lunedì 23 novembre 2020

Musica, la frequenza della bellezza. Quando uomo e suono sono in armonia con l'universo

La frequenza della bellezza: alla scoperta del paesaggio sonoro e del potere terapeutico della musica insieme al compositore e polistrumentista Fabrizio Pigliucci. 






La musica, un linguaggio universale che connette gli uomini al di là delle differenze di tempo, luogo, lingua e cultura. Un linguaggio che rompe barriere e allarga confini in grado di portare un messaggio di pace tra i più importanti. Così Fabrizio Pigliucci, compositore, polistrumentista e, come lui stesso ama definirsi, pacifista e sognatore. Un musicista al di fuori dagli schemi con un obbiettivo ben preciso: comporre utilizzando i potenti strumenti del suono e della musica per dipingere paesaggi sonori che risvegliano il nostro spirito.

Lo abbiamo incontrato nel suo studio-dimora questa estate, quando il coronavirus sembrava aver allentato la sua morsa. Ci accoglie in questa casa dove trascorre gran parte della sua vita. Una vita dove a scandire il tempo è la musica. La musica qui è ovunque, basta guardarsi intorno; ogni oggetto rimanda a tutto quello che si può esprimere attraverso il suono. Una collezione dei più disparati strumenti musicali che spesso utilizza per le sue composizioni in uno studio hi-tech. Come ad esempio un flauto indiano Bansuri che Fabrizio ci mostra sorridendo: "lo suono spesso tra le montagne, nei boschi, al mare, di giorno e sotto le stelle; amo suonare e collezionare strumenti rari come modo per capire meglio le diverse voci e tradizioni del mondo, e unire l'umanità". Ci spiega che ogni cosa nell'Universo è fatta di energia, e quindi di vibrazioni. Anche dentro di noi ogni cosa è energia e vibrazione; ne siamo quotidianamente immersi ed il più delle volte senza esserne consapevoli, perché troppo distratti da uno stile di vita sempre più frenetico. Un messaggio quello di Fabrizio che ben introduce il suo spirito di musicista oltre le convenzioni, facendoci scoprire un paesaggio sonoro che ha anche una funzione terapeutica, in quanto è noto che già diverse civiltà antiche, soprattutto nel mondo orientale, avevano capito che armonizzare questi flussi è di fondamentale importanza per il nostro benessere in cui è proprio la musica e il suono a venirci in aiuto per riportarci ad essere di nuovo in sintonia con l'universo.

Insomma sembra evidente al primo impatto quale sia l'anima "che tutto move" di Fabrizio Pigliucci, geniale compositore, polistrumentista e, come ama definirsi pacifista e sognatore. Ma non lasciamoci ingannare da questa anima da sognatore, Fabrizio ha i piedi ben saldi su questa terra, perché oltre a rimanere fedele alla sua singolare personalità e voce unica di compositore, è anche un orchestratore/arrangiatore di indiscusso rilievo internazionale. Ha realizzato e collaborato a 50 colonne sonore per cinema e tv, ha prodotto dozzine di album e spettacoli teatrali con le più importanti etichette, del calibro di WARNER, EMI, SONY, RAI, RTI, FlipperMusic, tanto per citarne alcuna. I potenti strumenti del suono e della musica al suo servizio per dipingere paesaggi sonori che vi invitiamo ad ascoltare in quanto hanno il potere di risvegliare il nostro spirito. La sua musica è diventata di fatto la colonna sonora di tante persone in tutto il mondo e il suo pubblico continua a crescere. 

La musica come processo terapeutico è uno degli aspetti più importanti delle sue composizioni e ben supportato dalla scienza. La musica infatti può agire su noi stessi a vari livelli. Ecco allora di seguito un breve trattato che Fabrizio ci ha illustrato. Il il primo tra i livelli e più importante è quello di poter favorire la connessione con noi stessi: essere connessi con se stessi significa avere capito chi siamo, ci permette di esprimere i nostri talenti, le nostre capacità, manifestare la nostra energia potenziale, nella vita, nel lavoro, nell'amore. La musica ha la capacità di entrare direttamente nel cuore, saltando le barriere della razionalità, per questo la sua forza nel ridestare le nostre emozioni sopite può essere molto grande se le diamo modo di farlo. Una persona che implode il proprio potenziale, che non riesce a manifestarsi, che non vive in linea con ciò che invece sarebbe il giusto, vivrà delle tensioni interne, delle 'dissonanze' nelle sue vibrazioni, cosa che a lungo andare porterà a malanni e malattie, perché essendo la mente ed il corpo profondamente connessi tra loro, ogni disagio profondo, ogni pensiero negativo, se protratto nel tempo si ripercuoterà sul corpo. 

Queste non sono considerazioni teoriche ma sono ormai relazioni ben esplorate e conosciute nel mondo del benessere e in campo medico, dalle terapie che lavorano sulla mente ed i nostri pensieri fino al punto di avere oggi dei macchinari della medicina ufficiale di ultimissima generazione che possono guarire un organo malato 'accordando' le sue frequenze elettromagnetiche secondo la vibrazione di come sarebbe se fosse sano, riarmonizzandolo e riportandolo in salute. Così anche la mente può ricevere influssi benefici dall'utilizzo di determinate frequenze sonore: l'analisi delle onde elettromagnetiche di funzionamento del cervello nei vari stati di attività, ha permesso di determinare quali frequenze caratterizzano quei momenti: Onde Delta, da 0,5hz a 4hz per il sonno profondo; Onde Theta, da 4hz a 8hz per il sonno leggero e i sogni; Onde Alfa da 8hz a 14hz per rilassamento e consapevolezza; Onde Beta, da 14hz a 30hz per risveglio e concentrazione; oltre i 30hz per gli stati di meditazione profonda e grande concentrazione. Questi stati si possono evocare tramite l'utilizzo di determinati suoni, chiamati Binaural Beats. Molti studi scientifici internazionali convergono nel dire che tramite il loro utilizzo si può intervenire anche sugli stati d'animo, fino ad alleviare stati di ansia, pensieri negativi, depressione, ed altro, anche se molto c'è ancora da studiare in questo affascinante campo. 

Il secondo livello di connessione è quello che manifestiamo verso gli altri. Affetto, empatia, amore, sono energie potentissime che colorano la nostra vita, nel bene o nel male. E' sicuramente importante sviluppare tutto questo per vivere in armonia con chi ci circonda. La musica può essere molto di aiuto quando viene suonata o eseguita: sempre più diffusi sono a livello amatoriale ensemble musicali e ancora di più ensemble corali. Fare musica insieme favorisce l'armonizzazione del gruppo, la riscoperta di valori quali collaborazione, il lavorare insieme per uno stesso scopo, il poterci esprimere, ascoltare gli altri, sperimentare l'importanza di tacere nei momenti in cui la partitura prevede per noi una pausa lasciando lo spazio agli altri, l'importanza di tutte le differenti voci e colori dell'orchestra. Si consolidano valori quali autostima, accoglienza, collaborazione, antirazzismo. La voce umana poi è lo strumento per eccellenza, quello che mette di più a nudo le nostre emozioni quando interpretiamo un brano soprattutto se siamo solisti, e richiede per questo un grande lavoro interiore su noi stessi. L'ensemble vocale unisce tutte queste differenti voci in una unica meravigliosa armonia. Non è un caso che la musica sia utilizzata sempre più spesso come terapia (musicoterapia), per semplice benessere personale, per soggetti in difficoltà, per lo sviluppo armonioso dei bambini, o comunque per tutte quelle persone che sentono il bisogno ed il piacere di evolvere.

Il terzo livello di connessione è quello con l'esterno, con il mondo che ci circonda, con il cielo, con il mare, i boschi, le montagne.. L'essere umano ha bisogno di tutto questo, lo stress dilagante della vita di città lo dimostra ampiamente, la natura inevitabilmente ci riporta al centro con la sua antica saggezza. Percepire questo richiede una evoluzione da parte nostra, rallentare i ritmi, aprire lo sguardo, cercare un certo silenzio dentro di noi, sintonizzarsi ad ascoltare segnali e vibrazioni ancora più sottili.. La musica ed i suoni possono aiutare molto per avvicinarci a questo mondo fantastico, forse non è un caso che molti strumenti provengano da canne di bambù, alberi, zucche, ecc. Ci sono artigiani che cercano nei boschi quale legno risuona meglio, per costruire strumenti musicali migliori, e soprattutto che abbiamo un anima. Scegliere uno strumento è infatti molto simile all'innamoramento, è una cosa che si percepisce con il cuore anziché con la razionalità. Nella musica vera, soprattutto se fatta con strumenti veri, c'è un'anima grande. La natura stessa con i suoi suoni è già di per sé musica: le onde del mare, il cinguettare degli uccelli, ecc sono già da soli capaci di darci emozioni! La musica indiana, che conserva ancora la sua struttura musicale antica pura, priva di costrutti armonici nei quali da una matrice comune si è evoluta invece quella occidentale, sopravvive ancora fortemente questa connessione con il tutto: alcuni brani (Raga) sono dedicati e vanno eseguiti appositamente in alcuni determinati momenti della giornata e della vita, al sole, alla luna, al giorno, alla notte..meravigliosa connessione con il tutto..

L'ultimo livello é quello spirituale: la connessione della nostra anima con qualcosa di più alto, al di là delle religioni e delle credenze.. E' l'evoluzione più bella di noi stessi, che ci arricchisce a tutti i livelli. É come una luce che si accende. L'esperienza musicale se profonda può portare ad un innalzamento della nostra anima verso qualcosa di puro, luminoso, e alto, sia a chi ne fruisce sia a chi la fa. Il momento della composizione musicale è forse quello che più necessita di un grande viaggio interiore perché un certo tipo di scrittura si realizzi, possiamo chiamarla ispirazione, ma non è altro che il viaggio della nostra anima per raggiungere quel posto misteriosamente meraviglioso dove si trova la musica prima di essere scritta. Non è facile e non sempre riesce, richiede grande intensità. In ogni luogo cultura ed epoca la musica è stata usata in modo mistico, per indurre certi stati emozionali, anche ipnotici come in certi riti tribali, e predisporre l'animo alla preghiera o al divino. Come già detto la musica indiana tradizionale è forse la più vicina a tutto questo: basata sul concetto che ognuno debba trovare dentro di sé la sua nota caratteristica (cosa che vale anche per tutti gli strumenti), la musica è insegnata e tramandata come esperienza anziché come nozioni (non prevede neanche spartiti, tutto deve essere percepito ed interiorizzato per poter essere espresso), consente una apertura anche nell'accordatura che non e' standardizzata come in occidente, molti strumenti si suonano a terra a gambe incrociate nella posizione tipica della meditazione, e deve scaturire da qualcosa che e' dentro di noi per essere lanciata nell'infinito, insomma è come un grande punto d'incontro tra musica e meditazione, tra suono e spiritualità. Tutto è rivolto all'andare all'essenza delle cose.. Non è un caso che molti tra i più grandi artisti occidentali, come i Beatles nella musica, ma anche grandi coreografi come Pina Bausch o tanti altri in altri campi artistici, siano arrivati a cercare in India una evoluzione più alta dopo essere arrivati al limite che si poteva raggiungere con la nostra limitata e più materialistica visione occidentale. 

Un breve e affascinante viaggio quello che abbiamo intrapreso oggi nella musica di Fabrizio Pigliucci, che ha anche un sapore di speranza, di cui in questi tempi abbiamo estremamente bisogno. Un personaggio singolare, un professionista dalla natura spiccatamente empatica, in grado di catturare le storie e i sogni di altri artisti e trasformarli in paesaggi sonori più ampi che stanno trasformando il nostro mondo Un lavoro che si concretizza attraverso la produzione di album, concerti e film. Un dono raro vogliamo aggiungere. Una curiosità senza limiti, lo ha portato ad esplorare nel suo percorso trentennale, la musica a 360 gradi, dall'elettronica alla direzione d'orchestra, dalla musica antica a quella più moderna, passando attraverso le più diverse tecnologie ed esperienze in questo mondo affascinante che si chiama musica. 

Volevamo segnalare anche un suo interessante progetto: 'Musica dalle piante' che ha l'obiettivo di sensibilizzare le persone ad essere più responsabili nei confronti del nostro pianeta, iniziando proprio con il connetterci con ciò che ci circonda. L'essenza del suo lavoro, come ci spiega, è di tessere più bellezza nel nostro mondo. La musica come libertà, come preghiera, come un modo per aumentare la vibrazione dell'amore ed essere tutt'uno con la nostra esistenza divina. Il lato spirituale di questo eclettico musicista lo ha portato infine ad essere definito dalla stampa "Un amplificatore di emozioni", "Un uomo gentile e un genio creativo", le sue sonorità osannate come "The breathtaking music of Fabrizio Pigliucci". I suoi brani, nei più vari stili, sono andati in onda ed utilizzati ovunque nel mondo, dall'America al Giappone dal Nord Europa al Sud Africa. 

Segnaliamo inoltre che per il suo talento e la sua grande umanità ha ottenuto stima e apprezzamento da gente comune come da importantissimi artisti e studi di registrazione come gli studi Real World di Peter Gabriel a Londra, "Profondo apprezzamento e ammirazione" da Steve Porcaro (Michael Jackson, Toto, Yes), dal regista hollywoodiano Anthony Powell, dal Santo Padre Papa Francesco, è stato candidato al David di Donatello nel 2008, ed è stato invitato a far parte della comunità mondiale di artisti "Talent For Humanity". La sua musica sempre più ricca di profondità e spiritualità, ha avuto inoltre grandi apprezzamenti su pubblicazioni e trasmissioni internazionali dedicate come "Voice Your Essence" (Berlin), "New Consciousness Review" (USA), "The Essence Show" (Brooklyn), "The riveting riffs" (Canada) e da molti altri importanti artisti in tutto il mondo."

Una curiosità. Fabrizio Pigliucci è anche un valente compositore di musica corale. Due suoi lavori sono stati recentemente interpretati in un concerto dal Coro Polifonico Franchino Gaffurio diretto da Lucia Converio riscuotendo grande successo nel mondo della musica colta e che di fatto espande senza limiti il suo talento musicale.

www.fabriziopigliucci.com

venerdì 20 novembre 2020

Ricerca, Coronavirus: Scoperto composto per fermare la replicazione di Covid-19

Ricercatori del Politecnico di Milano sono stati in grado di stabilire che uno specifico composto è in grado di inibire con efficacia la replicazione del virus SARS-CoV-2. Lo studio sul prestigioso New Journal of Chemistry.




Si chiama Ebselen (2-fenil-1,2-benzoselenazol-3 (2H) one); è un composto attivo contro diversi virus a RNA, tra cui il retrovirus responsabile della pandemia COVID-19. E' stato scoperto grazie ad uno studio condotto da ricercatori del Politecnico di Milano che sono stati in grado di stabilire, dopo averne analizzati oltre 10.000, che il composto è in grado di inibire con maggior efficacia la replicazione del virus SARS-CoV-2.

Nella propagazione di un virus due elementi sono importanti: la sua capacità di infettare le cellule dell’ospite entrando al loro interno e quella di replicarsi nelle cellule infettate. Per quando riguarda SARS-CoV-2, la proteina Mpro gioca un ruolo importante nella replicazione e trascrizione del virus. Mpro costituisce quindi un bersaglio particolarmente promettente per bloccare il virus stesso perché un composto che inibisca Mpro, blocca il virus; la particolarità di Ebselen è proprio quella di essersi rivelato l’inibitore più potente di Mpro.

"Abbiamo individuato che l’atomo di selenio di EBSELEN interagisce fortemente con alcuni gruppi tipicamente presenti nelle proteine attraverso il legame calcogeno, un’interazione che da anni è oggetto di studio nei nostri laboratori, inibendo la replicazione del virus. Questo rappresenta un importante passo avanti nella lotta al COVID-19." Afferma il Prof. Giuseppe Resnati del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica "Giulio Natta" del Politecnico di Milano.

martedì 27 ottobre 2020

Alimentazione, il contributo della ricerca per il limone dell'Etna Igp

Con il CREA, il contributo della ricerca porta all'indicazione geografica protetta il limone dell’Etna, un frutto prezioso fortemente legato al territorio, dove il vulcano, il mare e tecniche colturali tipiche lo rendono ricco in antiossidanti. I risultati della ricerca pubblicati su Food Research International.




Il Limone dell’Etna è diventato IGP. Un traguardo ambizioso e meritato per questo agrume dalle caratteristiche uniche, coltivato da più di un secolo e con un legame fortissimo con il suo territorio di produzione.

Il CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura ha messo a punto il dossier scientifico a supporto della candidatura, conducendo una sperimentazione sulle due principali varietà di limone coltivate nell’area etnea (Femminello zagara bianca e Monachello) per dimostrarne le proprietà qualitative e nutraceutiche (concentrazioni elevate di acido citrico e di polifenoli) nonché l’elevata attività antiossidante (Vitamina C,) che contribuisce a contrastare lo stress ossidativo e a proteggere la nostra salute.

I risultati, pubblicati nella rinomata rivista internazionale Food Research International (Food Research International, 74, 250–259, 2015) , evidenziano come la spiccata qualità dei frutti di «Limone dell’Etna» sia da attribuire allo sviluppo e alla maturazione in un ambiente pedoclimatico molto specifico, con suoli di matrice vulcanica, tipici delle aree prossime al vulcano Etna e con un clima mitigato dal mare. 

Ma, oltre al vulcano ed al mare, a rendere così speciale questo agrume è la particolare tecnica colturale, presente in questo areale e adottata dai produttori locali dall’inizio del secolo scorso: si tratta della ‘forzatura’ o ‘secca’, che permette una produzione estiva dei frutti, forzando la pianta a fiorire in estate per poi dare i frutti nel periodo da maggio a settembre dell’anno successivo. Non irrigando durante il mese di giugno–luglio si induce nella pianta uno stress idrico. Dopo tale periodo, attraverso crescenti irrigazioni e concimazioni eccitanti a base di azoto, si risveglia la pianta dal letargo indotto e si provoca una seconda fioritura che andrà a frutto l’anno successivo. I frutti ottenuti con questa tecnica vengono chiamati 'verdelli' e, non a caso, sono i più ricchi in antiossidanti.

lunedì 26 ottobre 2020

AI, Intelligenza artificiale, un'etica per plasmare il futuro

AI,Intelligenza artificiale, un'etica per plasmare il futuro: il convegno organizzato dall'Osservatorio Intelligenza Artificiale dell'ANSA on line sul sito e la pagina Fb dell'agenzia, dal lavoro alla sanità la rivoluzione in atto.




L'intelligenza artificiale (AI) deve svilupparsi mettendo al centro l'etica, per garantire che anche la società del futuro - quella post digitale - rispecchi i nostri valori di giustizia, equità e sostenibilità. Il messaggio rivolto anche alla politica, chiamata a creare le regole entro cui agiscono gli algoritmi, arriva dall'iniziativa online "Intelligenza artificiale, quale etica per il futuro" organizzata dall'ANSA in collaborazione con Huawei. L'intelligenza artificiale rivoluzionerà ogni settore dell'attività umana e contribuirà a plasmare la nostra società. Perciò - evidenziano gli esperti - lo sviluppo di questa tecnologia deve essere guidato dall'etica. Perché senza etica - spiega il presidente dell'ANSA Giulio Anselmi - "è difficile fare una rivoluzione che porti bene e progressi a tutti".

Il cambiamento epocale generato dall'intelligenza artificiale è già iniziato. A testimoniarlo - nel corso dell'incontro che si è svolto in modalità digitale con la partecipazione di Atex, Bosch, Open Fiber, Talent Garden e Volocom Technology - sono le innovazioni in ambito medico-sanitario che trovano applicazione anche nel contrasto alla pandemia. L'AI può aiutare i medici a leggere e radiografie al torace di persone colpite dal Covid, e a diagnosticare non solo il Parkinson, ma anche il coronavirus analizzando solo la voce dei pazienti. A cambiare è poi il mercato del lavoro, con la crescita dell'automazione nelle aziende che fa aumentare i timori sull'aumento della disoccupazione. Tuttavia per Marco Bentivogli, ex segretario della Federazione italiana metalmeccanici e fondatore di Base Italia, "non è la tecnologia che cancella i posti di lavoro, ma la sua assenza". E' necessario "garantire il diritto soggettivo alla formazione", rimarca l'ex sindacalista. L'obiettivo è riqualificare i lavoratori perché possano adattarsi alle continue trasformazioni tecnologiche. Le aziende intanto guardano all'innovazione tecnologica come a un'opportunità. Per il presidente di Huawei Italia, Luigi de Vecchis, nel giro di cinque anni l'AI potrà aiutare a "consumare meglio il mondo, più lentamente, a misura d'uomo". Secondo l'ad di Bosch Italia Fabio Antonio Giuliani consentirà di "migliorare la qualità della vita", mentre secondo il ceo di Cyber Dyne Ernesto Mininno rappresenterà "un punto chiave per migliorare la competitività".

L'intelligenza artificiale entra anche nel settore dell'informazione, come strumento che aiuta il giornalista ma che "non può sostituire il racconto giornalistico, a cominciare dagli aspetti etici ed emotivi del lavoro", sottolinea il direttore dell'ANSA Luigi Contu. Le applicazioni sono però innumerevoli, dall'analisi di grandi quantità di dati per scovare notizie, alla traduzione automatica in altre lingue che potrà dare respiro internazionale alla stampa. Fino alla lotta alla disinformazione. Perché - rileva l'ad di ANSA Stefano De Alessandri - "l'AI è sì la tecnologia che consente di generare fake news molto più credibili di quelle create dall'uomo, ma è anche la tecnologia che consentirà di individuare le fake news e contrastarle".Quale società vogliamo costruire per il prossimo futuro? L’utilità e il senso stesso dell’insieme di tecnologie che chiamiamo Intelligenza Artificiale dipendono direttamente dalla risposta che insieme decideremo di dare a questa unica, semplice domanda.






Fonte Ansa

martedì 20 ottobre 2020

I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori. In esposizione i leggendari e magnifici marmi della collezione Torlonia

Oltre 90 opere selezionate e appartenenti alla collezione Torlonia, la più prestigiosa collezione privata di sculture antiche: significativa per la storia dell’arte, degli scavi, del restauro, del gusto, della museografia, degli studi archeologici. Musei Capitolini fino al 29 giugno 2021.




Oltre 90 opere tra i 620 marmi catalogati e appartenenti alla collezione Torlonia in esposizione nei rinnovati ambienti del nuovo spazio dei Musei Capitolini a Villa Caffarelli, tornati alla vita grazie all’impegno e al progetto della Sovrintendenza di Roma Capitale. La prestigiosa collezione privata di sculture antiche è significativa per la storia dell’arte, degli scavi, del restauro, del gusto, della museografia, degli studi archeologici.

L’esposizione si articola come un racconto, in cinque sezioni, in cui si narra la storia del collezionismo dei marmi antichi, romani e greci, in un percorso a ritroso che comincia con l’evocazione del Museo Torlonia, fondato nel 1875 dal principe Alessandro Torlonia, e rimasto aperto fino agli anni Quaranta del Novecento. 

La sezione successiva riunisce i rinvenimenti ottocenteschi di antichità nelle proprietà Torlonia. 

La terza sezione rappresenta le forme del collezionismo del Settecento, con le sculture provenienti dalle acquisizioni di Villa Albani e della collezione dello scultore e restauratore Bartolomeo Cavaceppi. 

A seguire, una selezione dei marmi di Vincenzo Giustiniani, uno dei più sofisticati collezionisti romani del Seicento, e per finire pezzi da collezioni di famiglie aristocratiche del Quattro e Cinquecento. 

www.museicapitolini.org

Flautissimo 2020 - La città e il desiderio XXII edizione

Al via Flautissimo, il Festival romano che celebra quest’anno la ventiduesima edizione. Una manifestazione che affonda le sue radici nella musica classica, e che negli anni ha aperto lo sguardo anche a nuovi linguaggi musicali e dello spettacolo. Così oggi la manifestazione è anche jazz, teatro, spettacoli per bambini, performance crossdisciplinari e altro ancora. Al Teatro Palladium dal 24 ottobre al 29 novembre.




Flautissimo, un tuffo inebriante nel mondo che abitiamo alla ricerca di contenuti attuali e condivisioni diffuse. Tutto gira attorno al viaggio e al movimento, verso o da qualcosa, un’esplorazione di luoghi del mondo e dell’anima, o meglio ancora dell’anima dei luoghi. Ci sono avventurieri, esploratori, piccoli e grandi storie, sguardi verso culture differenti. Una programmazione ragionata e rivolta alla contemporaneità con una proposta delicata e profonda, questa l’ambizione di manifestazione che vuole essere un contenitore di idee e suggestioni per ragionare sulla nostra società godendo della bellezza dello spettacolo dal vivo, sia questo musica, teatro, performance o tutto quanto messo insieme.

L’apertura del festival, il 24 ottobre (ore 18 e 21) è affidata alle esibizioni di quattro importanti protagonisti dello strumento, i flautisti Silvia Careddu, Matteo Evangelisti, Adriana Ferreira e Riccardo Ghiani che, accompagnati al pianoforte da Francesca Carta, eseguiranno musiche di Schubert, Mozart, Beethoven, Jolivet, Arrieu, Gaubert, Debussy e Connesson.

Flautissimo continua con un programma che comprende importanti nomi del panorama teatrale e musicale italiano. 

FLAUTISSIMO OUTDOOR: CERASE, uno spettacolo di teatro in bicicletta a ingresso gratuito.

Flautissimo 2020 arricchisce il suo programma con Cerase, un nuovo format outdoor creato dal Collettivo Nonnaloca: un’esperienza totalmente green che unisce la narrazione teatrale alla Natura.

Il 25 ottobre (con repliche il 1°, il 15 e il 28 novembre sempre alle ore 12) nella Riserva Naturale dell'Aniene le interpreti, insieme al pubblico, effettueranno un percorso in bicicletta di circa 40 minuti ascoltando una storia contenuta in un lettore mp3, che accompagnerà gli spettatori per tutta la durata pedalata.

www.accademiaitalianadelflauto.it/

venerdì 9 ottobre 2020

CREA per l'innovazione 2020: il Centro alimenti e nutrizione per un sistema alimentare sempre più sostenibile e sano

Prodotti innovativi e funzionali, processi di produzione green e nuovi approcci per informare ed educare il consumatore ad una dieta sana: ecco gli ingredienti del CREA Alimenti e Nutrizione.  

  


Come sarà l’alimentazione di domani? In che modo una corretta alimentazione, salutare per noi, può esserlo anche per il pianeta? La ricerca è sempre più orientata a rafforzare la consapevolezza nei consumatori del legame esistente fra salubrità umana e salute del pianeta, senza dimenticare l'obiettivo di azzerare la fame e tutte le forme di malnutrizione. Prodotti innovativi e funzionali, processi di produzione basati su tecnologie green e innovazione culturale nell'approccio al consumatore sono, quindi, gli ingredienti messi in campo dal CREA Alimenti e Nutrizione proprio in tale direzione.  

Per quanto riguarda la creazione di prodotti innovativi, basti pensare a "Veggie – Med – Cheeses (Valorisation Of Thistle-Curdled Cheeses In Mediterranean Marginal Areas)", che coniuga attenzione alla fascia di mercato "animal free", con nuove opportunità di sviluppo per il territorio. Il progetto, infatti, è incentrato sull’individuazione di metodi di coltivazione sostenibili  (bassi input chimici e idrici) del cardo da cui ottenere caglio vegetale da utilizzare sia nella produzione sperimentale di formaggi normalmente ottenuti con caglio vegetale (Caciofiore e Torta del Casar), sia di formaggi prodotti con caglio animale (Queso de Murcia e Feta).   

In un’ottica di sostenibilità ambientale e in un contesto di economia circolare è fondamentale il recupero, dagli scarti delle filiere produttive, di nutrienti e molecole bioattive, per lo sviluppo di prodotti funzionali ad elevato valore aggiunto, da impiegare in vari settori produttivi, dall’alimentazione, alla nutraceutica, alla cosmetica fino ad arrivare alla realizzazione di packaging. Per esempio, il progetto PROBIS (Processi biotecnologici innovativi e sostenibili per il recupero di molecole di interesse nutraceutico da scarti della filiera ittica) valorizza gli scarti della filiera ittica, recuperando gli omega-3 (DHA, EPA) e la vitamina E in essi contenuti, per reintrodurli successivamente nel settore alimentare, nutraceutico e cosmeceutico. 

Inoltre, la lavorazione degli scarti alimentari per estrarne molecole bioattive, viene eseguita con una serie di protocolli green, processi biotecnologici innovativi e sostenibili per il benessere dei consumatori e la protezione dell’ambiente in un contesto di economia circolare e mirando ad un obiettivo di zero residui. Come nel caso del progetto EXCornsEED (Separation, fractionation and isolation of biologically active natural substances from corn oil and other side streams), che sviluppa e valida un processo integrato di tecnologie green e sostenibili per il recupero di proteine e molecole bioattive da sottoprodotti di impianti di produzione di bioetanolo e biodiesel da mais e colza, da utilizzare nella formulazione di prodotti funzionali destinati a settori di mercato di elevato valore quali il chimico, l’alimentare (prodotti per anziani e prima infanzia) e il cosmetico.   

Innegabilmente, l’innovazione che richiede una rivoluzione a 360°, con un cambio di prospettiva nelle abitudini alimentari e negli stili di vita è proprio quella culturale. Per un consumatore sempre più frastornato tra pubblicità e informazioni di ogni genere, è essenziale trovare nuovi ed efficaci approcci in grado di sensibilizzarlo sulle scelte sane. Informare ed educare è sicuramente una delle mission del Centro, che vanta non solo l’aggiornamento e revisione delle Linee Guida Nazionali per una sana alimentazione, ma anche la pubblicazione del Portale AlimentiNUTrizione (www.alimentinutrizione.it/), una visione d’insieme delle attuali conoscenze scientifiche sugli alimenti e la nutrizione con l’intento di guidare anche il semplice cittadino con maggiore consapevolezza verso stili di vita più sani, equilibrati e sostenibili. 

Il sito è  costituito da 6 sezioni differenti: Consumi alimentari, Etichettatura nutrizionale, Percepire la Tradizione, Linee Guida per una sana alimentazione, Focus specifico sulla carne bovina e l’ultimo aggiornamento delle Tabelle di Composizione degli Alimenti (www.alimentinutrizione.it/sezioni/tabelle-nutrizionali).   

«Gli anni recenti, in particolare la Decade delle azioni per la nutrizione – ha spiegato Elisabetta Lupotto, Direttore del CREA Alimenti e Nutrizione – hanno evidenziato l’importanza della corretta alimentazione non solo per la nostra salute ma anche per quella del pianeta. E’ essenziale  creare, quindi, un legame fra la ricerca di settore vera e propria e le azioni che si possono intraprendere per accrescere la consapevolezza del consumatore verso un corretto comportamento alimentare più sano, equilibrato e sostenibile».   

Musica, la frequenza della bellezza. Quando uomo e suono sono in armonia con l'universo

La frequenza della bellezza: alla scoperta del paesaggio sonoro e del potere terapeutico della musica insieme al compositore e polistrumenti...