giovedì 13 gennaio 2022

Concerti, Esplorando Schubert: il Quartetto Cremona di scena alla Sapienza apre la seconda parte della stagione 2021-2022

Esplorando Schubert, il Quartetto Cremona apre la seconda parte della stagione 2021-2022 de I concerti all'aula magna a cura dell'Istituzione Universitaria dei Concerti. In programma martedì 18 gennaio ore 20.30.




Ospite della IUC in esclusiva su Roma da molti anni, dopo i cicli su Beethoven e Mozart il Quartetto di Cremona ha il compito di aprire questa seconda parte di stagione il 18 gennaio 2022 con un nuovo percorso dal titolo Esplorando Schubert.  Il ciclo, in due concerti, si concluderà a novembre 2022 con “La Morte e la fanciulla” e il Quintetto per archi D 956, con la partecipazione del violoncellista Eckart Runge.

“Siamo felici di tornare alla IUC a suonare una bellissima integrale in miniatura, che prevede l’esecuzione delle ultime opere cameristiche per archi di Franz Schubert.  – ci racconta il Quartetto di Cremona – “Dopo aver proposto le grandi integrali di Beethoven e Mozart, abbiamo avvertito la necessità di tornare a confrontarci con uno degli autori che ha maggiormente contribuito alla nostra formazione musicale, che più ci ha trasmesso negli anni e con il quale, pur avendo sempre avuto un grande feeling, sentiamo ora una vicinanza ancora più stretta. A nostro parere, ciò che maggiormente caratterizza la musica di Schubert è l’elemento autobiografico. La fragilità fisica, la spiccata sensibilità e il timoroso rispetto di Schubert nei confronti del contemporaneo Beethoven traspaiono dalle sue note definendone il carattere e mettendo quasi in secondo piano un’abilità tecnico-compositiva di prim’ordine. Se da “Rosamunda” al Quartetto in Sol maggiore, passando per “La morte e la fanciulla”, l’ascoltatore intraprende un viaggio tra sentimenti talvolta delicati e privati, contrastanti e definitivi talaltre, con il Quintetto in do maggiore si raggiunge il capolavoro che tutto include. Il Quintetto, che avremo il piacere di suonare con il violoncellista e amico Eckart Runge, crea il momento che rende l’esecutore ascoltatore a sua volta: insieme al pubblico assiste ad un racconto bellissimo in cui il passo dall’abisso al sublime è brevissimo”.

Fin dalla propria fondazione nel 2000, il Quartetto di Cremona si è affermato come una delle realtà cameristiche più interessanti a livello internazionale ed è regolarmente invitato ad esibirsi nei principali festival e rassegne musicali in Europa, Sudamerica, Stati Uniti e in Estremo Oriente, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e critica.

Nel 2020 il Quartetto di Cremona ha festeggiato i suoi primi vent’anni di carriera, un traguardo per il quale sono stati ideati progetti concertistici e discografici, sviluppati nel corso di stagioni consecutive. Nonostante l’emergenza pandemica, nella stagione 20/21 l’ensemble ha debuttato al Rudolfinum di Praga, alla CRR Concert Hall di Istanbul e si è esibito in Germania, Francia, Scandinavia, oltre che presso le maggiori società concertistiche italiane. Nella stagione 21/22, terrà concerti a Milano, Roma, Napoli, Madrid, Linz, Montreal, Houston, e farà il proprio debutto alla Chamber Music Society del Lincoln Center di New York e al Festival Internazionale di Kuhmo (Finlandia).

In campo discografico, a novembre 2020 è uscito “Italian Postcards” (Avie Records), un omaggio musicale al nostro paese attraverso pagine di Mozart, Wolf, Čajkovskij e una nuova composizione di Nimrod Borenstein. Nella primavera 2019, con la partecipazione del violoncellista Eckart Runge, è uscito un doppio CD dedicato a Schubert, mentre nel 2018 si è conclusa la pubblicazione dell’integrale dei Quartetti di Beethoven (Audite), che ha ottenuto prestigiosi premi discografici ed importanti riconoscimenti dalla critica specializzata.

Dall’autunno 2011 l’ensemble è titolare della cattedra del “Corso di Alto Perfezionamento per Quartetto d’Archi” presso l’Accademia Walter Stauffer di Cremona, città da cui nel 2015 è stato insignito della cittadinanza onoraria.

Particolarmente attento alla formazione e al sostegno dei giovani musicisti, il Quartetto di Cremona è regolarmente invitato a tenere masterclass in Europa, Nord e Sud America, Asia ed è tra i partner de “Le Dimore del Quartetto”.

L’ensemble è anche testimonial per Thomastik Infeld Strings e del progetto internazionale “Friends of Stradivari”, grazie al quale è stato il primo quartetto italiano a suonare per un tempo prolungato il “Paganini Quartet” di Antonio Stradivari, in prestito dalla Nippon Music Foundation (Tokio).

Esplorando Schubert

1° concerto

Schubert Quartetto in la minore op. 29 D 804 “Rosamunde”

Quartetto in sol maggiore op. 161 D 887

Il ciclo proseguirà nella stagione 2022-2023

QUARTETTO DI CREMONA

Cristiano Gualco

violino Nicola Amati, Cremona 1640

Paolo Andreoli

violino Paolo Antonio Testore, Milano ca. 1758 (Kulturfonds Peter Eckes)

Simone Gramaglia

viola Gioachino Torazzi, ca. 1680 (Kulturfonds Peter Eckes)

Giovanni Scaglione

violoncello Dom Nicola Amati, Bologna 1712 (Kulturfonds Peter Eckes)

martedì 4 gennaio 2022

Ricerca e sostenibilità, dai boschi del Cilento la biomattonella che punta a sostituire la plastica

Una nuova biomattonella italiana può rimpiazzare il polistirolo e la plastica. Dal packaging all’edilizia, il progetto della startup Service Biotech utilizza i materiali di scarto di attività agricole e boschive.




Innovazione, sostenibilità, economia circolare, riciclo, impatto ambientale zero: il dizionario del nostro presente ‘verde’ si si arricchisce di una nuova voce, grazie al lavoro di due ricercatori campani, Salvatore Del Prete e Daniela Marasco, fondatori della start up campana Service Biotech.

Con la loro ‘biomattonella’, i due ricercatori hanno vinto la selezione di BioInItaly e del Bravo Innovation Hub, l’acceleratore per il sud Italia di Invitalia, e sono stati selezionati anche da Future Food Institute e da Tree Opinno per presentare la loro soluzione a investitori e venture capital sono pronti a puntare sullo sviluppo sostenibile e sulle nuove biotecnologie.

La ‘biomattonella’

Nessun prodotto è veramente a “fine vita” ma è sempre possibile reinserirlo in un ciclo biologico, soprattutto quando è stato progettato perché ciò possa accadere. La “biomattonella”, come già accaduto in passato per altri prodotti simili (es i materiali da costruzione di Rice House, o K-Briq, dell’azienda scozzese Kenoteq, ricavato dai materiali di scarto proprio della stessa industria edile) è un packaging ecosostenibile ottenuto dagli scarti della filiera agro industriale e boschiva, sostitutivo del polistirolo e dei packaging in plastica.

Il prodotto finale, la ‘biomattonella’ totalmente plastic free e a sua volta capace di rientrare nel ciclo biologico, è applicabile in diversi ambiti industriali tra i quali spicca senza dubbio quello del packaging per prodotti agroalimentari.

La produzione della ‘biomattonella’ ha costi contenuti e non necessita di impianti industriali complessi. I risultati della sperimentazione hanno registrato una risposta fortemente adattiva del materiale finale, in linea con l’approccio del design rigenerativo ed eco tecnologico, ossia fortemente connesso alle esigenze collettive di recuperare la dialettica tra natura, ambiente, benessere ed essere umano.

Gli impieghi della ‘biomattonella’

Una volta in commercio, la ‘biomattonella’ potrà essere usata nei più disparati usi, dal packaging per prodotti agroalimentari all’edilizia. Può sostituire la plastica nei packaging ma, essendo anche capace di ottime performance isolanti, sia acustiche che termiche, può essere usata anche nelle costruzioni, come pannello isolante nelle case o come mattonella calpestabile. 

Biomattonella: una progettazione ‘partecipata’

La biomattonella di Service Biotech è totalmente «made in Campania»: frutto dell’ingegno della startup salernitana Service Biotech, e della consulenza del gruppo di ricerca Zeb twd Zeeb (Zero Energy Building towards Zero Emobodied Energy Building) nato per iniziativa di Antonella Violano, docente del dipartimento di Architettura e Disegno industriale dell’università Luigi Vanvitelli di Napoli.

La materia prima – materiali di scarto dell’attività agricola e boschiva, prodotti del sottobosco del monte Cervati, nell’alto Cilento – sono stati resi disponibili dal piccolo comune di Piaggine, che da questa collaborazione con l’Universita Vanvitelli e con Service Biotech cerca di individuare risvolti formativi e occupazionali per i suoi residenti.

Next step: il brevetto

Service Biotech ha presentato domanda di brevetti. Di particolare importanza quello per il “core”, la struttura interna centrale, ottenuta dal macchiatico negativo che è un residuo boschivo, fibro-rinforzato da funghi inattivati, e ricoperta da bio plastica con un bassissimo contenuto di glicerolo.

martedì 28 dicembre 2021

Napoleone. Nel nome dell'arte. Stasera su Rai5 il documentario con Jeremy Irons

Rai5 trasmette stasera il documentario Napoleone. Nel nome dell'arte con la guida eccezionale del Premio Oscar  Jeremy Irons. Un racconto che mette in risalto come la passione del Bonaparte - talvolta l'ossessione del Bonaparte - per l'arte e il sapere, abbia cambiato il volto della cultura moderna. Diretto da Giovanni Piscaglia con la colonna sonora originale del compositore e pianista Remo Anzovino il film è stato prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in partnership con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia. 




Napoleone. Nel nome dell'arte, un documentario eccezionale che ci farà entrare nella mente del grande generale fondatore del primo impero francese; nelle sue predilezioni letterarie, nella sua psicologia, nella sua passione smodata per l'affermazione di sé, che tanto ha ispirato uomini di potere, intellettuali, dittatori nel corso dei secoli successivi. Dalla nascita di scuole, biblioteche e musei pubblici (tra cui Brera e il Louvre) alla fondazione dell'egittologia grazie alla campagna d'Egitto, dalle straordinarie scoperte archeologiche alle spoliazioni di opere d'arte, sino ad arrivare ai dipinti e alle sculture a lui dedicate si dipana un viaggio il cui punto di partenza sarà Milano, città che Napoleone scelse come capitale del Regno d'Italia da lui creato, che avrà sempre con l'imperatore un rapporto di speciale affinità, tanto da ospitarne anche l'incoronazione del 1805. Così, per la prima volta da allora, ascolteremo le musiche originali composte appositamente per la cerimonia e solo di recente riscoperte nell'archivio del Conservatorio di Milano.

Durante “l’angosciosa deriva di Sant’Elena”, prima della morte, Napoleone pensava – leggiamo nelle memorie – che i posteri lo avrebbero ammirato non solo per le battaglie, ma per avere portato al popolo cultura e bellezza, creando la scuola pubblica e l’idea moderna di museo universale. È a partire da questo aspetto della sua esistenza che nasce Napoleone. Nel nome dell'arte, con la guida eccezionale del Premio Oscar Jeremy Irons, in programma questa sera su Rai5.

Scrittore mancato, lettore compulsivo, ammiratore dell’arte e della sua forza di comunicazione, Napoleone fu spinto alle sue imprese dalla brama di potere e di gloria, ma anche dal bisogno di conoscenza e dall’ambizione di associare la sua immagine alle grandi civiltà del passato. Durante le campagne militari, promosse ricerche, colossali furti di opere e scavi archeologici, soprattutto in Italia e in Egitto, da cui nacquero scoperte come quella della Stele di Rosetta e la fondazione dei primi musei pubblici del mondo: il Louvre di Parigi e, sul suo esempio, la Pinacoteca di Brera di Milano. Mente infaticabile, memoria prodigiosa, appassionato di ogni disciplina, Napoleone (1769-1821) trasformò il suo naturale senso di superiorità in istinto paterno: i cittadini dell’Impero erano per lui figli da educare, con i dipinti, le sculture, la musica, il teatro. Nei territori conquistati portò riforme scolastiche, rivoluzioni architettoniche e urbanistiche e un nuovo modo di intendere il classicismo: lo Stile Impero, di cui parte integrante è la figura del sovrano, effigiato in busti di marmo, monete e tabacchiere, oppure solo citato attraverso la celebre N. 

Punto di partenza del film è l’incoronazione di Napoleone a re d’Italia nel Duomo di Milano il 26 maggio 1805: un momento che sottolinea lo stringente legame col mondo greco-romano, con quello rinascimentale e persino con l’eredità longobarda, rappresentata dalla Corona Ferrea che Napoleone volle indossare al culmine della cerimonia. Inoltre, per la prima volta da allora, è stato fatto trascrivere, orchestrare ed eseguire in Duomo il Te Deum di Francesco Pollini, che fu composto e suonato per l’incoronazione e che è stato solo recentemente ritrovato dalla docente del Conservatorio di Milano Licia Sirch tra le carte dell’Archivio di Stato: nel film lo vediamo eseguito in prova generale presso la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale e poi nella cattedrale di Milano dall’Orchestra Fondazione “I Pomeriggi Musicali”, diretta da Marco Pace, con il mezzosoprano Giuseppina Bridelli. Per l’occasione seguiremo anche il restauro del manto indossato quel giorno da Napoleone e degli oggetti cerimoniali che lo accompagnavano, preziosa opera di recupero legata al progetto Restituzioni di Intesa Sanpaolo.

Milano, scelta come prima capitale del regno d’Italia, città di forti simpatie napoleoniche, è luogo fondamentale del film. Dalla Biblioteca Nazionale Braidense – con il manoscritto autografo de Il cinque maggio di Manzoni e i volumi della Description de l’Egypte – alla Pinacoteca di Brera, uno dei fulcri della narrazione. Se infatti, a partire dalla campagna d’Italia, la penisola fu oggetto di meticolose spoliazioni di opere d’arte, è vero che con Brera venne fondato il primo “museo universale” italiano, un “piccolo Louvre” dove converge il meglio della produzione italiana. Se Milano fu centro di ricezione e smistamento di opere, Roma fu certamente luogo privilegiato di “estrazione”, nonché portale attraverso cui riconnettersi ai miti di Alessandro Magno, Augusto e Adriano. Dal Museo Pio Clementino e dai Musei Capitolini, il film racconta l’odissea delle opere partite per Parigi e tornate a casa, in silenzio, di notte, nel 1816, grazie all’impegno di Canova. Si tratta di alcune delle opere più importanti della tradizione occidentale: l’Apollo del Belvedere, il Laocoonte, il Galata morente e anche il Bruto capitolino, divenuto a Parigi icona di libertà repubblicana e lotta tirannicida e portato in trionfo nei cortei che celebravano la morte di Robespierre. Nelle sale del Louvre possiamo approfondire i criteri scientifici ed enciclopedici con cui era organizzata l’esposizione delle opere e ammirare l’incoronazione di Napoleone e Giuseppina di Beauharnais il 2 dicembre 1804, in Notre-Dame, opera monumentale di Jacques-Louis David. Una parentesi toscana conduce poi lo spettatore a San Miniato, luogo d’origine dei Bonaparte, e all’Isola d’Elba, dove i libri che l’Imperatore portò con sé nell’esilio permettono di parlare del suo amore ossessivo per la lettura, della sua memoria eccezionale. 

Per comprendere appieno la figura del Bonaparte, il film raccoglie gli interventi di: Luigi Mascilli Migliorini, Storico, Università di Napoli e Direttore della rivista italiana di studi napoleonici; Salvatore Settis, Archeologo, storico dell’arte e Presidente del Consiglio Scientifico del Louvre; James Bradburne, Direttore Pinacoteca di Brera; Ilaria Sgarbozza, Storica dell’arte; Ernesto Ferrero, Scrittore, autore del romanzo “N”, premio Strega 2000; Cynthia Saltzman, Storica dell’arte e scrittrice; Jean-Luc Martinez, Presidente-Direttore Museo del Louvre; Assem El-Dessouki, Storico dell’Egitto Moderno; Aude Semat, Dipartimento di Arte Egizia, Metropolitan Museum, New York; Alberto Antonio Banti, Storico, Università di Pisa; Charles Bonaparte, ultimo discendente della famiglia Bonaparte; Peter Hicks, Storico, Fondation Napoléon; Chantal Prévot, Storica, Fondation Napoleon; Christophe Beyeler, Conservatore capo Musée Napoléon Ier, Fontainebleau; Marco Pupillo, Curatore Museo Napoleonico di Roma; Marco Belpoliti, Scrittore; Lucia Miazzo, Restauratrice; Vittorio Lingiardi, Psicoanalista; Benedetto Luigi Compagnoni, Direttore Archivio di Stato Milano; Adriàn Almoguera, Storico dell’architettura; Giuseppe Massimo Battaglini, Storico.

lunedì 27 dicembre 2021

Jephte, Plorate filii Israel: il sublime Lamento del capolavoro di Giacomo Carissimi

Jephte è l'oratorio a sei voci, strumenti e basso continuo dell'illustre compositore Giacomo Carissimi. Di eccezionale impatto visivo è l'episodio del Lamento, il Plorate filii Israel, senza dubbio la parte più sublime ed ammirata dell'intero brano. 

Giovanni Antonio Pellegrini, Ritorno di  Jephte raffigurato con la figlia che lo accoglie con il suo tamburello, 1700-1725 circa


Giacomo Carissimi, musicista fra i maggiori esponenti della scuola romana, riveste fondamentale importanza nel panorama musicale europeo. Le sue linee melodiche hanno tracciato nuovi orizzonti, conferito al canto movimento, varietà e grazia, creando un “unicum” tra musica e azione drammatica; l’oratorio “Jephte” è uno dei grandi capolavori di questo genere e il Plorate filii Israel del coro conclusivo è senza dubbio il brano più ammirato, tanto che Haendel ne rimase così impressionato da prenderne a prestito parecchi elementi per il coro del proprio Samson. 

La bellezza del Lamento, anch'esso suddiviso in sezioni, risiede molto nell'aspetto fonetico. La linea melodica é relativamente secondaria. Sono le insistite dissonanze di cui è irto l’accenno di fugato sulle parole “in carmine doloris”, il clima emotivo, lo sfasamento delle voci, le ripetizioni, i passaggi di una parola da una voce all'altra, i passaggi dinamici del piano al forte e viceversa, la tensione continua sulle singole note a caratterizzare di fatto il Plorate filii Israel, fino alla calma e lenta cadenza finale. Tanto le dissonanze quanto il lavorìo polifonico che anima le sezioni successive appaiono tuttavia l’emblema di un’angoscia per la quale, in termini solamente umani, non è possibile né razionale spiegazione né durevole conforto. 

Carissimi, che fu maestro della cappella alla Basilica di Sant’Apollinare a Roma dal 1630 alla sua morte, è determinante nella definizione e nell’evoluzione della forma musicale dell’oratorio in lingua latina, ovvero la partitura musicata di un testo sacro (non liturgico). Della sua vastissima produzione musicale fanno parte, oltre agli oratori, mottetti sacri, messe, cantate profane e da chiesa, e molte composizioni per organo. Carissimi è uno dei maestri che più ha contribuito a perfezionare le forme della cantata; è tra i primi a rendere più leggero il basso continuo, dandogli movimento e varietà di forme. La sua musica, ricca di madrigalismi, talvolta ricorda lo stile concitato di Monteverdi. La strumentazione di solito è essenziale: organo, o cembalo e tiorba, strumento musicale a corde pizzicate, della famiglia dei liuti (detto anche chitarrone), con eventuale rinforzo di violone o viola da gamba, per l’esecuzione del basso continuo; per la parte concertante intervengono fiati e archi.

Jephte sembra sia stato composto intorno al 1649, o poco prima. Secondo la prassi a quel tempo usuale, l’autore ricavò il testo dell’“Historia di Jephte”, che si suppone essere stato composto intorno al 1649, tagliando e interpolando liberamente la Vulgata e, come in tutti i suoi oratori latini, la struttura appare progettata a campata unica delineata in tre tableaux (la battaglia – le celebrazioni per la vittoria – i lamenti). A ciascuna di queste corrisponde un diverso carattere musicale, secondo una retorica largamente condivisa all’epoca: i cambi di tonalità da maggiore a minore e viceversa, l’uso di pause in funzione espressiva, il prolungarsi al canto di note dissonanti con il basso continuo, l’uso di intervalli aspri, per lo più diminuiti, e tritoni.

È un’opera profondamente unitaria in cui la recitazione gioca un ruolo decisivo; ed è proprio questa profonda compenetrazione tra musica e azione drammatica a renderlo un capolavoro.

In rete non sono molte le esecuzioni del Plorate filii Israel dell'Historia de Jephte, tra queste le più ammirevoli sono quelle del The University Baroque Ensemble and The Collegiate Choir, degli English Baroque Soloists, dei Cantus Cölln e del Coro Città di Roma, sotto la direzione del maestro Mauro Marchetti nell'ambito della Sagra Musicale Umbra del 2005.

Il Sogno del Podio, professione direttore d'orchestra: al via su Rai5 la competizione per entrare nella leggendaria London Symphony Orchestra

Andrà in onda su Rai5 la nuova edizione del docu/talent il Sogno del Podio. Venti giovani direttori di orchestra inseguiranno il sogno di vincere la competizione per poter lavorare per un anno come “Assistente Direttore” nella leggendaria London Symphony Orchestra. 




Condotta da Milly Carlucci, di scena su Rai5 mercoledì 29 e giovedì 30 dicembre la nuova edizione del docu/talent il Sogno del Podio, la competizione per entrare nella leggendaria London Symphony Orchestra. Venti giovani direttori di orchestra si sfideranno per un ruolo che darebbe loro la possibilità di cambiare per sempre la loro vita.

La Competizione, patrocinata dal Principe Carlo, si svolge ogni due anni dal 1990 nelle prestigiose locations della “Guildhall School of Music and Drama” di Londra (1° e 2° round) e il “Barbican Centre” (finale) ed ha lanciato direttori d’orchestra di fama internazionale.

Quest’anno, a causa delle restrizioni COVID, i primi due round e la finale avranno luogo tutti nella Hall di St Luke, sede operativa di LSO. Altra grande novità, i concorrenti dovranno dirigere la London Symphony Orchestra sin dal 1°round.

A giudicarli ci sarà una Giuria internazionale composta da grandi direttori d’Orchestra. I 20 selezionati dovranno preparare un ampio repertorio di brani scelti dalla Giuria tra i quali saranno sorteggiati quelli che ognuno di loro dovrà eseguire.

Durante lo svolgimento delle puntate scopriremo le loro storie personali anche attraverso filmati girati nelle loro città di provenienza. Tante storie diverse, tutte con al centro la determinazione, il talento e la passione.

Nelle prime due puntate la metà dei concorrenti sarà eliminata, nella terza, i 10 rimasti si esibiranno con nuovi pezzi di repertorio e alla fine ne rimarranno solo tre che si contenderanno la vittoria finale.

Nella quarta ed ultima puntata la sfida fra i tre finalisti decreterà il vincitore che conquisterà i 15.000 pounds del premio, oltre al contratto di un anno come Assistant Conductor di LSO.

PUNTATA 1 – Primo round, parte I

Dirigere un’orchestra è un mestiere complesso, affascinante, anche misterioso. Serve molta esperienza, che per un giovane direttore può essere difficile acquisire. Per questo a Londra la Donatella Flick Conducting Competition riunisce periodicamente 20 giovani candidati di passaporto europeo, accumunati dal sogno di vincere l’ambito premio: diventare, per un anno, assistente del direttore della London Symphony Orchestra.

In questa puntata la conduttrice Milly Carlucci racconta l’avventura londinese dei primi 10 concorrenti, ciascuno con una sua storia, un suo stile, un suo modo di stare sul podio del direttore d’orchestra. Di questi, solo 5 passeranno in semifinale ma tutti hanno la possibilità straordinaria di dirigere la London Symphony fin da questo primo round, che si gioca su un repertorio davvero eccezionale: l’Idillio di Sigfrido di Wagner, la Sinfonia n.86 di Haydn e la Sinfonia n.8 di Beethoven.

Con i consigli del Maestro Antonio Pappano e del Maestro Carlo Rizzi, e con la testimonianza della fondatrice della Competition Donatella Flick, si esplora il mondo della musica classica sinfonica, il suo backstage, le sue regole e i suoi meccanismi.

PUNTATA 2 – Primo round, parte II

L’Idillio di Sigfrido di Wagner, la Sinfonia n.86 di Haydn e la Sinfonia n.8 di Beethoven: questo il repertorio che, dal podio di fronte alla straordinaria London Symphony Orchestra, i giovani direttori d’orchestra dovranno dirigere nella seconda parte del primo round Donatella Flick Conducting Competition.

Di 10 dei 20 ragazzi partecipanti abbiamo già conosciuto la storia personale e visto le performance nella prima puntata. Ora tocca agli altri 10 concorrenti, come sempre presentati da Milly Carlucci, con 10 vite, 10 stili, 10 modi di dirigere anche molto diversi, ma tutti accumunati da un unico sogno: vincere la Competition e diventare assistente del direttore della London Symphony Orchestra per un anno.

Tra gli ospiti di puntata: il Maestro Antonio Pappano, il Maestro Carlo Rizzi e il Presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Michele Dall’Ongaro.

PUNTATA 3 – Secondo round, semifinale

Milly Carlucci conduce la semifinale della Donatella Flick Conducting Competition, in cui 10 concorrenti salgono sul podio della leggendaria London Symphony Orchestra per sfidarsi su un repertorio che comprende il Concerto per violoncello e orchestra, Op. 129 di Schumann, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 24 di Mozart e il Tryst di MacMillan.

Dei concorrenti di puntata, solo in tre avranno il privilegio di andare in finale, e provare ad aggiudicarsi il premio finale: un anno da assistente del direttore della London Symphony. Tra gli ospiti di puntata: il Maestro Antonio Pappano, il maestro Carlo Rizzi, la fondatrice della Competition Donatella Flick e il direttore e compositore James MacMillan, autore di uno dei brani del repertorio della semifinale e membro della prestigiosa giuria.

PUNTATA 4 - Finale

La finale della Donatella Flick Conducting Competition 2021. I tre finalisti dirigono la London Symphony Orchestra in un ultimo, maestoso concerto. In repertorio: il Nabucco di Verdi, le Variazioni Sant’Antonio di Brahms e le Danze Slave di Dvořák.

Milly Carlucci ripercorre le storie, le esperienze, i progetti e le speranze personali e professionali dei tre finalisti, e la loro avventura nella Competition. Un lungo percorso di vita e di mestiere che li ha portati fin qui, alla finale, a contendersi il premio finale: il posto da assistente del direttore della London Symphony Orchestra, per un anno intero. Chi vincerà? Chi coronerà… il sogno del podio?

Tra gli ospiti di puntata, a spiegare i meccanismi della direzione d’orchestra, il Maestro Antonio Pappano, il Maestro Carlo Rizzi e Donatella Flick, fondatrice della Competition.

mercoledì 22 dicembre 2021

Ricerca e innovazione, creati dispositivi elettronici con materiali stampati 2D

Uno studio guidato da ricercatori del Politecnico di Torino e dell’Imperial College London, rivela i meccanismi fisici responsabili del trasporto di elettricità in materiali bidimensionali (2D) stampati.




“Charge transport mechanisms in inkjet-printed thin-film transistors based on two-dimensional materials”: questo il titolo dello studio pubblicato su Nature Electronics e guidato da ricercatori del Politecnico di Torino e dell’Imperial College London, che ha identificato le proprietà dei film stampati di materiali 2D, al fine di realizzare dispositivi elettronici su misura, permettendo una progettazione razionale di una nuova classe di dispositivi elettronici flessibili ad alte prestazioni.

I chip di silicio sono i componenti di base che supportano la maggior parte dell’elettronica moderna, dai contapassi sportivi agli smartphone. Tuttavia, la loro natura rigida ne limita l’utilizzo nel campo dell’elettronica flessibile. I materiali 2D, costituiti da strati di spessore monoatomico, possono essere dispersi in soluzione e utilizzati per realizzare inchiostri stampabili, con i quali produrre film ultra-sottili che risultano estremamente flessibili, semi-trasparenti e con proprietà elettroniche innovative.

Si apre dunque la possibilità di progettare nuovi tipi di dispositivi, che possono essere integrati in materiali flessibili e deformabili, come i vestiti, la carta, o persino i tessuti del corpo umano.

In precedenza sono stati realizzati diversi dispositivi elettronici flessibili a partire da inchiostri di materiali 2D stampati, ma si è sempre trattato di singoli componenti “proof-of-concept”, creati per mostrare come una particolare proprietà – come per esempio un’alta mobilità elettronica, la sensibilità alla luce, o l’immagazzinamento di carica – potesse essere ottenuta.

Tuttavia, in assenza di una precisa conoscenza di quali parametri sia necessario controllare per progettare dispositivi stampati a base di materiali 2D, il loro uso esteso è rimasto finora limitato. Adesso, il team internazionale ha studiato il meccanismo di trasporto della carica elettronica in diversi film stampati di materiali 2D, mostrando come esso sia controllato da variazioni di temperatura, campo magnetico, e campo elettrico.

Il team ha investigato tre esempi tipici di materiali 2D: il grafene (un “semimetallo” costituito da un singolo strato di atomi di carbonio), il disolfuro di molibdeno (o MoS2, un “semiconduttore”), e il carburo di titanio (o MXene Ti3C2 , un metallo), riuscendo a mappare come il comportamento del trasporto di carica elettrica possa cambiare quando sottoposto a queste diverse condizioni.

“I nostri risultati hanno un enorme impatto sul modo in cui comprendiamo il trasporto attraverso network di materiali bidimensionali – sottolinea Felice Torrisi del Dipartimento di Chimica all’Imperial College London, ricercatore a capo del progetto - rendendo possibile non solo il design controllato e la progettazione della futura elettronica stampata basata su materiali 2D, ma anche nuovi tipi di dispositivi elettronici flessibili. Ad esempio, il nostro lavoro apre la strada allo sviluppo di dispositivi indossabili, affidabili e adatti per applicazioni biomediche, come il monitoraggio remoto dei pazienti, o per dispositivi bio-impiantabili per monitoraggio di malattie degenerative o di processi di guarigione”.

Questi futuri dispositivi potrebbero un giorno sostituire procedure invasive, quali l’impianto di elettrodi cerebrali per monitorare condizioni degenerative che affliggono il sistema nervoso. Tali elettrodi possono solo essere impiantati su base temporanea e sono scomodi per il paziente, mentre un dispositivo flessibile realizzato in materiali 2D biocompatibili potrebbe essere integrato con il cervello e fornire un monitoraggio costante. Ulteriori potenziali applicazioni mediche includono dispositivi indossabili per il monitoraggio della salute – dispositivi come orologi sportivi, ma maggiormente integrati con il corpo, in grado di fornire dati sufficientemente accurati per permettere ai medici di monitorare i propri pazienti senza costringerli a presentarsi in ospedale per effettuare esami.

Le relazioni che il team ha scoperto tra le tipologie di materiali 2D e i parametri di controllo del trasporto di carica elettrica aiuteranno altri ricercatori a progettare dispositivi stampati e flessibili basati su materiali 2D con le proprietà desiderate, in base a come sia necessario che la carica elettrica si comporti. Queste relazioni potrebbero anche rivelare come progettare tipologie interamente nuove di componenti elettronici impossibili da realizzare con chip di silicio, quali componenti trasparenti o componenti che possano modificare e trasmettere la luce in modi innovativi.

“La comprensione a livello fondamentale di come gli elettroni siano trasportati attraverso network di materiali bidimensionali è essenziale per capire come possiamo realizzare componenti elettronici stampati – spiega il professor Renato Gonnelli, docente presso il Dipartimento di Scienza Applicata-DISAT del Politecnico, dove coordina il gruppo di ricerca, e coautore dello studio - Identificando i meccanismi responsabili per questo trasporto elettronico, saremo in grado di ottenere il design ottimale di elettronica stampata ad alte prestazioni.”

“Inoltre, il nostro studio potrebbe dare il via allo sviluppo di nuovi dispositivi elettronici ed optoelettronici che sfruttino le proprietà innovative di grafene e altri materiali 2D - aggiunge Erik Piatti, ricercatore post doc presso il gruppo del professor Gonnelli al Politecnico e primo autore dello studio - come l’altissima mobilità elettronica, la trasparenza ottica e la resistenza meccanica.”

Capodanno: il 1° gennaio Roma rinasce con Capodarte 2022

Roma rinasce a capodanno con Capodarte 2022. Tanti protagonisti del mondo della cultura incontreranno il pubblico nei musei, nei teatri, nei cinema, nelle biblioteche e in altri spazi straordinariamente aperti. Ecco il programma completo.




Roma rinasce dalla cultura. Dopo un periodo di pandemia che ha duramente colpito il settore culturale e da cui si sta cominciando faticosamente ad uscire, la Capitale si appresta a salutare il nuovo anno con Roma Capodarte 2022.

Importanti personalità del mondo dell’arte, del cinema, della musica, della letteratura e del teatro hanno risposto all’appello del sindaco di Roma e hanno deciso di mettere generosamente a disposizione della città il proprio tempo e la propria competenza, per condividere con il pubblico il Capodanno. Tra questi Giovanni Allevi, Luca Barbareschi, Marco Bellocchio, Francesco Bruni, Andrea Carandini, Ascanio Celestini, Teresa Ciabatti, Stefano Di Battista, Paolo Di Paolo, Ilaria Gaspari, Raffaella Lebboroni, Loredana Lipperini, Giuliano Montaldo, Silvio Orlando, Daria Paoletta, Sandra Petrignani, Nicola Piovani, Christian Raimo, Lidia Ravera, Sergio Rubini, Vittorio Sgarbi, Paola Soriga, Claudio Strinati, Carola Susani, Mario Tozzi.

Sabato 1° gennaio, a partire dalle ore 15, incontreranno spettatori e visitatori in una cinquantina di spazi distribuiti su tutto il territorio cittadino, tra cui biblioteche comunali, musei civici, teatri, cinema e altri luoghi della cultura straordinariamente aperti per l’occasione come l’area archeologica dei Fori imperiali, il Palazzo delle Esposizioni, il Macro e l’Auditorium Parco della Musica.

Un Capodanno per ripartire tutti insieme, pubblico, artisti e operatori del mondo della cultura, in presenza e in sicurezza, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, la Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali e le istituzioni del Tavolo tecnico per la produzione culturale contemporanea: Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Casa del Cinema, Fondazione Cinema per Roma, Fondazione Musica per Roma, Azienda Speciale Palaexpo, Teatro dell'Opera di Roma,Associazione Teatro di Roma, e poi ancora Nuovo Cinema Aquila, Cinema Troisi e Teatro Eliseo. Supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

L’ingresso sarà consentito nel rispetto della vigente normativa sulle misure di contrasto e contenimento del Covid-19.

MUSEI

Eccezionalmente aperti e gratuiti dalle 14 alle 20 (ultimo ingresso ore 19), ad esclusione della Serra Moresca che chiuderà alle ore 17 (ultimo ingresso ore 16), i principali spazi del Sistema Musei di Roma Capitale accoglieranno per Capodarte incontri gratuiti in compagnia di personalità del mondo dell’arte e della cultura, a cura della Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali. È consigliata la prenotazione online su www.culture.roma.it/romacapodarte.

Si comincia alle ore 15 con Cesare Pietroiusti che sarà protagonista di un incontro sulla mostra Materia Nova alla Galleria d’Arte Moderna. A seguire, appuntamento ai Musei Capitolini con l’eccezionale visita di Vittorio Sgarbi alla sala dei Pittori ferraresi (ore 16), con l’accademico dei Lincei Alessandro Zuccari che si concentrerà sul Caravaggio (ore 17) e con il professor Michele Ainis, protagonista dell’incontro Roma e l’Europa (ore 18).

Nel cuore della Roma antica saranno invece l’archeologo Andrea Carandini, all’interno dei Mercati di Traiano, e l’archeologa Rita Paris, nella vicina area archeologica dei Fori Imperiali, pronti ad incontrare i visitatori nei rispettivi appuntamenti delle ore 16 e delle ore 16.30. Per i visitatori che sceglieranno il Museo di Roma a Palazzo Braschi, duplice appuntamento a disposizione: alle 17.30 incontro con lo storico dell’arte Claudio Strinati mentre alle 18.30 la storica Marina Formica parlerà di Roma città di libertà. La Serra Moresca di Villa Torlonia, con le sue piante esotiche e le vetrate dipinte, ospiterà alle ore 16 l’intervento dello storico dell’arte e saggista Costantino D’Orazio. Alle ore 17, alla Centrale Montemartini appuntamento con la visita guidata dell’archeologo e accademico Giuliano Volpe, e sempre alle ore 17 inizierà l’incontro con Patrizia Gioia al Museo di Casal de’ Pazzi. Infine, alle 18.30, incontro al Museo dell'Ara Pacis con l’archeologo e accademico Eugenio La Rocca.

Tra gli spazi aperti anche la Casa Museo Alberto Moravia che alle ore 16, attraverso la voce di Carola Susani, proporrà ai visitatori letture tratte dai testi di Moravia L’uomo come fine e Diario Europeo.

A completare il programma del 1° gennaio le visite guidate al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina (ore 16), al Museo di Roma in Trastevere (ore 17), al Museo Civico di Zoologia (ore 17), al Museo di scultura antica Giovanni Barracco (ore 17.30) e al Museo Napoleonico (ore 18).

L’ingresso al Sistema Musei di Roma Capitale sarà completamente gratuito ad eccezione delle mostre Klimt. La secessione e l’Italia al Museo di Roma e I Marmi Torlonia.

Collezionare capolavori nello spazio espositivo di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini.

BIBLIOTECHE

Eventi gratuiti in contemporanea alle 17.30 in 13 spazi aperti in ogni angolo della città, a cura dell’Istituzione Biblioteche di Roma, con prenotazione obbligatoria presso ciascuna Biblioteca.

Ascanio Celestini sarà protagonista dell’incontro Pasolini fuori dal centro, su Pasolini e le periferie romane, in programma alla Biblioteca Pier Paolo Pasolini e Paolo Di Paolo della conversazione tra letteratura e cinema dal titolo I sentimenti alla Biblioteca Arcipelago Auditorium, seguita dalla proiezione del film À l’abordage di Guillaume Brac introdotta da Ginella Vocca. Alla Biblioteca Goffredo Mameli sarà l’autrice Loredana Lipperini a parlare del proprio libro Nome non ha. Una chiacchierata sulla letteratura fantastica mentre Antonio Pascale presenterà il proprio testo La foglia di fico. Storie di alberi, donne, uomini alla Biblioteca Villa Leopardi. In programma anche Sandro Portelli, autore di Fosse Ardeatine. L’ordine è già stato eseguito, che incontrerà il pubblico alla Biblioteca Flaminia.

Con Christian Raimo si svolgerà invece l’appuntamento Rimuovere gli ostacoli. Una lezione sull'articolo più bello della Costituzione italiana alla Biblioteca Ennio Flaiano. A due voci invece gli appuntamenti alla Biblioteca Renato Nicolini con Marino Sinibaldi che incontrerà Paola Soriga, autrice di Maicolgècson; alla Biblioteca Guglielmo Marconi con Teresa Ciabatti e Ilaria Gaspari su Immaginario femminile. I tabù che restano da abbattere; alla Biblioteca Villino Corsini con Sandra Petrignani e Francesca Gatto che si confronteranno su Leggere gli uomini.

Quattro saranno infine i laboratori attivi sempre alle 17:30: Leggiamo la musica, per famiglie e bambini (6-10 anni), realizzato in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e tenuto dai musicisti Ilona Balint (viola) e Francesco Di Donna (violoncello) presso la Biblioteca Franco Basaglia; il laboratorio di scrittura rap Potere alle parole.

Open mic rap jam tenuto da Amir Issaa presso la Biblioteca Laurentina; il laboratorio di graphic novel Siamo delle fantastiche storie a fumetti con l’illustratore e fumettista LRNZ, al Centro Culturale Aldo Fabrizi e il laboratorio di scrittura creativa Saper scrivere con Lidia Ravera, presso la Casa delle Letterature.

CINEMA

Tre sale, importanti punti di riferimento del cinema a Roma, apriranno le proprie porte perospitare gli artisti legati alla settima arte. A partire dal Cinema Troisi di via Induno, spazio gestito dall’Associazione Piccolo America, che porterà in sala, al termine della proiezione del film Tutto quello che vuoi in programma alle 15.30, il regista Francesco Bruni e i protagonisti Giuliano Montaldo e Raffaella Lebboroni. Alle ore 16 nella Sala Deluxe della Casa del Cinema a Villa Borghese inizierà la proiezione, gratuita in questo caso, del film Marx può aspettare di Marco Bellocchio, in collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma. Seguirà un dibattito sul film con il maestro piacentino. Appuntamento alle 18 nel quartiere Pigneto al Nuovo Cinema Aquila, gestito da Cinema Mundi Società Cooperativa Onlus, con le proiezioni di Deathmate, corto vincitore del premio speciale Free Aquila, seguito da Matrix Resurrections di Lana Wachowski. Presenti in sala il giovane regista del corto vincitore Luca Di Paolo e l’attrice Blu Yoshimi.

TEATRI

Diversi gli appuntamenti all’interno dei teatri capitolini, a cura dell’Associazione Teatro di Roma, con un calendario di interventi di artisti che si andrà ad affiancare alla già ricca programmazione in corso nelle sale. Il Teatro Argentina proporrà due momenti al proprio pubblico: alle ore 17, in Sala Squarzina, per la rassegna di teatro di narrazione Voce Parole, sarà presentato direttamente dalla sua autrice/attrice Daria Paoletta lo spettacolo Il fiore azzurro; mentre alle ore 19, terminata la replica de La vita davanti a sé, il regista e protagonista Silvio Orlando intratterrà la platea con una sua riflessione sul tema “Arte elibertà. Roma riparte in sicurezza”. Alle ore 17, invece, nel vicino Teatro Valle Franca Valeri, il maestro Nicola Piovani incontrerà il pubblico all’interno del foyer, attualmente sede della mostra ad ingresso gratuito Bernard-Marie Koltès, un viaggio nell’universo teatrale tra parole e visioni. L’ingresso è gratuito. La musica sarà protagonista al Teatro Tor Bella Monaca dove, alle ore 18, al termine del Concierto de Año Nuevo a cura dell’Associazione Culturale Seven Cults Filippo D’Alessio, è previsto un intervento con il pubblico in sala del cantante Joel Torres e dei musicisti Josè Ramon Caraballo Armas, Sebastian Marino e Alessandra Procacci. Al Teatro Eliseo, infine, alle ore 17, appuntamento a ingresso gratuito con Marco Zurzolo e la sua band in compagnia di tanti altri artisti. Saranno presenti Luca Barbareschi e Sergio Rubini.

ALTRI SPAZI

Al Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale, aperto gratuitamente dalle 16 alle 22.30 (ultimo ingresso ore 21.30) con il trittico di mostre Tre stazioni per Arte-Scienza, in programma, appositamente per Capodarte, gli interventi di due ospiti d’eccezione: alle ore 16 Fabrizio Rufo, docente di bioetica e curatore della mostra La scienza di Roma e alle ore 18.30 Mario Tozzi, geologo e conduttore televisivo. A completare l’offerta i laboratori gratuiti per i più piccoli Toccare la bellezza. Maria Montessori, Bruno Munari alle 16.30 e alle 18, oltre ad una doppia proiezione gratuita dedicata al regista Andrej Tarkovskij in Sala Cinema. Alle 16.30, il film L’Infanzia di Ivan e alle 19, Stalker.

Sempre a cura dell'Azienda Speciale Palaexpo, in occasione di Capodarte, a partire dalle 16 ingresso gratuito al Mattatoio fino alle 20 per la mostra Dora Garcia. Conosco un labirinto che è una linea retta e ingresso gratuito a tutte le mostre e progetti in corso al MACRO via Nizza fino alle ore 22 (ultimo ingresso fino alle 21.30): Retrofuturo, You can have my brain, Cut a Door in the Wolf, The Extra Geography, Autoritratto come Salvo, Win a new car di Vier5, Chi ha paura di Patrizia Vicinelli, Fore-edge Painting.

Dalle 16 si svolgerà inoltre Meet the artist, la proiezione di una serie di interviste agli artisti Franco Mazzucchelli, Nathalie Du Pasquier, Luca Vitone, Rä di Martino. Alle 17 avrà luogo una speciale visita guidata gratuita della serie MACRO in famiglia e alle 18 attività didattiche con la presenza di Carlo Antonelli.

Tra gli spazi aperti il 1° gennaio anche l’Auditorium Parco della Musica dove, a cura della Fondazione Musica per Roma, è previsto un intervento speciale per Capodarte di Giovanni Allevi al termine del proprio concerto delle 18 in Sala Santa Cecilia, e del sassofonista Stefano Di Battista, dopo la sua esibizione in Sala Petrassi alle ore 18.30.

Per la rassegna Retape, invece, a cura di Ernesto Assante, il concerto gratuito di Mutonia, Esseho e Mèsa, alle ore 21 in Sala Teatro Studio G. Borgna. Il pubblico dell’Auditorium potrà visitare, ad ingresso gratuito, la mostra dedicata ad Adrian Tranquilli An Unguarded Moment di (spazio Garage) e la mostra Paolo Ketoff - Il Liutaio Elettronico (spazio Auditorium Arte) in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Legata ai temi quest’ultima esposizione anche la conversazione delle ore 17.30 tra Michele Dall’Ongaro compositore e Presidente - Sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Michelangelo Lupone, compositore e cofondatore CRM Centro Ricerche Musicali.

Altro appuntamento della giornata, nella chiesa di Sant’Ignazio di Loyola nel rione Campo Marzio, dove alle ore 17 si terrà la presentazione a cura del Centro Astalli della mostra Volti al futuro - Con i rifugiati per un nuovo noi. Ad illustrare il proprio lavoro il fotografo Francesco Malavolta insieme ad un gruppo di rifugiati.

Evento speciale domenica 2 gennaio al Teatro dell'Opera di Roma dove alle ore 16 Eleonora Abbagnato, direttrice del Corpo di Ballo, farà un saluto speciale al pubblico e al nuovo anno prima dell'inizio del balletto in due atti Lo schiaccianoci. Nello stesso giorno il Teatro Costanzi sarà aperto dalle 10 alle 14 con Scopri il Teatro! - Visite guidate al Teatro dell’Opera di Roma, un percorso nei principali ambienti dello storico teatro accompagnato da aneddoti curiosi sulla storia e l’architettura dell’edificio.

Sempre il 2 gennaio, prima domenica ecologica del 2022 e prima domenica del mese gratuita del nuovo anno, tutti i visitatori potranno usufruire dell’ingresso gratuito al Sistema Musei di Roma Capitale.

Tutte le informazioni per il pubblico sono disponibili su www.culture.roma.it/romacapodarte allo 060608 (tutti i giorni dalle ore 9 alle 19) oppure sui profili social con #romacapodarte2022

APPELLO DEL SINDACO ROBERTO GUALTIERI AL MONDO DELLA CULTURA

Il mondo della cultura è stato colpito in modo drammatico dalla pandemia. La chiusura obbligata di musei, cinema, teatri, sale da concerto, scuole di danza, di musica e dei diversi centri di formazione e di produzione artistica ha causato difficoltà organizzative e finanziarie dalle quali soltanto ora, a fatica, si sta cominciando a uscire. E bisogna onestamente ammettere che la politica e le istituzioni, nel loro insieme e nella nostra città, non sempre hanno dimostrato l’attenzione necessaria verso gli artisti e gli operatori culturali che si sono trovati a vivere un momento di così grave sofferenza. 

Questa sofferenza ha coinvolto anche il pubblico, le cittadine e i cittadini che sono stati costretti a sospendere le loro abitudini rinunciando a lungo alla frequentazione degli spazi della musica, del teatro, del cinema, dei musei, ossia di alcuni dei luoghi in cui prendono forma e si sviluppano fondamentali idee di cittadinanza e di comunità. E neanche a questo, finora, la politica e le istituzioni hanno saputo porre rimedio attraverso una seria presa di coscienza della situazione, tanto che non si è dato vita a forme di dialogo che accompagnassero con attenzione e con cura la progressiva ripresa dell’attività culturale diffusa.

Da questa consapevolezza nasce RomaCapodarte2022, che esprime la decisa intenzione di questa amministrazione di investire nella cultura e di disegnare il futuro della città confrontandosi con artisti, intellettuali e operatori culturali, insieme con i quali immaginare il processo di rinascita di Roma. Lo faremo a partire dal primo giorno del nuovo anno, che è sempre un nuovo inizio, quando ci potremo abbracciare, almeno simbolicamente, illuminando attraverso la bellezza e aprendo alla partecipazione del pubblico, molti dei meravigliosi spazi della nostra città.

Per questo il primo gennaio una cinquantina di luoghi di Roma verranno animati in modo eccezionale grazie al coinvolgimento di donne e uomini della cultura che hanno voluto donare un’ora del proprio tempo a questo progetto di rinascita. In assoluta sicurezza e rispetto delle disposizioni anticovid-19, secondo la normativa vigente, i musei e le biblioteche comunali, ma anche l’Auditorium Parco della Musica, il Palazzo delle Esposizioni e la Casa del Cinema saranno aperti gratuitamente il 1° gennaio per ospitare alcuni dei più significativi personaggi del mondo della cultura che saranno presenti pure in qualche cinema e teatro.

Per Roma questo sarà anche un modo per tessere nuove reti e più intense relazioni con il mondo della cultura, al quale ci si vuole rivolgere per ripensare insieme i prossimi passi nella vita della città. Perché la cultura non è la pagina di un libro ma è l’intero libro di questa città. Questo è il momento di passare dalla fase di resilienza a quella della ricostruzione con l’attenzione, la serietà e anche l’affetto che le donne e gli uomini della cultura devono ricevere da chi si trova a governare una città come la nostra.

Il 1° gennaio RomaCapodarte2022 promuove una serie di iniziative che coinvolgeranno spazi distribuiti su tutto il territorio e si rivolgerà a tutta la cittadinanza e alla curiosità dei turisti, che speriamo possano tornare presto a visitare numerosi la nostra città. Perché la convivenza con la pandemia non ci deve spaventare; al contrario, dobbiamo prendere atto della situazione - di questo tempo nuovo e incerto - e con l’aiuto di artisti, studiosi e intellettuali dobbiamo provare a immaginare la capitale d’Italia del futuro con l’impegno che la cultura nei prossimi anni sarà una priorità di riscatto per Roma.

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