martedì 31 maggio 2022

Teatro del Lido, la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia presenta Orchestra di Villa Pamphilj in CAMBIAMENTI del curioso vagare delle idee e dei punti di vista

CAMBIAMENTI del curioso vagare delle idee e dei punti di vista. L'Orchestra di Villa Pamphilj eseguirà brani originali, canzoni e parole d’autore. In apertura l’esibizione del laboratorio Young Jazz diretto da Alessandro De Angelis. Al Teatro del Lido sabato 4 giugno ore 21. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su eventbrite.





La Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia presenta l'Orchestra di Villa Pamphilj in CAMBIAMENTI del curioso vagare delle idee e dei punti di vista direzione, composizione e arrangiamenti Fabrizio Cardosa con i componenti dell’Orchestra di Villa Pamphilj: Asia Cannone e Anna De Martini voce, Nicola Lugeri voce recitante, Francesco Belfiore flauto, Stefania Foresi clarinetto, Raffaela Brambilla, Marina Laurenzana, Emiliano Cozzi, Antonio Settimo sassofoni, Peppe Tassi chitarra, Riccardo Marini pianoforte, Daniele Mancini tastiere, Riccardo D’Arpino, Elena Mariani basso, Francesco Paradisi Miconi batteria.

Brani originali, canzoni e parole d’autore su come i nostri desideri spesso cambino repentinamente. Riflessioni semiserie che danno vita a divertenti momenti musicali. In apertura l’esibizione del laboratorio Young Jazz diretto da Alessandro De Angelis.

Dalla mobilità e dal curioso e spesso repentino mutare dei nostri gusti, dei nostri desideri nasce questo spettacolo fatto di brani originali cantati e da parole d’autore sul tema. L’effimera rincorsa ai bisogni dettati dal consumismo, il triste sfiorire di una passione amorosa, il più o meno sincero cambiamento di idee politiche in alcuni di noi o semplicemente il repentino mutare delle nostre ardenti volontà tra quando ci risolviamo ad esempio, per una dieta e quando, poco dopo, la infrangiamo miseramente, sono le riflessioni semiserie che danno luogo a momenti musicali e letture godibili ancorché non privi di una leggera indagine esistenziale.

Sul palcoscenico i dodici elementi dell’Orchestra di Villa Pamphilij e tre cantanti diretti dal M° Fabrizio Cardosa che è anche autore dello spettacolo.

Apertura a cura del LABORATORIO YOUNG JAZZ diretto da Alessandro De Angelis.

Orchestra di Villa Pamphilj

L’Orchestra di Villa Pamphilj nasce nell’ ambito delle attività di musica d’insieme della Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia nel gennaio 2015. Le scuderie del Villino Corsini di Villa Pamphilj rappresentano il luogo di nascita e lo e spazio deputato per le prove dell’ ensemble, nonché l’impulso iniziale per l’attribuzione del nome.

Lo speciale percorso della formazione avviato, promosso e coordinato dalla Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia, ha visto via via avvicendarsi nell’ organico dell’orchestra allievi ed ex allievi aprendosi contemporaneamente al contributo del territorio inglobando ragazzi e ragazze più giovani , in collaborazione con gli Istituti del territorio

L’organico comprende musicisti giovanissimi degli Istituti secondari, studenti di conservatorio e ottimi dilettanti desiderosi di partecipare ad un progetto di musica d’insieme complesso e stimolante. In alcune performance è previsto l’inserimento di strumentisti più maturi nell’ottica dell’apprendimento comune e per imitazione.

Il repertorio dell’Orchestra di Villa Pamphilj si configura nel segno dell’eclettismo e della contaminazione, dal jazz, alla musica contemporanea, all’improvvisazione, da Bartòk, a Ravel, al jazz di H. Mancini e B. Bacharach tra gli altri e classici standard riarrangiati. L’orchestra è uno spazio aperto e flessibile, con l’inclusione mano a mano di nuovi elementi e possibilità di ampliamento.
Ad armonizzare queste risorse c’è l’idea di un sound peculiare da raggiungere per mezzo degli arrangiamenti originali e complessi del M° Fabrizio Cardosa che ne è il direttore.

L’impegno con cui anche i musicisti più giovani hanno affrontato questa esperienza musicale probante fa ben sperare per il futuro, anche in virtù del positivo riscontro del pubblico presente ai numerosi concerti tenuti dalla formazione (tra gli altri presso la Casa del Jazz, il Teatro Villa Pamphilj, il Teatro Tor Bella Monaca, il Festival Musica&Musica, il Riverside Roma). Tra gli ultimi importanti ospiti Ziad Trabelsi e Patrizio Fariselli. Nel 2018 stato realizzato il primo CD “Orchestra di Villa Pamphilj” l’Arte di arrangiarli.


venerdì 27 maggio 2022

Pier Paolo Pasolini. Non mi lascio commuovere dalle fotografie

E' in corso fino al 10 luglio 2022, presso il WeGil di Roma, hub culturale della Regione Lazio nel quartiere Trastevere, la mostra “Pier Paolo Pasolini. Non mi lascio commuovere dalle fotografie”. Nel centenario della sua nascita, avvenuta a Bologna il 5 marzo 1922, il percorso espositivo, attraverso il mezzo della fotografia, vuole riportare l’attenzione su quello che è stato probabilmente l’intellettuale più intransigente, acuto e scomodo del secondo Novecento italiano e sulle sue principali esperienze personali, culturali e professionali. Ingresso gratuito.


 


Il progetto, curato da Marco Minuz e Roberto Carnero, è promosso dalla Regione Lazio e realizzato da LAZIOcrea in collaborazione con Suazes, il Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Genova e il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia. Nella veste di scrittore, giornalista, opinionista, attivista e regista, Pier Paolo Pasolini ha dispiegato il suo pensiero in una moltitudine di opere e documenti che lo rendono una delle figure cardine del dibattito culturale nazionale e internazionale del secondo dopoguerra. Partendo dall’oggettiva constatazione che Pasolini è stato uno dei personaggi pubblici più fotografati del suo tempo, la mostra raccoglie circa 160 fotografie e documenti d’epoca: un percorso fotografico che nasce dalla volontà di continuare ad alimentare, soprattutto nelle giovani generazioni, un confronto con il lascito intellettuale di Pasolini.

La scelta di esplorare l’opera e il pensiero di Pasolini attraverso la fotografia non è casuale data la sua relazione con il mezzo fotografico piuttosto ambivalente. Se da una parte scriveva “niente come fare un film costringe a guardare le cose”, il suo rapporto con le immagini immobili era differente, come testimoniano le sue parole: “alle fotografie è sufficiente dare una occhiata. Non le osservo mai più di un istante. In un istante vedo tutto”. Eppure, paradossalmente, per tutta la sua vita Pier Paolo Pasolini ha sempre offerto grande disponibilità nel farsi fotografare, anche in momenti privati della sua vita. Ne è testimonianza l’enorme quantità di materiale fotografico dedicato alla sua figura.

Questi scatti, organizzati in sezioni, ognuna delle quali raggruppa un corpus di fotografie dedicate a uno specifico tema, intendono costruire, attraverso un’attenta selezione, un percorso che conduca il visitatore attraverso le principali esperienze che hanno caratterizzato il suo lavoro ma anche la sua sfera privata: la città di Roma, i ragazzi delle borgate romane, il concetto di corpo, la passione per il calcio, le sue frequentazioni, la figura della madre, le abitazioni romane in cui ha vissuto, i ritratti, l’esperienza del cinema, gli anni giovanili, le celebrazioni funebri a Roma e Casarsa della Delizia, luogo dove ha trovato eterno riposo.

“Il volto di Pasolini diventa così ‘la mappa’ per leggere il suo lavoro, la sua personalità, il suo pensiero e le sue scelte - scrive Marco Minuz, che ha curato la selezione fotografica - Metaforicamente la sua pelle, immortalata dal mezzo fotografico, diventa così spazio privilegiato per comprendere, con vicinanza, il percorso professionale di quell’inafferrabile uomo chiamato Pier Paolo Pasolini”.

“Una mostra fotografica su Pasolini è un modo di avvicinarsi alla sua opera, magari per un primo approccio ai suoi testi, attraverso i ‘grandi temi’ che li caratterizzano, e in cui qui è stata organizzata l’esposizione - aggiunge Roberto Carnero, co-curatore del progetto e autore dei testi presenti nel percorso - Sarebbe bello che questa straordinaria occasione potesse essere colta soprattutto dai più giovani, da quei ragazzi a cui Pasolini ha dedicato tante delle sue riflessioni e ai quali continuava, e continua tutt’oggi, a parlare”.

Sono oltre trenta i fotografi e gli archivi coinvolti in questo progetto, tra questi: Letizia Battaglia, Carlo Bavagnoli, Sandro Becchetti, Dario Bellini, Piergiorgio Branzi, Cameraphoto, Elisabetta Catalano, Mimmo Cattarinich, Divo Cavicchioli, Elio Ciol, Mario Dondero, Gabriella Drudi Scialoja, Aldo Durazzi, Claudio Ernè, Toti Scialoja, Archivi Farabola, Federico Garolla, Giovanni Giovannetti, Vittorio La Verde, Massimo Listri, Cecilia Mangini, Domenico Notarangelo, Angelo Novi,  Rodrigo Pais, Angelo Pennoni, Reporter Assocati, Paul Ronald, Salvatore Tomarchio e Roberto Villa. La mostra al WeGil si arricchisce anche di alcune fotografie di Dino Pedriali, fotografo romano recentemente scomparso.

A ingresso gratuito, la mostra, dopo la sua prima esposizione al Palazzo Ducale di Genova, rappresenta, dunque, un’opportunità unica per esplorare la dimensione pubblica e privata dell’intellettuale, ma al contempo per riportare alla luce archivi e nuova documentazione che possano raccontare l’uomo Pasolini.

mercoledì 25 maggio 2022

Casa del Jazz: presentata la stagione estiva Summertime 2022 e Concerti nel Parco

Presentata la stagione estiva Summertime 2022. La stagione di concerti e spettacoli alla Casa del Jazz. Stelle italiane, jazz/rock legend, nuove tendenze, grandi orchestre, cross over, grandi pianisti. I concerti nel Parco con oltre 60 concerti e spettacoli. Dal 5 giugno al 7 agosto 2022.





Ritorna dal 5 giugno al 7 agosto Summertime, la stagione estiva prodotta da Fondazione Musica per Roma alla Casa del Jazz. Oltre 60 concerti e spettacoli si susseguiranno sul palcoscenico all’aperto allestito nel parco di Villa Osio a Viale di Porta Ardeatina. E dopo due anni la rassegna ritorna finalmente alla massima capienza di 1000 posti e con un cartellone ricco di novità e sorprese e non solo per il pubblico di appassionati del jazz.

All’interno della programmazione di Summertime molte le prime assolute, le uniche date italiane e le produzioni originali rintracciabili nei numerosi filoni come quello delle Stelle Italiane del jazz in cui troviamo Dado Moroni che presenta in prima assoluta la nuova produzione “Itamela” (16/6), Giovanni Guidi che si esibisce in solo in un doppio concerto seguito da Furio Di Castri che rivisita Charles Mingus a cento anni dalla nascita (18/6), Maria Pia De Vitocon il nuovo progetto “This woman’s work” (19/6), e ancora Rosario Giuliani(21/6), Roberto Gatto (22/6), Fabrizio Bosso con Javier Girotto (24/6), il duo Mauro Campobasso e Mauro Manzoni in doppio concerto insieme all’Ettore Fioravanti Opus Magnum Sextet per una serata dedicata alle nuove uscite della Parco della Musica Records (30/6), il trio Rita Marcotulli/Ares Tavolazzi/Israel Varela per un concerto speciale in collaborazione con l’Ambasciata Messicana che compie 100 anni (2/7), Paolo Fresu in trio conJacques Morelenbaum e Rita Marcotulli (14/7) e con il progetto dedicato a Ferlinghetti (6/8), Enrico Rava in concerto con il trio di Fred Hersch per una unica dara italiana (18/7). 

Ritornano questa estate i grandi protagonisti della scena internazionale: si parte con due giganti dell’avanguardia Anthony Braxton (7/6) e Roscoe Mitchell per una unica data italiana (8/6), e si prosegue con Mike Stern Band(10/7), Billy Cobham, Randy Brecker e Bill Evans insieme come Modern Standards Supergroup (11/7), John Scofield (12/7), Christian Mc Bride (13/7), Christone Kingfish Ingram (16/7); Roosevelt Collier (17/7), John Patitucci (1/8).

Numerosi i concerti Cross Over che vedranno protagonisti tra gli altri Raphael Gualazzi (17/6), Vinicio Capossela per la prima volta alla Casa del Jazz (26/6), Alex Britti (25/7), Enzo Avitabile e Peppe Servillo (4/8), Fabio Concato con la Carovana Tabù (5/8).  

Un Focus particolare verrà dedicato alle Grandi orchestre con alcune produzioni originali di Musica per Roma in prima assoluta tra cui Franco D’Andrea e Orchestra “Sketches of 20th Century” con la partecipazione delPMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble diretto da Tonino Battista (14/6) e l’ensemble Grande Elenco Musicisti di Tommaso Vittorini(29/6). Questi concerti saranno anche registrati per diventare dischi live dellaParco della Musica Records. Tra le altre formazioni in programma Young Art Jazz Ensemble diretto da Mario Corvini (9/6), Orchestra Giovanile di Jazz della Scuola Popolare di Musica Testaccio diretta da Mario Raja (20/6), ICP Orchestra featuring Han Bennink che compie 80 anni  (23/6), MEJOrchestra diretta da Marco Tiso che dedica il concerto a Kurt Weill con le  voci diCostanza Alegiani e Peppe Servillo (4/7), Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti  diretta da Paolo Damiani (6/7), Libera Orchestra Jazz Italiano del Saint Louis (13/6), Lydian Sound Orchestra diretta da Riccardo Brazzale con David Murray (7/8). 

Una vera e propria rassegna nella rassegna sarà quella dedicata alle Nuove tendenze che presenta una ricercata selezione delle più interessanti proposte del jazz contemporaneo, quel territorio dove si incontrano jazz, soul, funk, hip-hop, elettronica e spoken word. Dopo un’anteprima con il trombettista Ambrose Akinmusire (6/7) i concerti si susseguiranno nella seconda metà di luglio con Nate Smith batterista pluri-candidato ai Grammy (15/7), Makaya McCraven produttore e batterista emergente definito da Down Beat come uno dei più influenti musicisti del prossimo decennio (21/7), i Sons of Kemet, uno degli ensemble più rappresentativi del nu-jazz (25/7), il visionario polistrumentista e compositore Louis Cole (26/7), la sassofonista anglo-guyanese Nubya Garcia (27/7), il produttore italiano, speaker e Dj Khalab (28/7), l’innovativo gruppo originario di Manchester dei GoGo Penguin (30/7). 

Tra i Grandi pianisti contemporanei si esibiranno Danilo Rea in piano solo (10/6), Fred Hersch in trio con Enrico Rava (18/7), Tigran Hamasyan (7/7),Hans Ludemann con Rita Marcotulli e Luciano Biondini per una produzione originale in collaborazione con l’Accademia tedesca di Roma (15/6), Enrico Pieranunzi e Antonello Salis in un progetto inedito che li vede per la prima volta in duo (27/7). 

L’edizione 2022 di Summertime sarà aperta il 5/6 da un evento in omaggio a Pepito Pignatelli, il fondatore nel 1974 del celebre locale Music Inn, per molti anni considerato un tempio del jazz. Dopo la proiezione del documentario  “Music Inn, arriva il jazz a Roma” di Carola De Scipio e Roberto Carotenuto introdotto da Enrico Pieranunzi e i racconti di Luciano Linzi e Marco Molendini, il concerto vedrà in scena alcuni dei musicisti italiani che sono stati protagonisti di quella stagione memorabile tra cui: Enrico Pieranunzi, Maurizio Giammarco, Dino e Franco Piana, Enzo Scoppa, Marcello Rosa, Carla Marcotulli, Rita Marcotulli, Antonello Salis, Danilo Rea, Enzo Pietropaoli, Giorgio Rosciglione, Gegè Munari, Roberto Gatto, Bruno Biriaco, Fabrizio Sferra. 

All’interno di Summertime 2022 torna anche il festival I Concerti nel Parco, Estate ‘22, diretto da Teresa Azzaro e giunto alla sua trentaduesima edizione e che, dopo un’anteprima con il pianista Francesco Tristano a Roma per presentare l’ultimo lavoro dedicato alla musica antica (31/5), presenta un fitto programma di prime assolute e date uniche contraddistinte da una visione multidisciplinare che abbraccia generi, linguaggi, personalità eterogenee: “Lettera a Pasolini”, la nuova produzione in prima assoluta dell’attore romanoFrancesco Montanari, scritta da Matteo Cerami e Davide Sacco che ne cura anche la regia, commentata musicalmente dal sax Stefano Di Battista (1/7),“Napoletana”, il nuovo omaggio di Mariangela D’Abbraccio alla sua Napoli che mette in scena grandi autori napoletani, classici e contemporanei (3/7),“Concerto mistico per Battiato“Torneremo Ancora”, un concerto omaggio per Franco Battiato ad un anno dalla morte con Simone Cristicchi e la partecipazione di Amara. (5/7); “Manos” unica data italiana dell’eccezionale duo pianistico formato da Omar Sosa e Marialy Pacheco (8/7); “An Evening with Suzanne Vega”, la grande cantautrice accompagnata da Gerry Leonardalla chitarra torna a Roma dopo cinque anni in esclusiva per I Concerti nel Parco (19/7).  Con “The Beatles Live Again Magical Mystery Story ”, la performance di The Beatbox si propone di far rivivere l’energia e il fascino del mitico quartetto di Liverpool insieme l’appassionante storytelling  di Carlo Massarini (20/7); “Italia Mundial 1982 – 2022” è lo spettacolo in cui Federico Buffa, giornalista e volto noto di Sky, assieme al pianista Alessandro Nidi, racconta l’indimenticabile vittoria della Nazionale Azzurra ai mondiali di calcio in Spagna nel 1982 (20/7); “Le Quattro Stagioni by Zoomers” con L'Orchestra Giovanile di Roma è il concerto con i solisti Misia Iannoni Sebastianini e Gianmarco Ciampa, in cui le Le Quattro Stagioni di Vivaldi diventano il trampolino per raccontare la musica classica alle nuove generazioni. (24/7);“MPB” è il personalissimo tributo alla più bella musica popolare brasiliana di due autentici fuoriclasse carioca Yamandu Costa e Armandinho Macedo, per la prima volta insieme a Roma (29/7); “#Lepiùbellefrasidiosho” vede per la prima volta sul palco a far rivivere le sue celebri vignette,  Federico “Osho” Palmaroli il noto vignettista satirico romano con il Furano Saxophone Quartet(31/7) ; “A Night with Sergio Bernal” con la Sergio Bernal Dance Company vede in scena  il più importante e famoso ballerino spagnolo del momento, che firma le coreografie e la direzione artistica del progetto insieme a Ricardo Cue (2/8). Per finire grande chiusura, sempre all’insegna del ritmo e della festa, con “Nova Era”, una data unica in Italia, della Barcelona Gipsy Balkan Orchestra (BGKO) diretta da Alexander Ora, che ci fa arrivare sound che miscela suoni e dei timbri della musica rom, klezmer, balkan e mediterranea (3/8). 

Tra produzioni originali, stelle italiane, big band, ospiti internazionali e nuove tendenze – dichiara Daniele Pittèri AD della Fondazione Musica per Roma – la stagione estiva alla Casa del Jazz ritorna a proporre le migliori proposte del jazz contemporaneo. Abbiamo pensato il programma di quest’estate da un lato per gli appassionati del jazz, un pubblico molto esigente e preparato che conosciamo bene, che segue costantemente anche la programmazione all’Auditorium, e che dopo due anni di freno, ha chiaramente esigenza di qualcosa di più, di scoprire le novità della scena musicale o di costruirsi un percorso a seconda delle proprie preferenze che possono andare dai concerti di piano solo alla musica per big band. Dall’altro abbiamo pensato a sezioni del programma per chi ama più la musica d’autore o ai giovani che seguono la nuova scena soprattutto inglese, pensando che così si possano avvicinare ad esempio al jazz storico e al jazz italiano. Siamo contenti di presentare anche quest’anno all’interno di Summertime la stagione de I concerti nel Parco con i suoi spettacoli tra teatro canzone, danza, musica classica e world, così che aumenti in maniera esponenziale la contaminazione tra pubblici diversi”.

martedì 24 maggio 2022

Robert Doisneau il pescatore d'immagini. All'Ara Pacis lo sguardo umanista del fotografo della Ville Lumière

Oltre 130 scatti in bianco e nero di quello che è considerato uno dei padri fondatori della fotografia umanista francese e del fotogiornalismo di strada. Dal 28 maggio al 4 settembre 2022




Prende il via all'Ara Pacis, una mostra dedicata Robert Doisneau. Oltre 130 scatti in bianco e nero, provenienti dalla collezione dell’Atelier Robert Doisneau a Montrouge. Rappresentante più famoso della cosiddetta "fotografia umanista", ossia quel tipo di sensibilità visiva che pone l'accento sulla condizione disagiata dell'uomo nella società, Doisneau ha saputo raccontare con empatia la società parigina del Novecento, captando momenti di grazia ed espressioni di felicità, catturando con i suoi scatti la vita quotidiana e le emozioni degli uomini e delle donne che popolavano Parigi e la sua banlieue, dall'inizio degli anni Trenta alla fine degli anni Cinquanta sarà il suo periodo  prolifico.

Robert Doisneau nasce a Gentilly, un sobborgo di Pargi il 14 aprile del 1912 e muore a Montrouge il 1° aprile del 1994. Fu considerato inoltre, insieme a Henri Cartier-Bresson, uno degli esponenti del fotogiornalismo di strada. 

Artista o fotoreporter, ci ha lasciato immagini che riescono a strapparci un sorriso e, allo stesso tempo, a stringerci il cuore. Perché il suo approccio all’umanità era ben più complesso della semplice leggerezza che si tende ad associare alle sue immagini.

Il soggetto privilegiato di Doisneau è Parigi, dove produce una serie di scatti innovativi, geniali e dominati da una forte carica umana: sono le immagini che lo hanno reso celebre. Quello che più colpisce è che non si tratta di una Parigi convenzionale, quella che domina negli ambienti della pubblicità, della moda, dei giornali o del cinema, ma è una Parigi di piccola gente, di arie di fisarmonica, di grandi e bambini, i cui sguardi trasudano umanità e tenerezza. 

Il tempo, il suo dilatarsi e compenetrarsi con il suo essere fotografo è forse insieme all'istinto, una delle note dominanti del suo lavoro. L'artista preferiva essere definito poeticamente come un "pescatore di immagini" e sentiva la necessità di immergersi completamente nella realtà. 

venerdì 20 maggio 2022

Absolutely...Ennio Morricone

Concerto straordinario in occasione della presentazione del cd Absolutely...Ennio Morricone vol.1. Martedì 24 maggio 2022 ore 20.30, Aula Magna della Sapienza.




Istituzione Universitaria dei Concerti nell'ambito de I CONCERTI DELL’AULA MAGNA chiude la stagione con un concerto straordinario in occasione della presentazione del cd Absolutely...Ennio Morricone vol. 1 (Da Vinci Classics). Un sentito un omaggio al compositore Premio Oscar che è stato anche membro per circa trent’anni del Consiglio artistico della IUC, con alcuni suoi storici musicisti: il violoncellista Luca Pincini, la pianista Gilda Buttà e il flautista Paolo Zampini. 

I tre musicisti hanno visto nascere un numero enorme di partiture, condividendo dalle prime letture alle lunghe ed intense prove, dalle prime esecuzioni alle numerosissime repliche, con la costante ed attenta presenza del compositore.

Sono loro, oggi, testimonianza di un enorme patrimonio musicale, di uno stile, irripetibile, unico nel suo genere, fatto di incroci virtuosi tra la musica assoluta e quella applicata all'immagine filmica. I tre solisti hanno sempre mantenuto il rispetto per l'originalità delle partiture, pur nelle diverse versioni strumentali. In tal modo, restituiscono l’autenticità del pensiero esecutivo di Morricone, rimasto indelebile nel loro quotidiano ricordo.

Ed ecco come il trio ci racconta questo nuovo progetto discografico:  Per lunghissimi anni, abbiamo vissuto accanto ad Ennio Morricone. Profondamente, in tutto. Non abbiamo mai immaginato la sua assenza forzata. Nemmeno ora. Ogni giorno qualcosa ci fa interagire con lui. Il calendario ci ha semplicemente ricordato che dovevamo fare in musica. Proseguire, con Ennio. Quindi, con Da Vinci e IUC abbiamo avviato una serie di uscite discografiche in vari volumi contenenti solo ed esclusivamente sue partiture in originale, come il Compositore desiderava fosse, sempre e comunque. È iniziato un grande compito da svolgere perché conserviamo qualcosa di insostituibile. Ad ogni tappa un disco, sempre diviso tra Cinema e Assolutamente... Ennio Morricone. 

Il progetto Absolutely... Ennio Morricone, - ci racconta Giovanni dl’Alò nel booklet dell’album -  di cui questo CD costituisce il primo capitolo, si propone di tracciare un ritratto a tutto tondo di un compositore geniale, che con la sua musica e uno stile riconoscibilissimo è riuscito a raggiungere un pubblico vastissimo senza mai rinunciare a una nobiltà di scrittura che affonda le sue radici nella tradizione classica. Pagine concepite per il cinema, alcune nella stesura originale altre in versioni cameristiche rigorosamente realizzate dall’Autore, e pagine di musica assoluta si susseguono in modo che una dimensione si fonda con l’altra con naturalezza e fluidità”.

Programma

Love Affair

Quattro Canzoni (Cane bianco, Stark System, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Metti, una sera a cena)

Proibito

Per le antiche scale

La corta notte delle bambole di vetro

Invenzione, Canone e Ricercare

Tornatore Suite (La leggenda del pianista sull’oceano, Nuovo Cinema Paradiso, Malèna, Una pura formalità)

Addio a Pier Paolo Pasolini, dal film Salò o le 120 giornate di Sodoma

Deborah’s theme, dal film C’era una volta in America

Gabriel’s oboe, dal film Mission

Luca Pincini

Grande violoncellista, ha interpretato musiche dagli autori più tradizionali fino ai contemporanei. E' anche autore di composizioni originali. Ha collaborato assiduamente, per decenni, con Ennio Morricone, con cui ha registrato per le più grandi produzioni cinematografiche ed effettuato concerti in tutto il mondo. Lo stesso compositore gli ha dedicato “Monodia per violoncello solo”. Ha eseguito come solista centinaia di colonne sonore anche di altri grandi compositori come Luis Bacalov, Paolo Buonvino, Pino Donaggio, Franco Piersanti, Nicola Piovani, Armando Trovajoli. Attivo anche nel mondo della pop music ha collaborato con Luca Barbarossa, Carmen Consoli, Elisa, Jovanotti, Patti Pravo, Renato Zero e Mina.

Gilda Buttà

Dedita ai più svariati stili, dalla musica classica alla contemporanea, alla sperimentazione e contaminazione. Con il violoncellista Luca Pincini, suo marito nella vita, forma un duo molto speciale, basato sulla curiosità quanto sul rigore delle scelte musicali. Gilda Buttà ha affrontato esecuzioni integrali delle opere di Beethoven, Brahms, Chopin, ma anche composizioni spesso dedicate da musicisti contemporanei. Per quasi trent'anni ha collaborato con Ennio Morricone, alla discografia, alle varie produzioni, dai concerti alle colonne sonore, tra cui “La leggenda del pianista sull’oceano”, “Canone inverso”, “Love affair”, “Gli intoccabili”, “Frantic”, “Il Papa Buono”, “Bugsy”. È dedicataria di “Catalogo”.

Paolo Zampini

Flautista virtuoso, anche lui tra i solisti preferiti da Ennio Morricone, per trentacinque anni ne ha eseguito le musiche da film e le composizioni di “musica assoluta”. Socio dell’Unione Musicisti di Roma, ha legato il suo nome a centinaia di colonne sonore per il Cinema e il Teatro, collaborando anche con i Premi Oscar Nicola Piovani e Luis Bacalov, e con Franco Piersanti, Armando Trovajoli, Riz Ortolani, Roberto Pregadio, Roman Vlad, Pino Donaggio, Stelvio Cipriani, e molti altri. 

mercoledì 18 maggio 2022

Concerto barocco nella città proibita, la musica nelle missioni dei Gesuiti in Cina al tempo di Paolo V Borghese

Nell'ambito del progetto di ricerca “I Borghese e la musica”, sarà trasmesso in diretta, sabato 21 maggio alle 19.00 sul canale FB ufficiale della Galleria Borghese il Concerto barocco nella città proibita. La musica nelle missioni dei gesuiti in Cina al tempo di Paolo V Borghese. 



Il concerto, realizzato e promosso nell’ambito del progetto “I Borghese e la musica”, avviato dalla Galleria Borghese lo scorso dicembre 2020 per indagare sulle committenze della famiglia Borghese a musicisti dei sec. XVII e XVIII, presenta un nuovo capitolo dedicato alle attività musicali di alcuni missionari cattolici attivi a Pechino agli inizi del XVII secolo, a latere della loro attività religiosa. 

Per due secoli, a partire dal 1601, i missionari cattolici attivi a Pechino perseguirono un'attività musicale, ai margini del loro compito religioso. Alcuni erano buoni strumentisti e portavano con sé strumenti che suonavano a corte; tra questi i gesuiti Johann Adam Schall von Bell, Tomé Pereyra, e soprattutto Teodorico Pedrini (1671-1746, arrivato nel 1711), un lazzarista italiano particolarmente dotato che era stato scelto da Roma per questo motivo. Sono stati trovati tra i suoi manoscritti una raccolta di 12 sonate, di stile italiano ovviamente influenzate da Corelli.

Alcune descrizioni dei concerti tenuti dai missionari di fronte all'imperatore mostrano che la ricezione della musica europea è stata mista. Tuttavia, ha suscitato la curiosità degli studiosi. Così l'imperatore Kangxi chiese al portoghese Pereyra di scrivere una parte sulla musica occidentale all'interno di un'enciclopedia cinese, ma in generale gli ascoltatori cinesi trovarono tale musica troppo frenetica, troppo complessa.

Le partiture a disposizione dei missionari in Cina erano relativamente poche. Tra questi, una raccolta molto interessante, il Tempio Armonico della Beata Vergine, pubblicata a Roma nel 1599 da Giovenale Ancina, nominato vescovo da Paolo V Borghese, che si interessava alla Cina. Ancina, pur non essendo il compositore della maggior parte dei brani, li ha raccolti ed adattati per le esigenze degli oratori, soprattutto nelle missioni lontane. La musica risulta così abbastanza semplice da essere cantata da musicisti non professionisti, ma è comunque elegante, e scelta tra le migliori composizioni dei contemporanei. A volte i testi sono leggermente modificati per assumere un significato sacro, anche se non liturgico.

Aspetto molto interessante è che alcuni dei musicisti gesuiti studiarono la musica cinese e impararono a suonarla sugli strumenti che avevano portato con sé. Così, all'epoca, si potevano ascoltare melodie cinesi suonate sulla viola da gamba o sul clavicembalo. Lo stesso imperatore Kangxi suonò anche alcune arie al clavicembalo, di fronte alla sua corte. Molti documenti attestano questo scambio culturale, e in particolare l'invio di Joseph-Marie Amiot, uno degli ultimi gesuiti a Pechino, che scelse di terminare la sua vita lì quando la Compagnia fu sciolta. Amiot inviò a Parigi spartiti, strumenti cinesi e molti documenti sulla cultura cinese. La maggior parte di questi documenti e strumenti sono ancora conservati lì.

La ricerca su questo curioso repertorio è stata condotta per anni da François Picard, musicologo e sinologo, e da Jean-Christophe Frisch che ha dato origine a numerose pubblicazioni, dischi, libri, articoli e ha fondato gli Ensemble del Progetto Baroque Nomade.

Il programma è a cura di François Picard, musicologo e sinologo, e Jean-Christophe Frisch che ha dato origine a numerose pubblicazioni e ha fondato gli Ensemble del progetto Baroque Nomade, entrambi studiosi da molti anni di questo curioso repertorio.

Programma a cura di Jean-Christophe Frisch e François Picard

J.M. Amiot Actiones nostras

T. Pedrini Sonata I: Largo, Allegro, Corrente, Adagio, Giga

J.M. Amiot La Feuille de Saule

Simon Boyleau Per la Natività della Beata Vergine

J.M. Amiot Deuxième Divertissement Chinois,

À l’ombre des fleurs sous la lune silencieuse

G. Ancina Mentre più coce in su’l meriggio ardente

T. Pedrini Sonata XII: Pastorale

Ch. d’Ambleville Sanctus

J.M. Amiot Prière à l’élévation de l’Hostie

Ch. d’Ambleville Ecce panis

J.M. Amiot Prière à l’élévation du Calice

J.M. Amiot La Feuille de Saule

(con abbellimenti della tradizione cattolica cinese)

T. Pedrini Sonata VIII: Grave, Vivace, Adagio, Balletto allegro,

Allegro

J.M. Amiot Ave Maria (con abbellimenti della tradizione

cattolica cinese)

F. Martini Fiamengo Lodasi in fine il fabricato tempio

I brani eseguiti sono estratti da rare raccolte rinvenute

nella Biblioteca dei Gesuiti a Pechino, scritti per le missioni

da autori europei o da musicisti cinesi convertiti:

• Giovenale Ancina 1545-1604 (consacrato vescovo dal

futuro Paolo V Borghese): Tempio Armonico della Beata

Vergine, Roma1599. Unica opera musicale presente

nella biblioteca dei gesuiti di Pechino al tempo di

Matteo Ricci, costituita da opere a tre voci di autori

diversi

• Charles d’Ambleville 1588-1637: Missa Psallite Domino,

Parigi 1636, pubblicata per le missioni gesuite

• Teodorico Pedrini 1671-1746: Dodici Sonate a Violino

Solo firmate con l’anagramma “Nepridi”, opera terza,

manoscritto, Pechino inizi del 1700

• Jean Joseph Marie Amiot 1718-1793: Divertissements

Chinois, Pièces sacrées [raccolta di brani in parte

anonimi e in parte composti nel Seicento da un cinese

convertito, Ma André, presso la missione gesuita di

Pechino].

LE BAROQUE NOMADE

Alexandre Cerveux | tenore

Maxime Saïu | baritono

Jean-Christophe Frisch | flauto traverso, basson de chalumeau

Maud Sinda | violino

Iris Tocabens | viola da gamba

Sylvain Moreau | cembalo 

lunedì 16 maggio 2022

Battiato, a un anno dalla morte un docufilm omaggio su Rai1

A un anno dalla morte, Rai Documentari dedica a Battiato una prima serata con "Il coraggio di essere Franco" in onda il 18 maggio su Rai1. Inediti e testimonianze. Preziosi voce narrante. Il ricordo su Sky Arte.




Battiato un anno dopo. Rai Documentari dedica a Franco Battiato in prima serata il docufilm “Il coraggio di essere Franco” in onda il 18 maggio, alle 21.20 su Rai1. Scritto e diretto da Angelo Bozzolini e prodotto da Aut Aut Production in collaborazione con Rai Documentari, il film ripercorre la vita e la carriera di uno degli autori più rivoluzionari della musica italiana, pioniere di nuovi mondi musicali. 

Con la voce narrante di Alessandro Preziosi, il documentario cerca di restituire anche un ritratto intimo dell’artista, grazie al racconto della nipote Cristina Battiato e al materiale inedito degli archivi fotografici della famiglia, della Rai, della Cineteca di Bologna, della Universal Music, nonché alle riprese esclusive nelle case di Milano e Milo in Sicilia, oltre che nei luoghi della spiritualità così profondamente cara a Battiato. 

Tra i documenti inediti, i testi autografi del 1966 e le foto esclusive del suo primo duo con Gregorio Alicata, “Gli ambulanti”, insieme ad un brano mai ascoltato prima. Nessuno come Battiato è riuscito a scardinare le regole del gioco in così tanti ambiti, da quello musicale, cinematografico e televisivo, ma anche mistico e spirituale, votando la sua creatività al risveglio della coscienza del pubblico. 

Ancora oggi si parla del “genio di Battiato”, come colui che ha ridisegnato il concetto di musica pop in Italia. Mai prima di lui era stato possibile scalare le classifiche raccontando storie secondo una grammatica nuova, ispirata da contenuti fuori dal mainstream e alla ricerca continua di una dimensione sacrale dell’arte. Dall’inizio di carriera all’incontro con la musica elettronica di Karlheinz Stockhausen, dal primo album “Fetus” (1972), fino a “La Voce del Padrone” (1981), l’album più venduto in Italia. Oltre a successi intramontabili come “L’era del cinghiale bianco”, “La Cura”, “Centro di gravità permanente”, “Cuccurucucù”. 

Battiato ha vissuto molte vite, diceva di sé di non essere mai nato e quindi mai morto. E forse per questo è riuscito in ogni decade della sua vita a regalarci un personaggio nuovo. La sua musica è anche un viaggio attraverso il nostro Paese: dalla Sicilia del Dopoguerra, ancora carica di valori cristiani, alla Milano degli anni ’60 e del boom economico, fino all’incontro con le filosofie orientali e il Buddismo. 

Il documentario è arricchito dalle testimonianze di artisti e personalità che maggiormente hanno contribuito al successo di Battiato, ognuna rappresentativa di un mondo artistico su cui si è espresso in prima persona: tra gli altri, Alice, Luca Madonia, Sonia Bergamasco, Willem Dafoe, Antonio Scurati, Giovanni Caccamo, Vittorio Sgarbi, Marco Travaglio. E Morgan, che esegue in anteprima "Battiato mi spezza il cuore”, il brano composto in occasione della malattia di Battiato. 

“Non voglio comandare e non voglio essere comandato”: questo uno dei motti che rappresenta l’essenza di Franco Battiato, la sua costante ricerca interiore e il desiderio di affermare il suo innovativo concetto di musica all’insegna della contaminazione. Impossibile catalogarlo o inserirlo in un qualsiasi genere, proprio per la facilità con cui riusciva a spaziare dal rock al pop, dall’elettronica alla lirica. Non a caso, infatti, la musica è stata la sua compagna di vita. “Siamo felici di poter raccogliere la sfida di proporre un documentario per la prima serata di Rai 1, grazie a questo progetto così riuscito e così esauriente e approfondito nel tratteggio del percorso umano e artistico del compianto Franco Battiato” – dichiara Fabrizio Zappi, direttore di Rai Documentari. “Il docufilm è arricchito dalla partecipazione dell'attore Alessandro Preziosi che racconta, commenta e accompagna lo spettatore in un viaggio mai banale e pieno di emozioni, suoni, colori e riflessioni”.

Teatro del Lido, la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia presenta Orchestra di Villa Pamphilj in CAMBIAMENTI del curioso vagare delle idee e dei punti di vista

CAMBIAMENTI del curioso vagare delle idee e dei punti di vista. L'Orchestra di Villa Pamphilj eseguirà brani originali, canzoni e parole...