sabato 26 settembre 2020

“Sostenibilità. È ora di agire” L’ASviS presenta il 4° Festival dello sviluppo sostenibile. Oltre 300 eventi in tutta Italia, nel mondo e online

In corso il 4° Festival dello sviluppo sostenibile la manifestazione che nasce per sensibilizzare tutte e tutti sul tema della sostenibilità ambientale, economica e sociale. In programma centinaia di eventi sul territorio nazionale, nel mondo e online per affrontare temi cruciali per il futuro dell’Italia e fare il punto sul cammino del nostro Paese e dell’Unione europea verso i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. 





Alla sua quarta edizione, il Festival è la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare cittadini, giovani generazioni, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, diffondere la cultura della sostenibilità e realizzare un cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e centrare i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). Il Festival è stato riconosciuto da UN SDG action campaign come un'iniziativa innovativa e un'esperienza unica a livello internazionale.

Convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli, eventi sportivi, presentazioni di libri, documentari e molto altro ancora: centinaia di iniziative (sono state 1060 nel 2019) proposte a un pubblico variegato per coinvolgere, includere e dare voce alla società italiana. Il calendario comprende anche iniziative organizzate direttamente dal Segretariato dell'ASviS, eventi di rilevanza nazionale e numerose iniziative realizzate con il contributo delle amministrazioni cittadine e delle università.

Nel rispetto delle misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria, quest'anno il Festival si presenta fortemente rinnovato nel formato e nei contenuti. La manifestazione si svolge nell’arco di 17 giorni, tanti quanti sono gli SDGs, e coinvolge imprese, società civile, istituzioni, media, associazioni giovanili, cittadine e cittadini in eventi tradizionali in presenza e online, in tutta Italia e nel mondo per favorire il confronto tra persone, organizzazioni e istituzioni, condividere le migliori pratiche e capire come rispondere alla sfida che la pandemia rappresenta per tutto il mondo. La crisi indotta dal SARS-COV-2, infatti, ci ha messo di fronte alle nostre responsabilità e fragilità, ai rischi di futuri shock e alla necessità di costruire sistemi più resilienti, investendo per difendere e accrescere tutte le diverse forme di capitale umano, naturale, economico e sociale. Ma sta anche stimolando straordinarie reazioni individuali, collettive e politiche, le quali possono contribuire ad accelerare il percorso verso l’attuazione dell’Agenda 2030 in Italia e nell’Unione europea.

“È il momento di raccogliere le migliori energie del Paese per ripartire nel segno della sostenibilità”, sottolinea il Presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini. “L’emergenza sanitaria ha creato una crisi economica senza precedenti, che obbliga l’Italia e il mondo a riflettere su quale futuro vogliamo. Il Festival 2020 rappresenta un momento cruciale di confronto su come disegnare le politiche per la ripresa del Paese in un’ottica di sviluppo sostenibile, politiche che dovranno essere coerenti e rispettose delle indicazioni dell’Unione europea che mai come in questo difficile momento rappresenta una opportunità senza pari per orientarci verso il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030”.

L’invito che promuove il Festival quest’anno è “Sostenibilità. È ora di agire”: slogan che, oltre alla necessità di superare gli annunci e passare all’azione con politiche concrete e immediate, sottolinea la responsabilità di tutti, a tutte le età a ogni livello, per realizzare un’Italia sostenibile. Ad esso si affianca la call to action sui social media #ORADIAGIRE, finalizzata a valorizzare le iniziative nazionali e nei territori a favore di un mondo più giusto, equo e inclusivo.

Quest’anno, grazie alla collaborazione con Roma Capitale, il Festival avrà una “casa” presso il museo
Macro, da dove verranno trasmessi la maggior parte degli eventi del Segretariato e degli altri eventi nazionali. Le dirette streaming verranno ospitate sui canali digital e social del Festival e dell’ASviS
(festivalsvilupposostenibile.it, asvis.it, canale Youtube e pagina Facebook dell’ASviS), mentre gli eventi del Segretariato saranno trasmessi anche sui siti dell’ANSA (ansa.it) e di Radio Radicale (radioradicale.it).

Gli eventi principali del Festival affronteranno temi di grande rilevanza, anche in vista della predisposizione del “Piano per la ripresa e resilienza” previsto dall’iniziativa dell’Unione europea Next Generation EU: dall’innovazione nel mondo delle imprese alla realizzazione delle infrastrutture per il Green New Deal; dallepriori tà delle politiche pubbliche per stimolare la ripresa economica e occupazionale al contrasto alla violenza – anche economica - sulle donne; dal ruolo dei territori per migliorare il benessere delle persone alla lotta contro le disuguaglianze; dalla nuova visione della sanità di prossimità alle opportunità legate al passaggio all’economia circolare; dalla giusta transizione del sistema energetico all’investimento sul capitale umano e la formazione di qualità, a tutte le età.

“La crisi ci offre l’irripetibile l’opportunità di scegliere un nuovo modello di sviluppo sostenibile per abbandonare quello che sta portando ad un punto di rottura gli attuali sistemi socioeconomici di fronte alla crisi climatica e la distruzione degli ecosistemi”, sottolinea il Portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini. “Il Festival, che ha assunto forte centralità nel dibattito pubblico, raccoglierà idee e proposte per progettare la transizione verso un nuovo paradigma, che sia giusto e inclusivo e che si basi sul principio di giustizia intergenerazionale. Spingere i decisori a creare un piano strategico per la ripresa e il futuro del Paese e dare voce ai giovani coinvolgendoli nelle scelte che li riguardano, sono i due pilastri fondamentali di questa edizione del Festival”.

L’Agenda 2030 è un impegno globale. Per tener conto anche delle esperienze che stanno maturando in altri Paesi, il Festival 2020, grazie alla collaborazione con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI) e la rete delle sedi diplomatiche, si estende anche al resto del mondo: infatti, grazie al coinvolgimento delle ambasciate e degli enti pubblici e privati italiani che operano all’estero, verranno organizzati eventi nei quali raccogliere buone pratiche e valorizzare il lavoro dell'Italia per il raggiungimento degli SDGs, alla vigilia dell’assunzione della presidenza del G20. Numerosi sono i “gemellaggi” con altri Festival e iniziative organizzate in tutta Italia, dedicate a
tematiche strettamente connesse all’Agenda 2030. 


giovedì 24 settembre 2020

La salute dei boschi oggi si “misura” in internet. In Trentino arriva l'albero parlante

La salute dei boschi oggi si “misura” in internet. Satelliti, sensori e torri di rilevamento per monitorare la salute dei boschi e gli impatti climatici. In Trentino i ricercatori istallano i Tree Talker.




Il bosco nel suo insieme costituisce un ecosistema complesso e affascinante che agisce come importantissimo elemento di regolazione delle condizioni di vita sulla Terra. La sua salute diventa in tal senso fattore primario di studio per indagare le dinamiche della biologia delle piante che lo compongono e i modelli della loro interazione con l'ambiente.

Il Trentino, con la sua ricca superficie forestata, rappresenta un laboratorio a cielo aperto per lo studio della salute degli alberi e per analizzare l’impatto del clima. Il Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach sta sperimentando tecnologie innovative, rappresentate da sensori, torri di rilevamento e satelliti, che rientrano in una rete di monitoraggio italiana che conta 25 siti in tutto il paese.

L’attività di ricerca rientra nel progetto Italian Tree Talker Network nell’ambito del bando PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale), finanziato dal MIUR. In particolare, nei boschi della Val di Cembra, i ricercatori hanno installato una trentina di Tree Talker (letteralmente “albero parlante”), dispositivi che consentono di misurare una serie di importanti parametri vitali degli alberi e dell’ambiente in cui vegetano, quali accrescimento del fusto e flusso di linfa al suo interno, umidità del legno, temperatura ed umidità relativa dell'aria, inclinazione ed oscillazioni del fusto, spettro della radiazione solare trasmessa attraverso le chiome: tutte informazioni che forniscono un quadro sullo stato di salute delle piante. Ci sono, inoltre, altri sei siti trentini coinvolti, a cominciare da Lavarone, Val Canali, Bleggio, Val Lomasona, ed ancora a Molveno, per un totale di 170 Tree Talker che aiutano, appunto, a monitorare in continuo lo status biologico e fisiologico degli alberi al fine di poter comprendere come rispondano ai fattori climatici e a disturbi biologici, come ad esempio gli attacchi parassitari o di natura antropica (es. tagli del bosco).

Oltre a queste informazioni l’aspetto dell’impatto climatico viene rilevato attraverso un sistema di monitoraggio meteorologico montato su una torre che serve da infrastruttura anche per altri tipi di misura quali gli scambi di gas ad effetto serra con l’atmosfera, le deposizioni atmosferiche di azoto, l’osservazione della stagionalità con immagini catturate da una fotocamera in modo automatizzato. Quella installata a Cembra (foto) è la terza in Trentino, dopo Lavarone e Viote. Ma nel panorama delle tecnologie utilizzate ci sono anche i satelliti; di qui la collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana che coinvolge FEM in importanti progetti scientifici.

“La possibilità di acquisire dati di questo tipo con cadenza tipicamente oraria e con continuità nel tempo – spiega Damiano Gianelle, responsabile del Dipartimento Agroecosistemi sostenibili e biorisorse del Centro Ricerca e Innovazione- rappresenta un grande valore aggiunto per lo studio dell'impatto dei cambiamenti climatici sugli alberi forestali, perché questi sono sempre più esposti a stress idrico, termico, all'azione distruttiva di eventi climatici estremi (es. tempesta Vaia, 2018), che possono innescare dinamiche di deperimento del bosco”. Le tecnologie impiegate, molto economiche, di tipo IoT (Internet of Things), consentono la ricezione di dati, anche da un numero grande di dispositivi, in modo continuo tramite internet. Ciò permette di ricostruire con precisione, partendo da un campione di alberi nelle foreste monitorate, le dinamiche della biologia delle piante e i modelli della loro interazione con l'ambiente.

mercoledì 23 settembre 2020

Il libro, Delitto Neruda di Roberto Ippolito

Arriva in libreria per i tipi di Chiarelettere Delitto Neruda. Il libro scritto da Roberto Ippolito è un’inchiesta stringente e appassionante sulla misteriosa morte di Pablo Neruda. La presentazione oggi alle 18.30 presso la Biblioteca Casa delle Letterature.




Sarà presentato oggi mercoledì 23 settembre da Roberto Ippolito proprio nel giorno dell'anniversario della morte del poeta avvenuta nel 1973, dodici giorni dopo il golpe di Pinochet, il libro Delitto Neruda, pubblicato da Chiarelettere. L’incontro, organizzato da Biblioteche di Roma si terrà nel giardino della Casa delle Letterature, in Piazza dell’Orologio 3 a Roma. Con lo scrittore, alle 18.30, conversa Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci promotrice del Premio Strega, con poesie lette da Raffaello Fusaro, regista e sceneggiatore. Ode al giorno felice sarà la prima delle poesie lette; una scelta che potrebbe apparire paradossale in occasione dell’anniversario, ma che vuole evidenziare invece la voglia di allegria, aspetto importante della forte personalità di Neruda.

Cosa accadde davvero 47 anni fa? In seguito a una vasta inchiesta internazionale, il libro di Roberto Ippolito smentisce la versione ufficiale della fine del poeta, attribuita al cancro alla prostata. “Questa opera è un anticipo della verità giuridica che in Cile si è voluto nascondere per diversi motivi e interessi” afferma Rodolfo Reyes, nipote del poeta e rappresentante legale dei familiari, in un videomessaggio inviato da Santiago alla presentazione tenutasi, lo scorso agosto 2020, a Capri, proprio dove Neruda visse un periodo in esilio.

L'autore ha raccolto le prove sostenibili, gli indizi e il movente della fine non naturale di Neruda, sulla scorta dell’inchiesta giudiziaria volta ad accertare l’ipotesi di omicidio, e per questo contrastata in ogni modo da nostalgici enegazionisti. Per la sua drammatica ricostruzione, l’autore si è avvalso di una vasta documentazione proveniente dalle fonti più disparate: archivi, perizie scientifiche, testimonianze, giornali cartacei e on-line, radio, televisioni, blog, libri, in Cile, Spagna, Brasile, Messico, Perù, Stati Uniti, Germania,Regno Unito e Italia. Delitto Neruda è scritto con il rigore dell’inchiesta e lo stile di un thriller mozzafiato. Protagonista, una figura simbolo della lotta per la libertà, non solo in Cile, vittima al pari di Federico García Lorca, illustre poeta e suo grande amico, ucciso dal regime franchista.

La conversazione tra Roberto Ippolito e Stefano Petrocchi fa entrare in una pagina di storia letteraria e non. L’instaurazione della dittatura militare di Pinochet,l’11 settembre 1973 in Cile, è la fine di un sogno. Le case di Pablo Neruda devastate, i suoi libri incendiati nei falò per le strade. Ovunque terrore e morte. Anche la poesia è considerata sovversiva. A così poca di distanza ditempo dal golpe che depone l’amico Allende, il premio Nobel per la letteratura 1971, il poeta dell’amore e dell’impegno civile, amato nel mondo intero, muore nella Clinica Santa María di Santiago. La stessa in cui, anni dopo, morirà avvelenato anche l’ex presidente Frei Montalva, oppositore del regime. Il decesso di Neruda avviene alla vigilia della sua partenza per il Messico, ufficialmente per il cancro. Ma la cartella clinica è scomparsa, manca l’autopsia e il certificato di morte è sicuramente falso.

“Chi uccide un poeta uccide la libertà. Roberto Ippolito firma un’inchiesta stringente e appassionante sulla misteriosa morte di Pablo Neruda.”, così Giancarlo De Cataldo parla di Delitto Neruda, scritto con il rigore dell’inchiesta e lo stile di un thriller mozzafiato. Dice Diego De Silva "Ippolito raccoglie i fatti e li processa, li ricompone, li inchioda. Sembra di essere davanti a una fedele applicazione del principio pasoliniano del sapere fondato sulla ricerca intellettuale. Solo che qui ci sono anche le prove”. 

lunedì 21 settembre 2020

Amedeo Nazzari: ritratto d’attore, un omaggio ad uno degli interpreti più importanti del cinema italiano

Inaugura lunedì 21 settembre alle ore 18.30 alla Casa del Cinema di Roma la mostra Amedeo Nazzari: ritratto d’attore, un omaggio ad uno degli interpreti più importanti del cinema italiano. 




Curata e realizzata dall’Associazione Teatroantico, l’esposizione documentaria – in programma fino al 18 ottobre – la mostra ripercorre le tappe principali dell’interprete attraverso un percorso fatto di materiali d’epoca: foto, fotobuste, riviste e brochures, tutte rigorosamente originali. Il visitatore potrà immergersi pienamente nella storia gloriosa del nostro Cinema di cui Amedeo Nazzari è stato certamente il  rappresentante più importante e amato dal pubblico, di ieri e di oggi. Al termine dell’inaugurazione, grazie alla collaborazione della Titanus, verrà proiettato il film I figli di nessuno di Raffaello Matarazzo.

Curata da Giulio D'Ascenzo e Elisabetta Centore la mostra ripercorre la carriera del primo e unico divo che il nostro Cinema abbia mai avuto. Dopo una partenza come attore di prosa il giovane Amedeo approda al cinema nel 1935 affiancando Elsa Merlini in Ginevra degli Almieri, l'anno dopo la neo sposa di Goffredo Alessandrini, Anna Magnani, convince il marito ad affidare a Nazzari il ruolo principale nel film Cavalleria; è l'inizio di una strepitosa carriera che conterà ben 112 film. 

Sono gli anni del cinema di regime e Amedeo Nazzari porterà sullo schermo gli ideali di coraggio, onestà e generosità. Sarà il partner ideale per tante attrici dell'epoca: Elsa Merlini, Elisa Cegani, Clara Calamai, Luisa Ferida, Assia Noris, Alida Valli e soprattutto Lilia Silvi, con cui girerà alcune commedie campioni d'incasso. Sempre con Alessandrini gira Luciano Serra pilota, su soggetto di Vittorio Mussolini; con Alessandro Blasetti gira invece il film capolavoro La cena delle beffe. 

Nel dopoguerra forma una delle coppie più longeve del nostro Cinema con Yvonne Sanson con cui girerà una serie di film melodrammatici che riscuoteranno un grandissimo successo di pubblico, ricordiamo: Catene, Tormento, Lebbra bianca, I figli di nessuno. Acquistata maggiore sicurezza, Nazzari, affronta anche imprese più complesse come Processo alla città di Luigi Zampa, Il brigante di Tacca del Lupo di Pietro Germi, Proibito di Mario Monicelli dove tiene a battesimo una giovanissima Lea Massari e Le notti di Cabiria di Federico Fellini dove l'attore ironizza su se stesso.

giovedì 17 settembre 2020

L’arte del Taiko, all'Accademia Filarmonica Romana il suono assoluto universale del tamburo tradizionale giapponese

All'Accademia Filarmonica Romana un omaggio al Giappone con il concerto dei Munedaiko: in scena l'arte del Taiko, l'emozione della pratica millenaria dei tamburi giapponesi. Lunedì 21 settembre ore 20.00.




Si terrà lunedì 21 settembre presso i Giardini dell'Accademia Filarmonica Romana l'imperdibile concerto dei Munedaiko, gruppo di studio dedito alla pratica ed alla valorizzazione del tamburo tradizionale giapponese, che propone uno spettacolo intenso ed emozionante attraverso l'arte del Taiko.

L’arte del Taiko è la millenaria pratica dei tamburi giapponesi. La parola taiko, composta da due ideogrammi – 太 ”tai” e  鼓 ”ko” – significa letteralmente grande tamburo. Il suono e la vibrazione del taiko sono in grado di scuotere le fondamenta del cuore umano a tal punto che veniva spesso usato in battaglia durante eventi di ordine militare per intimorire e spaventare i nemici. Veniva anche utilizzato per impartire ordini e coordinare gli spostamenti delle truppe, essendo l’unico strumento in grado di essere udito in tutto il campo di battaglia. Il taiko trovava spesso parte in cerimonie religiose sia buddiste che shintoiste, una tradizione che è perdurata fino ai nostri tempi, infatti è uno dei pochi strumenti che si può tutt’ora trovare nei templi e nei santuari. I monaci lo utilizzavano sia nella pratica quotidiana che in occasione di cerimonie, ed essendo considerato uno strumento sacro solo ad alcuni ne era consentito l’utilizzo. Alcuni buddisti ritenevano che il suo suono rappresentasse la ”voce del buddha” e veniva utilizzato sia per sostenere la recita del mantra che durante riti e danze. Mentre nei riti shintoisti veniva utilizzato per  offrire e rivolgere le proprie preghiere alle divinità. La sua realizzazione prevede una base in legno che viene incavata da un unico tronco d’albero e pelli di vacca o bisonte che vengono applicate su entrambi i lati del tamburo. 

Il gruppo dei Munedaiko composto da Mugen Yahiro, Naomitsu Yahiro, Tokinari Yahiro, sarà accompagnato dalla melodia del flauto giapponese, shakuhachi e shinobue, che risuoneranno potenti nella suggestiva cornice dei Giardini della Filarmonica. L’omaggio al Giappone, per il secondo anno consecutivo, dopo il sold out del 2019, porta la firma dei fratelli Yahiro, componenti del gruppo Munedaiko, straordinaria combinazione di corpi in movimento e di armonia del pensiero.

La vibrazione del tamburo facilita il risveglio dell’energia vitale presente in ognuno di noi e il contesto open air offerto dallo scenario dei Giardini della Filarmonica permetterà al pubblico di unirsi al respiro del creato evocato dal ritmo percussivo dei musicisti e di beneficiare dell’emozione assoluta e universale di una musica dal sapore ancestrale.

Mugen Yahiro pratica il taiko da oltre quattordici anni, ha iniziato il suo percorso di studio multidisciplinare con il maestro e artista Niwa Motoyuki, che lo ha introdotto anche al teatro noh. In Giappone si unisce per oltre un anno al gruppo di percussionisti Ondekoza, attivo dal 1969 sull’isola di Sado, celebre per aver nobilitato la musica dei tamburi giapponesi ad arte performativa. Naomitsu Yahiro è istruttore nelle arti marziali tradizionali apprese in Cina. Introdotto all’arte del taiko dal fratello Mugen, entra a far parte di Munedaiko fin dalla fondazione, dedicandosi anche allo yoga. Tokinari Yahiro oltre a praticare il taiko, si dedica agli strumenti a fiato giapponesi, shakuhachi e shinobue; ha fatto parte degli Ondekoza dal 2016 al 2019.


Maggiori informazioni sul SITO.

venerdì 11 settembre 2020

Banksy a visual protest, al Chiostro del Bramante l’artista “sconosciuto” più celebre al mondo

All’interno dell’architettura cinquecentesca del Chiostro del Bramante, a Roma, trova spazio l’artista “sconosciuto” che ha conquistato il mondo grazie a opere intrise di ironia, denuncia, politica, intelligenza, protesta. Una grande mostra dedicata all’artista e writer inglese. Oltre 100 opere, in un percorso espositivo rigoroso, raccontano il mondo di Banksy. 




Da Love is in the Air a Girl with Balloon; da Queen Vic a Napalm, da Toxic Mary a HMV, dalle stampe  realizzate per Barely Legal, una delle più note mostre realizzate, ai progetti discografici per le copertine di vinili e CD.

Facevo proprio schifo con la bomboletta, così ho cominciato a ritagliare stencil, dalle parole di Banksy l’indicazione sulla tecnica da lui più utilizzata. In mostra, grazie allo stencil: stampe su carta o tela, insieme a una selezione di opere uniche realizzate con tecniche diverse dall’olio o dall’acrilico su tela allo spray su tela, dallo stencil su metallo o su cemento ad alcune sculture di resina polimerica dipinta o di bronzo verniciato.

Immagina una città in cui i graffiti non fossero illegali, una città in cui tutti potessero disegnare dove vogliono. Dove ogni strada fosse inondata di miriadi di colori e brevi espressioni. Dove aspettare in piedi l’autobus alla fermata non fosse mai noioso. Una città che desse l’impressione di una festa aperta a tutti, non solo agli agenti immobiliari e ai magnati del business. Immagina una città così e scostati dal muro – la vernice è fresca.

Ci vuole del fegato, e anche tanto, per levarsi in piedi da perfetti sconosciuti in una democrazia occidentale e invocare cose in cui nessuno altro crede – come la pace, la giustizia e la libertà.

Il percorso espositivo prevede, anche comprendendo più di 20 progetti per copertine di dischi e libri, un arco temporale dal 2001 al 2017. Tutte le opere provengono da collezioni private.

Con questo nuovo progetto espositivo DART – Chiostro del Bramante prosegue il suo impegno nel raccontare al pubblico l’arte attraverso i protagonisti; dopo il successo di “Bacon, Freud, la Scuola di Londra“, realizzata grazie alla collaborazione di Tate, ora è il turno di Banksy.

I “muri” progettati da Donato Bramante intorno al 1500 ospitano le idee, i segni, i messaggi lanciati dall’artista ignoto più famoso del mondo, su tanti muri, in tante città. Solo in apparenza una contraddizione perché il Chiostro ha dimostrato, in questi anni, una grande apertura verso i linguaggi più diversi della contemporaneità.

Chi è Banksy?

Presumibilmente nato a Bristol all’inizio degli anni Settanta, Banksy è considerato uno dei maggiori esponenti della street art ed è stato inserito nel 2019 da ArtReview al quattordicesimo posto nella classifica delle cento personalità più influenti nel mondo dell’arte. Ma nessuno, a parte i suoi amici e i suoi collaboratori più stretti, conosce la sua identità.

Non so perché le persone siano così entusiaste di rendere pubblici i dettagli della vita privata: l’invisibilità è un superpotere.

Quello che sappiamo è che si è formato nella scena underground della capitale del Sud Ovest dell’Inghilterra, dove ha collaborato con diversi artisti e musicisti e che la sua produzione artistica è iniziata a fine anni Novanta. Da questo momento in poi, ha iniziato a invadere numerose città, da Bristol a Londra, a New York, a Gerusalemme fino a Venezia con graffiti e varie performance e incursioni.

L’anonimato

La scelta di rimanere nell’anonimato nasce da un insieme di esigenze: la necessità di sfuggire alla polizia, data la realizzazione di incursioni e di graffiti illegali; tutelarsi considerando lo sfondo satirico delle sue opere che trattano argomenti sensibili come la politica e l’etica; il desiderio di non inquinare la percezione della sua identità e delle sue opere, come afferma l’artista stesso.

Non ho il minimo interesse a rivelare la mia identità. Ci sono già abbastanza stronzi pieni di sé che cercano di schiaffarvi il loro brutto muso davanti.

Il pubblico

L’arte è diversa dalle altre forme di cultura, dal momento che non è il pubblico a decretarne il successo. Gli spettatori riempiono le sale dei concerti e dei cinema ogni giorno, leggiamo romanzi a milioni e compriamo dischi a miliardi. Siamo noi, la gente, a influire sulla produzione e la qualità di gran parte della cultura, ma non su quelle dell’arte. 

Quella di Banksy è una comunicazione diretta, nel rifiuto del sistema e delle regole, l’artista si rivolge al suo pubblico senza filtri, le sue opere sono testi visivi capaci di informare e di far riflettere.

L’Arte che ammiriamo è il prodotto di una casta. Un manipolo di pochi che creano, promuovono, acquistano, espongono e decretano il successo dell’Arte. Quelli che hanno voce in capitolo saranno non più di qualche centinaio. Quando si visita una galleria d’arte si è solo dei turisti che osservano la vetrinetta dei trofei di qualche milionario.

I temi

Esistono senza il consenso di nessuno. Sono odiati, braccati e perseguitati. Vivono in silenziosa disperazione tra il sudiciume. E tuttavia sono in grado di mettere in ginocchio intere civiltà. Se sei sporco, insignificante e senza amore, allora i ratti saranno il tuo modello.

La guerra, la ricchezza e la povertà, gli animali, la globalizzazione, il consumismo, la politica, il potere, l’ecologia, i temi che Banksy affronta sono i temi del mondo.

Autenticità

Un piccolo topo con grembiule e ramazza introduce le 5 sezioni del sito pestcontroloffice.com – What Is Pest Control?, Authentication for Prints, Authentication for Art, Change of Ownership Requests, Join Mailing List.

Pest Control, dal 2009, è l’ente ufficiale in grado di autentificare le opere di Banksy. Pest Control certifica solo i pezzi prodotti per la vendita, quindi non le opere street art, non essendo state concepite per il mercato (salvo alcune eccezioni). Sul documento di autenticazione è spillata la metà di una banconota da 10 sterline che riporta l’effige di Lady Diana. La banconota ha un numero di identificazione scritto a mano che corrisponde al numero presente sull’altra metà, che rimane alla Pest Control; un falso che serve a dimostrare che si possiede l’originale. Pest Control ha ottenuto risultati radicali nella “pulizia” del mercato ma, allo stesso tempo, ha fatto infuriare quanti possiedono opere di Banksy indubbiamente autentiche ma che, per varie ragioni, l’artista si rifiuta di autenticare. Pest Control è di proprietà della Pictures on Walls (POW), prima società di Banksy fondata nel 2003. Le azioni di street art vengono autentificate tramite il sito banksy.co.uk e l’account instagram @banksy.

Info: www.chiostrodelbramante.it/

Archeologia, al via i lavori di recupero delle Terme di Matidia

Al via il progetto di recupero del complesso archeologico delle Terme di Matidia, nell'area dell'Isola Sacra di Fiumicino di proprietà della Regione Lazio.




Sono iniziati i lavori nell'area dell'Isola Sacra di Fiumicino. Si tratta di un progetto di recupero del complesso archeologico delle Terme di Matidia, di proprietà della Regione Lazio, che verranno date in concessione al Comune di Fiumicino e al Parco Archeologico di Ostia Antica.

I lavori si concluderanno nei primi mesi del 2021 e, nello specifico, interessano il ripristino del decoro generale, a partire dall’area verde circostante, con sfalci e potature, la messa in sicurezza, il ripristino della recinzione esterna, l'abbattimento di manufatti abusivi all’interno dell’area. L’obiettivo è di rendere nuovamente fruibile il sito archeologico per attività istituzionali, aperto ai visitatori e ai turisti.

Donna di cultura e protagonista del suo tempo, Salonina Matidia, fu una delle figure più importanti dell'Impero romano. Nipote di Traiano, suocera di Adriano e nonna di Marco Aurelio, riuscì a esercitare la sua influenza in questioni di primo piano finanziando numerose opere pubbliche in tutto l'impero. Dopo la morte, avvenuta nel 119 d.C., Matidia fu divinizzata da Adriano, il quale le dedicò anche un tempio in Campo Marzio.

“Le Terme di Matidia – ha commentato l’Assessore al Bilancio e Patrimonio, Alessandra Sartore - sono un nuovo esempio di patrimonio storico e archeologico regionale che rivive dopo anni di abbandono. Ancora una volta, il progetto di recupero e restituzione alla collettività del bene si potrà realizzare grazie alla collaborazione con le altre istituzioni, il Comune di Fiumicino, il Parco Archeologico di Ostia Antica e il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. I lavori verranno svolti nel pieno rispetto dei vincoli storico-archeologici e delle linee guida del Piano Territoriale Paesaggistico regionale. In primavera, - ha concluso - avremo quindi un nuovo bene del nostro patrimonio che rivivrà e che si potrà visitare in tutta la sua bellezza”.

“È un bellissimo progetto – ha aggiunto il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino – e una grandissima occasione, di cui ringraziamo la Regione Lazio, in particolare l’assessore al Patrimonio Alessandra Sartore. Finalmente le Terme di Matidia, che era la nipote di Traiano, l'imperatore romano che fece costruire il grande e meraviglioso porto esagonale che ancora oggi si può ammirare nel nostro territorio, si potranno tornare ad ammirare nel loro splendore, dopo anni di abbandono, e potranno essere visitate, a partire dalle tante scolaresche presenti nel nostro Comune. Un patrimonio immenso, ma anche un’area immersa nel verde, di grande pregio ambientale e archeologico”.

“Era un intervento atteso da anni all'isola Sacra – ha concluso l’assessore all’Ambiente del Comune di Fiumicino, Roberto Cini – per riqualificare, mettere in sicurezza e valorizzare un luogo straordinario, circondato dal verde, a due passi dalla Basilica di Sant’Ippolito e dalla Necropoli di Porto. Grazie alla sinergia tra Comune, Parco archeologico di Ostia antica e Regione adesso rivedrà una nuova luce e sarà fruibile da tutti”.

“Sostenibilità. È ora di agire” L’ASviS presenta il 4° Festival dello sviluppo sostenibile. Oltre 300 eventi in tutta Italia, nel mondo e online

In corso il 4° Festival dello sviluppo sostenibile  la manifestazione che nasce per sensibilizzare tutte e tutti sul tema della sostenibilit...