mercoledì 28 luglio 2021

Ostia Antica Festival 2021. La caduta di Troia con Massimo Popolizio

Massimo Popolizio interpreta La caduta di Troia nell'ambito dell'Ostia Antica Festival - Il Mito e il Sogno. La rassegna alla sua sesta edizione si svolge al Teatro Romano presentando ogni anno un ricco cartellone composto da prestigiosi nomi della scena nazionale, con grandi spettacoli di musica e teatro. In programma il 1° agosto alle ore 21.




Dal secondo libro dell’Eneide nasce “LA CADUTA DI TROIA”, ne è interprete Massimo Popolizio, voce magnetica e inconfondibile, tra gli attori più importanti del panorama nazionale. Il tema è quello dell’inganno. L’immenso cavallo, dono dei Greci, viene trasportato nelle mura di Troia, ma si trasformerà per i troiani in una macchina di morte e distruzione.

Alla corte di Didone, Enea narra, descrivendo con “indicibile dolore “, quella notte di violenza e di orrore. Le parole di Virgilio sembrano uno storyboard, una sorta di sceneggiatura ante litteram e “attraverso quelle parole - dice Popolizio - cercherò di creare vere e proprie immagini, di far vedere ciò che è scritto”.

Le musiche di Stefano Saletti sono arricchite dalla presenza del musicista iraniano Pejman Tadayon che suona il kemence, il daf e il ney, antichi ed evocativi strumenti della tradizione persiana. Le lingue cantate sono il ladino, l’aramaico, l’ebraico e il sabir, antica lingua del Mediterraneo.

Saletti suona in scena strumenti come l’oud, il bouzouki e il bodhran per risaltare le atmosfere animate da Massimo Popolizio e la voce limpida di Barbara Eramo, che si muove tra melismi e scale di derivazione mediorientale.

Una vera e propria “partitura” che fa di questa pièce un’operina a sé, dove la voce di Popolizio si fa corpo e materia.


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La bohème di Puccini, ultimo titolo in cartellone al Circo Massimo dal 30 luglio

La Bohème, uno dei titoli più amati di Giacomo Puccini, andrà in scena al Circo Massimo di Roma per la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma. Quattro date in programma il 30 luglio e il 1, 3 e 5 agosto 2021.




Ultimo titolo in cartellone della stagione estiva 2021 del Teatro dell’Opera al Circo Massimo è ancora un capolavoro di Giacomo Puccini, uno dei più amati dal pubblico: La bohème. L’allestimento andato in scena alle Terme di Caracalla nel 2014 con la regia di Davide Livermore, sarà ripensato per il nuovo palcoscenico del Circo Massimo. Il regista torinese firma anche scene, costumi e luci: in questa produzione, grazie a giochi di tecnologia, video mapping e proiezioni, famose opere d’arte dell’impressionismo francese, da Renoir a Monet, circondano i protagonisti immergendoli in un continuum pittorico che rappresenta l’ambiente complessivo dell’opera e dello stesso Puccini, la Parigi di fine Ottocento.

Lo spettacolo al Circo Massimo sarà arricchito da giochi di tecnologia, video mapping e proiezioni di celebri opere d’arte dell’impressionismo francese, da Renoir a Monet, che circonderanno i protagonisti in scena. Dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il maestro Jordi Bernàcer. Nei ruoli principali Vittoria Yeo (Mimì), Piero Pretti (Rodolfo), Luca Micheletti (Marcello), Simone Del Savio (Schaunard), Andrea Mastroni (Colline), Sara Blanch (Musetta) e Domenico Colaianni (Benoît e Alcindoro). Dirige il Coro il maestro Roberto Gabbiani. Con la partecipazione degli allievi della Scuola di Canto Corale dell’Opera. Dopo la prima di venerdì 30 luglio, le repliche ad agosto saranno domenica 1, martedì 3 e giovedì 5.

“Questo allestimento ci porterà – spiega Livermore – nel 1896, nella contemporaneità della scrittura pucciniana, nell’atelier di Marcello che diventa sintesi di tutta l’esperienza pittorica della Parigi fin de siècle, dove le pitture amplificheranno il racconto degli affetti in musica”.

martedì 27 luglio 2021

I Borghese e la musica. Secondo concerto barocco

La Galleria Borghese prosegue il progetto di ricerca “I Borghese e la Musica”, avviato lo scorso dicembre, con il secondo concerto barocco dal titolo Musica in Galleria. La musica strumentale romana del XVII secolo, che viene trasmesso giovedì 29 luglio alle ore 19.00 sul sito del museo, i canali social ufficiali e su www.ansa.it nell’ambito del progetto Ansa per la Cultura.




Con il progetto “I Borghese e la Musica”, la cui direzione artistica è affidata a Riccardo Martinini, la Galleria arricchisce così la sua collezione d’arte anche attraverso la valorizzazione e la divulgazione di opere dell’enorme patrimonio musicale italiano.

Il Concerto barocco, eseguito da Enrico Gatti e dall’Ensemble Aurora, si concentra su tre compositori che furono molto conosciuti in ambito romano nel corso del XVII secolo: Arcangelo Corelli (1653-1713), destinato a diventare nel giro di pochi anni l’assoluto protagonista della musica strumentale nella Roma barocca, raggiunse fama mondiale per essere riuscito a proporre modelli ineguagliati di perfezione armonica e sintesi compositiva; Lelio Colista (1629-1680) e Carlo Mannelli (1640 – 1697), compositori appartenenti alle generazioni precedenti, che svilupparono il loro linguaggio strumentale equilibrandolo con quello di natura vocale, dei quali alcune opere sono eseguite per la prima volta in tempi moderni.

Nella Roma della seconda metà del Seicento risuonano numerose esecuzioni di musiche strumentali e vocali nei saloni dei sontuosi palazzi cardinalizi della città, nelle chiese e negli oratori, nelle scenografiche piazze che, come spazi teatrali ‘naturali’, accolgono i molti pellegrini arrivati in città per l’occasione.

Tra i lavori in prima esecuzione ci sono le Sonate a tre di Carlo Mannelli, i cui manoscritti sono conservati presso il Museo Internazionale della Musica di Bologna, che sono caratterizzate da una scrittura violinistica decisamente virtuosistica. Nato a Roma nel 1640, da una famiglia di origine pistoiese, Mannelli, spesso ricordato nelle fonti con il nomignolo “Carluccio” o “Carlo del violino”, esordì giovanissimo come cantante a San Luigi dei Francesi nel 1650, per poi formarsi come violinista (ignoti purtroppo sono i suoi maestri) e diventare uno dei più apprezzati virtuosi della città, assieme a Lonati, Stradella e, al più anziano, Lelio Colista. Con quest’ultimo ebbe modo di suonare in molte occasioni e per i più illustri mecenati romani. Già dal 1671 a servizio della famiglia Borghese, nel 1674 il nome di Mannelli figura, proprio accanto a quello di Colista, nelle liste degli strumentisti chiamati ad eseguire un oratorio per la Settimana Santa nella cappella del palazzo del principe Giovan Battista Borghese, così come ritroviamo ancora i nomi dei due strumentisti in occasione di una commedia con prologhi e intermedi in musica rappresentato sempre a palazzo Borghese per il carnevale del 1678.

Il liutista e compositore Lelio Colista (1629-1680), le cui opere incisero profondamente sulla maturazione dello stile corelliano, fu un compositore particolarmente dedito al genere della sonata a tre, «celebre suonatore di liuto e chitarra» e «compositore di bellissime sinfonie», come ebbe a notare il compositore e teorico Giuseppe Ottavio Pitoni, e poté rappresentare agli occhi del giovane Corelli, appena approdato a Roma, un modello verso cui guardare. Fin da giovanissimo incoronato da Athanasius Kircher come «vere Romanae Urbis Orpheus» (Musurgia Universalis, I, Roma 1650, p. 480), Colista fu a servizio delle più importanti famiglie romane (Barberini, Chigi, Borghese, Odescalchi) e raggiunse nel corso della sua carriera una fama ragguardevole come strumentista, compositore e didatta.

L’Ensemble Aurora è stato fondato nel 1986 da Enrico Gatti con lo scopo di creare un gruppo strumentale che ricercasse un nuovo concetto di emissione sonora basato sull’imitazione della voce umana, impiegando strumenti d’epoca e avendo alle spalle un lungo lavoro di preparazione storica e musicale. Oltre alle partecipazioni a numerosi festival e stagioni concertistiche internazionali l’ensemble ha al suo attivo varie decine di registrazioni discografiche che sono state più volte premiate dalla critica specializzata con il Diapason d’or, il Premio Vivaldi, Choc de la Musique, Scelta di Amadeus, Preis der Deutschen Schallplattenkritik ed altri.

Sabato 9 ottobre alle ore 17,30 il concerto verrà inoltre ospitato nel programma “Dal Vivo” di Rai Radio 3 Classica.

lunedì 26 luglio 2021

Roma. Nascita di una capitale 1870-1915

Nell’ambito delle iniziative che celebrano i centocinquanta anni dalla proclamazione di Roma Capitale organizzate dalla Sovrintendenza Capitolina, prende il via presso il Museo di Roma, la mostra Roma. Nascita di una capitale 1870-1915. 





Prende il via nelle sale espositive del I piano del Museo di Roma la mostra Roma. Nascita di una capitale 1870-1915. L’esposizione intende presentare, insieme ai grandi eventi che hanno segnato la storia della nuova capitale dal 1870 fino agli anni del primo conflitto mondiale, anche le profonde trasformazioni fisiche del corpo della città, nelle sue strade, piazze, ville e delle sue componenti sociali.

Nel percorso espositivo svolto in un arco temporale che va dalla Breccia di Porta Pia alla Prima Guerra Mondiale, si sviluppano tre principali nuclei tematici raccontati attraverso episodi emblematici che illustrano, insieme agli eventi storici, le trasformazioni urbanistiche e le nuove architetture della nuova Capitale, in dialogo con i mutamenti socio culturali.

Nel racconto, le circa 600 opere tra dipinti, sculture, disegni, grafica, fotografie e materiale documentario provenienti da raccolte pubbliche e private sono poste in continuo dialogo con le suggestive immagini tratte da filmati originali che descrivono Roma nel passaggio tra Otto e Novecento e, a chiusura del percorso, nel momento dei festeggiamenti per la fine del primo conflitto mondiale. Una presenza costante e significativa lungo il percorso è rappresentata dalle immagini fotografiche di straordinaria qualità realizzate dal conte Giuseppe Primoli tra 1888 e 1903, che al valore documentario uniscono quasi un carattere di reportage ante-litteram. Apparati didattici, installazioni immersive, supporti multimediali e video, a volte accompagnati da citazioni di scrittori italiani e stranieri, illustrano i tanti aspetti legati a politica, arte, commercio, industrie nascenti, turismo, sport, vita sociale e mondana che costituirono l’impalcatura su cui costruire l’immagine di una città rivolta alla modernità. 

Al grande dipinto di Michele Cammarano con la Breccia di Porta Pia, che per la sua valenza simbolica apre il percorso espositivo, fanno da contrappunto alcuni fotogrammi del film “La presa di Roma” (1905) di Filoteo Alberini, documento storico presentato per la prima volta in quell’anno sulle mura di Porta Pia e in seguito riproposto in tutte le ricorrenze dell’evento. L’importanza dell’avvenimento e la fortuna della sua iconografia saranno rappresentati da dipinti (Bartolena, Ademollo, Tranzi) e da fotografie originali che ricostruiscono l’evento. Ai ritratti in pittura e scultura dei protagonisti (Cavour, Garibaldi, Mazzini, Vittorio Emanuele) si alternano numerosi dipinti e documenti celebrativi del Plebiscito, di carattere ufficiale e popolare (Luigi Riva, Plebiscito a Roma, Vincenzo Giovannini, Il tricolore agli Orti Farnesiani), che evidenziano la risonanza dell’evento a Roma e nel Regno. 

Attraverso le rappresentazioni planimetriche del territorio urbano e della salubrità dell’aria, viene raccontato anche il drammatico rapporto della neo-capitale con il flagello della povertà e della malaria. Il grande dipinto di Federico Zandomeneghi, I poveri sui gradini della chiesa di San Gregorio al Celio, testimonia lo stato di indigenza e sofferenza di gran parte della popolazione. 

Uno spazio di rilievo è dedicato ad illustrare la stretta relazione esistente fra Roma e il Tevere. Il fiume, via di comunicazione e luogo di scambi commerciali e di svago, è vissuto dagli abitanti anche come costante pericolo legato alle frequentissime e distruttive piene. Le opere esposte (plastico del Porto di Ripetta, dipinti, fotografie e   planimetrie) testimoniano l’ambivalenza e la convivenza tra i due aspetti.

Il visitatore poi ripercorre le trasformazioni urbanistiche della Capitale attraverso l’esposizione di modelli, progetti architettonici e bozzetti decorativi degli edifici più significativi costruiti in quegli anni con una ricca documentazione d’archivio sulla storia delle demolizioni (apertura delle grandi arterie di Via Nazionale e Corso Vittorio Emanuele) e della realizzazione dei monumenti più rappresentativi ed emblematici dell’epopea risorgimentale (Palazzo del Parlamento, Palazzo di Giustizia, Vittoriano).

Accompagnati da frasi di scrittori e intellettuali che hanno riflettuto sugli eventi relativi alla distruzione/costruzione della città (Gabriele D’Annunzio, Ermanno Grimm, Émile Zola), questi grandi cambiamenti mostrano anche la febbrile attività dei cantieri edili, che apriranno lo sguardo anche su nuove tematiche sociali e politiche, dalla presenza operaia e proletaria alla nascita del socialismo.

Oggetto di focus specifici sono la nascita di nuovi quartieri e la trasformazione del Ghetto, con la realizzazione della nuova Sinagoga rappresentata dal modello ligneo del Tempio Maggiore e i bozzetti preparatori per la sua decorazione, provenienti dal Museo Ebraico di Roma che, nel prossimo autunno, inaugurerà a sua volta una mostra dedicata alle celebrazioni di Roma capitale dal titolo 1848-1871. Gli ebrei di Roma tra segregazione ed emancipazione.

Il grande salone del Museo è inoltre dedicato a un’ideale passeggiata attraverso Roma, nella quale vengono proposti numerosi manifesti provenienti dall’importante Collezione Salce di Treviso e una mostra nella mostra, costituita da circa 70 immagini pressoché inedite, dedicata all’attività fotografica del conte Giuseppe Primoli e realizzata in collaborazione con la Fondazione Primoli.

Con l’elezione di Ernesto Nathan a Sindaco di Roma si assiste a una modernizzazione senza precedenti della Capitale (diffusione dell’istruzione, sanità pubblica, pianificazione urbana, infrastrutture, trasporti, illuminazione). In questi anni si sviluppano, inoltre, importanti progetti legati alla scuola (scuole in città, scuole dell’Agro Romano e apertura delle “Case del Bambino” di Maria Montessori) e alla promozione dell’immagine internazionale di Roma con la grande esposizione del cinquantenario dell’Unità d’Italia del 1911.

La mostra si conclude con la sala dedicata allo scoppio della guerra che, con i suoi enormi stravolgimenti politici e sociali, segnerà uno spartiacque cruciale nella storia del Novecento. Alla proiezione di alcuni frammenti tratti dal film “Gloria” con immagini del conflitto e di alcune fotografie di manifestazioni interventiste – accompagnate da una lettura attoriale delle parole di Gabriele D’Annunzio a favore dell’entrata in guerra –, è riservata una sala con un effetto “immersivo”. Concludono l’esposizione alcuni dipinti interventisti di Giacomo Balla, mentre L’ultima veglia di Edoardo Gioja rappresenta simbolicamente con efficace sintesi la fine del conflitto.

La mostra è corredata da un apparato didattico molto accurato e da un catalogo realizzato da De Luca Editori d’Arte che presenta numerosi contributi di storici, archeologi, architetti, storici dell’arte e dello spettacolo. Il catalogo è curato da Federica Pirani, Gloria Raimondi e Flavia Pesci.

In occasione del 150° anniversario della proclamazione di Roma Capitale la Sovrintendenza Capitolina organizza un ciclo di conferenze online in collaborazione con le Biblioteche di Roma e la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea.

martedì 20 luglio 2021

Messa da Requiem, di scena al Teatro dell'Opera di Roma al Circo Massimo, il capolavoro sinfonico-corale di Giuseppe Verdi

La Messa di Requiem di Giuseppe Verdi in programma al Teatro dell'Opera di Roma al Circo Massimo. Per la prima volta a dirigere sul podio dell’Orchestra del Lirico romano sarà il maestro Myung-Whun Chung. Nel cast quattro solisti di rilievo come il soprano Krassimira Stoyanova, il mezzosoprano Daniela Barcellona, il tenore Saimir Pirgu e il basso Michele Pertusi. Alla direzione del Coro il maestro Roberto Gabbiani. Data unica sabato 24 luglio ore 21.




La Messa da Requiem è considerata il capolavoro sinfonico-corale di Giuseppe Verdi. L'opera fu composta sull’onda dell’emozione per la morte di Alessandro Manzoni, poeta amatissimo dal compositore, ed eseguita dallo stesso Verdi per la prima volta nel 1874 per commemorare lo scrittore a un anno dalla scomparsa. Al debutto a Brera ebbe un così grande successo che dopo la prima esecuzione se ne tennero altre tre al Teatro alla Scala.

Nonostante non abbia mai fatto mistero della sua visione atea e orgogliosamente anticlericale, Verdi con il Requiem ha composto un grandioso capolavoro di musica sacra, ricco di sentimenti religiosi e carico di grande spiritualità, che confrontandosi col mistero della morte evoca riflessioni filosofiche sul senso della vita.

Il testo è articolato in sette grandi sezioni: Requiem e Kyrie, il terrificante e reiterato Dies irae, Domine Jesu, Sanctus, Agnus Dei, Lux aeterna, e Libera me che conclude il Requiem con la struggente preghiera “Libera me Domine de morte aeterna”. Come diverse volte citato, la Messa da Requiem consiste principalmente nel Dies irae, col suo incubo michelangiolesco del giudizio finale. E' infatti nel Dies irae che tutto il genere umano stramazza fulminato passando di punto in bianco dal calore d’una vita intensissima al gelo della morte.

giovedì 24 giugno 2021

Festival di Musica Sacra, …e quindi uscimmo a riveder le stelle: al via a Cortona la manifestazione che fonde arte, musica, cultura e fede religiosa

Torna con la 17^ edizione il Festival di Musica Sacra. La manifestazione sarà di scena a Cortona  al Teatro Signorelli. In evidenza “La grande polifonia e la grande poesia nei centenari della morte di Josquin Desprez e di Dante Alighieri" con il Coro Musicanova di Fabrizio Barchi.




…e quindi uscimmo a riveder le stelle. Di scena a Cortona dal 26 giugno al 4 luglio 2021 la 17^ edizione del Festival di Musica Sacra con sei incontri al Teatro Signorelli. La manifestazione che si tiene ogni anno dal 2004 nel mese di luglio è organizzata dall’Associazione Cortona Cristiana seguendo un ideale di fusione tra arte, musica, cultura e fede religiosa. 

Il Festival rappresenta un momento di alta spiritualità e interiorità per elevare la dignità della persona ascoltando ottima musica sacra, liturgica e religiosa. Concerti di cori e orchestre da camera, concerti di organo e canti gregoriani si alternano a rappresentazioni teatrali a sfondo religioso, a conferenze e mostre fotografiche. Vengono organizzati anche eventi speciali durante il Festival, come corsi di approccio al canto liturgico e allo studio specifico delle tecniche e delle melodie del canto gregoriano e momenti di preghiera all’interno dei monasteri cittadini.

A fare da sfondo ai vari eventi alcune tra le chiese cittadine più prestigiose e suggestive, come la Chiesa di San Domenico, la Basilica di Santa Margherita, la Chiesa di San Francesco, il Duomo e l’Eremo delle Celle.

Come anticipato metto in evidenza, per quanti come noi, amanti del canto corale, l'appuntamento con “La grande polifonia e la grande poesia nei centenari della morte di Josquin Desprez e di Dante Alighieri“ il 29 giugno, con il Coro Musicanova diretto da Fabrizio Barchi; il maestro, sempre impegnato sul fronte della diffusione della coralità tra i giovani, non ha bisogno di presentazioni. 

La grande polifonia di Josquin Desprez, uno tra i più grandi musicisti del Rinascimento e l’innovatore principale del linguaggio musicale dell’epoca, si fonderà con la poetica del Sommo Poeta proprio in occasione del centenario della loro morte. Desprez fu per la sua epoca un grande innovatore. Nella sua opera infatti la relazione stretta tra musica e significati testuali dà origine a un sentire del tutto nuovo, vicino alle più profonde necessità dell’Uomo quanto all’incommensurabilità del mistero spirituale.

Il Coro Musicanova, esordisce nel 1990, caratterizzandosi per una scelta molto varia del repertorio che, pur privilegiando musica rinascimentale e contemporanea, propone in concerto generi che spaziano dal medioevo alla musica pop. L’attività concertistica ha portato il coro ad esibirsi, oltre che in Italia, in Danimarca, Finlandia, Grecia, Polonia, Spagna, Svezia e Ungheria, ottenendo riconoscimenti e premi in alcuni fra i più importanti Concorsi Internazionali corali, Tours (FR), Maribor (SL), Marktoberdorf (D), Cork (IR), Gorizia ed Arezzo. Il gruppo ha dedicato alla musica popolare uno studio mirato dal quale è nato lo spettacolo “Roma che in… canta” originale rappresentazione frutto della commistione fra musica corale e teatro. In qualità di rappresentante della coralità regionale, ha presentato questo spettacolo all’EXPO di Milano 2015. Il Coro Musicanova ha realizzato diversi progetti di notevole valore artistico quali il concerto di apertura al XXIV Concorso Internazionale di Verona, l’esecuzione del Requiem di Mozart e del Requiem di John Rutter e l’invito alla XXX edizione del festival internazionale Voci d’Europa di Porto Torres in Sardegna. Da menzionare l’esibizione per l’Unicef del 2015 presso le Terme di Caracalla insieme ad artisti internazionali quali Josè Carreras e Carly Paoli e sempre con Carly Paoli e Andrea Bocelli al Foro Romano per il concerto “Music for Mercy” (diretta RAI 1, luglio 2016). Nel 2017 si esibisce come ospite nell’ambito della 65° edizione del Concorso Polifonico internazionale Guido d’Arezzo, una delle manifestazioni corali più prestigiose d’Europa.


Il programma del festival

26 giugno

Ore 21.15 – Teatro Signorelli

Simone Cristicchi – “Abbi cura di me”

con Simone Cristicchi

28 giugno

Ore 21.15 – Teatro Signorelli

“L’urlo dell’africanità“

concerto jazz

Lisa Manara voce

Aldo Betto chitarra,

Federico Squassabbia tastiere,

Youssef Ait Bouazza batteria

La musica di Miriam Makeba l’intramontabile “Mama Africa”

29 giugno

Ore 21.15 – Teatro Signorelli

“La grande polifonia e la grande poesia nei centenari della morte di Josquin Desprez e di Dante Alighieri“

Coro Musicanova

Direttore Fabrizio Barchi

1 luglio

Ore 21.15 – Teatro Signorelli

Il Quartetto Hubay

Stefano Rondoni, Damiano Babbini, Sayako Obori, Ermanno Vallini

F. J. Haydn

Quartetto Op. 76 n.2

Le ultime sette parole di Cristo

Quartetto Op. 51

2 luglio

Ore 21.15 – Teatro Signorelli

“Tolle Lege“

Oratorio ispirato a Sant’Agostino

Musica e testi di Marcello Bronzetti

con Fabio Fois, Laura Ferrari, Lamberto Allegritti, Fatima Lucarini, Chiara Tettoni

Coro Fideles et Amati

Direttore Tina Vasaturo

3 luglio

Ore 10,30 – Piazza Garibaldi (Carbonaia)

Cerimonia di intitolazione delle scale mobili a Spartaco Lucarini

Ore 11,00 – Teatro Signorelli

Ricordo di Spartaco Lucarini

Ore 22.15 – Teatro Signorelli

“L’amor che move il sole e l’altre stelle…“

brani tratti da “La Divina Commedia Opera Musical”

Musica di Marco Frisina

Testo di Gianmario Pagano dall’opera di Dante

con Antonello Angiolillo, Myriam Somma, Andrea Ortis, Noemi Smorra, Francesco Iaia

Orchestra Fideles et Amati

Direttore Marco Frisina

4 luglio

Ore 10.30 – Eremo delle Celle

Santa Messa di chiusura del Festival

Gli spettacoli avverranno nel rispetto delle norme di sicurezza

È necessaria la prenotazione al n° 0575 637274 (Infopoint Cortona)

Per maggiori informazioni sul calendario degli eventi organizzati e su come contattare l’Associazione Cortona Cristiana, consultate il sito www.cortonacristiana.it

mercoledì 16 giugno 2021

Premio Urania 2021: pubblica il tuo romanzo di fantascienza nella storica collana Mondadori

Urania Mondadori bandisce la nuova edizione del premio Urania per il miglior romanzo di fantascienza italiano inedito. La partecipazione al concorso è totalmente gratuita. L'opera giudicata maggiormente meritevole dalla giuria verrà pubblicata nel 2022 nella collana Urania. Data di scadenza fissata per l'invio dei romanzi al 30 novembre 2021.




Abito azzurro, corona di stelle e un globo tra le mani, messo lì per rimirarlo e misurarlo. Urania, la musa del cielo e dell'astronomia, figlia di Zeus e Mnemosine, viene spesso raffigurata con lo sguardo rivolto verso un cielo senza limiti. A questi stessi spazi immensi guardavano anche coloro che inventarono Urania, la collana di fantascienza Mondadori nata nel 1952. Concepita inizialmente come rivista e collana di narrativa fantascientifica Urania nel tempo si è affermata come la più nota e longeva collana di fantascienza della storia editoriale italiana sfidando un contesto che relegava questo genere tra gli scaffali della "letteratura per ragazzi". Oggi la fantascienza (dall'inglese science-fiction, abbreviata in sci-fi) è invece a merito un genere letterario considerato universale e di tutto rispetto che si è riconquistato uno spazio di prestigio nel panorama nazionale della letteratura.

Urania ha dato vita a una delle collane editoriali più amate dai lettori italiani, imponendosi come collana cult dalla inconfondibile veste grafica (celebrata tra gli altri anche da Michele Mari nel suo racconto intitolato Le copertine di Urania) che ha ospitato in catalogo autori di spessore internazionale quali Isaac Asimov, Arthur Clarke, J.G. Ballard, Philip K. Dick, George R.R. Martin e che ha lanciato sul panorama letterario autori italiani come Valerio Evangelisti e Francesco Verso.

Insomma, per qualunque amante italiano della fantascienza, Urania non si discute, anzi si ammira senza condizioni, anche perché, ogni anno, dà la possibilità ad autori e autrici esordienti di pubblicare il proprio romanzo di fantascienza nel suo catalogo. Come? Con il Premio Urania, iniziativa bandita anche quest'anno per la gioia di tutti gli appassionati nazionali di sci-fi.

Partecipare è facile: basta inviare alla redazione un romanzo a contenuto fantascientifico in lingua italiana, inedito, di lunghezza compresa tra 200 e 300 cartelle.

Per tutte le ulteriori informazioni necessarie alla partecipazione visitate la pagina web dedicata.

Ostia Antica Festival 2021. La caduta di Troia con Massimo Popolizio

Massimo Popolizio interpreta La caduta di Troia nell'ambito dell'Ostia Antica Festival - Il Mito e il Sogno. La rassegna alla sua se...