venerdì 24 settembre 2021

Libri, Il respiro degli angeli. Vita fragile e libera di Antonio Vivaldi

Frutto di un lungo lavoro di ricerca e documentazione arriva in libreria il nuovo libro della scrittrice Emanuela Fontana. Un romanzo che nasce da un interesse umano, oltre che musicale, per la figura del grande compositore veneziano considerato tra i massimi esponenti del barocco musicale. La presentazione del libro martedì 28 settembre, ore 18:00 presso la Biblioteca Villino Corsini a Villa Pamphilj.




Venezia, 1688. Antonio, chioma rossa come il fuoco, ha dieci anni ed è un bambino fragilissimo. D'un tratto il piccolo Vivaldi si ritrova tra le mani il violino del padre e, senza averlo mai toccato prima, improvvisa una melodia furiosa che rapisce tutti i presenti, compresi i giovani Alessandro e Benedetto Marcello, destinati a diventare suoi amici e rivali per tutta la vita. Da quel momento, Antonio non si separerà mai più dal suo violino, nemmeno quando, di lì a poco, sarà costretto dalla famiglia a prendere la via del sacerdozio. Ma mentre dire messa lo affatica e gli provoca crisi respiratorie, la musica diventa ben presto la sua aria. 

Genio fragile e pieno di contrasti, generoso con gli ultimi ma anche smanioso di fama e gloria, insegnerà canto alle orfane di Venezia e frequenterà corti sfarzose, comporrà musica sacra ma anche concerti di enorme successo e decine di opere, che allestirà personalmente nei teatri di mezza Europa. È all'apice della sua estate più lucente che, tra la servitù della corte di Mantova, conosce la sola donna importante della sua vita, la giovanissima Anna Girò, della cui voce e talento si innamora a tal punto da avviarla alla carriera di cantante. Un sodalizio spirituale e creativo che causerà pettegolezzi e scandali, ma che ispirerà anche alcuni dei concerti più immortali della storia, tra cui Le quattro stagioni.

Emanuela Fontana ci racconta questo amore etereo e impossibile, questa incessante danza di rincorse e allontanamenti, con scrittura delicata ed empatica. E, attraverso una serie di portentose invenzioni romanzesche e un'alternanza di piani temporali, che danno ritmo e potenza visiva alla pagina, riesce a restituirci tutte le anime di Antonio, le stagioni di un'unica eccezionale vita, mai narrata prima in forma di romanzo.

Emanuela Fontana è nata a Milano ma vive da molti anni a Roma. È una giornalista e guida escursionistica ed è stata finalista alla XXI edizione del Premio Calvino. Questo romanzo, che nasce da un interesse umano, oltre che musicale, per la figura di Vivaldi, è frutto di un lungo lavoro di ricerca e documentazione.

mercoledì 22 settembre 2021

Alimentazione, riso: mantenere e rafforzare un eccellenza del made in Italy grazie alla ricerca

Mantenere e rafforzare l’eccellenza di questo simbolo del made in Italy, vincendo  - grazie alla ricerca - le sfide della sostenibilità e della resilienza al cambiamento climatico, tutelando al tempo stesso l’agroecosistema risaia. 




Con 234 mila ettari di superficie investita, pari al 52% dell'intera superficie comunitaria destinata alla coltivazione del riso (di cui 16 mila ettari, il 7% del totale nazionale coltivati in biologico) una produzione di oltre 1,5 milioni di tonnellate, cioè il 54% della produzione comunitaria, l'Italia si conferma leader del settore in ambito europeo e mondiale (elaborazione CREA su dati ISTAT, 2016).

Si tratta quindi di mantenere e rafforzare l’eccellenza di questo simbolo del made in Italy, vincendo  - grazie alla ricerca - le sfide della sostenibilità e della resilienza al cambiamento climatico, tutelando al tempo stesso l’agroecosistema risaia. Di questo si è discusso oggi, 20 settembre, in occasione de “La ricerca sul RISO, i cambiamenti climatici e la disponibilità di acqua: le sfide per la risicoltura italiana”, momento di confronto a Vercelli tra il mondo della Ricerca e le rappresentanze della filiera risicola italiana, promosso dal CREA, alla presenza del Sottosegretario delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Gian Marco Centinaio.

Sostenibilità

La ricerca sta studiando soluzioni innovative per contenere gli input chimici e tutelare acqua, suolo e biodiversità: come la semina in asciutta a file interrate, che favorisce un significativo risparmio di acqua, soprattutto se accompagnata da una gestione agronomica oculata, ad esempio della fertilizzazione. Anche il miglioramento genetico rappresenta una alternativa valida per aumentare le rese e ridurre gli input di fertilizzanti ed agrochimici, mediante l’introduzione di resistenze genetiche legate ad aspetti fitosanitari, amplificati e favoriti dal cambiamento climatico. Inoltre, può contenere le infestanti e le malerbe, migliorando l’architettura e la crescita della pianta, soprattutto se coadiuvato da soluzioni di agricoltura di precisione e di controllo meccanico, complementare a quello con erbicidi.

Ricerca per il riso bio

Anche il biologico richiede varietà geneticamente resistenti, ben adattabili e in grado di competere con le malerbe, oltre ad una gestione agronomica precisa ed innovativa per facilitare la produttività in assenza di input agrochimici. Rotazioni adeguate e cover crop sono la risposta per contenere le infestanti, mezzi tecnici innovativi nel campo della fertilizzazione organica e dei biostimolanti per contenere le problematiche fitosanitarie.

Il contributo del CREA

I ricercatori stanno studiando strumenti di breeding innovativi quali le TEA, Tecnologie di Evoluzione Assistita e soluzioni digitali per la gestione agronomica della risaia. Da evidenziare, infine, le ricerche finalizzate all’incremento di conoscenze sui prodotti bio-based e all’interazione del riso con microrganismi utili, per una loro applicazione nell’agroecosistema risaia.

Le conclusioni del sottosegretario Centinaio

“Stiamo lavorando per difendere e valorizzare sempre di più l’eccellenza della nostra risicoltura e affrontare la grande sfida della sostenibilità – evidenzia il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, il senatore Gian Marco Centinaio -. Come è stato ricordato oggi, l'Italia è leader del settore, non soltanto in ambito europeo ma mondiale. La nostra qualità è vincente sui mercati esteri, tanto che siamo riusciti ad esportare il riso Made in Italy perfino in Cina, che ne è il primo produttore al mondo. Grazie al contributo dei ricercatori del Crea puntiamo ad avere un prodotto sempre più sostenibile e che garantisca un reddito adeguato ai nostri produttori. Attraverso il miglioramento genetico diventa possibile aumentare le rese, ridurre l’uso di fertilizzanti e agrochimici e mettere il settore in condizione di far fronte agli effetti dei cambiamenti climatici”.

martedì 14 settembre 2021

Libri, Sommelier in 5 minuti. Riconoscere e degustare un buon vino non è mai stato così semplice

Arriva in edicola con Il Sole 24 Ore il libro “Sommelier in 5 minuti. Riconoscere e degustare un buon vino non è mai stato così semplice” di Francesco Orsenigo. Un prezioso vademecum per sapersi orientare tra tappi, bicchieri, etichette e bollicine. In treno, in autobus, in sala d’attesa, in pausa pranzo: 256 pagine per leggere, imparare, e soddisfare le proprie curiosità sfruttando ogni piccola pausa.



Di volta in volta simbolo di elevazione spirituale e unione con il sacro, di fratellanza e di gioia di vivere, il vino ha accompagnato la storia dell’uomo fin dalla Preistoria. Anche oggi il vino occupa un posto rilevante nella società: lo dimostra il continuo e crescente interesse intorno a metodi di produzione, sistemi di invecchiamento e tecniche di degustazione di questa bevanda antichissima. Ma nel vino c’è anche la storia di chi l’ha coltivato, della geografia di un territorio e delle preferenze dei suoi abitanti. 

Per cercare di comprenderlo un po’ di più – capire come si produce, si conserva e si beve, imparare a degustarlo e ad abbinarlo con i cibi – Il Sole 24 Ore propone in edicola per un mese, a partire da giovedì 16 settembre, il libro “Sommelier in 5 minuti. Riconoscere e degustare un buon vino non è mai stato così semplice”. Bianco o rosso? Frizzante o fermo? Da meditazione o da pasto? Un prezioso vademecum per sapersi orientare tra tappi, bicchieri, etichette e bollicine. In treno, in autobus, in sala d’attesa, in pausa pranzo: 256 pagine per leggere, imparare, e soddisfare le proprie curiosità sfruttando ogni piccola pausa. 

Il libro propone approfondimenti su: vitigni, metodi di vinificazione, strumenti per la degustazione, temperature di servizio, abbinamenti. In più schede dedicate a curiosità, cenni storici, personaggi celebri. Informazioni, consigli pratici, suggerimenti: “Sommelier in 5 minuti. Riconoscere e degustare un buon vino non è mai stato così semplice” è un volume pensato per i tanti appassionati del mondo del vino, un piccolo manuale da portare sempre con sé, per muoversi con stile nell’affascinante mondo dell’enologia.

Gli argomenti sono trattati in modo breve ma esaustivo, pensati per essere letti in poco tempo pur lasciando, dopo ogni pagina, almeno un concetto fondamentale, ad esempio etichette e vitigni, principi di degustazione, abbinamento cibo-vino, come scegliere una bottiglia in enoteca. Tutto questo, e molto altro, spiegato in modo semplice e conciso, 5 minuti alla volta. Il risultato è un libro che tocca con professionalità e leggerezza un tema sempre più di moda.

Il volume sarà in vendita in edicola per un mese con Il Sole 24 Ore a partire da giovedì 16 settembre al prezzo di 7,90 € oltre al costo del quotidiano.

Autore

Francesco Orsenigo. Nato a Milano nel 1960, è giornalista professionista dal 1992. Nonostante la formazione classica (laurea in Lettere moderne con indirizzo in Storia dell’arte), si è trovato spesso a occuparsi di divulgazione storico scientifica - ma anche di tecnologia, turismo, alimentazione e “qualità della vita” - per diverse testate a diffusione nazionale, destinate sia agli adulti sia a un pubblico più giovane. Nel settore libri per ragazzi è autore di cinque titoli di carattere divulgativo (non fiction): Perché i pesci non affogano, Perché le nuvole non cadono, Come saremo nel 2050, 200 domande & risposte e La storia del cibo, tutti editi da Mondadori. Sempre per quanto riguarda i libri per ragazzi ha realizzato traduzioni e liberi adattamenti dall’inglese.

Come giornalista ha lavorato nelle redazioni di Chip, Qualità, Pc World Italia, Pc Week Italia e nello studio giornalistico Verba Volant, con sede a Milano. Tra le testate per cui ha collaborato e collabora ci sono Focus, Focus Extra, Focus Junior (in passato anche Focus Wild, Corriere della Sera, Vivimilano, Panorama, Panorama Travel, Capital, Class. La Stampa).

lunedì 6 settembre 2021

Festival della Letteratura di Viaggio

Promosso, dal 2008, dalla Società Geografica Italiana, il Festival è dedicato al racconto del mondo, attraverso diverse discipline e forme di narrazione del viaggio. In diverse sedi, a ingresso gratuito e su prenotazione, nel rispetto della normativa anti-Covid.






Dalla geografia all’antropologia, dalla filosofia alla storia, dalla letteratura al giornalismo, dalla fotografia al cinema, dalla televisione al teatro, dalla musica al fumetto, prende il via a Roma dal 7 settembre il Festival della Letteratura di Viaggio con sede principale Palazzetto Mattei (sede della Società Geografica Italiana). Il Festival è completamente dedicato al racconto del mondo, vicino e lontano, attraverso diverse discipline e forme di narrazione del viaggio, di genti e contesti, paesaggi e umanità. Un ricco programma con un mix di incontri-conversazioni, premi, laboratori, passeggiate, proiezioni, letture è un invito al viaggio, come scoperta e conoscenza di luoghi da attraversare e culture da accostare. Ad andare, accanto o altrove. All’incontro e all’ascolto. All’immersione e all’esperienza, alla meraviglia e al divertimento. Ad avere cura dell’ambiente, dietro l’angolo o agli antipodi.

Questa XII edizione del Festival (a cura dell’associazione Cultura del Viaggio, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura) sarà distribuita in più appuntamenti diffusi nell'area metropolitana e concentrati nel mese di settembre 2021, dipanandosi all'interno di una struttura ad arcipelago che dissemina di racconti di viaggio la città, attraverso format diffusi e articolati, l’intreccio di discipline e forme espressive diverse. Incontri, dibattiti, conversazioni, con un forte interesse anche ai temi legati al Viaggio in Italia e all’orizzonte di prossimità. 

In programma interviste e proiezioni (dal film documentario di Werner Herzog sulla vita e le opere di Bruce Chatwin, al film documentario e di animazione tratto dal reportage in Angola del giornalista e scrittore polacco Ryszard Kapuściński). Inoltre i premi istituiti in occasione del Festival come il Premio Navicella d’Oro, dedicato a chi ha espresso particolare sensibilità verso la categoria del viaggio e il racconto del mondo, che negli anni ha visto premiati. Il Premio Kapuściński per il reportage, tra giornalismo, letteratura, fotografia, televisione, fumetto, assegnato in passato ad autori come Paolo Rumiz, Francesca Mannocchi, Zerocalcare, Letizia Battaglia. E poi ancora mostre, spettacoli, laboratori, passeggiate tematiche, partite letterarie, attività per bambini. 

La modalità di realizzazione degli eventi sarà doppia: fisica (in presenza) e digitale (da remoto). Il Festival si svolgerà il più possibile in presenza; gli eventi potranno in ogni caso essere seguiti in streaming e attraverso canali social.

Info: www.festivaletteraturadiviaggio.it/

venerdì 3 settembre 2021

Cinema, Urbs Picta - Giotto e il sogno del rinascimento

Magnitudo Film annuncia la produzione di Urbs Picta: Giotto e il sogno del Rinascimento. Il documentario  realizzato con tecnologia in 8K, affronta l'inedito racconto della committenza della Cappella degli Scrovegni e degli altri sette siti trecenteschi - che compongono la cosiddetta Padova Urbs Picta.




A pochi giorni dal riconoscimento Unesco - e inserimento nella World Heritage List - accordato alla Cappella degli Scrovegni di Giotto e ai cicli d'affreschi della Padova del Trecento, Magnitudo Film annuncia la produzione di Urbs Picta: Giotto e il sogno del Rinascimento per la regia di Francesco Invernizzi (Canova, Leonardo - Cinquecento, Mathera - L'ascolto dei sassi). 

Il documentario è scritto dal Premio Bancarella Matteo Strukul, autore bestseller della tetralogia di romanzi sui Medici di Firenze e da Silvia Gorgi, autrice di una pentalogìa di saggi divulgativi sulla città di Padova.

La consulenza scientifica è di Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova, istituzione che ha concesso il proprio patrocinio all'opera cinematografica. L'ultima produzione di Magnitudo Film ha già avuto il supporto della Veneto Film Commission e affronta l'inedito racconto della committenza della Cappella degli Scrovegni e degli altri sette siti trecenteschi - che compongono la cosiddetta Padova Urbs Picta, la città dipinta, recentemente riconosciuta Patrimonio dell'Umanità. Gli affreschi, custoditi nell’antica città, sono uno straordinario esempio del genio creativo dell’uomo che si esprime nelle opere di Giotto e degli artisti che ne hanno seguito l’insegnamento nel corso del XIV secolo.

La storia si dipana attraverso la narrazione delle lotte fra dinastie che con il proprio mecenatismo anticiparono il Rinascimento: fra queste, oltre agli Scrovegni, committenti di Giotto, soprattutto i Carraresi che di Padova divennero signori per un secolo, difendendo l'indipendenza della città dalle dominanza della Serenissima, tutelando l'arte e la bellezza, proteggendo artisti come Francesco Petrarca, Guariento d'Arpo, Giusto de' Menabuoi e molti altri e facendo della propria corte la più splendida e raffinata dell'Italia trecentesca.

"Ieri - solo due anni fa nel 2019 - Matera e oggi Padova: continua l'impegno di Magnitudo Film per valorizzare i patrimoni dell'umanità in Italia e soprattutto, portare questi valori nel mondo e nelle sale cinematografiche" così Francesco Invernizzi, ad di Magnitudo Film e regista di "Urbs Picta: Giotto e il sogno del Rinascimento" annuncia la nuova produzione realizzata con tecnologia in 8K. 

mercoledì 25 agosto 2021

Ricerca, peperoni e peperoncini: ricostruita la storia evolutiva. Sarà più facile ora ottenere nuove varietà

Pubblicato su PNAS lo studio coordinato dal CREA su oltre 10.000 campioni da tutto il mondo. 




Dolce o piccante, fresco o conservato, è presente da millenni sulle tavole di tutto il mondo: il peperone (genere Capsicum) è una coltura unica tra le Solanaceae e da oggi, i fattori che ne hanno condizionato la propagazione a livello globale, non hanno più segreti. Un team internazionale di ricercatori (tra i partecipanti italiani anche ENEA e Università di Torino), guidato da Pasquale Tripodi (Centro di Ricerca Orticoltura e Florovivaismo del CREA) e da Nils Stein (Istituto tedesco Leibniz per la genetica delle piante e la ricerca sulle colture), ne ha ricostruito la storia genetica per scoprire quanto gusti culinari e tradizioni alimentari abbiano condizionato la biodiversità e la diffusione di questo prodotto, traendone preziose informazioni scientifiche e agronomiche per il futuro. 

Lo studio - condotto nell’ambito di G2P-SOL, il più ampio progetto di ricerca europeo Horizon 2020 sulla famiglia delle Solanaceae, coordinato dall’ENEA - è stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista dell’Accademia americana delle scienze (PNAS). Gli scienziati hanno analizzato oltre 10.000 campioni di specie del genere Capsicum custodite nelle banche internazionali del germoplasma: si tratta della più ampia collezione nel peperone finora caratterizzata e studiata, che rappresenta la diversità di oltre 130 paesi nel mondo, distribuiti in cinque continenti. Mediante tecnologie di sequenziamento di nuova generazione, sono state sviluppate 26.000 sequenze barcode del DNA in grado di definire in modo univoco ciascun individuo oggetto di studio. Inoltre, sono stati adottati nuovi modelli di analisi genomica di popolazione, in grado di analizzare in modo accurato le similarità tra regioni geografiche di appartenenza delle accessioni, definendo le rotte evolutive della specie.  

I risultati: La ricerca ha confermato che i peperoni allo stato selvatico sono tipici della regione andina e la loro prima domesticazione è avvenuta in quello che oggi è il Messico ed in altre regioni dell’America meridionale con un processo complesso simile a quanto avvenuto per  altre colture come il mais. Grazie alla genetica, è stato quindi possibile ricostruire le rotte di espansione e differenziazione dei peperoni post-domesticazione. Sono stati identificati nuovi centri di diversità genetica in Europa Orientale, Africa e Sud Est Asiatico e individuate le diverse rotte commerciali che hanno permesso la diffusione e diversificazione del peperone dolce e del peperoncino in tali regioni.  

Le tipologie dolci hanno viaggiato sulle orme dei mercanti portoghesi tra il Centro-Sud America e l’Europa, dove erano predilette dai consumatori sulla base di tradizioni culturali e culinarie per poi diffondersi, attraverso la via della seta, nel vicino Medio Oriente e in Asia Centrale, in regioni con lunghezze del giorno e stagioni comuni che ne hanno facilitato la proliferazione. Anche l’Africa, però, può essere considerata come un’altra porta d’ingresso di entrambe le tipologie (dolci e piccanti) per le regioni Asiatiche. Le varietà africane, infatti, hanno evidenziato proprietà intermedie tra quelle americane ed asiatiche: fondamentale, anche in questo caso, la mediazione dei portoghesi che - in particolare attraverso il commercio triangolare transatlantico degli schiavi tra Africa, Europa e le Americhe durante il XVI e il XIX secolo -  ha collegato la diversità del peperone in questi continenti. La via delle spezie, invece, potrebbe aver determinato la maggiore diffusione di accessioni piccanti a scapito di quelle dolci nell’areale Sud est asiatico.  

Il gruppo ha anche rilevato che le regioni del genoma responsabili della piccantezza non erano distribuite in modo uniforme tra le varietà nelle diverse regioni del mondo, suggerendo come i fattori culturali abbiano esercitato un importante influenza primaria sul modello di diffusione dei peperoni.  

Le ricadute Sono stati ottimizzati i dati custoditi nelle banche del germoplasma, correggendo errori di classificazione delle specie  ed eliminando le duplicazioni presenti. Sono state inoltre identificate nuove regioni genomiche alla base di caratteristiche agronomiche d’interesse per la coltura, ad esempio per la pungenza della bacca o per il numero di pedicelli fiorali in grado di incrementare la produzione attraverso l’aumento del numero di frutti per pianta.  

“Quanto emerso apre interessanti prospettive per il peperone e il peperoncino piccante – spiega Pasquale Tripodi, ricercatore CREA Orticoltura e Florovivaismo, coordinatore dello Studio e primo nome della pubblicazione – Grazie, infatti, alle informazioni genomiche sulle migliaia di accessioni esistenti e conservate nelle banche mondiali dei semi sarà possibile sia lavorare a nuove potenziali varietà migliorate sia scegliere nuove aree verso le quali destinare le produzioni, sempre in un’ottica di resilienza al cambiamento climatico e di sostenibilità ambientale”. 

Libri, Il respiro degli angeli. Vita fragile e libera di Antonio Vivaldi

Frutto di un lungo lavoro di ricerca e documentazione arriva in libreria il nuovo libro della scrittrice Emanuela Fontana. Un romanzo che na...