venerdì 11 ottobre 2019

La grande musica nei Musei Civici

Apertura straordinaria serale dei Mercati di Traiano con i concerti a cura del Teatro dell’Opera di Roma. Proseguono inoltre sabato e domenica gli appuntamenti gratuiti con la musica classica della Roma Tre Orchestra al Museo Barracco e al Museo Carlo Bilotti.





Fine settimana all’insegna della grande opera lirica e della musica classica quello in arrivo il 12 e 13 ottobre all’interno dei Musei Civici. Le attività promosse da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e realizzate in collaborazione con le principali istituzioni culturali cittadine, partiranno in grande stile sabato 12 con l’apertura straordinaria serale dei Mercati di Traiano dalle ore 20 alle ore 24 in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma.

Al costo simbolico di un euro e gratuitamente per i possessori della MIC Card il pubblico potrà accedere al museo di via IV novembre per apprezzare i suoi spazi e le suggestive opere della mostra Mortali immortali, tesori del Sichuan nell’Antica Cina, lasciandosi accompagnare dalle più celebri arie liriche eseguite dalle voci di Rafaela Albuquerque (soprano), Domenico Pellicola (tenore), Timofei Baranov (baritono), e dalla pianista Elena Burova. Lo spettacolo dal titolo La storia, l’arte, la musica proporrà al pubblico, in diversi momenti della serata e in angoli differenti del museo, brani inconfondibili tratti da Don Giovanni di W.A. Mozart; da Roméo e Jiuliette di C. Gounod; da La traviata e da Rigoletto di G. Verdi; da Il barbiere di Siviglia di G. Rossini; da La bohème e da Edgar di G. Puccini. E ancora brani da Isabeau di P. Mascagni; da Aurora di E. Panizza  e il Tango Don Pedro di Á. Villoldo.

Un’occasione unica durante la quale i visitatori potranno inoltre partecipare, in diverse fasce orarie (20.15; 20.45; 21.00; 21.30; 21.45; 22.15; 22.30 e 23.00), a visite guidate gratuite per gruppi di 30 persone (max), fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Ma non sarà solo la musica operistica ad accompagnare il fine settimana dei Musei Civici. Accanto all’apertura serale dei Mercati di Traiano, entrerà nel vivo anche la stagione concertistica curata da Roma Tre Orchestra con il sostegno della Regione Lazio. Il programma musicale, parte integrante del Laboratorio di Linguaggio Musicale 2019, proporrà sabato 12 e domenica 13 due nuovi appuntamenti con la musica classica nei musei del sistema a ingresso gratuito. Si comincerà sabato 12 ottobre alle 16.00 al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco con il concerto Le suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach, alla viola durante il quale il giovane musicista Lorenzo Rundo (viola) eseguirà la Suite n. 5 in do minore BWV 1011 e la Suite n. 6 in re maggiore BWV 1012 del celebre compositore tedesco. Domenica 13 ottobre alle 11.00, ultimo appuntamento del fine settimana al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese con il concerto Intorno a Debussy. Andrea Carrozzo al sassofono e Valeria Fasiello al pianoforte proporranno ai visitatori i brani Prélude à l’après-midi d’un faune, Fêtes da “Nocturnes” (arr. Adrian Tully) e Rhapsodie di C. Debussy; Le petit âne blanc, Le vieux mendicant e Bajo la mesa da “Histoires” di J. Ibert; Scaramouche di D. Milhaud; Brillance di I. Gotkovsky.

PROGRAMMA

Sabato 12 ottobre dalle ore 20.30 alle ore 23.15

MERCATI DI TRAIANO – MUSEO DEI FORI IMPERIALI

“La storia, l’arte, la musica”

A cura del Teatro dell’Opera di Roma

Dalle 20.30 alle 20.45

- W.A. Mozart, da “Don Giovanni”: Deh, vieni alla finestra (Baranov)

- W.A. Mozart, da “Don Giovanni”: Là ci darem la mano (Baranov, Albuquerque)

- C. Gounod, da “Roméo et Juliette”: Je veux vivre (Albuquerque)

Dalle 21.15 alle 21.30

- G. Verdi, da “La traviata”: Lunge da lei…de’miei bollenti spiriti (Pellicola)

- G. Rossini, da “Il barbiere di Siviglia”: Cavatina di Figaro (Baranov)

- G. Verdi, da “Rigoletto”:  Questa o quella (Pellicola)

Dalle 22.00 alle 22.15

- G. Puccini, da “La bohème”: Che gelida manina (Pellicola)

- G. Puccini, da “La bohème”: Quando m’en vo (Albuquerque)

- G. Puccini, da “Edgar”:  Questo amor, vergogna mia (Baranov)

Dalle 22.30 alle 22.45

- P. Mascagni, da “Isabeau”: Non colombelle (Pellicola)

- Á. Villoldo, Tango Don Pedro (Burova)

- E. Panizza, da “Aurora”:  Cancion a la bandera (Pellicola)

Dalle 23.00 alle 23.15

- C. Gounod, da “Roméo et Juliette”: Je veux vivre (Albuquerque)

- G. Puccini, da “Edgar”:  Questo amor, vergogna mia (Baranov)

- G. Verdi, da “Rigoletto”:  Questa o quella (Pellicola)

Con: Rafaela Albuquerque (soprano), Domenico Pellicola (tenore), Timofei Baranov (baritono), Elena Burova (pianoforte)

Sabato 12 ottobre ore 16.00

MUSEO DI SCULTURA ANTICA GIOVANNI BARRACCO

 “Le suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach, alla viola”

A cura di Roma Tre Orchestra

Suite n. 5 in do minore BWV 1011

Suite n. 6 in re maggiore BWV 1012

Con: Lorenzo Rundo (viola)

Domenica 13 ottobre ore 11.00

MUSEO CARLO BILOTTI – ARANCIERA DI VILLA BORGHESE

 “Intorno a Debussy”

A cura di Roma Tre Orchestra

C. Debussy: Prélude à l'après-midi d'un faune; Fêtes da “Nocturnes” (arr. Adrian Tully)

J. Ibert: Le petit âne blanc, Le vieux mendicant, Bajo la mesa da “Histoires”

C. Debussy: Rhapsodie

D. Milhaud: Scaramouche

I. Gotkovsky: Brillance

Con: Andrea Carrozzo (sassofono), Valeria Fasiello (pianoforte)

Info

Tel 060608 - www.museiincomuneroma.it

Facebook @Museiincomuneroma - Twitter @museiincomune

Instagram @Museiincomuneroma

lunedì 7 ottobre 2019

Canova. Eterna bellezza, al via la mostra-evento dedicata al massimo interprete della scultura neoclassica.

Il Museo di Roma ospita “Canova. Eterna bellezza”, esposizione con oltre 170 opere e prestigiosi prestiti da importanti Musei e collezioni italiane e straniere del massimo interprete della scultura neoclassica. Dal 9 ottobre al 15 marzo 2020.


Ho letto che gli antichi una volta prodotto un suono erano soliti modularlo, alzando e abbassando il tono senza allontanarsi dalle regole dell’armonia. Così deve fare l’artista che lavora ad un nudo




Prende il via presso il Museo di Roma la mostra-evento incentrata sul legame tra Antonio Canova e la città di Roma che, fra Settecento e Ottocento, fu la fucina del suo genio e un’inesauribile fonte di ispirazione. Un rapporto, quello tra lo scultore e la città, che emerge in una miriade di aspetti unici e irripetibili.

Incorniciati all’interno di un allestimento dall’eccezionale effetto scenografico, oltre 170 opere di Canova e artisti a lui coevi animano le sale del Museo di Roma in Palazzo Braschi: in uno spettacolare gioco di luci e ombre, tra eleganti movenze e apparizioni di mitiche divinità, l’esposizione capitolina racconterà in 13 sezioni l’arte canoviana e il contesto che lo scultore trovò
giungendo nell’Urbe nel 1779.

Attraverso ricercate soluzioni illuminotecniche, lungo il percorso espositivo sarà rievocata la calda atmosfera a lume di torcia con cui l’artista, a fine Settecento, accoglieva i suoi ospiti nell’atelier di via delle Colonnette.

A definire la trama del racconto, preziosi prestiti provenienti da importanti Musei e collezioni: l’Ermitage di San Pietroburgo, i Musei Vaticani e Capitolini, la Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno, il Museo Civico di Bassano del Grappa, il Museo Correr di Venezia, il Museo
Archeologico Nazionale di Napoli, le Accademie di Belle Arti di Bologna e di Ravenna, l'Accademia Nazionale di San Luca, il Musée des Augustins di Toulouse, i Musei di Strada Nuova-Palazzo Tursi di Genova, fino al Museo Civico di Asolo, solo per citarne alcuni.

La mostra Canova. Eterna bellezza, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - SovrintendenzaCapitolina ai Beni Culturali e Arthemisia, organizzata con Zètema
Progetto Cultura e curata da Giuseppe Pavanello, è ospitata fino al 15 marzo 2020 al Museo di Roma.

La mostra è realizzata in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca e con Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno.


Museo di Roma - Palazzo Braschi
Ingresso da Piazza Navona, 2 e da Piazza
San Pantaleo, 10
T. +39 060608 (tutti i giorni ore 9 - 19)
www.museodiroma.it;
www.museiincomune.it; www.arthemisia.it
@museiincomune #CanovaRoma

sabato 5 ottobre 2019

Alimentazione e scienza, la caffeina migliora la capacità di lettura e la percezione globale

Team di ricercatori dell'Università di Padova, Firenze e Bergamo scopre che con sole due tazzine di caffè si legge più velocemente aumentando la percezione globale delle scene visive. E a livello linguistico, la caffeina sembra anche migliorare le prestazioni nelle attività di ragionamento semantico. Il lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista «Journal of Psychopharmacology».






La caffeina è uno degli ingredienti psicoattivi più consumati al mondo. Ogni giorno vengono consumate circa 1,6 miliardi di tazze di caffè. Un team di ricercatori dell'Università di Padova, Firenze e Bergamo ha scoperto che le attività che svolgiamo quotidianamente, quali ad esempio leggere, possono essere influenzate dal consumo di questo composto chimico naturalmente presente nei chicchi di caffè.

A livello percettivo, la caffeina sembra migliorare la percezione globale di una scena visiva. La percezione globale – controllata principalmente dai circuiti attenzionali dell'emisfero destro – risulta causalmente connessa alle capacità di lettura. Infatti le abilità di percezione globale già dalla scuola dell’infanzia predicono lo sviluppo delle future abilità di lettura negli anni successivi. Inoltre, in persone con difficoltà di lettura, i training comportamentali che migliorano le abilità di percezione globale risultano migliorare anche le capacità di lettura e le prestazioni nelle attività di ragionamento semantico.

Queste le premesse all’articolo Caffeine improves text reading and global perception pubblicato sulla prestigiosa rivista «Journal of Psychopharmacology» e realizzato da ricercatori delle Università di Padova, Firenze e Bergamo.

«Per queste ragioni abbiamo ipotizzato che l'assunzione di caffeina – facilitando la percezione globale e il ragionamento semantico – avrebbe potuto migliorare anche le prestazioni in specifici compiti di lettura – spiega il Dr. Sandro Franceschini, Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova e primo autore della ricerca -. In questo articolo presentiamo i risultati di due studi in doppio cieco che hanno coinvolto 78 persone. Dimostriamo che in coloro che quotidianamente consumano basse o normali quantità di caffeina, una singola dose di 200 mg di questa sostanza (circa due caffè espressi) accelera la velocità di lettura del testo. Il miglioramento della velocità osservato nella lettura del testo non era generalizzato a compiti di lettura di liste di parole singole o di parole senza senso.»

Come aggiunge la Dr.ssa Sara Bertoni, Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova e coautrice, «è importante sottolineare che i miglioramenti nelle capacità di lettura erano accompagnati da un cambiamento nella percezione globale degli stimoli visivi, senza che fosse rilevato alcun effetto sulle funzioni di allerta, sulle abilità di orientamento dell'attenzione, sulle funzioni esecutive o fonologiche, dimostrando la presenza di una connessione specifica tra la rapidità nella lettura del testo e i meccanismi attenzionali dell'emisfero destro, coinvolti nell’esecuzione di compiti semantici e nella percezione visiva globale.»

«Inoltre – dice il Dr. Matteo Lulli, Dipartimento di Scienze Biomediche, Sperimentali e Cliniche “Mario Serio” dell’Università di Firenze e coautore, – in questo studio dimostriamo l'importanza paradossale di una piccola privazione del sonno per ottenere maggiori effetti benefici della caffeina. Con una deprivazione di sonno di due ore, bere due caffè porta a leggere questo comunicato stampa risparmiando circa sei secondi.»

Questi risultati potrebbero avere grandi implicazioni per una migliore comprensione dei disturbi della lettura e di altri disturbi del neurosviluppo caratterizzati da un deficit di percezione globale.

domenica 29 settembre 2019

Musica, al via la 75a stagione dell'Istituzione Universitaria dei Concerti. Un appassionante viaggio nel mondo dei suoni in 34 appuntamenti, da ottobre ad aprile.

Prende il via la nuova stagione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC) presso l'Aula Magna della Sapienza, che festeggia il suo 75mo anniversario confermando la propria identità con un cartellone di altissimo livello. In programma il rinascimento e il contemporaneo, la musica sacra e il jazz, e per la prima volta anche la danza: le musiche più diverse si susseguono e si fondono nel segno della più alta qualità artistica.






La stagione 2019-2020 sarà la numero 75 dell’Istituzione Universitaria dei Concerti: un traguardo importante, contrassegnato da un cartellone ricco di artisti internazionali e proposte che spaziano dalla musica classica al jazz, dalla contemporanea a generi trasversali. Scelte culturali ad ampio raggio e senza confini, sempre nel segno della più alta qualità artistica, che da tre quarti di secolo rendono la IUC una realtà pressoché unica nel panorama delle istituzioni musicali europee. Come di consueto, sono due gli appuntamenti inaugurali che riflettono il duplice percorso in cui si articola la stagione: quella del martedì sera e quella del sabato pomeriggio.

La 75ª stagione della IUC, si muove come di consueto tra i vari generi musicali con grande libertà, mai però a caso, ma sempre con una linea programmatica chiara, perché dietro ogni scelta c’è la massima attenzione alla qualità sia della musica che degli interpreti. Tra gli interpreti troviamo i grandi che hanno fatto la storia degli ultimi decenni, tra questi alcuni dei migliori solisti ed ensemble della musica classica internazionale: Les Arts Florissants, l’Orchestra Barocca Zefiro, i Tallis Scholars, Jordi Savall, Vivica Genaux, Francesca Dego, Fazil Say, Martin Fröst, Manuel Barrueco, Robert McDuffie, il Quartetto Emerson, il Trio Montrose. Ma anche star del jazz e appuntamenti trasversali, con Enrico Rava e Noa, e per la prima volta uno spettacolo di danza, Arcaico di Davide Bombana.

L’inaugurazione della stagione serale, martedì 15 ottobre, è dedicata alla grande polifonia profana italiana tra Cinque e Seicento, con l’esecuzione integrale del Terzo Libro dei Madrigali di Carlo Gesualdo da Venosa (preceduto da una selezione del Primo e del Secondo Libro), affidata al prestigioso gruppo vocale francese Les Arts Florissants diretto da Paul Agnew, che quest’anno celebra i 40 anni di attività, nell’ambito di un progetto europeo finalizzato all’esecuzione integrale dei madrigali di Gesualdo.

Gesualdo è uno dei compositori più singolari della storia della musica, e non soltanto per il clamoroso assassinio di sua moglie Maria d’Avalos e del suo amante nel 1590. La sua musica è talmente originale ed audace nell’uso di sorprendenti dissonanze da risultare oggi modernissimo e non è un caso che la sua figura abbia ispirato musicisti non solo classici ma anche pop e jazz (da Igor Stravinskij a Franco Battiato) e registi come Werner Herzog.

Di pari impegno l’inaugurazione della stagione pomeridiana, sabato 19 ottobre, con l’integrale dei Concerti Brandeburghesi di Bach, sei capolavori della musica strumentale barocca proposti dall’Orchestra Barocca Zefiro diretta da Alfredo Bernardini, presentati nell’ambito di una tournée internazionale. Il loro nutrito parterre di riconoscimenti discografici (Grand Prix du Disque, Premio Nazionale Classic Voice, Editor’s Choice di Gramophone, Choc du Monde de la Musique) si è recentemente arricchito di un Diapason d’Or attribuito dalla rivista francese Diapason proprio per l’incisione dei Brandeburghesi.

Alla musica rinascimentale e barocca, così ricca di scoperte per l’ascoltatore, sono dedicati altri quattro concerti. Les Arts Florissants e Paul Agnew tornano il 15 febbraio, per proseguire il viaggio nella musica di Gesualdo: questa volta è in programma il Quarto Libro de’ Madrigali. Alla musica polifonica sacra del Cinquecento, e in particolare ai grandi maestri che prestarono servizio alla Cappella Sistina, è dedicato il concerto del 16 novembre con The Tallis Scholars diretti da Peter Phillips: questo gruppo, che ha pochissimi rivali nel campo della polifonia rinascimentale, propone inoltre due prime esecuzione a Roma dei contemporanei Alexander Campkin e Justine Rapaccioli. 

Spazio anche al jazz con l’unica tappa a Roma del tour mondiale con cui il trombettista Enrico Rava celebra i suoi ottant’anni, insieme ai musicisti italiani del sestetto Enrico Rava Special Edition (Giovanni Guidi al pianoforte, Gianluca Petrella al trombone, Francesco Diodati alla chitarra, Enrico Morello alla batteria e Gabriele Evangelista al basso).

Questi sono solo alcuni dei concerti che vanno a formare un cartellone ricchissimo, che vi invito a consultare, pieno di novità ma anche di tradizione, pensato per un pubblico eterogeneo ed esigente, ma anche per chi si avvicina alla musica per la prima volta. 

www.concertiiuc.it

sabato 21 settembre 2019

Archeologia, i pani e i pesci, Israele: torna alla luce mosaico di 1500 anni fa

In un sito archeologico a Hippos-Sussita, in Israele, è tornato alla luce un pavimento musivo di 1.500 anni fa. Tra le figure rappresentate anche ceste di pane e vari pesci.


Cinque pani e due pesci, proprio come raccontano gli evangelisti nel Nuovo Testamento. L'immagine musiva è un evidente richiamo ad uno dei più noti miracoli compiuti da Gesù: la moltiplicazione dei pani e dei pesci. 



Il mosaico, risalente a 1500 anni fa, è stato portato alla luce dai ricercatori dell’Università di Haifa  nell’area archeologica di Hippos, nel nord di Israele, grazie ad un progetto di scavo di un'impresa internazionale affiliata all'Istituto di archeologia Zinman. Si tratta di una pavimentazione, perfettamente conservata, di una chiesa costruita sulla sponda orientale del lago di Tiberiade e distrutta da un incendio nel 700 d.C.

La scoperta è avvenuta quest’estate, come spiega un comunicato dell'Università di Haifa. I ricercatori hanno condotto gli scavi nelle rovine di una delle sette chiese che si trovano nel sito. La chiesa in questione, oggi caratterizzata con l’appellativo «bruciata», fu costruita tra la seconda metà del V secolo e l’inizio del VI.

L’edificio fu distrutto durante un incendio che causò anche il crollo del tetto, probabilmente nel corso dell’invasione dei Sassanidi (dinastia persiana) all’inizio del VII secolo. I mosaici del pavimento si sono salvati grazie a uno strato di cenere che li ha coperti e protetti per secoli. Il tappeto musivo è composto da tessere multicolori, motivi geometrici e raffigurazioni di uccelli, pesci, limoni, melograni (il melograno simboleggi tra i cristiani la risurrezione e la vita eterna), ceste di pane i cui vari colori che possono riferirsi ai diversi tipi di farina, di grano e d’orzo.

venerdì 13 settembre 2019

Opere d'arte italiane, Pinturicchio: torna a Perugia dopo 30 anni la Madonna col Bambino

L’opera “Madonna col Bambino” esposta fino a gennaio 2020 alla Galleria Nazionale dell’Umbria.






Torna a Perugia il dipinto su tavola “Madonna col Bambino”, trafugato nel 1990 e attribuito al Pinturicchio. L’opera, che resterà esposta nella Galleria Nazionale dell’Umbria fino al 26 gennaio prossimo, è rientrata in Italia grazie all'efficace opera di diplomazia culturale condotta dal Ministero per i Beni e le attività culturali e all'attività investigativa dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio culturale.

"Questo ennesimo recupero mi rende particolarmente contento - ha detto in un video messaggio il Ministro Bonisoli - sia perché un altro frammento del nostro immenso patrimonio culturale è tornato nel nostro Paese, sia perché sarà possibile renderlo fruibile, per un periodo di tempo, ai cittadini e ai turisti che andranno a visitare la Galleria Nazionale dell’Umbria. L’evento di oggi sottolinea, ancora una volta, quanto sia importante che questo Paese porti avanti, nel modo più efficace, costante e determinato possibile, le iniziative di diplomazia culturale".

“Grazie alla diplomazia culturale – ha dichiarato il Ministro plenipotenziario Marco Ricci, intervenuto su delega del Ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli - si restituiscono alle culture di appartenenza opere d’arte illecitamente sottratte, ma, altresì, si contribuisce a promuovere un mercato dell’arte internazionale basato su principi e valori etici universalmente accettati”.

Per il Generale di brigata Fabrizio Parrulli, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale “ancora una volta, grazie alle preziose informazioni contenute nella Banca Dati dei Beni culturali illecitamente sottratti, anche a distanza di quasi trent’anni, è stato possibile individuare il dipinto rubato, che da oggi fa ufficialmente il suo ritorno”.
“Questo recupero - ha aggiunto il Generale Parrulli - dimostra, ancora una volta, da un lato il carattere sempre più transnazionale delle attività criminali in questo settore e dall’altro l’importanza dello scambio di informazioni, anche tra le Forze di polizia di diversi Paesi, come sistema consolidato di cooperazione internazionale per contrastare efficacemente i reati in danno del patrimonio culturale”.

Il Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria Marco Pierini ha sottolineato: “Il Museo è il luogo dove le opere sottratte al territorio, un tempo con violenza, adesso per amorevole premura, trovano una nuova casa e assumono una funzione e un valore diversi”.

“È bello - ha concluso - che anche opere abituate da sempre a mostrarsi nell’intimità delle raccolte private possano godere di un pubblico più vasto, come accadrà per qualche mese alla splendida ‘Madonna col Bambino’ la cui pertinenza con la raccolta della Galleria Nazionale dell’Umbria è palesemente testimoniata dalle tante consorelle che la accolgono dalle pareti del museo”.

Alimentazione e scienza, svelati i segreti della melanzana e della sua biodiversità

Decodificato il genoma della melanzana, i risultati della ricerca aprono nuove strade alla coltivazione di varietà sempre più resistenti alle conseguenze dei cambiamenti climatici, come ad esempio la siccità. 






Un team di ricerca a guida italiana composto da ENEA, CREA e Università di Verona e Torino ha decodificato il genoma della melanzana. Lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature è stato condotto in collaborazione con l’Università di Napoli, il Weizmann Istitute e la University of California.

Giovanni Giuliano, dirigente di ricerca della Divisione ENEA di Biotecnologie e agroindustria, ha spiegato che la melanzana, come la patata e il pomodoro di cui sono stati decodificati i genomi nel 2011 e 2012, appartiene alla famiglia delle Solanacee che comprende circa 2.500 specie diverse. La sequenza genomica ha confermato che la grande diversità morfologica delle Solanacee si è generata partendo da un numero di geni molto simile (circa 35.000 in ognuna delle tre specie). Oltre alla melanzana più diffusa in Italia - la specie Solanum melongena - esistono in natura circa cinquanta specie affini, di cui alcune a rischio estinzione a causa dei cambiamenti climatici.

Giuseppe Leonardo Rotino, dirigente di ricerca presso il CREA Genomica e Bionformatica, ha reso noto che la melanzana sequenziata (chiamata 67/3) è stata sviluppata incrociando la varietà “Tunisina” della tipologia tipicamente italiana Violetta con una linea di origine asiatica, per correggerne il difetto della polpa soffice che assorbe parecchio olio in cottura. La progenie è stata poi continuamente selezionata per i 6 anni successivi, fino ad arrivare appunto alla 67/3, da cui sono state costituite numerose famiglie imparentate, che hanno permesso di poter ordinare correttamente le sequenze del genoma. Questo ha consentito di comprendere la base genetica di una serie di caratteri agronomici importanti, accelerando i programmi di miglioramento genetico, tramite marcatori molecolari associati ai geni di interesse.  In particolare, i ricercatori si siamo concentrati sui geni coinvolti nella colorazione e nella maturazione del frutto e nella resistenza a patogeni fungini.

Il genoma è stato ottenuto tramite una combinazione di tecnologie di sequenziamento di ultima generazione e mappatura ottica. La qualità dei dati è elevatissima e testimonia quanto siano cresciute le competenze italiane nel campo della genomica. E' stato il commento di Massimo Delle donne, ordinario di Genetica presso il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona. 

La melanzana è uno degli ortaggi più consumati al mondo e l’Italia ne è il principale produttore europeo. È stata domesticata oltre 2.000 anni fa in Asia e ha subito un ‘collo di bottiglia’ genetico che ne ha ridotto la biodiversità e la resistenza a malattie e a stress ambientali. La decodifica del genoma ci ha già consentito di iniziare a esplorare il “pool” genetico della melanzana e contribuirà al superamento di queste problematiche, ha infine chiarito Sergio Lanteri, ordinario di Genetica agraria presso il Dipartimento di Scienze agrarie, forestali ed agroalimentari dell’Università di Torino.


www.nature.com/articles/s41598-019-47985-w

La grande musica nei Musei Civici

Apertura straordinaria serale dei Mercati di Traiano con i concerti a cura del Teatro dell’Opera di Roma. Proseguono inoltre sabato e domeni...