venerdì 2 aprile 2021

Musica, i Concerti di primavera-estate dell'Orchestra Rai

Dal 9 aprile al 1° luglio in diretta su Radio 3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura. Molte serate anche su Rai 5.




Grandi direttori come Fabio Luisi, Daniele Gatti e Ottavio Dantone. Solisti di fama internazionale come Stefano Bollani, Giovanni Sollima, Renaud Capuçon, Alexander Malofeev e Pablo Ferrández. Una cantante nota per l’intensità delle sue interpretazioni come Anna Caterina Antonacci. L’integrale delle Sinfonie di Brahms, omaggi a Stravinskij e a Dante Alighieri, grande repertorio sinfonico e un’inaspettata incursione nel mondo del rock e del pop. Sono i “Concerti di primavera-estate” dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma dal 9 aprile al 1° luglio all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Le serate, tutte in programma alle ore 20, saranno trasmesse in diretta su Radio3 Rai e in live streaming sul portale di Rai Cultura. Molte saranno proposte anche in TV su Rai5. Secondo le disposizioni riguardanti l’emergenza sanitaria, l’apertura al pubblico è ancora sospesa. Eventuali modalità di accesso all’Auditorium Rai e di acquisto dei biglietti saranno comunicate appena possibili.

 Anche questa strana stagione giunge a compimento. – dice il Direttore artistico dell’OSN Rai Ernesto Schiavi – Ci siamo sforzati di non interrompere la nostra offerta di concerti dal vivo, che abbiamo potuto portare a tutti anche con i teatri chiusi al pubblico. Per questo ringraziamo Rai Cultura, che li trasmette tutti in live streaming e molti ne propone in TV su Rai5, e Radio3, che ci segue sempre in diretta. Accanto alla tradizionale proposta sinfonica, per salutare il nostro pubblico prima della pausa estiva, abbiamo scelto di chiudere i “Concerti di primavera-estate” con “Rai Orchestra Pops”, un inusuale programma che mette a confronto e in relazione diversi mondi musicali e diversi sviluppi della musica dei nostri giorni. Il rock con i classici Frank Zappa e Keith Emerson, accanto alle voci più di tendenza dei Nirvana e dei Radiohead. Il jazz con Janis Joplin, Duke Ellington, Wynton Marsalis e altri. Il tutto presentato da interpreti di primissimo piano come Nicola Benedetti, dedicataria e interprete del concerto per violino di Marsalis, Alessandro Taverna, che suonerà il concerto di Emerson, e Giovanni Sollima, con tutta la sua strabordante fantasia.

Si inizia con Ottavio Dantone, protagonista di due concerti consecutivi: venerdì 9 e giovedì 15 aprile. I programmi spaziano dal classicismo di Haydn al neoclassicismo di Pulcinella di Stravinskij, del quale ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario della morte. Il balletto in un atto su musiche di Pergolesi, in programma il 9 aprile, è proposto in forma integrale con le voci di Paola Gardina, Alasdair Kent e Paolo Bordogna. 

Ancora un protagonista unico nelle due settimane successive: Daniele Gatti, che torna sul podio dell’Orchestra Rai dopo aver diretto ben sei diversi programmi nel corso del 2020. Per i concerti di giovedì 22 e giovedì 29 aprile propone il ciclo integrale delle Sinfonie di Brahms, autentico banco di prova per le grandi bacchette e le orchestre sinfoniche. 

Il 6 maggio è la volta di un altro grande ritorno, quello di Fabio Luisi, il cui rapporto con la compagine Rai si è fatto costante negli ultimi anni. Insieme al giovanissimo pianista russo Alexander Malofeev, non ancora ventenne, propone il Primo Concerto di Franz Liszt e a seguire la Quarta Sinfonia di Bruckner detta “Romantica”. Il mese di maggio procede con Aziz Shokhakimov che, giovedì 13, insieme al violoncellista Pablo Ferrández propone il Concerto n. 1 per violoncello e orchestra di Šostakovič, e insieme al Coro Femminile Ruggero Maghini omaggia Dante Alighieri nell’anniversario della nascita con Eine Symphonie zu Dantes Divina Commedia, detta Sinfonia Dante, di Liszt. Il concerto è trasmesso in diretta su Rai5. 

Due giorni dopo, sabato 15 maggio, Shokhakimov propone un altro omaggio, questa volta a Stravinskij, completando la proposta di Dantone con l’opera da camera l’Histoire du soldat. Con questo spettacolo l’OSN Rai rinnova la collaborazione con la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus: bambini e ragazzi potranno conoscere gli strumenti di una grande orchestra sinfonica e saranno protagonisti di un percorso di laboratori che culminerà proprio con il concerto dedicato a Stravinskij. 

Giovedì 20 maggio torna a suonare con l’Orchestra Rai Stefano Bollani, con il suo Concerto azzurro per pianoforte e orchestra, che fonde jazz e linguaggi classici, composizione e improvvisazione. Dirige Kristjan Järvi, che apre la serata con un suo brano, Aurora per orchestra. Il mese di maggio si chiude giovedì 27, con una serata interamente dedicata al repertorio francese. Protagonisti il direttore Maxime Pascal e il soprano Anna Caterina Antonacci, che ha fatto della Francia e della cultura francese i suoi territori d’elezione. In programma il Poème de l’amour et de la mer per voce e orchestra di Chausson, La mer di Debussy e La valse di Ravel. 

Giugno si apre giovedì 3 con due affermatissimi talenti musicali appartenenti alla stessa generazione: il direttore Michele Mariotti, classe 1979, e il violinista Renaud Capuçon, classe 1976. In programma il celebre Concerto in mi minore per violino e orchestra di Mendelssohn e la più rara Sinfonia n. 2 in re maggiore di Sibelius. 

Il cartellone di primavera-estate si chiude con un ciclo di quattro concerti raccolti sotto l’etichetta “Rai Orchestra Pops”, che esplorano i confini tra linguaggio classico, la scrittura sinfonica, il rock, la musica per il cinema, il crossover e lo swing. Sul podio due direttori americani noti per la loro versatilità e l’apertura alle contaminazioni. Il 10 giugno sono protagonisti Ryan McAdams e il pianista Alessandro Taverna, impegnati con vari autori rock per il sinfonico. Il 17 giugno si spazia da Scott Joplin a Duke Ellington con la bacchetta di John Axelrod. Il 23 giugno torna Ryan McAdams con il violoncello di Giovanni Sollima, per una serata che va da Purcell ai Nirvana, passando per la musica dello stesso Sollima. Ultimo appuntamento, il 1° luglio, ancora con John Axelrod e la violinista Nicola Benedetti, interprete del concerto di Wynton Marsalis, di cui è dedicataria e che ha inciso con la Philadelphia Orchestra.

All’offerta sinfonica torna ad affiancarsi quella cameristica, con i concerti dei gruppi dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma a porte chiuse nello spazio a loro tradizionalmente dedicato della domenica mattina alle 10.30. I concerti da camera saranno registrati e trasmessi successivamente su Radio3. Gli appuntamenti sono tre: il 2 maggio con gli Archi dell’OSN Rai e un programma dedicato al grande Novecento; il 30 maggio con un trio d’archi accompagnato dalla fisarmonica e dal bandoneón di Davide Vendramin, per un omaggio ad Astor Piazzolla; e il 6 giugno con un ensemble dell’OSN Rai diretto da Francesco Pomarico che propone un ulteriore omaggio a Stravinskij. E oltre ai concerti da camera realizzati in Auditorium Rai, proseguono anche quelli alla Cappella Paolina del Quirinale a Roma, trasmessi in diretta su Radio3 la domenica mattina. 

Dal 9 al 22 agosto infine, torna per la compagine Rai l’impegno come Orchestra principale al Rossini Opera Festival di Pesaro, con le opere Moïse et Pharaon ed Elisabetta, regina d’Inghilterra, dirette rispettivamente da Giacomo Sagripanti ed Evelino Pidò, cui si aggiunge il Gala Rossini diretto da Michele Spotti, che chiude il cartellone.

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lunedì 22 marzo 2021

Lazio Street Art, un volto nuovo alle città attraverso arte e creatività

Lazio Street Art: 10 progetti per dare un volto nuovo alla città attraverso l'arte e la creatività. Al via i primi 4 progetti.




L’arte e la creatività invadono le città con Lazio Street Art. Sono 4 i progetti che stanno vedendo la luce in questi giorni: a Roma, “Cantieri San Paolo” nell’VIII Municipio e “Fantasia in piazza” nel II Municipio; “R/ESISTENZA” nel comune di Antrodoco (RI) e “Marta – Valentano: Tra storia, leggenda, scienza - Amalasunta e Ruffini” nei comuni di Marta e Valentano (VT). Interventi artistici importanti per dare nuova vita ai comuni del Lazio attraverso la creatività. È questo l’obiettivo di ‘Lazio Street Art’, il progetto della Regione che attraverso uno stanziamento a fondo perduto di 200 mila euro ha promosso e sostenuto, tramite la concessione di contributi alle amministrazioni pubbliche, 10 progetti di arte urbana in tutte le province.

“Con Lazio Street Art portiamo in tutto il territorio l’arte e la creatività dei nostri artisti e diamo un nuovo volto alle nostre città riqualificando anche le aree urbane più periferiche e marginali. “Cantieri San Paolo” e “Fantasia in piazza” a Roma, “R/ESISTENZA” ad Antrodoco, “Tra storia, leggenda, scienza - Amalasunta e Ruffini” a Marta e Valentano: vedere realizzate le prime opere di questi straordinari progetti nonostante le grandi difficoltà che tutte e tutti stiamo affrontando in questo periodo è una grande soddisfazione. Per questo abbiamo deciso di prorogare ancora i termini fissati per la realizzazione delle opere al 30 giugno 2021 così che ognuno di questi progetti possa prendere vita valorizzando l’identità dei luoghi e il patrimonio storico e artistico del territorio ma anche puntando l’attenzione su temi fondamentali come l’integrazione e il rispetto delle differenze; l’ambiente, la natura e la sostenibilità - ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - Stiamo lavorando, inoltre, a nuove edizioni di Lazio Street Art nei prossimi anni, in linea con quanto previsto dalla legge regionale per la valorizzazione, promozione e diffusione della street art nel Lazio approvata a dicembre e nata grazie al lavoro e alla passione della Vicepresidente della Commissione Cultura della Regione, Marta Leonori. Un provvedimento che dimostra la nostra attenzione per questa straordinaria forma d’arte che è stata inserita anche tra le azioni regionali in ambito culturale della nuova programmazione UE 2021-27” ha concluso il Presidente.

I progetti, presentati  a seguito di Avviso pubblico, sono stati selezionati grazie al lavoro svolto da una Commissione di esperti formata dai rappresentanti di tre fondazioni partecipate dalla Regione Lazio: Fondazione MAXXI, Fondazione La Quadriennale e Fondazione Romaeuropa.   

In attesa di poter inaugurare in presenza a maggio, è con un video online disponibile da sabato 20 marzo che si apre virtualmente il progetto “R/ESISTENZA – Street Art Gallery” di Ondadurto Teatro del Comune di Antrodoco (RI). Una galleria a cielo aperto con la direzione artistica di Marco Paciotti e Alin Cristofori che vedrà per le vie opere di grande artisti quali Sten & Lex, Lucamaleonte, Neve e Alessandra Carloni.

A Roma, nel Quartiere San Paolo è in dirittura d’arrivo “Cantieri San Paolo”, progetto del Municipio VIII realizzato con Dominio Pubblico, diretto da Tiziano Panici, e con la curatela di Michele Trimarchi: un laboratorio a cielo aperto di street art e arte urbana firmato da Greg Jager, Gojo e Collettivo ‘900 con Leonardo Crudi ed Elia Novecento, Wuarky e Lola Poleggi.

Anche il quartiere romano di San Lorenzo si riempie di colori con “Fantasia in piazza”, il progetto del II Municipio di Roma Capitale con il giovane artista Leonardo Crudi che sta disegnando sul piano orizzontale, attualmente pavimentato con basaltine, geometrie colorate da utilizzare per inventare giochi e percorsi. Appuntamento nei primi giorni di aprile per la conclusione dei lavori dell’intervento artistico in Piazza dell’Immacolata.

Terminati anche i lavori di “Marta – Valentano: Tra storia, leggenda, scienza – Amalasunta e Ruffini”: nei due comuni del viterbese, il progetto curato da  Gino Auriuso e con la comunicazione di Artenova ha visto come protagonisti i P.A.T. (Pittori Anonimi del Trullo) che grazie ai loro interventi artistici hanno portato a termine un particolare lavoro di riqualificazione e valorizzazione del territorio. Protagonisti delle opere la Regina Amalasunta, per il Comune di Marta, e il matematico Paolo Ruffini per il Comune di Valentano.

 I 10 PROGETTI FINANZIATI:

Città metropolitana di Roma Capitale

 Comune di Frascati: “Nature concrete – Il Circo”

 Comune di Guidonia: “Resistart”

 Comune di Manziana: “INCONTRI”

 Comune di Genazzano: “Genazzano For Street”

Municipi di Roma Capitale

 VIII Municipio: “Cantieri San Paolo”

 II Municipio: “Fantasia in piazza” 

Provincia di Frosinone

 Comune di Fiuggi: “Anticoli - Fiuggi Zero km” 

Provincia di Latina

 Comune di Itri: “Color Up Itri” 

Provincia di Rieti

 Comune di Antrodoco: “R/ESISTENZA”

Provincia di Viterbo

 Comuni di Marta e Valentano: “Marta – Valentano: Tra storia, leggenda, scienza - Amalasunta e Ruffini”

sabato 20 marzo 2021

Shunga: sesso e piacere nell'arte giapponese

Dal contenuto esplicitamente erotico, gli shunga, termine giapponese che significa letteralmente "immagini della primavera", sono opere d'arte legate ai più ampi contesti sociali e che attraverso la loro sensualità, riverenza, umorismo e parodia sono entrate a far parte della vita e della cultura giapponese in maniera sorprendente. 






Gli shunga sono xilografie giapponesi dal contenuto esplicitamente erotico, concepite secondo lo stile della scuola ukiyo-e, prodotte principalmente durante il periodo Edo (antico nome dell’odierna Tôkyô, 1603-1868). Gli shunga costituiscono una delle più vivaci manifestazioni di una riflessione etica ed estetica sulla brevità e transitorietà della vita, riflessione che esprime i valori del ceto borghese delle grandi città di quel tempo. Mercanti, artigiani, medici e artisti erano esclusi dal potere politico, ma, economicamente fiorenti, affermavano una concezione edonistica della vita, in aperto contrasto con la rigida morale neoconfuciana dei samurai che reggevano il paese. 

Le opere materializzano la visione del mondo di coloro che irridevano il conservatorismo del potere politico, raffigurando il lusso, le feste, gli spettacoli teatrali e la vita delle case di piacere, dove i borghesi trovavano la compagnia di donne esperte nell'arte dell'intrattenimento e dell'amore. In Giappone, le prime raffigurazioni shunga risalgono al periodo Heian (794 - 1185). A quei tempi erano per lo più riservate agli ambienti di corte. Dipinte su rotoli di carta, si ipotizza fossero ispirate a modelli cinesi, soprattutto alle opere di Zhou Fang (730 - 800), il grande pittore erotico attivo durante il regno della dinastia Tang. Nella prima metà del diciannovesimo secolo, ad opera di Harunobu, si giunse alle opere pienamente policrome (nisiki-e) con l’impiego, per le edizioni più lussuose, di quindici e fino a diciassette colori attraverso l’incisione di altrettante matrici in legno.

La complessa esecuzione delle matrici era affidata ad abili incisori, guidati dagli artisti che avevano realizzato i soggetti. Un’arte che gioca su tutta una gamma di espressioni, forme e colori che vanno dalla varietà delle passioni umane alla grazia delle figure femminili, dall’esaltazione delle emozioni amorose all’esplorazione di tutte le inclinazioni della sessualità, anche le più promiscue, non disdegnando atti omosessuali e scene di gruppo. Le ambientazioni erano realistiche: lussuose dimore, bagni pubblici, case da tè, alcove, in barca o all’aperto.

All’inizio del XVII secolo la scuola di pittura Kano stilò un’insieme di regole sull’estetica dell’arte shunga. Vennero codificate le gradazioni di colore con cui dovevano essere stampati i genitali, sia maschili che femminili e i colori da utilizzare nel resto dell’opera. Si stabilì anche la convenzione della rappresentazione in dodici scene amorose, simboleggiando i mesi dell’anno, secondo l’esperienza artistica già teorizzata dal pittore Tosa Mitsunobo (1434-1525). L’arte shunga assunse così la definizione di “genere”, al pari del paesaggio e del ritratto.

Questo genere d'arte non era in uso solo tra pittori esclusivamente erotici, ma numerose stampe furono dipinte anche da alcuni tra i massimi esponenti della pittura giapponese, come Katsushika Hokusai, Kitagawa Utamaro e Suzuki Harunobu. Vengono considerati poi i diretti antenati dei manga erotici, rappresentando quindi un fondamentale tassello nella corposa storia dei fumetti giapponesi.

Gli shunga si affermarono negli ambienti artistici europei, intorno alla metà del XIX secolo. A Parigi circolavano tra i pittori realisti ed impressionisti: Theodore Duret, Degas, Renoir, Pisarro e Monet. Ad esserne fortemente influenzato fu Degas; in alcuni tagli prospettici delle sue opere si possono infatti riscontrare significative analogie con l’arte giapponese. Ma anche Van Gogh non rimase estraneo al fascino di queste opere; i ponti e gli ombrellini delle donne di Claude Monet rimandano alle immagini di Hokusai. A Londra le prime xilografie ukiyo-e comparvero all’Esposizione Universale del 1862. Aubrey Beardsley (1872-1898) possedeva una vasta collezione di arte shunga, da cui trasse ispirazione per le illustrazioni della Lysistrata di Aristofane. Le linee fluttuanti delle stampe giapponesi furono fonte di ispirazione anche per gli artisti Art Nouveau.

Nell’ultimo decennio di questo secolo le xilografie shunga hanno incontrato un interesse particolare nella critica e nel pubblico occidentale. Molti musei hanno introdotto nelle loro collezioni di grafica queste incisioni. In Giappone nel 2015, gli shunga sono stati protagonisti di una mostra a Tokyo, presso l‘Esei-Bunlo Museum con l’obiettivo di rompere il tabù che si è creato intorno a questa particolare forma d’arte, e donare anche la possibilità ai molteplici collezionisti, presenti in tutto il mondo, di vedere gli originali di questi lavori. In Europa gli shunga sono stati presentati in importanti mostre retrospettive come quella alla Kunsthal di Rotterdam nel 2005, a Palazzo Reale di Milano nel 2009, a Lugano nel 2010, al British Museum di Londra nel 2013, a Torino presso l'Istituto per la tutela dei beni cartacei (IREL) nel 2017.

martedì 16 marzo 2021

Cinema, Regione Lazio: al via il bando per il restauro e la digitalizzazione di opere cinematografiche e audiovisive

La Regione Lazio da il via alla nuova edizione del bando per il restauro e la digitalizzazione di opere cinematografiche e audiovisive. 




Si rinnova l’impegno della Regione Lazio per il recupero delle pellicole che hanno fatto grande il cinema italiano. Torna anche quest’anno l’Avviso pubblico per il restauro e la digitalizzazione di opere cinematografiche e audiovisive rivolto alle imprese di post produzione del Lazio.

“Una nuova occasione per rivivere la magia dei capolavori del passato. Anche per il 2021, investiamo 150 mila euro per riportare in vita le più belle pellicole del nostro cinema. In particolare in questo momento, abbiamo bisogno di far rivivere la bellezza e per questo continuiamo a sostenere tutte quelle realtà produttive del nostro territorio che con il loro lavoro mantengono viva la memoria di questo patrimonio straordinario. Lo facciamo consapevoli che dobbiamo impegnarci per riprendere al più presto in mano le nostre vite e le nostre abitudini, in attesa di poter tornare a vivere in sicurezza nelle sale tutte le emozioni del grande schermo” dichiara il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

L’Avviso pubblico è rivolto a imprese di post produzione di opere cinematografiche e audiovisive con sede legale o operativa nella Regione Lazio ma anche cineteche con sede legale e domicilio fiscale in Italia che potranno presentare domanda per massimo due opere. I vincitori potranno ottenere contributi interamente a fondo perduto fino a 40 mila euro per i lungometraggi e fino a 20 mila euro per i cortometraggi. Tutti i progetti  dovranno concludersi entro il 30 settembre 2021 e prevedere la digitalizzazione in modo da consentire la fruizione delle opere anche da parte di persone con disabilità, mediante l’utilizzo di sottotitoli e strumenti di audiodescrizione.

Tra le spese ammissibili a finanziamento ci sono la pulizia e la riparazione dei supporti delle pellicole da digitalizzare, trattamenti di digital clean e color correction ma anche l’acquisto o il noleggio di sistemi o spazi di memorizzazione, archiviazione e di gestione dei file del materiale digitalizzato.

Sarà possibile presentare domanda di contributo entro le ore 12 del trentesimo giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio esclusivamente attraverso l’apposita piattaforma informatica messa a disposizione da LAZIOcrea S.p.A. all’indirizzo www.regione.lazio.it/cinedigitalizzazione

lunedì 15 marzo 2021

La Sapienza scommette sulla sostenibilità, al via i lavori del nuovo Comitato tecnico-scientifico

 La rettrice Antonella Polimeni ha inaugurato le attività. L'Ateneo punta sulla didattica con un corso dedicato agli Obiettivi di sviluppo sostenibile.




La Sapienza investe sul perseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni unite con l'istituzione del nuovo Comitato tecnico-scientifico per la sostenibilità. Il Comitato, costituito da docenti di tutte le aree e da rappresentanti degli studenti e coordinato dal prorettore per la Sostenibilità Livio de Santoli, ha iniziato i propri lavori il 12 marzo 2021. 

Il programma concreto delle azioni, da sviluppare nel breve, medio e lungo periodo su un arco temporale di sei anni, si articola in attività didattica, ricerca e presenza sul territorio attraverso la terza missione. Per quanto riguarda la didattica in particolare, la Sapienza ha già realizzato una prima esperienza con un corso di formazione e un corso di insegnamento dedicati a questi temi, aperti a tutti gli studenti. Da aprile 2021 le iniziative didattiche saranno rilanciate con un corso base che rilascerà 6 crediti formativi universitari. Sono previsti una giornata inaugurale di inquadramento generale su sostenibilità energetica, sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e indicatori di Benessere equo solidale, sei giornate interdisciplinari e 15-20 webinar realizzati dalle singole Facoltà su temi specifici, con l'intervento dei docenti e l'apertura della discussione agli studenti.

Le attività formative per la sostenibilità sono poi destinate a svilupparsi nel tempo con iniziative ulteriori, tra le quali si ipotizza l'istituzione di un vero e proprio corso di laurea triennale.

“La questione della sostenibilità richiede l'adesione di ognuno di noi a un nuovo paradigma culturale che investa tutti i campi, da quelli scientifici a quelli umanistici -ha affermato la rettrice Antonella Polimeni aprendo i lavori del Comitato - in un progetto di rielaborazione dell'idea di Ateneo e del suo ruolo nella società sono convinta che uno spazio importante dovrà essere ricoperto dalla sostenibilità. L'istituzione In Sapienza di un comitato tecnico-scientifico sul tema, composto da docenti esperti nei vari settori d'interesse e dagli studenti, gli stessi a cui dobbiamo consegnare il testimone dell'impegno per lo sviluppo sostenibile, rappresenta un punto centrale della nostra politica universitaria. Vogliamo portare avanti la proposta di un modello culturale transdisciplinare, capace di nuove interpretazioni delle istanze globali. L'esigenza di una rinnovata “ecologia dei saperi” non può trovare miglior casa della Sapienza, che con le sue Facoltà e i suoi Dipartimenti persegue una mission integrata in termini di formazione, ricerca e terza missione".

Il Comitato tecnico-scientifico riunisce competenze di alto livello in tutti i campi e potrà essere a disposizione delle istituzioni anche per attività di consulenza in questa particolare fase che vive il Paese, con l'adozione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e con le strategie di recovery, che necessariamente avranno la sostenibilità come asse portante.

domenica 7 marzo 2021

Giornata internazionale della donna, ecco il programma #DonneCultureRoma

Lunedì 8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, Roma Culture promuove l’iniziativa #DonneCultureRoma, un programma di eventi gratuiti dedicati al talento femminile e alla sua valorizzazione.





Realizzata grazie alla collaborazione delle istituzioni culturali cittadine, #DonneCultureRoma prende il via la mattina dell’8 marzo. La manifestazione si potrà seguire per tutta la giornata, e nei giorni successivi, sui canali digitali delle istituzioni coinvolte. Il programma è disponibile sul sito culture.roma.it e sui canali social di @cultureroma, attraverso gli hashtag #donnecultureroma, #8marzocultureroma, #8marzo e #cultureroma.

Alle ore 10, in anteprima su Operaroma.tv, il canale YouTube ufficiale del Teatro dell’Opera di Roma, e sul canale Instagram Tv dell’istituzione, verrà lanciato il nuovo videoclip di Tosca, una delle interpreti più eclettiche e sperimentatrici della scena musicale italiana. Proprio nel teatro dove nel gennaio del 1900 ha debuttato Tosca di Giacomo Puccini, l’opera romana per eccellenza, la cantante proporrà una lettura intima e personale di Vissi d’arte accompagnata da Massimo De Lorenzi alla chitarra.

Sarà introdotta da una nota del direttore Giorgio Gosetti la giornata dedicata al’8 marzo dalla Casa del Cinema di Roma. Dalle ore 10 sul sito e sui canali social dell’istituzione verrà pubblicato un ironico e appassionato viaggio attraverso la storia del cinema in cui Gosetti racconterà le conquiste delle donne, la loro emancipazione e il loro orgoglio, senza tralasciare i ritratti intensi che, nel tempo, grandi cineasti e interpreti hanno saputo restituire delle figure femminili. A seguire, alle ore 11, il viaggio continuerà in video con un’incursione nella mostra dedicata a Mario Monicelli. Davanti alle immagini di Monica Vitti, il critico Alberto Crespi e Gosetti rievocheranno le storie di set e le scene madri del memorabile film La ragazza con la pistola.

Sarà un incontro con una grande donna del ‘900 quello che andrà online alle ore 12 e che vedrà protagonisti Gosetti e Luciana Castellina. A lei il compito di indagare il significato e dare il giusto valore alla Giornata internazionale della donna. Nel pomeriggio chiuderanno la programmazione la video testimonianza di Pierfranco Bianchetti che presenterà il libro L’altra metà del pianeta Cinema – 100 donne sul grande schermo (ore 15) e la pubblicazione di alcuni materiali tratti dal documentario Ragazze: la vita trema, opera prima del 2009 di Paola Sangiovanni (ore 16).

Con il racconto di alcune tra le più importanti donne del mondo dell’arte, della moda e della performance, il Palazzo delle Esposizioni celebrerà l’8 marzo sul proprio sito e sui canali social a partire dalle ore 12. Sarà Cesare Pietroiusti a iniziare con un racconto dedicato alle artiste degli anni ’90, concentrandosi sulla loro capacità di influire in modo importante sullo sviluppo dell’arte relazionale. A seguire, alle ore 14, Clara Tosi Pamphili parlerà invece del lavoro della fotografa ligure Lisetta Carmi, una delle protagoniste della Quadriennale d’Arte – Fuori con alcuni dei suoi celebri scatti. Con i suoi reportage, la Carmi ha contribuito, in tutta la sua carriera, ad alimentare una critica sottile nei confronti dei valori patriarcali e sessisti della borghesia. Terzo e ultimo appuntamento alle ore 16 in compagnia di Daniela Lancioni, che parlerà dell’artista romana Titina Maselli, protagonista nel 2019 dell’esposizione Mostre in Mostra a Palazzo delle Esposizioni. Pittrice lungimirante e controcorrente, la Maselli ha saputo cogliere con i suoi paesaggi metropolitani il fascino della città contemporanea mostrandone i lati oscuri, senza aneddoti e senza ideologie.

Nell’ambito delle iniziative organizzate dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, si prenderà il via la mattina alle ore 11 con una iniziativa in presenza al Museo Napoleonico per i visitatori presenti nel museo. La curatrice Laura Panarese li accompagnerà in un percorso di visita dedicato alle figure femminili della famiglia Bonaparte (in replica alle ore 15). Contestualmente, alle ore 11, sulla pagina Facebook della Galleria d’Arte Moderna di Roma, si svolgerà in prima assoluta la performance Ti scrivo solo di domenica di Bianca Pucciarelli, in arte Tomaso Binga. L’autrice leggerà, in modo meccanico e senza inflessioni emotive, il diario epistolare di una donna che, lungo un intero anno, scrive a un’amica ogni domenica, considerando questo come l’unico giorno femminile della settimana. Un anno di impressioni, descrizioni, messaggi emergenziali, sogni, progetti che trovano forma nelle parole scritte, nella voce dell’autrice cadenzata dal ticchettio puntuale di un metronomo e in un canto liturgico conclusivo.

A seguire, alle ore 13, sulla pagina Facebook del Museo Napoleonico si inaugurerà un nuovo ciclo di video-narrazioni tutte al femminile dal titolo Vis-a-vis con le Bonaparte. Profili di donne da riscoprire. Quattro racconti brevi per immagini che analizzeranno i profili di altrettante donne Bonaparte: Mathilde, Charlotte, Eugenia e Ortensia. Al via il ciclo con Nostra Signora delle Arti dedicato a Mathilde.

Alle ore 16.30, sulla piattaforma Google Suite, si potrà invece assistere al nuovo appuntamento del ciclo di incontri Educare alle mostre, Educare alla città, dal titolo Donne in Luce, immagini e presenze femminili nell’Archivio dell’Istituto Luce. La docente di Storia e Filosofia Annabella Gioia, si concentrerà sui cinegiornali Luce indagando sulla scarsa presenza riservata in essi alle figure femminili, relegate dal regime a ruoli subalterni e tradizionali, secondo un principio di controllo dell’individualità della donna da contenere sempre in un ristretto perimetro funzionale alla politica demografica dello Stato.

Ispirato dalla mostra Le altre opere. Artisti che collezionano artisti, visitabile alla Galleria d’Arte Moderna fino al 2 maggio, sarà il video di Daniela Perego Pensieri diversi da artiste diverse per la Giornata internazionale della donna che verrà pubblicato alle ore 17 sulla pagina Facebook del museo. L’arte, il vissuto, l’attualità e il futuro delle artiste in mostra prenderà vita di fronte alle loro opere, in un confronto di voci, generazioni ed esperienze personali. Parole di: Lucilla Catania, Licia Galizia, Silvia Giambrone, Donatella Landi, Myriam Laplante, Adele Lotito, Roberta Maola, Daniela Monaci, Veronica Montanino, Laura Palmieri, Daniela Perego, Claudia Quintieri, Fiorella Rizzo.

Le attività della Sovrintendenza continueranno anche dopo l’8 marzo con l’appuntamento di aMICi online di giovedì 11 marzo alle ore 16 (su Google Suite), incentrato sulle Imperatrici dal Museo Napoleonico. Quello curato da Laura Panarese, sarà un percorso visuale e storico-artistico su due figure dal carisma indiscusso: Joséphine, prima moglie di Napoleone, e Eugenia, consorte di Napoleone III.

Prenderà il via ufficialmente alle ore 17 la rassegna di appuntamenti tutti al femminile dal titolo Donne in Letterature, a cura della Casa delle Letterature dell’Istituzione Biblioteche di Roma. Sui canali social dell'istituzione un omaggio alle scrittrici dell’attuale scena editoriale, protagoniste di un ciclo di presentazioni di libri che, dopo l’8 marzo, proseguirà con altri appuntamenti fino al 22 marzo. Un’occasione per guardare all’attualità con gli occhi delle donne che raccontano e si raccontano. Attraverso visioni, interpretazioni e stili peculiari emergeranno le molteplici dimensioni della scrittura e dell’universo femminile. Si partirà nell’evento inaugurale con la presentazione di Donne al futuro, una serie di ritratti femminili di ieri e di oggi, figure che rappresentano la vita e il ruolo delle donne nell'Italia contemporanea. A parlarne Paola Gaglianone, Maria Serena Palieri, Lia Levi, Cristiana Di San Marzano, Alice Pasquini e Paolo Conti.

Il ciclo proseguirà fino al 22 marzo con le seguenti presentazioni editoriali: L’acqua del lago non è mai dolce con l’autrice Giulia Caminito e Yari Selvetella (10 marzo, ore 17); Sembrava bellezza con l’autrice Teresa Ciabatti e Lidia Ravera (10 marzo, ore 18); Biancaneve nel Novecento con l’autrice Marilù Oliva e Elisabetta Mondello (12 marzo, ore 17); Cuore allegro con l’autrice Viola Lo Moro e Ilaria Gaspari (12 marzo, ore 18); Splendi come vita con l’autrice Maria Grazia Calandrone e Laura Pugno (15 marzo, ore 17); Borgo Sud con l’autrice Donatella Di Pietrantonio e Filippo La Porta (15 marzo, ore 18); Tre madri con l’autrice Francesca Serafini, Saverio Costanzo e Giordano Meacci (19 marzo, ore 17); Stai zitta. E altre nove frasi che non vogliamo sentire più con l’autrice Michela Murgia (19 marzo, ore 18); Musa e getta. Sedici scrittrici per sedici grandi donne con Arianna Ninchi, Silvia Siravo, Chiara Tagliaferri, Laura Pugno (22 marzo, ore 17).

Inoltre, durante la giornata dell’8 marzo, l’Istituzione Biblioteche di Roma proporrà sui propri canali digital: un video-laboratorio rivolto a grandi e piccoli per realizzare le scarpette rosse alla Biblioteca Collina della Pace (ore 15); consigli di lettura dal catalogo di www.bibliotecheroma.it offerti dalle Biblioteche Basaglia, Mameli, Giovenale, Nicolini, Mandela; incontri e presentazioni di libri online direttamente dalle Biblioteche Laurentina, Valle Aurelia, Villino Corsini.

Alle ore 17, sui canali social del Teatro di Roma - Teatro Nazionale, andrà online l’evento speciale Tacete, o maschi, abitato da voci di donne, artiste, studiose, musiciste, comiche, poetesse. Nell’appuntamento video si intrecceranno interventi dal palco del Teatro Argentina e contributi da remoto, in una sinfonia di voci femminili, attive nei vari settori dell’arte e del pensiero. Le due poetesse italiane Antonella Anedda e Mariangela Gualtieri, oltre a portare alcuni propri componimenti, leggeranno un sonetto di Ortensia de Guglielmo e Leonora della Genga; l’attrice comica Arianna Dell’Arti porterà gli spettatori all’interno di uno dei suoi racconti surreali; la filosofa e attivista femminista Silvia Federici, partendo dal suo libro Caccia alle streghe, guerra alle donne, racconterà di come il ruolo della donna nella società si sia delineato nel corso dei secoli come una forma di sfruttamento; mentre la cantautrice Mimosa Campironi porterà le sue canzoni che interpretano il presente in modo divertito e affascinante. Non una celebrazione, quindi, ma uno spazio da occupare, con pensieri, versi, ragionamenti che contribuiranno a raccontare una porzione importante del mondo artistico e dello spirito delle stesse autrici.

Appuntamento alle ore 18, invece, sulle pagine social del Teatro Villa Pamphilj per l’evento in streaming #Contiamoci, realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale JazzMine. Nel corso dell’incontro, moderato da Valeriano Solfiti, verranno presentati i risultati di uno studio pilota lanciato lo scorso 22 giugno con l’obiettivo di fare luce sugli squilibri legati al gender balance nelle arti improvvisate. Un’analisi attenta che ha messo a confronto alcuni punti salienti come il numero delle musiciste attive in modo professionale, il ruolo nelle band, le leadership, la presenza nei Festival con i numeri riferiti all’universo jazz maschile. L’evento sarà arricchito da momenti di performance musicale eseguiti da Cecilia Sanchietti alla batteria, Susanna Stivali alla voce, Flavia Ostini al contrabbasso, Angelo Olivieri alla tromba e Emanuele Bruno al pianoforte.

martedì 23 febbraio 2021

Alimentazione, Frumento duro e frumento tenero: qual è la differenza?

Qual è la differenza tra frumento duro e frumento tenero? Lavoro CREA su Trends in Plant Science apre nuove prospettive alla ricerca.



Partendo da una semplice domanda due ricercatori del CREA, Luigi Cattivelli, direttore del CREA Genomica e Bioinformatica e Anna Maria Mastrangelo del CREA Cerealicoltura e Colture industriali hanno pubblicato un opinion paper su Trends in Plant Science, un’importante rivista scientifica che spesso anticipa i futuri trend di ricerca, disegnando nuove prospettive per il miglioramento genetico del frumento.

Differenza tra frumento duro e frumento tenero. Il lavoro.

Il frumento duro ed il frumento tenero sono due specie sì diverse, ma anche molto simili, tanto che, in certe condizioni, è possibile incrociarle tra loro e trasferire geni da una specie all’altra. Il lavoro analizza le differenze tra le due specie e le riconduce a due aspetti principali: differenze “qualitative” come la durezza del seme (che spiega il nome dei due frumenti), la composizione proteica ed il colore che, nell’insieme, determinano l’attitudine a produrre pasta - nel caso del frumento duro - o pane e dolci - in quello del frumento tenero; differenze legate alla capacità di adattamento delle piante all’ambiente (resistenza a stress e cambiamenti climatici) ed alla potenzialità produttiva. In particolare, per queste caratteristiche, alcuni studi recenti evidenziano una potenzialità produttiva superiore nel frumento tenero rispetto al frumento duro.

Mentre le differenze qualitative (durezza, colore e composizione proteica del seme) sono controllate da pochi geni, quelle legate all’adattamento all’ambiente (resistenza e produttività) sono più complesse e determinate dalla diversa configurazione genomica delle due specie.

Le conclusioni Diversamente da quanto generalmente si pensa, un’analisi dei dati esistenti suggerisce che il frumento tenero possa essere più adattabile - e quindi più produttivo - anche in molte aree dove tradizionalmente si coltiva frumento duro. Il lavoro ipotizza di combinare insieme la maggiore potenzialità produttiva del frumento tenero con le caratteristiche qualitative dei frumenti duri, una possibilità realizzabile attraverso l’uso di tecniche tradizionali di miglioramento genetico e di approcci di genome editing.

“Queste “nuove piante”, capaci di esprimere la qualità dei grani duri, ma con la potenzialità produttiva propria delle piante di frumento tenero – spiega Luigi Cattivelli, coautore dello studio - potrebbero rappresentare un’opportunità per migliorare la produzione di grano duro, senza penalizzare la qualità e contrastare l’effetto negativo dei cambiamenti climatici sulla produzione agricola”.

Musica, i Concerti di primavera-estate dell'Orchestra Rai

Dal 9 aprile al 1° luglio in diretta su Radio 3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura. Molte serate anche su Rai 5. Grandi direttor...