e la sua funzione protettiva viene alterata, a prima vista, dalla fragilità dell’agglomerato di molluschi. La durezza dello sguardo e la fissità della posa contrastano con il senso di leggerezza generale dell’immagine che l’artista ha creato giocando con gli stilemi dell’iconografia classica: il giovane appare come una figura mitologica, una divinità riemersa dalle profondità marine, dove viveva o dove probabilmente è naufragato nel corso di un attraversamento in nave. Il suo sguardo diretto e fiero ci interroga, instaurando un dialogo silenzioso con lo spettatore, fatto di non detti e sottintesi: è uno sguardo che chiede risposte e che, ambiguamente, come nel caso di una Medusa contemporanea, potrebbe trasformarci in pietra, esercitando in noi fascino e repulsione, empatia e distacco.
Oltre ad aver realizzato appositamente l’immagine, Marcello Maloberti sarà anche protagonista per la prima volta di una mostra personale diffusa su tutto il territorio nazionale. In questa occasione, infatti, i musei AMACI apriranno gratuitamente i loro spazi e ospiteranno simultaneamente e per un giorno una selezione di opere di Maloberti, offrendo al grande pubblico la possibilità di conoscere la produzione performativa dell’artista, regalando un’occasione di approfondimento che rende più compatta e coerente la partecipazione alla Giornata dei musei associati.

Altra novità di rilievo dell’edizione 2018 è la Giornata del Contemporaneo – Italian Contemporary Art, che vede la partecipazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e in particolare della rete degli Istituti Italiani di Cultura, con l’obiettivo di promuovere la creatività italiana anche fuori dai confini nazionali. Una creatività che è frutto del lavoro non solo degli artisti ma anche di esperti, curatori, galleristi, collezionisti, critici, editori d’arte, direttori di musei, registrar. Dall’8 al 13 ottobre, circa 100 professionisti saranno coinvolti nell’iniziativa e diverranno, con i loro racconti ed esperienze, testimoni della qualità artistica del nostro Paese. Grazie al coordinamento messo in campo dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del MAECI e dalla Direzione Generale Arte Architettura contemporanee e Periferie urbane del MiBAC e da AMACI, Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura all’estero, nei propri territori di competenza, organizzeranno quindi, per la quattordicesima edizione della Giornata del Contemporaneo, oltre 80 eventi d’arte contemporanea italiana tra mostre, performance, installazioni, incontri, dibattiti e presentazioni, in 80 luoghi del mondo.

Un programma, dunque, sempre più ricco e variegato, per un pubblico vasto e curioso che da quattordici anni segue con attenzione ed entusiasmo la manifestazione. Dal 2005 a oggi la Giornata del Contemporaneo svolge infatti un ruolo di primo piano per la promozione della cultura contemporanea. L’incremento in termini di aderenti (dai 207 del 2005 ai 937 con 1100 eventi del 2017) e di partecipazione (dai 97.000 visitatori delle prime edizioni ai circa 200.000 delle ultime) alle Giornate del Contemporaneo degli scorsi anni ha dimostrato con chiarezza la sempre maggiore attenzione che le realtà del contemporaneo prestano ad AMACI e alle sue iniziative. In quattordici anni la Giornata del Contemporaneo ha permesso infatti di concretizzare una mappa dell’arte di oggi che ha coinvolto non soltanto le grandi città ma anche i centri più piccoli, da sempre molto attivi, dove i musei hanno assunto il ruolo di poli culturali con la missione di presentare e valorizzare l’attività degli artisti contemporanei, evidenziando l’importante funzione che il contemporaneo svolge nello sviluppo culturale, sociale ed economico del nostro Paese.
L’elenco completo degli eventi è scaricabile dal sito www.amaci.org.

A testimonianza del rilievo sempre crescente della manifestazione e dell’importanza del suo ruolo nel sistema nazionale, il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha conferito anche quest’anno alla Giornata del Contemporaneo la Medaglia del Presidente della Repubblica.

La Quattordicesima Giornata del Contemporaneo si avvale del sostegno della Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del MiBAC e del patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dell’UPI – Unione Province d’Italia, dell’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, di ICOM Italia e della Regione Lombardia.

AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani è un’associazione non profit che riunisce 24 tra i più importanti musei d’arte contemporanea del nostro Paese.
Nata nel 2003 con lo scopo di sostenere l’arte contemporanea e le politiche istituzionali legate alla contemporaneità AMACI si propone di consolidare ogni anno di più il suo ruolo di realtà istituzionale e di punto di riferimento per la diffusione dello studio e della ricerca artistica contemporanea in Italia e all’estero.

AMACI
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24121 Bergamo
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I MUSEI DELLA RETE AMACI

Castel Sant'Elmo, Polo museale della Campania (Napoli)
Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea (Rivoli - Torino)
Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana, Prato
Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – Madre · museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli
Fondazione Musei Civici di Venezia – Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Fondazione Museion. Museo di arte moderna e contemporanea, Bolzano
Fondazione Torino Musei – GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e
Contemporanea di Torino
Galleria Civica di Modena
Galleria d'Arte Moderna Achille Forti, Verona
GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma
ICG - Istituto Centrale per la Grafica, Roma
Istituzione Bologna Musei | MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna
Kunst Meran Merano Arte
MA*GA – Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella (Gallarate – Varese)
MAN_Museo d’Arte Provincia di Nuoro
Mart - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma
Museo del Novecento, Milano
Museo Marino Marini, Firenze
MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea Matera
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano
Palazzo Fabroni - Arti Visive Contemporanee, Comune di Pistoia
Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, Azienda Speciale Palaexpo, MACRO – Museo d'Arte Contemporanea di Roma

Musei Capitolini. Il Campidoglio da riscoprire, al via il settimo e ultimo percorso del progetto di valorizzazione del patrimonio artistico e di aggregazione


 
Si conclude il lungo viaggio di Mix! Incontriamoci al museo con un ultimo importante ciclo di appuntamenti alla scoperta dei segreti del Campidoglio. Dal 12 ottobre visite guidate sul colle e un ciclo di conferenze a tema curate dalla Sovrintendenza Capitolina. 


Promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione diZètema Progetto Cultura, l'evento si articola con 6 appuntamenti dipanandosi in un percorso che racconterà la storia del colle capitolino dai primi insediamenti dell’età del Bronzo fino al secolo XIX con l’avvento dei Prussiani prima e le vicende successive alla prima guerra mondiale.

Conferenze e itinerari guidati a cui sarà possibile partecipare (previa prenotazione allo 060608) pagando il biglietto d’ingresso al museo. L’accesso sarà invece completamente gratuito per i possessori della MIC, la nuova card che, al costo di 5 euro, permette a chi vive o studia a Roma l’ingresso illimitato per 12 mesi nel Sistema dei Musei Civici. Per info www.museiincomuneroma.it

Giovedì 12 ottobre ore 17.00 il primo appuntamento con la conferenza dal titolo L’Acropoli della città e la Casa degli Dei, seguita il 13 ottobreda itinerari guidati all’interno ai Musei Capitolini, tra vicende storiche e documenti archeologici per svelare alcuni misteri del tempio di Giove.

Si racconteranno le origini dell'antico Capitolium, la destinazione dell'area ad Acropoli da parte del Re Tarquinio Prisco intorno alla metà del VI sec. a.C. con l'inizio di una serie di lavori che portarono, in seguito, sotto il regno di Tarquinio il Superbo, alla costruzione di un Tempio dedicato a Giove, Giunone e Minerva, che visse ininterrottamente fino al termine dell’età romana quale personificazione stessa della sacra grandezza di Roma.

La successiva conferenza, Dall’età repubblicana al medioevo: 2000 anni di vita tra nuovi edifici e riutilizzo dell’antico, si svolgerà il 19 ottobre alle 17.00 e sarà seguita, il 20 ottobre, da itinerari guidati che dal Tabularium condurranno a visitare i resti del Tempio di Veiove e gli interventi che trasformarono nel medioevo l'Archivio dello Stato Romano nel Palazzo Senatorio.

Si partirà dall’età repubblicana, durante la quale si conferma la funzione civile e sacra del Campidoglio; le abitazioni private vanno infatti scomparendo per fare posto a templi e piazze pubbliche e in età imperiale si svuoterà del suo carattere politico. Teatro di numerosi incendi e di conflitti, il Colle si è sempre rinnovato nutrendosi della linfa scaturita dalla sua stessa immagine: i monumenti più significativi vanno trasformandosi, come nel caso del Tabularium, che da archivio di leggi dello Stato divenne dal 1143 sede del nascente Comune di Roma. Meno glorioso fu il destino del Tempio di Giove: le possenti fondazioni del monumento vennero riutilizzate e restaurate in età medioevale. Degna di nota è la sorte che spettò al cosiddetto Muro Romano che dal XIII sec. divenne un avamposto difensivo dei Conservatori, utilizzato per controllare gli accessi a sud-ovest del Colle.

Venerdì 26 ottobre la terza e ultima conferenza I Prussiani in Campidoglio e il nuovo ruolo di Roma Capitale: dalla visione mitica a cuore pulsante d’Italia, a cui seguiranno il 27 ottobre itinerari guidati dall'altura del Campidoglio e lungo le sue pendici alla ricerca di monumenti e testimonianze di età moderna ormai dimenticate.

L’inizio del XIX secolo è un momento decisivo per la storia urbanistica del Campidoglio, che coincide con l’arrivo dei Prussiani; grazie all’apporto dell’Ambasciatore Karl Bunsen, essi entrano in possesso di tutte le proprietà presenti sul Capitolium, realizzando inoltre nuovi edifici come la sede dell’Istituto Archeologico Germanico. Con l’avvento di Roma Capitale e la cacciata dei tedeschi alla fine della I Guerra Mondiale, il Campidoglio assunse una nuova valenza simbolica a favore della Nazione intera. Si pensò infatti di stabilire sul Colle la sede del Parlamento: si avviarono lavori per scoprire le vestigia del Tempio di Giove e si progettò la realizzazione di un monumento a Dante Alighieri. E i fervori nazionalisti non si placarono con l’avvento del Fascismo, quando il Colle subì le demolizioni dei caseggiati che lo circondavano per far riemergere l’Immobile Saxum virgiliano, vanto dell’antica Acropoli della Città.

Musei Capitolini. Il Campidoglio da riscoprire è l’ultimo di 7 percorsi tematici che si sono succeduti da ottobre 2017 a oggi: Incontri sull’animazione e il fumetto a cura di Luca Raffaelli (ottobre e novembre 2017), Incontro con gli scrittori a cura di Lorenzo Pavolini (novembre e dicembre 2017), Mapping the town. SEI performance nei musei di Roma in collaborazione con Orlando Edizioni e a cura di Claudio Libero Pisano (novembre e dicembre 2017), Mix! Progetto di educazione al patrimonio in chiave interculturale (novembre e dicembre 2017), Mix! Dei dall’Egitto a Roma (ottobre 2017 – novembre 2018), Oggi parliamo di… (marzo – maggio 2018) e Il Campidoglio da riscoprire (ottobre 2018).

PROGRAMMA

“MUSEI CAPITOLINI. IL CAMPIDOGLIO DA RISCOPRIRE”

CONFERENZE

12 ottobre 2018 | Musei Capitolini. Palazzo dei Conservatori – Sala Polifunzionale

ORE 17.00 – L’Acropoli della città e la Casa degli Dei. Relatori: Alberto Danti, Daniela Franco (stagista, “Sapienza – Università di Roma”)

19 ottobre 2018 | Musei Capitolini. Palazzo dei Conservatori – Sala Polifunzionale

ORE 17.00 – Dall’età repubblicana al medioevo: 2000 anni di vita tra nuovi edifici e riutilizzo dell’antico. Relatori: Pamela Manzo, Roberta Tanganelli

26 ottobre 2018 | Musei Capitolini. Palazzo dei Conservatori – Sala Polifunzionale

ORE 17.00 – I Prussiani in Campidoglio e il nuovo ruolo di Roma Capitale: dalla visione mitica a cuore pulsante d’Italia. Relatore: Alberto Danti

ITINERARI GUIDATI

13 ottobre 2018 | Piazza del Campidoglio, 1 (Appuntamento davanti alla Biglietteria). Max 25 partecipanti

ORE 10.00, 11.30, 16.00 – L’Acropoli della città e la Casa degli Dei. Vicende storiche e documenti archeologici per svelare alcuni misteri del Tempio di Giove in un percorso interno ai Musei Capitolini. A cura di Munus

20 ottobre 2018 | Piazza del Campidoglio, 1 (Appuntamento davanti alla Biglietteria). Max 25 partecipanti

ORE 10.00, 16.00 – Dall’età repubblicana al medioevo: 2000 anni di vita tra nuovi edifici e riutilizzo dell’antico. Un percorso che dal Tabularium conduce a visitare i resti del Tempio di Veiove e gli interventi che trasformarono nel medioevo l'Archivio dello Stato Romano nel Palazzo Senatorio. A cura di Munus

27 ottobre 2018 | Piazza del Campidoglio, 1 (Appuntamento davanti alla Biglietteria). Max 25 partecipanti

ORE 10.00, 16.00 – I Prussiani in Campidoglio e il nuovo ruolo di Roma Capitale: dalla visione mitica a cuore pulsante d’Italia. Un percorso che si snoda dall'altura del Campidoglio e lungo le sue pendici alla ricerca di monumenti e testimonianze di età moderna ormai dimenticate. A cura di Associazione Bell’Italia 88.

INFO

Mix! Incontriamoci al museo

Dal 12 al 27 ottobre 2018

Le conferenze e le visite sono gratuite con il pagamento del biglietto d’ingresso al museo

Ingresso gratuito per i possessori della MIC

Prenotazione obbligatoria allo 060608 fino a esaurimento posti

www.museiincomuneroma.it

Facebook @Museiincomuneroma

Twitter @museiincomune

#MIXMIC

sabato 6 ottobre 2018

Domenica ingresso gratuito per Musei in Comune e Fori

Domani, domenica 7 ottobre, ingresso gratuito per Musei in Comune e Fori. Si rinnova l'ormai consueto appuntamento con la cultura ogni prima domenica del mese. Accesso libero per i residenti a Roma e Città Metropolitana.





Domenica 7 ottobre, come ogni prima domenica del mese, è previsto l’ingresso gratuito in tutti i Musei Civici per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Sarà inoltre aperto al pubblico gratuitamente anche il percorso di visita nell’area dei Fori Imperiali dalle ore 8.30 alle 18.30, con l’ultimo ingresso alle 17.30. L’apertura straordinaria prevede l’ingresso in prossimità della Colonna di Traiano e, dopo il percorso con passerella attraverso i Fori di Traiano e di Cesare, la prosecuzione attraverso il breve camminamento nel Foro di Nerva, che permette di accedere al Foro Romano mediante la passerella realizzata presso la Curia dalla Soprintendenza di Stato.

Domenica 7 ottobre sarà l’occasione per godere della ricca offerta culturale proposta dai Musei Civici, visitando gratuitamente le collezioni permanenti dei Musei e le mostre temporanee. Tra le mostre in corso ai Musei Capitolini La Roma dei Re. Il racconto dell’Archeologia e I Papi dei Concili dell’era moderna. Arte, Storia, Religiosità e Cultura; ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali la mostra sull’imperatore Traiano in occasione dei 1900 anni dalla sua morte Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa; al Museo di Roma in Trastevere Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo, un racconto per immagini e video del paese di quegli anni. Inoltre, alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi Roma Città Moderna. Da Nathan al Sessantotto, una rassegna unica che ripercorre le correnti artistiche protagoniste del ’900 con in primo piano la città di Roma. Da non perdere la mostra Walls. Le Mura di Roma. Fotografie di Andrea Jemolo al Museo dell’Ara Pacis e Duilio Cambellotti. Mito, sogno e realtà ai Musei di Villa Torlonia.

Inoltre chi vive o studia a Roma, può acquistare la MIC, la nuova card che, al costo di 5 euro, permette l’ingresso illimitato per 12 mesi nel Sistema dei Musei Civici. Per info www.museiincomuneroma.it

INFO

Domenica 7 ottobre 2018: ingresso gratuito per i residenti a Roma e Città Metropolitana previa esibizione di valido documento che attesti la residenza.

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.museiincomuneroma.it

MOSTRE IN CORSO 

MUSEI CAPITOLINI

La Roma dei Re. Il racconto dell’Archeologia. Fino al 27 gennaio 2019 (Palazzo Caffarelli e Area del Tempio di Giove di Palazzo dei Conservatori).

La fase più antica della storia di Roma è illustrata ricostruendo costumi, ideologie, capacità tecniche, contatti con ambiti culturali diversi, trasformazioni sociali e culturali delle comunità che vivevano quando Roma, secondo le fonti storiche, era governata da re.

I Papi dei Concili dell’era moderna. Arte, Storia, Religiosità e Cultura. Fino al 9 Dicembre 2018 (Palazzo dei Conservatori - Sale piano terra).

La mostra costituisce un’occasione unica per ripercorrere la storia degli ultimi tre concili dell’età moderna.

www.museicapitolini.org

MUSEO DELL’ARA PACIS - Spazio espositivo

Walls. Le Mura di Roma. Fotografie di Andrea Jemolo. Fino al 7 ottobre 2018

Un racconto per immagini del più grande monumento della Roma imperiale.

www.arapacis.it

MERCATI DI TRAIANO – MUSEO DEI FORI IMPERIALI

Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa. Fino al 18 novembre 2018

Il “racconto” della mostra si sviluppa attraverso statue, ritratti, decorazioni architettoniche, calchi della Colonna Traiana, monete d’oro e d’argento, modelli in scala e rielaborazioni tridimensionali, filmati: una sfida a immergersi nella grande Storia dell’Impero e nelle storie dei tanti che l’hanno resa possibile.

Columna mutãtio – La Spirale. Fino al 18 Novembre 2018

Un’installazione monumentale di arte contemporanea ispirata alla Colonna di Traiano interpreta la “mutazione” di significato voluta dalla storia.

I Confini dell’Impero Romano. Il Limes Danubiano: da Traiano a Marco Aurelio. Fino al 18 Novembre 2018

www.mercatiditraiano.it

GALLERIA D’ARTE MODERNA

Roma Città Moderna. Da Nathan al Sessantotto. Fino al 2 dicembre 2018

Un tributo alla Capitale d’Italia attraverso gli artisti che l’hanno vissuta e gli stili con cui si sono espressi. Una rassegna unica, che ripercorre le correnti artistiche protagoniste del ’900 con in primo piano la città di Roma, da sempre polo d’attrazione di culture e linguaggi diversi.

MUSEO DI ROMA

Raffaele de Vico (1881-1969) Architetto e Paesaggista. Fino al 25 novembre 2018

Un tributo della Capitale a uno dei maggiori architetti e paesaggisti del Novecento, Raffaele de Vico (1881-1969). Una mostra unica nel suo genere attraverso la quale è anche ripercorsa la storia del verde pubblico romano nella prima metà del secolo passato.

MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE

Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo. Fino al 7 ottobre 2018

L’iniziativa intende delineare un vero e proprio percorso nell’Italia del periodo: un racconto per immagini e video del paese di quegli anni per rivivere, ricordare e ristudiare quella storia.

Josef Sudek: Topografia delle macerie. Praga 1945. Fino al 7 Ottobre 2018

Quaranta immagini inedite documentano il doloroso passato della città di Praga attraverso lo sguardo sensibile del fotografo ceco.

David Rubinger. Fino al 4 novembre 2018

La mostra prevede l’esposizione di oltre settanta fotografie che raccontano la storia dello Stato d’Israele.

MUSEI DI VILLA TORLONIA

Duilio Cambellotti. Mito, sogno e realtà. Fino all’11 Novembre 2018

Con la mostra monografica Duilio Cambellotti. Mito, sogno e realtà, la città di Roma avrà l’opportunità di conoscere nelle sue diverse sfaccettature l’opera di uno degli artisti più versatili della prima metà del ’900, in un contesto museale fra i più affascinanti di Roma Capitale.

www.museivillatorlonia.it

CENTRALE MONTEMARTINI - Spazio per mostre temporanee

Egizi Etruschi. Da Eugene Berman allo scarabeo dorato. Fino al 31 Ottobre 2018.La mostra mette a confronto le due antiche culture traendo spunto da preziosi oggetti egizi rinvenuti nelle recenti campagne di scavo condotte a Vulci, ai quali si aggiungono i preziosi reperti egizi della Collezione Berman e le opere in prestito dalla Sezione Egizia del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

www.centralemontemartini.org

MUSEO PIETRO CANONICA

Rolf Nowotny. Fino al 28 Ottobre 2018

L’artista danese rivisita il concetto classico di ritratto attraverso “maschere” eseguite con mezzi e soluzioni tecniche differenti.

MUSEO CARLO BILOTTI – ARANCIERA DI VILLA BORGHESE

Joaquín Roca Rey. Le forme del mito. Fino al 4 Novembre 2018

In esposizione 25 sculture datate 1956–2001 che, evidenziando l’indagine formale, tra mito e ritualità, sono riuscite a cogliere il meglio del linguaggio moderno.

Peter Kim. Sull’orlo della forma. Fino al 4 Novembre 2018

La mostra, ideata per il Museo Carlo Bilotti dalla curatrice Maria Giovanna Musso, è dedicata a Peter Kim, un artista coreano che vive a New York e che si è formato in Asia e in Europa.

giovedì 4 ottobre 2018

Mostre Fotografiche. Rino Barillari, The King of Paparazzi

Una mostra fotografica con le foto degli anni della Dolce Vita e gli scatti inaspettati del fotoreporter più famoso del mondo. Un percorso imperdibile, tra gossip e cronaca, per comprendere la storia del nostro paese. Dal 12 al 28 ottobre 2018 presso lo Spazio Extra Maxxi - Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo.




Istituto Luce Cinecittà presenta, per la prima volta al mondo, un percorso completo sulla carriera del fotoreporter che meglio di chiunque altro ha impersonato il “paparazzo”, personaggio creato da Federico Fellini per il film “La Dolce Vita”.

Dal 12 al 28 ottobre 2018, nello spazio Extra del Maxxi, sarà possibile rivivere i momenti cruciali del nostro paese attraverso gli scatti del fotografo che ha saputo farsi guidare dall’ istinto e dalla passione per catturare le immagini più significative degli ultimi 50 anni della nostra storia: non solo le stars internazionali, ma anche i sanguinosi fatti di cronaca che hanno segnato le pagine più dolorose degli ultimi decenni, per arrivare alle grandi personalità di ieri e di oggi.

Il percorso espositivo, organizzato in quattro sale suddivise con un criterio tematico, presenta una galleria di 100 foto “rubate”, ognuna delle quali racconta una storia, esaltate dal suggestivo allestimento curato da Martino Crespi e da un’istallazione sonora interattiva appositamente creata con stampa 3D da Federico Giangrandi per il Gruppo Editoriale Bixio: NEAR.

Lo spettatore potrà “incontrare” attori, attrici e registi di tutto il mondo tra i tavolini di via Veneto, essere testimone dei grandi scoop degli anni ’60-’70 (il ritrovamento delle foto di Paul Getty III, gli effetti personali di Pier Paolo Pasolini dopo il suo assassinio, la rivolta del carcere di Rebibbia, gli attentati delle BR a Roma) e scoprire un Rino Barillari inedito. Un segugio instancabile, onnipresente, con un archivio personale di oltre 400.000 fotografie, che durante 60 anni di carriera ha collezionato 163 ricoveri al Pronto Soccorso, 11 costole rotte, 1 coltellata, 76 macchine fotografiche fracassate (alcune delle quali in mostra) e che, nonostante tutto, continua ancora oggi a regalarci i suoi scoop.

BIOGRAFIA

Saverio Barillari (detto Rino) nasce l’8 febbraio del 1945 a Limbadi, in Calabria. A soli 14 anni lascia paese e famiglia per cercare fortuna a Roma. Con i primi guadagni compra una macchina fotografica usata: una Comet Bencini. Inizia la professione di “paparazzo” vendendo le foto dei protagonisti della Dolce Vita a agenzie giornalistiche come Ansa, Associated Press e UPI. A partire dal 1968, inizia a seguire parallelamente manifestazioni di protesta, cronaca nera, terrorismo e attentati di mafia; prima per il quotidiano Il Tempo e successivamente per Il Messaggero. È docente “honoris causa in fotografia” presso la Xi’an International University. Rino Barillari è commendatore dell’Ordine della Repubblica Italiana. “Rino Barillari – The King of Paparazzi” è prodotta da Istituto Luce Cinecittà con il contributo della Direzione Generale Cinema del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Ingresso libero – Spazio Extra Maxxi

Lunedì chiuso Martedì- Domenica 11:00- 19:00 Sabato 11:00 - 22:00

Inizia la bella stagione del Teatro del Lido di Ostia. Festa concerto di inaugurazione con il Quartetto Nuovo di Giovanna Marini

Una festa concerto per inaugurare la stagione 2018/19 del Teatro del Lido. Di scena le ballate e le opere per il quartetto di Giovanna Marini, apprezzata musicista, cantautrice e ricercatrice etnomusicale e folklorista italiana.





Inizia la bella stagione del Teatro del Lido di Ostia. Domenica 7 ottobre alle ore 18 festa concerto di inaugurazione con il Quartetto Nuovo di Giovanna Marini e a seguire brindisi e incontro con il comitato artistico dell'Associazione TDL.

Sarà la musica e la poetica di Giovanna Marini ed il suo Quartetto nuovo ad aprire la nuova stagione del Teatro del Lido. Musicista completa, diplomata in chitarra classica al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e successivamente allieva di Andrés Segovia, dagli anni Sessanta a oggi, è stata una presenza costante sulla scena musicale italiana nella discografia e nella didattica, lavoro quest'ultimo che la vede impegnata nell'insegnamento di canti di tradizione orale e canti sociali e di lavoro degli ultimi cento anni, presso la Scuola Popolare di Musica di Testaccio. Giovanna Marini è considerata la più prolifica e poliedrica cantautrice e compositrice contemporanea italiana.

Teatro del Lido di Ostia

Le giornate sarde ad Ostia. Strumenti, voci, costumi, colori e profumi della Sardegna.

Tornano ad Ostia le giornate sarde a cura a cura del Circolo Quattro Mori. Da venerdì 5 a domenica 7 ottobre una ‘full immersion’ nella cultura, nella storia e nei sapori dell’isola. Ingresso gratuito.




Strumenti, voci, costumi, danze, colori e profumi della Sardegna. Una full immersion nella cultura, nella storia e nei sapori dell’isola, che per tre giorni affascinerà il pubblico romano grazie all’iniziativa organizzata dal Circolo Quattro Mori di Ostia.

Un appuntamento importante nel calendario delle attività culturali e ricreative del Lido di Roma. Una tre giorni in cui protagonisti saranno l’artigianato, il folklore e i prodotti tipici sardi assieme a film, documentari, conferenze, spettacoli e mostre a tema.

Il Circolo Quattro Mori di Ostia è riconosciuto dalla Regione Sardegna e dalla Fasi. La sua nascita fu propiziata da un legame nato fra persone lontane dal proprio focolare nativo, legate dalle vincolo delle comuni origini.

Lunghissimo è l’elenco delle attività, manifestazioni culturali e letterarie, che il circolo ha promosso e promuove ogni anno. Ricordiamo le esibizioni di poeti, gruppi folk e artisti che con la loro personalità hanno illustrato l’arte, la poesia, le tradizioni e la cultura sarda.

Il Circolo oggi è un’associazione territoriale volta alla promozione delle tradizioni, della cultura, del turismo, e della storia sarda, tutti settori primari per lo sviluppo economico e sociale dell’isola.

www.circoloquattromori.it

mercoledì 3 ottobre 2018

Green Movie Film Fest. Il cinema racconta l'ambiente e la sostenibilità

Ambiente: più vision, un protagonista, torna a Roma l’appuntamento con il cinema che parla d’ambiente. Al Nuovo Cinema Aquila avrà luogo, infatti, la sesta edizione del Green Movie Film Fest. Tre giorni per raccontare l’incontro tra il cinema, l’ambiente e il sociale, proponendo i valori della sostenibilità. 11-12-13 ottobre 2018, Nuovo Cinema Aquila – via L’Aquila 68 - Roma. Ingresso con sottoscrizione. 




Dagli NBT all'amianto nelle scuole, dai problemi della pesca allo sfruttamento degli animali e i controversi rapporti tra l'uomo, l’agricoltura e l'ambiente: ecco alcuni dei temi raccontati nel corso della manifestazione attraverso documentari e fiction. La programmazione prevede molte opere italiane a conferma di una sempre maggiore attenzione dei nostri filmaker ai temi dell’ecologia.

“Il GMFF – sottolinea Massimiliano Pontillo, presidente di Pentapolis Onlus che promuove l’iniziativa - nasce dalla convinzione che il cinema possa avere un ruolo importante nei cambiamenti socio-culturali, contribuendo alla salvaguardia del Pianeta, verso uno sviluppo più sostenibile”.

La rassegna,  realizzata, con il contributo della Regione Lazio, è l’occasione per vedere a Roma il meglio del cinema ambientale presentato, nel corso degli ultimi mesi, nei principali festival italiani di settore.

Ad aprire il GMFF, giovedi 11 ottobre alle 20.30, è il documentario “Gli anni Verdi” realizzato da Chiara Bellini, premiato al SiciliAmbiente Documentary Film Festival, che racconta la preziosa testimonianza di tre indomiti “vecchietti” che invece di godersi il meritato riposo, girano per le  campagne intorno a Frosinone. in difesa del proprio territorio. A seguire, alle 21.45 il vincitore del Premio della Giuria al Migranti Film Festival,  “Mareyeurs” di Matteo Raffaelli che, prendendo le mosse dai problemi della pesca in Senegal, offre un’importante riflessione sulle radici dell’immigrazione. A chiusura della serata, alle 23.00, il documentario “The Milk System” di Andreas Pichler  menzione speciale di Legambiente all’ultima edizione del festival Cinemambiente di Torino, denuncia i guasti della produzione intensiva del latte nel mondo.

Nella seconda serata, venerdì 12, in collaborazione con Clorofilla Film Festival è in programmazione, alle 19.00, il documentario “Harvest” di Andrea Paco Mariani sullo sfruttamento dei braccianti nelle campagne italiane. Alle 20.15, l’appuntamento è con il documentario “AsbeSchool - stop amianto a scuola” realizzato dalla giornalista Stefania Divertito, con la regia di Luca Signorelli.

Sono, invece, due le opere presentate dal Festival delle Terre, partner del GMFF,  a partire dalle 21.30: “NBT: I nuovi OGM” di Danilo Licciardiello e il vincitore del premio Crocevia, “Chaco”di Ignacio Ragon, Juan Fernández Gebauer e Ulises De La Orden sulla graduale cancellazione della antica civiltà indigena dal Chaco in Argentina.       

La rassegna, con la direzione artistica di Marino Midena, si conclude sabato 13.  Alle 19.00 sarà proiettato il vincitore della sezione documentari italiani al festival CinemAmbiente di Torino: “Il Monte delle formiche” di Riccardo Palladino. Chiudono la serata, alle 20.15, il film “Resina” di Renzo Carbonera (realizzato con il protocollo di sostenibilità T-Green) e, alle 22.00, “La vita in comune” di Edoardo Winspeare. Due delicate storie di piccole comunità alle prese con problemi ambientali.

lunedì 1 ottobre 2018

Invito a Palazzo, porte aperte alle sedi storiche delle banche

I Palazzi delle banche: sabato 6 ottobre, dalle ore 10 alle ore 19, i palazzi storici delle Banche operanti in Italia e delle Fondazioni di origine bancaria aprono le porte delle proprie sedi storiche e degli edifici più recenti commissionati ai più affermati architetti contemporanei.






“Invito a Palazzo”, promosso da ABI in collaborazione con ACRI, giunto alla XVII edizione, ha l’obiettivo di dare la possibilità a decine di migliaia di cittadini, turisti e appassionati di visitare questi palazzi, generalmente chiusi perché sedi di lavoro.

L’ingresso è libero ed è arricchito da mostre, laboratori e concerti. I visitatori saranno accompagnati da guide specializzate. In alcuni casi è richiesta la prenotazione (si consiglia di consultare le schede informative dei singoli palazzi).

Le Banche e le Fondazioni organizzeranno, inoltre, visite guidate illustrate da studenti delle scuole superiori. Guida per un giorno è il nome dell’iniziativa che ha lo scopo di diffondere l’arte nelle scuole, e sarà sostenuta dagli Uffici scolastici regionali.

Per il sesto anno consecutivo, il concorso Un’immagine per Invito a Palazzo ha individuato il segno grafico che caratterizzerà la manifestazione, selezionando il lavoro di studenti delle Accademie di Belle Arti e degli Istituti di Design.

L’evento si affianca alla serie di iniziative e di manifestazioni che si svolgeranno in tutta Europa per l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale ed è inserita nell’Agenda degli eventi che hanno avuto il patrocinio del MIBACT.

Invito a Palazzo è una manifestazione annuale che prevede, ogni primo sabato di ottobre, l’apertura con visite guidate e gratuite delle sedi storiche delle banche e, dal 2015, delle Fondazioni di origine bancaria nelle città italiane con l'obiettivo di dare la possibilità a decine di migliaia di cittadini, turisti e appassionati di visitare questi palazzi, generalmente chiusi perché sedi di lavoro. Nelle più recenti edizioni, la giornata di apertura è stata estesa alle sedi bancarie che operano in edifici moderni di particolare valore architettonico.

Questo il link (www.abi.it/Pagine/Societa/I-Palazzi-delle-banche.aspx) alla mappa dei palazzi delle banche italiane organizzata per regione e in ordine alfabetico di città. Di ogni palazzo, oltre ad alcune immagini, è disponibile una scheda che sinteticamente ne illustra le qualità artistiche e architettoniche, i tesori d'arte conservati al suo interno, le più significative vicende che li hanno visti protagonisti e i personaggi più importanti che vi hanno soggiornato.

L'evento su facebook

Microbioma, sviluppato da FEM un nuovo algoritmo per identificare i ceppi batterici

La ricerca della biologia computazionale FEM pubblicata su Nature Communications.




Un sofisticato algoritmo in grado di identificare e quantificare con precisione i ceppi batterici in un campione di microbiota è stato messo a punto dall'unità di Biologia Computazionale della Fondazione Edmund Mach. La ricerca scientifica è stata recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Communications.

I recenti progressi nelle tecniche di sequenziamento del DNA hanno ampliato la capacità di caratterizzare il microbioma, ovvero il contenuto genetico dei microorganismi che popolano un ambiente, consentendo di studiare il suo ruolo negli ecosistemi e nella salute. 

“Le tecniche di sequenziamento di nuova generazione – spiegano i ricercatori Davide Albanese e Claudio Donati- hanno evidenziato che le comunità microbiche sono spesso composte da migliaia di specie diverse, e che all’interno di ogni singola specie coesistono diverse varianti (ceppi) con effetti profondamente diversi sulla salute dell’organismo ospite. Ogni singolo ceppo ha un profilo genetico caratteristico che può essere usato per identificarlo con grande precisione”.

La metodologia proposta usa le sequenze genomiche note dei batteri per costruire un archivio delle varianti genetiche dei singoli ceppi ed è in grado, mediante sofisticate tecniche statistiche e di "machine learning" (apprendimento automatico), di identificare i singoli profili in campioni di microbioma.
Le applicazioni di questo algoritmo vanno dalla epidemiologia delle malattie infettive alla caratterizzazione delle dinamiche della colonizzazione microbica. (sc)

Nature Communications
Strain profiling and epidemiology of bacterial species from metagenomic sequencing
Davide Albanese e Claudio Donati
https://www.nature.com/articles/s41467-017-02209-5

Università Roma Tre: prende il via a Ostia il Polo Universitario in Ingegneria del Mare

Sarà inaugurata domani ad Ostia l’Università di Ingegneria del Mare. Il progetto del corso di laurea in “Ingegneria del mare” è promosso dall’Università degli Studi Roma Tre in collaborazione con la Regione Lazio e il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.




Prenderà il via domani presso gli spazi dell’ex Enalc Hotel a Ostia, il nuovo corso di laurea in “Ingegneria del mare”. Sarà un polo universitario con un corso pressoché unico in Italia, specializzato nello studio delle energie rinnovabili di origine marina. È qui che, con la collaborazione del Centro Nazionale della Ricerca (CNR) ed in particolare dell’INSEAN, nonché dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), si formeranno i futuri ingegneri destinati a progettare e sviluppare le piattaforme offshore, gli impianti eolici, le turbine sottomarine.

“Abbiamo raccolto una sfida importante per il nostro territorio, dimostrando in tempi rapidi di poter portare a Ostia un polo universitario di eccellenza che creerà nuove opportunità di studio e di lavoro per studenti provenienti da tutta Italia. Abbiamo colto questa opportunità di grande rilievo per Ostia, grazie alla quale si formeranno professionisti altamente specializzati. Questo corso, realizzato con il supporto del MIUR e della Regione Lazio, rappresenta il compimento della terza missione dell’università che, dopo quella didattica e scientifica, è il fruttuoso rapporto con il territorio”. Così ha dichiarato il Rettore dell’Università degli Studi Roma Tre, Luca Pietromarchi in occasione della presentazione del progetto che si è svolta lo scorso 12 gennaio.

L’attività didattica del corso di Ingegneria del mare coniugherà la forte preparazione di base nel campo dell'ingegneria industriale, con un orientamento inedito verso le applicazioni in ambiente marino, sia dal punto di vista delle tecnologie industriali per lo sfruttamento delle risorse energetiche rinnovabili (energia eolica, fotovoltaica, del moto ondoso e delle correnti marine) sia dello sviluppo delle relative infrastrutture costiere e di protezione dei litorali, in ottica di una maggiore sostenibilità ambientale.

Un orientamento in linea con gli indirizzi strategici Blue Growth dell'Unione Europea, tesi a cogliere le opportunità di crescita connesse con l'economia del mare. Il corso di Ingegneria del mare di Roma Tre a Ostia fornirà, inoltre, un’opportunità di valorizzazione del territorio costiero della Regione Lazio promuovendo la naturale vocazione, ancora non pienamente sfruttata, alle attività connesse all'ambiente marino.

Pop Icons. Crosby Stills Nash & le leggende di Laurel Canyon

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